Semplicità (Cos’è per me il barefooting)

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Semplicità (Cos’è per me il barefooting)

Messaggio  Biagio il Gio Mar 31 2011, 22:52

Leggo molti dei vostri interventi dove si parla del camminare a piedi liberi come di un hobby o addirittura di una passione. Ora provo a descrivervi brevemente come vivo io questa esperienza.

Piace molto anche a me stare con i piedi liberi e fa parte della mia vita, ma è soltanto uno dei tanti aspetti di una aspirazione più generale che non saprei definire se non come la ricerca di una maggiore semplicità esistenziale.

Adoro tutto ciò che mi avvicina alla semplicità –il fare con poco-, è un piacere simile a quello che provavo a scuola quando riuscivo a semplificare una complicatissima espressione algebrica sino ai minimi termini, perché spesso la nostra vita è anch’essa una espressione complicatissima che si potrebbe esprimere in maniera molto più semplice, senza perdere minimamente di significato.

Mi rendo conto di essere piuttosto fuori luogo in questa società ubriaca di consumi e di apparenze, ma non posso non vedere come la tecnologia di cui disponiamo nella nostra vita quotidiana sia molto spesso superflua oppure utilizzata a sproposito.
Succede anche con le calzature, della cui reale funzione si è perso il senso della misura, col paradosso di rinunciare a poter star bene… senza bisogno di niente.

Così, senza grandi imprese, cerco piano piano di recuperare, almeno nelle mie nelle abitudini quotidiane, quel po’ del buon senso di cui erano più dotati i nostri antenati, sollevandomi un po’ dalle esagerazioni scarpiste della nostra epoca.

Concludo citandovi due libri che amo particolarmente e che, se non avete già letto, vi consiglio.

Henry David Thoreau - Walden, ovvero La vita nei boschi (1854)
Erich Fromm - Avere o essere (1976)
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Biagio

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Re: Semplicità (Cos’è per me il barefooting)

Messaggio  Andrea77 il Gio Mar 31 2011, 23:09

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Re: Semplicità (Cos’è per me il barefooting)

Messaggio  hadashi il Ven Apr 01 2011, 14:34

Biagio ha scritto:<...> una aspirazione più generale che non saprei definire se non come la ricerca di una maggiore semplicità esistenziale.
Capisco quello che vuoi dire... Io definisco la corsa a piedi nudi "corsa minimalista" Wink
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Re: Semplicità (Cos’è per me il barefooting)

Messaggio  Elan il Ven Apr 01 2011, 14:39

Per me è una corsa "sensoriale" e manterrebbe questa caratteristica, che quello per cui mi attrae, anche se poi mi vestissi di broccato e damasco Smile
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Re: Semplicità (Cos’è per me il barefooting)

Messaggio  lucignolo il Ven Apr 01 2011, 21:26

Elan ha scritto:Per me è una corsa "sensoriale" e manterrebbe questa caratteristica, che quello per cui mi attrae, anche se poi mi vestissi di broccato e damasco Smile
Anche per me è una questione puramente sensoriale, un piacere profondo, ma non acuto, che mi induce continuamente a ripetere l'esperienza.
Decisamente simile ad un bacio sensuale con il mondo, che continueresti per tutto il giorno.
Poterlo fare ovunque è come poter baciare la propria innamorata quando e dove si vuole: una sensazione indicibile di libertà.
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Re: Semplicità (Cos’è per me il barefooting)

Messaggio  hadashi il Sab Apr 02 2011, 15:30

Elan ha scritto:Per me è una corsa "sensoriale" e manterrebbe questa caratteristica, che quello per cui mi attrae, anche se poi mi vestissi di broccato e damasco Smile
lucignolo ha scritto:Anche per me è una questione puramente sensoriale, un piacere profondo, ma non acuto, che mi induce continuamente a ripetere l'esperienza.
Concordo in pieno che l'aspetto sensoriale è fortissimo nella corsa a piedi nudi; per me però non e' l'aspetto principale. Io sento la corsa a piedi nudi soprattutto come "corsa allo stato puro", la "specialità" dell'uomo all'interno del mondo animale (pare che per quando riguarda resistenza/distanza che può percorrere l'uomo batte tutti gli altri animali!). Per le sensazioni tattili ritengo la camminata molto più adatta della corsa (tra l'altro, dopo ore di corse su asfalto (a volte ruvido) il bacio di mia moglie non è proprio il paragone che mi viene in mente Wink)
Ciao
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Re: Semplicità (Cos’è per me il barefooting)

Messaggio  lucignolo il Sab Apr 02 2011, 18:40

hadashi ha scritto:Per le sensazioni tattili ritengo la camminata molto più adatta della corsa (tra l'altro, dopo ore di corse su asfalto (a volte ruvido) il bacio di mia moglie non è proprio il paragone che mi viene in mente Wink)
No, no.
Io mi riferivo ai baci dati alla propria innamorata quando si è molto giovani ed innamorati! Very Happy Very Happy Very Happy
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Re: Semplicità (Cos’è per me il barefooting)

Messaggio  Biagio il Sab Apr 02 2011, 20:05

Per me è più una esperienza spirituale che sensoriale. Il contatto con la terra (principio e fine di tutta la vita) mi trasmette un senso di armonia, una sensazione di unione con il tutto - chiamatelo universo, natura, Dio... Ecco perché non amo l'asfalto e tutte le superfici artificiali.
Per me il contatto con la terra non assomiglia ad un bacio, ma a una melodia o alla luce del sole.

Quando sono in giardino o nell'orto con i piedi liberi in genere non ho la percezione dei miei piedi, non più di quanto ce l' abbia dei miei occhi. Ho però la percezione della terra. Sento quando si ammorbidisce perché si sta scongelando alla fine dell'inverno; sento quando inizia ad intiepidirsi e a spingere la linfa nelle piante; sento quando si indurisce e le piante iniziano a soffrire la calura.

Quando mi infilo la scarpe per uscire è come se mi mettessi le cuffie per proteggere i timpani in cantiere. Entro semplicemente in un'altra dimensione.

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Re: Semplicità (Cos’è per me il barefooting)

Messaggio  hadashi il Dom Apr 03 2011, 15:49

lucignolo ha scritto:No, no.
Io mi riferivo ai baci dati alla propria innamorata quando si è molto giovani ed innamorati! Very Happy Very Happy Very Happy [/color]
Ma si, l'avevo capito Very Happy
Quello che intendevo dire è che le sensazioni tattili, correndo a piedi nudi, spesso sono molto forti e intensi, e non è poi così raro che superino anche la soglia del dolore (ovviamente dipende da distanza e terreno); per questo in quel contesto non volevo associarlo proprio ad un bacio Wink
La corsa "ricreativa" è un conto; nella corsa "agonistica" però credo c'entri di più la ricerca "dell'essenziale" (e perchè no, delle "sensazioni allo stato puro") che non la ricerca del "piacere sensoriale". bom E sì, forse anche una parte di "ricerca spirituale" (altimenti chi te lo fa fare a correre distanze ultra ... ? Rolling Eyes)


Ciao
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Messaggio  Elan il Dom Apr 03 2011, 18:45

Sono d’accordo con Hadashi: camminare scalzi da maggiore piacere sensoriale che non correre sull’ asfalto, correre sullo sterrato o tra i campi, poi è ancora più impegnativo. Oggi sono uscito con la mia compagna, io scalzo, lei con scarponcini da trekking nuovi, nuovi ed abbiamo fatto un giro standard di poco più di 4 Km vicino a casa nostra.

Pensando a Vienna ho deciso di provare a vedere come me la cavo nella corsa ed ho prima fatto circa 700m di strada campestre, ma con notevoli difficoltà, perché oggi tutto era secco, duro e tagliente, ben diverso dal terreno morbido dei giorni scorsi. Per tornare abbiamo deciso di percorrer anche un bel rettilineo di asfalto di circa 1200m e qui ci ho riprovato, riuscendo con mia grande soddisfazione a coprirlo tutto e ritornare, sempre di corsa verso la mia donna che era rimasta indietro. Mi rendo conto che siamo ben lontani dai 6 km di cui si parlava, ma in considerazione della mia età e della totale mancanza di allenamento, non mi sembra affatto male Embarassed
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Messaggio  bfpaul il Dom Apr 03 2011, 19:59

Elan ha scritto:Sono d’accordo con Hadashi: camminare scalzi da maggiore piacere sensoriale che non correre sull’ asfalto, correre sullo sterrato o tra i campi, poi è ancora più impegnativo. Oggi sono uscito con la mia compagna, io scalzo, lei con scarponcini da trekking nuovi, nuovi ed abbiamo fatto un giro standard di poco più di 4 Km vicino a casa nostra.

Pensando a Vienna ho deciso di provare a vedere come me la cavo nella corsa ed ho prima fatto circa 700m di strada campestre, ma con notevoli difficoltà, perché oggi tutto era secco, duro e tagliente, ben diverso dal terreno morbido dei giorni scorsi. Per tornare abbiamo deciso di percorrer anche un bel rettilineo di asfalto di circa 1200m e qui ci ho riprovato, riuscendo con mia grande soddisfazione a coprirlo tutto e ritornare, sempre di corsa verso la mia donna che era rimasta indietro. Mi rendo conto che siamo ben lontani dai 6 km di cui si parlava, ma in considerazione della mia età e della totale mancanza di allenamento, non mi sembra affatto male Embarassed
Guarda, se riesci a camminare senza nessun problema a circa 4-4,5 km all'ora, dovresti farcela a correre 6 km sull'asfalto in modo assolutamente tranquillo, magari alternando corsa e marcia.
Non ci sono nè calcoli né altro sotto questa affermazione, ma solo una comparazione con quanto mi sentirei di fare io stesso.

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Re: Semplicità (Cos’è per me il barefooting)

Messaggio  Spyro il Dom Apr 03 2011, 22:00

Per me, il barefooting, quando lo pratico (il più delle volte su terreno naturale come erba, terra, fango e greto del fiume) vuol dire:

Libertà: camminando scalzo mi sento libero, libero dalla costrizione delle scarpe e della società moderna lasciandomi accarezzare dal terreno naturale, caldo o freddo, duro o soffice che sia.

Salute: camminare scalzo mi fa sentire bene come anche i miei piedi! ^^

Natura: camminare scalzo è naturale, cammino come fa ogni altra creatura terrestre e così facendo mi allaccio con la Natura, contatto che purtroppo viene a mancare a quando si è calzati.

Semplicità: camminare scalzo è il modo più semplice di camminare.
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