Presentazione

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Presentazione

Messaggio  young_barefooter il Mer Lug 10 2013, 10:12

Ciao a tutti, ecco qualche informazione su di me, per presentarmi.
Premetto che tendo a essere piuttosto prolisso, spero di non annoiare nessuno!

Ho 33 anni e pratico il barefooting abbastanza di frequente ormai da una decina d'anni.
Fin dalla più tenera età ricordo di essere sempre stato molto attratto dal camminare scalzo,
quasi una cosa innata (nei bambini tuttavia credo sia una cosa piuttosto comune).
Nei primi anni di vita sono stato, per quanto possibile, assecondato da una nonna di saggia cultura contadina, che spesso in campagna mi lasciava "libero".
Crescendo ho via via perso questa sana abitudine, soffocato da una famiglia non tanto maniaca dell'igiene, più che altro preoccupata dai "rischi" che tale abitudine poteva comportare. Oltretutto le occasioni di "praticare" clandestinamente sono sempre state poche. Finchè...

Arrivato a circa 20 anni, per diverse motivazioni (postura, predisposizione anatomica, scelta errata delle scarpe) ho cominciato a soffrire di incarnimento delle unghie degli alluci. Ho subuito una rimozione chirurgica (in sala operatoria con tutti i crismi) dell'intera unghia dell'alluce sinistro: una cosa degna della tortura medievale, con i medici e infermieri che chiacchieravano di calcio e automobili mentre io ero lì a soffrire come un cane! Il recupero è stato ovviamente lungo e doloroso e... sorpresa! Qualche mese dopo, l'unghia,  ricrescendo non correttamente "instradata" si è di nuovo incarnita!
Al che ho cambiato medico curante. Quello nuovo, più saggiamente mi ha indirizzato per tempo verso un podologo. Così a forza di dolorose sessioni di tortura al modico prezzo di 50.000-100.000 lire (beati vecchi tempi!) per volta, ho raggiunto una situazione di relativa stabilità, per la quale le unghie, pur essendo sempre a rischio, non si incarnivano più così frequentemente.
Se non altro, a forza di vedere come si faceva, anchio ho imparato a intervenire alla stregua di un podologo "dilettante", con risultati inaspettati (due anni fa ho "operato" mio suocero che, a causa di un evento traumatico, aveva circa mezzo centimetro di unghia del dito "medio" del piede cresciuta nella carne: nel giro di 10 giorni era di nuovo sano come un pesce! Come lo è tuttora.).

Tornando al discorso iniziale, l'ultimo podologo al quale mi sono rivolto, ha intuito che (forse?!!) c'era qualche problema di natura posturale e di conformazione che causava il fenomeno. In effetti avevo le dita troppo vicine, l'alluce tendeva, nella parte "interna", a finire sotto al dito accanto. Il suo consiglio fu di fare lunghe camminate scalzo dove possibile sul bagnasciuga in spiaggia per la precisione), di modo da irrobustire la muscolatura del piede, costringendo in questo modo le dita a distanziarsi correttamente. Il suo consiglio è stato uno dei momenti catartici della mia esistenza: mi ha aperto la strada al considerare il camminare scalzo come sana e piacevole abitudine e non come inviolabile tabù (anche se la strada non è sempre stata in discesa).

Nel frattempo cominciavo a sganciarmi dalla famiglia di origine, quindi le occasioni si fecero molto più numerose, più che altro però ancora legate per la maggiore a tempi e luoghi di vacanza: al mare e dintorni.
In pratica ho seguito il consiglio del podologo, rendendomi conto che, oltre a risolvere il problema contingente, era molto piacevole. Così un po' alla volta ho cominciato ad andare oltre, facendo scalzo il tragitto spiaggia-casa, poi anche il contrario, poi addirittura uscendo direttamente scalzo per passeggiate sul lungomare, infine anche per recarmi in zone della città che col mare centravano poco. Ovviamente ero in vazanza con amici e/o fidanzata di turno, coi miei genitori non credo ciò sarebbe stato possibile. In pratica ho risolto definitivamente il problema unghie incarnite, nonchè ho aumentato decisamente le capacità di resistenza della pianta del piede temprandola gradualmente con passeggiate su superfici di tutti i tipi e temperature non sempre amichevoli.

Tutto questo finchè un bel giorno, navigando in Internet, sono capitato sul sito dei nati-scalzi. Questa "scoperta" è stata per me illuminante in quanto mi sono reso conto che non ero l'unico "alieno" che adora camminare a piedi nudi! Questo ha messo in moto i miei neuroni e ha fatto prendere "piede" sempre più l'idea che "SI PUO' FARE!" non solo al mare, ma anche in contesti decisamente poco comuni, come la città di MILANO (e non solo), dove attualmente lavoro (zona Lambrate-Città Studi).

Fin qui sembra tutto perfetto, però come in tutte le cose occorre mettere in contro qualche difficoltà:

Sono un tipo piuttosto timido e insucuro, mi sento perennemente sotto esame e condizionato dalle opinioni altrui.
Questo all'inizio è stato uno degli ostacoli più ardui da superare. Ovviamente "praticando" a Milano avevo la garanzia di un certo "anonimato", però i momenti di "libertà" all'inizio erando dominati dall'ansia e dall'agitazione, nonchè dal timore di incontrare qualche collega (ho rischiato di essere "scoperto" un paio di volte ma ho sempre avuto fortuna). Tutt'oggi sono ancora piuttosto timoroso, ma ho fatto parecchi passi avanti e ne ho tratto giovamento anche dal punto di vista della forza del mio carattere e della sicurezza di me.

All'inizio è stata dura fisicamente. Nonostante le strade e i marciapiedi della "mia" zona a Milano siano molto meno peggio di quello che credevo, posso contare almeno una decina di "forature" ad opera di vetrini assortiti (praticamente presi tutti in condizioni di partenza "rischiose", ovvero pioggia e asfalto zuppo) ma sempre rimossi fai-da-te senza conseguenza alcuna. Cosa ben peggiore erano le vesciche, non solo da caldo. Qua volevo fare una considerazione: a parte la resistenza o meno delle suole, a mio avviso occorre infatti rieducare da 0 il piede a camminare scalzo. In pratica, almeno nel mio caso, ho notato che era ancora forte il "ricordo" delle scarpe, che mi portava inconsapevolmente ad assumere posture e a compiere i movimenti di base come se stessi indossando le scarpe. Risultato: attriti "anomali" che molte volte hanno generato nella zona del tallone grandi e dolorose vesciche, lente da far passare ma soprattutto difficili da spiegare in famiglia!
Un'altra cosa abbastanza (per me) preoccupante che mi è capitata è la seguente: dopo intensa attività di spalatura della neve davanti casa (calzato ovviamente), al rientro ero sudato e accaldato per l'attività appena svolta e non ho resistito alla tentazione di uscire in giardino scalzo a farmi una passeggiata "sperimentale".
In pratica poco dopo il mio cuore ha manifestato un'artmia abbastanza comune (frequenti extrasistoli) ma sufficiente a farmi spaventare al punto di recarmi in pronto soccorso per un controllo. Ovviamente mi accompagnò mio padre e non me la sentii di parlare della passeggiata scalzo. Comunque mi pare strano, non credo di essermi raffreddato al punto tale di sviluppare una condizione di ipotermia, credo che la colpa sia più che altro dello sforzo fatto per spalare la neve. Questo tuttavia ha creato un precedente "importante" che per anni mi ha scoraggiato nelle camminate scalze "invernali", tutt'ora la neve per me è un tabù che non mi sento di superare (ci ho provato in infradito con 20 cm di neve, però ho smesso quasi subito per timore).

In ogni caso, in un modo o nell'altro sono sempre riuscito a prendermi i miei momenti di libertà, sempre più spesso negli ultimi 2-3 anni. Diciamo che ora ho svilupato una buona resistenza delle "suole", vetri e affini non sono più un problema (sarà solo fortuna?) e anche le vesciche "posturali" sono un ricordo. Anche le temperature "estreme" non sono un grande problema sia d'estate che in inverno (salvo la neve). In inverno ho iniziato a girare solo con clima asciutto, in seguito anche in caso di pioggia. In genere con temperature minori di 4-5 gradi preferisco evitare, anche se quest'anno me la sono cavata alla grande anche con pioggia intensa e 4 gradi di temperatura dell'aria, circa la metà, credo al suolo bagnato.
Altri benefici sono legati al fatto che la mia sopportazione corporea alle basse temperature è salita di molto e la frequenza di malanni stagionali si è quasi del tutto azzerata. Anche la resistenza immunitaria sembra migliorata. Nonostante tutto non ho dei piedi da "hobbit", la pianta è callosa ma niente di eclatante, i talloni induriti ma non screpolati. Le dita sono ben distanziate, direi che tutto il piede ne ha tratto giovamento anche come estetica.
In ogni caso ora sono in grado di affrontare qualsiasi tipo di terreno. Altri aneddoti: ricordo che un tempo il mio abbigliamento invernale da casa era una tuta sintetica e/o maglione di lana con calze di cotone e ciabatte. Ora sto in pantaloncini, maglietta e infradito, e da quest'anno più nemmeno quelle. Ovviamente gli amici e conoscenti restano sconvolti dal mio abbigliamento ma col tempo hanno imparato a consierare la cosa ordinaria (almeno nel mio caso).

Ho tralasciato un dettaglio importante: dal 2008 sono felicemente sposato con una ragazza di mentalità sufficientemente libera e aperta da non criticare la mia passione. Ovviamente anche con lei per ora mi sento di tenere un basso profilo, attualmente non sa delle mie camminate milanesi e invernali. Sto aspettando il momento giusto per la mia personale disclosure ufficiale! Anche lei al mare qualche volta ha provato a camminare scalza per strada ma in un paio di occasioni un chewing-gum masticato appicciato sotto il piede ha in parte rovinato l'idillio. Per il resto è abbastanza timorosa di chiodi/vetri e altre amenità. Però non mi vieta di "praticare" in sua presenza (ove possibile e coerentemente alla situazione).

Abbiamo un bimbo di quasi 4 anni. Ovviamente in casa è perennemente scalzo, con calze antiscivolo d'inverno e calzini di cotone in primavera/autunno (timori di mamma per il freddo).
Fuori ovviamente è un po' difficile per i soliti "rischi" che ben potete immaginare. Pure in casa dei nonni è costretto a indossare le scarpe, il rischio è di ammalarsi per il freddo intenso (anche d'estate?). E poi stare con le scarpe (con cui ovviamente si esce) sul divano o sul letto non mi pare molto igienico... Però per loro va bene così! (per la cronaca: i miei suoceri non sono molto anziani ma a momenti non vanno scalzi nemmeno in spiaggia. Lei ha i piedi abbastanza deformati a causa di scarpe errate da giovane e peso eccessivo in seguito). Ovviamente sono terrorizzati dai soliti
vetri/siringhe/chiodi ecc. ecc.  
Anche mia cognata è decisamente barefoot-phobic e anche ossessionata dall'igiene. Quindi Il figlio ha sempre le scarpe/ciabatte anche in casa, anche col riscaldamento a pavimento e... anche sul divano chiaramente, evviva la pulizia!

Come primo post per ora credo di aver detto abbastanza.

Ciao a tutti e a presto!
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Re: Presentazione

Messaggio  Spyro il Mer Lug 10 2013, 10:57

Wei, ottima presentazione e interessante racconto della tua vita. Benvenuto nel Forum! Very Happy 
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Re: Presentazione

Messaggio  bfpaul il Mer Lug 10 2013, 12:48

young_barefooter ha scritto:Ciao a tutti, ecco qualche informazione su di me, per presentarmi.
Premetto che tendo a essere piuttosto prolisso, spero di non annoiare nessuno!
Annoiare? E perché mai! Siamo ben felici di leggere presentazioni così complete.
Allora, prima di tutto, benvenuto!
Voglio commentare alcune cose che mi sono parse molto interessanti.

young_barefooter ha scritto: ...., l'ultimo podologo al quale mi sono rivolto, ha intuito che (forse?!!) c'era qualche problema di natura posturale e di conformazione che causava il fenomeno.
Eh, i podologi! Da un po' hanno ormai capito che camminare scalzi FA BENE!
young_barefooter ha scritto:Tutto questo finchè un bel giorno, navigando in Internet, sono capitato sul sito dei nati-scalzi. Questa "scoperta" è stata per me illuminante in quanto mi sono reso conto che non ero l'unico "alieno" che adora camminare a piedi nudi! Questo ha messo in moto i miei neuroni e ha fatto prendere "piede" sempre più l'idea che "SI PUO' FARE!" non solo al mare, ma anche in contesti decisamente poco comuni, come la città di MILANO (e non solo), dove attualmente lavoro (zona Lambrate-Città Studi).
Meno male che ci hai trovato, però devo dire che sei rimasto muto fino a pochi giorni fa. Mi piacerebbe che molti altri come te avessero cominciato ad andare scalzi e che finalmente dopo tanto silenzio ce lo venissero a raccontare! Perché ci si renderbbe conto che siamo molti di più di quello che pensiamo.
young_barefooter ha scritto:Tutt'oggi sono ancora piuttosto timoroso, ma ho fatto parecchi passi avanti e ne ho tratto giovamento anche dal punto di vista della forza del mio carattere e della sicurezza di me.
Chiunque di noi ti dirà che più cammini e più impari a dare importanza a ciò che conta davvero. Se piano piano riesci ad abituare tutti, parenti amici e conoscenti al tuo modo di essere non perderai un grammo della loro considerazione anzi ci guadagnerai e questo servirà molto a darti maggiore sicurezza. Andare scalzi  non solo è anche questo, ma forse sopratutto questo!

young_barefooter ha scritto:Questo tuttavia ha creato un precedente "importante" che per anni mi ha scoraggiato nelle camminate scalze "invernali", tutt'ora la neve per me è un tabù che non mi sento di superare (ci ho provato in infradito con 20 cm di neve, però ho smesso quasi subito per timore).
Bastava andare da un cardiologo e ti passava la paura!
young_barefooter ha scritto:Altri benefici sono legati al fatto che la mia sopportazione corporea alle basse temperature è salita di molto e la frequenza di malanni stagionali si è quasi del tutto azzerata. Anche la resistenza immunitaria sembra migliorata. Nonostante tutto non ho dei piedi da "hobbit", la pianta è callosa ma niente di eclatante, i talloni induriti ma non screpolati. Le dita sono ben distanziate, direi che tutto il piede ne ha tratto giovamento anche come estetica.
In ogni caso ora sono in grado di affrontare qualsiasi tipo di terreno.
Benissimo, questo importa molto perché non si può andare scalzi e dare l'impressione di soffrire. Chiunque penserebbe  che stai facendo una penitenza o che sei un masochista. No, la prima cosa è essere a proprio agio e questa sicurezza si trasmette anche agli altri perché non si ha più bisogno di cercare negli sguardi degli altri una indifferenza o addirittura una approvazione.
young_barefooter ha scritto: Ho tralasciato un dettaglio importante: dal 2008 sono felicemente sposato con una ragazza di mentalità sufficientemente libera e aperta da non criticare la mia passione. Ovviamente anche con lei per ora mi sento di tenere un basso profilo, attualmente non sa delle mie camminate milanesi e invernali. Sto aspettando il momento giusto per la mia personale disclosure ufficiale! Anche lei al mare qualche volta ha provato a camminare scalza per strada ma in un paio di occasioni un chewing-gum masticato appicciato sotto il piede ha in parte rovinato l'idillio. Per il resto è abbastanza timorosa di chiodi/vetri e altre amenità. Però non mi vieta di "praticare" in sua presenza (ove possibile e coerentemente alla situazione).
Non do' mai consigli sopratutto se non richiesti, ma in questo caso direi che senz'altro devi semplicemente mostrare ciò che fai.
young_barefooter ha scritto: Abbiamo un bimbo di quasi 4 anni. Ovviamente in casa è perennemente scalzo, con calze antiscivolo d'inverno e calzini di cotone in primavera/autunno (timori di mamma per il freddo).
Fuori ovviamente è un po' difficile per i soliti "rischi" che ben potete immaginare. Pure in casa dei nonni è costretto a indossare le scarpe, il rischio è di ammalarsi per il freddo intenso (anche d'estate?). E poi stare con le scarpe (con cui ovviamente si esce) sul divano o sul letto non mi pare molto igienico... Però per loro va bene così! (per la cronaca: i miei suoceri non sono molto anziani ma a momenti non vanno scalzi nemmeno in spiaggia. Lei ha i piedi abbastanza deformati a causa di scarpe errate da giovane e peso eccessivo in seguito). Ovviamente sono terrorizzati dai soliti vetri/siringhe/chiodi ecc. ecc.  
Anche mia cognata è decisamente barefoot-phobic e anche ossessionata dall'igiene. Quindi Il figlio ha sempre le scarpe/ciabatte anche in casa, anche col riscaldamento a pavimento e... anche sul divano chiaramente, evviva la pulizia!
Complimenti per il bimbo.
Stare scalzo almeno in casa (intendo dire senza scarpe né calze) è meglio; si abituerà a combattere meglio il freddo ed il suo organismo ne uscirà rafforzato. Alla mamma bisogna spiegare che i bimbo non ha freddo o caldo quando LEI ha freddo o caldo; questo è un errore comunissimo e lascia i bambini sprovvisti delle loro sane difese naturali. Le mamme per prime dovrebbero capire che devono dare il buon esempio e che andare scalze fa benissimo anche e prima di tutto a loro stesse.
Quanto a germi cose del genere: se uno solo entra in casa con le scarpe, per terra c'è esattamente quanto c'è per strada, quindi se si va scalzi in casa, si può andare scalzi anche in strada senza temere chissaché.
I virus non vivono per terra ed i batteri hanno vita breve e molto difficilmente potrebbero entrare nell'organismo di uno che va scalzo. Anche perché noi abbiamo difese immunitarie ben più forti dgli "scarpati" che se li allevano nel bel calduccio - umido delle loro scarpe ...

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Grazie!

Messaggio  young_barefooter il Mer Lug 10 2013, 14:20

Ciao e grazie per il benvenuto bfpaul!

Leggendo i tuoi commenti alla mia presentazione non posso far altro che essere felice di trovare conferma a quanto da me sempre pensato e sostenuto.
Riguardo il mio silenzio sul forum diciamo che quando ho scoperto i Nati Scalzi tempo fa non avevo raggiunto il livello "evolutivo" attuale;
le mie esperienze scalze erano piuttosto limitate e non mi sentivo sufficientemente "skillato" per dare un contributo rilevante alla discussione (lo so, molto probabilmente era una delle mie paranoie), a parte elencare le mie sporadiche avventure scalze.
Così alla fine ho continuato a leggervi e a "praticare" sempre di più, molte volte prendendo spunto e coraggio dai vari interventi letti proprio sul forum ma fondamentalmente evitando di partecipare ai vari discorsi.

Ora è passato del tempo, nella mia vita sono successe varie cose positive che hanno migliorato la mia autostima e la mia sicurezza, anche dal punto di vista del barefooting sono cresciuto e credo sia venuto il momento di dire la mia. Mi spiace se ho fatto passare del tempo,
ma credo sia stata la naturale evoluzione delle cose, non me ne pento eccessivamente.
Ora comunque basta scavare nel passato e via verso il presente e oltre!
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Re: Presentazione

Messaggio  lucignolo il Mer Lug 10 2013, 17:00

young_barefooter ha scritto:Premetto che tendo a essere piuttosto prolisso, spero di non annoiare nessuno!
No, che non annoi nessuno!
Sono prolisso anch'io e pure polemico. Very Happy

Fin dalla più tenera età ricordo di essere sempre stato molto attratto dal camminare scalzo,
quasi una cosa innata (nei bambini tuttavia credo sia una cosa piuttosto comune).
Certo che è innata!
Quando ero più bambino che ragazzino e non c'erano i miei genitori, la prima cosa che volavano erano calze e ciabatte, poi i vestiti.
Libertà! Smile

Arrivato a circa 20 anni, per diverse motivazioni (postura, predisposizione anatomica, scelta errata delle scarpe) ho cominciato a soffrire di incarnimento delle unghie degli alluci. Ho subuito una rimozione chirurgica (in sala operatoria con tutti i crismi) dell'intera unghia dell'alluce sinistro: una cosa degna della tortura medievale, con i medici e infermieri che chiacchieravano di calcio e automobili mentre io ero lì a soffrire come un cane! Il recupero è stato ovviamente lungo e doloroso e... sorpresa! Qualche mese dopo, l'unghia,  ricrescendo non correttamente "instradata" si è di nuovo incarnita!
A me è capitato 2 volte, sempre allo stesso stramaledetto alluce.
Ma, dico io, non ti hanno fatto un'anestesia locale? scratch
Allora portavo spesso le scarpe.
Ma senti questa: nel 1988 mi capitò un brutto incidente stradale (in motocicletta) e fui costretto a quattro mesi di inattività fra gesso, riabilitazione ed abbandono delle stampelle.
Niente calzature.......e chi poteva andare in giro con quell'ingessatura!
Quando ritornai in piedi e calzato mi si incarnirono tutte e dieci le unghie dei piedi, sia pure corte e curate!
Hai letto bene, 10.
Il fenomeno si rivelò fortunatamente reversibile, disinfettando, lavando e stando scalzo il più possibile.
A parte un alluce che mi costrinse al secondo intervento.
Il podologo mi confermò quanto già sospettavo e cioè che le unghie dei piedi regolano la loro crescita ottimale in base a dei segnali che ricevono dall'ambiente.
La foza di gravità è uno dei fattori: un piede non sottoposto a pressione (e ad un congruo esercizio) va incontro ad tutta una serie di scompensi fra cui l'osteoporosi e le unghie crescono secondo schemi non corretti.
Il secondo fattore è la calzatura, che stringe e costringe; inoltre, la bagnacauda di sudore e batteri (che schifo, eh? Altro che lo sporco dell'asfalto!) complica e rende difficile la guarigione di una soluzione di continuità provocata da un unghia che ferisce fino al derma.
Insomma, l'unghia cresce in modo anomalo, taglia ed il taglio si infetta; il tessuto cresce in modo esagerato e granulomatoso.
E via ad arrossamento, tumefazione, calore della parte infiammata, dolore, alterazione funzionale.
Vedrai mai uno scalzo permanente con un unghia incarnita? Ne dubito.

Sono un tipo piuttosto timido e insucuro, mi sento perennemente sotto esame e condizionato dalle opinioni altrui.
Il bisogno di approvazione del gruppo è innato in un essere sociale come l'Uomo; la cosa è descritta in qualsiasi testo ufficiale di Psicologia o Psichiatria.
Perciò rinunciarvi o, perlomeno, rendersi conto che tale giudizio è in parte opzionale per il nostro successo sociale, ancor meno se ci troviamo in una fase della vita con un assetto già stabilizzato, è cosa che richiede un non indifferente lavoro interiore, quasi contro natura.
Però è una strada da percorrere se si vuole fortemente essere un barefooter, cioè non uno scalzo d'appartamento o da giardino, ma una persona che decide di essere a piedi nudi anche in contesti non usuali ed universalmente condivisi.
Io ho cominciato a camminare scalzo nel quartiere in cui vivo, sotto gli occhi inizialmente esterefatti dei vicini, non per coraggio, ma per pigrizia.
Per me essere scalzo è un po' un bisogno, diciamo così, ossessivo-compulsivo, se non vado scalzo sto male. Very Happy
Perciò non posso aspettare i rari incontri fra scalzi, lo devo fare comodamente da casa.
Ora batticuore, ansia  e vergogna, almeno durante i primi minuti, non ci sono più, ma che lavoro, ragazzi!
Perciò non ti abbattere e prosegui con calma; verrà un giorno in cui ti chiederai come hai fatto a non farlo prima. Wink

Per il resto è abbastanza timorosa di chiodi/vetri e altre amenità. Però non mi vieta di "praticare" in sua presenza (ove possibile e coerentemente alla situazione).
Come mia moglie.
Ora è socio ordinario e si impegna a sostenere la causa Smile  anche se non è una barefooter assidua.

Abbiamo un bimbo di quasi 4 anni. Ovviamente in casa è perennemente scalzo, con calze antiscivolo d'inverno e calzini di cotone in primavera/autunno (timori di mamma per il freddo).
Fuori ovviamente è un po' difficile per i soliti "rischi" che ben potete immaginare.
Male, male......molto male.
I bambini si ammalano facilmente perché:


  • non hanno ancora un sistema immunitario maturo (cioè, esperto);

  • stanno in comunità affollate (asili, scuole, refettori, ecc.) e, quindi, frequentemente esposti a cariche infettanti importanti;

  • la sindrome di Tarzan (questa l’ho inventata io Very Happy): io Tarzan, tu Jane; io mamma, tu bambino, io freddo, tu freddo. Ed il bambino, normalmente iperattivo suda, disperde velocemente calore e se è presente l’agente infettivo succede il guaio, rafforzando la sindrome di Tarzan;

  • sono tutti iper: protetti, disinfettati, coperti, alimentati.


Nessuno sembra preoccuparsi del futuro lontano del bambino: obesità, diabete, ipertensione.
Né ci si preoccupa di cambiare mentalità: ciò che si vede o si sente (sporco, nero delle suole, freddo, caldo) esiste e rappresenta una minaccia reale, il resto sembra appartenere al limbo delle cose possibili agli altri.
Ahimé, l'AIDS: da rapporti non protetti fra persone eterosessuali fra i 20 ed i 35 anni.
Il picco massimo epidemiologicamente impressionante sta li, altro che "Ti prenderai l'AIDS andando scalzo", come mi disse una persona qualche tempo fa.
Va beh, vedi che sono prolisso pure io?
Spero di conoscerti presto.
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Hei!

Messaggio  Nexus Flâneur il Mer Lug 10 2013, 17:12

Ciao young e benvenuto anche da me!

Veramente un resoconto esaustivo e molto interessante! Complimenti per la perseveranza e soprattutto per essere riuscito a superare quei problemi anche molto scomodi.

Anche io abito in zona Lambrate, e ogni tanto faccio dei giri per il quartiere, o quando vado in biblio o al market, e in effetti non è affatto così preso male come suolo, anzi. Al massimo ci si ricopre di un nero che è solo polvere e va via in un attimo.

Magari ci beccheremo un giorno, casualmente =)

Nel frattempo buone ferie e auguri per tutto!

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Re: Presentazione

Messaggio  bfpaul il Mer Lug 10 2013, 23:16

Nexus Flâneur ha scritto:Ciao young e benvenuto anche da me!

Veramente un resoconto esaustivo e molto interessante! Complimenti per la perseveranza e soprattutto per essere riuscito a superare quei problemi anche molto scomodi.

Anche io abito in zona Lambrate, e ogni tanto faccio dei giri per il quartiere, o quando vado in biblio o al market, e in effetti non è affatto così preso male come suolo, anzi. Al massimo ci si ricopre di un nero che è solo polvere e va via in un attimo.

Magari ci beccheremo un giorno, casualmente =)

Nel frattempo buone ferie e auguri per tutto!

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Se mi date il permesso di mettervi in comunicazione, lo faccio.

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Re: Presentazione

Messaggio  young_barefooter il Gio Lug 11 2013, 09:35

A me è capitato 2 volte, sempre allo stesso stramaledetto alluce.
Ma, dico io, non ti hanno fatto un'anestesia locale? scratch
Sì, mi hanno fatto l'anestesia locale, però ho sentito lo stesso molto dolore.
Pensa che per verificare se la prima iniezione di anestetico avesse fatto effetto hanno afferrato l'unghia con una specie di pinza e tirandola con forza mi hanno chiesto se faceva male affraid ...


Il podologo mi confermò quanto già sospettavo e cioè che le unghie dei piedi regolano la loro crescita ottimale in base a dei segnali che ricevono dall'ambiente.
Questo è molto interessante! In effetti avevo notato nei periodi di frequente scalzismo una crescita più veloce e robusta delle unghie.
E non solo: negli sporadici casi di "foratura" che mi sono capitati, ho notato come le piccole ferite conseguenti tendano a rimarginarsi piuttosto velocemente in un piede allenato.
Mi spiego: il mio "protocollo" da attuare in questi casi prevede per prima cosa la rimozione dell'oggetto conficcato (tipicamente pezzettini di vetro) e la accurata disinfezione della ferita verificandone contestualmente la profondità; il giorno dopo in genere con la ferita aperta evito di camminare scalzo. Il giorno dopo ancora qualche ultima cautela e una rapida valutazione della situazione riguardo l'eventuale presenza di infiammazione ma di solito l'assenza di dolore camminando è già nel mio caso indicazione che è tutto a posto.
In pratica il terzo giorno la ferita è praticamente quasi del tutto rimarginata e posso ritornare scalzo.

La mia teoria è che vista la primaria funzione deambulatoria del piede, se quest'ultimo è avvezzo a camminare scalzo, il corpo valuta come prioritario il ripristino dell'integrità iniziale dello stesso. Questo porta il piede tipicamente scalzo a guarire più velocemente. Fermo restando ovviamente almeno nel mio caso la dimensione limitata della ferita con interessamento del derma solo marginale. Probabilmente in casi più gravi i tempi di ripristino sono più lunghi.
Spero di non aver detto eresie, chi ha competenze mediche è libero di smentirmi!

Edit veloce del post: non ho considerato il fatto che probabilmente la pelle del piede libero da calze umide e scarpe ripiene di batteri assortiti possa sicuramente guarire più in fretta...

A proposito: quanti anni dura l'antitetanica? Ricordo di aver fatto un richiamo a fine anni 90', credo nel '97-'98 o giù di li'.
Poi più nulla. Sono ancora protetto o devo fare dei richiami?
Anche se con l'esperienza posso affermare che le ferite potenzialmente "pericolose" rispetto al tetano sono piuttosto improbabili se si fa attenzione, vorrei essere tranquillo da questo punto di vista.

Ora stacco perchè devo sbrigare qualche ultima incombenza lavorativa.
Tornerò appena possibile sull'argomento medico-scientifico, ho ancora un paio di cose da dire.

Ciao!
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Re: Presentazione

Messaggio  Grand Choeur il Gio Lug 11 2013, 10:58

Benvenuto!
Anch'io sono abbastanza introverso e insicuro.
Dai tempo al tempo. Fatti un poco di violenza ma rispettando i tuoi tempo di maturazione. Vedrai che tua moglie capirà e ti sosterrà.
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https://www.youtube.com/user/MicheleGinanneschi?feature=mhee

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Re: Presentazione

Messaggio  paolo fratter il Gio Lug 11 2013, 15:46

Ciao Young un benvenuto anche da parte mia! Nel tuo piacevole ed esaustivo racconto penso che bene o male ci riconosciamo tutti nel nostro cammino ad affrontare lo scalzismo poco per volta, con slanci e tentennamenti, momenti e sensazioni bellissimi e poi talvolta qualche difficoltà in agguato. Coraggio comunque, vedo che sei decisamente già ad un buon livello e speriamo di poterci incontrare presto per qualche passeggiatina scalza ed in buona e solidale compagnia in quel di Milano. A presto.
Paolo F.

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Re: Presentazione

Messaggio  lucignolo il Gio Lug 11 2013, 22:27

young_barefooter ha scritto:Mi spiego: il mio "protocollo" da attuare in questi casi prevede per prima cosa la rimozione dell'oggetto conficcato (tipicamente pezzettini di vetro) e la accurata disinfezione della ferita verificandone contestualmente la profondità; il giorno dopo in genere con la ferita aperta evito di camminare scalzo. Il giorno dopo ancora qualche ultima cautela e una rapida valutazione della situazione riguardo l'eventuale presenza di infiammazione ma di solito l'assenza di dolore camminando è già nel mio caso indicazione che è tutto a posto.
In pratica il terzo giorno la ferita è praticamente quasi del tutto rimarginata e posso ritornare scalzo.

La mia teoria è che vista la primaria funzione deambulatoria del piede, se quest'ultimo è avvezzo a camminare scalzo, il corpo valuta come prioritario il ripristino dell'integrità iniziale dello stesso. Questo porta il piede tipicamente scalzo a guarire più velocemente. Fermo restando ovviamente almeno nel mio caso la dimensione limitata della ferita con interessamento del derma solo marginale. Probabilmente in casi più gravi i tempi di ripristino sono più lunghi.
Spero di non aver detto eresie, chi ha competenze mediche è libero di smentirmi!
Più volte ho ribadito come i piedi di un barefooter siano fonte di sorprese e che meriterebbero più attenzione da parte dei podologi professionisti, sempre ammesso che riescano a liberare la mente da quel continuo campanello d'allarme che suona ossessivamente quando ci si priva del ciuccio dei piedi.
E c'è del vero nelle tue osservazioni acute.
Io stesso ho sottolineato la prontezza di guarigione di vesciche anche sanguinanti, dopo la classica cazzata del barefooter che pensa di poter fare ogni cosa.
Ho calpestato cose che farebbero inorridire qualsiasi persona (in realtà polvere di strada), trovandomi pelle rimarginata e vescica guarita dopo due o tre giorni di blande passeggiate scalze; ...e senza alcool, acqua ossigenata, garze, ecc.
Questo non vuole essere un invito all'imprudenza, ma una riflessione su quante seghe mentali ci facciamo in termini di igiene.
Più o meno è un milione di anni che resistiamo ai continui attacchi di miliardi di batteri e continueremo a farlo se non ci isoleremo in campane sterili.
Detto in breve, i discorsi relativi all'igiene chirurgico, alle persone ospedalizzate, al parto, ai piercing sono tutti validi, ma in contesti che implicano ambienti particolari, dove si utilizzano strumenti invasivi che superano artificialmente le barriere naturali e dove la trasmissione inter-umana di agenti infettivi si eleva in modo esponenziale grazie alle mani, che toccano tutto e tutti.
E, forse, i piedi hanno difese perfezionate dalla pressione selettiva proprio perché fatti per stare nudi al suolo e che funzionano perfettamente nei soggetti sani.

Edit veloce del post: non ho considerato il fatto che probabilmente la pelle del piede libero da calze umide e scarpe ripiene di batteri assortiti possa sicuramente guarire più in fretta...
Vero? Nessuna ferita può guarire in fretta in un ambiente anaerobico, cioè povero o privo di ossigeno o in un brodo umido di coltura batterica e fungina.
E, guarda caso, le peggiori gangrene partivano da estese necrosi di tessuti; la morte dei tessuti conduce ad un ambiente privo di ossigeno particolarmente vantaggioso per certi batteri micidiali come il Clostridium Perfrigens, agente della gangrena gassosa, ben nota ai soldati feriti sul campo di battaglia.
E che dire del Clostridium botulinum, che provoca il botulismo (la cui tossina viene usata in campo estetico)?

A proposito: quanti anni dura l'antitetanica? Ricordo di aver fatto un richiamo a fine anni 90', credo nel '97-'98 o giù di li'.
Poi più nulla. Sono ancora protetto o devo fare dei richiami?
Anche se con l'esperienza posso affermare che le ferite potenzialmente "pericolose" rispetto al tetano sono piuttosto improbabili se si fa attenzione, vorrei essere tranquillo da questo punto di vista.
Le ferite più a rischio sono quelle profonde e, quindi, meno facilmente ossigenate.
Però sappi che casi di tetano si sono manifestati dopo ferite apparentemente insignificanti.
Insisto molto sulla vaccinazione antitetanica, perché il Clostridium tetani (micidiali questi Clostridi) genera spore (batteri dormienti) che possono resistere anche 5 anni nell'ostile ambiente dell'asfalto e che possono infilarsi in una ferita banale in attesa che si presentino le condizioni favorevoli alla germinazione del micidiale batterio la cui tossina genera il tetano.
Ti do indicazioni sull'argomento che ti potranno essere utili:


http://www.ass1.sanita.fvg.it/pls/ass1doc/docs/F16895/vaccinazione_antitetanica.pdf

http://www.nati-scalzi.org/INFO/FAQ/faq.htm

http://natiscalzi.forumattivo.com/t1729-studente#19748

In particolare, mi piacerebbe che quest'ultimo post venisse inserito, con qualche opportuna modifica, nelle FAQ (Paolo Selis).
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