correre scalzi, che passione

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Messaggio  Elan il Ven Set 30 2011, 12:36

Ieri avevo espresso il mio rammarico per la mia scarsa attività a piedi nudi degli ultimi tempi ed ho deciso di porre rimedio. Trovandomi solo ho voluto approfittare per un bel giro e la scelta era tra una passeggiata campestre o una corsa ... ho scelto la seconda. A mezzanotte circa, ha spento il pc e vestiti di pantaloncini, t-shirt e gilet antinfortunistico sono partito al piccolo trotto sulla provinciale vicina a casa. Correndo sempre sul lato sinistro, per non essere sorpreso dalle poche macchine che si possono incontrare a quell'ora, ho percorso il lungo rettilineo fino alla prima rotonda e da lì, invece di iniziare il ritorno (sarebbero stati 3,8 km) ho girato nella zona artigianale per raggiungere la seconda rotonda che si trova a circa 1 km di strada leggermente in salita. Arrivato qui ho iniziato il viaggio di ritorno, senza mai fermare e con mia grande meraviglia mi sono accorto che nell 'ultimo chilometro la mia falcata si era notevolmente ampliata, per cui mi sono divertito ad allungare al massimo sulle ultime centinaia di metri. Arrivato alla mia macchina, ho fatto qualche esercizio di respirazione continuando a camminare un po' per non passare troppo bruscamente da movimento a riposo (come faccio fare di solito al mio cavallo), poi sono salito ed ho misurato il percorso: 5,8 km. Insomma ho bissato la prestazione di Vienna in 45 minuti circa... solo che a Vienna era stata quasi tutta una leggera discesa Smile . Mai avuto reali problemi di fiato, ma certo la fatica alle gambe si faceva sentire, specialmente alle articolazioni della gamba destra che più debole della sinistra. Sono arrivato a casa ed ho ammirato la bella colorazione nera delle mie piante dei piedi ... chissà perchè a noi scalzisti piace tanto. Stamattina, a parte un leggero indolenzimento ai polpacci mi sentivo in gran forma, con la pressione sanguigna ai minimi storici (per me è un fatto molto positivo e desiderato). Arrivare a questa condizione e livello di resistenza dei miei piedi mi è costato parecchia sofferenza negli anni passati, ma ora ne sono veramente contento e fiero... tantopiù che da pochi giorni ho compiuto i miei (primi) 59 anni.
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Elan

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Re: correre scalzi, che passione

Messaggio  s.e.a. il Sab Ott 01 2011, 19:04

Ciao,
complimenti a Elan che a mezzanotte ha voglia di andare a correre, grande! Per 30anni non ho mai camminato scalzo, nemmeno in casa ed è da marzo che ho iniziato a fare passeggiate scalze, quasi quotidiane e spesso su asfalto ruvidissimo di campagna. Il mio intento è quello di riuscire a correre, ma oltre al dolore di attrito e di impatto, ho due problemi. Quando ho tutte le piante nere, nel metatarso del piede destro si forma un tondino bianco (ma non è un callo) la cui pressione mi provoca un dolore insopportabile. Inoltre sotto il mignolo, nell'esterno della pianta, c'è una protuberanza ossea, credo si chiami mignolo varo o valgo, anch'essa molto dolorosa. Quindi non riesco a correre scalzo neanche sulla battigia, ma calzo sempre le FiveFingers, ma spero sempre che prima o poi riuscirò a toglierle.
Ora chiedo ad Elan, Pino, Hadashi quanto tempo avete impiegato per riuscire a correre scalzi? Avete mai avuto i problemi simili ai miei?

s.e.a.

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Re: correre scalzi, che passione

Messaggio  Elan il Sab Ott 01 2011, 20:00

Caro Sea (scusa se tralascio i puntini), io ho cominciato a camminare scalzo alla fine del 2008, quindi circa 3 anni fa, all' età di 56 anni. A parte alcuni incidenti iniziali (il peggiore un taglio da vetro in un guado), ben presto, a mano a mano (o dovrei dire a piede a piede?) che i percorsi si allungavano (fino ad arrivare ai 3 - 5 km) ho cominciato ad avvertire dolore ai tendini di Achille, oltre ad un indolenzimento generale alle articolazioni del avampiede, ma ho insistito. Devi considerare che a causa di alcuni incidenti al ginocchio di qualche anno prima, era molto tempo che non facevo nemmeno dieci metri di corsa, perchè i legamenti tendevano a cedere, invece, dopo svariati mesi di queste belle passeggiate a piedi nudi, mi sono accorto che potevo di nuovo correre, con molta attenzione ad evitare rotazioni del ginocchio. Preso dall'entusiasmo, una notte di Marzo ho spiccato la corsa scalzo sulla strada asfaltata ed ho percorso forse 400m, ma con un ritmo molto elevato. E' stata una grande gioia, ma dal giorno successivo, il tendine di Achille del piede destro si è infiammato di brutto per cui ho passato tutto il mese di Aprile zoppicando e ci sono voluti molti mesi perchè i dolori ai tendini sparissero del tutto. Non ho però smesso di andare scalzo, anche se sono stato più attento a non sforzarmi troppo. Tieni presente che avevo iniziato in novembre ed avevo sottoposto i miei piedi assolutamente non allenati, no solo allo sforzo delle camminate, ma anche al freddo intenso, dato che niente mi diverte di più che il guado di pozzanghere e corsi d'acqua in pieno inverno. Il freddo per i tendini non allenati e sottoposti alla maggiore tensione conseguente l'assenza del tacco è una prova piuttosto consistente.
Nell'estate del 2009, specialmente quando iniziavo a muovermi la mattina, avevo un bel po' di dolori ai piedi e camminavo come un vecchio di ottanta anni, ma i dolori passavano camminando ed allora ho incrementato sia le camminate che lo stare scalzo.
Nell' inverno 2009-2010 ho spinto l'acceleratore, fando regolari passeggiate notturne di 4-5 km ed è stato il momento della passeggiata notturna di 4 km sulla neve, una delle più belle esperienze che ricordi. In quel periodo ho scoperto il forum e l'associazione dei natiscalzi ed il mio scalzismo da "perversione solitaria nell'oscurità" ha assunto una dimensione completamente diversa, solare, pubblica e sociale.
L'estate 2010 ho iniziato a stare, quando potevo, costantemente scalzo: vacanze in Grecia, senza quasi mai portare calzature e prime visite scalzo in negozi ed altri luoghi pubblici.
Le prime corse a piedi nudi sono iniziate nell'autunno di quell'anno... durante le passeggiate, improvvisamente la voglia di mettersi a correre, piccoli tratti di 200 - 400 m intervallati da lunghi pezzi al passo veloce.
Poi c'è stata la chiamata di Hadashi per completare la squadra della maratona a staffetta a Vienna ... ho accettato e ho cercato di correre un po' più regolarmente. Non ho potuto fare grandi allenamenti, ma ho scoperto che reggevo bene un paio di chilometri. A Vienna ero emozionato come uno scolaretto agli esami... è nel mio carattere non sopportare l'idea di fare brutte figure: all'università collezionavo i 30 perchè ero terrorizzato all' idea di essere preso in castagna Smile Invece, con mia grande sorpesa, ho fatto i 6 km senza mai passare al passo,anche grazie al mio compagno di tratta, un signore viennese a cui mi sono trovato affiancato e col quale ho condiviso la corsa, riuscendo persino a fare qualche chiacchiera mentre correvamo.
Dopo Vienna ho fatto altre corse che, invariabilmente mi portavano qualche dolore al piede destro ... il dolore articolare al metatarso del piede destro è durato tutta l'estate ed era ben presente durante la bellissima gita a Venezia con i NatiScalzi. Però non ho per questo rinunciato a passare una vera "estate scalza" e a fare qualche chilometro di corsa ogni tanto. Socialmente parlando, l'intervista a canale 5 alla fine di maggio, nella quale pur non mostrando il volto, sono stato riconosciuto da tutti quelli che mi conoscevano e l'hanno vista (che poi hanno passato la notizia a quelli che non l'avevano vista), mi ha consacrato Barefooter ufficiale e tutti mi fanno qualche domanda, dai parenti al mio capo e Direttore Generale. L'altro ieri sera, una prova un po' più spinta: di nuovo 6 km. rientrato, prima di andare a letto ho preso, precauzionalmente, un antinfiammatorio (dicloreum 150mg). Dolori al piede: nessuno... un po' di "Muskelkater" (come si dice in italiano?) ai polpacci, ma vorrei vedere ...è normale. Altre sindormi? una gran voglia di correre di nuovo e di più. mi piacerebbe molto anche in campestre, ma bisonga evitarte i sassolini in agguato: meglio quando ha piovuto per bene e il fondo è più morbido per cui i maledetti sassetti penetrano nel fondo e non nel nostro piede.
Questo in sintesi il mio percorso: ci sono stati momenti duri, ma mi sono molto divertito e non credo ci sia ritorno dal piacere sensuale del camminare scalzi, che "intender non lo può, chi non lo prova".
Ti do il benvenuto tra di noi e, venendo ai tuoi problemi, credo che richiedano un parere ortopedico che io non posso darti. Comunque non mi sembrano collegati con l'andare scalzi, quindi probabilmente resteranno o passeranno indipendentemente dalle calzature che porti o che non porti: l'importante è sapere di cosa si tratta e come bisogna comportarsi. Per quanto riguarda la corsa, credo che sia bene un inizio progressivo, senza esagerare e se compaiono dolorini nuovi, attendere un po' dedicandosi a caminate al passo, finchè non si affievoliscono abbastanza da tentare di nuovo la corsa.
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Messaggio  PiediDiLuna il Sab Ott 01 2011, 21:16

Ci sono due mele.
Una marcia, l'altra corre! Very Happy Smile Razz
Scusate non ho resistito ahahhahaa me l'ha appena raccontata mia figlia e dato che si parla di correre non è del tutto OT No tongue
Mammamia... sto pensando a quanta gente corre e io non ci manco mai provato, non so perchè ma non m'ispira eppure mi è stato detto che quando inizi impari ad amarlo. Sarà che l'appetito vien mangiando ma ma deve venirmi l'acquolina in bocca altrimenti ufffff qualcuno dev darmi un calcio in c... perchè io possa provarci!
Detto questo dato che altro sulla corsa, con o senza scarpe, non posso dire data l'assenza di esperienza noto invece che Elan esce scalzo di sera e questa è una cosa che ancora non ho fatto perchè mi pare meno sicuro, temo in effetti di non scorgere eventuali dinosauri in agguato o meglio i loro piccoli dato che magari un tirannosauro adulto magari lo vedrei anche al buio Suspect Suspect affraid
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Messaggio  Elan il Sab Ott 01 2011, 22:21

In effetti ogni tanto ne pesto qualcuno Smile

Più che di sera, esco di notte e non mi porto luci. Per entrare nei boschi preferisco un po' di luna, ma molti percorsi si posson fare anche senza luna, alla luce delle stelle e con il chiarore riflesso dalle nuvole. Di bello, seconod me, è che ti accorgi di avere dei sensi molto più acuti e vigili di quanto non avresti pensato e il terreno impari a sentirlo e a prevederne il contatto dal pochissimo che vedi: zone pià scure e zone più chiare. La capacità di orientamento si amplifica e ti devi lasciare dietro antiche paure ... qualche settimana fa mia figlia mi ha chiesto di fare un giro notturno con me, inseme al suo cane e sembra che si siano divertiti molto, anche se l'ho costretta a fare un guado a piedi nudi.

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Messaggio  Spyro il Lun Ott 03 2011, 11:34

Pure io di tanto in tanto esco scalzo di sera e mi faccio delle camminate nei campi dietro casa (li conosco benissimo) in quanto se ci vado di giorno (oltre che a fare troppo caldo) non mi va che qualcuno della mia contrada mi veda. E poi di sera l'erba e la terra sono umide di rugiada e questa sensazione di umido mi piace ancora di più. Come dice Elan i sensi sono più acuti e vigili con il buio e poi l'atmosfera della campagna di sera è molto diversa e suggestiva che di giorno. ^^
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Re: correre scalzi, che passione

Messaggio  s.e.a. il Mer Ott 05 2011, 08:55

Bel racconto Elan. Seguirò il tuo consiglio di provare a correre, smettere e ricorrere a seconda di come mi sento. Secondo me la cosa più faticosa della corsa è certamente decidere di uscire di casa e correre, nel senso che è dura psicologicamente di aver voglia di andare a correre. Mentre si corre si fa fatica, ma dopo si sta veramente bene, come possono confermare tutti i podisti. Mi associo al gruppo dei passeggiatori al buio, dopo cena esco spesso a fare una passeggiata. Il mio prossimo obiettivo è quello di camminare nei campi, mi avete fatto venire proprio voglia!

s.e.a.

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