Seguito del viaggio in India (considerazioni)

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Seguito del viaggio in India (considerazioni)

Messaggio  aldo1953 il Gio Ago 09 2012, 13:28

Avendo alcuni giorni ancora liberi e approfittando della bassa stagione abbiamo terminato la vacanza con cinque giorni alle Maldive. A metà del lunghissimo viaggio da Delhi (tre scali intermedi) metto le Luna nello zainetto deciso a non riportarle alla luce fino alla fine della vacanza. Ambiente in effetti ideale, isolotto di sabbia di neanche un chilometro per 300 metri, bungalows sul perimetro e area comune al centro con ristorante, bar e uffici. unica area pavimentata. Temperatura mai sotto i 32° Indovinate che è stato l' unico a stare sempre e comunque scalzo ? Facile vero ? Tutti, ma proprio tutti gli altri sempre in infradito in spiagga(morbidissima sabbia corallina) e con scarpe chiuse al buffet serale, luogo tra l' altro assolutamente informale per non dire squallidino come menù e ambiente. Il giorno della partenza viene il bello. io ovviamente sono deciso a stare scalzo fino alla Malpensa. mentre ci avviamo alla barca che ci porterà in aeroporto mia moglie dice "Allora, la vacanza è finita, rimettiti i sandali !" Ovvio che non ubbidisco (che discolo vero ?). In aeroporto sono chiaramente l' unico scalzo e la voce di prima mi sibila nell' orecchio "Rimettiti i sandali non vedi che ci guardano tutti ", data l' improbabilità del fatto, insisto e arriviamo al gate. Qui trovo altri due scalziste, purtroppo non mi sono di aiuto, si tratta di due ragazze tedesche che dal tono di voce e dalle risate devono avere dato fondo al frigobar prima di partire, così l' uguaglianza scalzo=maleducato si rafforza. Allo scalo di Doha accade un episodio divertente ma anch' esso indicativo : sto passeggiando scalzo nel Duty quando vengo circondato da quattro ragazzini che si sbellicano dalle risate indicando i miei piedi, arriva la mamma, nel vestito nero ma a volto scoperto e anche lei partecipa alla ilarità. ma che ci sarà da ridere.... Poi alla Malpensa mi rimetto le Luna, mia moglie ha patito già troppo disagio.
Perchè racconto tutto questo ? Perchè è la prova provata che l' imprinting della scarpa esula da esigenze fisiche o sociali (inesistenti su un isolotto di sabbia o in un aeroporto intercontinentale che sono i non luoghi più non luoghi che ci siano) ma è invece impresso nella nostra mente al punto che la sua assurdità scompare nella consuetudine e a questi punto mi pare che la lotta sia davvero dura.

aldo1953

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Re: Seguito del viaggio in India (considerazioni)

Messaggio  Alexey il Gio Ago 09 2012, 20:33

Ciao Aldo, bentornato!!
Eh si, l' India e gli altri paesi che si stanno "occidentalizzando" guarda alla scarpa come status symbol, l' uscita dalla povertà, per cui è nomale che la nuova classe "benestante" veda con disprezzo lo spettro di povertà simbolizzato anche dalla mancanza di oggetti quali le scarpe, secondo quanto imposto dal modello occidentale.
Però si può anche vedere da un' altro punto di vista: se uno di loro ti sbeffeggia perchè sei scalzo, puoi metterlo a tacere spiegando che noi le scarpe possiamo permettercele ormai da molti decenni, per cui sono ormai "superate" e siamo troppo avanti per loro che le devono ancora conquistare, come dire: voi ve la menate per aver conquistato una cosa ormai superata di cui noi non abbiamo più bisogno, puoi metterla sul ridere con tono scherzoso... Inutile sarebbe invece parlare con loro dei benefici e dei piaceri dello scalzismo, quello lo possiamo fare con gli occidentali, con loro occorrono battute che li mettano a tacere.
Come già discusso in molti post, non dobbiamo stupirci che "qualcuno" ci disprezzi o rida di noi, d' altronde è un comportamento non usuale, ma possiamo fare anche il ragionamento inverso: quante persone abbiamo incontrato durante il nostro giro scalzi? Quante veramente hanno avuto reazioni di disapprovazione o scherno plateali? Questo cercando di stare il più naturale possibli, perchè se forziamo troppo ne troveremo di più di quanti ne troveremmo cercando di comportarci "normalmente".
Di solito se passiamo una giornata scalzi incontriamo diverse centinaia di persone, quindi se esaminiamo con razionalità, la percentuale è molto bassa.
Io ad esempio sono stato in vacanza per quasi 2 settimane lasciando le infra direttamente a casa e non ho incontrato nessuna obiezione, nessuna brutta occhiata, nessun commento e ho incontrato migliaia di persone.
Poi è anche vero che la nostra mente registra di più le esperienze negative che quelle positive, e questo anche perchè c' è sempre quella vocina dentro di noi che ci fa sentire colpevoli.
L' unico modo per diventare più "normali" è farsi conoscere, vedere e spiegare quando serve, promuovendo questo stile di vita che è in realtà il più naturale del mondo.











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Alexey

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