Falsità?

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Falsità?

Messaggio  Alexey il Ven Dic 06 2013, 07:55

Dopo un periodo che sembrava tranquillo a scuola di mio figlio, ieri una nuova mazzata...
Mi sembrava che alla fine i genitori si erano abituati all'idea, anche perché ne avevamo parlato e alcuni mi avevano detto che anche loro andavano scalzi in campagna, al loro paese al sud, ecc.., e che è bello e naturale. Ieri però l'amara scoperta, le maestre hanno detto a mia moglie che gli altri bambini prendono continuamente in giro mio figlio e lui, anche se non reagisce, ci sta male. Secondo mia moglie e le maestre, la mia proposta di fare una presentazione in classe, lo metterebbe ancora più a disagio, per cui lascio perdere e a scuola mi ricalzo, sonora sconfitta...
Ma la cosa che mi ha raccapricciato di più, è un genitore, che in buona fede, è venuto da me e si è aperto confidandomi i suoi problemi e facendomi un discorso che alla fine, ha rivelato il suo pensiero, e quello di altri: pensa che abbia avuto dei problemi e voleva aiutarmi... La cosa mi ha spiazzato veramente, perché dietro alla apparente curiosità e approvazione di qualcuno, si cela in realtà "compassione" per un povero demente che ha dei problemi. A questo punto, è lecito chiedersi quando le domande e l'approvazione di qualcuno è reale o veniamo solamente compatiti? Siamo ancora così indietro da pensare che il sole giri intorno alla terra?

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Re: Falsità?

Messaggio  Alexey il Ven Dic 06 2013, 09:57

La cosa che mi preoccupa a questo punto è anche la difficoltà di raccogliere dati oggettivi, come facciamo a sapere se la persona che abbiamo di fronte approva veramente o ci compatisce perché pensa che ci manchi una rotella? Cosa si può fare quando uno, anche se capisce che andare scalzi fa bene, cede comunque alle irrazionali e stupide regole del decoro? Se nemmeno l'evidenza può aiutare a superare certe barriere mentali, cosa può farlo? Qui in Italia l'apparenza e l'ipocrisia paiono essere ancora imbattibili, e anche chi ragiona pare avere paura o non prendersi la briga di farsi sentire...
Questo va oltre ai falsi miti, arriva a preconcetti che la ragione fa fatica a dissipare, il pericolo del taglio o il freddo hanno argomentazioni reali che possono essere dissipate, il decoro e la paura di essere se stessi toccano parti irrazionali che si fa veramente fatica ad eludere.
Del resto, la politica e l'andamento del paese sono lo specchio della società, allora, caro Alexey, che cavolo pretendevi? Stiamo forse bene come in Svizzera, in Australia o in Nuova Zelanda? Il cittadino è rispettato come in questi paesi?

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Re: Falsità?

Messaggio  lucignolo il Ven Dic 06 2013, 11:01

Alexey ha scritto:Del resto, la politica e l'andamento del paese sono lo specchio della società, allora, caro Alexey, che cavolo pretendevi? Stiamo forse bene come in Svizzera, in Australia o in Nuova Zelanda? Il cittadino è rispettato come in questi paesi?
Esatto, cosa pretendevi? Surprised 
Il sole non gira intorno alla terra, ma ognuno pensa di essere il centro dell'Universo.
E questa visione egocentristica crea qualche problemino, perché ognuno pensa di avere la verità in tasca e non si sogna nemmeno di sforzarsi a comprendere il punto di vista altrui.
Anzi, l'importante è blaterare e vendere fumo agli altri per portare acqua al proprio mulino.
In un mondo così ti aspettavi un applauso o la quasi totale comprensione solo perché hai fornito qualche spiegazione (per te) razionale? Beh, ammiro il tuo candore, caro Alexey.
Guarda che quando dico che di strada ce n'è tanta da fare non è perché sono paranoico, ma è perché di acqua sotto i ponti ne ho vista passare un po'.
E dalla gente, sarà pessimismo cosmico, mi aspetto un gran poco, soprattutto in tempi come i nostri dove è cessata quasi del tutto quella pressione selettiva che dovrebbe far crescere l'intelligenza media.
Quello che non mi piace per niente è l'atteggiamento passivo degli insegnanti.
Si parla tanto di  fenomeni di tendenza, alcuni vasti, altri di nicchia, ma pare che a nessuno venga in mente di sensibilizzare almeno i giovani verso l'esistenza nell'Universo intero di una variabilità quasi senza limiti, cosa che impone l'implicita accettazione di una diversità che fa parte del mondo e che è ineliminabile.
Il fatto, poi, che il camminare scalzi sia un modo di deambulare in modo perfettamente naturale richiama anche molti aspetti bio-meccanici che andrebbero, perlomeno, accennati, se non approfonditi.
Invece di passare ore a ciattare su facebook, varrebbe forse la pena di fare qualche piccola ricerca su aspetti così misteriosi ed apparentemente asociali come il barefooting ed a mio avviso la cosa sarebbe ancora più stimolante se guidata e sorvegliata dagli insegnanti stessi.
E, sempre mia modesta opinione, sarebbe anche cosa utile per rendere più malleabile una gioventù verso una società che cambia sempre più in fretta.
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Re: Falsità?

Messaggio  Alexey il Ven Dic 06 2013, 13:17

Hai ragione, però non mi ero illuso che tutti applaudissero, però forse non ero preparato alla falsità estrema, se uno non dice niente davanti e poi ti critica dietro ci sta, ma quando uno ti loda e poi ti in..la....
Del resto, mi è sembrato che quasi tutti qui non si siano chiesti se quelli che li lodavano lo facessero veramente o era solo una doppia faccia di circostanza. Questo cambia i parametri in gioco, perché non abbiamo alla mano dati oggettivi o perlomeno falsati dalla falsità e dall'ipocrisia dell'italiano medio. Per quanto riguarda le insegnanti, verissimo quello che dici, ma anche loro sono condizionate dai falsi valori sociali, e anzi, a questo punto mi sono stupito del fatto che non abbiano cercato di convincere mia moglie a farmi ricalzare o a farmi vedere da uno psicologo, ma si sono limitate ad esporre il "problema" di mio figlio. Tutti i giorni capitano prese in giro a scuola, e anche su cose che non partono certo dai bambini, ma l'impronta dei genitori è più che evidente, gli stessi genitori che poi mi dicono:"lo so che fa bene, ci andavo sempre anch'io", dubito che il bambino di sua iniziativa parta a deridere una cosa che i genitori approvano...

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Re: Falsità?

Messaggio  Alexey il Ven Dic 06 2013, 13:25

Questo viene fuori quando entriamo nella vita reale di una famiglia, se fossi stato single, forse non me ne sarei mai accorto, perché la gente lascia perdere, se sei pazzo affari tuoi, poverino, basta che "non sia pericoloso", però vivere scalzi da genitore è tutto un'altro paio di maniche, soprattutto con la mia generazione figlia degli anni 80. Chi prova a vivere veramente scalzo in questi contesti di vita familiare inserita nella società può vedere tale schifezza sociale. A questo punto, non mi stupirò più di niente...

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Re: Falsità?

Messaggio  Alexey il Ven Dic 06 2013, 13:34

Ah dimenticavo, quello che mi ha fatto il discorso, (e non è il primo che la pensa così), mi ha detto che andava in posti appartati sl mare per stare nudo, capite? Il piede nudo per alcuni è uguale alla nudità completa da esporre solo in appositi e appartati luoghi, invece sai, l'infradito che ne ricopre il 5 per cento cambia le cose... Piede nudo in Italia=tabù. Scusate lo sfogo, ma sono veramente nauseato dai miei connazionali, non solo gli scemi, ma anche chi capisce e non fa niente, anzi, forse è peggio, errare è umano, ma perseverare...

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Messaggio  Elan il Ven Dic 06 2013, 14:27

Leggo con interesse e ti sono vicino.

riflessione numero 1 : io do sempre per scontato che mi considerino un eccentrico, per non dire uno svitato. Se poi invece capiscono davvero, tanto meglio.

riflessione 2: anche nei luoghi dove vado scalzo, mi faccio vedere anche calzato ... in questo modo mi illudo di far capire che è un hobby, non una fissazione maniacale

riflessione 3: direi che la conferenza sullo scalzismo nella tua scuola ci starebbe bene ora più che mai. Anche per ritirare su di morale tuo figlio. In alternativa, potresti organizzare un percorso tattile con gli insegnanti di ginnastica?

riflessione 4: ne hai parlato con tuo figlio?

riflessione 5: nudità, scalzismo ed erotismo .... il nesso c'è, pur se leggero, inutile negarlo.
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Messaggio  Appleseed il Ven Dic 06 2013, 14:58

Alexey ha scritto: Ieri però l'amara scoperta, le maestre hanno detto a mia moglie che gli altri bambini prendono continuamente in giro mio figlio e lui, anche se non reagisce, ci sta male. Secondo mia moglie e le maestre, la mia proposta di fare una presentazione in classe, lo metterebbe ancora più a disagio, per cui lascio perdere e a scuola mi ricalzo, sonora sconfitta...
Anche i bambini, essendo figli di umani, non sono "buoni"  e in gruppo si accaniscono volentieri sul “diverso”  senza neanche l’ipocrisia e il distacco degli adulti.
Per cui purtroppo anche questa era da mettere in conto...
Le maestre dovevano intervenire? … fino a che i bambini non si mettono le mani addosso o non disturbano la lezione probabilmente lasciano fare un po’ per quieto vivere un po’ perché, forse non del tutto a torto, penseranno che i bambini devono imparare a gestire tra loro queste situazioni senza l’aiuto della maestra.
Non prendere come una sconfitta qualcosa che fai per tuo figlio. Al quale però, anche se è piccolo, credo  sia giusto parlare per assicurargli che non stavi facendo niente di male e spiegargli che qualche volta ci si può ritirare da una battaglia per vincere una guerra.
A proposito di tuo figlio: come vede il fatto che suo padre vada scalzo per la città? Per lui è normale e non ci fa caso (a meno  che qualcuno glielo faccia notare) o mostra qualche perplessità?  Oppure manifesta predisposizione a seguire (letteralmente)  le tue orme?

Alexey ha scritto:..., il pericolo del taglio o il freddo hanno argomentazioni reali che possono essere dissipate, il decoro e la paura di essere se stessi toccano parti irrazionali che si fa veramente fatica ad eludere.
Hai centrato il problema.  Confondersi nel gregge è molto rassicurante, esporsi è scomodo.  Vale per tutti gli esseri umani (che hanno ereditato questa caratteristica dai cugini animali). Oggi la quantità di informazioni  che riceviamo, la varietà di culture e di etnie con sui veniamo in contatto ogni giorno,  la possibilità di connettersi in tempo reale con tutto il mondo dovrebbe darci un po’ più’ di apertura mentale  rispetto a chi, fino a pochi decenni fa, nasceva e moriva nel proprio paesino senza mai avere visto il mare.  Ma purtroppo non sempre è così … anzi, i più deboli,  spaventati  tendono a chiudersi nelle loro discutibili certezze. Caro Alexei la strada è in salita (e per fortuna che in salita scalzi si cammina molto meglio Smile )

Alexey ha scritto:Questo viene fuori quando entriamo nella vita reale di una famiglia, se fossi stato single, forse non me ne sarei mai accorto, perché la gente lascia perdere, se sei pazzo affari tuoi, poverino, basta che "non sia pericoloso", però vivere scalzi da genitore è tutto un'altro paio di maniche...
C’è del vero in quello che dici anche se poi non è che a me, single, vada poi così bene passare per lo scemo del villaggio … E se non hai i vincoli della famiglia hai quelli del lavoro, degli amici  ecc..  Il massimo di libertà si paga con il minimo di relazioni: il prezzo è caro.
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Re: Falsità?

Messaggio  Alexey il Ven Dic 06 2013, 18:47

Grazie mille ragazzi per il supporto 😄
Allora, mio figlio è un bambino molto maturo per la sua età, e presenta già molta empatia e dimostra di capire le persone nonostante l' età. Secondo noi lui è molto contento di vederci felici ed è per questo probabilmente che non mi ha mai parlato del fatto che lo prendessero in giro, per non ferire i miei sentimenti insomma...perché di solito in altre circostanze avrebbe parlato e anche reagito con gli altri come ha sempre fatto. Invece, stoico e fermo, non ha mai risposto alle critiche, però a detta delle maestre pare ci rimanga male. Per questo motivo avevo sottovalutato il problema, perché pareva filare tutto liscio, lui è sempre contento ed è anche bravissimo a scuola e ha anche successo con gli altri, ma alcuni continuano a fargli notare la cosa. Inoltre, in giro, se nessuno glielo fa notare, per lui è normale che io sia scalzo, e a casa ci sta sempre anche lui. Vorrei seguire il consiglio della presentazione, ma secondo le maestre e mia moglie sarebbe un momento terribilmente imbarazzante per lui, e visto che ho già sbagliato nel presentarmi scalzo a scuola, non vorrei rischiare di fare una gaffe che mi costerebbe molto. Quindi, per il bene della mia famiglia per ora farò retro marcia con la scuola, sperando di non dover in futuro sacrificare l'andar scalzi in molti più ambiti...

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Re: Falsità?

Messaggio  Alexey il Ven Dic 06 2013, 19:01

Parlando nei post viene spesso fuori il discorso discriminazione, ma mi rendo conto che qui non ci siamo nemmeno arrivati, la compassione per uno che ha dei problemi mentali è molto peggio...
Pensate che quel papà di ieri mi ha chiesto con aria compassionevole, vedendomi con le scarpe: "dai che sei riuscito a superare il primo scoglio...", come se stesse parlando ad un alcolista o un drogato che si sta disintossicando...io sono di carattere molto umile, però che tristezza sapere di aver studiato per tutta la vita ed essere compatito da un branco di ignoranti che hanno preso la terza media coi punti dell'esselunga, che amarezza...

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Re: Falsità?

Messaggio  ALEBO il Ven Dic 06 2013, 19:04

Quindi, per il bene della mia famiglia per ora farò retro marcia con la scuola, sperando di non dover in futuro sacrificare l'andar scalzi in molti più ambiti...


Secondo il mio modesto parere fai bene a predere in considerazione il non andare scalzo alla scuola di tuo figlio, non per questo io considero questo come una retromarcia e solo far capire a tutti che l'andar scalzo per te non è un valore assoluto, ma è un piacere, farai così capire a tuo figlio che l'andar scalzi non è olligatorio in ogni caso. Non credo per questo dovrai sacrificare l'andar scalzo in altre situazioni o luoghi.

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Messaggio  Alexey il Ven Dic 06 2013, 19:12

Sono d'accordo con te, per ora non è che i 5 minuti di scarpe mi tolgano qualcosa, spero solo di non finire nel circolo vizioso del ti do un dito e mi sparisce il braccio...5 minuti di qui, 10 di la, e le persone ti vogliono riportare sulla "retta" via.

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Re: Falsità?

Messaggio  Rei il Ven Dic 06 2013, 20:05

Alexey ha scritto:Quindi, per il bene della mia famiglia per ora farò retro marcia con la scuola, sperando di non dover in futuro sacrificare l'andar scalzi in molti più ambiti...
Se continui con questo atteggiamento lo farai, e piano piano ti troverai ad essere sempre calzato "per non turbare" gli altri.
Oppure impara ad importi: se sai di essere nel giusto, non devi avere paura di pestare i piedi a qualche retrogrado e fatti valere. Solo così il tempo ti darà ragione.
Ricordiamoci che personaggi come Cristo, San Francesco (noto scalzista ed una volta pure nudista) e tanti altri davano "scandalo" per ciò che dicevano e facevano, ma loro hanno continuato imperterriti ed il tempo ha dato loro ragione.
Certo, bisogna avere coraggio: se uno non ce l'ha, rientra nei ranghi da buona pecorella.
Alexey ha scritto:Vorrei seguire il consiglio della presentazione, ma secondo le maestre e mia moglie sarebbe un momento terribilmente imbarazzante per lui, e visto che ho già sbagliato nel presentarmi scalzo a scuola, non vorrei rischiare di fare una gaffe che mi costerebbe molto.
Fallo, invece, anche e soprattutto contro il parere delle maestre e di tua moglie: tuo figlio non avrebbe un nuovo imbarazzo, anzi, come ti direbbe qualunque insegnante BRAVO, dando risposte ragionevoli alla curiosità dei suoi compagni, non solo lo toglieresti dall'imbarazzo, ma probabilmente ne faresti un personaggio ammirato in quanto figlio di quello che ha il coraggio di andare scalzo.
Quanto alle maestre, non temono l'imbarazzo di tuo figlio, ma il proprio: non vogliono ammettere con se stesse quanto a livello inconscio sanno perfettamente, e cioè quanto sia stupido il loro atteggiamento antiscalzista. Se ti lasciassero parlare, tutte le difese che hanno eretto crollerebbero e di questo hanno paura.
Insisti per la presentazione e, con tatto, "costringile" a leggere il libro di Howell per prepararsi. Evita quelli che parlano di earthing ed altre scemenze analoghe, se non vuoi essere sbertucciato a vita.
Alexey ha scritto:e visto che ho già sbagliato nel presentarmi scalzo a scuola
Non hai sbagliato a presentarti scalzo a scuola, hai sbagliato il modo.
Non conoscendo l'ambiente non so dirti qual'è quello giusto, ma, per esempio, io tempo fa ho pubblicato su questo forum la dichiarazione firmata della dirigente dell'Istituto Tecnico di Mantova, quello che quest'anno ha ricevuto 100 (cento) richieste di ammissione in più della capienza della scuola, che diceva che (dopo una chiacchierata con me) non avrebbe vietato ad uno o più allievi di venire a scuola scalzi. Una risposta che distingue nettamente tra il desiderio di esprimere la propria personalità anche con l'abbigliamento (o la mancanza di abbigliamento), pur nel rispetto delle regole, senza imporne di cervellotiche, dettate dalle proprie fobie o pregiudizi, e la ribellione vuota di chi, ad esempio, rompe con una sassata una finestra della scuola.
Mostrala alle maestre, che si informino su chi l'ha scritto, così si spaventano, ed imparino da chi ne sa molto più di loro.
Riporto il testo, così non lo devi cercare:

Sono Preside dell’Istituto “Fermi” di Mantova. Mi è stato chiesto se accetterei un alunno a scuola scalzo. La risposta è affermativa, come lo è per qualunque altro costume o abbigliamento. Non credo certo che sia peggio essere a piedi nudi piuttosto che indossare magliette che lasciano fuori l’ombelico o calzoni che scendono sotto l’elastico delle mutande. Credo invece che a scuola, come in qualunque altra organizzazione, ci debbano essere regole chiare da rispettare in riferimento a valori di base condivisi, quali il rispetto per gli altri, l’onestà, la puntualità, il senso di appartenenza…. valori che possono anche camminare a piedi nudi!
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Messaggio  Alexey il Ven Dic 06 2013, 20:21

Capisco il tuo discorso, però devo anche stare attento alle esigenze dei miei familiari, da solo ho sempre avuto il coraggio di impormi, ma qui devo studiarla bene, l'ambito familiare è più complesso del semplice me stesso...
Non so se sia tutto così liscio, vado la contro la volontà di tutti, parlo e poi un bell'applauso di ammirazione...
A proposito, aborro l'earthing perché credo nella scienza vera, anche se rispetto comunque chi ci vuole credere come rispetto chi crede in Dio del resto...

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Messaggio  Alexey il Ven Dic 06 2013, 20:23

Anzi, magari qui in Italia credono di più all'earthing che a Robbins, visto il successo della Marchi e il mago...

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Messaggio  lucignolo il Ven Dic 06 2013, 21:27

Alexey ha scritto:Capisco il tuo discorso, però devo anche stare attento alle esigenze dei miei familiari, da solo ho sempre avuto il coraggio di impormi, ma qui devo studiarla bene, l'ambito familiare è più complesso del semplice me stesso...
I tuoi famigliari vengono prima di tutto, ma attento.
L'amore non può essere a senso unico ed impone una comprensione reciproca.
Dissi a mia moglie, ma prendi la mia affermazione come un atto estremo, che avrei affrontato un divorzio in nome della mia libertà.
Ma non la libertà, quella che ti fa rompere le catene, ma quella che impone il diritto sacrosanto di essere giudicato ed amato per quello che sei, al di la delle apparenze e dei giudizi altrui.
Un vizio che ho sempre avuto fin da bambino e che mi ha imposto di pagare prezzi molto alti che non ti posso raccontare.
Per questo, a volte, sono così arrabbiato.
Voglio dire che nessuno più di una moglie deve essere di supporto al proprio marito, pur considerando che non si può nemmeno pretendere che capisca di punto in bianco la tua filosofia.
Devi agire con molto amore e cercare di persuadere più che convincere.
Viene prima il cuore che la ragione ed è cosa dura per un razionalista come me.
Udite, udite, segnatelo come data storica, perché è la prima volta che condivido al cento per cento un discorso di Rei. Shocked 
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Messaggio  Alexey il Sab Dic 07 2013, 08:15

Guarda, sono d'accordo al 100%, però mia moglie non mi ha mica detto di non andare scalzo, mi ha detto di mettermi le scarpe per andare a scuola, punto. Poi, non mi pare che qui tutti abbiano dei compromessi, è bello dire agli altri vai quando noi siamo i primi che quando c' è da andare abbiamo scuse... Del resto, perché Paolo ha aspettato di andare in pensione per diventare barefooter full time se la scuola è così aperta allo scalzismo? Io non voglio fare gare di chi va più scalzo, ma mi pare che qui dentro, a parte Paolo, sia quello che ci va più di tutti, io mi metto le scarpe solo ed esclusivamente al lavoro e in rarissime altre occasioni. Dietro alla tastiera è facile, però quando si tratta di fare è un'altro discorso. Chi qui in Italia lavora, ha famiglia e figli e va scalzo al 100%?

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Messaggio  Alexey il Sab Dic 07 2013, 08:20

Ci sono dei contesti in cui si può andare scalzi, e bisogna forse partire da li a farsi vedere, probabilmente la scuola non è ancora pronta, e Paolo lo aveva capito, e anch'io facendone esperienza.

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Re: Falsità?

Messaggio  lucignolo il Sab Dic 07 2013, 11:25

Alexey ha scritto:Dietro alla tastiera è facile, però quando si tratta di fare è un'altro discorso. Chi qui in Italia lavora, ha famiglia e figli e va scalzo al 100%?
Ci sono dei contesti in cui si può andare scalzi, e bisogna forse partire da li a farsi vedere, probabilmente la scuola non è ancora pronta, e Paolo lo aveva capito, e anch'io facendone esperienza.
Dici il vero e di queste cose ne abbiamo parlato spesso.
L'unica cosa che mi viene da dirti è che c'è stato un errore strategico di partenza.
Ora che ti hanno visto scalzo e poi ti rivedranno calzato, darai la netta sensazione di aver capito di aver fatto qualcosa di sbagliato e sconveniente.
Se capitasse a me non mancherei di rimarcare di essermi calzato per non far venire le crisi isteriche a lor signorie presenti e solo per quello: almeno un grazie è doveroso. Twisted Evil 
E se ti rivedranno scalzo fuori del contesto scolastico, stai pur certo che sparleranno comunque alla grande di te, solo che non verranno a dirtelo.
Perché non è la scuola che non è pronta, è tutta la società che non è pronta.
Molti ci conoscono, ma la stragrande maggioranza non sa nemmeno che esistiamo.
Altrimenti come mi spieghi lo stupore dei cari santi integerrimi genitori italiani?
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Messaggio  Alexey il Sab Dic 07 2013, 13:40

Io non ho nessun problema se sparlano di me, me ne sono sempre fregato, l'importante è che mio figlio non ci rimanga male a scuola, poi in giro possono pensare quello che vogliono di me, ho imparato già da molto tempo a farmi scivolare addosso il giudizio degli altri, altrimenti non sarei mai andato davanti a scuola scalzo e praticamente ovunque dove vado...

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Re: Falsità?

Messaggio  Alexey il Sab Dic 07 2013, 14:22

Sicuramente, quando me lo faranno notare, gli dirò che lo faccio per mio figlio e sottolineerò la colpa di qualche genitore ignorante che non sa insegnare ai propri figli, i "colpevoli" si sentiranno sicuramente chiamati in causa. Il nocciolo della questione però più vergognoso, non è tanto il fatto che non ci conoscano e la gente non sappia che si può andare scalzi, il peggio è quando chi ci conosce o sa che andare scalzi fa bene, non riesca ad accettare che si possa fare nella nostra società. Non c' è niente di peggio delle anime tiepide dice anche la Bibbia...
Tutto deve partire dal rispetto per l'individuo, pensa che stavo studiando le società pigmee, dove l'individuo e la sua libertà vengono prima di tutto, poi la famiglia e la tribù, si agisce in cooperazione e quando non si trova l'accordo ognuno fa come crede... Altro che selvaggi...probabilmente non è possibile in società grandi, però, esistono già molti esempi meglio dell'Italia in questo senso, senza l'ingenuità del paese perfetto che non esiste.

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Re: Falsità?

Messaggio  Alexey il Sab Dic 07 2013, 14:33

Qui da noi, invece, si parte dalla gente, non dalla persona; la gente mi giudica, la gente mi guarda, la gente è matta... Io credo nelle persone, ma non nella gente. Bisogna ripartire dal rispetto per l'individuo, non per regole che nessuno ha mai scritto e tra l'altro, nessuna persona vorrebbe in realtà. A volte, il benpensante proibizionista, agisce così proprio per scaricare la frustrazione personale data dall'impossibilita di essere se stesso, e questo crea un circolo vizioso dalla quale è difficile uscire. Tutti vorrebbero essere liberi ma nessuno lo è, e questo è uno dei più grandi controsensi della nostra società. Questo poi sfocia in comportamenti trasgressivi che però si possono fare basta che la gente non veda. Quindi, tutti a mignotte senza cappuccio o a farsi menare dal trans sadomaso, basta essere poi con il Peuterey, la Vuitton e le Hogan, mentre il piede nudo lo vedono tutti e non va bene...

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Messaggio  lucignolo il Sab Dic 07 2013, 17:23

Alexey ha scritto:Quindi, tutti a mignotte senza cappuccio o a farsi menare dal trans sadomaso, basta essere poi con il Peuterey, la Vuitton e le Hogan, mentre il piede nudo lo vedono tutti e non va bene...
Very Happy Very Happy Very Happy 
Vizi privati, pubbliche virtù.
Tutto deve partire dal rispetto per l'individuo, pensa che stavo studiando le società pigmee, dove l'individuo e la sua libertà vengono prima di tutto, poi la famiglia e la tribù, si agisce in cooperazione e quando non si trova l'accordo ognuno fa come crede... Altro che selvaggi...
E noi ci sentiamo civili perché portiamo le scarpe e ci copriamo le parti intime.
Qual'è la prima cosa che fanno i civilizzatori? Tieh, beccati un paio di mutandine ed un paio di ciabattine. Adesso sì che sei civile.
Qual'è la prima cosa che essi, sempre loro, i portatori di civiltà in casa altrui, sottolineano per rimarcare la povertà e la miseria? "C'erano molti bambini che giocavano scalzi per la strada". Shocked
Ah, quasi dimenticavo.
Mi dispiace per tuo figlio, ma un po' di pelle dura se la deve fare.
Scuse per prenderlo in giro ne troveranno a decine, se ne avranno voglia.
A me succedeva regolarmente solo perché non facevo branco.
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Re: Falsità?

Messaggio  Alexey il Sab Dic 07 2013, 20:56

Questo mi fa anche venire in mente il post di Aldo del bancomat... Con le scarpe Aldo è uno stimato medico milanese, senza si trasforma nel mostro del bancomat, altro che jekyll e hyde...

Alexey

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Re: Falsità?

Messaggio  aldo1953 il Lun Dic 09 2013, 13:57

Alexey ha scritto:Questo mi fa anche venire in mente il post di Aldo del bancomat... Con le scarpe Aldo è uno stimato medico milanese, senza si trasforma nel mostro del bancomat, altro che jekyll e hyde...

Già, il solo ricordo di quella sera mi fa rabbrividire. Un conto è essere derisi o notati (chissene...) ma essere additati come un pericoloso spostato mentale è un' altra cosa. Non sono per natura spavaldo nè troppo pronto alla battuta e mi spaventai davvero. E non è che sono una mammola, girando e vivendo di cose ne ho viste.
Il problema però guardiamolo dall' altra parte : facciamo che tu sia una persona qualunque, abituata da sempre a mettere le ciabatte anche per andare in bagno di notte, che mai camminerà scalza forse nemmeno in spiaggia, che in definitiva vive di schemi prefissati che la sollevano dalla fatica di pensare. Ti vedi venire incontro un personaggio che certo in miseria non è, si vede dall' abbigliamento, dalla persona. Se poi sai bene o male cosa fa nella vita lo sai anche meglio che povero non è. Ed ecco che noti che è scalzo. L' unica idea che ti può venire è che abbia qualche problema mentale. Se poi potrebbe essere di cattivo esempio (pericolo ?) per tuo figlio, beh allora il problema deve certo esserci. Non è detto che quel padre mandatoti in ambasceria non sia stato scelto apposta per le sue doti diplomatiche (ovviamente completamente inesistenti). Personalmente ho ormai abituato tutti alle mie infradito anche d' inverno ... però mi sembrano spesso una barriera invalicabile. O per la mia mente ancora inibita o per la presenza di persone negative al riguardo. Mi illudo che sia una questione di temperature, un amico davvero intelligente mi disse : " Finchè fa caldo va tutto bene, al più ti guardano, ma col freddo avrai i tuoi problemi". Purtroppo però sono convinto che la strada su cui finalmente potere camminare scalzi sempre o meglio a scelta, sia davvero molto lunga. Questo non significa rinunciare, però sono d' accordo che quando si comincia a cedere il percorso diventa in discesa.

aldo1953

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