Cinque alieni sbarcano sul pianeta Padova - prima parte

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Cinque alieni sbarcano sul pianeta Padova - prima parte

Messaggio  lucignolo il Mar Giu 03 2008, 22:16

Da tempo se ne parlava, sembrava uno di quei miraggi che appaiono all’orizzonte, cammina cammina e la magica visione è sempre li alla stessa distanza, finché impallidisce e ci lascia il solito orizzonte vuoto.
Invece il sogno si è avverato: una giornata e mezza in totale libertà scalza, cinque pionieri alla conquista di una fettina di veneto.
Vi sembrerà strano, ma è una settimana che l’emozione mi attanaglia, pregusto il momento e le ore sembrano ristagnare.
Un ultimo appello negli ultimi istanti: Ares, Paolo F., Stefano, Lucignolo e la new entry Lucina, i primi tre partiranno da Milano, io e mia moglie saliremo a bordo dell’Eurostar a Brescia.
Il convoglio è puntualissimo, abbracciamo con piacere i tre amici e prendiamo posto vicino a loro.
Tutti scalzi, naturalmente; fra un paio d’ore cominceremo ad accarezzare il suolo di una città che mi ha ospitato per alcuni anni, durante gli studi universitari.
Di tempo ne è passato, allora c’era ancora qualche orma di T Rex Very Happy , adesso toccherà a noi lasciare qualche impronta scalza.
Eh, quante immagini scorrono nella mia mente, quel tratto percorso decine di volte: lo sto rifacendo senza scarpe….quasi non ci credo!
Sono da poco trascorse le ore diciassette e cinque alieni sbarcano sul pianeta patavino.
Almeno questa è la prima sensazione, perché molte teorie qui non sono più valide.
Vediamo un po’.
La maggior parte delle persone non se ne accorge nemmeno: caspita, qui hanno un radar incorporato, ci sono decine di occhi incollati ai nostri piedi.
Mi viene quasi un sospetto: vuoi vedere che ho dimenticato i pantaloni a casa? No, no, ci sono.
Usciamo e percorriamo Corso del Popolo.
Se anche si accorgono fanno finta di nulla: al posto delle vertebre cervicali ci devono essere delle molle, perché le teste si agitano e si scuotono (ma dove andremo a finire?). affraid
Ti guardano perché vorrebbero, ma non possono: oh, cavolo! Allora perché quelle espressioni disgustate, nemmeno si fossero trovati davanti cinque Zulù nudi e sporchi di fango?
O ci ricalziamo o ce ne infischiamo: optiamo per la seconda soluzione, continuando a mostrare le nostre suole nere.
Siamo di fronte all’hotel; decidiamo di entrare con le infradito, espletare le operazioni di ingresso, alleggerire gli zaini ed uscire scalzi.
Bene, non accade nulla.
Sempre sotto decine di sguardi attoniti, ci fermiamo in Piazza dei Frutti a fare uno spuntino a base di deliziose ciliegie appena comprate su una bancarella, all’ombra del Palazzo della Ragione.
La temperatura è ideale, ma lunghi tratti lastricati dal porfido stimolano intensamente le nostre suole nude.
L’asfalto è ruvido in certi tratti, ma i lunghi percorsi porticati danno un sollievo non indifferente.
Ecco la sede centrale dell’Università, avevo diciannove anni quando ne varcai la soglia la prima volta, fa un certo effetto passarci davanti scalzo in un contesto così poco convenzionale per una simile attività.
Ares è scatenato, ma il redivivo dio della guerra al posto della spada fa mulinare una bella macchina fotografica.
Facciamo una piccola sosta presso la tomba di Antenore, poi ci dirigiamo decisamente verso la Basilica del Santo.
Qualche fotografia di rito, poi entriamo nella Basilica.
Nessun problema per i nostri piedi, anzi, mentre leggiamo una preghiera davanti alle spoglie di Sant Antonio un frate ci si avvicina, ci stringe la mano e ci mormora una sola parola: Pace.
Prossima meta: Prato della Valle, isola verde dove centinaia di giovani si fermano a dialogare…..e vi garantisco che se ne vedono di tutti i colori, ma di piedi rosa nemmeno uno, a parte i nostri.
Fissiamo il nostro punto d’incontro con Alex65 in centro città.
Siamo al crepuscolo ed il Palazzo della Ragione (che noi abbiamo smarrito ripudiando le scarpe) ci ispira con la sua illuminazione serale; li di fronte c’è una pizzeria, siamo tutti affamati e lo scenario infonde tranquillità.
Aspettiamo con pazienza che si liberi qualche posto; il cameriere ci garantisce che di li a pochi minuti molta gente se ne andrà, ma appare un po’ contrariato dal dover unire dei tavoli (o perché eravamo scalzi?).
Arrivano Alex65 e la moglie, parliamo un po’, ma il mio sguardo ricorre spesso ai tavoli: c’è qualcosa che non mi convince.
Mentre alcuni ragazzi non fanno mancare frizzi e lazzi per i nostri piedi scalzati (facciamo finta di nulla), per ben due volte faccio cenno al cameriere che siamo in sette.
Vengono uniti dei tavoli, poi il colpo di scena: si siedono alcuni anziani e, come per incanto, tutti i posti liberi scompaiono.
Ares perde decisamente la pazienza, ma non c’è niente da fare.
Attraversiamo Piazza delle Erbe (sperando di trovarne qualcuna velenosa) e cerchiamo un altro posto, consigliatoci da Alex65; niente da fare, tutto esaurito.
Con gli sguardi cupi continuiamo a camminare fino a raggiungere un posticino frequentato da studenti e turisti.
Anche qui c’è qualche difficoltà, vedo Nancy (Lucina) parlare con il cameriere; mi avvicino e chiedo quale sia il problema.
C’è un tavolo grande, ma è riservato.
Non si possono unire due tavoli, perché così facendo sarebbero costretti a mettere delle sedie sul passaggio pedonale ed il comune non lo permette (ai gran dottori non manca la fantasia, vero?).
Se vogliamo, possiamo accomodarci all’interno, ma non senza scarpe (esplicitamente dichiarato!!), per ragioni igienico-sanitarie.
Sono ormai le dieci passate e siamo tutti stanchi ed affamati: inghiottiamo il rospo e ci infiliamo un paio di infradito.
Però non era male il cibo ed il beveraggio.
Ragazzi! C’è un affiatamento unico in questo gruppo ed è bellissimo trovarsi insieme.
È abbondantemente passata la mezzanotte, usciamo dal locale, dopo aver lasciato una minimancia (siamo scalzi, ma non barboni) e ci dirigiamo verso Piazza Garibaldi, passando davanti al bar Pedrocchi (come vorrei essere un miliardario per poterci entrare scalzo…..e zitti).
Pieghiamo verso Corso Milano e rientriamo nell’hotel rigorosamente scalzi.
Nessuno si accorge che siamo a piedi nudi, io e Stefano insceniamo nei corridoi qualche gag, poi tutti a nanna.
Domani ci aspetta la regina veneta. king
Conclusione: Padova è una città bellissima ed il suo successo turistico è pienamente giustificato.
Se consideriamo le superfici tastate, ebbene, è stato come aver amoreggiato con una donna di classe, dai lineamenti fini.
Se consideriamo la gente….che delusione!
Ero convinto che i cittadini patavini, proprio per la presenza del turismo e, soprattutto, del popolo variegato studentesco, fosse meno provinciale nei confronti di fenomeni di minoranza come il nostro.
Non facciamoci sciocche illusioni: c’è ancora molto da lavorare.
Senza rancore.
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Re: Cinque alieni sbarcano sul pianeta Padova - prima parte

Messaggio  paolo fratter il Mar Giu 03 2008, 22:37

Ciao Flavio, complimenti...sei veramente forte.....il tuo racconto mi ha divertito moltissimo e mi ha fatto ripercorrere in un baleno con piacere ed ironia il nostro week end scalzo trascorso insieme, nonchè le sane risate che ci siamo fatte nel vedere le reazioni inconsulte dei "patavini" alla vista delle nostre suole! Un grazie particolare anche alla simpatica compagnia dei nuovi amici incontrati Alex65, Syro/Andrea e Cesco che hanno allungato la lista...dei nuovi scalzi!
Attendo con ansia di leggere la....parte seconda!
Ciao a tutti.
Paolo F.

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Re: Cinque alieni sbarcano sul pianeta Padova - prima parte

Messaggio  Ares il Mer Giu 04 2008, 11:11

Come sempre un divertente e completo .... diario di viaggio.
Padova merita davvero: è una città bellissima e curata, dove torno sempre molto volentieri, le sue strade sono piacevoli da percorrrere scalzi, essendo pulite e comode (a parte alcune vie del centro storico con pavimentazione in cubetti porfido - sanpietrini - un pò sconnessi e per me sgradevoli).

Per il ristorante dove ci siamo fermati a cenare, ci siamo fatti grasse risate sulle non precisate "ragioni igienico-sanitarie", ma l'appetito e la stanchezza erano tali da disincentivare qualsivoglia polemica. Provincialismo (nel senso deteriore del termine), ottusità ....
Avrei al limite "accettato" le ragioni di sicurezza legate alla possibile presenza di frammenti di vetro o tratti di pavimentazione unti o bagnati che qualche volta mi sono state opposte entrando scalzo in ristoranti, sebbene anche queste siano agevolmente opinabili e discutibili, incombendo al gestore l'obbligo di tenere tutte le parti (e dico tutte) del proprio locale in condzioni di massima sicurezza (art. 2051 codice civile) o al limite segnalare ed esporre uno specifico regolamento (in alcuni locali si richiede un certo tipo di abbigliamento, per esempio).
Si può invero scivolare tranquillamente anche con le scarpe quando si calpesta ad es. una foglia di insalata o un frammento di pomodoro, o ancora quando si cammina sul bagnato, ci si può ferire con cocci di vetro anche indossando sandali minimal di cuoio o sempici infradito. le solite osservazioni a noi tutti già note.
L'opzione è sempre la stesssa: metttersi a discutere, girare i "tacchi" (hooops: volevo dire le suole naturali) e scrollarsi la polvere dai piedi, oppure accomodarsi e consumare il pasto in assenza di alternative.
In una città con un numero impressionante di stivali (calzati da belle fanciulle) nonostante la stagione - pressapoco - estiva (è vero, continua a piovere tutti i giorni, almeno qui a Milano, ma non siamo a gennaiio!) e bel vestire curato nei minimi dettagli, nonostante la presenza massiccia di studenti fuori sede o turisti stranieri, non mi aspettavo di più.

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Re: Cinque alieni sbarcano sul pianeta Padova - prima parte

Messaggio  contessa scalza il Gio Giu 05 2008, 14:40

Grazie Lucignolo. I tuoi resoconti sono sempre bellissimi da leggere.

In quanto alla zona come ho sempre detto..., posti da sogno e gente da incubo!!!! Very Happy

C.S.
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Re: Cinque alieni sbarcano sul pianeta Padova - prima parte

Messaggio  alex65 il Gio Giu 05 2008, 22:36

Accidenti che racconto. Pero' nella "parte seconda: Venezia" la musa ha ispirato ancora meglio.
E non mi ero mai neanche reso conto che a Venezia il ponte di fronte alla stazione si chiamasse "degli scalzi".

Mi rendo invece conto che non avevo con me la macchina fotografica, ma spero di vedere le foto presto sul sito!
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Re: Cinque alieni sbarcano sul pianeta Padova - prima parte

Messaggio  Federico il Lun Giu 09 2008, 14:56

Lucignolo ha scritto: La maggior parte delle persone non se ne accorge nemmeno: caspita, qui hanno un radar incorporato, ci sono decine di occhi incollati ai nostri piedi. [...] Se anche si accorgono fanno finta di nulla: al posto delle vertebre cervicali ci devono essere delle molle, perché le teste si agitano e si scuotono
Credo che quando a girare scalzi si è un gruppo intero, come nel vostro caso, si destino molto ma molto più stupore e meraviglia di quanto non faccia una singola persona scalza, da sola o in compagnia di altri calzati.
Un gruppo intero di scalzi fa pensare immediatamente a un qualcosa di organizzato, ad un'iniziativa, ad un modo per manifestare qualcosa agli altri. In questo senso il passante si sente chiamato in causa e girarsi a guardare significa cercare il significato di quest'azione collettiva, chiedersi: chi sono, da dove vengono, dove vanno, perché lo fanno, cosa ci vogliono dire, etc.
Una singola persona scalza invece non appare come un evento organizzato, ma come "uno che gira scalzo" e basta. Il pensiero del passante potrà essere "che carino", "che matto" o "che schifo", ma non penserà a contestualizzare il fatto e domandarsi se lo scalzo abbia voluto comunicargli qualcosa.
Il mio modo individualistico di vivere il barefooting mi ha sempre messo molto più a mio agio del raduno collettivo, anche se so che quissù questa preferenza non è vista di buon occhio... Crying or Very sad
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Re: Cinque alieni sbarcano sul pianeta Padova - prima parte

Messaggio  paolo fratter il Lun Giu 09 2008, 18:48

Sì Federico, hai perfettamante ragione, un gruppo di scalzi insieme dà molto più nell'occhio di un singolo individuo e conseguentemente attira l'attenzione di molte più persone, ed è certamente questo il motivo delle reazioni che abbiamo riscontrato, in particolare a Padova. Infatti quando giro scalzo da solo è molto raro che mi accorga di gente che mi fissa stralunata o fa commenti, forse anche perchè io stesso non mi curo più di tanto degli altri. D'altra parte ti posso assicurare che girare scalzi in gruppo è divertentissimo proprio per la possibilità di verificare direttamente le reazioni più varie della gente e farci delle colossali risate! Inoltre si sa - per me come sicuramente per molti altri - l'unione fa la forza e il fatto di stare uniti in gruppo ci dà più coraggio e mitiga l'imbarazzo che talvolta ancora pervade la maggioranza di noi....ma mi piacerebbe comunque che prima o poi, almeno per una volta, provassi anche tu questa esperienza anche se sò che certamente non ne hai bisogno...da barefooter doc quale sei!
Ciao e a presto.
Paolo F.

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Re: Cinque alieni sbarcano sul pianeta Padova - prima parte

Messaggio  lucignolo il Lun Giu 09 2008, 21:10

paolo fratter ha scritto:......mi piacerebbe comunque che prima o poi, almeno per una volta, provassi anche tu questa esperienza anche se sò che certamente non ne hai bisogno...da barefooter doc quale sei!
Ciao e a presto.
Adesso voglio lanciare una forte provocazione, tanto per far fede al mio nickname.
Non me ne vogliano i postanti di questo forum, consideratemi soltanto un barefooter che ogni tanto ama giocare alla guerra, ironizzandola un po' e mettendone in luce gli aspetti più paradossali.
Ebbene, nessuno è barefooter finché non l'ho visto io o finché non l'ha visto qualcuno di cui mi fido..... Smile
Non ditemi che non provoco.
Tranquilli.
Quello che voglio dire è che molti di voi parlano da gimnopodisti navigati, ma penso che pratichino questa attività in una nicchia ambientale estremamente limitata: marce della pace (di scalzi se ne vedono), pellegrinaggi (eh, per forza), cene fra amici (che già sanno delle nostre abitudini), ma non hanno la minima idea di cosa voglia dire farlo in contesti ambientali dove sono degli zeri assoluti.
È anche profondamente diverso camminare scalzi con pantaloni che "pisciano" sui piedi, dove è difficile capire di primo acchito se porti un paio di infradito o se sei scalzo, magari nella fiera del modellismo dove tutti sono intenti a guardare cose ben più interessanti dei tuoi piedi.
Provate ad indossare, come il sottoscritto, un paio di pinocchietti od un paio di bermuda come Ares e vedrete che è ben difficile che non vi notino.
Se non lo sapete è perché non c'avete mai provato, non venite a raccontarmi favolette..
In quanto al gruppo, sì, si viene notati, ma difficilmente scatteranno controlli di documenti.
Magari il chiedersi se vogliamo trasmettere qualcosa potrebbe indurre a cercare risposte su internet, mentre il singolo può solo destare compatimento.
Insomma, dite quello che volete, ma quando l'inimitabile gruppo lombardo parte alla carica, dove sono tutti questi leoni a piedi nudi?
Per fissare un appuntamento si deve scatenare una bagarre di telefonate, perdonate la diffidenza, ma un conto è la pratica, un conto è la grammatica.
Dimostratemi che ho torto.
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Re: Cinque alieni sbarcano sul pianeta Padova - prima parte

Messaggio  contessa scalza il Lun Giu 09 2008, 22:15

A pinocchietto? Credevo si chiamassero alla zuava.. Shocked eh già dimenticavo, i tempi cambiano come le commedie. Very Happy

Perchè non indossate le magliette del club dei Nati Scalzi quando vi muovete in gruppo in città come Venezia o Milano etc. ?

Così non solo avrete risposto alla curiosità fornendo un utile messaggio, ma anche se si avvicinano facendo pubblicità al sito.

Qui suonano e sussultano per la partita di calcio. Non la seguo, ma sento dalla finestra le voci giungere dai locali. Italia stà perdendo.
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Messaggio  Federico il Lun Giu 09 2008, 22:33

@ Lucignolo:

Francamente di queste tue provocazioni, che ultimamente si propongono ogni volta che io prendo la parola, non so cosa farmene e non so neanche a cosa mirino: a mettere in dubbio la mia buona fede? a screditare le mie opinioni? a contraddire i miei interventi col giochino puerile del "non ci credo"?
Se la tua passione preferita è provocare, non è la mia e non la trovo neanche divertente.
Questa pretesa di voler fare gli investigatori del forum e covare perenne sospetto verso chi ha opinioni o esperienze diverse, non è allineato al rito dei raduni collettivi e non desidera rendere pubbliche le proprie generalità, la trovo un po' offensiva.
Paolo Selis ha ricevuto una mia fotografia e i miei dati personali, sa che professione svolgo ed il perché, di conseguenza, abbia chiesto un pochino di riservatezza, come lo sanno tutti gli altri con cui ho contatti in privato. Credo anzi di avere dimostrato, IO, a Paolo una certa fiducia, nell'inviagli i miei dati.
Sono anni che pratico assiduamente il barefooting e ti posso assicurare che, proprio in base al mio lavoro, la mia "nicchia ambientale" è tutt'altro che "estremamente limitata". Sono in giro moltissimo e in molti luoghi differenti, non sono mai stato ad un pellegrinaggio in vita mia e sono un grande amante dei pantaloni corti, di cui possiedo una larga schiera. Non ho mai detto che a piedi nudi nessuno "mi nota" - cosa che sarebbe per altro molto improbabile per uno alto 1,91.
A conoscermi, e anche bene, è la Tiziana, postante che se ne andò dal vecchio forum senza che nessuno l'abbia più di tanto rimpianta, il cui compagno continua a scrivere qua.
Credo del resto di essere una persona educata e di avere un profondo senso del rispetto degli altri. Nella mia manciata di interventi scritti qua sul forum non mi pare di avere mai offeso nessuno o di essermi comportato male. Se però la mia presenza sul forum non è gradita, basta che me lo si dica e non esiterò a togliere subito il disturbo.
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Messaggio  lucignolo il Lun Giu 09 2008, 22:39

contessa scalza ha scritto:A pinocchietto? Credevo si chiamassero alla zuava.. Shocked eh già dimenticavo, i tempi cambiano come le commedie. Very Happy
Ma no!
Alla zuava sono i pantaloni di velluto a coste, che lasciano i polpacci visibili e coperti da un paio di calzettoni di lana.
Tipicamente montani, non possono prescindere da un paio di scarponi.
Il pinocchietto può essere di cotone o di nylon, sembra un normale paio di pantaloni, ma la sua lunghezza supera di poco il ginocchio.
contessa scalza ha scritto:Perchè non indossate le magliette del club dei Nati Scalzi quando vi muovete in gruppo in città come Venezia o Milano etc. ?
Come no?
Fino ad ora si è sempre considerato inutile il club, di cui se ne sono dette di tutti i colori, adesso ne vogliamo portare la bandiera?
Bene, tipicamente italiano.
contessa scalza ha scritto:Qui suonano e sussultano per la partita di calcio. Non la seguo, ma sento dalla finestra le voci giungere dai locali. Italia stà perdendo.
Ettepareva!! Mad
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Re: Cinque alieni sbarcano sul pianeta Padova - prima parte

Messaggio  lucignolo il Lun Giu 09 2008, 22:53

Federico ha scritto:Francamente di queste tue provocazioni, che ultimamente si propongono ogni volta che io prendo la parola, non so cosa farmene e non so neanche a cosa mirino: a mettere in dubbio la mia buona fede? a screditare le mie opinioni? a contraddire i miei interventi col giochino puerile del "non ci credo"?
Se la tua passione preferita è provocare, non è la mia e non la trovo neanche divertente.
E dove sta scritto che stessi parlando di te?
Se tu avessi provato ad organizzare qualche gita, invece di fare l'offeso, avresti perfettamente capito il senso del mio messaggio.
Avresti anche capito che, quando è il momento di uscire allo scoperto, molti, troppi si tirano indietro.
Allora, che l'interessato si chiami Piero, Giacomo, Antonio o Marco, qualche dubbio legittimo ti sorge.
Ovunque tu vada, Veneto, Lazio, Piemonte, vedremo in Toscana, la risposta è sempre una sola: il silenzio.
Come tu sai, io non ho bisogno di presentazioni.
Ma per carità, non voglio mettere in dubbio le decine di gimnopodisti superimpegnati e poco amanti delle escursioni di gruppo; ma chi predica così bene, possibile che non senta il desiderio di provarci almeno una volta?
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Re: Cinque alieni sbarcano sul pianeta Padova - prima parte

Messaggio  bfpaul il Lun Giu 09 2008, 23:03

Federico ha scritto:@ Lucignolo:


Paolo Selis ha ricevuto una mia fotografia e i miei dati personali, sa che professione svolgo ed il perché, di conseguenza, abbia chiesto un pochino di riservatezza, come lo sanno tutti gli altri con cui ho contatti in privato. Credo anzi di avere dimostrato, IO, a Paolo una certa fiducia, nell'inviagli i miei dati.
Sono anni che pratico assiduamente il barefooting e ti posso assicurare che, proprio in base al mio lavoro, la mia "nicchia ambientale" è tutt'altro che "estremamente limitata". Sono in giro moltissimo e in molti luoghi differenti, non sono mai stato ad un pellegrinaggio in vita mia e sono un grande amante dei pantaloni corti, di cui possiedo una larga schiera. Non ho mai detto che a piedi nudi nessuno "mi nota" - cosa che sarebbe per altro molto improbabile per uno alto 1,91.
A conoscermi, e anche bene, è la Tiziana, postante che se ne andò dal vecchio forum senza che nessuno l'abbia più di tanto rimpianta, il cui compagno continua a scrivere qua.
Credo del resto di essere una persona educata e di avere un profondo senso del rispetto degli altri. Nella mia manciata di interventi scritti qua sul forum non mi pare di avere mai offeso nessuno o di essermi comportato male. Se però la mia presenza sul forum non è gradita, basta che me lo si dica e non esiterò a togliere subito il disturbo.

Rispondo perché parte in causa.
Certo, io so che tu sei un barefooter, non c'è alcun dubbio.
Con ciò Lucignolo è soddisfatto perchè io ho sempre seguito questo metodo; per me sono "veri barefooters" solo quelli che ho visto personalmete o che sono stati visti da persone in cui ho assoluta fiducia; e, giusto per dire, tu hai citato esattamente chi me lo ha riferito.
Poi, per il resto Lucignolo provoca sempre: ci prova gusto, ma non vuole allontanare nessuno dal forum.
Dal forum ci si allontana per propria scelta - tu, l'ha igià fatto una volta - oppure perchè il sottoscritto esclude qualcuno.
Per il resto direi, non pestiamoci i piedi ....

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Messaggio  lucignolo il Lun Giu 09 2008, 23:15

bfpaul ha scritto:Poi, per il resto Lucignolo provoca sempre: ci prova gusto, ma non vuole allontanare nessuno dal forum.
Non certo per sadismo.
Nascono discussioni e, se si è critici, ma, soprattutto, onesti, si ricomincia a camminare, sempre guardando verso il futuro.
bfpaul ha scritto:Per il resto direi, non pestiamoci i piedi ....
Non facciamo i bambini, piccoli, per cortesia.
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Messaggio  alex65 il Mar Giu 10 2008, 11:25

Un punto forse e' che ogniuno di noi ha una sua concezione di scalzismo e su alcuni aspetti queste concezioni possono essere diverse.

Ad esempio la mia visione, come ho gia' spiegato nella mia presentazione, non ha nulla di trascendentale. Semplicemente senza scarpe sto piu' comodo.
E di quello che pensano gli sconosciuti non me ne puo' fregare di meno. Non mi nascondo, non mi metto in mostra, mi faccio solo i fatti miei.
A parte situazioni formali. Tratto il problema delle scarpe come quello della cravatta. Ne ho una nel cassetto dell'ufficio. quando serve (in in realta' quasi mai ma in alcune situazioni il non averla potrebbe essere visto come mancanza di rispetto) la metto. Stessa cosa per le scarpe. In ufficio sono sempre in sandali. In inverno pero' puo' servire un paio di scarpe, diciamo da abinare alla cravatta. Anzi, su queste situazioni chiedo spesso consigli ai colleghi che sono senza dubbio piu' ragionevoli di me nel capire l'abbigliamento necessario.
Posso permettermi tutto questo pero' solo perche' il mio ambiente di lavoro non e' formale piu' di tanto. Capisco chi non e' cosi' fortunato.
E poi non capisco, ad esempio, i finti sandali o le scarpe senza suola. Ho uno sta con le scarpe o sta senza...

Sono curioso di vedere quest'estate in montagna (oddio, Asiago non e' proprio una montagna). Provero' ad passegiare per i sentieri senza sandali, tanto con la piccola Clio sulle spalle (oddio, forse sara' ancora troppo piccola) dovro' andare piano.


A proposito, nel breve incontro di Padova ero uno dei pochi senza macchina fotografica (questo si' che e' una vergogna!). Ares e Paolo hanno pero' fatto delle foto. Posso mica chiederne una da mettere nel mio scarno album fotografico del sito?

saluti
Alessandro
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Re: Cinque alieni sbarcano sul pianeta Padova - prima parte

Messaggio  paolo fratter il Mar Giu 10 2008, 11:48

.....già, a proposito di foto fatte a Padova/Venezia ne ho mandate alcune (poche) a Paolo Selis da pubblicare sul sitio...che fine hanno fatto?....e quelle (tantissime) scattate da Ares?
Un saluto a tutti.
Paolo F.

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Re: Cinque alieni sbarcano sul pianeta Padova - prima parte

Messaggio  bfpaul il Mar Giu 10 2008, 13:16

lucignolo ha scritto:
bfpaul ha scritto:Poi, per il resto Lucignolo provoca sempre: ci prova gusto, ma non vuole allontanare nessuno dal forum.
Non certo per sadismo.
Nascono discussioni e, se si è critici, ma, soprattutto, onesti, si ricomincia a camminare, sempre guardando verso il futuro.
bfpaul ha scritto:Per il resto direi, non pestiamoci i piedi ....
Non facciamo i bambini, piccoli, per cortesia.

Questa non l'ho capita. Io faccio il bambino?
A parte che sono più vecchio e mi verrebbe difficile, non credo di avere questo atteggiamento ....

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Re: Cinque alieni sbarcano sul pianeta Padova - prima parte

Messaggio  lucignolo il Mar Giu 10 2008, 20:04

bfpaul ha scritto:Questa non l'ho capita. Io faccio il bambino?
A parte che sono più vecchio e mi verrebbe difficile, non credo di avere questo atteggiamento ....
Paolo, mi meraviglio di te per certi fraintendimenti!
O ho cominciato a scrivere in qualche lingua straniera o si fa finta di non capire.
Mi sto riferendo agli atteggiamenti risentiti per delle cose di poco conto da parte di persone adulte che dovrebbero saper soppesare le parole indirizzate a chi si fa pregare e strapregare per un incontro, anche uno soltanto in un anno.
Considerando come tu stesso solleciti incontri fra barefooters, considerando gli esasperanti buchi nell'acqua che si continuano a fare, mi stupisco come non si voglia accettare qualche pubblica critica.
E guarda caso c'è sempre qualcuno che si sente tirato direttamente in causa a sproposito.
Lo capirei da parte di chi ha la coda di paglia, ma da parte di un gimnopodista consolidato......beh, la cosa mi lascia un poco perplesso.
L'occasione per esprimere il mio rammarico la colgo quando posso e sulla base di un post che mi ispira; pensavo che persone intelligenti quali vi considero, perdonatemi se sbaglio, sapessero cogliere al volo certe differenze.
Da parte tua, poi, resto basito.
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Re: Cinque alieni sbarcano sul pianeta Padova - prima parte

Messaggio  Ares il Mar Giu 10 2008, 22:13

paolo fratter ha scritto:.....già, a proposito di foto fatte a Padova/Venezia ne ho mandate alcune (poche) a Paolo Selis da pubblicare sul sitio...che fine hanno fatto?....e quelle (tantissime) scattate da Ares?
Un saluto a tutti.
Paolo F.

L'imputato si può accomodare ... eccomi presente all'appello .... ma abbiate clemenza, perchè ho lavorato anche per voi, scalzi di poca fede!
Come ho poc'anzi scritto, in questi giorni non ho un minuto per me e per le mie cose ... il calzolaio va sempre con le scarpe rotte, insomma (e meno male, così posso andare scalzo ...).
Ho scremato il centinaio circa di fotografie (alcune erano doppie) scattate sia a Padova che a Venezia, le ho salvate su un cd pronto per la spedizione. Ottenuti i dovuti permessi lo faccio imballare e volerà quanto prima con destinazione Quartu ...non preoccupatevi!
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Re: Cinque alieni sbarcano sul pianeta Padova - prima parte

Messaggio  Andrea77 il Mar Giu 10 2008, 22:47

molti di voi parlano da gimnopodisti navigati, ma penso che pratichino questa attività in una nicchia ambientale estremamente limitata: marce della pace (di scalzi se ne vedono), pellegrinaggi (eh, per forza), cene fra amici (che già sanno delle nostre abitudini), ma non hanno la minima idea di cosa voglia dire farlo in contesti ambientali dove sono degli zeri assoluti.
-----------
Ho il vago sospetto che si parli di me...
Ma io ho sempre dichiarato di andare scalzo saltuariamente e solo in precise circostanze x me congeniali.
Ho sempre detto che nn voglio che si sappia di questo che io considero un hobby e nn uno stile di vita e ne ho spiegato le motivazioni anche se nn vengono accettate o comprese.
Detto questo io vorrei essere libero di andare scalzo quando mi pare senza dove render conto a nessuno se altrove mi calzo.
Se poi x questo nn vengo ritenuto un vero barefooter amen.
Come ho altre volte spiegato la mia passione primaria è la montagna. Ora sto facendo un corso d'alpinismo e di conseguenza se ho preso tale impegno nn voglio saltare le lezioni anche se mi piacerebbe, credimi, venire alle vostre gite.
L'estate è l'unico periodo in cui posso fare certe gite su ghiaccio mentre una gita scalza la posso fare anche in primavera ed autunno.
Mi dispiace che questo mio modo di pensare possa irritare qualcuno.
Ciao
Andrea
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Messaggio  lucignolo il Mar Giu 10 2008, 23:33

Andrea77 ha scritto:Ho il vago sospetto che si parli di me...
Eccone un altro!
Olà, ragazzi, cos'é, un epidemia?
Allora, anche tu, metti un po' di sale in zucca e prova a ragionare: quante volte sei uscito scalzo? Tantissime.
Hai bisogno di dimostrare qualcosa? Mi sembra di no.
Quante escursioni puoi vantare, le riesci a contare?
Allora, perchè ti metti in causa?
Insomma, bene o male gli scalzisti attivi sono sempre quelli, come una manciata sono quelli che scrivono almeno ogni tanto.
C'è un piccolo esercito silenzioso che stenta ostinatamente a venire alla ribalta.
Avanti il prossimo.
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Re: Cinque alieni sbarcano sul pianeta Padova - prima parte

Messaggio  bfpaul il Mar Giu 10 2008, 23:57

lucignolo ha scritto:
bfpaul ha scritto:Questa non l'ho capita. Io faccio il bambino?
A parte che sono più vecchio e mi verrebbe difficile, non credo di avere questo atteggiamento ....
Paolo, mi meraviglio di te per certi fraintendimenti!
O ho cominciato a scrivere in qualche lingua straniera o si fa finta di non capire.
Mi sto riferendo agli atteggiamenti risentiti per delle cose di poco conto da parte di persone adulte che dovrebbero saper soppesare le parole indirizzate a chi si fa pregare e strapregare per un incontro, anche uno soltanto in un anno.
Considerando come tu stesso solleciti incontri fra barefooters, considerando gli esasperanti buchi nell'acqua che si continuano a fare, mi stupisco come non si voglia accettare qualche pubblica critica.
E guarda caso c'è sempre qualcuno che si sente tirato direttamente in causa a sproposito.
Lo capirei da parte di chi ha la coda di paglia, ma da parte di un gimnopodista consolidato......beh, la cosa mi lascia un poco perplesso.
L'occasione per esprimere il mio rammarico la colgo quando posso e sulla base di un post che mi ispira; pensavo che persone intelligenti quali vi considero, perdonatemi se sbaglio, sapessero cogliere al volo certe differenze.
Da parte tua, poi, resto basito.

Beh, era chiaro che non parlavi di me.
Ma ti riferivi a qualcuno, visto che dici "c'è sempre qualcuno che si sente tirato direttamente in causa a sproposito" o parlavi così, in generale?

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Re: Cinque alieni sbarcano sul pianeta Padova - prima parte

Messaggio  Federico il Mer Giu 11 2008, 13:48

Lucignolo ha scritto: Paolo, mi meraviglio di te per certi fraintendimenti!
Sì, infatti! L'avevo capito benissimo anch'io che il nuovo epiteto sgarbato era riferito naturalmente a me e a "quelli come me".

Lucignolo ha scritto:persone adulte che dovrebbero saper soppesare le parole indirizzate a chi si fa pregare e strapregare per un incontro, anche uno soltanto in un anno
Non capisco perché tutto questo interesse quasi morboso a pregare chiunque ad unirsi ai vostri raduni. E non capisco perché debba assumere tanto significato e tanta gravità il fatto che qualche membro del forum non abbia in animo di unirvisi, tanto più quando si abita all'estero, a centinaia di chilometri di distanza da essi, quando si è spiegato in tutte le salse il perché di questa preferenza e quando ci si è per il resto sempre comportati bene. Tra l'altro non vedo cosa un raduno debba "dimostrare": si può benissimo farsi vedere scalzi ad un raduno collettivo e poi portare le scarpe per tutto il resto della vita.

Lucignolo ha scritto:ma da parte di un gimnopodista consolidato......beh, la cosa mi lascia un poco perplesso
Si vede che sono un bambino piccolo, ma sinceramente tutte queste perplessità, ironie, sospetti e atmosfera poliziesca - di chi insinua a giorni alterni che gli altri raccontino "favolette" - mi hanno un po' stufato.
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Re: Cinque alieni sbarcano sul pianeta Padova - prima parte

Messaggio  lucignolo il Mer Giu 11 2008, 20:01

bfpaul ha scritto:Beh, era chiaro che non parlavi di me.
Si capiva benissimo?….. Very Happy
Certo che sei un bel furbacchione!
Il discorso è generale e rivolto ai più timorosi, ma si ispira all’esperienza di qualcuno e questo è il motivo di qualche fraintendimento.
Il tutto mira a contestare un pochino quelli che, a mio avviso, sono semplicemente dei pregiudizi:
se sei in gruppo la gente ti nota di più: in parte è vero, ma spero che i più timidi si rendano conto che camminare in solitaria non li rende meno criticabili e nemmeno più mimetizzati.
Dipende dal contesto, dall’abbigliamento e dalla diversa estroversione di un popolo.
Ho citato le marce della pace perché sono fra le manifestazioni in cui è più probabile fare qualche avvistamento; si è invogliati a fare altrettanto, ma ci si illude che sia facile.
Non è così in contesti più generali e di sicuro risulta più sopportabile subire sgradevoli situazioni se si è in compagnia.
L’abbigliamento ha la sua importanza, come ho già spiegato: trovarsi di fronte ad una persona scalza con un paio di pantaloni corti od a tre quarti di gamba fa percepire immediatamente qualsiasi anomalia degli arti inferiori; un paio di pantaloni lunghi e coprenti potrebbe indurre i distratti (e sono i più) che state indossando un paio di infradito.
Chi ha quest’ultima abitudine può essere indotto a pensare che la gente non veda, ma non ci si facciano troppe illusioni.
Il mondo è pieno di clamorosi esempi: vi demoliscono la porta di casa e nessuno ha sentito qualcosa, ma se vi portate a casa una donna di nascosto in piena notte, camminando in punta di piedi state pur certi che il giorno dopo lo saprà tutto il quartiere.
Hanno occhi e orecchie perfino i muri, perciò tanto vale agire allo scoperto: vi assicuro che vi sentirete meglio e parlo per esperienza personale (mi riferivo ai piedi nudi, non fraintendiamo).
Città ostili e amichevoli: non ci credo.
Cito CS, Federico, Andrea Grasselli, tanto per fare un esempio: loro hanno la fortuna di vivere in paesi che definirei amichevoli (o, perlomeno, indifferenti) verso i gimnopodisti.
Qui da noi la realtà è sostanzialmente diversa e credo che tutto “il mondo” italiano sia paese: forse il veneto esterna di più, forse il lombardo tace ed è meglio ignorare ciò che pensa realmente…..non saprei.
Ecco, quello che voglio dire è che credo di più ad un barefooter umile, che non esordisce con presentazioni enfatiche, ma che dice onestamente ciò che prova.
Non è una vergogna andare a piedi nudi, ma non è nemmeno una vergogna calzarsi se non ci si sente.
Ci sono passato anch’io e sono ancora lontano dalla libertà interiore.
Forse si tace perché si ha paura di fare brutta figura denunciando i propri timori, forse perché quando qualcuno vi spinge sull’orlo di quel trampolino così alto si prova una morsa di panico allo stomaco o semplicemente perché non si è poi così motivati.
Speravo che qualche scossone servisse a svegliare chi è paralizzato dall’uscire realmente allo scoperto, evitando di strisciare di notte lungo i muri o pensando di aver superato chissà quale traguardo uscendo scalzo quei tre minuti, magari nelle ore più deserte, a buttare il pattume.
E’ ben diverso camminare tra una folla di persone calzate che ti notano, le prime volte senti un brivido scorrerti lungo la schiena, poi tutto va meglio e ti senti molto più libero.
In compagnia, credetemi, è tutto più facile. Smile
La gita non è un rito e non lo deve diventare; noi del gruppo lombardo abbiamo scoperto un affiatamento insperato, ma avrebbe potuto accadere anche se non fossimo stati scalzisti.
Concludo: vi invito almeno una volta a provarci.
Nessuno vi manderà dei picchiatori a casa se non vorrete ripetere l’esperienza.
Non è un caso che chi ha già provato, prima o poi ci riprova.
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Messaggio  lucignolo il Mer Giu 11 2008, 21:05

Federico ha scritto:Sì, infatti! L'avevo capito benissimo anch'io che il nuovo epiteto sgarbato era riferito naturalmente a me e a "quelli come me".
Non me ne volere, ma non sono professionalmente qualificato per problemi di questo genere.
Federico ha scritto:Non capisco perché tutto questo interesse quasi morboso a pregare chiunque ad unirsi ai vostri raduni. E non capisco perché debba assumere tanto significato e tanta gravità il fatto che qualche membro del forum non abbia in animo di unirvisi, tanto più quando si abita all'estero
Eh, appunto, signor "so tutto io".
Spiegamelo tu, visto che ti sei tirato in ballo senza che nessuno te lo avesse chiesto.
Sappiamo benissimo dei problemi legati alla distanza, tanto è vero che nessuno pretende che un romano venga in Lombardia, ma nemmeno viceversa.
Aspettiamo volentieri Contessa Scalza, quando potrà e se verrà.
Jessica è venuta da Atlanta e mi dispiace di non averla potuta incontrare, però l'ammiro tantissimo.
Federico ha scritto:si può benissimo farsi vedere scalzi ad un raduno collettivo e poi portare le scarpe per tutto il resto della vita.
Non fare il sofista con me.
Tutto è opinabile.
Se dicessi che sei un fake, puoi addurmi prove contrarie?
Ti ha visto Daniela, ebbene potresti andare calzato per il resto dell'anno.
Federico ha scritto:Si vede che sono un bambino piccolo, ma sinceramente tutte queste perplessità, ironie, sospetti e atmosfera poliziesca - di chi insinua a giorni alterni che gli altri raccontino "favolette" - mi hanno un po' stufato.
Mi dispiace.
Beviti una camomilla.
Purtroppo non sono, lo ripeto, qualificato per questo tipo di problemi.
Ah, dimenticavo: non sentirti poi così offeso, dal momento che tu, per primo, nero su bianco, hai lanciato accuse di morbosità.
Poi Paolo Selis si arrabbierà, ma, con tutti i rispetti per lui, che è un grande, è bene che il popolo di internet si renda conto che siamo uomini fallibili, andiamo scalzi, non ci crediamo migliori degli altri e, talvolta, si possono vedere le cose sotto punti di vista diversi, senza contorcersi in preda alle convulsioni paranoiche.
Vuoi sapere come la penso, spassionatamente? Tu non conti un c...o, io (sottoscrivo) non conto un c...o.
Vuoi continuare o preferisci la pace?
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