La legge è uguale per tutti, parte 2, la vendetta

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La legge è uguale per tutti, parte 2, la vendetta

Messaggio  Rei il Gio Mar 07 2013, 20:42

Incontro il mio avvocato, che mi dice di aver letto il post “La legge è uguale per tutti” e mi fa i complimenti per l’opera di divulgazione sui diritti dei cittadini.
E io cinico: “Già, con più cittadini che vogliono far valere i propri diritti e meno sudditi che subiscono, tu avresti più lavoro...”
“I miei colleghi avrebbero più lavoro, io ho l’agenda piena per almeno i prossimi cinque anni...”
Il mio avvocato è uno molto, molto bravo.
Finito lo scambio di complimenti mi fa notare che c’è un modo per impedire ai ristoratori di aggirare la legge sostenendo che è tutto prenotato, e si stupisce che Ares, avvocato, non l’abbia attuata.
“Forse è stato preso alla sprovvista.”
“Tu eri negli Scout?”
“Sì, perché?”
“Qual’è il vostro motto?”
Estote parati, siate pronti.”
“Ecco, se vai in un ristorante di rompiscalzi, bisogna essere pronti, prima.”
“Cioè?”
E mi illustra il suo personale metodo.

1) Visto che lo sapete fin dal mattino che andrete a ristorante, qualche ora prima prenotate.
a) Se avete un avvocato tra i partecipanti, fate chiamare lui: “Salve, è il Ristorante Gigi l’Avvelenatore?”
“Sì”
“Sono l’avvocato Ares e vorrei prenotare...”
b) Se non avete un avvocato sottomano, NON spacciatevi per tale (è reato) ma telefonate dicendo: “Salve, è il Ristorante Gigi l’Avvelenatore?”
“Sì”
“L’avvocato Massimo della Pena mi ha suggerito di venire da voi. Avete posto per oggi? Sì? Bene vorrei un tavolo da otto per il signor Rei...”
Il ristoratore si chiederà chi cavolo è l’avvocato Massimo della Pena (usate un altro nome, se no sgama!), poi penserà che è uno dei tanti clienti di cui non conosce il nome e e non ci penserà più.

2) Quando è ora di entrare al ristorante, stando a cento metri di distanza richiamate:
a) “Salve, sono l’avvocato Ares, stiamo arrivando. C’è ancora il tavolo, vero?”
“Sì, venite pure, vi aspettiamo...”
b) “Salve, sono Rei, l’amico dell’avvocato Massimo della Pena, stiamo arrivando. C’è ancora il tavolo, vero?”
“Sì, venite pure, vi aspettiamo...”

3) Entrate.
“Mi spiace, è tutto prenotato.”
“Lo so, sono l’avvocato Ares / sono Rei, l’amico dell’avvocato Massimo della Pena, ho chiamato prima per confermare la prenotazione.”
A questo punto non possono aggirare la legge, sanno che in un modo o nell’altro c’è un avvocato di mezzo che può far passare loro dei guai e quindi l’unica soluzione priva di effetti collaterali negativi (per il ristoratore) è quella di farvi sedere e servirvi la cena.
Anche perché, con un altro telefonino o con una funzione del vostro, avete registrato entrambe le telefonate.

Beh, il tocco del grande professionista si sente.
A questo punto vi chiedo di fare ciò che ho fatto io: alzatevi e fate un inchino alla Mente Giuridica Superiore del mio avvocato. Very Happy
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Re: La legge è uguale per tutti, parte 2, la vendetta

Messaggio  lucignolo il Gio Mar 07 2013, 22:12

Ma, insomma.
Il fatto è che ho constatato di persona che quando hai prenotato il gestore puo storcere il naso, ma, a meno di essere un idiota totale, non ti nega l'entrata.
Magari si maledirà per aver prenotato per dieci persone scalze e, forse, se domani richiamerai dicendo <Sono il sig. Rei>, col cavolo che ti dirà che c'è un posto disponibile, ma noi siamo matti, mica scemi.
La prossima volta diremo che siamo il sig. Paolo.
I guai cominciano quando arrivi affamato nella città X e ti piace quel ristorantino.
A me è capitato di sentirmi dire che potevo mangiare nella veranda (poco più di dieci gradi centigradi), ma dentro no per motivi igienico-sanitari.
Sa, il bicchire rotto, la scheggia sfuggita (in realtà il cliente decennale con la puzza sotto il naso).
Perché. onestamente, se foste ristoratori, dareste la precedenza alla spocchia dei clienti abituali o a quel fenomeno isolato che, forse non vedrete mai più e che pretende di andare scalzo in una società dove tutti vanno calzati?
La crisi?
Ma quanti clienti scalzi potreste avere e quanti clienti calzati potreste (anche se solo in via del tutto ipotetica) potreste perdere?
Via, cerchiamo di essere realisti.
Siamo troppo pochi per farci valere a livello politico, ma anche troppo pochi per farci valere a qualsiasi livello.
A meno che cominciamo a decidere che non siamo tarati mentalmente e che cominciamo a farci vedere anche dal vicino di casa.
No, eh?
Troppo da mettere in gioco.
Allora arrangiatevi, cari tarati mentali.
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Re: La legge è uguale per tutti, parte 2, la vendetta

Messaggio  Rei il Gio Mar 07 2013, 23:18

lucignolo ha scritto:A me è capitato di sentirmi dire che potevo mangiare nella veranda (poco più di dieci gradi centigradi), ma dentro no per motivi igienico-sanitari.
Sa, il bicchire rotto, la scheggia sfuggita (in realtà il cliente decennale con la puzza sotto il naso).
"Cioè motivi per cui i Nas vi farebbero chiudere?" è la risposta che, con un sorriso (sadico e minaccioso) avrei dato io.
Se esistono condizioni igenico-sanitarie tali, non dico da creare problemi ad uno scalzo, ma semplicemente da sconsigliare di poter mangiare per terra, appoggiando i cibi direttamente al pavimento, allora quel ristorante è fuorilegge e potrebbe essere chiuso.
lucignolo ha scritto:Perché. onestamente, se foste ristoratori, dareste la precedenza alla spocchia dei clienti abituali o a quel fenomeno isolato che, forse non vedrete mai più e che pretende di andare scalzo in una società dove tutti vanno calzati?
Onestamente, quanti clienti spocchiosi hai incontrato che si siano lamentati di un cliente scalzo?
Fammi contare quelli che ho incontrato io in decine di ristoranti in cui mettevo piede per la prima volta.
Uhmmm, vediamo....
Nessuno!
Anche perché NON esistono clienti abituali e rompiballe: o sono abituali o sono rompiballe.
E per il rompiballe ogni scusa è buona: se non è il cliente scalzo è la bistecca poco cotta o troppo cotta, o qualcosa d'altro. L'importante è essere un rompipalle.
I ristoratori lo sanno e, se il rompiballe torna troppo spesso, lo scoraggiano gentilmente, con un piatto troppo salato, con un'attesa troppo lunga, eccetera.
Il fantasticare che in ogni ristorante ci siano frotte di clienti abituali che protestano per lo scalzo capitato lì è una pippa mentale.
lucignolo ha scritto:Ma quanti clienti scalzi potreste avere e quanti clienti calzati potreste (anche se solo in via del tutto ipotetica) potreste perdere?
Via, cerchiamo di essere realisti.
Scalzi, uno ogni tanto, forse uno all'anno. Calzati che non metteranno più piede in quel ristorante perché hanno visto uno o più scalzi?
Secondo le pippe mentali, tutti.
Secondo il mio amico Fabio, titolare del ristorante dove porto ogni volta che posso gli scalzi, nessuno.
Perché? Per lo stesso motivo per cui porto lì gli scalzi: si mangia bene.
lucignolo ha scritto:Siamo troppo pochi per farci valere a livello politico, ma anche troppo pochi per farci valere a qualsiasi livello.
Infatti non ci si deve far valere come "Nati Scalzi", ma come cittadini che hanno subito un sopruso.
O come piccola parte di un gruppo più vasto.
In un'ipotetica contestazione contro il regolamento di Pavia, ad esempio, lo farei a nome 1) delle signore che rompono un tacco, 2) dei turisti ambosessi con vesciche, 3) appartenenti a gruppi religiosi che prescrivono in determinate circostanze o in ogni circostanza l'essere scalzi e, buoni ultimi, quasi per caso, 4) i Nati Scalzi.
lucignolo ha scritto:A meno che cominciamo a decidere che non siamo tarati mentalmente e che cominciamo a farci vedere anche dal vicino di casa.
No, eh?
Troppo da mettere in gioco.
Allora arrangiatevi, cari tarati mentali.
Mah, di gente che si fa vedere dal vicino di casa senza problemi ce n'è parecchia.
Noi due compresi.
Qualcuno in effetti aveva dei problemi, poi ha scoperto che erano solo sue pippe mentali.
Noi due compresi.
Qualcuno li ha ancora, e sono solo pippe mentali.
Qualcuno ha smesso perché pensava che danneggiasse la sua carriera e, secondo me, è una pippa mentale per mascherare la sua mancanza di coraggio.
Uno, che tu hai mazzolato di brutto ai suoi tempi, era terrorizzato che la mamma lo scoprisse (si sa, se mamma scopre che vai scalzo prende un coltello e ti taglia i piedi), che il suo datore di lavoro lo scoprisse (si sa, tutti i datori di lavoro pagano un investigatore privato per scoprire cosa fai nella vita privata per licenziarti anche se fai bene il tuo lavoro), che se un suo vicino lo avesse scoperto avrebbe fatto subito una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare che vietasse, sotto pena di morte, di stare scalzi dappertutto, anche in casa. E che tutta la popolazione italiana avrebbe firmato. E che il Parlamento avrebbe approvato d'urgenza la legge, ancora prima che fosse iniziata la raccolta di firme.
Se ben ricordo, passò ad un altro Forum, ne divenne il moderatore, ed un giorno cancellò in un momento di pippaggine mentale più grave del solito tutti i post dei quattro anni in cui lui era stato sul Forum.
Oggi lo immagino scalzo, ma solo perché nella stanza imbottita, oltre a metterti la camicia di forza, ti tolgono anche le scarpe.
E felice: gli psicofarmaci pesanti fanno quell'effetto.
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Re: La legge è uguale per tutti, parte 2, la vendetta

Messaggio  lucignolo il Gio Mar 07 2013, 23:42

Rei ha scritto:Uno, che tu hai mazzolato di brutto ai suoi tempi, era terrorizzato che la mamma lo scoprisse (si sa, se mamma scopre che vai scalzo prende un coltello e ti taglia i piedi), che il suo datore di lavoro lo scoprisse (si sa, tutti i datori di lavoro pagano un investigatore privato per scoprire cosa fai nella vita privata per licenziarti anche se fai bene il tuo lavoro), che se un suo vicino lo avesse scoperto avrebbe fatto subito una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare che vietasse, sotto pena di morte, di stare scalzi dappertutto, anche in casa. E che tutta la popolazione italiana avrebbe firmato. E che il Parlamento avrebbe approvato d'urgenza la legge, ancora prima che fosse iniziata la raccolta di firme.
Se ben ricordo, passò ad un altro Forum, ne divenne il moderatore, ed un giorno cancellò in un momento di pippaggine mentale più grave del solito tutti i post dei quattro anni in cui lui era stato sul Forum.
Oggi lo immagino scalzo, ma solo perché nella stanza imbottita, oltre a metterti la camicia di forza, ti tolgono anche le scarpe.
E felice: gli psicofarmaci pesanti fanno quell'effetto.
Moderatore in un altro forum?
Cancellò tutti i post di quattro anni?
Forse ti confondi con due persone diverse!
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Re: La legge è uguale per tutti, parte 2, la vendetta

Messaggio  Rei il Ven Mar 08 2013, 09:07

lucignolo ha scritto:Moderatore in un altro forum?
Cancellò tutti i post di quattro anni?
Forse ti confondi con due persone diverse!
Ops, è vero, ho fuso nella mia mente due personalità disturbate in una.
Scherzi della mente e del tempo che passa.
Ma non cambia il senso del discorso: le persone senza patologie mentali, anche se così eccentriche da girare scalze, maturano con il tempo e superano le pippe mentali.
Giusto quindi invitarle a non nascondersi e scoprire che quelle paure che avevano erano solo, per l'appunto, pippe mentali e che quasi sempre i nostri vicini, dopo qualche perplessità, accettano lo scalzismo con simpatia.
E se non lo fanno, sono loro che hanno dei problemi.
Che se li risolvano da soli e non rompano.
Per le persone profondamente disturbate, invece, resta l'invito a farsi vedere, ma da uno bravo.

Scherzi a parte, c'è una terza opzione che finora non ho contemplato: siamo in un periodo particolare, in cui la depressione dilaga.
Ogni giorno leggiamo di persone che fanno gesti inconsulti spinti dalla depressione.
E senza arrivare a darsi fuoco, anche smettere di girare scalzi per paranoie inesistenti può essere, insieme ad altri, un sintomo di depressione.
La bella notizia è che dalla depressione si esce, la brutta è che, più spesso di quello che si pensi, c'è bisogno di un aiuto esterno.
Se ne avete bisogno, non vergognatevi a chiederlo: la depressione è una malattia esattamente come la polmonite. Ed altrettanto pericolosa.
Per caso vi vergognate a chiedere assistenza medica per una polmonite?
Allora non abbiatene per la depressione.
Chi scrive fa un lavoro la cui malattia professionale è la depressione, con un'incidenza del 100%. Se non ce l'hai e dichiari di fare quel lavoro, menti.
Nel mio campo esistono solo due gruppi:
1) i depressi
2) coloro che tengono sotto controllo la depressione.
Non esiste un terzo gruppo o eccezioni.
Per la cronaca, io appartengo al gruppo 2.
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Re: La legge è uguale per tutti, parte 2, la vendetta

Messaggio  lucignolo il Lun Mar 11 2013, 22:54

Rei ha scritto:Nel mio campo esistono solo due gruppi:
1) i depressi
2) coloro che tengono sotto controllo la depressione.
Non esiste un terzo gruppo o eccezioni.
Per la cronaca, io appartengo al gruppo 2.
Accidenti e poi mi saltavano addosso, perché sembrava che fossi io quello che mandava tutti dallo psicologo!
Ma, insomma, non confondere.
Il desiderio di compiacere al gruppo al quale apparteniamo è uno dei bisogni fondamentali dell'animale sociale.
Non lo dico io, è descritto in qualsiasi testo di psicologia elementare.
Perciò è ovvio che ci si senta fuori posto a giocare a fare il diverso a tutti i costi.
Ed andare scalzi per la strada, che tu lo voglia ammettere o no, è davvero un'azione supercontrocorrente, la cui pressione psicologica non è sostenibile da tutti.
Noi barefooters di lungo corso, pur con ancora molte catene che fanno qualche giro intorno a noi, cerchiamo di incoraggiare e di supportare i timori di chi affronta con angoscia questa battaglia essenzialmente interiore.
È ovvio che ci si possa chiedere per quale cavolo di motivo si debba arrivare al punto di stare male per una cosa che proprio non è indispensabile; ci si deve chiedere se il piacere di calpestare il suolo a piedi nudi ed in qualsiasi circostanza sia così importante, nella scala dei nostri valori, da rimettersi in discussione.
Tanto è vero che molti di coloro che mollano, i più tanti, ribadiscono che ci sono cose ben più importanti che l’andare scalzi, per cui vale la pena di combattere e mettersi in gioco.
Lasciamo stare che queste persone, a mio umile avviso, sono le stesse che non si mettono in gioco per nulla, è una semplice questione caratteriale, perché il combattivo, quello che ama la libertà, la propria e quella degli altri, combatte e discute perché è nella sua natura.
Il problema vero è che è molto più comodo ammantarci di pubbliche virtù, perché ciò ci fa sentire bene e non ci crea stati ansiosi.
E che pochi affrontano battaglie non indispensabili, quasi dall’aspetto masochistico.
La depressione è altra cosa e non ha niente a che fare con lo scalzismo.
È un vero e proprio problema sociale che, a quanto pare, tu non comprendi a fondo.
Credimi, nessuno farà del male a se stesso per andare scalzo, nemmeno io.
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Re: La legge è uguale per tutti, parte 2, la vendetta

Messaggio  Rei il Mar Mar 12 2013, 00:11

lucignolo ha scritto:La depressione è altra cosa e non ha niente a che fare con lo scalzismo.
No, ha che fare con la depressione che, purtroppo è in aumento.
E tra i depressi ci potrebbe essere alche qualche scalzo.
Il mio discorso, da "esperto" mio malgrado (*), è rivolto a loro.
Ovviamente, non tutti quelli che si fanno pippe mentali sono depressi, ma tutti i depressi si fanno pippe mentali.
Siano pochi, siano tanti, non ci sia nessuno (ne dubito) tra i frequentatori del Forum, non importa: il mio discorso riguarda solo loro, anche se fosse uno solo.
E spero che possa essere loro d'aiuto.

(*) Passa quattro ore, da solo e senza aiuto, a convincere una seduta sul davanzale di una finestra al terzo piano a non buttarsi giù e, se ci riesci, come per fortuna ho fatto io, sarai nominato dalla sua psicologa "esperto" ad honorem tuo malgrado.

lucignolo ha scritto:È un vero e proprio problema sociale
Concordo, è per questo che ho incominciato questo discorso.
lucignolo ha scritto:che, a quanto pare, tu non comprendi a fondo.
Più di quanto tu possa immaginare: come ho detto, la depressione è la malattia professionale del mio lavoro. Se dici di fare qual lavoro e non sei depresso, o menti e sei depresso, o menti e non fai quel lavoro.
Questo significa che, nei momenti in cui da me dipendono le attività e la sicurezza di svariate persone, devo saper individuare all'istante i sintomi della depressione e fare in modo che il depresso sia aiutato e curato da professionisti.
Ovviamente non sono io a curarli, non è il mio compito, ma capire il fenomeno, e capirlo bene, sì.
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