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Messaggio  Rei il Dom Gen 27 2013, 17:44

Prologo: previsioni del tempo di oggi, 27 gennaio 2013.
Minima ZERO gradi, massima DIECI gradi.
E non è che nei giorni scorsi facesse tanto più caldo.

Ed allora perché negli ultimi quattro giorni ho tenuto con almeno una decina di di persone, tra cui un bambino di 8 anni stamattina, il seguente dialogo?
L'altro: "Come mai le scarpe?"
Rei: "Fa freddo."

Ad esclusione del bambino di stamattina, NESSUNO è rimasto soddisfatto della mia risposta.
Boh?
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Re: Spiegazioni

Messaggio  bfpaul il Dom Gen 27 2013, 18:12

Rei ha scritto:Prologo: previsioni del tempo di oggi, 27 gennaio 2013.
Minima ZERO gradi, massima DIECI gradi.
E non è che nei giorni scorsi facesse tanto più caldo.

Ed allora perché negli ultimi quattro giorni ho tenuto con almeno una decina di di persone, tra cui un bambino di 8 anni stamattina, il seguente dialogo?
L'altro: "Come mai le scarpe?"
Rei: "Fa freddo."

Ad esclusione del bambino di stamattina, NESSUNO è rimasto soddisfatto della mia risposta.
Boh?
Mi sembra normale.
Uno che viene ormai identificato come "scalzo", ogni volta che non lo è, "delude" chi lo conosce ...
Il bambino che ha una mentaòlità più elastica può essere più o meno interessato, ma non deluso.
Insomma, come sempre, gli altri si aspettano qualcosa da noi.
Ma non è poi tanto strano, anche noi ci aspettiamo qualcosa dagli altri; e infatti arriva, ora come interesse ed anche ammirazione, altre come contrarietà e/o rifiuto.
Così gira il mondo ...
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Re: Spiegazioni

Messaggio  Rei il Dom Gen 27 2013, 19:16

bfpaul ha scritto:ora come interesse ed anche ammirazione, altre come contrarietà e/o rifiuto.
Piccolo sondaggio:
Brescia a parte, dove ci dicono che l'intera popolazione salvo due lol! è contraria allo scalzismo, nelle altre città quante persone mediamente incontrate ogni anno (o mese o settimana) che mostrano interesse o anche ammirazione e quante mostrano contrarietà (esplicita o camuffata)?
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Messaggio  Grand Choeur il Dom Gen 27 2013, 20:48

L'unica volta che ho ricevuto un commento da passanti è stato a settembre, a Pisa: due turisti, penso inglesi, che mi hanno detto, cordialmente, qualcosa in inglese che non ho capito, con il pollice su.
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Re: Spiegazioni

Messaggio  Grand Choeur il Dom Gen 27 2013, 21:05

Ah! E questa voglio raccontarla!
Alle prove con la corale cittadina oramai sono abituati a vedermi scalzo, però si aspettavano una pausa invernale. Invece no! Quindi, la settimana scorsa, con pavimento di graniglia piuttosto freddo, una corista mi ha detto: "Tu non sei normale, sei Abarth!"
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Re: Spiegazioni

Messaggio  aldo1953 il Lun Gen 28 2013, 09:26

Questa mattina nevica, e io alle 8 ero già al market perchè oggi è giornata piena. In infradito. Le commesse non hanno battuto ciglio (di solito mi vedono scalzo, con altre temperature) e fuori una signora dalla cui sciarpa spuntavano solo gli occhi ha bofonchiato non so cosa per parecchi metri prima e dopo averla incrociata. A casa tutti i vicini sono abituati alle mie infradito ed è stata simpatica la portinaia settimana scorsa, con 2°, che mi ha detto : " Ma lei non demorde mai con le sue infradito, però può essere che con l' abitudine la circolazione aumenti e non senta più freddo". Ripeto che questo me lo ha detto la portinaia, non un accademico premio Nobel. Per il resto le scarope chiuse non le metto proprio, al massimo i sandali e quasi nessuno ci fa caso, o forse sono io meno suscettibile agli sguardi e ai pensieri, perchè alla fine chi sta meglio sono io.

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Messaggio  lucignolo il Lun Gen 28 2013, 14:30

Rei ha scritto:Brescia a parte, dove ci dicono che l'intera popolazione salvo due lol! è contraria allo scalzismo, nelle altre città quante persone mediamente incontrate ogni anno (o mese o settimana) che mostrano interesse o anche ammirazione e quante mostrano contrarietà (esplicita o camuffata)?
Mannaggia, Rei, risvegli in me i peggiori istinti.
NON HO MAI DETTO che l'intera popolazione di Brescia è contraria al barefooting, ma semplicemente che, come tutte le popolazioni del mondo, uno scalzo fa borbottare, suscita estrema perplessità e che bisogna smetterla una volta per tutte di illudersi che stare zitti voglia dire necessariamente essere d'accordo.
Tutte le persone con cui ho avuto il privilegio di parlare mi hanno sempre detto che non lo farebbero mai, che non condividono e che a loro sembra davvero una cosa fuori di testa.
Tutte hanno affermato che lo farebbero a casa, nel giardino di casa, in spiaggia o, al limite, in un prato all'inglese.
Per strada NO.
Hai capito?
Per strada NNNNOOOOOO!
Ed è la stessa posizione degli ortopedici contemporanei.
Perciò è diverso dire che ti ammirano (ne sei così sicuro?) dal fatto che desiderino imitarti; sono parole, ma c'è quel tabù insuperabile.
La vuoi capire o ti è caduto il quoziente intellettivo?
Essere tollerati (mi accontento) non è lo stesso che essere condivisi.
Ma ho l'impressione che il barefooting spesso si confonda con una specie di psicosi, dove non si costruiscono castelli in aria, consapevoli che sono tali (nevrosi), ma in quei castelli in aria ci si vive confondendoli con la realtà (psicosi).
È così difficile essere obiettivi?
Cosa che non significa arrendersi, ma rendersi conto che andare scalzi è bello per noi barefooters, ma che il punto di vista condiviso dal 99.99999999999% delle persone non coincide con la nostra percezione.
E poi, hai finito di pestarmi sui c......i?
All'atto pratico mi sembra di fare fin troppo.
Contano di più i fatti o le parole?
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Messaggio  Rei il Lun Gen 28 2013, 19:25

lucignolo ha scritto:NON HO MAI DETTO che l'intera popolazione di Brescia è contraria al barefooting,
Infatti il lol! stava lì per questo. Il fatto è che nei tuoi post più pessimistici dai l'impressione di pensare proprio quello, e allora un po' di presa in giro le la meriti.
lucignolo ha scritto:Essere tollerati (mi accontento) non è lo stesso che essere condivisi.
Ti correggo: essere APPROVATI non vuol dire essere condivisi. Perché molto spesso io vedo, più che tolleranza (per il matto), una vera e propria approvazione, anche se seguita quasi altrettanto spesso dalla mitica frase "Io, però, per strada non lo farei.", con tutte le sue varianti. La più mitica, di una giramondo un po' eccentrica: "Sono andata scalza in tutto il mondo, ma a Roma no, è troppo sporca!". Poi ho scoperto che ce l'ha con le strade di Roma per un trauma infantile, ma questa è un'altra storia. Non scambiare la NON condivisione per una NON approvazione.
Io per esempio, approvo chi si tiene in forma ed ogni giorno fa 20 chilometri in bicicletta, anche sotto la pioggia e la neve, ma non vuol dire che, pigro come sono Very Happy , lo faccia anch'io.
lucignolo ha scritto:Ed è la stessa posizione degli ortopedici contemporanei.
Veramente la scuola anglosassone, tedesca e cubana, più le nuove generazioni italiane, non fanno obbiezioni all'andare scalzi per strada, anzi, se uno lo fa lo approvano incondizionatamente.
Quelli tedeschi hanno pure fatto una campagna affinché i bambini vadano scalzi ovunque.
Lo farebbero anche gli italiani, se non avessero paura di quel terribile e pericolosissimo mostro conosciuto come "Mamma Italica", l'unico mostro davanti al quale anche la persona più coraggiosa si ritira tremante... lol!
lucignolo ha scritto:Contano di più i fatti o le parole?
Appunto, i fatti: è esattamente quello che chiedo. Raccontiamo quante volte vediamo reazioni positive (di accettazione senza imitazione), quante volte vediamo reazioni di semplice tolleranza (=ai matti si dice sempre di sì), di disapprovazione esplicita (ma senza proibizioni), quante volte ce lo vogliono proibire (spesso, se reagiamo, senza che ci riescano) e, caso raro ma felice, quante volte ci imitano. cheers
Poi guardiamo i numeri e vediamo se sono più le volte che la reazione è positiva o sono più le volte che invece è negativa, poi traiamo le conseguenze.
Io l'ho fatto, e, non so se perché è una tendenza generale o sono solo molto fortunato, le reazioni positive superano di gran lunga quelle di semplice tolleranza, mentre quelle nettamente negative (disapprovazione e/o proibizione) sono non più di una / due all'anno.
Questo tenendo conto anche che certi sfottò, a Roma, non vanno considerati come reazioni negative, anzi, vanno presi come gesti di approvazione se non di amicizia.
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Messaggio  ALEBO il Mar Gen 29 2013, 11:11

Rei ha scritto:
bfpaul ha scritto:ora come interesse ed anche ammirazione, altre come contrarietà e/o rifiuto.
Piccolo sondaggio:
Brescia a parte, dove ci dicono che l'intera popolazione salvo due lol! è contraria allo scalzismo, nelle altre città quante persone mediamente incontrate ogni anno (o mese o settimana) che mostrano interesse o anche ammirazione e quante mostrano contrarietà (esplicita o camuffata)?

Dove abito vado spesso scalzo o in infradito anche in inverno,l'unica persona che ha mostrato ammirazione è stata una ragazza Rom le altre persone, fino ad ora, nè ammirazione nè contrarietà solo indifferenza.

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Messaggio  Elan il Mar Gen 29 2013, 13:10

Ho passato il fine settimana in Germania, ospite di una amica, per via di un incontro di lavoro previsto al lunedì mattina. Non ho avuto il coraggio di viaggiare a piedi nudi, lo confesso. Però domanica abbiamo fatto una bella passerggiata nella natura coperta da un leggero manto di neve, ed io, l'ho fatta scalzo ... la mia amica, pur scalzisata estiva, non ha avuto il coraggio di imitarmi. Abbiamo incontrato parecchia gente che passeggiava e lanciavano rapiddisme occhiate incredule, per poi salutare (in Germania ci si saluta sempre, incrociandosi in campagna) con la massima indifferenza.

Mi sono divertito Smile
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Messaggio  aldo1953 il Mer Gen 30 2013, 15:04

Ieri pomeriggio, per varii motivi, ho camminato un po' in zone di solito aliene (nel senso che ci passo in macchina ma non mi fermo). Scalzo, e devo dire che alla fine nessuno mi ha considerato, qualche sguardo forse, ma nulla di più. Però ammetto che nel momento di entrare in negozi mi sono messo le Lunasandals, anche così nessuna attenzione anche se non è esattamente la regola d' Inverno qui (e nemmeno d' Estate a pensarci bene). Così dovrebbe sempre essere. E il senso di libertà che provo quando lo faccio è superiore a qualsiasi pensiero di critica.

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Messaggio  lucignolo il Mer Gen 30 2013, 22:46

Rei ha scritto:Quelli tedeschi hanno pure fatto una campagna affinché i bambini vadano scalzi ovunque.
Lo farebbero anche gli italiani, se non avessero paura di quel terribile e pericolosissimo mostro conosciuto come "Mamma Italica", l'unico mostro davanti al quale anche la persona più coraggiosa si ritira tremante... lol!
Non lo so voi, ma io adoro i tedeschi.
In primo luogo perché sono precisi come me, se c'è un parcheggio vietato in un piazzale deserto la macchina non ce la metto nemmeno se scende Gesù in persona.
Poi sono precisi ed io sono un preciso teutonico.
Ed infine non si fanno troppe seghe mentali su stupidaggini tipicamente latine-mediterranee.
Perfetti non lo sono nemmeno loro, anzi, in Sardegna sentii ridacchiare una famiglia tedesca per il fatto che camminavo scalzo, non capii molto, a parte la parola barfuß e le loro risatine.
E mi venne il sospetto che nemmeno loro siano più quelli di un tempo.
Certo che noi neolatini, da questo punto di vista, siamo lontani mille miglia dal loro menefreghismo verso qualsiasi aspetto legato all'esteriorità.
Ed ancora mi domando: perché i bambini?
E gli adulti no?
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Messaggio  Rei il Gio Gen 31 2013, 06:53

lucignolo ha scritto:Ed ancora mi domando: perché i bambini?
E gli adulti no?
Perché i bambini scalzi sviluppano piedi sani, ben formati, senza le deformazioni date dalle scarpe troppo strette per un piede che cresce.
E si abituano a stare scalzi.
E poi da adulti, fra qualche anno, continueranno...
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Messaggio  Elan il Gio Gen 31 2013, 18:09

Per Flavio: comincio a sospettare che ,così come l'entropia dell' universo cresce costantemente tendendo ad un massimo, le società umane, anche le più perfette, tendano inevitabilmente ad italianizzarsi col passare del tempo Smile
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Messaggio  lucignolo il Ven Feb 01 2013, 23:14

Elan ha scritto:Per Flavio: comincio a sospettare che ,così come l'entropia dell' universo cresce costantemente tendendo ad un massimo, le società umane, anche le più perfette, tendano inevitabilmente ad italianizzarsi col passare del tempo Smile
Ahimé, bell'esempio che siamo.
No, è che le scarpe appaiono comode, ci evitano il disturbo di guardare dove mettiamo i piedi e fanno moda, tendenza e stato sociale.
Oggi è tutto più veloce: non si gusta più un paesaggio, non si da più peso alle sensazioni che si provano guardando il paesaggio che scorre.
L'importante è arrivare prima.
Sono crollate le mura medioevali che proteggevano le città, ne abbiamo create altre più subdole che circondano ogni individuo.
Abbiamo continuamente bisogno di conferme, che esorcizzano le paure che vengono dall'interno, paure che crescono al crescere dello spessore e dall'altezza delle mura artificiali che ci abbracciano come i vestiti sempre più caldi tipici della cattiva stagione.
Una spirale che non ci farà evolvere, una spirale che ci stritolerà inesorabilmente.
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Messaggio  Marc_63 il Lun Feb 04 2013, 08:25

Lucignolo ha scritto :
Ahimé, bell'esempio che siamo.
No, è che le scarpe appaiono comode, ci evitano il disturbo di guardare dove mettiamo i piedi e fanno moda, tendenza e stato sociale.
Oggi è tutto più veloce: non si gusta più un paesaggio, non si da più peso alle sensazioni che si provano guardando il paesaggio che scorre.
L'importante è arrivare prima.
Sono crollate le mura medioevali che proteggevano le città, ne abbiamo create altre più subdole che circondano ogni individuo.
Abbiamo continuamente bisogno di conferme, che esorcizzano le paure che vengono dall'interno, paure che crescono al crescere dello spessore e dall'altezza delle mura artificiali che ci abbracciano come i vestiti sempre più caldi tipici della cattiva stagione.
Una spirale che non ci farà evolvere, una spirale che ci stritolerà inesorabilmente.

Concordo in pieno. Penso che questo, comunque, sia segno della profonda crisi culturale e intellettuale che attanaglia l' Europa e in modo particolare l' Italia. Le mura di cui parli vengono erette quando la carenza culturale e l'incapacità di elaborare un pensiero autonomo fanno si che ci rinchiudiamo in quelle posizioni che per noi rappresentano le certezze assolute.
L'uomo (in generale) sta perdendo sempre di più la capacità di scorgere "alternative" agli standard a cui è abituato. Goya diceva che il sonno della ragione genera mostri; mi domando cosa stia generando il sonno della cultura .... Shocked
Qui, secondo me, la Scuola, la Politica e persino la Chiesa hanno delle grosse responsabilità: una Scuola sempre più tecnica e nozionistica, una politica sempre più ripiegata su se stessa, una Chiesa che si vanta di possedere l'esclusiva del messaggio cristiano ma che non è più in grado ne' di testimoniarlo con coerenza e con autenticità, ne' di dare risposte e ragioni ai problemi dell'uomo. Se ci fate caso, dovunque guardiamo, la vita sta diventando un decalogo di norme comportamentali alle quali attenersi, ma è sempre meno in grado di offrire all'uomo stimoli positivi e di valorizzare se stessa.
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Messaggio  lucignolo il Mar Feb 05 2013, 22:16

Ciao, carissimo.
Ben tornato.
Marc_63 ha scritto:Se ci fate caso, dovunque guardiamo, la vita sta diventando un decalogo di norme comportamentali alle quali attenersi, ma è sempre meno in grado di offrire all'uomo stimoli positivi e di valorizzare se stessa.
I decaloghi esistono dall'epoca di Mosè, ma, almeno, erano decaloghi morali che imponevano, da una parte, profonde riflessioni interiori e dall'altra un rigore necessario per migliorare la coesione sociale che si stava frammentando in un labirinto di anarchia comportamentale.
Oggi ci si svende per l'apparenza e ci si accontenta di un'immagine condivisa che non ci lascia soddisfatti di noi stessi, perché è solo un velo che fa fatica a nascondere le deformità sottostanti.
E poi non si può essere felici di ciò che non si è.
Scendere a compromessi è d'obbligo, negare se stessi no.
E tutti ci indicano la via giusta per guadagnare il paradiso, seduti sulla nostra groppa, con la carota legata alla punta del bastone impugnato che resterà sempre alla medesima distanza man mano che camminiamo.
Ma non vediamo chi ci si siede sopra, né lo sentiamo: la carota invece la vediamo sempre e ci fa sbavare nell'illusione di poterla addentare.
Forse alzando un po' lo sguardo.......... Wink
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Messaggio  Arky il Mer Feb 06 2013, 11:02

lucignolo ha scritto:
Scendere a compromessi è d'obbligo, negare se stessi no.

Io credo che non si dovrebbe mai arrivare a negare la propria persona, in qualunque situazione, in qualsiasi circostanza, per qualunque motivo. Significherebbe una drastica mancanza di carattere e di personalità; annichilire completamente se stessi per compiacere qualcuno è una violenza che non credo faccia bene allo sviluppo dell'individuo, e alla conseguente socializzazione dello stesso.
Essere un burattino che si adatta al sapiente gioco di chi i fili li tira, non farà di te una persona ben accetta nel circolo; sarai sempre un cagnolino, che deve scodinzolare ogni volta che il padrone lo desidera, e che deve essere sempre pronto a ricevere la zampata del giorno.
No, non si dovrebbe mai vivere così. I compromessi devono esserci, è gioco forza di una "società"; ma quando diventano unilaterali, per me si parla di sottomissione.
Mi sta bene indossare una "maschera" sul lavoro, che preveda, per 8-10 ore al giorno, un abbigliamento consono al ruolo che ricopro; è un compromesso che accetto, tanto più che a volte si rivela un ulteriore "carta da giocare". In certi ambienti vige ancora un certo formalismo, ed un abbigliamento adeguato (a volte anche "aggressivo"), può fare, almeno in prima battuta, la differenza. Non condivido questo atteggiamento, ma ho imparato a conoscerlo ormai, e se posso, cerco di sfruttarlo a mio vantaggio.
Ma scavalcato questo "recinto", basta. Devo sentirmi libero di fare quello che mi pare. E grazie a questa presa di coscienza sto diventando sempre di più uno scalzo convinto (e abituale). Durante queste feste di Natale ho ricevuto tutti a casa mia scalzo...cosa che mai mi sarei sognato fino ad un po' di tempo fa; mi sono fatto una semplice domanda "di chi è la casa"? mia, e quindi faccio ciò che mi pare. Gli altri liberi di stare come vogliono. Non sarà tanto, ma è comunque un progredire. Parleranno, diranno, commenteranno: amen.
Quando usciamo con gli amici, il sabato sera, tutti a mettersi "in tiro" (perché è sabato, appunto). Io sempre in infradito, e se andiamo a qualche festa in spiaggia, le lascio direttamente in auto. Tre anni fa non sarebbe mai successo. Ma io sono così, e me ne rendo conto sempre di più...e sempre più ritengo che certe costrizioni sociali siano una forma di violenza che non sono più disposto a tollerare.
Voglio arrivare ad uscire scalzo, tranquillamente, nella mia città di residenza. Sarà un percorso lunghissimo temo, e pieno di difficoltà (psicologiche). Ma forte dei miei ultimi progressi la ritengo una cosa fattibile (e solo qualche mese fa era impensabile invece). Quando? quest'estate, fra due, tre? non lo so, ma ci proverò, anche per riacquistare un altro frammento di libertà personale che mi appartiene.
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Messaggio  Alexey il Mer Feb 06 2013, 18:10

Hai proprio ragione Arky, visto che dobbiamo già lavorare per tutta la vita stando a continui compromessi (ormai lavorare fino alla morte, perchè noi più giovani la pensione ce la possiamo soltanto sognare se andiamo avanti di questo passo...), almeno nel tempo libero dobbiamo essere liberi, altrimenti la definizione stessa di tempo "libero" viene a cadere.



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