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Messaggio  aldo1953 il Mer Feb 06 2013, 13:51

Ieri incrocio per strada un collega che conosco da trent' anni ma frequento poco per tanti motivi, non ultimo il fatto che il medico di base è per natura e abitudine un lupo solitario che non fa branco. Ci salutiamo e lui subito mi chiede se mi sono affiliato a qualche setta religiosa. Certo che no. Allora hai fatto un voto. Nemmeno. E allora perchè vai a piedi nudi ? Solito errore, non ero scalzo, portavo le infradito. Visto che pareva avere tempo per lo meno quanto me, gli parlo dello scalzismo, gli dico che lo faccio per il puro piacere che mi dà e del senso di libertà che ne ottengo, con buoni risultati anche psicologici. Lui ascolta, poi mi dice che in effetti le scarpe tutto il giorno sono una tortura, specie d' Estate, che in effetti un pensierino ai sandali potrebbe farlo. Gli nomino anche tutti i guai da scarpa che lui quanto me vede tutti i giorni e lui è d' accordo. Poi gioco la carta più pesante, dato che sua moglie è tedesca, gli dico che in Italia il fenomeno è per ora marginale, ma in Germania è assodato e non solo lì. Lui ci pensa un po' sù, poi se ne esce "Mi sa che non hai torto, l' importante e sentirsi bene". Alla peggio mi eviterò altre domande la prossima volta, alla meglio un sandalo in più in giro.

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Messaggio  Alexey il Mer Feb 06 2013, 18:21

Eh si, i medici bravi non possono di certo contestare lo scalzismo, perchè il medico bravo a parer mio è la persona che deve avere una certa apertura mentale e sicuramente ha avuto più o meno modo di incappare in articoli o studi che riguardano la fisiologica e naturale deambulazione. Quindi, il medico che conosce e vuole conoscere, sa che andare scalzi fa bene; che poi approvi lo scalzismo a tal punto da consigliarlo o praticarlo in prima persona andando contro alle convenzioni sociali è da vedere, e dipende dalla persona piuttosto che dalla figura professionale.


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Messaggio  bfpaul il Mer Feb 06 2013, 19:55

Alexey ha scritto:Eh si, i medici bravi non possono di certo contestare lo scalzismo, perchè il medico bravo a parer mio è la persona che deve avere una certa apertura mentale e sicuramente ha avuto più o meno modo di incappare in articoli o studi che riguardano la fisiologica e naturale deambulazione. Quindi, il medico che conosce e vuole conoscere, sa che andare scalzi fa bene; che poi approvi lo scalzismo a tal punto da consigliarlo o praticarlo in prima persona andando contro alle convenzioni sociali è da vedere, e dipende dalla persona piuttosto che dalla figura professionale.
Lo scalzismo edi suoi effetti non rientra - credo - negli studi dei medici italiani. Il barefooting o il barfuss, forse neppure fra quelli dei medici anglosassoni o tedeschi. Però in quei paesi il fenomeno non è visto come "impossibile!" o "proibito" e questo vuol dire molto.
In Germania inoltre è esistito l'Abate Kneipp e gli anglosassoni hanno un approccio completamente diverso da noi latini ad un mucchio di cose, barefooting compreso.
Perché se no, ogni volta che si cita uno studio, è in inglese? tongue
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Messaggio  Alexey il Mer Feb 06 2013, 20:40

Hai ragione, però gli studi sono disponibili e i medici, come anche gli altri che vogliono conoscere, li hanno a disposizione semplicemente cliccando su google, infatti anche il mio ne è al corrente, perchè è uno che si vuole tenere aggiornato su più argomentazioni possibili.
Se uno vuole aggiornarsi è molto facile, soprattutto se ha gli strumenti e un background culturale di un certo tipo avrà probabilmente anche un' ottima capacità nel discernere le fonti utili dalla fuffa, però se uno si vuole autolimitare non troverà neanche l' acqua nel mare.



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Messaggio  lucignolo il Mer Feb 06 2013, 21:45

Alexey ha scritto:Hai ragione, però gli studi sono disponibili e i medici, come anche gli altri che vogliono conoscere, li hanno a disposizione semplicemente cliccando su google, infatti anche il mio ne è al corrente, perchè è uno che si vuole tenere aggiornato su più argomentazioni possibili.
Se uno vuole aggiornarsi è molto facile, soprattutto se ha gli strumenti e un background culturale di un certo tipo avrà probabilmente anche un' ottima capacità nel discernere le fonti utili dalla fuffa, però se uno si vuole autolimitare non troverà neanche l' acqua nel mare.
Il meccanismo si inceppa qui, almeno in Italia.
Essendo stato un buon mezzofondista mi collego spesso ad un sito molto serio dal punto di vista teorico, ma sullo scalzismo, sulla corsa scalza, proprio non ci siamo.
C'è tutta una sub-cultura che manca di un retroterra statistico.
Si parla di infortuni non documentati, spacciandoli per dati incontestabili in quanto forniti da allenatori professionisti, ma mi chiedo: gli allenatori professionisti hanno una profonda conoscenza della corsa scalza?
Come si fa ad affermare che chi corre a piedi nudi lo fa per dimostrare di essere un duro?
Camminare, correre a piedi nudi deve essere un piacere, altro che fare il macho.
Certo, ci si può infortunare, allora non si scia più, non si gioca più a calcio e non si pedala più?
E che dire dell'alpinismo o degli sport estremi?
Ma chi osteggia lo scalzismo punta sempre il dito sugli stessi monotoni argomenti contestabili: le infezioni, gli infortuni, la resa biomeccanica.
Noi siamo qui: ci fosse qualcuno che ci dice: siete disposti ad essere oggetti di studio?
Io sì, tranne per la corsa, per lesioni irreversibili subite a causa di un incidente stradale.
Voi sareste disposti a far vedere cosa sa fare un barefooter allenato?
Nome e cognome ben visibile.
O preferite X. Y, come se giraste per strada senza mutande? Twisted Evil
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A proposito di medici e l'andare scalzi...

Messaggio  Bastetnefrere il Dom Feb 17 2013, 01:38

Vi racconto quello che sta capitando a me: io ho un figlio di quasi 4 anni che ha imparato a camminare (e a correre!) scalzo, ha avuto il suo primo paio di sandaletti francescani a 18 mesi, solo per camminare fuori casa, e solo perchè ancora non mi ero avventurata nel mondo del Barefooting, vi dico solo che nei giorni di maggior freddo era in balcone a correre con piumuno, cappuccio e sciarpa, pile e pilettini ma rigorosamente scalzo! era uno spasso vederlo! naturalmente quando è rientrato in casa aveva i piedini caldi caldi, perchè il suo battistrada è molto migliore del mio!... ma torniamo ai medici: ovviamente un bimbo che cammina scalzo non pesta il tallone per terra, tende ad appoggiare l'avampiede e poi tutta la pianta, senza entrare nel merito diciamo che cammina e corre in modo leggermente diverso da un bimbo cresciuto con le scarpe, beh il suo modo di camminare (ed il fatto che difficilmente si tiene le scarpe o le calze... le rare volte che gliele metto Smile ) è visto con sospetto dai medici che lo interpretano come un sintomo dell'autismo (i bimbi autistici molte volte camminano sulle punte dei piedi),... senza ricordarsi il Rasoio di Occam, la spiegazione più semplice è la più probabile... e noi lì come dei tordi a spiegare a medici, logopedisti, educatori & C. che forse se un bimbo è sempre scalzo alla fine sarà un po' strambo quando gli metti le scarpe! che forse se cammini e corri scalzo non ti muoverai come uno con le scarpe super ammortizzatte in pelle di canguro che portano gli altri bambini!!! Mah! tra l'altro sono tutti dei professionisti molto bravi nel loro campo però questo bimbo che corre scalzo li sconvolge! Shocked

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Messaggio  bfpaul il Dom Feb 17 2013, 11:05

Bastetnefrere ha scritto:Vi racconto quello che sta capitando a me: io ho un figlio di quasi 4 anni che ha imparato a camminare (e a correre!) scalzo, ha avuto il suo primo paio di sandaletti francescani a 18 mesi, solo per camminare fuori casa, e solo perchè ancora non mi ero avventurata nel mondo del Barefooting, vi dico solo che nei giorni di maggior freddo era in balcone a correre con piumuno, cappuccio e sciarpa, pile e pilettini ma rigorosamente scalzo! era uno spasso vederlo! naturalmente quando è rientrato in casa aveva i piedini caldi caldi, perchè il suo battistrada è molto migliore del mio!... ma torniamo ai medici: ovviamente un bimbo che cammina scalzo non pesta il tallone per terra, tende ad appoggiare l'avampiede e poi tutta la pianta, senza entrare nel merito diciamo che cammina e corre in modo leggermente diverso da un bimbo cresciuto con le scarpe, beh il suo modo di camminare (ed il fatto che difficilmente si tiene le scarpe o le calze... le rare volte che gliele metto Smile ) è visto con sospetto dai medici che lo interpretano come un sintomo dell'autismo (i bimbi autistici molte volte camminano sulle punte dei piedi),... senza ricordarsi il Rasoio di Occam, la spiegazione più semplice è la più probabile... e noi lì come dei tordi a spiegare a medici, logopedisti, educatori & C. che forse se un bimbo è sempre scalzo alla fine sarà un po' strambo quando gli metti le scarpe! che forse se cammini e corri scalzo non ti muoverai come uno con le scarpe super ammortizzatte in pelle di canguro che portano gli altri bambini!!! Mah! tra l'altro sono tutti dei professionisti molto bravi nel loro campo però questo bimbo che corre scalzo li sconvolge! Shocked
Non c'è dubbio.
Non per difendere o accusare alcuno, ma i medici non hanno "termini di paragone" nè troppi studi scientifici a disposizione, e se non sono specialisti, probabilmente non hanno un'idea del tutto corretta della fisiologia della camminata.
Infatti, solo negli ultimi tempi si consigliano sempre meno i plantari per correggere le posture sbagliate suggerendo invece la "caminata naturale", vale a dire scalza.
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Messaggio  Rei il Dom Feb 17 2013, 11:30

Ci sono alcune considerazioni da fare:
1) uno specialista, purtroppo, al di fuori della sua specializzazione, sa meno di quello che ci aspettiamo. Un motorista della Ferrari F1, non solo sa poco delle sospensioni della macchina che cura, ma, nato e cresciuto con l'iniezione, davanti ad un carburatore forse non saprebbe che fare.
2) La camminata di punta in effetti è un indizio (sintomo) dell'autismo, ma non tutti quelli che camminano così sono autistici.
Però un medico, sia perché è coscienzioso, sia perché se non lo fosse potrebbe passare guai giudiziari, ha il dovere di indagare e non trascurare quell'indizio.
Se poi il sospetto si rivela infondato, probabilmente il primo ad essere contento sarebbe proprio lui.

Vi faccio un altro esempio: un oncologo che ha appena salvato un paziente da un cancro al colon, vedendo il fratello con un sintomo associato (anche) alla malattia che ha colpito il fratello, ordinerà subito una colonscopia.
Se poi l'esame sarà negativo e si scoprirà che la spossatezza (il sintomo incriminato) è data da un virus rompiscatole come quello che ho avuto io l'anno scorso, sarà il primo a tirare un sospiro di sollievo e certamente non insisterà a curarlo per il cancro.
Ma il controllo l'ha fatto, anche solo per escludere la malattia.
E se ci fosse stata?
Nel caso del figlio di Bastetnefrere no, ma un altro bambino allegramente scalzo potrebbe essere molto meno allegramente autistico.
Quindi i medici fanno bene ad indagare, nella speranza che il sospetto si riveli infondato.
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Messaggio  Grand Choeur il Lun Feb 18 2013, 17:57

Però, ora che ci penso, indipendentemente da come cammina, già a 4 anni non si vede se un bambino si relaziona in modo normale o no?
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Messaggio  Rei il Lun Feb 18 2013, 20:29

Grand Choeur ha scritto:Però, ora che ci penso, indipendentemente da come cammina, già a 4 anni non si vede se un bambino si relaziona in modo normale o no?
A quattro anni un bambino semplicemente solitario ed introverso ha parecchi "sintomi" in comune con un bimbo autistico ma non lo è.
Un paio d'anni più tardi la differenza diventa evidente, ma a questo punto si sarebbero persi un paio di anni di terapia.
Infatti, in certi casi, un intervento precoce e tempestivo, può attenuare e, nei casi più fortunati, eliminare i sintomi dell'autismo.
Per gli altri, spesso una terapia adeguata e tempestiva può fare la differenza tra una vita tutto sommato felice ed una traumatizzante.
Per questo è importante una diagnosi precoce, a costo di esaminare, sperando in un falso allarme, tutti i bambini con sintomi "sospetti".
Molti si riveleranno dei falsi allarmi, ma quelli veramente autistici saranno assistiti e curati per tempo, evitando loro traumi anche gravi.
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Messaggio  Elan il Lun Feb 18 2013, 23:14

Ciò non vale per tutti i medici: la pediatra della bambina del mio collega li ha incoraggiati a lasciarla andare scalza quanto ne ha voglia ... le cose si evolvono ... in Italia magari un po' più lentamente.

Sabato ho avuto una lunga discussion con un amico di 50 anni che è un grande atleta (fa triatlon, comprese gare intenazionali per ironmen) ed ha una buona preparazione medico-sportiva, da allenatore, non da medico, che non è.

Secondo lui, tolti i soliti africani, non è possibile fare corse lunghe a piedi nudi ... noi sappiamo che si può e che tutti, o quasi, potrebbero. Io corro volentieri a piedi nudi ... non sono bravo come Hadashi o come Pino, ma da vecchietto non allenato ho fatto spesso 5-6 km, piano piano, ma con gusto. Cedono le gambe ed il fiato, ma non i piedi.

Secondo lui, la scarpa è indispensabile, purchè super tecnologica, per attutire gli urti sui talloni ... mi parlava dell' anemia del podista, una sindrome anemica dovuta al ripetuto schiacciamento dei globuli rossi nei calcagni.

Gli ho detto che scalzi non si corre sul tallone, ma sull'avampiede ...era stupito e scettico, riteneva che, allora, non si può correre a lungo.
Io posso solo dire che, anche per le ocndizioni dei miei legamenti, io me la sento di correre solo scalzo, perchè a piedi nudi non ho paura di mettere un piede in fallo.

Ora riesco a correre anche fuori strada e persino sul ghiaino Smile (piccola vanteria Embarassed )





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Messaggio  lucignolo il Mar Feb 19 2013, 00:47

Elan ha scritto:Secondo lui, la scarpa è indispensabile, purchè super tecnologica, per attutire gli urti sui talloni ... mi parlava dell' anemia del podista, una sindrome anemica dovuta al ripetuto schiacciamento dei globuli rossi nei calcagni.
Ero un podista medio-alto, mezza maratona da un'ora e poco meno di tredici minuti, che ha sempre corso con scarpette che ti facevano sembrare scalzo (tanti, ma tanti chili fa Smile ).
Ho sempre odiato quelle scarpacce iper ammortizzate.
Sono sempre stato un grande appassionato di medicina sportiva ed ho appreso che fra le cause di anemia ci sono il microsanguinamento causato da perdite connesse all'intenso metabolismo, la sudorazione, il sanguinamento intestinale e la temporanea anemizzazione renale (http://www.my-personaltrainer.it/anemiaesport.htm).
Poi c'è il mito del tallone, ma vorrei che si mettesse sul piatto della bilancia quest'ultimo fattore rispetto all'influenza di tutti gli altri che mi appaiono molto più influenti.
Perché, signori miei, l'anemizzazione non è solo un effetto riscontrabile nel podista, ma nello sportivo di resistenza, che ha un metabolismo di decine di volte superiore al normale, spesso per ore, che suda intensamente e che ha reni lungamente iponutriti dal sangue (vedi microematuria dello sportivo), che va ad irrorare, giustamente, cuore, muscoli e polmoni.
Ecco, insomma, lo scalzo è il Carneade, quel signore che vuole fare a tutti i costi il duro (e mi dispiace che ci siano persone autorevoli come Albanesi, che ritengono il corridore scalzo uno che vuole fare a tutti i costi il duro).
E nessuno ha dati concreti in mano.
Solo un mucchio di idee preconcette.
Potete leggere anche
http://www.alimentazione-salute.it/alimentazione/143/lanemia-dello-sportivo/
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Messaggio  Rei il Mar Feb 19 2013, 10:12

Elan ha scritto:Ciò non vale per tutti i medici
Provengo da una famiglia di medici e farmacisti (io no, sono la pecora nera Razz ) e quindi nel tempo ho sondato varie persone di entrambe le categorie.
Bene: la maggior parte di quelli preparati vedono lo scalzismo di buon occhio.
Quelli che, come dice mio fratello, hanno fatto corsi appositi di incompetenza, no.
Non credo sia un caso.
Quanto agli esperti televisivi, gira la battuta che, per legge, solo chi si è diplomato con il massimo dei voti in "Totale Incompetenza della Materia", master universitario, in una qualunque materia, può essere interpellato da giornali e tv per parlare di quella materia.
Medicina compresa, ovviamente.

lucignolo ha scritto:Solo un mucchio di idee preconcette.
Qui non servono Master universitari: l'italiota standard è addestrato fin dalla più tenera età a credere solo ad idee preconcette, purché sbagliate.
Ci sono poi dei "Maître à (non) penser" citati sempre da giornali e tv quando si richiede l'espressione di un pregiudizio al posto di un pensiero razionale.
Scherzando, dico spesso che persone del genere sono fari che ci indicano la strada (quella sbagliata, così ne prendiamo un'altra Very Happy ).
Infatti non esiste persona che sia infallibile nell'affermare la verità o la cosa giusta da fare. L'unica forma di infallibilità, negativa, è propria di queste persone, che non falliscono mai, in nessuna occasione, nel scegliere la strada sbagliata.
Basta fare il contrario di ciò che dicono o fanno per essere ragionevolmente sicuri di fare la cosa giusta.
Sul lungo periodo questi infallibili, dapprima ascoltati da alcuni come portatori di verità, vengono sgamati e molte persone cominciano a vederli per quello che sono ed a fare il contrario di ciò che essi predicano.
Un esempio su tanti: a mio modesto parere, il fatto che in Italia i favorevoli al matrimonio gay stiano crescendo e siano ormai la maggioranza, dipende anche in qualche misura dalle opinioni espresse dal senatore Giovanardi, che hanno fatto pensare a parecchie persone che se lui è contrario, allora la cosa giusta è essere favorevole.
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Ancora su piccolo hobbit e i medici

Messaggio  Bastetnefrere il Gio Feb 21 2013, 09:30

Il primo pediatra di Daniele (mio figlio, noto come il piccolo hobbit) che è stato una vera bestia per tutto il resto, però quando sono andata a chiedergli se, visto che iniziava a camminare, dovessi mettergli delle scarpe mi disse di infilargli 2 paia di calze, di cui una antiscivolo, e di lasciarlo in pace! E io così ho fatto! Naturalmente appena ne è stato capace si è tolto le calze e non c'è più stato verso di rimettergliele!!! Il mio problema da questo punto di vista sono stati i parenti (sono arrivati a chiedermi se il bambino avesse la congiuntivite perchè andava scalzo!!! affraid certa gente ha la muffa nel cervello)! Poi sono arrivati "gli esperti dell'autismo", perché l'hobbit a 3 anni passati non parlava ancora e aveva dei comportamenti "strani", e si sono subito allarmati perchè ogni tanto andava sulle punte e non era tranquillo facendo un percorso dove ci si doveva arrampicare e stare in equilibrio, al che noi gli abbiamo proposto di farglielo fare scalzo, che il risultato sarebbe stato diverso... però non siamo riusciti a farglielo fare perché i piedi scalzi vengono visti in certi ambienti come rischio batteriologico!!!! No Però è un bene che controllino così a tappeto tutti i bimbi un po' "strambi", perchè le diagnosi vere e proprie si posso fare intorno agli 8 anni, per alcune patologie bisogna aspettare la pre-adolescenza, e allora è troppo tardi per intervenire, invece con un intervento precoce la maggior parte delle situazioni rientra quasi completamente, conosco dei bambini e dei ragazzi autistici ad alto funzionamento, che vedendoli non diresti mai che lo sono, perché hanno avuto una terapia adeguata nella prima infanzia. Very Happy

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Messaggio  Alexey il Ven Feb 22 2013, 15:19

Elan ha scritto:

Secondo lui, la scarpa è indispensabile, purchè super tecnologica, per attutire gli urti sui talloni ... mi parlava dell' anemia del podista, una sindrome anemica dovuta al ripetuto schiacciamento dei globuli rossi nei calcagni.

Gli ho detto che scalzi non si corre sul tallone, ma sull'avampiede ...era stupito e scettico, riteneva che, allora, non si può correre a lungo.
Io posso solo dire che, anche per le ocndizioni dei miei legamenti, io me la sento di correre solo scalzo, perchè a piedi nudi non ho paura di mettere un piede in fallo.


Scusami ma questo dimostra che questa persona non conosce proprio NULLA di fisiologia e deambulazione.
Ormai, un addetto del settore che si reputi tale, non può non aver visto gli studi di Lieberman & Co. Lo studio dice senza ombra di dubbio che atterrare sul tallone porta ad un picco di forza assorbita dalle nostre articolazioni, e il cuscinetto delle scarpe riduce al max del 10% tale impatto, mentre la corsa sull' avampiede (cioè quella naturale), non presenta alcun picco ma ha un andamento lineare.
Questo, nudo e crudo, senza bisogno di parlare poi di postura ecc... che sono altri argomenti più che utili alla nostra causa, basta e avanza per smentire tutti questi falsi preconcetti.
Basta con questa visione del corpo umano come fallo della natura che deve essere protetto dalla tecnologia a tutti i costi. Se ALCUNE invenzioni hanno migliorato la nostra vita e salute, non vuol dire che TUTTE siano così.
L' errore è umano, ma il perseverare sulla strada errata è da co...ni.





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