Povera podologia

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Povera podologia

Messaggio  Rei il Ven Feb 25 2011, 07:03

L'approccio alla medicina ottocentesca mirava a correggere e "migliorare" il fisico umano, concezione derivante dalla convinzione più generale che l'uomo dovesse dominare (e cambiare) la natura.
Insomma, il medico come meccanico del corpo.
Da qui l'uso del busto per avere un "vitino di vespa" (anche negli uomini) ed altre pratiche estremamente dannose atte a “migliorare” ciò che la natura aveva fatto.
La vita del dott. Kellogs ed il perché inventò i fiocchi d'avena è significativa della mentalità del periodo.
Benché la medicina abbia fatto molti passi avanti, a volte ritorna la vecchia mentalità ottocentesca.
La podologia, a quanto pare, è spesso vittima di questa mentalità.
Ad esempio quando qualcuno afferma che “è necessario” un tacco di almeno 4 cm.
Molti di questi podologi “ottocenteschi” sono in buona fede: vedono arrivare piedi (e gambe e schiene) devastati dalle scarpe e tentano, da buoni meccanici, di riparare i danni (plantari, chirurgia, eccetera).
Senza porsi il problema della causa originaria di questi problemi.
Perché, per loro, le scarpe sono un miglioramento indispensabile atto a correggere un errore della natura.
E se una signora, dopo anni di tacco 12 e conseguente accorciamento del tendine, lamenta dolori (di assestamento) quando cammina scalza al mare o mette le infradito, allora deducono, “meccanicamente”, che “la natura” del piede richieda un tacco e che le infradito facciano danni.
A quanto pare, in Italia, la podologia è in ritardo rispetto ad altri rami della medicina e la scuola meccanico-ottocentesca fa ancora danni.
Per fortuna i vecchi tromboni (e i loro giovani leccapiedi) stanno calando e le nuove generazioni hanno un approccio diverso, questa volta scientifico, alla specialità.
Per questi ultimi il fatto che l’uomo sia nato scalzo e che solo l’essere scalzo è una condizione naturale è non solo acquisito, ma base fondante di tutta la disciplina.
Purtroppo i mass media popolari hanno una regola inderogabile: tra una verità assodata, evidente ed inconfutabile e una scemenza evidentemente falsa, stupida e dannosa, scelgono sempre e solo la seconda.
Ecco perché ancora per un po’ leggeremo e sentiremo in TV le opinioni di Montesi ed altri suoi colleghi spacciate per verità scientifiche, insieme alla cura del cancro annusando il profumo di rose e margherite (garofani mai, fanno venire il diverticolo), gli oroscopi e le notizie del TG1.
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Rei

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