La termoregolazione

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La termoregolazione

Messaggio  Biagio il Gio Dic 01 2011, 23:05

Domenica sono riuscito a trascorrere l’intera giornata all’aperto lavorando in giardino, con un sole debole nelle ore più calde e temperature minime ormai praticamente a zero.

Mi convinco sempre più che la termoregolazione sia un meccanismo ben più complesso di quanto venga normalmente descritto.
In condizioni termiche avverse il nostro organismo si trova di fronte a una ben difficile scelta di bilanciamento termico tra rilasciare il calore alle estremità esposte e trattenerlo per proteggere il centro.
In effetti la vasocostrizione periferica per tempi relativamente brevi è una strategia molto efficace: risparmia preziose calorie e nello stesso tempo lancia un segnale di allarme utile a stimolare la ricerca attiva di un ambiente più confortevole. Però, se i tempi si allungano, può diventare una strategia rischiosa, come un laccio emostatico tenuto stretto troppo a lungo.

Insomma, se la situazione non si risolve in breve tempo l’organismo ha bisogno di ripristinare la circolazione periferica per preservare i tessuti, ma allo stesso tempo non può mettere a repentaglio gli organi vitali. Ha perciò bisogno di una quantità di calore superiore alla norma, in modo che sia sufficiente sia per il centro che per la periferia. Nella mia esperienza questo si verifica solamente quando le masse muscolari sono in piena attività ed il resto del corpo (capo e tronco) è ben protetto dalle dispersioni termiche.

Riassumendo:
1) vasocostrizione iniziale
2) accumulo termico
3) rilascio mirato di calore alle estremità
Credo che sia questa la ragione per cui ci vuole sempre un po’ di tempo e di attività all’aperto prima che i nostri piedi inizino a reagire al freddo.

Mi chiedo se, oltre a questo meccanismo, ci sia anche un adattamento permanente dei nostri piedi al freddo. Chi si espone regolarmente è più resistente? La reazione al freddo avviene in tempi più rapidi? La circolazione capillare subisce dei mutamenti permanenti? Io penso di sì.

Voi cosa ne pensate?
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Re: La termoregolazione

Messaggio  Alexey il Ven Dic 02 2011, 12:47

In base alla mia esperienza personale e a sentire quello che tutti i barefooter testimoniano sono convinto che sia proprio vero, anche se penso che comunque ognuno di noi presenti delle caratteristiche soggettive che lo rendono più o meno sensibile al freddo.
Penso proprio che con l' allenamento si riesca tranquillamente a stare a piedi nudi in situazioni "impensabili" per l' uomo "civile".
Questo è testimoniato anche dal fatto che in passato la gente riusciva a resistere a condizioni climatiche avverse senza coprirsi come oggi, come i bambini della Germania del dopoguerra che andavano a scuola tranquillamente scalzi con temperature assai rigide senza per questo morire ibernati o trovarsi con gli arti amputati e la popolazione che viveva in Patagonia scalza e seminuda che abbiamo pensato bene di sterminare portando i nostri virus...
Il corpo umano è una macchina meravigliosa e ineguagliabile, ma l' uomo che vive nella società "moderna" lo sottovaluta spesso e vive come se fosse perennemente malato e in deficit ritenendo impensabili cose che fino a ieri erano routine...
Quando porto mio figlio a scuola vedo che i genitori li portano in macchina fino a quasi dentro al portone, perchè fare due metri a piedi è proibitivo, senza il proprio SUV lungo 10 metri non si riesce a fare più niente...








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Re: La termoregolazione

Messaggio  ChiccoB il Ven Dic 02 2011, 23:01

Alexey ha scritto:In base alla mia esperienza personale e a sentire quello che tutti i barefooter testimoniano sono convinto che sia proprio vero, anche se penso che comunque ognuno di noi presenti delle caratteristiche soggettive che lo rendono più o meno sensibile al freddo.
Penso proprio che con l' allenamento si riesca tranquillamente a stare a piedi nudi in situazioni "impensabili" per l' uomo "civile".
Questo è testimoniato anche dal fatto che in passato la gente riusciva a resistere a condizioni climatiche avverse senza coprirsi come oggi, come i bambini della Germania del dopoguerra che andavano a scuola tranquillamente scalzi con temperature assai rigide senza per questo morire ibernati o trovarsi con gli arti amputati e la popolazione che viveva in Patagonia scalza e seminuda che abbiamo pensato bene di sterminare portando i nostri virus...
Il corpo umano è una macchina meravigliosa e ineguagliabile, ma l' uomo che vive nella società "moderna" lo sottovaluta spesso e vive come se fosse perennemente malato e in deficit ritenendo impensabili cose che fino a ieri erano routine...
Quando porto mio figlio a scuola vedo che i genitori li portano in macchina fino a quasi dentro al portone, perchè fare due metri a piedi è proibitivo, senza il proprio SUV lungo 10 metri non si riesce a fare più niente...







Posso confermare che questo è successo anche a me. Intendo di riuscire a camminare senza problemi sui marciapiedi gelati senza patire il freddo. Ci si abitua a tutto, senza traumi, se lo si desidera. Ovviamente senza strafare all'inizio. Purtroppo i tempi sono cambiati: infatti i genitori attuali (premetto che io non sono genitore e non mi permetto quindi di fare critiche a riguardo) tendono un po' troppo a tenere i figli sotto la classica campana di vetro. Io ricordo che quando andavo a scuola, circa trent'anni fa, il tragitto casa/scuola lo facevo regolarmante a piedi. Come molti miei compagni di classe. Ricordo ancora con molta nostalgia quando in pieno inverno, per esempio con le prime nevicate, approfittavamo per fare le classiche "palle di neve" prima di arrivare in classe. Questo è solo un piccolo esempio. Capitava che talvolta poi ci raffreddassimo, ma faceva parte della realtà di quegli anni. Nessuno di noi bambini è morto per questo... E ricordo ancora con un certo ed incarnato ODIO Twisted Evil quegli scarponcini correttivi che dovevo indossare per curare il mio piede piatto. Ma questo è un altro discorso...

Chicco.

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Re: La termoregolazione

Messaggio  lucignolo il Dom Dic 04 2011, 15:13

Biagio ha scritto:Mi convinco sempre più che la termoregolazione sia un meccanismo ben più complesso di quanto venga normalmente descritto.
No, è molto più semplice di quanto pensiamo.
Siamo noi a renderlo complicato ed asservito alle nostre convinzioni idiote.
In condizioni termiche avverse il nostro organismo si trova di fronte a una ben difficile scelta di bilanciamento termico tra rilasciare il calore alle estremità esposte e trattenerlo per proteggere il centro.
In effetti la vasocostrizione periferica per tempi relativamente brevi è una strategia molto efficace: risparmia preziose calorie e nello stesso tempo lancia un segnale di allarme utile a stimolare la ricerca attiva di un ambiente più confortevole. Però, se i tempi si allungano, può diventare una strategia rischiosa, come un laccio emostatico tenuto stretto troppo a lungo.

Insomma, se la situazione non si risolve in breve tempo l’organismo ha bisogno di ripristinare la circolazione periferica per preservare i tessuti, ma allo stesso tempo non può mettere a repentaglio gli organi vitali. Ha perciò bisogno di una quantità di calore superiore alla norma, in modo che sia sufficiente sia per il centro che per la periferia. Nella mia esperienza questo si verifica solamente quando le masse muscolari sono in piena attività ed il resto del corpo (capo e tronco) è ben protetto dalle dispersioni termiche.
Tieni presente che il nucleo centrale ha sempre la priorità, ma certi meccanismi estremi entrano in azione solo in condizioni di emergenza, quando si deve combattere per la sopravvivenza.
Nel caso del barefooting siamo un po' lontani da queste situazioni di pericolo, a meno che si decida di andare a piedi nudi con temperature abbondantemente sotto zero.
Ed anche qui va considerato che, se si copre bene il busto e soprattutto la testa, si può stare scalzi anche con temperature glaciali.
Poi si arriva al punto che in pochi secondi si può congelare un arto, ma questo si può verificare anche in condizioni di assoluta sicurezza per il nucleo centrale.
Quindi in condizioni di assoluta sicurezza per la sopravvivenza generale, ma con un arto necrotizzato da imputare senza indugio.
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Messaggio  Marco53 il Lun Dic 05 2011, 16:46

Ognuno deve trovare i suoi punti. Certe cose vanno per gradi. Io sono anni che mi alleno. Non me lo fa fare nessuno. E' solo che sopporto sempre meno le scarpe e sopporto più il freddo che il caldo eccessivo: ancora non so dire se le cose sono andate insieme, ma direi di no, perché da quando cammino scalzissimo d'estate sopporto un pochino di più le alte temperature in generale.
Sul web è pieno di consigli su come affrontare l'inverno senza scarpe e credo che nelle domande più frequenti (F.A.Q.) del nostro sito sia tutto ben spiegato. Certo per mantenere a posto le temperature affrontando una passeggiata scalza nella neve è bene avere un buon berretto protettivo (la testa dissipa calore) e magari indossare una maglietta in più, però ognuno si può regolare sulle proprie percezioni: mica tutti siamo Wim Hof che corre 22 km scalzo e a torso nudo (ma col berrettone di lana) a -18°C, no? Wink
Comunque se ancora negli anni '20 i bambini americani delle zone rurali andavano a scuola scalzi tutto l'inverno talora percorrendo anche due miglia (3,2 km) nella neve e sono ancora lì a raccontarlo nel web di oggi, possiamo ben avere anche noi delle chanches !
Saluti freschi di brinata.
Marco
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Re: La termoregolazione

Messaggio  Elan il Lun Dic 05 2011, 19:22

Io confesso che le mie passeggiate sulla neve, notturne, ma con temperature da 0 a 1 gradi, quindi del tutto sopportabili, le ho fatte sempre senza berrettone di lana ... in realtà, diremmo, scalzo fino alla cima dei capelli Smile anche perchè, oltre alla camminata, il bello è tuffarsi e rotolarsi nella neve e il berrettone di lana si sarebbe bagnato.

Su alcuni siti naturisti ho trovato la teoria che il corpo inizia a fare bene la sua termoregolazione, solo quando è nudo ed è sorpendente quanto si possa stare bene nudi o quasi, anche al freddo, per tempi, ovviamente, limitati, ma tutt'altro che brevissimi. Ieri per esempio, a 10°C con leggera pioggerellina, sono stato fuori un po' più di un'ora, ma ci sarei potuto stare ben più a lungo. Dicono addirittura che per il corpo, specialmente se in movimento e che quindi genera calore, diventa difficile riuscire a impedire la dispersione di calore dalle estermità e contemporanemente dissipare l'eccesso di calore dal tronco, ipercoperto. Tendo a concordare, solo sulla base dell' esperienza personale e senza pretese di approfondimento scientifico... penso che sia meglio essere coperti o scoperti in maniera abbastanza uniforme e che, comunque, lo stato d'animo e dunque la psiche, abbiano una funzione importante nella difesa dal caldo e dal freddo.

A volte si sente freddo in casa con 22°C, mentre in altri momenti si sta benissimo a 20°C nella stessa casa e, in generale, coprirsi sempre di più fa sentire maggiormente il freddo, magari per via del viso o delle mani scoperte. Oppure pensate a quelle donne che per amore della moda girano anche d'inverno con minigonne vertiginose, calze di nylon (che certo non scaldano come un pantalone di lana) e magari il pancino scoperto a mostrare l'ombelico. Non sembrano soffrire il freddo maggiormente dei loro compagni di shopping, invece imbaccucati come se stessero a St. Moritz ... come mai? forse anche perchè la gioia e l'eccitazione sensuale di mostrarsi belle e alla moda e di godersi le vetrine, crea uno stato d'animo favorevole a non sentire il freddo ... il loro compagno invece si annoia e pensa a quando ptrnerà a casa e si metterà davanti alla TV e quindi sente un gran freddo. Fateci caso: in generale, le donne, in inverno, sono meno coperte di noi uomini eppure vivono più a lungo Smile

A mio avviso, per tutti questi motivi, non è vero che per poter stare a piedi nudi in inverno, occorra imbozzolare tutto il resto del corpo in maniera esagerata, quasi a compensare, anzi sono loro, i piedi nudi, la tua ridotta avanzata verso il freddo, che ti aiutano ad accettarlo, senza sentire quei brividini sgradevoli che ti sopraffanno quando sei troppo vestito ed improvvisamente uno spiffero freddo riesce a superare la barriera dei tuoi esagerati strati di abiti. Conoscete quella sensazione di doversi coprire sempre di più e sentire sempre più freddo?

Ok, credo che questo sia l'intervento meno razionale in assoluto, da me mai scritto .... e allora lo concludo citando quei naturisti che sostengono che dal cielo limpido diurno o notturno, piovono delle particelle, chiamate "orgoni", apportatrici di piacere e felicità a chi possa riceverle, purchè non schermato dagli abiti.







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Re: La termoregolazione

Messaggio  Marco53 il Mar Dic 06 2011, 08:10

Fateci caso: in generale, le donne, in inverno, sono meno coperte di noi uomini eppure vivono più a lungo
Eh... si sa. Il freddo conserva.... Laughing Laughing Laughing Razz
Saluti surgelati
Marco
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Re: La termoregolazione

Messaggio  lucignolo il Mar Dic 06 2011, 21:41

Elan ha scritto:Su alcuni siti naturisti ho trovato la teoria che il corpo inizia a fare bene la sua termoregolazione, solo quando è nudo ed è sorpendente quanto si possa stare bene nudi o quasi, anche al freddo, per tempi, ovviamente, limitati, ma tutt'altro che brevissimi. Ieri per esempio, a 10°C con leggera pioggerellina, sono stato fuori un po' più di un'ora, ma ci sarei potuto stare ben più a lungo.
Certi meccanismi di adattamento scattano solo se l'organismo viene sottoposto a condizioni stressanti.
Ti posso garantire per esperienza personale che il naturismo in condizioni glaciali ti lascia sensazioni di benessere che durano per parecchi giorni, mentre più ti copri e più vorresti coprirti.
Oppure pensate a quelle donne che per amore della moda girano anche d'inverno con minigonne vertiginose, calze di nylon (che certo non scaldano come un pantalone di lana) e magari il pancino scoperto a mostrare l'ombelico. Non sembrano soffrire il freddo maggiormente dei loro compagni di shopping, invece imbaccucati come se stessero a St. Moritz ... come mai? forse anche perchè la gioia e l'eccitazione sensuale di mostrarsi belle e alla moda e di godersi le vetrine, crea uno stato d'animo favorevole a non sentire il freddo ... il loro compagno invece si annoia e pensa a quando ptrnerà a casa e si metterà davanti alla TV e quindi sente un gran freddo. Fateci caso: in generale, le donne, in inverno, sono meno coperte di noi uomini eppure vivono più a lungo Smile
Le donne vivono più a lungo di noi per una serie di motivi:
  • sono sottoposte a minore stress degli uomini, perché meno coninvolte in ruoli di grande responsabilità. Le cose stanno cambiando;
  • sono protette dagli ormoni femminili nei confronti degli insulti cardiovascolari fino alla menopausa, poi diventano come noi, solo che noi ometti abbiamo, purtroppo, un grande vantaggio nella corsa fatale verso ictus ed infarti del miocardio;
  • forse sono realmente più forti di noi, fisiologicamente parlando, perché devono sopportare una lunga gravidanza piena di insidie e metabolicamente molto impegnativa.
Ma, guarda, sono convinto che tu abbia ragione mille volte quando parli di gioia e di eccitazione sessuale.
Forse qualcuno si scandalizzerà e dirà che esageri, ma penso che la gioiosa eccitazione di mostrarsi con un bel corpo scoperto, pure in condizioni avverse, giochi un ruolo fondamentale nella sopportazione di condizioni climatiche difficili.
A mio avviso, per tutti questi motivi, non è vero che per poter stare a piedi nudi in inverno, occorra imbozzolare tutto il resto del corpo in maniera esagerata, quasi a compensare, anzi sono loro, i piedi nudi, la tua ridotta avanzata verso il freddo, che ti aiutano ad accettarlo, senza sentire quei brividini sgradevoli che ti sopraffanno quando sei troppo vestito ed improvvisamente uno spiffero freddo riesce a superare la barriera dei tuoi esagerati strati di abiti. Conoscete quella sensazione di doversi coprire sempre di più e sentire sempre più freddo?
Appunto: più ti copri e più vorresti coprirti, ma se hai freddo al busto è difficile infilare i piedi nella neve, ricordalo.
Ok, credo che questo sia l'intervento meno razionale in assoluto, da me mai scritto .... e allora lo concludo citando quei naturisti che sostengono che dal cielo limpido diurno o notturno, piovono delle particelle, chiamate "orgoni", apportatrici di piacere e felicità a chi possa riceverle, purchè non schermato dagli abiti.
Bella la teoria degli orgoni: vanno più veloci della luce, come i neutrini? Very Happy
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Re: La termoregolazione

Messaggio  Elan il Mar Dic 06 2011, 23:06

Ho fatto una breve indagine: la teoria è di Wilhelm Reich .... è molto suggestiva e divertente, anche se è rvidente che era matto come un cavallo Smile bellissima la sua pretesa battaglia contro gli alieni usando come arma il suo "cloud buster" .... una specie di macchina spara-orgoni da lui inventata Smile date una scorsa su Wiki Smile

Nel mio post ho parlato, volutamente, di eccitazione sensuale piuttosto che sessuale ... è qualcosa di molto più inconsapevole e non polarizzato (anche se c'è un legame di parentela) .... i nostri sensi sono recettivi ad innumerevoli stimoli che possono portare in uno stato di piacevole euforia sensoriale: la consapevolezza di essere poco vestiti, il contatto dei piedi nudi con il suolo, ma anche una bella giornata, l'aria ricca di ozono dopo un temporale o, come mi succede in questo momento, ascoltare della musica che riesca a penetrarti nell' anima, come il concerto n.2 di Sergei Rachmaninov Smile
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Circolazione

Messaggio  aldo1953 il Mer Dic 07 2011, 15:20

E' provato che i capillari delle estremità, cioè mani e piedi, hanno una reattività differente tra individuo e individuo e anche tra "razze" genetiche. Non credo francamente che tale reattività possa cambiare di molto solo con l' allenamento, credo invece che esista una diversa risposta soggettiva alla sensazione di freddo : chi è stato abituato sempre a proteggersi al primo brivido inevitabilmente avvertirà prima e peggio il freddo, chi è più abituato avvertirà meno il disagio. Più o meno accade con il clima caldo, ma è un altro argomento. Una curiosità, gli aborigeni australiani vivendo sempre al' aperto anche in climi freddi durante certi periodi dell' anno, avevano sviluppato un riflesso vasomotorio involontario che in pratica attirava il sangue al tronco e testa e lasciava gli arti "al minimo". così potevano dormire tranquilli anche praticamente nudi al freddo, però al risveglio occorreva una lenta ginnastica di riattivazione degli arti. Ora credo che anche loro abbiano perso questo adattamento .

aldo1953

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Donne meno coperte d' inverno ?

Messaggio  aldo1953 il Mer Dic 07 2011, 15:22

Mmmmmmm, venite un po' a vedere a casa mia..... Non mi sembra.

aldo1953

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