Berlino: musei e battaglie perse—ma la guerra non è finita

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Berlino: musei e battaglie perse—ma la guerra non è finita

Messaggio  october il Ven Ago 24 2012, 18:00

Berlino: non c'ero mai stato prima e la trovo parecchio interessante. Tralascio le questioni turistiche.

Ieri: giornata di sole senza troppo caldo, ho camminato in maniera esagerata—non subito scalzo, perché volevo avere prima un'impressione della città, ma poi scalzo perché le Havaianas mi stavano distruggendo (anche se sono la mia unica calzatura da giugno a settembre, le porto pochissimo e la cosa si fa sentire). Tasso di barefooter elevato: ho avvistato almeno sei persone, sia occasionali (gente con le scarpe in mano), sia chiaramente regolari (un tipo in bici con le piante nere), e anche bambini (con supervisione). Ho fatto un po' di campagna pro-barefooting con vari amici di amici. Tutti italiani, tutti più ricettivi della media italiana, nessuno che mi abbia dato del matto.

Oggi: pioggia, 15-16 gradi, io sempre scalzo. Nel primo pomeriggio vado all'Altes Museum e compro il biglietto per tre giorni. Quando entro la guardia mi dice che è verboten. Penso che siamo alle solite, e con sorrisi e fermezza le chiedo perché ("Perché è verboten", bella risposta), e poi di parlare con qualcuno che comandi e che soprattutto parli inglese. Per farla breve: parlo con altre due persone, il secondo delle quali parla un vago inglese e mi dice che è verboten per ragioni di sicurezza (in particolare il possibile minuscolo gradino sulla soglia di ogni stanza). Mi dicono che è scritto nel regolamento. Leggo il regolamento, che sotto "sicurezza" non parla per nulla di scarpe o piedi nudi. Lo faccio notare, e mi dicono che devo fare quello che mi dicono le guardie (cosa che invece è scritta nel regolamento).

Bene, considero la battaglia persa (anche se non ho mai perso né calma né sorriso), e chiedo e ottengo il rimborso dei 19 euro. Mi danno anche due cartoline per il reclamo senza che neppure le abbia chieste, su cui c'è anche un indirizzo e-mail. Esco, e direttamente dai gradini dell'Altes Museum mando un'e-mail dettagliata, dicendo che sarò in città fino al 28 e che non mi sembra il caso non riuscire a vedere i musei perché tre burocrati si inventano le regole. Aggiungo che a) se le regole esistono, devono essere scritte, e che se non sono scritte non esistono; b) che io dovrò anche seguire gli ordini delle guardie, ma loro non hanno alcun diritto di inventarsi delle regole se non esistono; c) che se il museo è davvero così pericoloso dovrebbe essere chiuso per mancanza dei requisiti di sicurezza (solito discorso).

Confido nel fatto che i tedeschi prima o poi rispondano. In caso contrario telefonerò. Mi pare il minimo per sostenere la causa.

october

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Re: Berlino: musei e battaglie perse—ma la guerra non è finita

Messaggio  Rei il Ven Ago 24 2012, 19:15

october ha scritto:Esco, e direttamente dai gradini dell'Altes Museum mando un'e-mail dettagliata, dicendo che sarò in città fino al 28 e che non mi sembra il caso non riuscire a vedere i musei perché tre burocrati si inventano le regole. Aggiungo che a) se le regole esistono, devono essere scritte, e che se non sono scritte non esistono; b) che io dovrò anche seguire gli ordini delle guardie, ma loro non hanno alcun diritto di inventarsi delle regole se non esistono; c) che se il museo è davvero così pericoloso dovrebbe essere chiuso per mancanza dei requisiti di sicurezza (solito discorso).

Confido nel fatto che i tedeschi prima o poi rispondano. In caso contrario telefonerò. Mi pare il minimo per sostenere la causa.
I tedeschi rispondono.
Sono tedeschi.
Immagino che fra qualche giorno ci saranno tre posti di lavoro liberi in quel museo, se a qualcuno interessa.
Tienici informati.

Comunque hai fatto bene: tolleranza zero con i rompiscalzi.
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Re: Berlino: musei e battaglie perse—ma la guerra non è finita

Messaggio  october il Ven Ago 24 2012, 19:23

Rei ha scritto:
Immagino che fra qualche giorno ci saranno tre posti di lavoro liberi in quel museo, se a qualcuno interessa.

Solo dopo la lunga notte dei musei, che è domani sera. Prima mi sa che non si possano permettere di licenziare nessuno.

Ho chiesto il nome del tipo per vedere se aveva qualche reazione, ma devo dire che non ha fatto una piega. Tu sei ottimista, però. Mi piace.

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Re: Berlino: musei e battaglie perse—ma la guerra non è finita

Messaggio  bfpaul il Sab Ago 25 2012, 11:15

october ha scritto:Berlino: non c'ero mai stato prima e la trovo parecchio interessante. Tralascio le questioni turistiche.

Ieri: giornata di sole senza troppo caldo, ho camminato in maniera esagerata—non subito scalzo, perché volevo avere prima un'impressione della città, ma poi scalzo perché le Havaianas mi stavano distruggendo (anche se sono la mia unica calzatura da giugno a settembre, le porto pochissimo e la cosa si fa sentire). Tasso di barefooter elevato: ho avvistato almeno sei persone, sia occasionali (gente con le scarpe in mano), sia chiaramente regolari (un tipo in bici con le piante nere), e anche bambini (con supervisione). Ho fatto un po' di campagna pro-barefooting con vari amici di amici. Tutti italiani, tutti più ricettivi della media italiana, nessuno che mi abbia dato del matto.

Oggi: pioggia, 15-16 gradi, io sempre scalzo. Nel primo pomeriggio vado all'Altes Museum e compro il biglietto per tre giorni. Quando entro la guardia mi dice che è verboten. Penso che siamo alle solite, e con sorrisi e fermezza le chiedo perché ("Perché è verboten", bella risposta), e poi di parlare con qualcuno che comandi e che soprattutto parli inglese. Per farla breve: parlo con altre due persone, il secondo delle quali parla un vago inglese e mi dice che è verboten per ragioni di sicurezza (in particolare il possibile minuscolo gradino sulla soglia di ogni stanza). Mi dicono che è scritto nel regolamento. Leggo il regolamento, che sotto "sicurezza" non parla per nulla di scarpe o piedi nudi. Lo faccio notare, e mi dicono che devo fare quello che mi dicono le guardie (cosa che invece è scritta nel regolamento).

Bene, considero la battaglia persa (anche se non ho mai perso né calma né sorriso), e chiedo e ottengo il rimborso dei 19 euro. Mi danno anche due cartoline per il reclamo senza che neppure le abbia chieste, su cui c'è anche un indirizzo e-mail. Esco, e direttamente dai gradini dell'Altes Museum mando un'e-mail dettagliata, dicendo che sarò in città fino al 28 e che non mi sembra il caso non riuscire a vedere i musei perché tre burocrati si inventano le regole. Aggiungo che a) se le regole esistono, devono essere scritte, e che se non sono scritte non esistono; b) che io dovrò anche seguire gli ordini delle guardie, ma loro non hanno alcun diritto di inventarsi delle regole se non esistono; c) che se il museo è davvero così pericoloso dovrebbe essere chiuso per mancanza dei requisiti di sicurezza (solito discorso).

Confido nel fatto che i tedeschi prima o poi rispondano. In caso contrario telefonerò. Mi pare il minimo per sostenere la causa.
Stra-bravo, così si fa Twisted Evil
E mo' vediamo cosa succede.
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Re: Berlino: musei e battaglie perse—ma la guerra non è finita

Messaggio  lucignolo il Sab Ago 25 2012, 11:42

october ha scritto:Oggi: pioggia, 15-16 gradi, io sempre scalzo. Nel primo pomeriggio vado all'Altes Museum e compro il biglietto per tre giorni. Quando entro la guardia mi dice che è verboten. Penso che siamo alle solite, e con sorrisi e fermezza le chiedo perché ("Perché è verboten", bella risposta), e poi di parlare con qualcuno che comandi e che soprattutto parli inglese. Per farla breve: parlo con altre due persone, il secondo delle quali parla un vago inglese e mi dice che è verboten per ragioni di sicurezza (in particolare il possibile minuscolo gradino sulla soglia di ogni stanza). Mi dicono che è scritto nel regolamento. Leggo il regolamento, che sotto "sicurezza" non parla per nulla di scarpe o piedi nudi. Lo faccio notare, e mi dicono che devo fare quello che mi dicono le guardie (cosa che invece è scritta nel regolamento).
Ecco, sono queste le cose che preoccupano di più, cioè il fatto di educare le persone a tollerare sempre e comunque il potere di chi porta una qualsiasi divisa, invece di considerarle persone al servizio del cittadino e pronte a far rispettare le regole quando ignorarle significa violare la legge, non rispettare la libertà altrui e mettersi in situazioni di pericolo obiettivo a causa di comportamenti innegabilmente controproducenti.
Ora, sui battelli del NaviGarda , sui quali, lo ripeto per chi non avesse letto il mio post, non esiste alcun regolamento che vieta di salirci a piedi nudi, ho visto decine di calzati inciampare costantemente in quei famosi gradinetti che ci sono alla base di ogni porta e che servono, credo, ad impedire l'entrata dell'acqua a porte chiuse.
Quindi, il pericolo, in sé, è rappresentato dalla presenza di queste piccole barriere e non dal fatto che si sia scalzi o calzati.
Allora potremmo dire che sono necessarie scarpe robuste e protettive perché ci sono le scale, i marciapiedi ed i tombini.
E sono anche convinto che se quelle persone fossero state tutte a piedi nudi non si sarebbero mai inciampate nei rialzi che vi ho detto, per le ragioni che sapete già.
Mi lascia basito il comportamento dei guardiani tedeschi ed ancora di più il paragrafo del regolamento che impone esplicitamente di fare quello che dicono le guardie.
Una sorta di dictat locale che è contro ogni logica del Diritto.
Rei ha scritto:Immagino che fra qualche giorno ci saranno tre posti di lavoro liberi in quel museo, se a qualcuno interessa.
Forse sei un po' troppo ottimista.
Sembra che la calzatura, anche se in misura diversa da paese a paese, sia riuscita ad imporsi con prepotenza persino nei paesi del nord Europa e che l'insofferenza non si possa più attribuire a quel paese e non all'altro; insomma, torna a far spuntare la propria testa in ogni luogo.
Però comincio a crederti un po' di più, Rei (sto invecchiando?), perciò mi auguro davvero che i tedeschi si comportino come ci aspettiamo.
Se non lo faranno, beh, allora questo rappresenterà un segnale di pericolo per noi anche a livello europeo e che ci indicherà che la salita da affrontare è molto più ripida e lunga di quello che ci aspettavamo.
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Re: Berlino: musei e battaglie perse—ma la guerra non è finita

Messaggio  lucignolo il Sab Ago 25 2012, 11:51

Un breve commento su questi eventi avversi.
Sono davvero contento che fra le nostre file ci siano persone determinate, arrabbiate e con molta voglia di fare.
Sono, perlopiù, giovani e mi auguro che altri ne arrivino.
Mi auguro solo che siano sempre altrettanto bravi ed equilibrati. Wink
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Re: Berlino: musei e battaglie perse—ma la guerra non è finita

Messaggio  october il Sab Ago 25 2012, 12:11

Oggi, però, mi sono messo le infradito prima di entrare allo Jüdisches Museum. Non tanto per cedere prima ancora di provarci, ma perché sono così ostinato che piuttosto che tirare fuori le infradito a comando (che peraltro ieri non avevo con me) preferisco andarmene. E un museo o due vorrei fare in modo di vederli (capirete anche voi).

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Re: Berlino: musei e battaglie perse—ma la guerra non è finita

Messaggio  lucignolo il Sab Ago 25 2012, 12:39

october ha scritto:Oggi, però, mi sono messo le infradito prima di entrare allo Jüdisches Museum. Non tanto per cedere prima ancora di provarci, ma perché sono così ostinato che piuttosto che tirare fuori le infradito a comando (che peraltro ieri non avevo con me) preferisco andarmene. E un museo o due vorrei fare in modo di vederli (capirete anche voi).
In questo mi assomigli molto.
Se qualcuno mi impone di ricalzarmi mi inc...o come una iena e rimango tale per luuuungo tempo.
Perciò, se proprio una cosa mi interessa, cerco di prevenire.
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Re: Berlino: musei e battaglie perse—ma la guerra non è finita

Messaggio  Rei il Sab Ago 25 2012, 18:59

lucignolo ha scritto:
Rei ha scritto:Immagino che fra qualche giorno ci saranno tre posti di lavoro liberi in quel museo, se a qualcuno interessa.
Forse sei un po' troppo ottimista.
Sembra che la calzatura, anche se in misura diversa da paese a paese, sia riuscita ad imporsi con prepotenza persino nei paesi del nord Europa e che l'insofferenza non si possa più attribuire a quel paese e non all'altro; insomma, torna a far spuntare la propria testa in ogni luogo.
Però comincio a crederti un po' di più, Rei (sto invecchiando?), perciò mi auguro davvero che i tedeschi si comportino come ci aspettiamo.
Se non lo faranno, beh, allora questo rappresenterà un segnale di pericolo per noi anche a livello europeo e che ci indicherà che la salita da affrontare è molto più ripida e lunga di quello che ci aspettavamo.
Sai, è tutta questione di percezione: ogni giorno, nel modo, decine (centinaia?, migliaia? magari!) di persone entrano in musei, esercizi commerciali e luoghi più o meno pubblici senza che nessuno obbietti. Però se uno di noi trova un trio di deficienti (che, insisto, da domani, dopo "la lunga notte dei musei" rischiano seriamente il posto) ha l'impressione che l'intolleranza dilaghi.
Prendiamo come esempio i Comuni italiani:ce ne sono 8.092 di cui 6 (o meno, non ricordo)) hanno divieti. Diciamo che altri due lo hanno fatto senza che noi lo sapessimo e siamo a 8 (per eccesso).
UNO SU MILLE!
Scarso, per giunta.
Il punto è che percepisci di più la "persecuzione" dei 6 (circa) che proibiscono piuttosto che la permissività (o indifferenza) degli altri 8.086.
OTTOMILAOTTANTASEI!
Io invece, che per lavoro studio e in un certo senso manipolo la percezione, non ci casco e mi attengo ai fatti ed ai numeri.
Ecco perché sono ottimista.


Ultima modifica di Rei il Sab Ott 13 2012, 15:30, modificato 1 volta
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Re: Berlino: musei e battaglie perse—ma la guerra non è finita

Messaggio  october il Mer Ago 29 2012, 11:31

Per ora non ho ricevuto risposta alla mia e-mail. Anche se sono di nuovo in Italia, credo che darò un colpo di telefono. In alternativa o in aggiunta—lo chiedo a chi ha avuto esperienze del genere—ha senso mandare una lettera per posta normale?

october

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Re: Berlino: musei e battaglie perse—ma la guerra non è finita

Messaggio  aldo1953 il Mer Ago 29 2012, 11:34

Berlino: non c'ero mai stato prima e la trovo parecchio interessante. Tralascio le questioni turistiche.

Ieri: giornata di sole senza troppo caldo, ho camminato in maniera esagerata—non subito scalzo, perché volevo avere prima un'impressione della città, ma poi scalzo perché le Havaianas mi stavano distruggendo (anche se sono la mia unica calzatura da giugno a settembre, le porto pochissimo e la cosa si fa sentire). Tasso di barefooter elevato: ho avvistato almeno sei persone, sia occasionali (gente con le scarpe in mano), sia chiaramente regolari (un tipo in bici con le piante nere), e anche bambini (con supervisione). Ho fatto un po' di campagna pro-barefooting con vari amici di amici. Tutti italiani, tutti più ricettivi della media italiana, nessuno che mi abbia dato del matto.

Oggi: pioggia, 15-16 gradi, io sempre scalzo. Nel primo pomeriggio vado all'Altes Museum e compro il biglietto per tre giorni. Quando entro la guardia mi dice che è verboten. Penso che siamo alle solite, e con sorrisi e fermezza le chiedo perché ("Perché è verboten", bella risposta), e poi di parlare con qualcuno che comandi e che soprattutto parli inglese. Per farla breve: parlo con altre due persone, il secondo delle quali parla un vago inglese e mi dice che è
october ha scritto: verboten per ragioni di sicurezza (in particolare il possibile minuscolo gradino sulla soglia di ogni stanza). Mi dicono che è scritto nel regolamento. Leggo il regolamento, che sotto "sicurezza" non parla per nulla di scarpe o piedi nudi. Lo faccio notare, e mi dicono che devo fare quello che mi dicono le guardie (cosa che invece è scritta nel regolamento).

Bene, considero la battaglia persa (anche se non ho mai perso né calma né sorriso), e chiedo e ottengo il rimborso dei 19 euro. Mi danno anche due cartoline per il reclamo senza che neppure le abbia chieste, su cui c'è anche un indirizzo e-mail. Esco, e direttamente dai gradini dell'Altes Museum mando un'e-mail dettagliata, dicendo che sarò in città fino al 28 e che non mi sembra il caso non riuscire a vedere i musei perché tre burocrati si inventano le regole. Aggiungo che a) se le regole esistono, devono essere scritte, e che se non sono scritte non esistono; b) che io dovrò anche seguire gli ordini delle guardie, ma loro non hanno alcun diritto di inventarsi delle regole se non esistono; c) che se il museo è davvero così pericoloso dovrebbe essere chiuso per mancanza dei requisiti di sicurezza (solito discorso).

Confido nel fatto che i tedeschi prima o poi rispondano. In caso contrario telefonerò. Mi pare il minimo per sostenere la causa.


Il fatto che si debba in ogni caso rispettare la volontà delle guardie è presente in quasi tutti i regolamenti, un po' per rafforzare la loro autorità e un po' per metterti comunque in partenza dalla parte del torto se non lo fai. Ad esempio l' articolo del codice stradale che recita che il conducente deve comunque comportarsi in modo da evitare un incidente permette di attribuire a chiunque un minimo di concorso di colpa, con grande gioia delle assicurazioni. Così, anche se il pericolo di farti male era inesistente, tu dovevi comunque stare all' arbitrio della guardia. Tutto lì.



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Re: Berlino: musei e battaglie perse—ma la guerra non è finita

Messaggio  lucignolo il Ven Ago 31 2012, 00:15

aldo1953 ha scritto:Il fatto che si debba in ogni caso rispettare la volontà delle guardie è presente in quasi tutti i regolamenti, un po' per rafforzare la loro autorità e un po' per metterti comunque in partenza dalla parte del torto se non lo fai. Ad esempio l' articolo del codice stradale che recita che il conducente deve comunque comportarsi in modo da evitare un incidente permette di attribuire a chiunque un minimo di concorso di colpa, con grande gioia delle assicurazioni. Così, anche se il pericolo di farti male era inesistente, tu dovevi comunque stare all' arbitrio della guardia. Tutto lì.
Non sono affatto d'accordo.
Gli agenti sono li per far rispettare la legge e non le seghe mentali, altrimenti si sconfina nell'abuso di potere.
In quanto al concorso di colpa è chiaro il nesso stretto con il buon senso che, troppo spesso, viene lasciato nel cassetto di casa.
Se una pedone attraversa la strada al di fuori del passaggio pedonale o col rosso, non è che hai ragione al 100% perché lui ha infranto il codice della strada, perché quest'ultimo dice anche che, qualora si ravvisi una situazione di pericolo, si deve rallentare ed all'occorrenza fermarsi. Non ci vuole un genio per capirlo.
E non è che perché uno ha torto lo devi ammazzare, con i ringraziamenti della comunità.
Tutte cose, comunque, che poco hanno a che fare con i giochi assicurativi e con gli abusi di potere di chi pensa di essere al di sopra della legge.
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Messaggio  aldo1953 il Ven Ago 31 2012, 12:14

lucignolo ha scritto:
aldo1953 ha scritto:Il fatto che si debba in ogni caso rispettare la volontà delle guardie è presente in quasi tutti i regolamenti, un po' per rafforzare la loro autorità e un po' per metterti comunque in partenza dalla parte del torto se non lo fai. Ad esempio l' articolo del codice stradale che recita che il conducente deve comunque comportarsi in modo da evitare un incidente permette di attribuire a chiunque un minimo di concorso di colpa, con grande gioia delle assicurazioni. Così, anche se il pericolo di farti male era inesistente, tu dovevi comunque stare all' arbitrio della guardia. Tutto lì.
Non sono affatto d'accordo.
Gli agenti sono li per far rispettare la legge e non le seghe mentali, altrimenti si sconfina nell'abuso di potere.
In quanto al concorso di colpa è chiaro il nesso stretto con il buon senso che, troppo spesso, viene lasciato nel cassetto di casa.
Se una pedone attraversa la strada al di fuori del passaggio pedonale o col rosso, non è che hai ragione al 100% perché lui ha infranto il codice della strada, perché quest'ultimo dice anche che, qualora si ravvisi una situazione di pericolo, si deve rallentare ed all'occorrenza fermarsi. Non ci vuole un genio per capirlo.
E non è che perché uno ha torto lo devi ammazzare, con i ringraziamenti della comunità.
Tutte cose, comunque, che poco hanno a che fare con i giochi assicurativi e con gli abusi di potere di chi pensa di essere al di sopra della legge.

No un genio non lo sono di sicuro, soprattutto per la mia abilità estrema a non farmi capire. Gli agenti sono persone dedite al loro difficile lavoro (ne conosco molti e conosco anche i loro sacrifici) e come in tutti i campi c' è il meglio e c' è il "meno meglio". Non incito nessuno a fare stragi di pedoni (categoria della quale faccio parte spesso e volentieri anch 'io), e di solito il buon senso cerco di utilizzarlo. Intendevo soltanto dire che non sempre il fatto di avere una certa autorità ti rende sempre e comunque infallibile .

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Re: Berlino: musei e battaglie perse—ma la guerra non è finita

Messaggio  lucignolo il Ven Ago 31 2012, 21:24

aldo1953 ha scritto:Intendevo soltanto dire che non sempre il fatto di avere una certa autorità ti rende sempre e comunque infallibile.
E questo non lo si capiva bene.
È proprio per questo che non possiamo calare le braghe ogni volta che abbaia un'idiota con la divisa.
Diciamo spesso che siamo in pochi, ma non dimentichiamo che, per esempio, ci sono singole persone che hanno avuto il coraggio di ricorrere contro i Multafot o gli Autovelox truccati, che riempivano le casse di comuni a dir poco truffaldini.
Poi sono arrivate centinaia di denunce ed è scoppiato il bubbone.
Non sempre i ricorsi li possono fare solo i ricchi, è che siamo abituati, da popolo dominatore a popolo a novanta gradi, a farci inchiappettare (con licenza parlando) da ogni individuo che indossi una parvenza di divisa.
Semplifico, ma è così che poi si tollerano le dittature, subdole od esplicite che siano.
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Re: Berlino: musei e battaglie perse—ma la guerra non è finita

Messaggio  Rei il Sab Ott 13 2012, 15:28

october ha scritto:Mi danno anche due cartoline per il reclamo senza che neppure le abbia chieste, su cui c'è anche un indirizzo e-mail. Esco, e direttamente dai gradini dell'Altes Museum mando un'e-mail dettagliata, dicendo che sarò in città fino al 28 e che non mi sembra il caso non riuscire a vedere i musei perché tre burocrati si inventano le regole. Aggiungo che a) se le regole esistono, devono essere scritte, e che se non sono scritte non esistono; b) che io dovrò anche seguire gli ordini delle guardie, ma loro non hanno alcun diritto di inventarsi delle regole se non esistono; c) che se il museo è davvero così pericoloso dovrebbe essere chiuso per mancanza dei requisiti di sicurezza (solito discorso).

Confido nel fatto che i tedeschi prima o poi rispondano. In caso contrario telefonerò. Mi pare il minimo per sostenere la causa.
Hanno risposto?
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Re: Berlino: musei e battaglie perse—ma la guerra non è finita

Messaggio  october il Lun Ott 15 2012, 21:52

Non hanno risposto, e non ho ancora avuto tempo/modo (e anche voglia, a dire il vero) di telefonare. Ma ci pensavo proprio un paio di giorni fa.

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Re: Berlino: musei e battaglie perse—ma la guerra non è finita

Messaggio  Rei il Lun Ott 15 2012, 23:39

october ha scritto:Non hanno risposto...
Anni fa, un dirigente, italiano, della sede italiana di una multinazionale non rispose ad una mie email.
Rintracciai nome ed indirizzo elettronico del suo superiore, poi mandai a lui e per conoscenza al superiore una nuova email che cominciava così:
"La mia mamma mi ha insegnato che è buona educazione rispondere alle lettere, anche quelle elettroniche..."
e finiva con un copia ed incolla (con data in evidenza) della vecchia email spedita.
Ebbi due risposte prima che finisse la giornata lavorativa.
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Re: Berlino: musei e battaglie perse—ma la guerra non è finita

Messaggio  october il Ven Ott 19 2012, 20:01

Potrei anche fare così. Non dovrebbe essere difficile trovare un indirizzo e-mail più dirigenziale di quello di servizio.

october

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a piedi nudi in Musei e in altri posti "sensibili"

Messaggio  lucione il Dom Nov 04 2012, 13:33

Perché arrabbiarsi? Perché perdere tempo a mandare mail di protesta, alle quali nessuno risponderà?
Io faccio così: provo una prima volta ad entrare a piedi nudi. Se mi fermano, tento di discutere (solo un pò). Poi cavo fuori le infradito, entro e... me le tolgo una volta girato l'angolo!
Scenario 2: Alternativa alle flip flop. Mi fermano, discuto, dico ok va bene, esco, metto su le "scarpe-non-scarpe" (ne ho diversi tipi, tutti home made), poi rientro e di solito non mi dicono più nulla. A quel punto le lascio su perché di fatto sono a piedi nudi.
Piccolo inciso (so che qualcuno si arrabbierà anche se non capisco il perché): se so di voler andare in posti "sensibili" (cioè dove di solito non si gira a piedi nudi) cerco una fontana o qualcosa del genere, lavo i piedi per come posso e riesco, poi mi presento dove voglio entrare e vedo come va (vedi sopra). Che piaccia o no, con i piedi puliti (o quasi...) c'est plus facile, siamo più accettati!!!
Un saluto calzato (vista la temperatura che ormai c'è a Milano!).
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Re: Berlino: musei e battaglie perse—ma la guerra non è finita

Messaggio  Elan il Dom Nov 04 2012, 19:48

Il tuo approccio mi sembra molto sano e pragmatico ... perchè mai qualcuno dovrebbe arrabbiarsi?
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Re: Berlino - musei e battaglie perse

Messaggio  lucione il Lun Nov 05 2012, 06:52

... perché ogni tanto qualcuno salta su a dire: "Che? Tu dici di essere a tuo agio solo se hai i piedi puliti? Allora cosa vuol dire, che noi siamo dei barboni perché ostentiamo le nostre belle suole nere nere"? O qualcosa del genere.
Sai, quando scrivi/rispondi ad un Forum, non hai un interlocutore diretto o quantomeno non ne hai uno solo, per cui la vai a dire "verde" dove magari altri intendono solo "rosso"... allora dici "sì, in effetti anche rosso..." ma poi uno ti insulta dicendo: "Stai offendendo il giallo?" e via così sino a che tu saluti, ringrazi e abbandoni (per qualche mese) il Forum.
Ma guarda, io non faccio testo, vado in giro (appena posso e appena le condizioni meteo me lo consentono) a piedi nudi da troppi anni.
E giro pure con di buffi anellini (50!) alle dita dei piedi (oro e argento) perché credo migliorare il contatto elettrico col suolo scarichi le tensioni e allontani gli stati negativi del nostro corpo. Non sono il solo a dire questo, ci sono libri e libri sull'argomento.
Ma sai le risate quando passo i controlli di sicurezza nei vari aeroporti nel mondo? Le macchine si mettono a suonare neanche avessi un mitra sotto la camicia!
Del resto, ognuno giustamente vive il proprio scalzismo come se la sente in quel momento o come glielo suggerisce la propria personalità.
Una buona giornata!
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Re: Berlino: musei e battaglie perse—ma la guerra non è finita

Messaggio  Rei il Lun Nov 05 2012, 07:22

lucione ha scritto:ci sono libri e libri sull'argomento.
Sulle cui basi scientifiche ci sarebbe da discutere...
Una cosa però è certa: camminare scalzi, anellini o meno, dona sensazioni e stimoli a cui un calzato è, purtroppo per lui, cieco.
Questo è il vero beneficio che scarica le tensioni (psicologiche, non elettriche) ed allontana, paranoici esclusi, gli stati negativi della nostra mente.
E questa positività mentale si riflette anche sulla salute del nostro corpo, ed aggiungendosi agli effetti positivi (corretta postura, stimolazione del sistema immunitario, buona circolazione sanguigna), migliora la salute delle persone scalze.
Se poi portare gli anellini ti migliora l'umore e la sicurezza di sé, con ulteriori effetti positivi sulla mente e di conseguenza sulla salute del corpo, ben vengano.
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Re: Berlino: musei e battaglie perse—ma la guerra non è finita

Messaggio  lucione il Lun Nov 05 2012, 08:25

perfettamente d'accordo!
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