un incontro inaspettato...

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Messaggio  Arky il Ven Lug 06 2012, 18:06

Ieri, complice una mattinata dedicata a commissioni personali non più rimandabili, mi sono preso una pausa infrasettimanale dal lavoro...Tempo incerto, anzi abbastanza nuvoloso, ma decisamente caldo...
Una polo, un paio di calzoncini ed infradito...e sono pronto. Alle 11 di mattina finisco di fare tutto, e visto che ero diversi km lontano da casa, ho detto "perchè no?"...infradito in auto e via.
Visto che il sole non spaccava come tutti gli altri giorni, l'asfalto era a temperatura ancora gradevole, e nonostante i 6 km percorsi, non ho avuto nessun problema, e non ne ho nemmeno oggi.
Devo dire che ero in una cittadina di mare, dove tutti bene o male sono abituati a vedere gente scalza o in ciabatte (in zone vicino alla spiaggia, almeno).
Io però la spiaggia l'ho evitata di netto, a parte il primo tratto fatto sul lungomare; lì, come è normale che sia, nessuno ha fatto facce strane o sgranato gli occhi.
Poi però, come ho cominciato a dirigermi verso il centro, qualche occhiata di troppo c'è stata, eccome. E' vero che c'era anche il mercato comunale, e quindi diversa gente, ma qualcuno proprio sembrava non poter guardare altro; inizialmente un po' guardingo, piano piano ho cominciato a rilassarmi e a sentirmi sempre più a mio agio, fino a non prestare più attenzione a chi soffermava lo sguardo sulla mia condizione.
E, guarda caso, proprio quando ormai ero completamente sereno e tranquillo, ho incontrato una ragazza, forse di un paio di anni più grande di me, anch'essa scalza. In compagnia di una sua amica "normale", mi ha rivolto un sorriso, e mentre eravamo fermi ad un semaforo pedonale, in un inglese un po' titubante mi ha detto "allora non sono l'unica pazza"...
E' stato un momento carino e spontaneo, che mi ha fatto sorridere e mi ha dato una carica positiva, per tutta la giornata; a volte basta un sorriso, o una parola al momento giusto, e tutto ti appare più semplice.
Ci siamo salutati a quel semaforo, con un sorriso ed una strizzata d'occhio, e ognuno per la sua strada; io, gasato da quell'incontro dove uscivo come non unico pazzo Very Happy , mi sono fatto altri 4 km, tra marciapiedi, asfalto e 2 negozi...
Tornato a casa estremamente soddisfatto ed entusiasta, dopo una bella doccia mi aspettava però, quasi come contrappasso dantesco, la mia solita "divisa", con tanto di scarpe in cuoio No
E addio libertà...ma oggi è venerdì, e da questo momento esatto, si ricomincia!!! Very Happy Very Happy
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Re: un incontro inaspettato...

Messaggio  lucignolo il Ven Lug 06 2012, 21:44

Arky ha scritto:E, guarda caso, proprio quando ormai ero completamente sereno e tranquillo, ho incontrato una ragazza, forse di un paio di anni più grande di me, anch'essa scalza. In compagnia di una sua amica "normale", mi ha rivolto un sorriso, e mentre eravamo fermi ad un semaforo pedonale, in un inglese un po' titubante mi ha detto "allora non sono l'unica pazza"...
E' stato un momento carino e spontaneo, che mi ha fatto sorridere e mi ha dato una carica positiva, per tutta la giornata; a volte basta un sorriso, o una parola al momento giusto, e tutto ti appare più semplice.
Ci siamo salutati a quel semaforo, con un sorriso ed una strizzata d'occhio, e ognuno per la sua strada; io, gasato da quell'incontro dove uscivo come non unico pazzo Very Happy
Ecco, una straniera che pensa di essere pazza.
Poi incontra un pazzo scalzo italiano e si rilassa.
Sono incontri bellissimi che ci insegnano che tutto il mondo è paese.
Come dissi in un altro post, il camminare scalzi è scritto nei nostri geni, poi vi abbiamo sovrascritto i codici sociali e la nostra presunzione di saper fare tutto meglio di Dio.
Sì, perché noi siamo gli intelligentoni, i razionali, mentre Dio è il rimbambito che ci ha creati sbagliando tutto e facendo le cose a caso.
Eh, cari miei, sembrerebbe una bestemmia, ma quella vera è pensare di essere meglio del Creatore, sostituendoci ad esso e pensare che esso sia obsoleto o morto.
Forse, davvero, questo è il vero peccato originale.
Forse il più grave.
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Re: un incontro inaspettato...

Messaggio  bfpaul il Sab Lug 07 2012, 11:38

lucignolo ha scritto:
Arky ha scritto:E, guarda caso, proprio quando ormai ero completamente sereno e tranquillo, ho incontrato una ragazza, forse di un paio di anni più grande di me, anch'essa scalza. In compagnia di una sua amica "normale", mi ha rivolto un sorriso, e mentre eravamo fermi ad un semaforo pedonale, in un inglese un po' titubante mi ha detto "allora non sono l'unica pazza"...
E' stato un momento carino e spontaneo, che mi ha fatto sorridere e mi ha dato una carica positiva, per tutta la giornata; a volte basta un sorriso, o una parola al momento giusto, e tutto ti appare più semplice.
Ci siamo salutati a quel semaforo, con un sorriso ed una strizzata d'occhio, e ognuno per la sua strada; io, gasato da quell'incontro dove uscivo come non unico pazzo Very Happy
Ecco, una straniera che pensa di essere pazza.
Poi incontra un pazzo scalzo italiano e si rilassa.
Sono incontri bellissimi che ci insegnano che tutto il mondo è paese.
Eh caro Flavio, il cervello funziona allo stesso modo sia per gli italiani che per gli "stranieri" ...
E' chiaro che le considerazioni di noi "barefooters" convinti sono uguali a tutte le latitudini; so bene che è una considerazione ovvia, ma non fa male rimarcarlo per sentirci parte di una grandissima, sovranazionale compagnia, cosa che del resto nel nostro sito e in questo Forum avviene da sempre.

lucignolo ha scritto:
Come dissi in un altro post, il camminare scalzi è scritto nei nostri geni, poi vi abbiamo sovrascritto i codici sociali e la nostra presunzione di saper fare tutto meglio di Dio.
Sì, perché noi siamo gli intelligentoni, i razionali, mentre Dio è il rimbambito che ci ha creati sbagliando tutto e facendo le cose a caso.
Eh, cari miei, sembrerebbe una bestemmia, ma quella vera è pensare di essere meglio del Creatore, sostituendoci ad esso e pensare che esso sia obsoleto o morto.
Forse, davvero, questo è il vero peccato originale.
Forse il più grave.
Il peccato originale era quello di essere pari a Dio e saper discernere fra bene male, non essere meglio di Dio. Comunque il concetto non cambia, quello è il peccato originale.

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Re: un incontro inaspettato...

Messaggio  Arky il Gio Lug 12 2012, 11:48

Domenica invece ho avuto un altro "incontro"...che mi ha fatto davvero ridere (e anche un po' pensare); nel centro di un piccolo paesino, in direzione opposta alla mia, veniva una mamma con a cavalcioni il suo bimbo.
Non so, il piccoletto avrà avuto sui 5 anni, credo; mentra la mamma non si era accorta di niente, lui ha fatto una faccia non sbalordita, di più, ed ha cominciato a chiedere: "Mamma, ma perchè lui ha i piedi scalzi???".
La cosa più bella è stata la madre, che pensando di mettermi in imbarazzo (credo), non ha risposto alla stessa reiterata domanda che il bimbo ha fatto fintanto che ho potuto sentirlo, con il risultato che a sentirsi in imbarazzo è stata proprio lei (dalla mimica facciale e dal colorito assunto).
Allora, io non sono ancora padre, quindi anche se posso capire che certe spontaneità dei bambini siano a volte fonte di disagio per i genitori, probabilmente non sono la persona più adatta per dare consigli su come risolvere certe "situazioni", ma mi chiedo: è davvero impossibile dare una risposta sensata ad un bambino, ad una domanda così semplice???
E per sensata intendo no certe boiate tipo "sarà stato l'uomo nero che gliele ha portate via perchè è stato cattivo" o "poverino non guardarlo è così povero che neanche le scarpe può comprarsi"...semplicemente un "mah, non so, gli avranno fatto male o preferirà stare così..."
Non mi sembra che parlando ad un bambino non dico come ad un adulto, ma come ad una persona cosciente, anche se piccola, di quello che è il "mondo vero", la realtà, lo stesso possa crescere con chissà quali turbe...
Mi sbaglio?
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Re: un incontro inaspettato...

Messaggio  bfpaul il Gio Lug 12 2012, 19:15

Arky ha scritto:Domenica invece ho avuto un altro "incontro"...che mi ha fatto davvero ridere (e anche un po' pensare); nel centro di un piccolo paesino, in direzione opposta alla mia, veniva una mamma con a cavalcioni il suo bimbo.
Non so, il piccoletto avrà avuto sui 5 anni, credo; mentra la mamma non si era accorta di niente, lui ha fatto una faccia non sbalordita, di più, ed ha cominciato a chiedere: "Mamma, ma perchè lui ha i piedi scalzi???".
La cosa più bella è stata la madre, che pensando di mettermi in imbarazzo (credo), non ha risposto alla stessa reiterata domanda che il bimbo ha fatto fintanto che ho potuto sentirlo, con il risultato che a sentirsi in imbarazzo è stata proprio lei (dalla mimica facciale e dal colorito assunto).
Allora, io non sono ancora padre, quindi anche se posso capire che certe spontaneità dei bambini siano a volte fonte di disagio per i genitori, probabilmente non sono la persona più adatta per dare consigli su come risolvere certe "situazioni", ma mi chiedo: è davvero impossibile dare una risposta sensata ad un bambino, ad una domanda così semplice???
E per sensata intendo no certe boiate tipo "sarà stato l'uomo nero che gliele ha portate via perchè è stato cattivo" o "poverino non guardarlo è così povero che neanche le scarpe può comprarsi"...semplicemente un "mah, non so, gli avranno fatto male o preferirà stare così..."
Non mi sembra che parlando ad un bambino non dico come ad un adulto, ma come ad una persona cosciente, anche se piccola, di quello che è il "mondo vero", la realtà, lo stesso possa crescere con chissà quali turbe...
Mi sbaglio?
Giusto perché non sei ancora padre Crying or Very sad
Purtroppo essere padri (o madri) è piuttosto semplice, il difficile è farlo. Voglio dire, fare il minimo possibile di errori nell'educare i figli.
Purtroppo non è molto diffuso questo particolare settore dell'educazione, perché per fare il padre (o la madre) bisognerebbe che si venisse educati; se così fosse stato, quella "madre" avrebbe avuto due possibilità:
- rispondere al bimbo che non lo sapeva (e invece non sapendo o volendo rispondere, non gli ha dato risposta, sottointendendo che al bimbo darà solo le risposte comode e che non ha voglia o tempo di dare una risposta ragionevole e corretta);
- rispondergli: - Ora lo chiediamo - e immediatamente fermarti e gentilmente chiederti: - Scusi, cosa rispondo al mio bimbo? -
Naturalmente tu avresti risposto nel modo corretto, vale a dire: - Perché si sta bene! -
Probabilmente la "mamma" era talmente spiazzata che non ha saputo affrontare la situazione in modo ragionevole.
Pensa un po' quante volte capiterà ed a quali conclusioni arriverà il bambino: di "qella cosa non si deve parlare..."
E così verrà educato un potenziale feticista o - speriamo bene - un altro BAREFOOTER.

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Re: un incontro inaspettato...

Messaggio  Alexey il Dom Lug 15 2012, 16:12

Infatti, sono proprio i genitori a tramandare i tabù, e creare in molti casi reazioni opposte nel bambino.
Io vado tranquillamente scalzo con mio figlio e gli lascio la libertà di scegliere quando usare le scarpe o meno.
Anche se mi piace quando viene scalzo con me non lo obbligo di certo, lascio decidere a lui se ne ha voglia o meno, perchè obbligare il bambino a fare una cosa genera in molti casi la reazione opposta.
Quello che cerco di fare è dare l' esempio che si può fare ed è piacevole, infatti molte volte mi chiede poi lui di togliersele, specialmente quando non c'è la mamma che rema in senso opposto...
Se il genitore è ignorante ed è il primo a discriminare non aspettiamoci che dia al bambino una risposta sensata e razionale.
La mente del bambino è aperta e desiderosa di conoscere il mondo, è una spugna sempre pronta ad assorbire cose nuove, il bambino non ha pregiudizi finchè non glieli danno i genitori.
Alcuni compagni di mio figlio già discriminano gli stranieri e le diversità, secondo voi perchè? I genitori gli hanno già imposto la loro visione
del mondo.
L' altro giorno invece una bambina dietro di me con la mamma ha detto: quel signore non ha le scarpe, si vede che gli danno fastidio,
tanto per dire che i bambini avendo la mente libera da tunnel imposti, in un secondo arrivano ad una soluzione semplice e razionale, pensate che molti adulti non riescono nemmeno a darsi la più semplice delle spiegazioni come può essere questa, prima vengono in mente le più svariate soluzioni, come la "pazzia" o il "voto religioso", perchè siamo condizionati a dover "soffrire" per nulla, anche se una cosa ci crea disagio non possiamo andare contro a regole o schemi neppure scritti...
Invece il bambino cosa fa? Se una cosa dà fastidio, via la leviamo, più semplice e razionale di così...









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