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Messaggio  alberto66 il Sab Giu 23 2012, 14:31

Domenica scorsa,complice il gran caldo, ho preso la macchina e sono andato a Como a fare un giro. Ho portato con me un mio amico letteralmente appassionato di scarpe,tanto che ne compra in quantita' industriale...Prima di partire l'ho avvisato che sarei andato ingiro a piedi nudi e lui non ha fatto obiezioni;anzi devo dire che non mi ha neanche messo a disagio,era quasi consenziente.Asfalto decisamente troppo caldo ma sopportabile What a Face What a Face Citta' affollatissima e scalzi naturalmente 0 .Anche le infradito hanno subito un forte calo negli ultimi tempi,si vede che alla gente piace proprio calzarsi per bene e soffrire,vabbe'.Basta che venga una moda e lo fanno tutti.Ma quando mai verra' di moda andare a piedi nudi?forse maiLe mode vengono quasi sempre dalle case produttrici di abiti o di scarpe,e chi mai avrebbe un interesse che la gente vada scalza?Nessuno naturalmente,poi anche si con i giovani di oggi che hanno una paura folle di essere se stessi ...sara' molto difficile.
Saluti occasionalmente scalzi.
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Re: A Como

Messaggio  Marc_63 il Sab Giu 23 2012, 16:59

Da alberto66 il Sab Giu 23 2012, 14:31

Domenica scorsa,complice il gran caldo, ho preso la macchina e sono andato a Como a fare un giro. Ho portato con me un mio amico letteralmente appassionato di scarpe,tanto che ne compra in quantita' industriale...Prima di partire l'ho avvisato che sarei andato ingiro a piedi nudi e lui non ha fatto obiezioni;anzi devo dire che non mi ha neanche messo a disagio,era quasi consenziente.Asfalto decisamente troppo caldo ma sopportabile Citta' affollatissima e scalzi naturalmente 0 .Anche le infradito hanno subito un forte calo negli ultimi tempi,si vede che alla gente piace proprio calzarsi per bene e soffrire,vabbe'.Basta che venga una moda e lo fanno tutti.Ma quando mai verra' di moda andare a piedi nudi?forse maiLe mode vengono quasi sempre dalle case produttrici di abiti o di scarpe,e chi mai avrebbe un interesse che la gente vada scalza?Nessuno naturalmente,poi anche si con i giovani di oggi che hanno una paura folle di essere se stessi ...sara' molto difficile.
Saluti occasionalmente scalzi

Si, Alberto, diciamo che sono abbastanza d'accordo con te; però : attenzione.
Non vorrei che l'attribuire l'uso delle scarpe alle mode e alla pubblicità rappresenti per noi barefooters una sorta di alibi per incrociare le braccia, rinchiuderci nelle nostre paure e rassegnarci ad una andazzo generalizzato.
Immaginiamo una storiella di questo genere :
"In un certo posto arriva in aereo un barefooter con l'intenzione di proporre alla popolazione di quel luogo l'abitudine di andare scalzi. Il barefooter si affaccia alla scaletta dell'aereo e vede che in quel luogo tutti portano le scarpe. Si ferma e pensa tra se :"Chi me lo fa fare ?! Qui non ci cavo un ragno dal buco; usano tutti le scarpe....". Si volta, risale sulla scaletta e se ne va. Dopo qualche giorno, nello stesso posto, arriva un'altro barefooter con le stesse intenzioni del precedente. Anche lui si affaccia alla scaletta e vede che tutti portano le scarpe. Emette un sospiro di sollievo e dice tra se :" Sono capitato nel posto giusto; qui tutti portano le scarpe, diamoci da fare... e scende con tanta voglia di iniziare.."
In una società come la nostra è vero che ci sono mode e pubblicità dominanti che riescono a influenzare i costumi e la cultura; ma è anche vero che siamo in una società che propone stli e modelli diversificati e spesso innovativi rispetto al passato e al presente... e non per questo questi modelli vengono rifiutati, anzi... Nella grande "vetrina" del mondo e della vita, non dobbiamo avere paura di mostrare il nostro "modello"....anzi, preoccupiamoci di metterlo in bella mostra. Più un prodotto è difficile da vendere e meglio deve essere presentato sul mercato.. Wink
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Re: A Como

Messaggio  Marc_63 il Sab Giu 23 2012, 17:00

Da alberto66 il Sab Giu 23 2012, 14:31

Domenica scorsa,complice il gran caldo, ho preso la macchina e sono andato a Como a fare un giro. Ho portato con me un mio amico letteralmente appassionato di scarpe,tanto che ne compra in quantita' industriale...Prima di partire l'ho avvisato che sarei andato ingiro a piedi nudi e lui non ha fatto obiezioni;anzi devo dire che non mi ha neanche messo a disagio,era quasi consenziente.Asfalto decisamente troppo caldo ma sopportabile Citta' affollatissima e scalzi naturalmente 0 .Anche le infradito hanno subito un forte calo negli ultimi tempi,si vede che alla gente piace proprio calzarsi per bene e soffrire,vabbe'.Basta che venga una moda e lo fanno tutti.Ma quando mai verra' di moda andare a piedi nudi?forse maiLe mode vengono quasi sempre dalle case produttrici di abiti o di scarpe,e chi mai avrebbe un interesse che la gente vada scalza?Nessuno naturalmente,poi anche si con i giovani di oggi che hanno una paura folle di essere se stessi ...sara' molto difficile.
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Si, Alberto, diciamo che sono abbastanza d'accordo con te; però : attenzione.
Non vorrei che l'attribuire l'uso delle scarpe alle mode e alla pubblicità rappresenti per noi barefooters una sorta di alibi per incrociare le braccia, rinchiuderci nelle nostre paure e rassegnarci ad una andazzo generalizzato.
Immaginiamo una storiella di questo genere :
"In un certo posto arriva in aereo un barefooter con l'intenzione di proporre alla popolazione di quel luogo l'abitudine di andare scalzi. Il barefooter si affaccia alla scaletta dell'aereo e vede che in quel luogo tutti portano le scarpe. Si ferma e pensa tra se :"Chi me lo fa fare ?! Qui non ci cavo un ragno dal buco; usano tutti le scarpe....". Si volta, risale sulla scaletta e se ne va. Dopo qualche giorno, nello stesso posto, arriva un'altro barefooter con le stesse intenzioni del precedente. Anche lui si affaccia alla scaletta e vede che tutti portano le scarpe. Emette un sospiro di sollievo e dice tra se :" Sono capitato nel posto giusto; qui tutti portano le scarpe, diamoci da fare... e scende con tanta voglia di iniziare.."
In una società come la nostra è vero che ci sono mode e pubblicità dominanti che riescono a influenzare i costumi e la cultura; ma è anche vero che siamo in una società che propone stli e modelli diversificati e spesso innovativi rispetto al passato e al presente... e non per questo questi modelli vengono rifiutati, anzi... Nella grande "vetrina" del mondo e della vita, non dobbiamo avere paura di mostrare il nostro "modello"....anzi, preoccupiamoci di metterlo in bella mostra. Più un prodotto è difficile da vendere e meglio deve essere presentato sul mercato.. Wink
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Messaggio  Alexey il Mar Giu 26 2012, 19:25

Marc_63 ha scritto:
Da alberto66 il Sab Giu 23 2012, 14:31

Domenica scorsa,complice il gran caldo, ho preso la macchina e sono andato a Como a fare un giro. Ho portato con me un mio amico letteralmente appassionato di scarpe,tanto che ne compra in quantita' industriale...Prima di partire l'ho avvisato che sarei andato ingiro a piedi nudi e lui non ha fatto obiezioni;anzi devo dire che non mi ha neanche messo a disagio,era quasi consenziente.Asfalto decisamente troppo caldo ma sopportabile Citta' affollatissima e scalzi naturalmente 0 .Anche le infradito hanno subito un forte calo negli ultimi tempi,si vede che alla gente piace proprio calzarsi per bene e soffrire,vabbe'.Basta che venga una moda e lo fanno tutti.Ma quando mai verra' di moda andare a piedi nudi?forse maiLe mode vengono quasi sempre dalle case produttrici di abiti o di scarpe,e chi mai avrebbe un interesse che la gente vada scalza?Nessuno naturalmente,poi anche si con i giovani di oggi che hanno una paura folle di essere se stessi ...sara' molto difficile.
Saluti occasionalmente scalzi

Si, Alberto, diciamo che sono abbastanza d'accordo con te; però : attenzione.
Non vorrei che l'attribuire l'uso delle scarpe alle mode e alla pubblicità rappresenti per noi barefooters una sorta di alibi per incrociare le braccia, rinchiuderci nelle nostre paure e rassegnarci ad una andazzo generalizzato.
Immaginiamo una storiella di questo genere :
"In un certo posto arriva in aereo un barefooter con l'intenzione di proporre alla popolazione di quel luogo l'abitudine di andare scalzi. Il barefooter si affaccia alla scaletta dell'aereo e vede che in quel luogo tutti portano le scarpe. Si ferma e pensa tra se :"Chi me lo fa fare ?! Qui non ci cavo un ragno dal buco; usano tutti le scarpe....". Si volta, risale sulla scaletta e se ne va. Dopo qualche giorno, nello stesso posto, arriva un'altro barefooter con le stesse intenzioni del precedente. Anche lui si affaccia alla scaletta e vede che tutti portano le scarpe. Emette un sospiro di sollievo e dice tra se :" Sono capitato nel posto giusto; qui tutti portano le scarpe, diamoci da fare... e scende con tanta voglia di iniziare.."
In una società come la nostra è vero che ci sono mode e pubblicità dominanti che riescono a influenzare i costumi e la cultura; ma è anche vero che siamo in una società che propone stli e modelli diversificati e spesso innovativi rispetto al passato e al presente... e non per questo questi modelli vengono rifiutati, anzi... Nella grande "vetrina" del mondo e della vita, non dobbiamo avere paura di mostrare il nostro "modello"....anzi, preoccupiamoci di metterlo in bella mostra. Più un prodotto è difficile da vendere e meglio deve essere presentato sul mercato.. Wink

Noi facendo vedere che si può andare scalzi possiamo invogliare gli altri a farlo, quanti di noi hanno iniziato ad andare scalzi perchè hanno appreso che si potesse da chi ci va già, perchè molti sono convinti che non si possa visto che nessuno lo fa, ma se vedono noi che ci muoviamo con naturalezza e disinvoltura, facciamo vacillare le loro certezze (per lo meno in persone capaci ancora di ragionare un pochino con la loro testa, per alcuni forse non c'è più niente da fare...).
Un' altra cosa secondo me riguarda la "moda", che è uno strumento creato per portare privilegi a "pochi" e sottomissione e "molti"; in questi termini nessuna forma di "libertà" verrà mai riconosciuta e apprezzata universalmente, sta però a noi il compito di provare a svegliare le persone riguardo ai mali della conformità imposta da un modello sociale atto a privilegiare una ristretta cerchia di persone a scapito della maggioranza.
Per cui più che sulla moda dobbiamo puntare sulla libertà individuale, che nel significato più profondo rappresenta l' esatto opposto della moda.

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Re: A Como

Messaggio  Marc_63 il Mer Giu 27 2012, 14:12

Ma poi chi lo dice che moda e barefooting non possano non andare d'accordo e, secondo come, anche integrarsi a vicenda ? confused
Chi mi vieta di indossare un abbigliamento, sportivo, casual o anche elegante, all'ultima moda stando a piedi scalzi ? Chi lo dice che uno stile "Glamour" non si possa accompagnare in piena armonia con i piedi nudi ? La moda può essere la migliore complice e alleata del barefooting, soprattutto quando si tratta di una "moda" (parliamo naturalmente di abbigliamento) che valorizza il nostro corpo, la nostra persona e che troverebbe nei piedi nudi la"ciliegina sulla torta" di uno stile esclusivo e personale.
Avete mai notato che la maggior parte dei manichini nelle vetrine non portano scarpe ? Secondo voi perché ? Perché lasciando nudi i piedi del manichino si valorizza l'abito. E avete notato invece che nella maggior parte dei negozi di scarpe, i vari modelli vengano esposti senza essere "indossati" da alcun gambaletto di manichino ? Come se esse fossero quasi un elemento a se stante rispetto al corpo.. ? Very Happy (Quasi un elemento...estraneo...). Wink
Guardate : io penso che sia realmente venuto il momento di sforzarci di trasformare la nostra vecchia mentalità in una nuova mentalità; cominciando a trasformare la visione che abbiamo di ciò che ci circonda. La gente non è nostra nemica ma destinataria del messaggio di civiltà che vogliamo portare presentare a loro; la moda può essere la nostra migliore complice, anche nella Chiesa il nostro stare scalzi potrebbe sortire come il richiamo alla necessità di recuperare quell'umiltà e quella povertà di cui ci parla il Vangelo, ( e perchè altrimenti il Cristo avrebbe mandato i suoi a testimoniarlo a piaedi nudi ?).
Credo che se correggessimo la rotta del nostro porci nei confronti della vita, il nostro andare scalzi diventerebbe la cosa più naturale e spontanea di questo mondo, ..per noi e per gli altri... Wink
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Re: A Como

Messaggio  Alexey il Mer Giu 27 2012, 20:41

Hai ragione, la differenza sta solo nella definizione di abbigliamento e moda però, la moda come intendi tu è una cosa diversa dal concetto di "moda" imposto dalle multinazionali. Tutte le multinazionali dell' abbigliamento producono anche scarpe e quindi poco probabilmente si vedrà lanciare la "moda" dei piedi nudi da parte loro, perchè l' interesse economico in gioco è troppo alto.
Il concetto di moda come lo intendi tu invece è condivisibile, anche con un' abbigliamento curato e ricercato il piede nudo sta benissimo, è questo che possiamo trasmettere con simpatia anche agli altri, non quello che propinano i megabrand.





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Re: A Como

Messaggio  lucignolo il Mer Giu 27 2012, 21:24

Marc_63 ha scritto:Chi mi vieta di indossare un abbigliamento, sportivo, casual o anche elegante, all'ultima moda stando a piedi scalzi ? Chi lo dice che uno stile "Glamour" non si possa accompagnare in piena armonia con i piedi nudi ? La moda può essere la migliore complice e alleata del barefooting, soprattutto quando si tratta di una "moda" (parliamo naturalmente di abbigliamento) che valorizza il nostro corpo, la nostra persona e che troverebbe nei piedi nudi la"ciliegina sulla torta" di uno stile esclusivo e personale.
Il consiglio comunale di Pavia.
Loro sono illuminati, hanno una delle Università più antiche del mondo.
Eh, per favore, non confondiamo il sacro col profano!
Avete mai notato che la maggior parte dei manichini nelle vetrine non portano scarpe ? Secondo voi perché ?
Perché è difficilissimo calzare un piede di plastica.
E poi il manichino, in quanto tale , resta in vetrina e non suscita il raccapriccio delle persone calpestando tutto quello che c'è in terra.
Se incontrassimo un vigile cretino (ce ne sono tanti, ma non troppi, né piu né meno delle persone normali, ma con la prosopopea del potere illimitato conferito dalla divisa) che interpreta i regolamenti comunali, nel 99% dei casi dovrebbe multarci, perché non sono consentiti quegli atti che suscitano incomodo o raccapriccio nelle persone.
Insomma, se lo psicopatico di turno dovesse andare da un poliziotto urbano dicendo: "Guardi, a me da fastidio quella persona scalza, ma che schifo, siete pagati da noi contribuenti", l'agente sarebbe tenuto dal regolamento liberamente interpretabile ad imporci di ricalzarci.
Ovviamente gli esperti di legge (fra cui escludo, mi perdoni con quattro Padre Nostro e tre Ave Maria, Rei) sono troppo impegnati per illuminarci del loro sapere.
.....anche nella Chiesa il nostro stare scalzi potrebbe sortire come il richiamo alla necessità di recuperare quell'umiltà e quella povertà di cui ci parla il Vangelo, ( e perchè altrimenti il Cristo avrebbe mandato i suoi a testimoniarlo a piaedi nudi ?).
Ma per favore, Marcello.
Loro Ciuffenna vieta esplicitamente l'ingresso agli scalzi nei locali pubblici e nei luoghi di culto ed è solo un misero esempio.
Ci facciamo le seghe mentali su mille cose, ma nessuno ha il coraggio di affrontare il Gigante, cioè la Chiesa.
Nessuno, dico nessuno, muove un dito sull'argomento.
Tanto è vero che nei Musei Vaticani è vietato entrare scalzi.
Tu, se non sbaglio, sei un Diacono.
Quindi un esperto in materia.
Hai la voglia ed il potere di fare qualcosa o è solo aria fritta?
O gli alti Prelati pensano che il decoro sia indossare una tonaca ricamata d'oro, con anelloni pacchiani al dito?
Non volermene e non pensare che sia di sinistra.
Nei confronti di una certa mentalità ipocrita religiosa sono mille volte peggio.
E sia ben chiaro che in questo feroce pensiero non mi identifico con i Nati Scalzi, dai quali, in questo caso mi dissocio totalmente, ma solo con me stesso.
Perchè rispetto il vostro pensiero.
Queste sono solo affermazioni di cui voglio assumermi tutte le responsabilità.
Scusate lo sfogo.
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Re: A Como

Messaggio  Marc_63 il Gio Giu 28 2012, 03:22

Very Happy Very Happy Caro Flavio, sai che dicevamo di te sta sera, parlando con Paolo Selis di fronte ad alcuni tranci di pizza veramente gustosi ? Che se non ci fossi ti dovrebbero inventare.. Very Happy Perchè sono così poche le persone oggi che si arrabbiano, e anche giustamente, per un qualcosa in cui credono. Cercherò di darti le risposte secondo il mio modo di vedere le cose...
Tu dici :
Il consiglio comunale di Pavia.
Loro sono illuminati, hanno una delle Università più antiche del mondo.
Beh, se il sindaco e i consiglieri comunali hanno studiato tutti in quella Università, meglio sarebbe stato per tutti se fossero restati ignoranti.....L'Università di Pavia mi pare che risalga a prima dell'anno mille, evidentemente su certe cose, da allora non si sono molto aggiornati.... scratch

Perché è difficilissimo calzare un piede di plastica.
E poi il manichino, in quanto tale , resta in vetrina e non suscita il raccapriccio delle persone calpestando tutto quello che c'è in terra.

Il vedere uno che cammina scalzo può, al massimo, destare stupore, ma proprio raccapriccio no. Del resto la gente comune, alla quale apparteniamo anche noi, ne vede tutti i giorni di cotte e di crude che se dovessimo denunciare tutti per atti "raccapriccianti", mezza Italia sarebbe già in galera.... Very Happy

per favore, Marcello.
Loro Ciuffenna vieta esplicitamente l'ingresso agli scalzi nei locali pubblici e nei luoghi di culto ed è solo un misero esempio Ma.
Ci facciamo le seghe mentali su mille cose, ma nessuno ha il coraggio di affrontare il Gigante, cioè la Chiesa.

Il modo migliore per affrontare la Chiesa è recuperare le ragioni e il fondamento del Cristianesimo di cui la Chiesa, in buona parte, e non da oggi, rappresenta la totale antitesi. Leggi i libri di Gianluigi Nuzzi "Vaticano SPA"e "Sua Santità" e ti renderai conto di quello che dico. Un altro modo di "affrontare" la Chiesa è questo (giusto a titolo di esempio) :
http://www.cdbitalia.it/
se infatti le esigenze di un rinnovamento non vengono dalla base e aspettiamo che siano invece le alte sfere ad agire, possiamo tranquillamente crepare con tutto comodo... Crying or Very sad

Nessuno, dico nessuno, muove un dito sull'argomento.
Tanto è vero che nei Musei Vaticani è vietato entrare scalzi.
Tu, se non sbaglio, sei un Diacono.
Quindi un esperto in materia.
Hai la voglia ed il potere di fare qualcosa o è solo aria fritta?

Il fatto è che, forse, nessuno ha mai neppure tentato di porre loro la questione.....siamo anche ..pochini ancora... Crying or Very sad
Abbiamo fatto un'Associazione...?! Non servirà a nulla, ma forse se ci degnassimo di iniziare a scrivere qualche lettera.... Wink
Almeno qualcuno sarà informato del fatto che "esistiamo" Wink e che esiste un'esigenza, legittima, che si sta facendo strada...
Io non sono un Diacono; sono stato fino allo scorso anno un semplice Accolito, ora non esercito più il ministero perchè credo che ci siano modi e organizzazioni migliori ove mettersi al servizio dell'uomo, della vita e dei suoi valori....e una di queste è il nostro Club e le attività che portiamo avanti a favore della vita. Basta con una visione di un Dio relegato solo alla sfera religiosa. Cosa si può aggiungere, per chi crede, alla Maestà di Dio ? Una serie di regole, di riti e di preghiere ripetute all'infinito ? Nulla. A Dio, semmai, interessa tutta la "Promozione Umana" e la Promozione della Vita in generale, in tutte le sue sfere e i suoi campi. Ho avuto la voglia, il potere e il coraggio di fare una scelta in questo senso, ... già da un po' di tempo... Wink Del resto la terribile frase del Cristo rivolta ai Farisei (i sacerdoti di allora) risuona ancora oggi più che mai drammatica e attuale "Razza di vipere, ..sepolcri imbiancati, ...pubblicani e prostitute vi precederanno nel Regno dei Cieli..." pale

O gli alti Prelati pensano che il decoro sia indossare una tonaca ricamata d'oro, con anelloni pacchiani al dito?
Non volermene e non pensare che sia di sinistra.
Nei confronti di una certa mentalità ipocrita religiosa sono mille volte peggio.

Io credo che i peggiori oppositori della Chiesa non siano stati ne' gli atei, ne' gli illuministi, ne' i comunisti, ne' i nazisti. I peggiori oppositori della Chiesa, ovvero, di questo tipo di Chiesa, sono stati e sono tutt'ora i Cristiani, quelli veri, quelli che hanno cercato, e cercano ancora oggi, di impedire lo scempio di valori che hai giustamente denunciato, tutti coloro che si sono ribellati, anche a costo della vita, e che si ribellano ancora oggi a coloro che, vestiti di tonache dorate, sono venuti meno alla fiducia che era stata loro concessa, al loro ruolo, alla loro missione nel mondo e che non si fanno scrupolo di usare neppure il Nome di Gesù Cristo per i loro sporchi affari. Evil or Very Mad Un Cristiano se ne guarderebbe bene dall'impedire a te un qualcosa che già il Cristo sicuramente faceva.

E sia ben chiaro che in questo feroce pensiero non mi identifico con i Nati Scalzi, dai quali, in questo caso mi dissocio totalmente, ma solo con me stesso.
Perchè rispetto il vostro pensiero.
Queste sono solo affermazioni di cui voglio assumermi tutte le responsabilità.
Scusate lo sfogo.

Personalmente ho un'idea diversa della "ferocia"; userei di più il termine "risentimento". Wink
Tuttavia una cosa desidero precisarla : che non basta criticare i modelli che consideriamo negativi, se, dall'altra parte non ricerchiamo, perseguiamo e testimoniamo modelli positivi.... in tanti, purtroppo, si limitano alla prima fase senza affrontare la seconda.... Crying or Very sad

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Re: A Como

Messaggio  Grand Choeur il Gio Giu 28 2012, 08:17

Riguardo a far cadere certi divieti, forse basterebbe davvero poco. Magari appunto una semplice mail. Se appunto chi mette questi divieti non conosce la nostra realtà può darsi che il farla conoscere sia l'uovo di Colombo. Quanti di noi, dopo aver conosciuto il sito, si sono ritrovati da un anno all'altro da "antiscalzisti schifati" a barefooters?
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Re: A Como

Messaggio  Rei il Gio Giu 28 2012, 09:43

Grand Choeur ha scritto:Riguardo a far cadere certi divieti, forse basterebbe davvero poco.
A Pavia ci ho già provato.
Nulla.
Ho parlato con un vecchio conoscente di Pavia, che mi ha detto che è inutile cercare di spiegare qualcosa a quell'amministrazione. Significherebbe contare molto sull'intelligenza della loro giunta. Purtroppo (per Pavia) sono persone che invidiano il Trota (non quello vero, quello delle barzellette) perché è molto più intelligente di tutti loro messi insieme.
E chi ha espresso questo giudizio è uno che li aveva votati (per poi pentirsi come tutti).
Un po' come gli elettori romani di Alemanno: Pavia e Roma accomunate dalla "stima" per sindaco e giunta.
L'unica cosa positiva, si fa per dire, di Roma è che in consiglio comunale siedono rappresentanti degli interessi dei monopolisti dei camioncini di panini e varie che sostano (non so quanto legalmente) davanti ai monumenti della capitale.
Monumenti dove, dalle 17 in poi, è facile vedere qualche turista (solitamente donne) con le scarpe in mano causa piedi gonfi e/o vesciche.
Che se le multi perché sono scalze dopo non hanno i soldi da spendere ai camioncini.
Ecco perché un divieto stupido come quello di Pavia non passerebbe a Roma: toccherebbe interessi commerciali.
A Pavia invece, a quanto pare i commercianti sono d'accordo nell'allontanare i turisti.
Contenti loro...
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Re: A Como

Messaggio  Marc_63 il Gio Giu 28 2012, 15:19

Pavia, rappresenta uno di quei pochi puntini neri in un immenso sfondo bianco.
Considerando poi che nessuna giunta comunale è eterna, io penso che meglio sarebbe incanalare le nostre energie e diffondere l'andare scalzi in tutto lo spazio bianco (che è enorme) lasciando perdere, almeno per il momento, quei pochi puntini neri.. Crying or Very sad che sono l'eccezione che conferma la regola... Very Happy
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Re: A Como

Messaggio  lucignolo il Gio Giu 28 2012, 23:21

Marc_63 ha scritto: Very Happy Very Happy Caro Flavio, sai che dicevamo di te sta sera, parlando con Paolo Selis di fronte ad alcuni tranci di pizza veramente gustosi ? Che se non ci fossi ti dovrebbero inventare.. Very Happy Perchè sono così poche le persone oggi che si arrabbiano, e anche giustamente, per un qualcosa in cui credono.
Vi ringrazio ed avrei fatto di tutto per essere con voi.
Porto ancora nel cuore una vecchia considerazione da parte della grande amica Cristiana che mi paragonava ad un guerriero ricoperto da una corazza splendente.
Non ho più dimenticato questa immagine, perché, mentre all'epoca Paolo Selis si scatenava dicendo che nessuno mi mandava in guerra, io, invece, in guerra ci andavo volentieri, proprio perché per me andare scalzo va al di là di ogni immaginabile desiderio.
Del resto la terribile frase del Cristo rivolta ai Farisei (i sacerdoti di allora) risuona ancora oggi più che mai drammatica e attuale "Razza di vipere, ..sepolcri imbiancati, ...pubblicani e prostitute vi precederanno nel Regno dei Cieli..." pale
Si tratta di una frase assolutamente spaventosa.
Spesso dico cose terribili, per esempio che il grande clero non crede nell'aldilà, perché se così fosse, gli alti prelati dovrebbero vivere nel terrore del giudizio di Dio.
E che fra i crimini verso l'umanità ci sono anche i mostruosi atti compiuti dalla santa inquisizione.
Tuttavia una cosa desidero precisarla : che non basta criticare i modelli che consideriamo negativi, se, dall'altra parte non ricerchiamo, perseguiamo e testimoniamo modelli positivi.... in tanti, purtroppo, si limitano alla prima fase senza affrontare la seconda....
Ma, guarda, in realtà andando scalzi per strada i modelli positivi li portiamo avanti, però dobbiamo farlo con forte convinzione.
Se ci mettiamo sul banco degli accusati siamo finiti in partenza.
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Messaggio  Marc_63 il Ven Giu 29 2012, 11:58

Flavio scrive :Se ci mettiamo sul banco degli accusati siamo finiti in partenza.

Questo dovremmo scriverlo a caratteri cubitali !!! Very Happy Very Happy
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Messaggio  Alexey il Ven Giu 29 2012, 22:57

Ciao Marcello, scrivi cose molto belle e interessanti, secondo me la Chiesa non è nient' altro che un' altro esempio di istituzione organizzata per la dominazione, per cui è strutturata gerarchicamente come le prinicipali istituzioni politiche nate più di 6000 anni fa e perfezionate nel tempo per ottenere lo stesso risultato: creare uno strumento che serve per strumentalizzare gli esseri umani.
Ogni volta che un' associazione si struttura gerarchicamente mettendo in ballo potere e denaro, è inevitabile (per la natura stessa di questo meccanismo, non per la natura umana) che ci si trovi lontano dagli obiettivi preposti inizialmente.
E questo è in pesante contraddizione con quello che dovrebbe professare la religione stessa, per cui ogni associazione che parte a fin di bene, quando finisce nel vortice del motore della dominazione, arriva ben presto a comportarsi egoisticamente e in antitesi con i "valori" prefissati.
Se la Chiesa fosse un' associazione orizzontale dove tutti sono uguali e lavorano per l' obiettivo comune mettendo da parte egoismo e brama di potere e denaro, lavorerebbe coerentemente con quanto professato dal Vangelo.
Praticamente in tutte le associazioni politiche e religiose e non, in tutto il mondo, si arriva ben presto a questa condizione "paradossale", perchè le modalità con cui vengono costituite queste associazioni prendono spunto da quelle politiche già menzionate, perfette allo scopo di dare potere e denaro a pochi e sofferenza e miseria a "molti", per cui non possono di certo funzionare ai fini della diffusione dell' amore e compassione sociale.
E questa non è colpa del singolo individuo che si trova immerso in questo cirolo vizioso e si adegua a comportarsi secondo le "regole", ma è colpa del meccanismo stesso; quello che ogni singolo individuo può fare, però, è cercare di rompere questo circolo, cercando di illuminare gli altri e cooperare con loro per cercare di cambiare le cose.
So che può sembrare un discorso banale e idealista, però se accettiamo tutto chiudendo gli occhi e non ci sforziamo di cambiare noi in primis le cose non cambieranno mai, e il camminare scalzi è solo un' aspetto di tutto ciò, ma è ben rappresentativo.








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Re: A Como

Messaggio  Grand Choeur il Sab Giu 30 2012, 08:35

Alexey ha scritto:...quello che ogni singolo individuo può fare, però, è cercare di rompere questo circolo, cercando di illuminare gli altri e cooperare con loro per cercare di cambiare le cose....
E' il principio di "correzione fraterna". Ed è, paradossalmente, allo stesso tempo, la cosa più facile ma anche più difficile da esercitare: più facile perché basta spesso una parola per sbloccare una situazione che sembra irrimediabilmente compromessa, difficile perché spesso non la esercitiamo solo per la paura degli effetti (preferiamo il "quieto vivere"), ma così ci tiriamo la zappa sui piedi.
E tutto questo va fatto col cuore, con amore, altrimenti non ha alcun effetto. Bisogna prima raggiungere la consapevolezza che siamo noi i primi a doverci correggere, a doverci educare, e già con questo vediamo i primi effetti intorno a noi (vale a livello di Chiesa, ma anche di "consapevolezza barefooter", come se ne è già parlato altre volte sul forum, ed in ogni campo), poi verrà naturale rivolgersi anche agli altri, naturalmente senza presunzione di insegnare.
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Re: A Como

Messaggio  Alexey il Sab Giu 30 2012, 11:11

Hai perfettamente ragione, prima dobbiamo lavorare su noi stessi, poi cercare di aiutare anche gli altri, però sempre con umiltà, perchè quando
ci sentiamo "arrivati" vuol dire che in realtà siamo solo in stallo con la nostra crescita personale, perchè la strada verso il miglioramento è "infinita".

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Re: A Como

Messaggio  Marc_63 il Dom Lug 01 2012, 14:10

Avete espresso dei concetti stupendi.
Ieri la mia città, Cagliari, ha ospitato la Gay Pride; e, gli organizzatori hanno voluto che il messaggio fosse esteso a tutti i tipi di intolleranza, non solo a quella nei confronti degli omossessuali. Pensavo che si trattasse di una "carnevalata", e invece mi sono trovato a parteciparvi (come spettatore) e a rimanere colpito non solo dalla compostezza ma dal clima di grande rispetto che si è creato sin dall'inizio della sfilata, rispetto profondo da tutte le parti (dalla parte di coloro che sfilavano, omossessuali e non, dalla parte degli spettatori che assistevano con profonda partecipazione, dalla parte delle forze dell'ordine e degli operatori).
Ma la cosa che mi ha meravigliato di più è stata la massiccia presenza di famiglie con bambini di tutte le età. Ad un tratto un trans ha rivolto un sorriso ad un bambino in un passeggino; la mamma lo ha preso e glielo ha messo in braccio.
Un gesto spontaneo, che, nella confusione può essere sfuggito a molti, ma un segno profondo che può aver sancito, anche se solo simbolicamente, la nascita di una nuova "civiltà"; la "consegna" ad un trans, ad un "diverso" ad un "reietto" di un bimbo che rappresenta la nuova generazione; il futuro di noi tutti.... un futuro di accettazione, un futuro di tolleranza, un futuro di crescita comune che guardi finalmente alla "persona" e non solo alle sue scelte personali o alle sue tendenze.
Questo è il Cristianesimo in cui credo fortemente, un Cristianesimo fatto non di riti, ma di gesti spontanei ed autentici che esprimono realmente il rispetto, la solidarietà e l'"amore " per l'altro.
Ecco cosa significa secondo me la frase di Alexey :
prima dobbiamo lavorare su noi stessi
, perchè se non ricostruiamo noi stessi proiettandoci in una dimensione diversa, con l'umiltà necessaria ad effettuare dentro di noi una diesamina profonda dei valori veri e di quelli fasulli nei quali siamo cresciuti, non possiamo pretendere di aiutare nessuno. Nella nostra società, di "maestri" ce ne sono sin troppi, veri o falsi che siano; abbiamo ora bisogno non di maestri ma di "testimoni", e credo che l'evolversi delle situazioni, della mentalità comune, anche se a picoli passi, possa aiutarci realmente ad essere in futuro più autentici e coraggiosi. Very Happy
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Re: A Como

Messaggio  lucignolo il Dom Lug 01 2012, 14:47

Marc_63 ha scritto:Questo è il Cristianesimo in cui credo fortemente, un Cristianesimo fatto non di riti, ma di gesti spontanei ed autentici che esprimono realmente il rispetto, la solidarietà e l'"amore " per l'altro.
Questo è il Cristianesimo di Gesù e te lo dice un ateo che non crede nelle regole terroristiche che mirano solo al potere delle anime.
E Gesu è stato bestemmiato troppe volte da coloro che dovrebbero in totale umiltà (e, quindi, anche scalzi) diffondere il più bel discorso d'amore che sia mai stato fatto nella storia dell'Uomo.
abbiamo ora bisogno non di maestri ma di "testimoni", e credo che l'evolversi delle situazioni, della mentalità comune, anche se a picoli passi, possa aiutarci realmente ad essere in futuro più autentici e coraggiosi. Very Happy
Guarda, Marcello, penso che noi scalzi convinti, quelli che pensano che fra le cose importanti della vita ci sia anche la piccola libertà individuale, quel piccolo seme da cui cresce il grande albero della tolleranza sociale, siamo tutti un po' spiriti guida, esempi viventi che si può essere dignitosi ed eleganti anche senza lo status simbol fasullo delle scarpe.
Il coraggio, come diceva Don Abbondio, se uno non ce l'ha, non se lo può dare.
Ma ciò non è colpa nostra, è colpa di chi ci ha inculcato il concetto che il nostro valore è determinato dall'apparenza e da ciò che gli altri pensano di noi.
Questo è un fatto culturale.
Lavorare su di noi, dite: va bene.
Ma non siamo noi gli intolleranti, sono gli altri.......e qui viene il punto! Siamo noi i primi intolleranti verso noi stessi?
È per questo che non osiamo mostrarci scalzi al vicino di casa, dimostrando alla comunità che stiamo facendo una cosa proibita e sporca?
E poi ci giustifichiamo dicendo che è colpa degli altri e che ci nascondiamo dietro un dito?
Vi ho confuso le idee? Se sì, allora ho raggiunto lo scopo. Smile
Riflettete su voi stessi, su ciò che pensate di essere, su ciò che pensate che gli altri pensino di voi.
Pensate ai possibili cambiamenti.
Aumenti di stipendio, lite con i genitori, licenziamento, avanzamenti di carriera, divorzio, separazione.... Neutral
Morirete.
Comunque.
Atei o credenti, morirete.
E fate un bilancio preventivo della vostra vita.
Fatelo come gioco.
Avete guadagnato o perso?
Avete espresso voi stessi od avete recitato un ruolo con la maschera.
Pensateci e....buon divertimento!
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Messaggio  Marc_63 il Dom Lug 01 2012, 18:32

Lucignolo scrive : Questo è il Cristianesimo di Gesù e te lo dice un ateo che non crede nelle regole terroristiche che mirano solo al potere delle anime.
E Gesu è stato bestemmiato troppe volte da coloro che dovrebbero in totale umiltà (e, quindi, anche scalzi) diffondere il più bel discorso d'amore che sia mai stato fatto nella storia dell'Uomo.

Flavio, stai dando la conferma che il Cristianesimo non è ne' della Chiesa, ne' dei credenti, ma è "di tutti" e per tutti.
Ricorda la frase del vangelo :"Non chi dice Signore, Signore, ma chi fa la volontà del Padre mio ....." Il Cristianesimo sta nei nostro essere, nei nostri comportamenti, nella nostra autenticità (come uomini), non sta in un credo molte volte "incollato a sputo" nella nostra mente; non sta nei riti, non sta nelle genuflessioni ipocrite; non sta nella dottrina che ci è stata inculcata quando da bambini non avevamo la maturità di discernere il vero dal falso; non sta neppure nei dogmi che hanno privato l'uomo della libertà di scoprire le vere ragioni che stanno alla base delle grandi verità della fede e della vita. Il Cristinesimo è vivere e testimoniare il grande discorso dell' Amore", senza discriminazioni di sorta. Lo Stesso Gesù, quando ha istituito l' Eucarestia (che secondo me ha ben poco a che vedere con quella che la Chiesa Cattolica ci presenta) ha detto :"Prendete e mangiatene "TUTTI"....", non ha detto :"Mangiatene voi che credete in me, mangiatene voi che siete puri, mangiatene voi che siete santi...". La Chiesa, purtroppo, e quasi da subito, si è impadronita di un "ideale" che non era e che non è suo; lo ha manipolato, lo ha mistificato, lo ha strumentalizzato, lo ha utilizzato come strumento di potere, di repressione, di morte (e non solo fisica)...e oggi, continua imperterrita a spacciare menzogne e mistificazioni come fosse l'autentico messaggio di Cristo. Non era certo questa la Chiesa che voleva il Cristo.

Guarda, Marcello, penso che noi scalzi convinti, quelli che pensano che fra le cose importanti della vita ci sia anche la piccola libertà individuale, quel piccolo seme da cui cresce il grande albero della tolleranza sociale, siamo tutti un po' spiriti guida, esempi viventi che si può essere dignitosi ed eleganti anche senza lo status simbol fasullo delle scarpe
.

Giustissimo Flavio, ma vorrei che tutti noi ne acquistassimo la consapevolezza... Wink

Il coraggio, come diceva Don Abbondio, se uno non ce l'ha, non se lo può dare.
Ma ciò non è colpa nostra, è colpa di chi ci ha inculcato il concetto che il nostro valore è determinato dall'apparenza e da ciò che gli altri pensano di noi.
Questo è un fatto culturale.

Il coraggio, caro Flavio, ce lo da anche la consapevolezza; per cui quando nel post precedente ho parlato della necessità di una diesamina individuale dei valori falsi e veri che hanno contribuito alla nostra formazione, intendevo proprio l'individuazione di uno strumento indispensabile al fine di acquisire coraggio e determinazione.

Ma non siamo noi gli intolleranti, sono gli altri.......e qui viene il punto! Siamo noi i primi intolleranti verso noi stessi?
È per questo che non osiamo mostrarci scalzi al vicino di casa, dimostrando alla comunità che stiamo facendo una cosa proibita e sporca?
E poi ci giustifichiamo dicendo che è colpa degli altri e che ci nascondiamo dietro un dito?
Vi ho confuso le idee? Se sì, allora ho raggiunto lo scopo.

Gli intolleranti sono gli altri nella misura in cui noi proiettiamo negli altri le nostre paure, le nostre remore, le nostre intolleranze. Siamo noi che decidiamo che gli altri sono intolleranti, siamo noi che uccidiamo il "barefooter" che c'è dentro di noi prima ancora di dare voce a quegli "altri", decidendo noi per loro, decidendo quello che pensano, decidendo la loro reazione, decidendo di entrare nelle loro menti e di carpire il "giudizio" che potrebbero esprimere nei nostri confronti.
Vorrei poi porre una domanda, a te e agli altri amici del forum : come si manifesta l'altrui intolleranza ? Quale danno ci arreca ? Quale minaccia rappresenta per noi il fatto che una persona possa, al limite, stupirsi nel vederci camminare scalzi ?
Camminando scalzi arrechiamo loro un qualche danno, oltre allo stupore, che però nasce il più delle volte dalla loro ignoranza ?
Ben inteso, Flavio, le sacche di intolleranza esistono realmente, e sarei uno stupido se fracessi finta del contrario; ma ho anche un'altra consapevolezza: che nulla di ciò che è buono e giusto nella vita si conquista gratuitamente. Quante persone per i giusti ideali hanno perso la vita ? Cristo, Martin Luther King, Gandhi, tanti altri che non sto qui ad elencarti.... Noi, nel nostro piccolo, e con la consapevolezza che nessuno ci ucciderà mai se camminiamo scalzi, cosa siamo in grado di sacrificare ? Cosa siamo disposti ad investire di noi ? Siamo disposti a "morire" un po' a noi stessi per affermare un qualcosa in cui crediamo ?
Ricordi cosa diceva il Cristo nel vangelo ? "Se il seme non muore, non porta frutto", e questo vale per tutti gli ideali della vita.
In uno dei primi post che scrissi appena entrato a far parte della nostra Community, affermai che l'andare scalzo era un "diritto", e tu mi apostrofasti dicendomi che non lo era. Oggi posso darti ragione, forse l'andare scalzi non è ancora un "diritto acuisito" ma un diritto che dobbiamo conquistare giorno per giorno, anche a fatica e in maniera sofferta. Ma quale risultato si ottiene mai senza fatica, senza "sudore", senza sacrificio, senza rinunciare ad una parte di noi ? Fosse anche rinunciare ad un briciolo di orgoglio e di "dignità" ? Personalmente credo che si tratterà di un buon investimento... Wink. Non basta infatti sotterrare il seme per vedere germogliare e crescere l'albero, perchè l'albero ha bisogno di cure costanti, fino al giorno in cui sarà pronto ad accogliere chi vorrà rinfrescarsi sotto le sue fronde.

Riflettete su voi stessi, su ciò che pensate di essere, su ciò che pensate che gli altri pensino di voi.
Pensate ai possibili cambiamenti.
Aumenti di stipendio, lite con i genitori, licenziamento, avanzamenti di carriera, divorzio, separazione....
Morirete.
Comunque.
Atei o credenti, morirete.
E fate un bilancio preventivo della vostra vita.
Fatelo come gioco.
Avete guadagnato o perso?
Avete espresso voi stessi od avete recitato un ruolo con la maschera.
Pensateci e....buon divertimento!

Riflettere su noi stessi ? Ok ! Riflettere su ciò che pensiamo di essere ? Ok ! Riflettere su ciò che pensiamo che gli altri pensino di noi...? Direi di no, salvo che non riflettiamo su quanto siamo bravi a costruirci gli alibi ricorrendo alle seghe mentali... Very Happy
Riflettere sul fatto che la vita (almeno questa vita terrena) passa in un soffio per noi tutti, e che tutto ciò a cui rinunciamo ingiustamente è perso ? Ok, e dieci volte OK; ma cerchiamo di farlo compiendo una bella passeggiata, da soli, e a piedi nudi. Wink
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Re: A Como

Messaggio  lucignolo il Lun Lug 02 2012, 00:12

Marc_63 ha scritto:La Chiesa, purtroppo, e quasi da subito, si è impadronita di un "ideale" che non era e che non è suo; lo ha manipolato, lo ha mistificato, lo ha strumentalizzato, lo ha utilizzato come strumento di potere, di repressione, di morte (e non solo fisica)...e oggi, continua imperterrita a spacciare menzogne e mistificazioni come fosse l'autentico messaggio di Cristo. Non era certo questa la Chiesa che voleva il Cristo.
Sei sicuro di non finire sul rogo? Smile
In uno dei primi post che scrissi appena entrato a far parte della nostra Community, affermai che l'andare scalzo era un "diritto", e tu mi apostrofasti dicendomi che non lo era. Oggi posso darti ragione, forse l'andare scalzi non è ancora un "diritto acuisito" ma un diritto che dobbiamo conquistare giorno per giorno, anche a fatica e in maniera sofferta.
È vero e me lo ricordo benissimo.
Rimasi molto impressionato da una disquisizione sul diritto di precedenza; parlo, ovviamente, di Codice della Strada: in quella discussione, ma vorrei sentire il parere di chi di questa materia se ne intende veramente, si sottolineava una sottilissima e poco percepibile differenza fra il concetto di diritto e di dovere.
Siamo a livello di filosofia, ma ancora oggi rimango perplesso e poco convinto.
Diritto e dovere dovrebbero essere i due lati della stessa medaglia, ma ciò che veniva sottolineato in una diatriba che si allarga a tutto il discorso del Diritto è che esso non è qualcosa che ti viene calato dall'alto dei cieli, mentre il dovere è sacrosanto e ti devi attenere alle regole imposte.
Se non ho capito male, parte proprio da qui la filosofia del concorso di colpa, cioè, il diritto si realizza nel momento in cui qualcuno te lo concede e tu devi sempre valutare attentamente che le circostanze siano favorevoli.
Nel caso dello scalzismo, mi sembra che il discorso possa essere meno sottile, però rimane chiaro di come sia difficile interpretare correttamente il ginepraio della legislatura.
Se vai scalzo a Pavia od a Loro Ciuffenna ti appioppano una multa, perché esiste una regola comunale che vieta tale pratica.
Ed ai sindaci è concesso il potere di emanare ordinanze locali che hanno quasi valenza di legge.
Poi puoi dire che la regola è anticostituzionale, ma non sta a te deciderlo.
Devi pagare la multa (pesantissima), oppure fare ricorso, sperando che il giudice ti dia ragione.
Insomma, la nostra è una pretesa facilmente soffocabile.
Basta che qualcuno si rompa le scatole e decida che la legge nazionale vieti l'andare scalzi per la strada e siamo tutti fottuti.
Successe in Portogallo. C'era il regime, direte, ma la differenza fra un regime ed uno stato pseudo-democratico che pensa di mettere ordine moltiplicando i divieti è poco percepibile.
Ecco perché sono convinto che stiamo giocando una lunga e sottile partita a scacchi: lo scacco matto si realizzerà solo nel momento in cui l'opinione generale sarà dalla nostra parte.
Di certo, ciò non avverrà se faremo interviste o programmi dedicati al barefooting con il volto coperto come dei carbonari
Riflettere su ciò che pensiamo che gli altri pensino di noi...? Direi di no, salvo che non riflettiamo su quanto siamo bravi a costruirci gli alibi ricorrendo alle seghe mentali... Very Happy
Eh, no.
Era proprio questo che intendevo dire.
Dobbiamo smetterla di farci le seghe mentali.
Però dobbiamo anche prepararci ad un pesante attacco delle Istituzioni che tenteranno di bloccarci con sempre numerosi divieti.
Se l'opinione pubblica sarà dalla nostra parte, vinceremo, altrimenti è meglio che chiudiamo già da oggi.
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Re: A Como

Messaggio  Marc_63 il Lun Lug 02 2012, 02:52

Flavio, cosa ti fa pensare che ci potrebbe essere un'inasprimento delle norme contro lo scalzismo ? Oltre a Pavia e Loro Ciuffenna, sei al corrente di altri casi di intolleranza da parte della legge ? Sei stato vittima di un qualche episodio di intolleranza a tuo danno da parte di tutori dell'ordine o di cittadini comuni ? I nostri amici del Forum e dell' Associazione sono stati di recente vittime di episodi analoghi ? Il direttivo dell'Associazione, è al corrente di episodi, documentati, di intolleranza verso qualcuno dei nostri soci o dei simpatizzanti ? Perchè io sinceramente vorrei che questa intolleranza, alla fine, venisse anche dimostrata da fatti concreti e documentata. E non vorrei che si scambiassero piccoli "incidenti" di percorso con vere e proprie manifestazioni di intolleranza... Leggendo le testimonianze dei nostri amici sul forum mi pare che dal loro contatto con la gente emerga più che altro positività. Io stesso che ormai sto vivendo scalzo da un bel po' di tempo, non sto incontrando atteggiamenti di intolleranza da parte di nessuno, e quando in passato ne sono stato vittima (cito la Basilica di S. Francesco ad Assisi, e Disneyland Paris, dove è assolutamente proibito stare scalzi), ho denunciato immediatamente la cosa sul forum; e invito te e tutti gli altri amici BF a fare altrettanto nel caso in cui accadessero episodi incresciosi a loro danno.
Per quanto riguarda l'opinione pubblica, ...portarla dalla nostra parte ? Ma non ti sei accorto che in Italia, da un bel po' di tempo, "non esiste" più "l'opinione pubblica" e che i cittadini sono diventati impermeabili di fronte ai peggiori soprusi che stanno subendo ? Non provano solidarietà neppure per i pensionati che stentano ad arrivare alla fine del mese, figuriamoci se prenderebbero posizione a favore dei barefooters.... che sono un pugno di mosche e di cui non gliene può importar di meno... Laughing
Poi, Flavio, l"opinione pubblica", può prendere posizione su una determinata situazione in presenza di fatti gravi, reiterati, fatti che realmente abbiano causato danni seri e l'abbiano fortemente scossa, ma non la prenderà mai su ipotesi di restrizioni all'andare scalzi .... soprattutto allorquando queste ipotesi non sono supportate da testimonianze di fatti concreti.
Per intenderci, non mi risulta che nessuno di noi sia mai stato pestato da "scalzofobi" perchè camminava a piedi nudi.... Very Happy
Io credo che se noi continuiamo a camminare scalzi serenamente, tranquillamente, dimostrando di essere persone affabili, socevoli, educate, mentalmente lucide, nessuno potrà mai prendere posizione nei nostri confronti e anche se, magari, non tutti approveranno quello che facciamo, ma almeno continueranno ad accettarci per quello che siamo e per quel sorriso che in tante occasioni avremmo dispensato a loro. Wink
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Re: A Como

Messaggio  lucignolo il Lun Lug 02 2012, 23:08

Marc_63 ha scritto: Flavio, cosa ti fa pensare che ci potrebbe essere un'inasprimento delle norme contro lo scalzismo ? Oltre a Pavia e Loro Ciuffenna, sei al corrente di altri casi di intolleranza da parte della legge ?
Non stai attento e non leggi i post.
Sei ben preparato su molti argomenti, ma trascuri di informarti su quelli immanenti del forum.
Non ho ben capito se mi consideriun pirla che si fa prendere dalle isterie per due località che vietano di andare scalzi.
Inoltre mi pare che tu, come moltri altri barefooters, vi siate chiusi in una conchiglia di madreperla, evitando di proposito di navigare ed ascoltare anche altre campane.
Ciò non vuol dire che siamo sconfitti, ma che ci sono molte persone che vivono molto, ma molto male il rapporto con il loro corpo.
E che si offendono se consigli loro qualche seduta dallo psicologo; francamente dei loro risentimenti me ne infischio, perché è ovvio che il loro malessere interiore li rende permalosi e per nulla propensi alle critiche.
Perché scandalizzarsi per una persona che fa cadere le infradito mostando i piedi nudi (nemmeno si fossero tolti le mutande), francamente è cosa con connotati chiaramente psicopatologici e non ci vuole certo uno psichiatra per capirlo.
Vatti a leggere questi edificanti esempi di intelligenza umana:

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/mobile/notizia_puglia.php?IDNotizia=528705&IDCategoria=2716

http://thisnothat.wordpress.com/2012/06/26/10-motivi-per-cui-e-sbagliato-indossare-le-birkenstock/

Comunque:

  1. Bodio Lomnago (VA);
  2. Porto Cesareo (LE);
  3. Savona;
  4. San Remo;
  5. Pellio Intelvi (CO);
  6. Ventimiglia;
  7. la vicina Milano: prova ad entrare in metropolitana.
    Se sei fortunato ed incontri il gurdiano giusto, beh allora potrai glorificare sul nostro sito che nessuno ti ha proibito di viaggiare in metropolitana a piedi nudi.
    Il fatto è che il divieto c'è ed è esplicito e non solo sulle scale mobili.
Sono esempi e non voglio certo passare le giornate a spulciare divieti molto più diffusi di quanto si creda.
Tieni anche presente che molti regolamenti di Polizia Urbana sono in formato pdf, ma scannerizzati come immagini, perciò non è possibile tracciarli con i motori di ricerca.
Questo non vuol dire che i tutori dell'ordine applichino alla lettera ciò che dicono i regolamenti, ma permettimi di dubitarne molto, visto il buon senso dimostrato dai fischietti che, con temperature superiori ai quaranta gradi, stavano a perdere il loro tempo a controllare e sanzionare chi metteva i piedi nelle fontane.
Pagati con i soldi dei contribuenti.
Non avevano altro di meglio da fare?
Ah, questi sono i veri problemi dell'Italia.
Sei stato vittima di un qualche episodio di intolleranza a tuo danno da parte di tutori dell'ordine o di cittadini comuni ? I nostri amici del Forum e dell' Associazione sono stati di recente vittime di episodi analoghi ? Il direttivo dell'Associazione, è al corrente di episodi, documentati, di intolleranza verso qualcuno dei nostri soci o dei simpatizzanti ? Perchè io sinceramente vorrei che questa intolleranza, alla fine, venisse anche dimostrata da fatti concreti e documentata.
Bravo.
Fai un passo indietro e rileggiti i vecchi post.
Ma naturalmente siete tutti troppo impegnati per farlo (sai, io ho un c...o da fare) e ancora meno per tutelare i presunti diritti di soci che si domandano a cosa serva un sito legalizzato.
Ah, già....siamo troppo pochi.
Ed i nostri avvocati, magistrati, superman ecc. hanno ben altro da fare che preoccuparsi di un fenomeno di nicchia.
Perciò anche se dimostri un sopruso pensi di cavarne qualcosa?
Sì, un po' di solidarieta, che onestamente metto.........
Io credo che se noi continuiamo a camminare scalzi serenamente, tranquillamente, dimostrando di essere persone affabili, socevoli, educate, mentalmente lucide, nessuno potrà mai prendere posizione nei nostri confronti e anche se, magari, non tutti approveranno quello che facciamo, ma almeno continueranno ad accettarci per quello che siamo e per quel sorriso che in tante occasioni avremmo dispensato a loro. Wink
E questo vuol dire influenzare l'opinione pubblica, caro mio.
Mentre quelli che vedono i piedi nudi come i genitali al vento continueranno a romperci ......lasciamo perdere.
Quando le giunte comunali si inventano certi divieti intelligenti è perché si fanno interpreti delle lamentele uterine di molti loro cittadini, commercianti idioti e persone che non hanno ancora capito che la buona moralità dovrebbe partire dall'alto.
Gli stessi che alimentano venti xenofobi e che ci stanno portando alla rovina.
Oh, odiatemi pure.
Finalmente mi sono vuotato il gozzo.
Non serve a nulla, ma almeno mi sento un po' meglio.
E grazie per la fiducia.
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Re: A Como

Messaggio  Arky il Mar Lug 03 2012, 11:48

lucignolo ha scritto:Inoltre mi pare che tu, come moltri altri barefooters, vi siate chiusi in una conchiglia di madreperla, evitando di proposito di navigare ed ascoltare anche altre campane.
Ciao a tutti,
mi permetto di dire la mia, anche se come già detto in uno dei miei post, non sono uno scalzo "navigato", in quanto, solo ultimamente, sto facendo davvero quello che sento, e che mi rendo conto avrei dovuto fare molto prima: andare in giro senza scarpe, nel momento in cui voglio farlo, senza troppe sexxe mentali sul perchè, come, ecc...Comincio a fregarmene sempre più di quello che dice o pensa la gente; in due settimane ho beccato due persone con cui lavoro, anche se saltuariamente, ed in entrambi i casi non possono non essersi accorti dell'assenza delle scarpe. Fino a un po' di tempo fa non ci avrei dormito la notte, rimuginando su quali conseguenze potessero avere i due episodi. Ora invece non me ne frega un bel nulla, tanto è vero che pochi giorni dopo il primo incontro, sono dovuto andare nell'ufficio di questa persona per un progetto comune, e come ero convinto che fosse, non c'è stato nessun commento, anche se ero pronto e ben disposto ad argomentare sulla cosa, qualora ce ne fosse stato bisogno. Detto questo, ammetto che mi piace comunque cercare opinioni e notizie sullo scalzismo in giro per la rete; non me ne faccio un'ossessione, anche perchè non ne avrei tempo, ma quando capita 5 minuti ce li spendo volentieri, e quello che trovo mi lascia totalmente indifferente. Sì, perchè come è normale che sia per qualsiasi argomento, i pensieri sono i più disparati, e gli estremismi altrettanto. C'è chi ci ha provato, chi lo fa, chi vorrebbe...dall'altra parte chi è indifferente, chi lo schifa, e chi impiccherebbe ogni persona scalza nel mondo...e allora?Prendiamo un argomento a caso; microsoft o apple...l'eterna diatriba. Leggiamo i commenti, le opinioni...uguali a sopra; posizioni diverse, comprensibili, argomentate dall'una e dall'altra parte...al contempo, scempi intellettivi, insulti, vaneggiamenti e deliri da ambo le parti. E questo è solo un esempio (credenti/atei, vegetariani/onnivori, e chi più ne ha più ne metta). Se ci dovessimo far condizionare dalle opinioni altrui su tutto saremmo condannati ad un solo finale: un bel colpo in testa e passano tutti i mali. La mia poca esperienza mi porta comunque a trarre una conclusione: più me ne frego più sto meglio io, e tanto basta. Gli altri si arrangino pure; se non capiscono il mio scalzismo sono problemi loro...io non capisco tanti altri atteggiamenti della gente considerata "normale".

lucignolo ha scritto: Vatti a leggere questi edificanti esempi di intelligenza umana:

....
http://thisnothat.wordpress.com/2012/06/26/10-motivi-per-cui-e-sbagliato-indossare-le-birkenstock/

Quest'articolo può esser letto in vari modi; ci si può indignare, sorridere, ridere a crepapelle, ma non si può restare indifferenti. Già, perchè, al di là dell'argomento trattato, è uno spaccato perfetto di quello che è la nostra società oggi: NIENTE. NULLA. IL VUOTO TOTALE. Qualcuno che sapeva qualcosina più di me diceva che il sonno della ragione genera mostri; ecco, io oggi di mostri ne vedo troppi, in tutti i campi. Dal mostro in embrione dello studentucolo cogxxxne che si crede Dio in terra perchè butta qualche parolone (a sproposito) in un vaneggiamento sintomo della pochezza che lo pervade (e che viene tacciato di genio da un branco di idioti come lui, che hanno avuto la sfortuna di non far cadere il vocabolario in terra, e che quindi non hanno imparato i vocaboli del "maestro"), alla piaga ormai inguaribile di amministratori che ricoprono cariche, anche importanti, e che non sanno assolutamente quale davvero è il proprio compito, riconoscendo in esso solo uno strumento di coercizione verso il prossimo.
L'articolo l'ho letto tutto, perchè era a dir poco fantastico (come lo sono tanti altri della rete, su tanti argomenti): gente che non ha nulla da fare, che pontifica su come uno debba andare in giro [a tal proposito vedasi anche un altro blog, di cui non scrivo il nome per non fargli pubblicità (me ne vergognerei, ma che comunque è molto conosciuto), perchè anche li troviamo dei dirigenti, se non proprio fondatori, del Mensa] , merita la stessa considerazione di un cartomante da sagra paesana.

lucignolo ha scritto: Quando le giunte comunali si inventano certi divieti intelligenti è perché si fanno interpreti delle lamentele uterine di molti loro cittadini, commercianti idioti e persone che non hanno ancora capito che la buona moralità dovrebbe partire dall'alto.

Non parliamo del divieto di stare scalzi, che ci tocca in prima persona. Ma lo sappiamo quanti divieti e/o regolamenti assurdi esistono a livello mondiale?
No, perchè sono troppi. lo sono già a livello nazionale, ma qualcuno lo si conosce. Ne prendo uno a caso? bene, fresco fresco. Informatevi tutti se la vs regione in primis, la provincia di competenza "in secondis" (come dice un amministratore di cui sopra della mia zona), ed infine il comune ove risiedete hanno recepito la direttiva nazionale che obbliga la non accensione del focolare (domestico e non), per combattere l'inquinamento da polveri sottili; alcune regioni hanno detto andate a caxxre (ci parlate voi con chi ha una pizzeria con forno a legna), altre hanno detto "sì cacchio, facciamolo!" e altre ancora, con un colpo di genio senza pari, hanno detto "sì, ma solo quelle a biomasse (bravissimi non c'è che dire, peccato che lo stato, deliberatamente scritto in piccolo, ne incentivi l'acquisto con un sistema di detrazione fiscale pari al 55%).
Quindi, in pratica che dobbiamo fare? In realtà non lo so neanche io...io continuo a camminare scalzo...ho iniziato da poco ad andarci per bene, e fanxxxo a certe idiozie legislative. Dovessi prendere una multa? bene, vedremo.
Ho 3 camini a casa, uno su ogni piano: la mia regione ha recepito la normativa. In tutti i giorni da ottobre a marzo che sono stato a casa, se uno è stato spento una volta è tanto Twisted Evil .

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Re: A Como

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