La differenza sta sotto o sopra (il piede) ?

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La differenza sta sotto o sopra (il piede) ?

Messaggio  aldo1953 il Gio Mar 08 2012, 15:08

Dunque, se io giro scalzo in città, mio unico ambiente naturale (purtroppo) per la maggior parte dell' anno, sono oggetto di attenzione, di critica, parenti fuggono lontano e altre belle cosette del genere. Se io ho due striscioline di plastica sul dorso del piede, leggi infradito, va quasi tutto bene. L' anno scorso, all' inizio della primavera andai con mia moglie a vedere una mostra di quadri a Palazzo Reale, andammo in bici per cui ero in tuta e sandali di gomma. Incontrammo una coppia di amici molto "fashion" che ci accompagnarono alla mostra, mentre facevo i biglietti sentii lui dire a mia moglie "Ma, lo lasci andare in giro così ?" La frase era evidentemente rivolta non alla tuta (sapeva che eravamo arrivati in bici), ma ai sandali. Mia moglie ovviamente era indenne da critiche in quanto indossava tuta + Prada. I problemi quindi sono : il piede scoperto è osceno ? E' più importante "coprirlo" con pochi centimetri di plastica o rivelare il contatto nudo col terreno ? Quello che è certo è che la lotta non sarà solo dura, ma anche persa in partenza, scusate il disfattismo. Ho una carissima amica che d' estate usa gli stivali "estivi", quanto di più deleterio e antiestetico ci sia, ma anche a casa sua non muove un passo scalza. se il mondo va così.... la vedo male. Scusate la depressione stagionale a cui sono soggetto, ma... ora la vedo così.

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Re: La differenza sta sotto o sopra (il piede) ?

Messaggio  Elan il Gio Mar 08 2012, 18:23

ma che ce frega, ma che ce 'mporta si l'artri ai piedi cianno 'e scarpe? e noi je dimo e noi je famo, si ciai 'e scarpe nun te filamo, mapperò, noi semo quelli, che j'a risponnemo 'n coro: a piedi scarzi, è assai più bbello andà pe' campi o stà 'n città.
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Re: La differenza sta sotto o sopra (il piede) ?

Messaggio  Rei il Gio Mar 08 2012, 18:37

Mah, sarà che qui a Roma il clima è diverso, ma sono più i commenti positivi che sento che quelli negativi.
L'altro ieri sono al mercato rionale dietro casa (rione Monti) con una mia amica. Causa orario, praticamente eravamo gli unici due clienti del mercato. Intanto che lei prende la carne, arrivano il titolare del banco dei detersivi, il commesso di un altro banco ed un simpaticissimo ragazzo africano che mi chiede come mai vado scalzo. Alla risposta "Perché mi piace e fa bene" parte con una filippica entusiastica sullo stare scalzi.
In Africa.
Qui ha troppo freddo ed ha paura dei commenti negativi.
Perciò ha molta ammirazione per me che non me ne curo.
E salta fuori che tutti i negozianti mi conoscono di vista come "quello scalzo", ma detto in tono positivo.
Mi sa che sono più famoso nel rione di quanto pensassi.

Comunque la media è di circa un commento negativo ogni 50/60 positivi quando sono fuori dal rione, e zero commenti negativi dentro al rione.
Si vede che ormai mi conoscono e sanno che quando passo non mangio i bambini e non picchio le vecchiette.
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Re: La differenza sta sotto o sopra (il piede) ?

Messaggio  Elan il Gio Mar 08 2012, 20:40

"... e sassi in specie, non ne tiro più e massime alle piante. "
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Messaggio  bfpaul il Ven Mar 09 2012, 09:00

Rei ha scritto:Mah, sarà che qui a Roma il clima è diverso, ma sono più i commenti positivi che sento che quelli negativi.
L'altro ieri sono al mercato rionale dietro casa (rione Monti) con una mia amica. Causa orario, praticamente eravamo gli unici due clienti del mercato. Intanto che lei prende la carne, arrivano il titolare del banco dei detersivi, il commesso di un altro banco ed un simpaticissimo ragazzo africano che mi chiede come mai vado scalzo. Alla risposta "Perché mi piace e fa bene" parte con una filippica entusiastica sullo stare scalzi.
In Africa.
Qui ha troppo freddo ed ha paura dei commenti negativi.
Perciò ha molta ammirazione per me che non me ne curo.
E salta fuori che tutti i negozianti mi conoscono di vista come "quello scalzo", ma detto in tono positivo.
Mi sa che sono più famoso nel rione di quanto pensassi.

Comunque la media è di circa un commento negativo ogni 50/60 positivi quando sono fuori dal rione, e zero commenti negativi dentro al rione.
Si vede che ormai mi conoscono e sanno che quando passo non mangio i bambini e non picchio le vecchiette.
Finché sei nel tuo quartiere, Ok.
Ma molto spesso i nostri Ospiti vivono in un paese di piccole dimensioni, dove la novità si propagherebbe a velocità neutronica (ah, ah!), dove la mentalità non è da grande citta che se ne frega e da dove non puoi sfuggire o rifugiarti in un altro quartiere.
Ovviamente queste cose si comprendono e si capisce anche il principiante che ancora dubita si possa camminare per strada, per la sua insicurezza.
Non c'è dubbio che "l'asfalto" e "i marciapiedi" siano un po' la laurea del barefooter come dicevamo una volta, e non tanto per le difficoltà fisiche a percorrerli, quanto per quelle psicologiche se li accomuniamo all'ambiente cittadino.
A mio modesto avviso, noi ormai "scafati" possiamo anche ripetere per la milionesima volta i nostri mantra, ma ciò che è davvero importante è mettersi a disposizione di chiunque vuole intervenire per dire le sue perplessità o eventuali paure dandogli la possibilità di raccontare le sue esperienze e confermandole con le nostre.
Ci proviamo, mi pare, seppure con qualche incidente di percorso e se ci venisse chiesto in modo più preciso di dire la nostra opinione, potremmo essere quel punto di riferimento che abbiamo sempre desiderato di essere.
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Re: La differenza sta sotto o sopra (il piede) ?

Messaggio  Rei il Ven Mar 09 2012, 09:50

bfpaul ha scritto:Finché sei nel tuo quartiere, Ok.
Beh, diciamo che non ho avuto grandi problemi anche fuori.
La mia vicina scultrice ha preso una casa nella campagna vicino a Bassano in Teverina (che fa meno abitanti del mio rione) per scolpire la pietra (il martello pneumatico fa troppo rumore per usarlo in centro città) ed in poco tempo è entrata in confidenza con mezzo paese.
Ogni tanto la vado a trovare, andiamo in bar, ristoranti e negozi e nessuno ha mai fatto commenti sul mio essere scalzo: viene accettato come si accetta una t-shirt bianca o un paio di Reebook.
Solo una signora anziana ha commentato con nostalgia che una volta (prima della guerra) in paese si vedevano tante persone scalze e adesso non più.
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Re: La differenza sta sotto o sopra (il piede) ?

Messaggio  Rei il Ven Mar 09 2012, 11:20

E se fosse per l'atteggiamento con cui ci poniamo?
Faccio un riassunto veloce di anni di post su questo forum:
Se uno entra in un luogo pubblico con la faccia e l'atteggiamento di uno che si sente in colpa ha il 100% delle probabilità di essere intercettato da qualcuno che gli dirà (sbagliando) che lì non si può.
Se uno entra sicuro di sé, il rompiscalzi potrebbe trattenersi. Diciamo che le probabilità di essere intercettati scendono, di molto, sotto il 50%.
Se poi si viene intercettati, tutto dipende dalla reazione: se uno assume un atteggiamento ancor più di colpa e si fa buttare fuori, ha stabilito un precedente: il rompiscalzi avrà avuto conferma che il divieto che si è inventato è vero e da far rispettare.
Se uno fulmina il rompiscalzi dicendo "Io vengo qui da anni e nessuno mi ha mai detto nulla!" (Rei 2008, Feltrinelli - Largo Argentina - Roma), il rompiscalzi magicamente si rimpicciolisce alle dimensioni di un calciatore del Subbuteo e non oserà più fermare uno scalzo.
Da notare che di solito il rompiscalzi è semplicemente un dipendente che ha paura di essere rimproverato per aver fatto entrare una persona che non doveva. Rassicurato (se viene da anni, allora si può) non lo farà più.
Qualora fosse particolarmente stupido ed insistesse, basta far chiamare il direttore: con l'unica eccezione documentata di un supermercato di Cagliari, il direttore sbranerà il rompiscalzi per aver disturbato un cliente PAGANTE dal suo compito, cioè spendere lì dei soldi e far guadagnare l'esercizio.
Se non si può far chiamare il direttore (o il capitano della nave, ecc.) basta mandare una lettera di lamentele il cui sottotesto è "Guarda che hai un dipendente che ti fa perdere clienti. Lo so che la ditta non c'entra, ma è meglio che provvediate."
Riceverete una lettera di scuse (Feltrinelli Milano docet) in cui NON vi verrà detto che il rompiscalzi in questione è stato appeso per gli alluci e fustigato davanti a tutto il resto del personale.
Noterete però che da quel momento in poi nessuno vi impedirà di entrare scalzi.

Qui: http://natiscalzi.forumattivo.com/t1203-passo-dopo-passo-audere-semper#13606
un altro post che parla di questo.
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Re: La differenza sta sotto o sopra (il piede) ?

Messaggio  aldo1953 il Ven Mar 09 2012, 12:00



[/quote]

Non c'è dubbio che "l'asfalto" e "i marciapiedi" siano un po' la laurea del barefooter come dicevamo una volta, e non tanto per le difficoltà fisiche a percorrerli, quanto per quelle psicologiche se li accomuniamo all'ambiente cittadino.

bfpaul[/color][/quote]

Nel lontano 1995 andai per la prima volta in Australia, affittai una grossa fuoristrada e, per raggiungere certe cascate mi feci 70 km (+ 70 al ritorno) di fuoristrada davvero duro. Non avevo mai guidato fuori dell' asfalto ma ero forte di una preparazione teorica a prova di bomba. Al ritorno vidi un avviso esposto sulla capanna dei Rangers : "percorso ammesso solo per guidatori esperti" ! Ora scopro che anche nel BF sono partito dal... tetto. Già perchè vivo in città che più città non si può e i marciapiedi sono per forza la mia palestra. Conosco meglio i tipi di asfalto che i fanghi o le sabbie. Ora mi spiego tante cose. Soprattutto capisco che sono partito nel modo più difficile psicologicamente. Ma insisto, in fondo la teoria ce l' ho !

aldo1953

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Re: La differenza sta sotto o sopra (il piede) ?

Messaggio  bfpaul il Ven Mar 09 2012, 13:09

bfpaul ha scritto:
aldo1953 ha scritto:Non c'è dubbio che "l'asfalto" e "i marciapiedi" siano un po' la laurea del barefooter come dicevamo una volta, e non tanto per le difficoltà fisiche a percorrerli, quanto per quelle psicologiche se li accomuniamo all'ambiente cittadino.

Nel lontano 1995 andai per la prima volta in Australia, affittai una grossa fuoristrada e, per raggiungere certe cascate mi feci 70 km (+ 70 al ritorno) di fuoristrada davvero duro. Non avevo mai guidato fuori dell' asfalto ma ero forte di una preparazione teorica a prova di bomba. Al ritorno vidi un avviso esposto sulla capanna dei Rangers : "percorso ammesso solo per guidatori esperti" ! Ora scopro che anche nel BF sono partito dal... tetto. Già perchè vivo in città che più città non si può e i marciapiedi sono per forza la mia palestra. Conosco meglio i tipi di asfalto che i fanghi o le sabbie. Ora mi spiego tante cose. Soprattutto capisco che sono partito nel modo più difficile psicologicamente. Ma insisto, in fondo la teoria ce l' ho !
Innanzitutto, e scusami per la pedanteria, ricordati di scrivere SOLO dopo tutto il testo che vedi, compreso il tag [quote].
Non ha alcuna importanza come affronti il problema, devi solo sapere che il vero problema è quello psicologico.
In altri tempi ho litigato con qualcuno che poneva l'accento su questo come fosse l'unico problema, ma accadeva perché era in discussione lo stadio iniziale del barefooting, quando ci si deve "costruire" le suole perché non si può andare in giro che ci fanno male i piedi e sembra che stiamo facendo penitenza.
Una volta superato il primo stadio, il problema diviene quello di "stare con gli altri", "in mezzo agli altri", tant'è vero che in questo Forum ho creato un sottoforum apposta per questo.
Dicevo che asfalto e marciapiedi possono essere sinonimo di ambiente urbano, dove quindi ti devi confrontare con gli altri, ma attenzione, i marcipaiedi sono i più veloci creatori di suole che si abbia a disposizione ed i marciapiedi possono essere una superficie fra le più toste da affrontare.
In un ambiente "urbano", giocoforza circolano le persone e sfido chiunque a non meravigliarsi, a non sbarrare gli occhi, a non commentare fra sé e sé o magari a voce alta: ma chi glielo fa fare! nel vedere certe donne sui tacchi 12, 15 e non so più ... che camminano in modo assurdo, con evidente instabilità per non dire sofferenza, ma contente di rientrare nella norma, di essere "fighe". Perché dovrei meravigliarmi se vengo visto come "fuori norma", dal momento che vado scalzo?
Il fatto di creare problemi a moglie e/o accompagnatori vari è una questione simile; se non va bene che gli altri ci "impongano" di camminare con le scarpe, non dovremmo neppure "imporre" a nessuno la nostra presenza scalza, tanto più se crea imbarazzo.
Ci si può benissimo ricalzare, quand'è che abbiamo preso l'impegno di non rimettere mai più al mondo scarpe e qualunque cosa le assomigli? Quando è che abbiamo deciso di battere il record di permanenza scalza? Non andiamo scalzi per dimostrare niente a nessuno - come dico spesso - ma perché ci piace e se talvolta per rispetto o tacita convenzione dobbiamo rimettere le scarpe, pazienza, non cascherà il mondo!
Insomma, camminiamo tranquilli e scalzi a nostro agio e il nostro buon senso ci dirà quando possiamo farne a meno senza sentirci in qualche modo costretti per questo.
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