Consiglio medico: a piedi nudi per Viggiano

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Consiglio medico: a piedi nudi per Viggiano

Messaggio  Riccardo il Ven Lug 08 2011, 01:38

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Riccardo

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Re: Consiglio medico: a piedi nudi per Viggiano

Messaggio  Andrea Grasselli il Ven Lug 08 2011, 07:53

grazie Riccardo per la segnalazione.

l'articolo mi piace nel suo insieme, salvo questo passaggio:

dottor Antonio Parrella ha scritto:
In un contesto civile non si può andare a piedi nudi.
scusate, lo dico volgarmente: è una grossa stronzata! io cammino a piedi nudi soprattutto in un contesto civile e i dolori alla schiena mi sono scomparsi.

come dice Lorenz Kerscher di www.barfusspark.info : die ganze Welt ist Barfusspark ( tutto il mondo è un parco per piedi nudi ).

un saluto dalla svizzera
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Andrea Grasselli

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Re: Consiglio medico: a piedi nudi per Viggiano

Messaggio  lucignolo il Ven Lug 08 2011, 09:38

Andrea Grasselli ha scritto:......l'articolo mi piace nel suo insieme, salvo questo passaggio:
dottor Antonio Parrella ha scritto:
In un contesto civile non si può andare a piedi nudi.
scusate, lo dico volgarmente: è una grossa stronzata! io cammino a piedi nudi soprattutto in un contesto civile e i dolori alla schiena mi sono scomparsi.
Il dottor Parrella riconosce il beneficio della camminata scalza ed è un podologo.
È una cosa importante e spero che il numero dei podologi con questa concezione aumentino sempre di più.
Tanti specialisti mettono in guardia dai pericoli che si possono incontrare camminando a piedi nudi, ma noi li possiamo smentire facilmente, perché siamo l'aspetto sperimentale e tangibile della questione.
Purtroppo Parrella mette il dito nella piaga ed esprime, grazie a condizionamenti che anche lui, come tutti, ha subito, un parere che penso sia condiviso da un numero davvero grande di persone, tanto è vero che anche i più convinti di noi spesso devono scendere a compromessi, anche se a volte solo con se stessi.
Giusto o sbagliato che sia, è una cosa di cui dobbiamo tenere conto.
Facendoci vedere in mezzo alla gente, realizzando dei servizi televisivi o delle pubblicazioni, organizzando qualche gita (a Venezia abbiamo distribuito anche dei bigliettini, proprio su richiesta dei curiosi), insomma, storceranno il naso, si porranno delle domande, ma probabilmente cambierà il tipo di percezione nei nostri confronti (e ce ne vorrà del tempo).
Non siamo troppo duri con Parrella, perché anche lui come noi è stato ben programmato dalla società delle apparenze, dove l'importante è l'immagine, il simbolo di qualcosa, quel cartone hollywoodiano vuoto dietro che ci fa sentire tanto civili perché indossiamo delle calzature.
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lucignolo

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Re: Consiglio medico: a piedi nudi per Viggiano

Messaggio  Andrea Grasselli il Ven Lug 08 2011, 11:30

lucignolo ha scritto:
Il dottor Parrella riconosce il beneficio della camminata scalza ed è un podologo.
È una cosa importante e spero che il numero dei podologi con questa concezione aumentino sempre di più.
Tanti specialisti mettono in guardia dai pericoli che si possono incontrare camminando a piedi nudi, ma noi li possiamo smentire facilmente, perché siamo l'aspetto sperimentale e tangibile della questione.
Purtroppo Parrella mette il dito nella piaga ed esprime, grazie a condizionamenti che anche lui, come tutti, ha subito, un parere che penso sia condiviso da un numero davvero grande di persone, tanto è vero che anche i più convinti di noi spesso devono scendere a compromessi, anche se a volte solo con se stessi.
Giusto o sbagliato che sia, è una cosa di cui dobbiamo tenere conto.
Facendoci vedere in mezzo alla gente, realizzando dei servizi televisivi o delle pubblicazioni, organizzando qualche gita (a Venezia abbiamo distribuito anche dei bigliettini, proprio su richiesta dei curiosi), insomma, storceranno il naso, si porranno delle domande, ma probabilmente cambierà il tipo di percezione nei nostri confronti (e ce ne vorrà del tempo).
Non siamo troppo duri con Parrella, perché anche lui come noi è stato ben programmato dalla società delle apparenze, dove l'importante è l'immagine, il simbolo di qualcosa, quel cartone hollywoodiano vuoto dietro che ci fa sentire tanto civili perché indossiamo delle calzature.
ciao Flavio,

sono d'accordo con tutto quanto scrivi. Il dottor Parrella è un posturologo e la sua posizione è un bel passo in avanti in italia. mi piace che riconosce i benefici di deambulare a piedi nudi e che vuole effettuare studi più approfonditi sulla questione. tra l'altro sarebbe bello se si fosse qualcuno che ci legge dalla basilicata o regioni limitrofe e che volesse partecipare alle sperimentazioni del dottor Parrella.

dall'articolo:
il percorso dei pellegrini diretti al monte della Madonna di Viggiano ha un qualcosa di speciale, unico nel Sud Italia
detto così, sembra che solo in quel posto si possano avere benefici deambulando a piedi nudi. l'esperienza che noi viviamo quotidianamente a diretto contatto con il suolo ci mostra che i benefici li abbiamo praticamente dappertutto. riconosco tuttavia che alcuni terreni procurano più benefici di altri.

un saluto dalla svizzera
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Re: Consiglio medico: a piedi nudi per Viggiano

Messaggio  cyberteam il Ven Lug 08 2011, 15:53

Penso che per ottenere i benefici indicati occorra una pratica più costante delle due volte al mese indicate dal dottore.
Di norma un esercizio fisico si dovrebbe fare almeno 2 volte alla settimana, per dare un giovamento.
Qualcuno sa quale sia la lunghezza del percorso ?
Che tipo di misurazioni ha fatto il dottore ?

L'affermazione relativa al paradenti mi lascia infine abbastanza perplesso.
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Re: Consiglio medico: a piedi nudi per Viggiano

Messaggio  lucignolo il Ven Lug 08 2011, 21:20

cyberteam ha scritto:Penso che per ottenere i benefici indicati occorra una pratica più costante delle due volte al mese indicate dal dottore.
Di norma un esercizio fisico si dovrebbe fare almeno 2 volte alla settimana, per dare un giovamento.
Qualcuno sa quale sia la lunghezza del percorso ?
Che tipo di misurazioni ha fatto il dottore ?
Questo è tutto da verificare.
Sì, un esercizio, di qualunque natura esso sia, richiede una ripetizione di almeno 3 volte alla settimana per realizzare il cosiddetto effetto sommatoria, comunque mai meno di due volte alla settimana.
L'affermazione relativa al paradenti mi lascia infine abbastanza perplesso.
In effetti non l'ho capita nemmeno io. Con un po' di fantasia ho interpretato la cosa come un paragone fra la protettività di un paradenti e quello della calzatura.
Se è così, beh, il concetto è stato espresso con lo stile del cacciatore..............si sentiva pure il cane. Very Happy
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Re: Consiglio medico: a piedi nudi per Viggiano

Messaggio  Alexey il Ven Lug 08 2011, 22:25

Non esiste una formula generale che riguarda la retiterazione dell'esercizio fisico, dipende...
Per questo farò un'esempio in un campo che conosco molto bene: il body building.
La maggior parte delle persone anche nell'ambiente delle palestre e istruttori vi dirà che bisogna allenarsi almeno 3 volte alla settimana coi pesi, questo è dovuto al fatto che i padri fondatori del body building professavano che ci si dovesse allenare così, senza alcun criterio logico di partenza, ma col pensiero di più è meglio. Ma l'allenamento coi pesi è una scienza e deve rispettare i parametri fisiologici. La crescita muscolare è una risposta adattativa ad uno stress che è l'allenamento coi pesi, insomma il nostro corpo diventa più muscoloso per reagire a un'eventuale stess futuro. Però è stato trascurato il fatto che dobbiamo dare al corpo il tempo necessario per il recupero, altrimenti lo stress reiterato porta all'overtraining con conseguenze disastrose e controproducenti.
Il parametro recupero è sempre stato preso arbitrariamente, ma le ricerche dicono che alcuni soggetti ci mettono addirittura più di 2 settimane a recuperare dallo stress dato da una serie pesante portata alla panca piana.
Per cui ognuno di noi risponde fisiologicamente in modo diverso agli agenti stressanti e si adegua nel suo modo.
Alcune persone, io compreso non riescono ad allenarsi coi pesi per più di una volta alla settimana, altrimenti ho toccato io stesso con mano invece di progredire si regredisce.
Noi siamo sempre soggetti ad un'interpretazione arbitraria della realtà perchè ad esempio pianifichiamo tutto in base alla settimana, ma i ritmi biologici e fisiologici non necessariamente seguono il nostro standard.
E' chiaro poi che ad esempio pochi pagherebbero 600 Euro all'anno di abbonamento per andare in palestra solo 1 volta alla settimana.
Chi non ha una genetica sopra la norma allenandosi male o molla, o si accontenta di no avere risultati o ricorre ai farmaci (doping) che aumentano notevolmente la sintesi proteica.
Detto questo che non c'entra niente con lo scalzismo, penso che quest' articolo mostri 2 risvolti: il primo positivo è che molti medici stanno sempre più rendendosi conto che il camminare a piedi scalzi rappresenta il modo fisiologico di deambulare (stanno cioè scoprendo l'acqua calda). La seconda faccia però tradisce ancora una volta ignoranza, in quanto si pensa che non siamo fatti per camminare sull'asfalto.
Peccato che come già detto più volte in natura esistono terreni duri ed essa ci ha programmato per camminare anche su rocce e terreni aridi estremamente duri.
La prova lampante è l'esistenza degli archi plantari così come sono fatti, perchè la forma dell'arco è fatta per assorbire l'energia cinetica del passo e ricederla per dare la spinta propulsiva nel passo successivo.
Quest'azione ammortizzante è maggiormente di aiuto quando si cammina su terreni duri, altrimenti se camminassimo sempre su erba e sabbia non ce ne sarebbe quasi bisogno, o forse l'arco sarebbe meno pronunciato o fatto in modo diverso.
Questa secondo me è la prova lampante che siamo fatti anche per ambienti urbani.
E' interessante notare che nonostante la fisiologia urli chiaramente i propri diritti, il radicamento umano nelle proprie convinzioni supera molto spesso la logica, e uscire dai tunnel mentali è a volte molto più ostico di come sembri.
La cosa incoraggiante almenoè che molti si stanno ricredendo e magari fra qualche anno l'opinione medica generale potrebbe fare un bel passo avanti (che in questo caso sarebbe indietro, perchè si tornerebbe alle origini, e qualche volta il passo indietro è quello giusto).















Alexey

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Re: Consiglio medico: a piedi nudi per Viggiano

Messaggio  Andrea Grasselli il Sab Lug 09 2011, 00:04

grazie Alessio per il tuo bello scritto.
Alexey ha scritto:Peccato che come già detto più volte in natura esistono terreni duri ed essa ci ha programmato per camminare anche su rocce e terreni aridi estremamente duri.
la terra arida e i sassi sono più duri e a volte più lisci dell'asfalto. eppoi tutti i terreni provengono dalla natura, anche le materie prime dell'asfalto provengono dalla natura. mi riesce difficile capire l'avversione di tanti calzati al camminare a contatto diretto con l'asfalto: trovo che è uno dei terreni molto piacevoli, oltre ad essere certamente uno dei più sicuri! provare per credere.

un saluto dalla svizzera
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Re: Consiglio medico: a piedi nudi per Viggiano

Messaggio  lucignolo il Sab Lug 09 2011, 01:12

Alexey ha scritto:Non esiste una formula generale che riguarda la retiterazione dell'esercizio fisico, dipende...
Per questo farò un'esempio in un campo che conosco molto bene: il body building.
La maggior parte delle persone anche nell'ambiente delle palestre e istruttori vi dirà che bisogna allenarsi almeno 3 volte alla settimana coi pesi, questo è dovuto al fatto che i padri fondatori del body building professavano che ci si dovesse allenare così, senza alcun criterio logico di partenza, ma col pensiero di più è meglio. Ma l'allenamento coi pesi è una scienza e deve rispettare i parametri fisiologici. La crescita muscolare è una risposta adattativa ad uno stress che è l'allenamento coi pesi, insomma il nostro corpo diventa più muscoloso per reagire a un'eventuale stess futuro. Però è stato trascurato il fatto che dobbiamo dare al corpo il tempo necessario per il recupero, altrimenti lo stress reiterato porta all'overtraining con conseguenze disastrose e controproducenti.
Il parametro recupero è sempre stato preso arbitrariamente, ma le ricerche dicono che alcuni soggetti ci mettono addirittura più di 2 settimane a recuperare dallo stress dato da una serie pesante portata alla panca piana.
Per cui ognuno di noi risponde fisiologicamente in modo diverso agli agenti stressanti e si adegua nel suo modo.
Alcune persone, io compreso non riescono ad allenarsi coi pesi per più di una volta alla settimana, altrimenti ho toccato io stesso con mano invece di progredire si regredisce.
Noi siamo sempre soggetti ad un'interpretazione arbitraria della realtà perchè ad esempio pianifichiamo tutto in base alla settimana, ma i ritmi biologici e fisiologici non necessariamente seguono il nostro standard.
E' chiaro poi che ad esempio pochi pagherebbero 600 Euro all'anno di abbonamento per andare in palestra solo 1 volta alla settimana.
Assolutamente perfetto.
I tempi di recupero che coinvolgono certi processi (anabolici) di recupero possono essere molto lunghi, in particolar modo la ricostruzione proteica.
Ed allora si ricorre agli steroidi anabolizzanti, perché l'ormone della crescita secreto durante il sonno notturno non basta più.
Chi non ha una genetica sopra la norma allenandosi male o molla, o si accontenta di no avere risultati o ricorre ai farmaci (doping) che aumentano notevolmente la sintesi proteica.
Appunto, peccato che cresca molto il ventre muscolare, lasciando poco spazio agli adattamenti tendinei, ossei ed articolari: ricordate certi drammatici diastacchi tendinei o fratture ossee spettacolari dei sollevatori di pesi?
La regola dei tre o più allenamenti settimanali, comunque, resta quella generale.
Al di sotto non si progredisce.
Il segreto di tutto è il recupero, è quella che si chiama la periodizzazione degli allenamenti: saper alternare, insomma, periodi di carico a periodi di scarico.
È qui che casca spesso l'asino, perché si ha paura a diminuire l'intensità degli allenamenti, temendo di perdere i vantaggi acquisiti durante la fase di carico che, badate bene, non possono stabilizzarsi senza un'adeguato periodo di recupero.
Ebbene, sorpresa, il camminare a piedi nudi, specie su terreni duri, abrasivi e difficili, somiglia più al body building che ad altri sport; quindi, ve lo dissi in passato, attenti ai recuperi.
Io arrivo anche a tre, quattro camminate settimanali abbastanza impegnative, poi stacco per dare il tempo alle suole di ricostruirsi: stress-recupero.
Se lo stress non è intenso non si cresce, se il recupero non è sufficiente non si cresce.
Non è facile calibrare i tempi, ognuno ha i suoi schemi, nessuno è uguale all'altro.
Detto questo che non c'entra niente con lo scalzismo.....
Come no.....!
........si pensa che non siamo fatti per camminare sull'asfalto.
Peccato che come già detto più volte in natura esistono terreni duri ed essa ci ha programmato per camminare anche su rocce e terreni aridi estremamente duri.
La prova lampante è l'esistenza degli archi plantari così come sono fatti, perchè la forma dell'arco è fatta per assorbire l'energia cinetica del passo e ricederla per dare la spinta propulsiva nel passo successivo.
Quest'azione ammortizzante è maggiormente di aiuto quando si cammina su terreni duri, altrimenti se camminassimo sempre su erba e sabbia non ce ne sarebbe quasi bisogno, o forse l'arco sarebbe meno pronunciato o fatto in modo diverso.
Piano, piano.
Se osservi come è strutturato il piede e come la gamba si articola con il piede, capirai che la forza peso si deve ripartire in modo uniforme su tallone ed avampiede e la ripartizione delle forze avviene grazie ad una struttura che Madre Natura ha creato in milioni di anni e che gli antichi Romani hanno saputo sfruttare molto bene per costruire opere che hanno resistito fino ai nostri tempi: l'arco, peraltro presente in modo evidente anche nella spina dorsale (area cervicale e lombare).
Tieni presente che l'Uomo è fatto anche per correre, quindi la funzione ammortizzante risulta essere molto importante anche su terreni non necessariamente molto duri.
La mia esperienza personale, che, ovviamente, può non coincidere con quella di altri, è che gli ambienti naturali sono vari, mai identici e sollecitano in modo mai troppo uguale le nostre suole.
Ad esempio una lunga pietraia costringe i piedi ad uno sforzo di adattamento plastico, una strada ghiaiosa può essere dolorosa ed impegnativa, ma le piante non sono mai stimolate nello stesso modo: una sorta di screen saver che preserva lo schermo perché non attiva mai gli stessi pixel. Wink
L'asfalto, al contrario, è una lima costante, che ti riduce inesorabilmente lo spessore delle suole, costringendoti a lunghi periodi di recupero.
Questa secondo me è la prova lampante che siamo fatti anche per ambienti urbani.
Secondo me è la prova che, con le dovute cautele, ci possiamo adattare anche ad un ambiente innaturale.
.......il radicamento umano nelle proprie convinzioni supera molto spesso la logica, e uscire dai tunnel mentali è a volte molto più ostico di come sembri.
Ah, su questo hai perfettamente ragione!!
La cosa incoraggiante almeno è che molti si stanno ricredendo e magari fra qualche anno l'opinione medica generale potrebbe fare un bel passo avanti (che in questo caso sarebbe indietro, perchè si tornerebbe alle origini, e qualche volta il passo indietro è quello giusto).
Certo, ma a mio avviso la scienza ci arriverà molto presto, provocando uno stridente contrasto con il pensiero sociale.
Prova ne sia la frase che recita che Non si può andare scalzi in un ambito civile, frase che ricalca in pieno la risposta del signor Chissàchiè di Grandi Navi veloci che rispose ad una nostra lettera che <Le persone civili non vanno scalze>. scratch Evil or Very Mad
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Re: Consiglio medico: a piedi nudi per Viggiano

Messaggio  Alexey il Sab Lug 09 2011, 10:52

lucignolo ha scritto:
Alexey ha scritto:Non esiste una formula generale che riguarda la retiterazione dell'esercizio fisico, dipende...
Per questo farò un'esempio in un campo che conosco molto bene: il body building.
La maggior parte delle persone anche nell'ambiente delle palestre e istruttori vi dirà che bisogna allenarsi almeno 3 volte alla settimana coi pesi, questo è dovuto al fatto che i padri fondatori del body building professavano che ci si dovesse allenare così, senza alcun criterio logico di partenza, ma col pensiero di più è meglio. Ma l'allenamento coi pesi è una scienza e deve rispettare i parametri fisiologici. La crescita muscolare è una risposta adattativa ad uno stress che è l'allenamento coi pesi, insomma il nostro corpo diventa più muscoloso per reagire a un'eventuale stess futuro. Però è stato trascurato il fatto che dobbiamo dare al corpo il tempo necessario per il recupero, altrimenti lo stress reiterato porta all'overtraining con conseguenze disastrose e controproducenti.
Il parametro recupero è sempre stato preso arbitrariamente, ma le ricerche dicono che alcuni soggetti ci mettono addirittura più di 2 settimane a recuperare dallo stress dato da una serie pesante portata alla panca piana.
Per cui ognuno di noi risponde fisiologicamente in modo diverso agli agenti stressanti e si adegua nel suo modo.
Alcune persone, io compreso non riescono ad allenarsi coi pesi per più di una volta alla settimana, altrimenti ho toccato io stesso con mano invece di progredire si regredisce.
Noi siamo sempre soggetti ad un'interpretazione arbitraria della realtà perchè ad esempio pianifichiamo tutto in base alla settimana, ma i ritmi biologici e fisiologici non necessariamente seguono il nostro standard.
E' chiaro poi che ad esempio pochi pagherebbero 600 Euro all'anno di abbonamento per andare in palestra solo 1 volta alla settimana.
Assolutamente perfetto.
I tempi di recupero che coinvolgono certi processi (anabolici) di recupero possono essere molto lunghi, in particolar modo la ricostruzione proteica.
Ed allora si ricorre agli steroidi anabolizzanti, perché l'ormone della crescita secreto durante il sonno notturno non basta più.
Chi non ha una genetica sopra la norma allenandosi male o molla, o si accontenta di no avere risultati o ricorre ai farmaci (doping) che aumentano notevolmente la sintesi proteica.
Appunto, peccato che cresca molto il ventre muscolare, lasciando poco spazio agli adattamenti tendinei, ossei ed articolari: ricordate certi drammatici diastacchi tendinei o fratture ossee spettacolari dei sollevatori di pesi?
La regola dei tre o più allenamenti settimanali, comunque, resta quella generale.
Al di sotto non si progredisce.
Il segreto di tutto è il recupero, è quella che si chiama la periodizzazione degli allenamenti: saper alternare, insomma, periodi di carico a periodi di scarico.
È qui che casca spesso l'asino, perché si ha paura a diminuire l'intensità degli allenamenti, temendo di perdere i vantaggi acquisiti durante la fase di carico che, badate bene, non possono stabilizzarsi senza un'adeguato periodo di recupero.
Ebbene, sorpresa, il camminare a piedi nudi, specie su terreni duri, abrasivi e difficili, somiglia più al body building che ad altri sport; quindi, ve lo dissi in passato, attenti ai recuperi.
Io arrivo anche a tre, quattro camminate settimanali abbastanza impegnative, poi stacco per dare il tempo alle suole di ricostruirsi: stress-recupero.
Se lo stress non è intenso non si cresce, se il recupero non è sufficiente non si cresce.
Non è facile calibrare i tempi, ognuno ha i suoi schemi, nessuno è uguale all'altro.
Detto questo che non c'entra niente con lo scalzismo.....
Come no.....!
........si pensa che non siamo fatti per camminare sull'asfalto.
Peccato che come già detto più volte in natura esistono terreni duri ed essa ci ha programmato per camminare anche su rocce e terreni aridi estremamente duri.
La prova lampante è l'esistenza degli archi plantari così come sono fatti, perchè la forma dell'arco è fatta per assorbire l'energia cinetica del passo e ricederla per dare la spinta propulsiva nel passo successivo.
Quest'azione ammortizzante è maggiormente di aiuto quando si cammina su terreni duri, altrimenti se camminassimo sempre su erba e sabbia non ce ne sarebbe quasi bisogno, o forse l'arco sarebbe meno pronunciato o fatto in modo diverso.
Piano, piano.
Se osservi come è strutturato il piede e come la gamba si articola con il piede, capirai che la forza peso si deve ripartire in modo uniforme su tallone ed avampiede e la ripartizione delle forze avviene grazie ad una struttura che Madre Natura ha creato in milioni di anni e che gli antichi Romani hanno saputo sfruttare molto bene per costruire opere che hanno resistito fino ai nostri tempi: l'arco, peraltro presente in modo evidente anche nella spina dorsale (area cervicale e lombare).
Tieni presente che l'Uomo è fatto anche per correre, quindi la funzione ammortizzante risulta essere molto importante anche su terreni non necessariamente molto duri.
La mia esperienza personale, che, ovviamente, può non coincidere con quella di altri, è che gli ambienti naturali sono vari, mai identici e sollecitano in modo mai troppo uguale le nostre suole.
Ad esempio una lunga pietraia costringe i piedi ad uno sforzo di adattamento plastico, una strada ghiaiosa può essere dolorosa ed impegnativa, ma le piante non sono mai stimolate nello stesso modo: una sorta di screen saver che preserva lo schermo perché non attiva mai gli stessi pixel. Wink
L'asfalto, al contrario, è una lima costante, che ti riduce inesorabilmente lo spessore delle suole, costringendoti a lunghi periodi di recupero.
Questa secondo me è la prova lampante che siamo fatti anche per ambienti urbani.
Secondo me è la prova che, con le dovute cautele, ci possiamo adattare anche ad un ambiente innaturale.
.......il radicamento umano nelle proprie convinzioni supera molto spesso la logica, e uscire dai tunnel mentali è a volte molto più ostico di come sembri.
Ah, su questo hai perfettamente ragione!!
La cosa incoraggiante almeno è che molti si stanno ricredendo e magari fra qualche anno l'opinione medica generale potrebbe fare un bel passo avanti (che in questo caso sarebbe indietro, perchè si tornerebbe alle origini, e qualche volta il passo indietro è quello giusto).
Certo, ma a mio avviso la scienza ci arriverà molto presto, provocando uno stridente contrasto con il pensiero sociale.
Prova ne sia la frase che recita che Non si può andare scalzi in un ambito civile, frase che ricalca in pieno la risposta del signor Chissàchiè di Grandi Navi veloci che rispose ad una nostra lettera che <Le persone civili non vanno scalze>. scratch Evil or Very Mad


La regola del 3 volte a settimana è palesemente errata, l' esperienza lo dimostra.
Io stesso allenandomi 3 volte a settimana ho sperimentato il fallimento, con 2 volte ho iniziato a progredire e con UNA volta ho ottenuto il massimo dei risultati (quello che la mia misera genetica può offrire).
Pensa che allenandomi 3 volte ero 70 Kg e non riuscivo a sollevare 80 Kg alla panca, mentre allenandomi 1 volta sono arrivato a pesare 102 Kg (di muscoli) e a fare 8 ripetizioni alla panca con 120 Kg.
Quello che ha scoperto il grande Mike Mentzer è che più si diventa grossi e forti, meno frequentemente ci si deve allenare, perchè il buco che creiamo è sempre maggiore e lo stress aumenta in modo esponenziale, per cui dobbiamo dare al nostro corpo maggior recupero.
Nella mia esperienza di 15 anni nell'ambito dell'allenamento coi pesi ho potuto constatare con migliaia di persone che tutto queto è vero, ogni giorno ne avevo sempre più la conferma, tutti i programmi che ho fatto ad amici e conoscenti secondo questa logica si sono rivelati vincenti dopo anni di loro frustrazione.
Lo stesso Mentzer aveva migliaia di clienti in tutto il mondo, ed ha allenato Dorian Yates, 7 volte Mr Olympia. Pensa che questo mostro di genetica veniva allenato solo due volte a settimana!!
Spesso sento dire: quello si allena tutti i giorni ed è grosso,ma nessuno sa quanto sarebbe grosso se si allenasse secondo i parametri di massimizzazione del recupero. Noi dobbiamo confrontarci con noi stessi, non con gli altri, perchè ognuno di noi può essere geneticamente più o meno dotato. Se vuoi approfondire l'argomento ti consiglio di leggere i libri Heavy duty, lì troverai veramente spiegazioni dalla logica inattaccabile, al contrario dei libri e riviste di Weider, tutte commercialate come chi ci vuole vendere le scarpe.
La teroria arbitraria delle 3 volte a settimana è un pò come dire che non si può andare scalzi...
Sono d'accordo invece che è bene dare recupero al piede ed alternare vari tipi di terreni.






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Re: Consiglio medico: a piedi nudi per Viggiano

Messaggio  Alexey il Sab Lug 09 2011, 11:05

Camminando su vari tipi di terreni si possono stimolare i vari tipi di risposte come hai detto te, però ritengo anche che l'asfalto sia un buon allenamento dell'arco al contrario di quello che comunemente si pensa. La natura ci ha programmato per "la situazione peggiore", correre ad esempio su un terreno duro. Correre sull'asfalto allena l'arco, perchè la funzione ammortizzante deve essere efficiente al 100%, e questo stimola altamente la funzione muscolo articolare.
E' in queste situazioni che la funzione di assorbimento energetico è più coinvolta, quindi la credenza terreno piatto= piede piatto è una cavolata pazzesca, anzi è proprio il contrario.
Chi è abituato a correre sull'asfalto come si può leggere sui vari libri di barefoot running ne trae molto giovamento.
Certo è vero che come già detto bisogna dare al corpo la possibilità di recuperare.
D'altronde anche se ci si espone al sole per troppo tempo ci si brucia, al freddo ci si congela, se si prendono troppi farmaci fanno male,ecc...
Quindi il motto di più è meglio non è sempre valido, come non è sempre valido meno è meglio, ma è sempre valido invece il motto "Il giusto è meglio".

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Re: Consiglio medico: a piedi nudi per Viggiano

Messaggio  Alexey il Sab Lug 09 2011, 11:16

Un' ultima cosa, molte persone confondono il concetto di intensità con quello di tempo di esposizione, sono due cose diverse.
Tornando all'esempio dei pesi l'allenamento intenso non vuol dire stare 10 ore in palestra, ma fare la serie fino a cedimento con un peso che ci permetta di fare circa dalle 6 alle 10 ripetizioni, in modo che l'ultima sia ripetizione sia l'ultima possibile da compiere.
E' questa ultima ripeizione che fa scattare il processo adattativo di crescita muscolare, l'interruttore della crescita.
Non serve stare 10 ore a sollevare pesi, anzi è controproducente perchè ad ogni serie aggiuntiva lo stress cresce esponenzialmente mentre la funzione dello stimolo ipertrofizzante entra in saturazione.
Per quanto riguarda il camminare scalzi lo stress inflitto al corpo è di molto inferiore perchè non è un'attività anaerobica ad alta intensità, per cui i tempi di recupero sono molto più brevi, per cui secondo me bisogna trovare un giusto mix di terreni- tempo di esposizione.
D'altronde siamo fatti per camminare tutti i giorni, mentre non siamo fatti per allenarci coi pesi tutti i giorni.








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Re: Consiglio medico: a piedi nudi per Viggiano

Messaggio  lucignolo il Sab Lug 09 2011, 11:39

Alexey ha scritto:La regola del 3 volte a settimana è palesemente errata, l' esperienza lo dimostra.
http://natiscalzi.forumattivo.com/t1155-allenamento#13139
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Re: Consiglio medico: a piedi nudi per Viggiano

Messaggio  Marco53 il Lun Lug 11 2011, 13:09

Nel mio post "Piedi SUV" ho raccontato di aver abbandonato completamente le calzature per 4 giorni interi durante una mia breve vacanzina in Germania. Quello che non ho raccontato è che in effetti, dopo 4 giorni, i miei delicati piedini 46 e ½ largo brontolavano un po' se continuavo a camminarci sopra e per un paio di giorni sono ricorso ai sandali. Ma passato il "recupero" sono più arzilli di prima e desiderosi di confrontarsi coi terreni della "civiltà" che il professore ancora tende a rifuggire, e ho ripreso con lena a girare scalzo, senza finti sandali e anche nel quartiere, con buona pace per mia moglie che nel frattempo è via qualche giorno...
Anzi, sembra che in questi giorni di prolungata esposizione è sparito anche quello sfrigolio che sentivo sulla pianta del piede dopo un "uso" intenso anche su superfici calde.
Purtroppo è tornata mia moglie e ieri sera quando sono sceso scalzo dall'auto mi ha subito detto "non verrai mica scalzo in pizzeria?" ... se sapesse che l'ho fatto due sere fa con un amico ...
E così ho rimesso le infradito, per rispetto verso di lei, che ha così poco piacere di farsi vedere in Torino in compagnia di due arzilli "piedini" un po' zozzi da sotto... clown
A proposito.
Avrei una considerazione da fare.
Avete notato anche voi che nemmeno più gli zingari vanno scalzi ? No
Meglio, no? Così, almeno, non ci daranno degli zingari per questo nostro modo di camminare, e tutt'al più dovranno inventarsi qualcos'altro o porsi delle domande, no? scratch
Saluti gitani (nel senso delle gite, scalze, ovviamente...)
Marco
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Re: Consiglio medico: a piedi nudi per Viggiano

Messaggio  Mike77 il Ven Feb 03 2012, 17:04

Andrea Grasselli ha scritto:grazie Alessio per il tuo bello scritto.
Alexey ha scritto:Peccato che come già detto più volte in natura esistono terreni duri ed essa ci ha programmato per camminare anche su rocce e terreni aridi estremamente duri.
la terra arida e i sassi sono più duri e a volte più lisci dell'asfalto. eppoi tutti i terreni provengono dalla natura, anche le materie prime dell'asfalto provengono dalla natura. mi riesce difficile capire l'avversione di tanti calzati al camminare a contatto diretto con l'asfalto: trovo che è uno dei terreni molto piacevoli, oltre ad essere certamente uno dei più sicuri! provare per credere.

un saluto dalla svizzera
Andrea Grasselli
Concordo pienamente,anch'io trovo veramente piacevole l'asfalto soprattutto quello un pò datato e grossolano dove ad ogni passo si ha una sensazione diversa sotto i piedi,trovo invece noiose superfici troppo liscie come le classiche mattonelle di casa o troppo scontate come la sabbia.

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Messaggio  Mike77 il Ven Feb 03 2012, 17:14

Alexey ha scritto:Camminando su vari tipi di terreni si possono stimolare i vari tipi di risposte come hai detto te, però ritengo anche che l'asfalto sia un buon allenamento dell'arco al contrario di quello che comunemente si pensa. La natura ci ha programmato per "la situazione peggiore", correre ad esempio su un terreno duro. Correre sull'asfalto allena l'arco, perchè la funzione ammortizzante deve essere efficiente al 100%, e questo stimola altamente la funzione muscolo articolare.
E' in queste situazioni che la funzione di assorbimento energetico è più coinvolta, quindi la credenza terreno piatto= piede piatto è una cavolata pazzesca, anzi è proprio il contrario.
Chi è abituato a correre sull'asfalto come si può leggere sui vari libri di barefoot running ne trae molto giovamento.
Certo è vero che come già detto bisogna dare al corpo la possibilità di recuperare.
D'altronde anche se ci si espone al sole per troppo tempo ci si brucia, al freddo ci si congela, se si prendono troppi farmaci fanno male,ecc...
Quindi il motto di più è meglio non è sempre valido, come non è sempre valido meno è meglio, ma è sempre valido invece il motto "Il giusto è meglio".
Chiedo gentilmente un parere da un esperto:per uno come me che soffre di piattismo potrebbe giovare la corsa scalza?Anticipo che camminare con le scarpe e soprattutto con le calzature antinfortunistica che sono costretto a portare tutto il giorno soffro come un cane ma camminando scalzo passano tutti i dolori.

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Messaggio  Marco53 il Mer Feb 08 2012, 15:52

Se 77 sta a significare il tuo anno vuol dire che veleggi intorno ai 35. Il sistema osseo è formato e possono solo esserci aggiustamenti. Uno dei quali può proprio riguardare il piede, che, camminando scalzo, riacquista l'uso corretto di muscoli e tendini e dovrebbe anche in parte rimediare al piattismo. Al figlio di un mio amico, proprio per correggere il piattismo, lo specialista ha tolto le scarpe (sia pure in casa, non volendosi spingere al mondo esterno per i soliti motivi), e cose simili le dicono tutti i forum tedeschi, perciò senz'altro camminare scalzi specie su superfici non troppo lisce aiuta di certo in quella patologia. Per la corsa credo che sia anch'essa salutare, ma preferisco ti risponda qualcuno più esperto (io corro solo se devo prendere un tram nel raggio di 10 metri poi ho il fiatone Razz ).
Saluti ondulati
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Re: Consiglio medico: a piedi nudi per Viggiano

Messaggio  Mike77 il Gio Feb 09 2012, 12:14

Marco53 ha scritto:Se 77 sta a significare il tuo anno vuol dire che veleggi intorno ai 35. Il sistema osseo è formato e possono solo esserci aggiustamenti. Uno dei quali può proprio riguardare il piede, che, camminando scalzo, riacquista l'uso corretto di muscoli e tendini e dovrebbe anche in parte rimediare al piattismo. Al figlio di un mio amico, proprio per correggere il piattismo, lo specialista ha tolto le scarpe (sia pure in casa, non volendosi spingere al mondo esterno per i soliti motivi), e cose simili le dicono tutti i forum tedeschi, perciò senz'altro camminare scalzi specie su superfici non troppo lisce aiuta di certo in quella patologia. Per la corsa credo che sia anch'essa salutare, ma preferisco ti risponda qualcuno più esperto (io corro solo se devo prendere un tram nel raggio di 10 metri poi ho il fiatone Razz ).
Saluti ondulati
Marco
Si hai indovinato sul 77,grazie per la risposta

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Re: Consiglio medico: a piedi nudi per Viggiano

Messaggio  Alexey il Ven Feb 10 2012, 21:54

Marco53 ha scritto:

specie su superfici non troppo lisce aiuta di certo in quella patologia.


Ciao, io sono un' accanito detrattore della teoria superficie piatta= piede piatto, che deriva da un collegamento mentale ingiustificato razionalmente.
Se ragioniamo: piattismo= arco plantare poco pronunciato , vado a chiedermi: A cosa serve l' arco plantare?
L' arco plantare è l' ammortizzatore naturale di cui siamo dotati, il nostro sistema di sospensioni, per cui esso è stimolato a lavorare quando siamo scalzi, indipendentemente dalla superficie, perchè il nostro piede deve ammortizzare anche su un pavimento, per cui "si allena" in ogni condizione che gli proponiamo, a patto di non mettere degli intrusi che bloccano questo lavoro (scarpe).
Per cui secondo me questo mito del piatto=piatto è soltanto un tunnel mentale.




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Re: Consiglio medico: a piedi nudi per Viggiano

Messaggio  Rei il Sab Feb 11 2012, 10:23

Alexey ha scritto:Per cui secondo me questo mito del piatto=piatto è soltanto un tunnel mentale.
Causato dal fatto che se si cammina su superfici varie, come succede a chi cammina scalzo "in natura", in effetti raggiunge la scomparsa del piattismo più velocemente che camminando scalzi solo sui piatti pavimenti di casa e mettendo le scarpe in esterno.
La colpa quindi non è della superficie piatta, ma delle scarpe, ma il condizionamento scarpe=protezione indispensabile è troppo forte e quindi la superfice piatta si prende colpe non sue.
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Re: Consiglio medico: a piedi nudi per Viggiano

Messaggio  Ospite il Sab Feb 11 2012, 13:26

Mike77 ha scritto:
uno come me che soffre di piattismo
il dottor Dhalke distingue più tipi di piattismo che vedono la pianta del piede passare dai 3 fisiologici appoggi a 2 se la volta minore scompare, oppure a 1 se anche la volta maggiore sparisce.
inoltre distingue fra i piedi piatti da "pattinatore" o quelli da "piedi pesanti" che si distinguono dall'andatura e dalla sensazione che il soggetto assume/percepisce camminando a piedi scalzi.

hai osservato niente di questi particolari?

inoltre, arricchisco il mio post e spero vi faccia piacere leggere ciò che Dahlke scrive:
in tedesco "vivere su piedi grandi" significa vivere da gran signori, su un senso della realtà ben fondato. i piedi sono rilassati e forti perchè mai costretti dalle scarpe.
e poi: essendo l'alluce il punto riflessologico della testa, quando si indossano delle scarpe appuntite e strette (in punta) insorge facilmente il mal di testa; così, nelle culture primitive sempre scalze, -copio dal libro- "il mal di testa è conosciuto come la consuetudine di rompersi la testa o di andarla a sbattere contro il muro" e non come "pressione" -termine che sento abbastanza spesso, soprattutto fra le donne. toh, guarda, con tutti quei tacchi e le scarpette di cristallo.. Rolling Eyes

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Re: Consiglio medico: a piedi nudi per Viggiano

Messaggio  Marco53 il Lun Feb 13 2012, 13:51

Del resto l'architetto scalzo viennese di nascita Friederich Stwasser, più conosciuto come Hundertwasser (http://it.wikipedia.org/wiki/Friedensreich_Hundertwasser) detestava i pavimenti lisci e non usava pianelle piatte. Provare per credere (visitate scalzi una delle sue case)...
Saluti architettonici
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