Mea culpa
:: NatiScalzi :: Ci vediamo a ....
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Re: Mea culpa
Paolo, credimi, hai tutta la nostra solidarietà, in questi ultimi due o tre anni, grazie soprattutto alla tua instancabile attività ed entusiasmo, direi che sia il sito che il forum hanno acquistato più interesse e vitalità dunque non mi pare proprio il caso di preoccuparci di critiche campate in aria e distruttive.
Un ciao a tutti.
Paolo F.
Un ciao a tutti.
Paolo F.
Re: Mea culpa
paolo fratter ha scritto:Paolo, credimi, hai tutta la nostra solidarietà, in questi ultimi due o tre anni, grazie soprattutto alla tua instancabile attività ed entusiasmo, direi che sia il sito che il forum hanno acquistato più interesse e vitalità dunque non mi pare proprio il caso di preoccuparci di critiche campate in aria e distruttive.
Un ciao a tutti.
Paolo F.
Grazie Paolo, so bene che finora avete apprezzato quanto ho fatto e ritengo che abbiate anche il diritto di critica perchè nessuno è infallibile ed io meno di altri.
So che un po' per mio merito, molto per merito vostro è stato fatto: un gruppo di lombardi che si trova spesso ed amichevolmente perchè al di là del barefooting che accomuna i singoli, è cresciuta una bella amicizia e che sta facendo da traino per tutti coloro, singoli o gruppi, che volessero aggiungersi.
Questo è lo spirito giusto, senza porsi obiettivi impossibili, ma mettendo ciascuno in gioco la propria intelligenza e le proprie forze, fare qualcosa di positivo come incontrarsi e farsi conoscere.
Capisco che certe volte prenda un po' di sconforto, perchè a fronte dell'impegno messo, i risultati sembrano minimi, ma ricordiamoci che non lavoriamo per il presente ma per il futuro; se andiamo avanti con pazienza e anche fregandocene delle critiche è solo perchè ci crediamo e, datemi ascolto, il lavoro paga.
Per questo ripeto ancora una volta: dobbiamo avere un atteggiamento positivo, le discussioni anche al calor bianco non devono avere seguito, non devono cioè produrre inimicizie o peggio.
Lasciamo perdere ruggini vecchie e facciamo il possibile per far trovare ai nuovi amici un ambiente sereno e simpatico, il resto verrà.
bfpaul
Mea Culpa
Niente di nuovo sotto il sole, dicevano i latini più di 2000 anni fa. Tutta questa serie di polemiche (inutili) le ho già viste e vissute tutte.
Mi fa piacere che siano stati altri a rispondere alle argomentazioni di Franco, io non l' ho fatto e alcuni sanno perchè, però mi fa piacere sapere che non sono l' unico maleducato (a detta di Franco) al mondo.
Concordo al 100% con tutte le risposte, ed esprimo la solidarietà a Flavio per il modo con cui è stato attacato, io per molto meno sono stato insultato.
Ma per rimanere nelle citazioni "non ti curar di loro ma guarda e passa".
Una caro saluto a tutti e buona estate.
Valerio
P.S. Notare quale buon gusto, sdoganato da Bossi, ha Franco con la sua immagine del bambino con il dito.
Mi fa piacere che siano stati altri a rispondere alle argomentazioni di Franco, io non l' ho fatto e alcuni sanno perchè, però mi fa piacere sapere che non sono l' unico maleducato (a detta di Franco) al mondo.
Concordo al 100% con tutte le risposte, ed esprimo la solidarietà a Flavio per il modo con cui è stato attacato, io per molto meno sono stato insultato.
Ma per rimanere nelle citazioni "non ti curar di loro ma guarda e passa".
Una caro saluto a tutti e buona estate.
Valerio
P.S. Notare quale buon gusto, sdoganato da Bossi, ha Franco con la sua immagine del bambino con il dito.
Re: Mea culpa
Ciao Valerio, sono stato fuori e leggo solo ora queste amenità.
Correggimi se sbaglio: ci siamo visti la prima volta ad un incontro a Genova e, dentro di me, rimasi un po' male, quando mi sembrò di capire che era un falso raduno (eravamo solo in tre) e lo scopo era quello di smascherare un fake di Roma, vedere cioè se ero io, nuovo del forum di allora. Sbaglio, capii male? Ricordo che allora era di gran moda la caccia ai fake, quasi una ossessione. Non so cosa sia successo nel frattempo a Franco, ha assaggiato per caso la stessa pozione del dottor Jekkil?
Correggimi se sbaglio: ci siamo visti la prima volta ad un incontro a Genova e, dentro di me, rimasi un po' male, quando mi sembrò di capire che era un falso raduno (eravamo solo in tre) e lo scopo era quello di smascherare un fake di Roma, vedere cioè se ero io, nuovo del forum di allora. Sbaglio, capii male? Ricordo che allora era di gran moda la caccia ai fake, quasi una ossessione. Non so cosa sia successo nel frattempo a Franco, ha assaggiato per caso la stessa pozione del dottor Jekkil?
Re: Mea culpa
Grazie, Valerio.tarzone ha scritto:Concordo al 100% con tutte le risposte, ed esprimo la solidarietà a Flavio per il modo con cui è stato attacato, io per molto meno sono stato insultato.
Di errori ne ho fatti molti, il primo è quello di aver fatto dello scalzismo un sogno realizzato della mia vita.
Per questo motivo faccio fatica a capire l'inerzia e le paure di molti barefooters, ma è un atteggiamento sbagliato.
Non si può pretendere che una persona educata e condizionata dal dio calzatura possa di colpo abbandonare i suoi freni interiori; ho volutamente schiaffeggiato moralmente ragazzi simpatici, pur di smuovere qualcosa.
Ma per convincere qualcuno bisogna prenderlo per mano e condurlo gentilmente verso la meta.
Urlargli in faccia non serve a nulla.
E poi sembro essere uno dei pochi a vivere la realtà scalza come una specie di paradiso a cui tendere.
Questo è il secondo errore: evidentemente per i più non è altro che un gioco, per il quale non vale la pena di investire più di tanto.
Un mio errore di valutazione, insomma.
L'entusiasmo od il lavoro (per cosa?) pagano davvero? Forse sì, purché ci si rassegni al fatto incontestabile che siamo nati scalzi, ma cresciamo e viviamo calzati.
Camminare scalzi è solo una deviazione del tutto momentanea?
Flavio
Re: Mea culpa
lucignolo ha scritto:Grazie, Valerio.tarzone ha scritto:Concordo al 100% con tutte le risposte, ed esprimo la solidarietà a Flavio per il modo con cui è stato attacato, io per molto meno sono stato insultato.
Di errori ne ho fatti molti, il primo è quello di aver fatto dello scalzismo un sogno realizzato della mia vita.
Per questo motivo faccio fatica a capire l'inerzia e le paure di molti barefooters, ma è un atteggiamento sbagliato.
Non si può pretendere che una persona educata e condizionata dal dio calzatura possa di colpo abbandonare i suoi freni interiori; ho volutamente schiaffeggiato moralmente ragazzi simpatici, pur di smuovere qualcosa.
Ma per convincere qualcuno bisogna prenderlo per mano e condurlo gentilmente verso la meta.
Urlargli in faccia non serve a nulla.
E poi sembro essere uno dei pochi a vivere la realtà scalza come una specie di paradiso a cui tendere.
Questo è il secondo errore: evidentemente per i più non è altro che un gioco, per il quale non vale la pena di investire più di tanto.
Un mio errore di valutazione, insomma.
L'entusiasmo od il lavoro (per cosa?) pagano davvero? Forse sì, purché ci si rassegni al fatto incontestabile che siamo nati scalzi, ma cresciamo e viviamo calzati.
Camminare scalzi è solo una deviazione del tutto momentanea?
Errori ne facciamo tutti, non è questo il problema.
Vorrei esaminare meglio le tue affermazioni: fai fatica a capire l'inerzia e le paure di molti barefooters.
La mia idea è che ci sono tanti tipi di barefooters quanti barefooters esistono, cioè ciascuno è un mondo a sé ed ha posizioni e reazioni molto diverse e contrastanti con gli altri.
Che fare? Ammettere che non ci sono che poche, semplici regole:
- ciascuno sia barefooter a modo suo
- non pretendere mai di "unificare" le varie posizioni o "spingere" a fare qualsivoglia cosa che non si sappia essere ben accetta
Hai "volutamente schiaffeggiato moralmente ragazzi simpatici, pur di smuovere qualcosa".
No, qui non sono d'accordo; se pure l'intento fosse nobile, se chi è interessato all'azione non lo apprezza, l'intervento deve essere considerato negativo. Infatti i "colpiti" non si sono più fatti sentire, e questo è comunque un risultato negativo; ogni postante è una risorsa, nessuna risorsa deve essere persa.
Piuttosto che "creare" un possibile evento negativo, personalmente mi asterrei; qui ci sono sensibilità molto accentuate e non potendosi dire le cose a quattrocchi, si rischia di far male o farsi male, anche se involontariamente.
Ti domandi se "l'entusiasmo od il lavoro (per cosa?) pagano davvero".
La mia risposta è: non c'è nessun dubbio! E sai perchè?
- abbiamo fatto conoscere il sito e la nostra esistenza, non possiamo essere in prima pagina. Moltissimi oggi sanno cos'è il barefootinge questo è già molto
- cerchiamo di aiutare i nuovi ad emanciparsi finalmente ed a crescere nelle loro decisioni; si può fare molto di più e lo faremo ancora con l'esempio e l'incoraggiamento
- abbiamo esempi in proposito: Antonino sta maturando, come tu stesso hai scritto in modo egregio, e dobbiamo e possiamo ottenere analoghi risultati con molti altri. Ricordo ancora una volta che abbiamo oltre 120 iscritti e 10 postanti e mi chiedo: perchè diamine non riusciamo a "farli venir fuori" ad inserirli meglio fra noi? Avrei molte risposte, ma non è il caso ....
Se ci lavoriamo su, il risultato non sarà appagante?
Le considerazioni sul camminare scalzi meriterebbero ben più di una semplice, breve risposta; qui c'è in ballo tutta una filosofia e sarei molto lieto di sviluppare a fondo l'argomento se ci sarà chi lo propone.
bfpaul
Re: Mea culpa
Qui mi viene qualche dubbio.bfpaul ha scritto:Le considerazioni sul camminare scalzi meriterebbero ben più di una semplice, breve risposta; qui c'è in ballo tutta una filosofia e sarei molto lieto di sviluppare a fondo l'argomento se ci sarà chi lo propone.
Nel senso che la penso come te, ma, forse, parlare di filosofia è un po' eccessivo per molti barefooters.
Camminare a piedi nudi si tratta, verosimilmente, di una cosa molto bella da praticare, ma più simile alla valvola di sfogo che entra in azione una volta ogni tanto, guando ne sentiamo il desiderio, piuttosto che ad un modus vivendi.
Ci si sente più liberi, senza dover fare a tutti i costi la guerra contro le nostre regole acquisite ed i pregiudizi sociali.
Forse, chi mi leggeva in passato ricorderà che io stesso ero partito così: un hobby da vivere in alcuni momenti della giornata o della settimana; poi qualcosa è cambiato profondamente, fino a dar vita ad un vero e proprio pensiero organizzato.
Non tutti raggiungono questa fase, non per mancanza di capacità, ma semplicemente perché lo scalzismo non occupa la stessa posizione nella scala dei valori personali di ognuno.
Ho toccato con mano che voler dare troppo spessore al forum, proprio per i motivi che ho appena accennato, può provocare almeno un sentimento di noia, che per qualcuno può diventare addirittura senso di fastidio.
Provare a parlarne non è male, ma consentimi di avere molti dubbi sulla sua reale utilità.
Flavio
Re: Mea culpa
lucignolo ha scritto:Qui mi viene qualche dubbio.bfpaul ha scritto:Le considerazioni sul camminare scalzi meriterebbero ben più di una semplice, breve risposta; qui c'è in ballo tutta una filosofia e sarei molto lieto di sviluppare a fondo l'argomento se ci sarà chi lo propone.
Nel senso che la penso come te, ma, forse, parlare di filosofia è un po' eccessivo per molti barefooters.
Camminare a piedi nudi si tratta, verosimilmente, di una cosa molto bella da praticare, ma più simile alla valvola di sfogo che entra in azione una volta ogni tanto, guando ne sentiamo il desiderio, piuttosto che ad un modus vivendi.
Ci si sente più liberi, senza dover fare a tutti i costi la guerra contro le nostre regole acquisite ed i pregiudizi sociali.
Forse, chi mi leggeva in passato ricorderà che io stesso ero partito così: un hobby da vivere in alcuni momenti della giornata o della settimana; poi qualcosa è cambiato profondamente, fino a dar vita ad un vero e proprio pensiero organizzato.
Non tutti raggiungono questa fase, non per mancanza di capacità, ma semplicemente perché lo scalzismo non occupa la stessa posizione nella scala dei valori personali di ognuno.
Ho toccato con mano che voler dare troppo spessore al forum, proprio per i motivi che ho appena accennato, può provocare almeno un sentimento di noia, che per qualcuno può diventare addirittura senso di fastidio.
Provare a parlarne non è male, ma consentimi di avere molti dubbi sulla sua reale utilità.
Questa volta sono completamente d'accordo.
Forse avrei dovuto scrivere filosofia come hai scritto tu e non filosofia, ma ben venga il chiarimento. Non intendo costruire un sistema filosofico, non è il mio mestiere, ma volevo dire: un modo di pensare basato su tutta una serie di convinzioni supportate dall'esperienza personale quotidiana.
Sicuramente, fra le altre cose, si potrebbero distinguere i barefooters "a tutto tondo" (cioè quelli che concepiscono il barefooting come una scelta di vita e che personalmente si sentono "completi" e nel loro stato ordinario se sono scalzi) dagli altri per cui il barefooting è una attività che consente di liberarsi di una serie di restrizioni, ma che non vogliono o non possono "vivere scalzi" per i condizionamenti della società.
Noterai che ho usato perifrasi e virgolette perchè non intendo fare scale di valori (se no qualcuno si offende) ed io per primo ho scritto che questo non va fatto ....
Però, come giustamente ha scritto Alex 65 proprio oggi, sarebbe utile prevedere i Soci "simpatizzanti" o come li si voglia chiamare, usando i criteri che ho esposto come spartiacque.
Ne approfitto per dire a chi è socio (e si è distratto) ed anche agli altri, che mesi fa abbiamo iniziato un'Assemblea che poi è stata interrotta, nella quale avremmo dovuto approvare lo Statuto.
Pertanto per il momento resta un "gentlemam agreement" e quando riprenderemo l'Assemblea terremo senz'altro conto di questa indicazione.
Per il resto, sei arrivato alle mie conclusioni che voler insistere perchè tutti si sentano o diventino bf " atutto tondo" non è utile perchè molti non matureranno mai questa decisione. Noi possiamo incoraggiare, mai insistere, è controproducente per tanti motivi.
bfpaul
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