Saluti da Venezia

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Saluti da Venezia

Messaggio  PENONI il Lun Ago 08 2011, 18:48

Ciao a tutti! Sono Stefano, di Mestre. Sono già intervenuto sporadicamente in passato in questo forum, che seguo con interesse ma saltuariamente, per mancanza di tempo. Me ne sono ricordato ieri, di ritorno da una splendida passeggiata che ho avuto voglia di fare a Venezia. Di mattina, 3 ore a piedi nudi a camminare sui masegni da Piazzale Roma per tutto Dorsoduro fino alla Punta della Salute; di là, passando per un’affollatissima piazza San Marco, fino a San Pietro di Castello; e ritorno per lo stesso itinerario (praticamente è l’intera città nel senso della sua lunghezza). Clima né caldo né freddo, ho provato tanto piacere. Ero in mezzo a una moltitudine di turisti in infradito, fra i quali è facile girare inosservati (cosa, questa, che ha contribuito non poco a farmi abbandonare ogni remora quando ho cominciato a praticare questa sana abitudine).
Venezia è la mia valvola di sfogo abituale per le mie esigenze di barefooting (abitando a Mestre); anche se devo limitarmi a zone e momenti che mi consentano di evitare incontri che potrebbero essere sgradevoli, per motivi legati alla mia professione, che qui esercito. Ma da questo punto di vista Venezia è città che offre enormi possibilità di scelta di itinerari. A volte però vorrei essere uno straniero per poterla girare senza limiti. L’altra mia risorsa è il parco di San Giuliano a Mestre, di sorprendente amenità per chi lo vede per la prima volta, dove faccio lunghe camminate sull’erba dei prati. Altre località abituali, ma saltuarie, sono Jesolo e Caorle. Sono un barefooter stagionale (da aprile a ottobre) nel tempo libero. A parte in casa (in famiglia si sta tutti scalzi) , ho l’abitudine di guidare l’auto scalzo (e sono convinto sia anche più sicuro). Ma soprattutto in vacanza i piedi nudi sono la regola; e se, ho cominciato ad andarci qualche volta una trentina di anni fa, e con il tempo ho imparato ad andarci quasi sempre.
Andare a piedi nudi è bello, è facile, da piacere e serenità, sensazione di libertà; e, per quanto mi riguarda, una consapevolezza quasi presuntuosa di superiorità rispetto agli altri “poveri calzati”, che non sanno cosa si perdono.
Spero ci sia modo di fare qualche giro assieme, anche se gli impegni sono molteplici e non riesco a spostarmi più tanto. Sappiate però che c'è un'altra persona che condivide la vostra passione.
Salute a tutti.
E un consiglio: venite a Venezia, percorretela in lungo e in largo, i suoi vecchi masegni di trachite euganea e pietra d'istria non attendono altro.

PENONI

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Re: Saluti da Venezia

Messaggio  paolo fratter il Lun Ago 08 2011, 19:52

Ciao Stefano, sono pienamente d'accordo con te che Venezia è meravigliosa da girare scalzi, l'ho girata anch'io tante volte sempre scalzo e spero di poterlo fare ancora, perchè è sempre una bellissima esperienza, senza auto e sul fresco selciato delle calli ombreggiate!. Peccato che a giugno, quando ci siamo ritrovati in un bel gruppetto di scalzi non ci abbia potuto raggiungere anche tu che abiti vicinissimo, perchè è stato veramente bello e divertente! (vedi anche il video che ha fatto Cristiana....è molto simpatico!) Ciao e a presto.
Paolo F.

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Re: Saluti da Venezia

Messaggio  cyberteam il Mar Ago 09 2011, 12:54

Ciao

A fine Agosto una passeggiata x Venezia cercherò di farla (ma ho la famiglia appresso .... non sò come prenderanno il barefooting a Venezia Smile )
Saremo il 25 a Mestre, una notte in albergo poi il 26 partiamo in crociera.

Ciao
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Re: Saluti da Venezia

Messaggio  Andrea Grasselli il Mar Ago 09 2011, 22:27

ciao Stefano, bentornato!

PENONI ha scritto:Andare a piedi nudi è bello, è facile, da piacere e serenità, sensazione di libertà; e, per quanto mi riguarda, una consapevolezza quasi presuntuosa di superiorità rispetto agli altri “poveri calzati”, che non sanno cosa si perdono.
NON SANNO COSA SI PERDONO !!!
da parte mia, senso di superiorità no, però tanta tristezza sì. proprio questa sera ero a montreux, sul lungolago. ho incrociato un ragazzo scalzo, tutte le altre persone con le scarpe... e mi dicevo proprio: peccato, non sanno ciò che si perdono, mi dispiace per loro! e nello stesso tempo sono contento per me, gustandomi appieno questa bella e salutare libertà!

un saluto dalla svizzera
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Re: Saluti da Venezia

Messaggio  Bouzono il Mer Ago 10 2011, 00:28

A me viene tristezza quando vedo persone con scarpe chiuse d'estate su un prato o sulla sabbia. Specialmente se si tratta di bambini, che probabilmente vorrebbero scalzarsi come natura vorrebbe ma i loro genitori glielo impediscono.

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Re: Saluti da Venezia

Messaggio  Marco53 il Mer Ago 10 2011, 08:37

Venezia si assapora camminando, meglio a piedi nudi. Con una piantina in mano si possono evitare i percorsi più frequentati e trovare angolini incantevoli. Qualche anno fa con mia moglie e due amici (con scarpe) avevamo fatto una lunga passeggiata dal Ponte degli Scalzi (perfetto punto di partenza) fino a S.Marco con visita (scalza da parte mia Cool ) della Pala d'Oro che finora non ero riuscito a vedere.
Siamo passati per calli e campielli (e ho pranzato scalzo al ristorante), fino a visitare cose curiose come il "ponte delle tette". Qualcuno l'ha mai sentito? Era il confine entro il quale nel settecento furono relegate le prostitute pig che fino ad allora erano un po' dappertutto, anche vicino a luoghi più decorosi come chiese e palazzi importanti. E poiché mettevano in mostra la loro mercanzia (le tette, appunto, altro che piedi nudi!!!), i benpensanti hanno pensato di relegarle in quartieri "dedicati". Il ponte delle tette dava appunto accesso alla zona, che si trova dietro a Ca'Rampani da cui anche il nomignolo "carampane" che veniva loro dato e che in altre parti d'Italia ha invece assuto il significato per indicare qualche donnetta balorda un po' in là con gli anni....
Saluti storiografici
Marco
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Re: Saluti da Venezia

Messaggio  Biagio il Gio Ago 18 2011, 12:10

PENONI ha scritto:Andare a piedi nudi è bello, è facile, da piacere e serenità, sensazione di libertà; e, per quanto mi riguarda, una consapevolezza quasi presuntuosa di superiorità rispetto agli altri “poveri calzati”, che non sanno cosa si perdono.
Conosco questo stato d'animo.
Non cammino sempre a piedi liberi, ma ci sono circostanze talmente favorevoli sotto ogni punto di vista, specialmente d'estate, che sarebbe un vero peccato rinunciarvi. In questi casi provo una sottile compassione per quelli che non sanno godersi questa piccola, semplice, innocua libertà - e sono certo che molti vi rinunciano soltanto perché prigionieri delle "buone maniere".
Concedersi senza imbarazzo una libertà che gli altri non sanno o non posso prendersi è effettivamente una condizione di superiorità. Non vi pare?
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