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Messaggio  Massimo il Mar Ott 11 2011, 15:20

Verso le 05:00 sono uscito dalla mia casa al centro di Parma per andare al lavoro. Pochi minuti dopo ho raggiunto il semaforo davanti al piazzale della stazione ferroviaria e - al solito - il rosso è scattato pochi istanti prima del mio arrivo. Mentre rallentavo, ho notato una ragazza che correva sul posto al margine della strada. In qualche secondo la luce verde le ha dato via libera e lei è ripartita, passando rapidamente davanti ai fanali della mia macchina: ho notato subito che era scalza e, per quanto sappia bene che anche qui nel forum ci sono dei valenti podisti scalzi (mi viene in mente Hadashi), devo dire che sono rimasto molto sorpreso. L'ho potuta guardare solo per qualche secondo, ma a giudicare dal fisico asciutto, dall'abbigliamento tecnico e soprattutto dalla falcata rotonda (Hadashi, scusami per le bestemmie lessicali, ma sono un profano!), dall'appoggio morbido (scusa di nuovo...) e dall'orario in cui si stava allenando, ho motivo di credere che la ragazza sia una podista "navigata", ancorché molto giovane.
A questo punto, un paio di domande agli intenditori: nel correre scalzi ci sono dei benefici ufficialmente riconosciuti anche allenatori e preparatori di professione? E' possibile che la ragazza che ho visto, ammesso che pratichi l'agonismo, si alleni a piedi nudi di concerto con i suoi tecnici?
Saluti,
Massimo

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Messaggio  lucignolo il Mar Ott 11 2011, 21:32

Massimo ha scritto:A questo punto, un paio di domande agli intenditori: nel correre scalzi ci sono dei benefici ufficialmente riconosciuti anche allenatori e preparatori di professione? E' possibile che la ragazza che ho visto, ammesso che pratichi l'agonismo, si alleni a piedi nudi di concerto con i suoi tecnici?
Mi permetto di intervenire come ex agonista, tesserato FIDAL.
Sicuramente ci sono dei vantaggi a correre a piedi nudi, ma è tutto da dimostrare che si possa farlo su lunghe distanze.
Mi spiego meglio: probabilmente Filippide (era un hemerodromos, capace di correre tutto il giorno, una specie di ultramaratoreta antico) o Eucle o Tersippo (non si sa bene chi portò ad Atene la notizia della vittoria dei greci sui persiani a Maratona) correvano scalzi su superfici sterrate e piene di sassi.
Ma erano greci (per non parlare degli spartani).
Noi siamo scalzi di ritorno, perciò per fare certe imprese abbiamo bisogno di tanto, tantissimo allenamento scalzo su superfici diverse ed impegnative.
Io correvo con scarpette minimali, molto simili alle five finghers, ma senza dita separate. Smile
Penso che si possano fare tempi eccellenti a piedi nudi, ma che oltre certi limiti sia molto difficile andare a meno di non essere davvero scalzi permanentemente dall'infanzia.
Se consideriamo la mentalità dilagante e dilagata e fortemente radicata che considera traumatizzante la corsa scalza, ti lascio immaginare come potrebbe pensarla un allenatore di certi livelli.
Il tempo viene prima di tutto: se sei un libero podista farai ciò che vuoi, raccogliendo mille applausi.
Se sei proprietà di una società podistica di alto livello, sotto la giurisdizione di un allenatore ufficiale, beh, mi perdoni Christian, potresti essere crocifisso se ti vedono correre a piedi nudi.
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Messaggio  Rei il Mar Ott 11 2011, 21:45

lucignolo ha scritto:
Il tempo viene prima di tutto: se sei un libero podista farai ciò che vuoi, raccogliendo mille applausi.
Se sei proprietà di una società podistica di alto livello, sotto la giurisdizione di un allenatore ufficiale, beh, mi perdoni Christian, potresti essere crocifisso se ti vedono correre a piedi nudi.
Per non perderci in disquisizioni teoriche, qualcuno conosce un allenatore?
Chiediamo a lui e vediamo che risponde.
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Messaggio  lucignolo il Mar Ott 11 2011, 21:51

Rei ha scritto:
lucignolo ha scritto:
Il tempo viene prima di tutto: se sei un libero podista farai ciò che vuoi, raccogliendo mille applausi.
Se sei proprietà di una società podistica di alto livello, sotto la giurisdizione di un allenatore ufficiale, beh, mi perdoni Christian, potresti essere crocifisso se ti vedono correre a piedi nudi.
Per non perderci in disquisizioni teoriche, qualcuno conosce un allenatore?
Chiediamo a lui e vediamo che risponde.
Rei, non essere offensivo.
Ho corso a livelli medio alti per più di dieci anni: pensi che non abbia mai conosciuto allenatori?
È vero che sono passati molti anni, ma non vedo competizioni ad alto livello a piedi nudi.
Come mai?
Poi l'amatore fa quello che vuole.
Ma tu devi sempre mettere i puntini sulle i, vero?
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Messaggio  Rei il Mar Ott 11 2011, 22:46

lucignolo ha scritto:Rei, non essere offensivo.
Non voglio esserlo. Semplicemente ho chiesto un parere di un allenatore di oggi.
lucignolo ha scritto:Ho corso a livelli medio alti per più di dieci anni: pensi che non abbia mai conosciuto allenatori?
È vero che sono passati molti anni, ma non vedo competizioni ad alto livello a piedi nudi.
Appunto, sono passati molti anni. Se però anche in un telefilm popolare (Rizzoli & Isles) viene detto che correre a piedi nudi è consigliabile, allora, dai tuoi tempi, un po' di cose sono cambiate. Ed il parere di uno che c'è dentro ADESSO potrebbe essere illuminante.
lucignolo ha scritto:Come mai?
Appunto, chiediamogli perché in Italia siamo più indietro (anche se la podista di Parma ci fa ben sperare).
Comunque butto lì una provocazione: sponsor fabbricanti di scarpe?
lucignolo ha scritto:Poi l'amatore fa quello che vuole.
In certe maratone stanno istituendo la categoria degli scalzi. Non credi che un addetto ai lavori aggiornato potrebbe darci più informazioni?
lucignolo ha scritto:Ma tu devi sempre mettere i puntini sulle i, vero?
Sì, le i senza puntini mi fanno una tristezza... e così appunto. Very Happy

Scherzi a parte, siamo così abituati ai faccia a faccia televisivi in cui due opposte fazioni gridano (di parlare con calma non se parla) le loro versioni senza che nessuno, nemmeno il giornalista che dovrebbe fare l'arbitro, verifichi le loro affermazioni, che non ci viene in mente di controllare i fatti da fonti sicure ed informate.
L'hanno chiamata "La scomparsa dei fatti". Beh, visto che non conosco nessun allenatore qualificato che possa darmi un parere informato e magari qualche notiziola dell'evoluzione dell'atletica negli ultimi anni (da Zola Budd in poi, per interderci), ripeto il mio appello: qualcuno conosce un allenatore?
Chiediamo a lui e vediamo che risponde.
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Messaggio  hadashi il Mar Ott 11 2011, 23:04

Massimo ha scritto:
A questo punto, un paio di domande agli intenditori: nel correre scalzi ci sono dei benefici ufficialmente riconosciuti anche allenatori e preparatori di professione? E' possibile che la ragazza che ho visto, ammesso che pratichi l'agonismo, si alleni a piedi nudi di concerto con i suoi tecnici?
Saluti,
Massimo

Ciao Massimo,
grazie dei complimenti Very Happy ma non esageriamo; ormai ho un pò di esperienza, ma anch'io sono ancora abbastanza agli inizi (corro scalzo da appena 4 anni); per quello mi affido anch'io a gente più esperta (negli Stati Uniti ci sono diversi atleti ed allenatori molto ferrati nella materia, con qui sono in contatto). Comunque ti posso confermare che ci sono allenatori che inseriscono sessioni di corsa a piedi nudi negli allenamenti dei loro atleti, soprattutto con lo scopo di rafforzare la fascia plantare, il tendine d'achille, etc. Non sono sessioni particolarmente lunghe (di solito dai 2-5 km), ma sono comunque parte integrante dei cicli di allenamento dei loro atleti. Anche molti libri sulla corsa destinati al "pubblico di massa" usciti recentemente hanno un capitolo sul "barefooting".
C'è da dire che si tratta quasi esclusivamente di allenatori/libri stranieri (soprattutto americani/australiani/neozelandesi); in Italia siamo qualche annetto indietro Wink
Per quanto riguarda le distanze lunghe, il correre a piedi nudi per ora pare rimanere dominio degli "appassionati" (anche se dei piccoli cambiamenti si possono notare anche nel mondo professionale, nel senso che in alcuni settori c'è una tendenza verso l'uso di scarpe minime).
Comunque solo nel 2010/2011 sono uscito una decina di libri sulla corsa a piedi nudi (tutti scritti da medici / allenatori), dove vengono consigliate anche corse con chilometraggio elevato; è uno sviluppo che fa ben sperare Very Happy


Lucignolo ha scritto:
Sicuramente ci sono dei vantaggi a correre a piedi nudi, ma è tutto da dimostrare che si possa farlo su lunghe distanze.
Ti sbabli; ci sono diversi maratoneti di livello che dimonstrano che non solo è possibile correre scalzi su lunghe distanze, ma che (almeno secondo la loro opinione) gli porta dei benefici dal punto di vista fisico. Alcuni di loro corrono scalzi da decenni, con più di 100 maratone (a piedi nudi), facendo anche ultramaratone di 150km e oltre. E con prestazioni più che competitive (i fratelli Romero per esempio due anni fa hanno vinto la maratona di Albuquerque in New Mexico, finendo primo e secondo, entrambi scalzi). Dovrebbe basterti come prova che si possa farlo su lunghe distanze ;-)

Ciao
Christian
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Messaggio  Elan il Mer Ott 12 2011, 12:25

direttamente posso dire poco, ma ho un collega che ama correre e che è molto ferrato in materia (mi sta insegnando certe pratiche per evitare eccessivi crampi, stretching ecc) e mi diceva che il programma di allenamento per un podista comprende anche degli alenamenti a piedi nudi su piccole tratte veloci.
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Messaggio  lucignolo il Mer Ott 12 2011, 22:57

hadashi ha scritto:
Lucignolo ha scritto:
Sicuramente ci sono dei vantaggi a correre a piedi nudi, ma è tutto da dimostrare che si possa farlo su lunghe distanze.
Ti sbabli; ci sono diversi maratoneti di livello che dimonstrano che non solo è possibile correre scalzi su lunghe distanze, ma che (almeno secondo la loro opinione) gli porta dei benefici dal punto di vista fisico. Alcuni di loro corrono scalzi da decenni, con più di 100 maratone (a piedi nudi), facendo anche ultramaratone di 150km e oltre. E con prestazioni più che competitive (i fratelli Romero per esempio due anni fa hanno vinto la maratona di Albuquerque in New Mexico, finendo primo e secondo, entrambi scalzi). Dovrebbe basterti come prova che si possa farlo su lunghe distanze ;-)
Certo, ma non togliere la frase dal contesto generale.
Ho anche aggiunto che "Noi siamo scalzi di ritorno, perciò per fare certe imprese abbiamo bisogno di tanto, tantissimo allenamento scalzo su superfici diverse ed impegnative".
Il che vuol dire che tanto si può fare, ma che ci vuole un grande impegno, una forza di volontà non alla portata di tutti, molto tempo a disposizione ed un sostanziale cambio di mentalità da parte degli allenatori italiani che pensano di perdere un bravo atleta nel momento cruciale di un calendario ad alto livello perché si potrebbe far male ai piedi (nudi), senza contare che partiamo con uno svantaggio incolmabile rispetto a quei popoli che vanno scalzi già da piccoli.
Ed ancora: chi corre scalzo una maratona in due ore e dieci minuti, non potrebbe farlo in tre-cinque minuti di meno con delle scarpette da corsa? E dal momento che l'agonismo corre sul filo dei minuti o dei secondi, perché fare agonismo a piedi nudi?
Poi il discorso fisiologico e salutistico appartiene ad un altro mondo e mi trovi completamente d'accordo.
E che molto sia cambiato nella letteratura sportiva è vero, ma qui parliamo dell'Italia.
A mio avviso abbiamo ancora tanta strada da percorrere, ancora di più se non siamo disposti a rinunciare all'innegabile vantaggio che ti può dare una calzatura in termini cronometrici (a parità di allenamento e di potenziale atletico, ovviamente).
Una cosa è parlare di benessere o di gesto sportivo il più vicino possibile a ciò che ha inventato Madre Natura, altra cosa è puntare a tempi assoluti sempre più bassi.
Alla fine si creeranno categorie mirate e vincerà il migliore degli scalzi, ma non è come vedere il migliore di tutti che percorre distanze lunghissime in tempi stellari.
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Messaggio  Rei il Mer Ott 12 2011, 23:12

Avevo letto tempo fa da qualche parte che più la distanza si allunga, più la differenza di prestazioni tra calzati e scalzi si riduce, per annullarsi ai 1500 o ai 5000 metri (memoria traditrice!). (*)
Non riuscendo a risalire alla fonte (anche per saper se era attendibile), preferirei avere l'opinione di un esperto.
L'equazione scarpe=tempi migliori potrebbe essere un semplice pregiudizio, che forse le moderne tecniche di allenamento stanno un po' alla volta sgretolando.
Un tecnico professionista, ben preparato ed aggiornato, ci potrebbe illuminare.
Magari straniero, visto la spesso giustificata diffidenza che abbiamo verso certi professionisti italiani che fanno carriera più per conoscenze politiche che per merito e competenza.

(*) Fino ai 400 metri, la fase più importante è lo scatto iniziale, fatto di riflessi e di accelerazione violenta, dove i chiodini delle scarpe permettono una presa più salda in questa accelerazione fisiologicamente anomala. Sulle distanze lunghe, percorse a velocità pressoché costante, la presa del piede nudo è più che sufficiente e le scarpe chiodate usate nel mezzofondo diventano più che altro un vezzo.
Dai 10000 metri in su NON si usano scarpe chiodate perché il chiodo, rubando energia conficcandosi nel terreno, stancherebbe di più l'atleta senza dare vantaggi di presa sul terreno.
Anzi, il mio sospetto è che dai 5000 o 10000 metri in su, correre scalzi migliori la prestazione, ma come ho già detto fino alla nausea, preferirei sentire un professionista più esperto di me.
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Messaggio  Rei il Mer Ott 12 2011, 23:25

Massimo ha scritto:L'ho potuta guardare solo per qualche secondo, ma a giudicare dal fisico asciutto, dall'abbigliamento tecnico e soprattutto dalla falcata rotonda (Hadashi, scusami per le bestemmie lessicali, ma sono un profano!), dall'appoggio morbido (scusa di nuovo...) e dall'orario in cui si stava allenando, ho motivo di credere che la ragazza sia una podista "navigata", ancorché molto giovane.
Non è che l'hai incontrata di nuovo?
Perché forse è proprio lei la persona esperta che può illuminarci.
Magari, senza farti arrestare o scambiare per un maniaco, non potresti provare a rintracciarla?
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Messaggio  tarzone il Mer Ott 12 2011, 23:56

E lasciarla correrre in santa pace scalza o calzata?
Non sarebbe una bella idea, per non sembrare sempre un italico galletto che deve tampinare le donne, che, se corrono alle 5 di mattina è proprio perchè non vogliono rompi bounce bounce intorno?
O no?
Di allenatori esperti se ne possono trovare quanti se ne vogliono con metodi normali.
Saluti podistici mattutini
Valerio
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Messaggio  hadashi il Gio Ott 13 2011, 01:33

lucignolo ha scritto:
Certo, ma non togliere la frase dal contesto generale.
Ho anche aggiunto che "Noi siamo scalzi di ritorno, perciò per fare certe imprese abbiamo bisogno di tanto, tantissimo allenamento scalzo su superfici diverse ed impegnative".
Il che vuol dire che tanto si può fare, ma che ci vuole un grande impegno, una forza di volontà non alla portata di tutti, molto tempo a disposizione ed un sostanziale cambio di mentalità da parte degli allenatori italiani che pensano di perdere un bravo atleta nel momento cruciale di un calendario ad alto livello perché si potrebbe far male ai piedi (nudi), senza contare che partiamo con uno svantaggio incolmabile rispetto a quei popoli che vanno scalzi già da piccoli.
Ed ancora: chi corre scalzo una maratona in due ore e dieci minuti, non potrebbe farlo in tre-cinque minuti di meno con delle scarpette da corsa? E dal momento che l'agonismo corre sul filo dei minuti o dei secondi, perché fare agonismo a piedi nudi?
Poi il discorso fisiologico e salutistico appartiene ad un altro mondo e mi trovi completamente d'accordo.
E che molto sia cambiato nella letteratura sportiva è vero, ma qui parliamo dell'Italia.
A mio avviso abbiamo ancora tanta strada da percorrere, ancora di più se non siamo disposti a rinunciare all'innegabile vantaggio che ti può dare una calzatura in termini cronometrici (a parità di allenamento e di potenziale atletico, ovviamente).
Una cosa è parlare di benessere o di gesto sportivo il più vicino possibile a ciò che ha inventato Madre Natura, altra cosa è puntare a tempi assoluti sempre più bassi.
Alla fine si creeranno categorie mirate e vincerà il migliore degli scalzi, ma non è come vedere il migliore di tutti che percorre distanze lunghissime in tempi stellari.
Le mie affermazione erano viste nel contesto generale. Tutti gli atleti di cui ho parlato sono "scalzi di ritorno", essendo nati e cresciuti in paesi occidentali; perciò sia loro che noi partiamo dai stessi presupposti (e che ci voglia tanto impegno a raggiungere buone prestazioni sportive mi pare ovvio. Non so cosa c'entri il fatto di farlo scalzo; è semplicemente uno stile di corsa che bisogna affinare, ma questo bisogno farlo anche con le scarpe).
Riguardo all'assunzione che scalzi si sia più lenti che con le scarpe, beh, è da vedere; bisognerebbe chiedere a chi ha fatto dei paragoni. Per lo meno gli atleti americani di cui avevo parlato affermano che non sono più lenti a correre scalzi (parliamo di asfalto/tartan; su sterrato ovvviamente cambia). Il rischio di ferirsi c'è, è vero, ma d'altronde potrebbe anche diminuire affaticamento muscolare, pericolo di crampi, etc.. Semplicemente al momento mancano ancora dati statistici per poter dire di più sui pro & contro della corsa a piedi nudi a livello agonistico.
Poi lascia stare il fatto di essere in l'Italia; il discorso riguarda(va) fatti sportivi/agonistici; preconcetti e mentalità non so proprio cosa c'entrano.
Magari per una volta evitiamo di sotterare il discorso base sotto l'inevitabile montagna di effluvi filisofici ? Wink

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Messaggio  Rei il Gio Ott 13 2011, 16:17

tarzone ha scritto:E lasciarla correrre in santa pace scalza o calzata?
Non sarebbe una bella idea, per non sembrare sempre un italico galletto che deve tampinare le donne, che, se corrono alle 5 di mattina è proprio perchè non vogliono rompi bounce bounce intorno?
Infatti io avevo scritto:
Rei ha scritto:senza farti arrestare o scambiare per un maniaco
proprio per evitare quello che prospetta Valerio.
tarzone ha scritto:Di allenatori esperti se ne possono trovare quanti se ne vogliono con metodi normali.
Già, qualcuno ne conosce?
Lì a Parma (basta fare una ricerca su Google) ci sono due centri molto importanti che si occupano di atletica leggera, uno della Coop, con sede vicino alla stazione dive Massimo ha visto la podista scalza, e uno federale.
Anche senza "placcare" la fanciulla, un parmense con voglia e tempo potrebbe fare un salto in sede e chiedere di parlare con la persona giusta.
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Messaggio  bfpaul il Gio Ott 13 2011, 19:33

Rei ha scritto:
tarzone ha scritto:E lasciarla correrre in santa pace scalza o calzata?
Non sarebbe una bella idea, per non sembrare sempre un italico galletto che deve tampinare le donne, che, se corrono alle 5 di mattina è proprio perchè non vogliono rompi bounce bounce intorno?
Infatti io avevo scritto:
Rei ha scritto:senza farti arrestare o scambiare per un maniaco
proprio per evitare quello che prospetta Valerio.
tarzone ha scritto:Di allenatori esperti se ne possono trovare quanti se ne vogliono con metodi normali.
Già, qualcuno ne conosce?
Lì a Parma (basta fare una ricerca su Google) ci sono due centri molto importanti che si occupano di atletica leggera, uno della Coop, con sede vicino alla stazione dive Massimo ha visto la podista scalza, e uno federale.
Anche senza "placcare" la fanciulla, un parmense con voglia e tempo potrebbe fare un salto in sede e chiedere di parlare con la persona giusta.
Anni fa incontravo spesso una ragazza con un magnifico pastore tedesco in uno sterrato dove passavamo sono noi. Buongiorno! Buongiorno.
E così ogni volta. Poi l'ho incontrata su marciapiedi e mi sono fermato a fare una carezza a Zeus (il pastore tedesco) e dal momento che l'avevo vista correre, sempre assieme ad una amica, le ho chiesto se correva per fare sport o perché le piaceva e le mi ha chiesto perché andassi scalzo.
Da molto tempo non la vedo più, non ho le stesse abitudini di anni fa.
A che serve questo aneddoto?
Serve per dire che se si ha l'occasione giusta - non volendola creare apposta, perché allora basta prepararla - si riesce tranquillamente a parlare con le persone anche se forse non vorrebbero.

Allora, ci sono varie soluzioni al problema, ne indico due:
- i barefooter di Parma sono invitati a correre verso le 5 del mattino nella zona dove corre la barefootrunner; avranno buoni motivi per chiedere informazioni;
- qualche altro barefooter da qualunque parte d' Italia vada a Parma e può fare lo stesso ...

Se venite a sapete qualcosa, a partire dal numero di scarpe della barefootrunner, fatecelo sapere!!!! cheers
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Messaggio  lucignolo il Gio Ott 13 2011, 22:17

hadashi ha scritto:Non so cosa c'entri il fatto di farlo scalzo; è semplicemente uno stile di corsa che bisogna affinare, ma questo bisogno farlo anche con le scarpe).
Scusa, Christian, non voglio polemizzare, ma non mi venire a dire che correre scalzi è uguale a correre con delle comode scarpette.
Se tu fossi stato presente al Barefooting Run al Parco Nord di Milano avresti potuto raccogliere le impressioni di almeno una trentina di persone. Io c'ero e mi hanno fatto molta impressione i commenti di podisti abituali che sottolineavano la grande differenza fra la corsa scalza e quella calzata: dolori ed impedimenti vari.
Sicuramente dipende dall'abitudine a compiere un gesto atletico in un modo ancestrale, ma se risulta difficile su un morbido prato, con qualche breve tratto sterrato con un brecciolino che a me sembrava ridicolo, figurati percorrere una maratona su superfici abrasive, sassose e, comunque, molto diverse da una pista in tartan (e chi l'ha detto che il tartan non sia abrasivo?).
Contrariamente a quello che dice bastian Rei, più passano i chilometri, più è facile incorrere in abrasioni e/o vesciche.
Bada bene che non sono contro la corsa scalza, anzi, sto solo cercando di sottolineare che correre a piedi nudi non è facile ed immediato come farlo con un paio di scarpette da corsa; i sacrifici si fanno sempre e comunque, ma questo che c'entra? Pensi che i Romani indossassero sandali chiodati perché erano idioti?
Riguardo all'assunzione che scalzi si sia più lenti che con le scarpe, beh, è da vedere; bisognerebbe chiedere a chi ha fatto dei paragoni. Per lo meno gli atleti americani di cui avevo parlato affermano che non sono più lenti a correre scalzi (parliamo di asfalto/tartan; su sterrato ovvviamente cambia).
Eh, appunto.
Se facciamo correre tutti su un lungo tappeto di lana sicuramente i tempi non saranno dissimili, ma prova a correre per 42 km su asfalto ruvido, sterrati, ghiaia, ecc.
Secondo te Abebe Bikila ha continuato a correre con scarpette da corsa perché era pagato o perché si è reso conto che quando corri al limite delle tue possibilità, anche un minuto fa la differenza?
In ogni caso non confondiamo il piacere, da me ampiamente condiviso, di andare scalzi con la necessità di abbattere barriere cronometriche sempre più alte.
Però raccolgo la vostra sfida: sentiamo questi allenatori illuminati; ma si dice che il tempo è galantuomo.
Nel futuro tutto scalzi e nudi? Very Happy Very Happy Very Happy
Se vogliamo scherzare mi va bene, ma cerchiamo di non uscire dal seminato.
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Messaggio  hadashi il Ven Ott 14 2011, 00:00

lucignolo ha scritto:
Se tu fossi stato presente al Barefooting Run al Parco Nord di Milano avresti potuto raccogliere le impressioni di almeno una trentina di persone. Io c'ero e mi hanno fatto molta impressione i commenti di podisti abituali che sottolineavano la grande differenza fra la corsa scalza e quella calzata: dolori ed impedimenti vari.
Questo semplicemente perchè non sono abituati a farlo! correre senza scarpe necessita di uno stile complettamente diverso; perciò, solo perchè uno è bravo a correre con le scarpe, non vuol dire che lo sia anche scalzo. Al massimo ha già il "fiato" che gli serve, ma lo stile devo farselo ex-novo. è come mettere un campione di mountain bike su una bici da corsa; all'inizio gli farà male tutto!

lucignolo ha scritto:
Bada bene che non sono contro la corsa scalza, anzi, sto solo cercando di sottolineare che correre a piedi nudi non è facile ed immediato come farlo con un paio di scarpette da corsa
.
Per quanto riguarda lo "stile", neanche correre con le scarpe è facile ed immediato; pochissimi corridori hanno una postura e falcata corretta (perchè credi che ci sia bisogno di tutti i supporti "anti-pronazione", "anti-supinazione" etc etc).
E poi tante persone hanno dolori all'inizio è solo perchè la pianta del piede ed i muscoli/tendini non sono allenati; se prendi una persona abituata a stare scalza (magari qualche abitante di Appenzel Wink) farà poca più difficoltà a correre scalzo che con le scarpe Very Happy

lucignolo ha scritto:
Se facciamo correre tutti su un lungo tappeto di lana sicuramente i tempi non saranno dissimili, ma prova a correre per 42 km su asfalto ruvido, sterrati, ghiaia, ecc.
Fatto quasi una decina di volte Wink (Finora 4 mezze , 3 maratone intere, 2 ultra (65 e 100km), e diverse staffette a piedi nudi). E almeno per quanto riguarda me, i tempi non sono aumentati (anzi... i miei personal best li ho fatto a piedi nudi).
Vero che su sterrato e ghiaia qualche minuto ci ho rimesso, ma in compenso ho avuto meno problemi con l'affaticamento muscolare, e ho dimezzato i tempi di ripresa dopo le maratone. Poi, quante maratone su sterrato/ghiaia conosci ... ? Quelle veloci sono tutte su strada Wink
Ok, le trail sono più difficili; lì ti do ragione che è più difficile farle scalzi, mica possiamo essere tutti Zola Budd Wink

lucignolo ha scritto:
Contrariamente a quello che dice bastian Rei, più passano i chilometri, più è facile incorrere in abrasioni e/o vesciche.
...non sono mica sicuro su chi faccia il bastian qui ... Wink (cmq, vero uno sforzo prolungato aumento il rischio di veschiche, ma dipendono cmq dal livello di allenamento della pelle. Poi... sai che nelle ultramaratone uno dei problemi più grossi sono sì le veschiche - ma quelle causate dallo sfregamento di calzini/scarpe sulla pelle "ammorbidita" dal sudore ...?)

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Messaggio  Massimo il Ven Ott 14 2011, 02:04

Rei ha scritto:Infatti io avevo scritto:
Rei ha scritto:senza farti arrestare o scambiare per un maniaco
proprio per evitare quello che prospetta Valerio.

Concordo con te, Rei, era chiaro che non mi stessi inducendo a placcare la ragazza in corsa o ad inseguirla con fare feticistico! Twisted Evil
Per rispondere invece alla tua domanda iniziale, non l'ho incontrata di nuovo né sarei capace di riconoscerla in altri contesti: l'ho vista troppo di sfuggita.

Rei ha scritto:Lì a Parma (basta fare una ricerca su Google) ci sono due centri molto importanti che si occupano di atletica leggera, uno della Coop, con sede vicino alla stazione dive Massimo ha visto la podista scalza, e uno federale.
Anche senza "placcare" la fanciulla, un parmense con voglia e tempo potrebbe fare un salto in sede e chiedere di parlare con la persona giusta.

Da principio avevo pensato di chiedere a qualche altro podista se fosse a conoscenza dell'esistenza di una collega scalza, poi ho avuto anch'io l'idea di rivolgermi ai centri di atletica (se non sbaglio, oltre ai due che hai citato ci dovrebbe essere anche il CUS). Vedrò di fare entrambe le cose.

Massimo

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Messaggio  lucignolo il Ven Ott 14 2011, 21:33

hadashi ha scritto:...non sono mica sicuro su chi faccia il bastian qui ... Wink
Ma, Christian, esprimo le mie perplessità, io che vivrei scalzo, ma che non avrei mai corso a piedi nudi, perché per me l'avversario era un obiettivo da eliminare, il tempo un muro da abbattere; ti piacerebbe un forum dove siamo sempre tutti d'accordo?
Rimango convinto che il signor Pinco Pallino che percorre scalzo dieci chilometri in 35 minuti, coprirebbe la stessa distanza in 33 minuti calzato; quindi la mia convinzione è che correre scalzi fa bene alla salute ed è una cosa bellissima dal punto di vista biodinamico, ma non consente il massimo delle prestazioni.
Tu mi dici (non posso che crederti) che fai meglio scalzo che calzato; se non sei l'eccezione e ci fossero conferme ufficiali, allora abbiamo sbagliato tutto ed avevano ragione gli antichi greci che correvano nudi e scalzi.
Consentimi, però (e non volermene per questo), come uomo di mentalità scientifica, di richiedere dei riscontri obiettivi.
Se fossi messo di fronte a questa evidenza, cioè che le scarpette chiodate (da pista e da campestre, cambia solo la lunghezza dei chiodi avvitabili) e che tutta quella selva di Puma, Adidas, ecc. fanno parte di un grandissimo imbroglio economico-industriale, allora mi si allargherebbe il cuore.
Ma non volermene se i tuoi (vostri) discorsi non mi hanno convinto.
Faccio fatica a camminare per due ore su superfici difficili e non vedo miglioramenti sostanziali; non oso immaginare di farlo correndo.
Se hai ragione tu, devi avere dei piedi fantastici.
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Messaggio  Rei il Ven Ott 14 2011, 23:08

lucignolo ha scritto:
Se hai ragione tu, devi avere dei piedi fantastici.
E se fossi tu ad avere dei piedi disastrati?
A Roma eravate in quattro a trottare, ma l'unico che ha avuto vesciche quasi da subito sei stato tu.
Personalmente, non avendo esperienze di corsa (non ho un record sui 100 metri, svengo ai 60), non mi azzardo a trarre conclusioni ed aspetto l'opinione di un professionista, anche per verificare se le cose lette tempo fa, e che ho riportato con le debite riserve, erano vere o travisate da un incompetente.
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Messaggio  lucignolo il Ven Ott 14 2011, 23:42

Rei ha scritto:
lucignolo ha scritto:
Se hai ragione tu, devi avere dei piedi fantastici.
E se fossi tu ad avere dei piedi disastrati?
A Roma eravate in quattro a trottare, ma l'unico che ha avuto vesciche quasi da subito sei stato tu.
Guarda, secondo me non ci fai una gran bella figura.
Ero stato l'unico a trottare scalzo per la maggior parte del tempo, caro sleale amico, ma questo nemmeno lo consideri.
E poi non vedo che razza di discorso sia il tuo, quello di volerne sempre saperne più degli altri a sproposito.
Almeno io ho corso per più di dieci anni, sia pure calzato, tu nemmeno questo.
Inoltre (adesso) peso quasi cento chili e credo che i miei piedi siano sottoposti ad uno stress un po' diverso rispetto a chi pesa sessanta chili.
Ma, a parte il tuo sleale (mi verrebbe un'altra parola più consona, sempre per esse) intervento, non capisco perché una persona non possa esprimere un'opinione contraria, senza dover essere linciata o tacciata di pressapochismo.
Non ho nulla contro chi corre scalzo (detto per inciso, al Barefooting Run c'ero solo io, egregio chiacchierone dei miei stivali), ho solo sostenuto che il calzato va più veloce dello scalzo, almeno in condizioni difficili.
Si può non essere d'accordo, ma sono libero di esprimere un'opinione senza che qualcuno si stracci le vesti.
Perché, se non vogliamo fare i talebani, è vero che scalzi è bello, scalzi è salutare e piacevole, ma vogliamo sostenere che chi è calzato ha sempre e comunque torto?
Se vogliamo seguire questa linea di pensiero, allora chiudiamola qui e vi dò ragione per farvi piacere.
Parlo al plurale, ma mi sembra che quello che ha sempre da dire l'ultima parola su tutto e su tutti sia sempre TU.
lucignolo
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Messaggio  hadashi il Sab Ott 15 2011, 00:36

lucignolo ha scritto:
Se fossi messo di fronte a questa evidenza, cioè che le scarpette chiodate (da pista e da campestre, cambia solo la lunghezza dei chiodi avvitabili) e che tutta quella selva di Puma, Adidas, ecc. fanno parte di un grandissimo imbroglio economico-industriale, allora mi si allargherebbe il cuore.
Dipende se parliamo solamente di cronometro, o di "stress" di articolazioni/muscoli/tendini.
Riguardo al fatto della velocità non ci sono ancora paragoni "ufficiali", quello è vero, però ci sono studi scientifici (eseguiti da medici e/o professori universitari) che lasciano proprio intendere che le affermazioni delle casa produttrici di scarpe da corsa (che le scarpe riducano l'impatto, aumentino il "grip", etc etc) siano proprio un'unica grandissima bufala... Poi, in tutta la letteratura scientifica pare esserci neanche un'unico articolo peer-reviewed che conferma un beneficio derivante delle scarpe da corsa (come detto, parliamo di forze d'impatto etc etc; non di prove cronometrate su pista); tutti gli studi/articoli presentati finora dalle case costruttrici sono articoli publicati senza un processo di review (sai bene quanta validità scientifica questo tipo di publicazioni ha....)
Se capita di dover correre su piste difficili (come ghiaia, etc) è vero, si deve correre un pò più lenti, ma resto della mia opinione che su asfalto/tartan NON si perde velocità correndo scalzi. Se non mi credi, facciamo una prova cronometrata (e ti prometto che non correrò più lento con le scarpe addosso), sulla distanza che vuoi Wink E non ho piedi per niente fuori dal comune; sono semplicemente ben allenati (e se ci riesco io, secondo me ci riescono tutti...)

Già che parliamo di "prove scientifiche"...su cosa basi la tua assunzione che senza scarpe si sia più lenti (parliamo di asfalto/tartan, per intenderci) ? Su esperienze agonistiche (parecchio) passate, ma con le scarpe ? Su esperienze recenti da barefooter, ma non agonstiche ? Sul fatto che nessuno dei corridori d'elite finora l'ha fatto ? Neanche queste mi sembrano prove... Prendi queste frasi con un grande Wink, non intendono essere polemiche/agressive, ma il fatto di avere esperienza attuale di corsa a livello agonistico, scalzo e su distanze lunghe, credo mi permette di replicare Wink (e se vuoi ti possare dare riferimenti di corridori <3h (maratona) che dicono la stessa cosa).
Se hai l'occasione, leggiti questi libri
- Barefoot Running Step by Step (Roy M. Wallack, Ken Bob Saxton)
- The Barefoot Running Book (Jason Robillard, Dirk Wierenga)
- Run Barefoot Run Healthy: Less Pain More Gain (Ashish Mukharji, Zola Budd(!))
- The Complete Idiot's Guide to Barefoot Running (Dr Craig Richards, Thomas Hollowell) (non lasciarti ingannare dal titolo; è molto scientifico!)
forse ti convincono loro Wink

Ciao
Christian
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Messaggio  Rei il Sab Ott 15 2011, 07:33

lucignolo ha scritto:
Ma, a parte il tuo sleale (mi verrebbe un'altra parola più consona, sempre per esse) intervento, non capisco perché una persona non possa esprimere un'opinione contraria, senza dover essere linciata o tacciata di pressapochismo.
Non ho nulla contro chi corre scalzo (detto per inciso, al Barefooting Run c'ero solo io, egregio chiacchierone dei miei stivali), ho solo sostenuto che il calzato va più veloce dello scalzo, almeno in condizioni difficili.
Si può non essere d'accordo, ma sono libero di esprimere un'opinione senza che qualcuno si stracci le vesti.
Mio caro, tu sei uno scienziato, un biologo abituato ai fatti della scienza e non senti come questo status stride con ciò che dici?
Perché affermare che, a livello agonistico, uno scalzo sia più lento o più veloce di un calzato NON è affermare un'opinione, ma affermare un fatto.
Ed un fatto deve essere provato scientificamente.
Ed una volta provato scientificamente, lo scienziato lo adotta come fatto provato.
Senza curarsi delle ipotesi che aveva fatto prima che il fatto fosse accertato.
Tu non hai portato nessuna prova che i fatti siano come dici tu.
Io ho detto che ricordo di aver letto qualcosa, tempo fa, ma non ricordandone la fonte non la ritengo scientificamente attendibile ed ho chiesto di cercare un esperto che ci dica come stanno i fatti.
Hadashi ci porta la sua esperienza e qualche fonte scientifica.
Allora, da scienziato, guarda dentro te stesso e rispondi a questa domanda: stai affermando un fatto provato oppure un pre-giudizio non supportato da prove?
Personalmente, anche se non nascondo che mi piacerebbe che risultasse che lo scalzo, sulle lunghe distanze, abbia tempi pari o migliori del calzato, ho sospeso fin dal primo intervento il mio giudizio ed ho chiesto l'intervento di un esperto che ci porti prove scientifiche. Ed il fatto accertato dalla scienza è l'unica verità che posso accattare, al di là delle mie preferenze, perché, ripeto, non stiamo parlando di tifo calcistico, ma di fatti reali più o meno facilmente accertabili.
Quanto alla "pugnalata alla schiena", te la sei cercata: liquidare Hadashi con un "tu devi avere piedi fantastici", cioè fuori standard e quindi che non fanno testo, non può avere che una risposta analoga. Anche tu allora hai dei piedi fuori standard (o gravati da un peso fuori standard).
lucignolo ha scritto:
Perché, se non vogliamo fare i talebani, è vero che scalzi è bello, scalzi è salutare e piacevole, ma vogliamo sostenere che chi è calzato ha sempre e comunque torto?
Se vogliamo seguire questa linea di pensiero, allora chiudiamola qui e vi dò ragione per farvi piacere.
Parlo al plurale, ma mi sembra che quello che ha sempre da dire l'ultima parola su tutto e su tutti sia sempre TU.
Quando qualcuno fa (o riporta) un'affermazione frutto del pregiudizio e priva di qualunque validità scientifica, di solito l'ultima parola è tua, con un intervento che, illustrando fatti scientifici, chiude definitivamente la questione. Nel tempo hai distrutto, grazie alle tue conoscenze scientifiche, una serie di scemenze falso-scientifiche che sono comparse su questo forum.
Solo per il tentativo di propagandare le teorie di Lamark che tanto piacevano a Hitler e Stalin, hai lasciato il piacere di farla a pezzi a me e di questo te ne sono grato.
Qui non si tratta di opinioni, ma di fatti facilmente sperimentabili.
Parlando della "scomparsa dei fatti", Marco Travaglio faceva un esempio molto calzante. Immaginava due fazioni che in una stanza chiusa discutevano se fuori ci fosse o no il sole (magari con Bruno Vespa che mostrava un modellino del sistema solare), tirando fuori teorie opposte e non verificabili.
Perché nessuno apriva la finestra e guardava fuori.
Perché ci siamo abituati, nei talk-show a vedere gente che fa affermazioni opposte senza curarsi di verificare quelli che si affermano essere fatti reali.
Ecco, io dal mio primo intervento chiedo di aprire la finestra e guardare fuori: solo così scopriremo se c'è il sole oppure è notte.
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