Già, perchè ?

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Re: Già, perchè ?

Messaggio  Alexey il Dom Mag 12 2013, 09:50

Diciamo anche che qui in Italia la vera problematica è l' ignoranza esagerata dell' italiano medio, che riesce ad oscurare pienamente le menti brillanti. Il problema vero è molto più a monte, è proprio una questione di mentalità povera e superata, come quando si fanno discorsi che contraddicono le più grandi teorie evoluzionistiche... Purtroppo, i falsi miti e le leggende metropolitane risuonano più forte della scienza molto spesso, ed è anche per questo che siamo anche il paese dei maghi. A proposito di sostenere il peso, il mio piede non solo riesce benissimo a sostenerlo, ma faccio i calf raise con il peso del mio corpo più 140 kg, e altre persone con molto di più... Per ora ho solo visto un irrobustimento, però cosa volete, Darwin e co. Erano solo dei cretini 😉

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Re: Già, perchè ?

Messaggio  bfpaul il Dom Mag 12 2013, 12:46

Alexey ha scritto:Diciamo anche che qui in Italia la vera problematica è l' ignoranza esagerata dell' italiano medio, che riesce ad oscurare pienamente le menti brillanti. Il problema vero è molto più a monte, è proprio una questione di mentalità povera e superata, come quando si fanno discorsi che contraddicono le più grandi teorie evoluzionistiche... Purtroppo, i falsi miti e le leggende metropolitane risuonano più forte della scienza molto spesso, ed è anche per questo che siamo anche il paese dei maghi. A proposito di sostenere il peso, il mio piede non solo riesce benissimo a sostenerlo, ma faccio i calf raise con il peso del mio corpo più 140 kg, e altre persone con molto di più... Per ora ho solo visto un irrobustimento, però cosa volete, Darwin e co. Erano solo dei cretini 😉
In Italia l'ignoranza è tale che per darsi credito qualunque imbecille può dire di fare qualcosa di "scientifico" che la maggior parte delle persone credono sia la verità ...
In realtà pochi sanno cosa si possa definire "scientifico" e cosa sia la scienza.
A rischio di annoiare, dirò che "scientifico" è il metodo sperimentale che studia la natura e che rispetta certe procedure; aggiungo che la scienza DEVE avvalersi del metodo scientifico altrimenti possiamo chiamarla "scienza" quanto vogliamo, ma non è "scienza" una ceppa!
Potremmo definire il nostro modo di camminare come "il più scientifico di tutti" perché progettato dalla Natura, perché è ripetibile infinitamente, perché si ottengono risultati confrontabili per non dire "identici" e perché siamo in grado di prevedere le conseguenze del camminare "scientifico" e di quello "non scientifico o comune" e/o di quello "artistico" (intendo tacco 12 ...)
Il problema è che nessuno ci dà credito perché si crede nella definizione di "scientifico" attribuito abusivamente dalla pubblicità o da altri che hanno necessità di essere creduti ed attribuiscono il termine "scientifico" a ciò che fa comodo col risultato che il ragionamento è completamente fuorviato.
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Re: Già, perchè ?

Messaggio  tarzone il Dom Mag 12 2013, 14:56

Oggi, ripensando a quanto scritto ieri mi é venuto in mente un episodio scritto da una donna nei vari forum che ho esaminato e di cui mi sono dimenticato di dare conto anche se lo trovo in assoluto il più esilarante, ammesso che sia vero e non inventato.
Ebbene, la scrittrice asserisce che, dopo aver rotto un sandalo con tacco ( non specificava l' altezza del medesimo), é stata costretta,suo malgrado, a proseguire, orrore!, scalza.
Per lei scalza era così: il sandalo ancora integro rigorosamente al suo posto, e il piede ormai privo della protesi costretto a posarsi sul venefico terreno, per limitare i danni ha appiccicato sulla pianta del piede uno scontrino di carta per isolarsi dal terreno.
Con quell'anno andatura degna del gobbo di Notre Dame, ha proseguito il suo sbilenco cammino traendo da ciò la determinazione che mai più in vita sua camminerá scalza.
Ma dico io, il buon Dio, s' è dimenticato di depositare un pò di cervello in quest' essere?
Francamente, ripeto, non so se il racconto fosse vero o frutto di una fantasia dovuta ad una digestione laboriosa, ma valeva la pena riportarlo perché pensare di camminare scalzi con sandalo sí e uno no è l' ultima cosa che pensavo di leggere. Very Happy
Saluti asimmetrici
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Re: Già, perchè ?

Messaggio  John & Jane il Dom Mag 12 2013, 16:17

[quote="lucignolo"]
Mezzi di trasporto: a Venezia scalzo sui vaporetti non sali nemmeno se piangi, a meno che non ti capiti la ressa dell’ora di punta con un controllore che dorme in piedi;

Curioso, questo fatto. Io e mia moglie l'abbiamo fatto per quindici giorni quindici su mezzi anche semi vuoti e mai nessuno ha né Ai né Bai. Altrettanto dicasi per bar e ristoranti. Statisticamente, almeno un richiamo ci sarebbe dovuto toccare. Ma i Veneziani sono gente pratica.

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Re: Già, perchè ?

Messaggio  Rei il Dom Mag 12 2013, 18:35

John & Jane ha scritto:
lucignolo ha scritto:
Mezzi di trasporto: a Venezia scalzo sui vaporetti non sali nemmeno se piangi, a meno che non ti capiti la ressa dell’ora di punta con un controllore che dorme in piedi;
Curioso, questo fatto. Io e mia moglie l'abbiamo fatto per quindici giorni quindici su mezzi anche semi vuoti e mai nessuno ha né Ai né Bai. Altrettanto dicasi per bar e ristoranti. Statisticamente, almeno un richiamo ci sarebbe dovuto toccare. Ma i Veneziani sono gente pratica.
Vedi, tempo fa, il gruppo lombardo incontrò l'unica dipendente con la fobia del piede nudo presente nell'azienda dei trasporti locale, che disse loro che non si poteva salire scalzi sui vaporetti in base ad un regolamento che si era inventata sul momento.
E visto che a nessuno di loro, avvocati compresi, venne in mente di chiederle di mostrare il regolamento incriminato, subirono come loro solito il sopruso.
Immagino avrai notato che sui vaporetti, come su ogni altro mezzo di trasporto pubblico, è esposto (obbligatoriamente per legge) il regolamento, quindi bastava consultarlo per sbugiardare la tipa.
Ma loro, a quanto pare, preferiscono farsi mazziare e dare del fanfarone a chi fa valere i propri diritti.
A proposito, il regolamento è questo:
http://www.actv.it/muoversiavenezia/condizionigeneraliditrasporto
L'unico articolo a cui, arrampicandosi sugli specchi, ci si può appellare è quello che vieta di "accedere sul mezzo con abbigliamento sudicio o indecente o con segni evidenti di malattie contagiose o ferite che possano arrecare danno o molestia o repulsione agli altri passeggeri, salvo il caso di pronto soccorso.", ma la giurisprudenza ha stabilito che è indecente un abbigliamento che offende il pudore della maggioranza delle persone, ed una persona scalza e ben vestita NON rientra in questa casistica, nonostante quello che possano sostenere piccole minoranze come fobici del piede nudo e masochisti in cerca di umiliazioni.
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Re: Già, perchè ?

Messaggio  bfpaul il Dom Mag 12 2013, 21:07

Rei ha scritto:
John & Jane ha scritto:
lucignolo ha scritto:
Mezzi di trasporto: a Venezia scalzo sui vaporetti non sali nemmeno se piangi, a meno che non ti capiti la ressa dell’ora di punta con un controllore che dorme in piedi;
Curioso, questo fatto. Io e mia moglie l'abbiamo fatto per quindici giorni quindici su mezzi anche semi vuoti e mai nessuno ha né Ai né Bai. Altrettanto dicasi per bar e ristoranti. Statisticamente, almeno un richiamo ci sarebbe dovuto toccare. Ma i Veneziani sono gente pratica.
Vedi, tempo fa, il gruppo lombardo incontrò l'unica dipendente con la fobia del piede nudo presente nell'azienda dei trasporti locale, che disse loro che non si poteva salire scalzi sui vaporetti in base ad un regolamento che si era inventata sul momento.
E visto che a nessuno di loro, avvocati compresi, venne in mente di chiederle di mostrare il regolamento incriminato, subirono come loro solito il sopruso.
Immagino avrai notato che sui vaporetti, come su ogni altro mezzo di trasporto pubblico, è esposto (obbligatoriamente per legge) il regolamento, quindi bastava consultarlo per sbugiardare la tipa.
Ma loro, a quanto pare, preferiscono farsi mazziare e dare del fanfarone a chi fa valere i propri diritti.
A proposito, il regolamento è questo:
http://www.actv.it/muoversiavenezia/condizionigeneraliditrasporto
L'unico articolo a cui, arrampicandosi sugli specchi, ci si può appellare è quello che vieta di "accedere sul mezzo con abbigliamento sudicio o indecente o con segni evidenti di malattie contagiose o ferite che possano arrecare danno o molestia o repulsione agli altri passeggeri, salvo il caso di pronto soccorso.", ma la giurisprudenza ha stabilito che è indecente un abbigliamento che offende il pudore della maggioranza delle persone, ed una persona scalza e ben vestita NON rientra in questa casistica, nonostante quello che possano sostenere piccole minoranze come fobici del piede nudo e masochisti in cerca di umiliazioni.
Mah, io a Venezia ho sempre visto gente (tedeschine per lo pù) scalza.
Ora è vero che in Italia ci siamo flippati il cervello in molti sensi, ma voler creare problemi ai turisti mi pare quanto mai masochista e idiota. In ogni caso, dovrebbero essere evidenti le disposizioni in questo senso alla fermata dei vaporetti ...
In assenza di ciò avrei mandato la tipa affan ... quello si che è in uso in Italia!! Mica posso leggere sentenze o altro prima di salire dove mi pare, salgo e basta. Se mi fanno obiezione faccio finta di parlare un' altra lingua e se mi fanno intendere che devo mettere le scarpe faccio intendere che non ne ho.
Voglio proprio vedere cosa succede ...
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Re: Già, perchè ?

Messaggio  Alexey il Dom Mag 12 2013, 21:21

Purtroppo in Italia ci sono anche degli imbecilli che fanno di tutto per allontanare i turisti, come fregarli puntualmente sui prezzi, per guadagnare un po' di più oggi, si perdono un sacco di clienti domani, visto che sui forum internazionali si parla anche delle sole che si possono prendere dal furbetto di turno, per restare in tema Venezia ad esempio differenti gondola in base alla nazionalità, vetri di Murano Made in China, ecc... Questo non c' entra col discorso della proibizione allo scalzista, però fa riflettere sul fatto che ci sono anche gli imbecilli che fanno di tutto per far scappare l' unica fonte di reddito rimasta, questo anche in Liguria ad esempio, che vive di rendita grazie all' ubicazione geografica favorevole, ma vede molti commercianti e ristoratori che fanno di tutto tranne mettere il cliente a proprio agio, diversa invece la situazione che ho riscontrato nelle Marche.

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Re: Già, perchè ?

Messaggio  Rei il Lun Mag 13 2013, 00:07

bfpaul ha scritto:Mica posso leggere sentenze o altro prima di salire dove mi pare, salgo e basta.
Formalmente parlando, sì: salendo su un mezzo pubblico automaticamente accetti le condizioni di trasporto, che quindi sei, in teoria, tenuto a conoscere.
bfpaul ha scritto:Se mi fanno obiezione faccio finta di parlare un' altra lingua e se mi fanno intendere che devo mettere le scarpe faccio intendere che non ne ho.
Voglio proprio vedere cosa succede ...
bfpaul
Succede che risolvi il problema per te, ma non lo risolvi per chi verrà dopo di te.
"Tritando" per bene il/la rompiscalzi, su rispetto dei regolamenti reali e non inventati, crei invece un precedente che sarà ricordato e trasmesso ai colleghi: dopo di te nessuno sarà più bloccato perché scalzo, o se un novellino ci provasse, troverà sempre un collega che lo bloccherà, richiamandolo al rispetto delle regole vere e non inventate.

Ho scritto tempo fa della chiacchierata con le due guardie giurate che presidiavano la metro a Via Cavour. Il più anziano ci teneva a farmi sapere che lui sapeva che era vietato andare scalzi solo ed esclusivamente sulle scale mobili.
Come lo sapeva? Due colleghi avevano raccontato a tutti di quando due piccoletti scalzi (che dalla descrizione sembrano tanto assomigliare a Paolo Selis e Rei) erano stati bloccati alla stazione di Ostia Antica ed uno dei due piccoletti li aveva letteralmente "sbranati" con una lezione sui regolamenti.

Se invece lasciamo passare, per vigliaccheria o pigrizia, il concetto che si possa arbitrariamente bloccare o impedire l'accesso agli scalzi dove invece hanno tutto il diritto di andare, allora la cosa si ripeterà ancora per tutti gli scalzi (anche temporanei per vescica o tacco rotto) che avranno la disgrazia di incontrare il rompiscalzi che, rassicurato dal precedente, si crede autorizzato a rifare l'abuso.
Almeno fino a quando non incontra me, ovviamente. Razz
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Re: Già, perchè ?

Messaggio  lucignolo il Mer Mag 15 2013, 21:49

Rei ha scritto:Vedi, tempo fa, il gruppo lombardo incontrò l'unica dipendente con la fobia del piede nudo presente nell'azienda dei trasporti locale, che disse loro che non si poteva salire scalzi sui vaporetti in base ad un regolamento che si era inventata sul momento.
E visto che a nessuno di loro, avvocati compresi, venne in mente di chiederle di mostrare il regolamento incriminato, subirono come loro solito il sopruso.
Il problema è che devi aspettare che la persona si procuri il regolamento, poi lo si deve spulciare e se c'è qualche riferimento ambiguo relativo alla sicurezza, al decoro od alla decenza bisogna perdere ulteriore tempo per dimostrare all'idiota di turno che i piedi nudi non sono i genitali (creati anch'essi da Dio, da Madre Natura o chiamatela come volete).
Ed intanto passa il tempo.
Molti non ritengono il barefooting così importante da dedicargli così tanto impegno, altri si sentono come illuminati dalle luci di una ribalta, diventando momentaneamente il centro dell'attenzione.
Poiché è certo che la maggior parte di noi lotta con se stesso per vincere i propri tabù interni, è altrettanto certo che una diatriba pubblica è l'ultima cosa che ci vuole per essere incoraggiati ad andare a piedi nudi fra la gente.
Che si tratti di seghe mentali è questione di punti di vista, perché che la gente ci giudichi e ci stigmatizzi in base alle apparenze o, addirittura, ci discrimini in base a come appariamo al nostro senso più importante, cioè la vista (apparenza è ciò che appare, che si vede, elementare, no?) è un fatto assolutamente incontestabile.
Non possiamo nemmeno negare, basta fare un giretto su internet per rendersene conto, che intorno ai piedi nudi cresce e prospera tutta una serie di idee preconcette: il piede nudo puzza, coincide con le pratiche feticiste, va coperto e chi non lo fa è maleducato ed incivile, prova ne sia che non vanno più scalzi nemmeno gli Zulù.
Poi c’è il discorso dello sporco e delle presunte infezioni, cavallo di battaglia anche di tanti professionisti, siano essi ortopedici, infettivologi, parassitologi o medici di base.
Detto questo, ribadisco che il problema è la sottocultura imperante, che si può modificare solo con l’assuefazione e, quindi, con la ripetizione del gesto proibito, rendendolo consueto con il praticantato alla luce del sole di anni ed anni senza inconvenienti di una certa gravità che negano i rischi tanto paventati dai calzati incalliti che nemmeno sanno perché lo sono.
Non credo che si possa cambiare una cultura solo abbaiando risposte aggressive.
Semmai si rischia di creare pericolose ed irreversibili controreazioni.
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Re: Già, perchè ?

Messaggio  Rei il Mer Mag 15 2013, 22:13

lucignolo ha scritto:
Rei ha scritto:Vedi, tempo fa, il gruppo lombardo incontrò l'unica dipendente con la fobia del piede nudo presente nell'azienda dei trasporti locale, che disse loro che non si poteva salire scalzi sui vaporetti in base ad un regolamento che si era inventata sul momento.
E visto che a nessuno di loro, avvocati compresi, venne in mente di chiederle di mostrare il regolamento incriminato, subirono come loro solito il sopruso.

Il problema è che devi aspettare che la persona si procuri il regolamento,
Rileggere, prego:
Rei ha scritto:Immagino avrai notato che sui vaporetti, come su ogni altro mezzo di trasporto pubblico, è esposto (obbligatoriamente per legge) il regolamento, quindi bastava consultarlo per sbugiardare la tipa.
Se non sono stato abbastanza chiaro, ripeto: PER LEGGE il regolamento è esposto su ogni mezzo pubblico, e quindi, in quel caso, al massimo a pochi passi dalla rompiscalzi, che tra l'altro sapeva benissimo dov'era, peccato che nessuno abbia chiesto di consultarlo.
Tutto il resto dipende dalla volontà di far valere i propri diritti o essere dei pavidi che si inventano pippe mentali per giustificare a se stessi il loro essere dei pavidi.
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Re: Già, perchè ?

Messaggio  bfpaul il Mer Mag 15 2013, 22:24

lucignolo ha scritto:
Rei ha scritto:Vedi, tempo fa, il gruppo lombardo incontrò l'unica dipendente con la fobia del piede nudo presente nell'azienda dei trasporti locale, che disse loro che non si poteva salire scalzi sui vaporetti in base ad un regolamento che si era inventata sul momento.
E visto che a nessuno di loro, avvocati compresi, venne in mente di chiederle di mostrare il regolamento incriminato, subirono come loro solito il sopruso.
Il problema è che devi aspettare che la persona si procuri il regolamento, poi lo si deve spulciare e se c'è qualche riferimento ambiguo relativo alla sicurezza, al decoro od alla decenza bisogna perdere ulteriore tempo per dimostrare all'idiota di turno che i piedi nudi non sono i genitali (creati anch'essi da Dio, da Madre Natura o chiamatela come volete).
Ed intanto passa il tempo.
Molti non ritengono il barefooting così importante da dedicargli così tanto impegno, altri si sentono come illuminati dalle luci di una ribalta, diventando momentaneamente il centro dell'attenzione.
Poiché è certo che la maggior parte di noi lotta con se stesso per vincere i propri tabù interni, è altrettanto certo che una diatriba pubblica è l'ultima cosa che ci vuole per essere incoraggiati ad andare a piedi nudi fra la gente.
Che si tratti di seghe mentali è questione di punti di vista, perché che la gente ci giudichi e ci stigmatizzi in base alle apparenze o, addirittura, ci discrimini in base a come appariamo al nostro senso più importante, cioè la vista (apparenza è ciò che appare, che si vede, elementare, no?) è un fatto assolutamente incontestabile.
Non possiamo nemmeno negare, basta fare un giretto su internet per rendersene conto, che intorno ai piedi nudi cresce e prospera tutta una serie di idee preconcette: il piede nudo puzza, coincide con le pratiche feticiste, va coperto e chi non lo fa è maleducato ed incivile, prova ne sia che non vanno più scalzi nemmeno gli Zulù.
Poi c’è il discorso dello sporco e delle presunte infezioni, cavallo di battaglia anche di tanti professionisti, siano essi ortopedici, infettivologi, parassitologi o medici di base.
Detto questo, ribadisco che il problema è la sottocultura imperante, che si può modificare solo con l’assuefazione e, quindi, con la ripetizione del gesto proibito, rendendolo consueto con il praticantato alla luce del sole di anni ed anni senza inconvenienti di una certa gravità che negano i rischi tanto paventati dai calzati incalliti che nemmeno sanno perché lo sono.
Non credo che si possa cambiare una cultura solo abbaiando risposte aggressive.
Semmai si rischia di creare pericolose ed irreversibili controreazioni.
Si, il discorso è in effetti tutto qui.
C'è chi avendo fretta, fame, le paturnie, non ha voglia di mettersi a discutere per far valere le proprie sacrosante ragioni ed i propri diritti - che a tempo debito sa ben far valere - e che quindi manda in cuor suo aff.. il ristoratore, l'esercente o il vigilante che sia ed avendoli, si infila i calzari.
Altri invece, più gelidi, non avendo fame ed avendo vinto alla lotteria, non si farebbero mai mettere i piedi (calzati, orrore..!!) in testa e fulminano i suddetti con risposte ben assestate dissuadendoli vita natural durante dal pensare che uno scalzo sia diverso da tutti gli altri.
Il mondo è bello perché è avariato diceva quel tale ...
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Re: Già, perchè ?

Messaggio  Rei il Gio Mag 16 2013, 08:51

Certo che per tutte le persone che lottano contro i propri tabù interni e che cercano il coraggio di esporsi un po' più in pubblico e di grande conforto che qualcuno continui a predicare la falsa convinzione che tutto il mondo trama contro di noi, che quando uno certa di violare i nostri diritti, invece di farli valere come sarebbe giusto, bisogna sempre e comunque piegare il capo e subire, perché tanto il primo cretino che spara un divieto illegale troverà milioni di persone che appoggeranno il suo divieto, violando coscientemente la legge, soprattutto se tutori dell'ordine o giudici, che infatti non aspettano altro che violare la legge per far contento un prepotente frustrato.
Ma per favore.

Sia chiaro una volta per tutte: se qualcuno vi vieta di entrare in un esercizio pubblico, o su un mezzo pubblico (esclusa la metropolitana di Milano) perché siete scalzi, sta violando la legge.
Punto.
Voi avete due possibilità:
1) reagire nei modi adatti, ricordandovi che avete ragione, i tutori dell'ordine e i giudici applicando la legge non possono fare altro che darvi ragione, i proprietari degli esercizi pubblici sanno che avete ragione e non vogliono passare guai, insomma, non può succedere altro che vi diano ragione.
2) Non reagite, vi fate mettere i piedi in testa, incoraggiate il sopruso e la vostra eventuale e tardiva protesta sarà studiata accuratamente per farvi dare torto (con un po' di impegno ci si riesce).

In ogni caso creerete un precedente: se avrete reagito al sopruso avrete contribuito a fare in modo che non si ripeta e quindi ad una diminuzione di eventuali soprusi futuri.
Se avete subito, avrete incoraggiato il sopruso e avrete contribuito a farli aumentare in futuro.

Ed in ogni caso: già molti di noi hanno o hanno avuto i loro problemi interni da vincere ed avere qualcuno che instilla false paure su immaginarie reazioni negative della società non gli aiuta certo a superarli.
Le reazioni allo scalzismo mi ricordano quelle sui blue-jeans negli anni '50/'60: c'era chi vedeva il loro la causa di tutti i mali del mondo, chi li proibiva in contesti precisi e limitati (a scuola, per esempio), ma alla fine era solo una piccola minoranza chiassosa e alla fine malvista ("Spesso i benpensanti sono dei non pensanti." Indro Montanelli).
E ricordate: nessuno è mai andato in galera per aver indossato dei blue-jeans, nessuno è stato buttato fuori da un negozio o da un mezzo pubblico perché indossava dei blue-jeans, o se qualcuno ci ha provato, ha violato la legge e per questo è stato punito.
Se pensate che il paragone tra blue-jeans e scalzismo non sia corretto, beh l'unica vera differenza è che all'epoca delle polemiche sui blue-jeans non c'erano dei paranoici convinti che tutto il mondo complottava per creare leggi che proibissero di indossare i blue-jeans e altre pippe mentali.
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Re: Già, perchè ?

Messaggio  Rei il Gio Mag 16 2013, 08:56

Provate a rileggervi questo testo leggermente corretto e provate a vedere se ha ancora senso: se ce l'ha ammetto di aver sbagliato tutto, ma se vi sembra un po' paranoico allora riflettete su quanto ho scritto prima.
lucignolo ha scritto:Il problema è che devi aspettare che la persona si procuri il regolamento, poi lo si deve spulciare e se c'è qualche riferimento ambiguo relativo alla sicurezza, al decoro od alla decenza bisogna perdere ulteriore tempo per dimostrare all'idiota di turno che i blue-jeans non sono i genitali (creati anch'essi da Dio, da Madre Natura o chiamatela come volete).
Ed intanto passa il tempo.
Molti non ritengono il portare i blue-jeans così importante da dedicargli così tanto impegno, altri si sentono come illuminati dalle luci di una ribalta, diventando momentaneamente il centro dell'attenzione.
Poiché è certo che la maggior parte di noi lotta con se stesso per vincere i propri tabù interni, è altrettanto certo che una diatriba pubblica è l'ultima cosa che ci vuole per essere incoraggiati ad indossare i blue-jeans fra la gente.
Che si tratti di seghe mentali è questione di punti di vista, perché che la gente ci giudichi e ci stigmatizzi in base alle apparenze o, addirittura, ci discrimini in base a come appariamo al nostro senso più importante, cioè la vista (apparenza è ciò che appare, che si vede, elementare, no?) è un fatto assolutamente incontestabile.
Non possiamo nemmeno negare, basta fare un giretto su internet per rendersene conto, che intorno ai blue-jeans cresce e prospera tutta una serie di idee preconcette: il blue-jeans puzza, coincide con le pratiche feticiste, va coperto e chi non lo fa è maleducato ed incivile, prova ne sia che non vanno più in blue-jeans i nemmeno gli Zulù.
Poi c’è il discorso dello sporco e delle presunte infezioni, cavallo di battaglia anche di tanti professionisti, siano essi ortopedici, infettivologi, parassitologi o medici di base.
Detto questo, ribadisco che il problema è la sottocultura imperante, che si può modificare solo con l’assuefazione e, quindi, con la ripetizione del gesto proibito, rendendolo consueto con il praticantato alla luce del sole di anni ed anni senza inconvenienti di una certa gravità che negano i rischi tanto paventati dai giaccacravattati incalliti che nemmeno sanno perché lo sono.
Non credo che si possa cambiare una cultura solo abbaiando risposte aggressive.
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Messaggio  lucignolo il Gio Mag 16 2013, 21:40

Rei ha scritto:se qualcuno vi vieta di entrare in un esercizio pubblico, o su un mezzo pubblico (esclusa la metropolitana di Milano) perché siete scalzi, sta violando la legge.
È meglio finirla qui.
Sei talmente convinto della tua politica aggressiva da pensare che con la spada si domina il mondo.....almeno finché non trovi qualcuno che la spada te la infila su per il ....
Quel "Esclusa la metropolitana di Milano" dimostra che non hai ancora capito un tubo.
Se cominci a rompere, il divieto te lo creano dall'oggi al domani e tu, di fronte al divieto scritto, cali le mutande.
Insomma, fai il forte con i deboli ed il debole con i forti.
Sembri uno di quei mosconi che continuano a sbattere contro il vetro e non vedono la fessura a dieci centimetri di distanza.
Sei bravo, sei forte, sai gelare chiunque con un dito.....a me non hai mai dimostrato nulla.
E non credo finché non vedo, caro Barone.
La smettiamo di annoiare i lettori?
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Re: Già, perchè ?

Messaggio  Rei il Gio Mag 16 2013, 23:03

lucignolo ha scritto:Se cominci a rompere, il divieto te lo creano dall'oggi al domani
Puoi farmi un elenco?
Intendo di situazioni in cui, dopo aver visto uno o più scalzi, abbiano introdotto il divieto?
Una proposta per modificare l'art. 187, un cambiamento recente al regolamento della Metro di Roma o dei vaporetti di Venezia?
Insomma qualcosa fatto dall'oggi al domani per punire, vietare, reprimere e condannare con urgenza lo scalzismo.

Sono anni che preconizzi il dilagare di divieti, leggi, grida e quant'altro ed in tutti questi anni ce ne è stato solo uno, Pavia, introdotto da gente razzista che voleva colpire gli "zingari", mancando clamorosamente il bersaglio perché l'ultima "zingara" scalza avvistata in zona risale al 1976, a Milano, Verziere, vicino a Piazza Duomo.
Da me e mio fratello, mentre passavamo con il tram, per la cronaca.
Ok, sarò onesto, sono due: c'è anche il cambio di regolamento scolastico a Teramo per bloccare lo scalzismo scolastico della ex-scalzista ed ex frequentatrice del Forum Angelina "Sowild".

Ed allora mi sorge un dubbio: non sarà che tutto questo fiorire di divieti che tu avevi previsto come immancabili, sicuri, inevitabili, imminenti, siano soltanto una tua paranoia?
E visto che la realtà contraddice la tua paranoia, la neghi. Non dico mettere in dubbio la mia parola (e quella di Paolo Selis, testimone di almeno uno dei miei "exploit"), che è già di per sé offensivo, ma anche della realtà oggettiva che si riassume in un unico dato di fatto: esistono pochissime eccezioni, sette, otto in tutta Italia ad esagerare, al fatto che NON è vietato circolare scalzi per le strade e sui mezzi pubblici, ed inoltre NON esistono e non possono esistere eccezioni all'art. 187, salvo le due esplicitamente sancite dalla legge stessa (divieto di somministrare alcolici a minori e persone in grave stato di ubriachezza).
Come non posso esistere giudici che invece di applicare la legge, se ne inventino una diversa: nessuno può essere condannato se non in base ad una legge esistente, anche quando il giudice è profondamente convinto che quella legge mancante dovrebbe esistere.
Sono le basi su cui è fondata la democrazia ed il diritto e non serve essere avvocati per saperlo, basta un buon insegnante di storia al liceo.

Tutto questo indipendentemente dalla mie gesta.

Insomma, per quanto tu insista, non puoi cambiare la realtà: i divieti che tu preconizzi da anni stanno solo nella tua fantasia e non trovo giusto che tu, con i tuoi discorsi fuorvianti e paranoici, crei problemi e cerchi di bloccare il percorso di persone che stanno iniziando ora con lo scalzismo e devono già combattere contro i loro freni interiori senza trovarsi la strada sbarrata dalle tue fantasie paranoiche.
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Re: Già, perchè ?

Messaggio  bfpaul il Ven Mag 17 2013, 12:19

Rei ha scritto:
lucignolo ha scritto:Se cominci a rompere, il divieto te lo creano dall'oggi al domani
Puoi farmi un elenco?
Intendo di situazioni in cui, dopo aver visto uno o più scalzi, abbiano introdotto il divieto?
Una proposta per modificare l'art. 187, un cambiamento recente al regolamento della Metro di Roma o dei vaporetti di Venezia?
Insomma qualcosa fatto dall'oggi al domani per punire, vietare, reprimere e condannare con urgenza lo scalzismo.

Sono anni che preconizzi il dilagare di divieti, leggi, grida e quant'altro ed in tutti questi anni ce ne è stato solo uno, Pavia, introdotto da gente razzista che voleva colpire gli "zingari", mancando clamorosamente il bersaglio perché l'ultima "zingara" scalza avvistata in zona risale al 1976, a Milano, Verziere, vicino a Piazza Duomo.
Da me e mio fratello, mentre passavamo con il tram, per la cronaca.
Ok, sarò onesto, sono due: c'è anche il cambio di regolamento scolastico a Teramo per bloccare lo scalzismo scolastico della ex-scalzista ed ex frequentatrice del Forum Angelina "Sowild".

Ed allora mi sorge un dubbio: non sarà che tutto questo fiorire di divieti che tu avevi previsto come immancabili, sicuri, inevitabili, imminenti, siano soltanto una tua paranoia?
E visto che la realtà contraddice la tua paranoia, la neghi. Non dico mettere in dubbio la mia parola (e quella di Paolo Selis, testimone di almeno uno dei miei "exploit"), che è già di per sé offensivo, ma anche della realtà oggettiva che si riassume in un unico dato di fatto: esistono pochissime eccezioni, sette, otto in tutta Italia ad esagerare, al fatto che NON è vietato circolare scalzi per le strade e sui mezzi pubblici, ed inoltre NON esistono e non possono esistere eccezioni all'art. 187, salvo le due esplicitamente sancite dalla legge stessa (divieto di somministrare alcolici a minori e persone in grave stato di ubriachezza).
Come non posso esistere giudici che invece di applicare la legge, se ne inventino una diversa: nessuno può essere condannato se non in base ad una legge esistente, anche quando il giudice è profondamente convinto che quella legge mancante dovrebbe esistere.
Sono le basi su cui è fondata la democrazia ed il diritto e non serve essere avvocati per saperlo, basta un buon insegnante di storia al liceo.

Tutto questo indipendentemente dalla mie gesta.

Insomma, per quanto tu insista, non puoi cambiare la realtà: i divieti che tu preconizzi da anni stanno solo nella tua fantasia e non trovo giusto che tu, con i tuoi discorsi fuorvianti e paranoici, crei problemi e cerchi di bloccare il percorso di persone che stanno iniziando ora con lo scalzismo e devono già combattere contro i loro freni interiori senza trovarsi la strada sbarrata dalle tue fantasie paranoiche.
Credo di aver capito una cosa: avete idee e visioni diverse della vita e del mondo.
Lo avranno capito anche gli altri? Mah .. Laughing

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Re: Già, perchè ?

Messaggio  Rei il Ven Mag 17 2013, 14:29

bfpaul ha scritto:Credo di aver capito una cosa: avete idee e visioni diverse della vita e del mondo.
Lo avranno capito anche gli altri? Mah .. Laughing
bfpaul
Sai, un conto è avere idee diverse, un conto è negare la realtà quando non coincide con le proprie paranoie, spaventando chi si sta affacciando allo scalzismo, con tutti i timori e le paure che questo comporta.
Un predicatore che preconizza un'apocalisse di divieti e angherie (tra l'altro mai avvenuti) non è che li aiuti molto.
In questi giorni Lucignolo mi ricorda quel predicatore americano che, dopo lunghi calcoli, ha dedotto dalla Bibbia la data esatta della fine del mondo.
Per tre volte.
E nessuna delle tre volte la fine del mondo si è verificata (o almeno, io non me ne sono accorto Very Happy ).
E cosa pensate che stia facendo?
Nuovi calcoli per stabilire una nuova data.
Analogamente Lucignolo, visto che l'Apocalisse antiscalzi non si è ancora verificata, lancia nuove e terrificanti profezie sull'intolleranza futura che ci aspetta inesorabilmente.
Nel frattempo, insieme ad altri due amanti napoletani della pizza napoletana verace, ieri sono andato a provare, per la prima volta, una nuova (e ottima) pizzeria dalle parti di Piazza Re di Roma.
Mentre ci accomodavamo ai tavoli, la moglie del proprietario è andata dal marito e sottovoce (ma io ho un udito molto buono), un po' scandalizzata, gli ha detto: "Ma è scalzo!"
Il marito, che conosce bene il mitico art. 187, le ha risposto: "Sì, e allora?"
Poi, quando alla fine ha portato il conto aveva già capito, dai nostri discorsi a tavola, che eravamo degli esperti di pizza (ha captato che uno dei miei commensali conosce personalmente qualche nome mitico tra gli amanti della pizza, tipo Enzo Coccia, Franco Pepe e Gino Sorbillo) e già mi guardava con occhi diversi: uno di loro, un po' strano, ma uno di loro (nel senso della setta degli amanti della "Pizza Napoletana Verace D.O.C.").
Si vede che non l'hanno avvisata dell'imminente apocalisse. Razz
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Re: Già, perchè ?

Messaggio  Elan il Ven Mag 17 2013, 14:53

Senti REI, questo post mi ha incuriosito ... per me, di discendenza lombardo-veneta, pizza è pizza, mentre ne parli come qui si parlerebbe di Brunello piuttosto che di Sassicaia. Sarei anche disposto a provare una pizza di tale alto livello venerdì sera ... si fa per dire, senza volr complicare la vita a nessuno ..

Quanto al nostro Flavio - Lucignolo, permettetemi di caxxeggiare un po' liberamente .... secondo me inconsciamente cerca la colpa e l'espiazione ... una forma di ricerca della catarsi attraverso lo scalzismo, forse. Già il Nickname "Lucignolo" è significativo: Lucignolo era un po' cattivo e un po' vittima e, alla fine, deve espiare, il monellaccio... forse lui, inconsciamente, considera lo scalzismo un peccato, una immorale concessione all' edonismo, al piacere puro dei sensi, in contrasto con la sua severa, direi savonaroliana, visione del mondo da scienziato quasi eremita ... va scalzo per espiare, ma, dato che gli piace, poi deve espiare l'andare scalzo ... un circolo vizioso dal quale è difficile uscire, specialmente se, nonostante anni di scalzismo, i suoi piedi ancora non sopportano i sampietrini romani Smile

Spero proprio di averlo qui presto, per una espiatoria passeggiata toscana durante la quale cercherò di trasmettergli, subliminalmente, un po' della mia beata, inconsciente, berlusconiana e quindi maialesca visione del mondo Smile Però, sarebbe ancora più bello se ci fossi anche tu, REI, per fare di questo episodio un momento catartico da ricordare per sempre e poter dire: quel giorno, sull 'Elsa, c'ero anche io ed ho udito cose che voi umani non potete immaginare.


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Re: Già, perchè ?

Messaggio  Elan il Ven Mag 17 2013, 15:02

PS: oggi è venerdì e da un anno a questa parte ho adottato l'usanza che, il venerdì, vado al lavoro senza calze, con i miei zoccoli mefisto, con gran divertimento dei miei giovani e conformistici collaboratori.

La nostra attività si trova in un bosco, non lontano da San Gimignano (altra bella meta per passeggiate catartiche su sampietrini) e per mangiare devo spostarmi almeno di 7 km. Oggi sono andato ad un punto di ristoro mobile (leggasi porchettaro) sulla via Volterran, che mi conosce da tempo e ho lasciato gli zoccoli in macchina.

I miei piedi nudi non sono passati inosservati ed ho chiacchierato amabilmente con un gruppo di soccorritori volontari della Misericordia locale e con una coppia di turisti australiani.

Insomma: i piedi nudi sono un eccellente veicolo di contatti, rimorchi e chiacchierate casuali. Molto meglio del classico canino, dato che non li devi nemmeno portare a fare la pipì.

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Re: Già, perchè ?

Messaggio  John & Jane il Ven Mag 17 2013, 15:17

Elan ha scritto:Senti REI, questo post mi ha incuriosito ... per me, di discendenza lombardo-veneta, pizza è pizza, mentre ne parli come qui si parlerebbe di Brunello piuttosto che di Sassicaia. Sarei anche disposto a provare una pizza di tale alto livello venerdì sera ... si fa per dire, senza volr complicare la vita a nessuno ..

Quanto al nostro Flavio - Lucignolo, permettetemi di caxxeggiare un po' liberamente .... secondo me inconsciamente cerca la colpa e l'espiazione ... una forma di ricerca della catarsi attraverso lo scalzismo, forse. Già il Nickname "Lucignolo" è significativo: Lucignolo era un po' cattivo e un po' vittima e, alla fine, deve espiare, il monellaccio... forse lui, inconsciamente, considera lo scalzismo un peccato, una immorale concessione all' edonismo, al piacere puro dei sensi, in contrasto con la sua severa, direi savonaroliana, visione del mondo da scienziato quasi eremita ... va scalzo per espiare, ma, dato che gli piace, poi deve espiare l'andare scalzo ... un circolo vizioso dal quale è difficile uscire, specialmente se, nonostante anni di scalzismo, i suoi piedi ancora non sopportano i sampietrini romani Smile

Spero proprio di averlo qui presto, per una espiatoria passeggiata toscana durante la quale cercherò di trasmettergli, subliminalmente, un po' della mia beata, inconsciente, berlusconiana e quindi maialesca visione del mondo Smile Però, sarebbe ancora più bello se ci fossi anche tu, REI, per fare di questo episodio un momento catartico da ricordare per sempre e poter dire: quel giorno, sull 'Elsa, c'ero anche io ed ho udito cose che voi umani non potete immaginare.


Sei troppo divertente: allo spirito della romanità nativa, hai aggiunto quello del toscanaccio irriverente! Noi siamo usciti sostanzialmente indenni dai terribili sampietrini romani, anche dopo svariati chilometri.
Ciao, Gianc.

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Re: Già, perchè ?

Messaggio  tarzone il Ven Mag 17 2013, 16:15

Devo ammettere che queste interminbili diatribe tra Rei e Lucignolo, oltrechè divertirmi, mi fanno ricordare una sit-com del passato, Casa Vianello.
Ora non sta a me sicuramente stabilire chi sia Raimondo e chi Sandra, non vorrei mai aprire un' altra discussione sugli orientamenti sessuali, ci mancherebbe solo questo!
Così come erano divertenti loro lo siete anche voi Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy
Siete più unici che rari per l' inossidabile costanza che avete nel sostenere ognuno le proprie ragioni, io non avrei nemmeno un decimo di questa costanza e tenacia.
Io e Marco 53 siamo stati sbattuti fuori nel 2012 dallo stand della SEAT al Salone dell' Auto di Ginevra, (episodio già raccontato sul forum), nessuno dei 2 s'è neanche lontanamente sognato di controbattere, per giunta in francese.
Prima che Rei mi risponda al tal proposito devo dire che non mi sono sentito sminuito, sto bene lo stesso, e dalla risposta fornita sul forum da Marco si può dedurre che valga anche per lui.
Una mia personale considerazione: la Verità nessuno l' ha in tasca, in questo mondo non esistono cose tutte bianche o tutte nere, ma solo con diverse sfumature di grigio più o meno intenso, credo che sia del tutto inutile intestardirsi fino alla consunzione su una posizione, quale essa sia.
Saluti concilianti
Valerio
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Re: Già, perchè ?

Messaggio  Rei il Ven Mag 17 2013, 16:41

Elan ha scritto:Senti REI, questo post mi ha incuriosito ... per me, di discendenza lombardo-veneta, pizza è pizza, mentre ne parli come qui si parlerebbe di Brunello piuttosto che di Sassicaia. Sarei anche disposto a provare una pizza di tale alto livello venerdì sera ... si fa per dire, senza volr complicare la vita a nessuno ..
Sabato a pranzo; venerdì sera andiamo al libanese.

Ci sono due scuole di pizza, quella napoletana e quella "romana" diffusa da Roma in su. La prima è morbida, dall'impasto più spesso e con un cornicione spesso e flessibile. L'altra è più sottile e croccante.
Per i napoletani non è neanche pizza, ma una focaccia che usurpa il nome di pizza.
Da buon nordico ho dovuto aspettare anni per assaggiare la vera pizza napoletana, anche se mia madre, mantovana purosangue, sosteneva sempre di essere d'accordo con i napoletani e sospirava della mancanza di vera pizza napoletana dalle mie parti.
Per fortuna ho potuto recuperare, fino al clamoroso colpo di fortuna di partecipare ad una degustazione di pizze preparate dai quattro maestri indiscussi di Napoli e dintorni: Enzo Coccia de La Notizia, Attilio Bachetti della pizzeria Attilio, Gino Sorbillo della omonima pizzeria e Franco Pepe della pizzeria Pepe di Caiazzo, mentre fuori, chi non era riuscito ad entrare offriva cifre spropositate per farsi cedere l'invito.
E comunque, se andremo da "O' Sole e Napule" (un nome scelto per mantenere il mistero sulle origini dei piatti serviti lol! ) capirai la differenza.
Intanto leggiti la recensione:
http://www.puntarellarossa.it/2013/04/19/roma-raddoppia-o-sole-e-napule-la-pizza-napoletana-che-non-delude-e-costa-poco/#more-36756
ed ignora i commenti che puzzano di falsi scritti da concorrenti invidiosi.


Ultima modifica di Rei il Ven Mag 17 2013, 16:46, modificato 3 volte
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Re: Già, perchè ?

Messaggio  Rei il Ven Mag 17 2013, 16:42

Elan ha scritto:Spero proprio di averlo qui presto, per una espiatoria passeggiata toscana durante la quale cercherò di trasmettergli, subliminalmente, un po' della mia beata, inconsciente, berlusconiana e quindi maialesca visione del mondo Smile Però, sarebbe ancora più bello se ci fossi anche tu, REI, per fare di questo episodio un momento catartico da ricordare per sempre e poter dire: quel giorno, sull 'Elsa, c'ero anche io ed ho udito cose che voi umani non potete immaginare.
Parliamone in pizzeria.
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Re: Già, perchè ?

Messaggio  Rei il Ven Mag 17 2013, 16:51

tarzone ha scritto:Prima che Rei mi risponda al tal proposito devo dire che non mi sono sentito sminuito, sto bene lo stesso, e dalla risposta fornita sul forum da Marco si può dedurre che valga anche per lui.
Nel 99% dei casi, quando si ha ragione, ci si può far valere e spuntarla.
Ma c'è un misero 1% (100%, per qualcuno) in cui, anche con tutta la buona volontà, non si riesce a spuntarla.
Pazienza, l'importante è, come dici tu, stare bene con se stesso...
e non farsi mettere i piedi in testa nel rimanente 99%.
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Re: Già, perchè ?

Messaggio  lucignolo il Ven Mag 17 2013, 20:51

Rei ha scritto:.....i divieti che tu preconizzi da anni stanno solo nella tua fantasia e non trovo giusto che tu, con i tuoi discorsi fuorvianti e paranoici, crei problemi e cerchi di bloccare il percorso di persone che stanno iniziando ora con lo scalzismo e devono già combattere contro i loro freni interiori senza trovarsi la strada sbarrata dalle tue fantasie paranoiche.
Non dire sciocchezze, per favore.
Non ti permetto di dire che creo problemi, visto che ho sempre incoraggiato ad andare avanti e mi sembra di fare fatti e non solo chiacchiere.
Però vedo che continui a non comprendere che una cosa è il piacere di andare scalzi ed il perseverare nel farlo in barba a quanto ne pensa molta (ma molta) gente, altra cosa è continuare a far finta che certi pregiudizi non esistano e che gli ostacoli siano tutti una passeggiata.
Va bene, vuoi la ragione? Te la do, basta che la pianti di rompermi le scatole.
Non ho bisogno di litigare col guardiano del museo, col gestore del cinematografo o del ristorante che non sanno nemmeno da dove vengo, perciò vado scalzo ovunque, salvo che nei locali pubblici.
Di spazio ce n'è tanto e non ho bisogno di fare il Don Chosciotte dove andare a piedi nudi non è più un piacere, ma uno stress.
Non la pensi così? Va bene, ma non mi rompere e non mi attribuire malattie psichiatriche che richiedono capacità diagnostiche al di la della tua comprensione e della tua preparazione.
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