Italiani provinciali?

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Italiani provinciali?

Messaggio  young_barefooter il Mar Feb 11 2014, 15:46

Mi ricollego all'aneddoto della bimba toscana in campeggio http://natiscalzi.forumattivo.com/t1941-piccoli-scalzi-crescono per buttare lì una provocazione: ma non è che gli italiani sono un popolo di "provincialotti" che devono a tutti i costi dimostrare il contrario e quindi vogliono fare sfoggio di abbigliamento alla moda e bellissime trappole per piedi (leggasi "scarpe")?

E non è che gli altri popoli, pur non essendo certamente superiori intellettualmente, se ne fregano degli stereotipi  e di come gli altri li vedono?
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Re: Italiani provinciali?

Messaggio  Rei il Mar Feb 11 2014, 17:39

Sì.
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Re: Italiani provinciali?

Messaggio  Appleseed il Mar Feb 11 2014, 17:57

young_barefooter ha scritto:Mi ricollego all'aneddoto della bimba toscana in campeggio http://natiscalzi.forumattivo.com/t1941-piccoli-scalzi-crescono per buttare lì una provocazione: ma non è che gli italiani sono un popolo di "provincialotti" che devono a tutti i costi dimostrare il contrario e quindi vogliono fare sfoggio di abbigliamento alla moda e bellissime trappole per piedi (leggasi "scarpe")?


Certamente (e notoriamente).

young_barefooter ha scritto:
E non è che gli altri popoli, pur non essendo certamente superiori intellettualmente, se ne fregano degli stereotipi  e di come gli altri li vedono?

Altri popoli è un po' vago, il mondo è grande.
Limitandoci all'Europa non solo siamo tristemente alla continua ricerca di conferme e approvazioni, come individui e come nazione (il che spinge al conformismo).
Siamo proprio inferiori, se non intellettualmente, almeno culturalmente:

http://www.huffingtonpost.it/2013/11/05/cultura-classifica-italia_n_4216930.html

Ma quanto a scarpe (scomode) non ci batte nessuno!
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Re: Italiani provinciali?

Messaggio  Marc_63 il Mar Feb 11 2014, 19:35

La cosa che a noi Italiani riesce meglio, è sempre quella di squalificarci: siamo i più ignoranti, i più gretti, i più ladri, i più provinciali, i più intolleranti ecc, ecc.
Per noi gli "altri" sono sempre migliori di noi : più tolleranti, più aperti ecc...
Nella mia vita di barefooter (ormai è dal 2006 che vado regolarmente scalzo da Febbraio a Dicembre e saltariamente negli altri mesi, e prima del 2006 solo d'estate), non ho mai avuto problemi di non accettazione salvo in due isolati episodi (e uno di questi ad opera di una zingara che mi aveva apostrofato malamente fuori da un market).
Scalzo ho girato l'Italia, sia per turismo che per lavoro, scalzo ho viaggiato in treno e aereo, scalzo vado in Chiesa; e mai, in Italia, ho subito discriminazioni di sorta o sono stato costretto da alcuno ad indossare le scarpe. Viceversa mi è capitato in Francia più volte, di essere redarguito malamente, soprattutto da parte di donne, in diversi locali (non certo di lusso), in alcuni parchi (Disneyland compreso), e persino nell'albergo dove ho alloggiato. In Svizzera, tra anni fa, in una stazione di servizio, mi è stato impedito di entrare al bar a piedi nudi, e me lo dissero pure in malo modo.
Qui, in questo forum, si parla tanto di intolleranza della gente (degli Italiani) nei confronti del barefooters; ma, mi domando, è possibile che mi trovi a leggere queste affermazioni piuttosto spesso e, quasi mai invece casi concreti di persone che sono state discriminate, se non in ambienti particolari ? Io non vorrei che le nostre paure: quella di essere giudicati, quella di essere discriminati, quella di essere presi per matti o per degli stravaganti, finissero per diventare, per molti di noi, delle realtà da contrastare, quando poi, queste realtà o non esistono proprio, o, alla fine si concretizzano in episodi talmente rari, che non debbono certo scoraggiare la pratica del barefooting. Mi sto convincendo sempre di più che in molti casi è il "giudizio" che noi abbiamo riguardo ai nostri atti (dei quali non siamo spesso affatto convinti), ad essere proiettati nella mentalità della gente, trasferendo ad essa quello che è il nostro giudizio, la nostra mentalità, e, spesso, la falsa convinzione (inconscia) di non porre in essere, andando scalzi, un comportamento corretto a livello sociale.
Facendo così, amici miei, non solo continueremo a camminare scalzi a testa bassa, ma, passatemi il termine, "sprechiamo" il nostro andare scalzi. Lo facciamo pieni di timori, con l'ansia di essere giudicati, spesso con la consapevolezza di porre in essere un "comportamento proibito", ci poniamo sulle difensive nei confronti degli altri, della gente; ma vivendo lo scalzismo in questo modo ci chiudiamo al dialogo, al confronto, quando proprio il nostro essere scalzi può diventare una grande occasione di dialogo con gli altri, di interazione, di confronto, dal quale uscire arricchiti e non impoveriti. Spesso ho constatato che, in momenti in cui, anch'io, ho vissuto, andando scalzo, momenti di dubbio, di incertezza, erano proprio gli altri, i "calzati" a complimentarsi con me e a darmi coraggio nel continuare .... e parlo di Italiani, non di stranieri o di alieni.
Io non vorrei che ci autoconvincessimo che "siccome l'Italiano è ignorante e chiuso mentalmente", quindi la pratica del barefooting non viene accettata e di conseguenza sono giustificato quando ho paura di camminare scalzo tra la gente. Sarebbe un alibi inconsistente, perché basato su presupposti errati, o in buona parte errati.
Ma ammettendo pure che gli Italiani fossero così ignoranti (ce ne sono, è vero, come dappertutto), spetta a noi aiutarli ad aprire la mente di fronte ad una "cosa nuova o inusuale", come l'andare scalzi. L'Associazione Natiscalzi esiste proprio per la diffusione della cultura barefooting. Se loro sono "ignoranti", noi siamo istruiti, o dovremmo esserlo, ed in grado dunque non solo di dare le giuste risposte nel modo più corretto, ma prima ancora ad approfondire noi il discorso e a credere in quello che pensiamo e che facciamo.
(E questo vale in Italia e all'estero).
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Re: Italiani provinciali?

Messaggio  aldo1953 il Mer Feb 12 2014, 15:15

young_barefooter ha scritto:Mi ricollego all'aneddoto della bimba toscana in campeggio http://natiscalzi.forumattivo.com/t1941-piccoli-scalzi-crescono per buttare lì una provocazione: ma non è che gli italiani sono un popolo di "provincialotti" che devono a tutti i costi dimostrare il contrario e quindi vogliono fare sfoggio di abbigliamento alla moda e bellissime trappole per piedi (leggasi "scarpe")?

E non è che gli altri popoli, pur non essendo certamente superiori intellettualmente, se ne fregano degli stereotipi  e di come gli altri li vedono?

Non potrebbe invece essere che per la maggior parte dei casi si va all' estero in vacanza ma poi non si sa esattamente come ci si vive ? Voglio dire, la scorsa estate sono stato venti e dico venti giorni in Australia (viaggi aerei compresi) sempre e solo scalzo. Però ero in vacanza, se avessi dovuto lavorarci magari come medico, sarebbe stata la stessa cosa ?
Certamente però gli italiani tendono ad essere un poco più "fighetti" di altri.
E che fai, sento già le voci, tu non sei forse italiano ? Sì, però redento dalla "malattia" per i viaggi iniziata a 18 anni negli ostelli e da varie esperienze di vita.

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Re: Italiani provinciali?

Messaggio  Rei il Lun Feb 24 2014, 21:14

aldo1953 ha scritto:Però ero in  vacanza,  se avessi dovuto lavorarci magari come medico, sarebbe stata la stessa cosa ?
Tecnicamente potresti, e senza alcuna conseguenza negativa: lì hanno anche un vescovo scalzista:
http://natiscalzi.forumattivo.com/t1497-il-vescovo-scalzo
(Ok, è in Nuova Zelanda, ma anche in Australia non scherzano.)
I limiti, come al solito, stanno dentro di noi: una cosa ci sembra impossibile perché noi la riteniamo tale.
Il bello è che se poi la facciamo, ci accorgiamo che in effetti era facilissima.

“Chi dice che è impossibile non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo.” Albert Einstein

E chi dice che è impossibile è, di solito, il nostro "lato oscuro della Forza".
Non facciamoci disturbare.
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Re: Italiani provinciali?

Messaggio  Alexey il Mer Feb 26 2014, 21:39

Diciamo che in Aussie e NZ l'andar scalzi è molto più comune che qui, ho conosciuto un signore su un forum di Auckland che va in ufficio tranquillamente scalzo, e racconta di riunioni con tanto di capi di una multinazionale tranquillamente scalzi...
Dall'altro lato, visto che è conosciuto, esistono anche proibizioni, ad esempio è proibito sui voli air NZ, all'aereoporto di Sydney alcuni "colleghi" sono stati obbligati a ricalzarsi, molti club e locali impongono le scarpe, ecc...pare che la conoscenza del fenomeno abbia portato alla costituzione dei vari schieramenti, cosa che qui da noi non è avvenuta visto che molti non pensano nemmeno esistano propri simili senza calzature. Poi l'inerzia italiana previene la voglia di rompere le scatole e far ricalzare lo scalzo di turno. Anche dove esiste la regola ben pochi hanno voglia di farla rispettare veramente...

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Re: Italiani provinciali?

Messaggio  aldo1953 il Mer Mar 12 2014, 14:59

Alexey ha scritto:Diciamo che in Aussie e NZ l'andar scalzi è molto più comune che qui, ho conosciuto un signore su un forum di Auckland che va in ufficio tranquillamente scalzo, e racconta di riunioni con tanto di capi di una multinazionale tranquillamente scalzi...
Dall'altro lato, visto che è conosciuto, esistono anche proibizioni, ad esempio è proibito sui voli air NZ, all'aereoporto di Sydney alcuni "colleghi" sono stati obbligati a ricalzarsi, molti club e locali impongono le scarpe, ecc...pare che la conoscenza del fenomeno abbia portato alla costituzione dei vari schieramenti, cosa che qui da noi non è avvenuta visto che molti non pensano nemmeno esistano propri simili senza calzature. Poi l'inerzia italiana previene la voglia di rompere le scatole e far ricalzare lo scalzo di turno. Anche dove esiste la regola ben pochi hanno voglia di farla rispettare veramente...

A mio parere il problema non sono i veri divieti, che vanno rispettati anche quando non c' è un senso logico apparente. Come ho già detto altrove, l' unico luogo in Aussie dove sono stato rimproverato ed invitato a uscire è stato un bottle shop, ma il motivo era che gli aborigeni, quasi sempre scalzi, non erano graditi e nel rispetto della legge non potevano fare una eccezione (e se ne sono scusati). Il vero problema sono le consuetudini, che alla fine possono essere esasperanti.
In questi giorni di sole faccio le visite a domicilio a piedi e sono un poco stanco di dover dare spiegazioni per le mie infradito (scalzo sul lavoro..no, per ora) a chiunque le noti. Se girassi con una cresta verde a arancio alla punk d' epoca mi lascerebbero più tranquillo. Niente di male intendiamoci, è una occasione in più per parlare di una bella cosa, però dimostra come proprio lo scalzismo sia alieno alle menti dei più.

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Re: Italiani provinciali?

Messaggio  Alexey il Mer Mar 12 2014, 15:16

Purtroppo è uno degli "svantaggi" dei pionieri, se vogliamo che l'andar scalzi diventi una cosa comune, qualcuno deve pur cominciare.
Capisco perché ci sono dei giorni in cui uno non ha nessuna voglia di parlare, spiegare, ecc.., però mi rendo conto che non possiamo stupirci ma imparare a convivere con questo aspetto. La cresta viola ad esempio, non ha bisogno di spiegazioni, o piace o non piace e morta lì. Il piede nudo invece ha spesso bisogno di spiegazioni perché abbatte la "norma" su più fronti, però se ci pensiamo bene è positivo in un certo senso, perché vuol dire che c' è della sostanza dietro al comportamento e alcuni lo vogliono capire, mentre gli altri comportamenti "anticonformisti" senza una logica di fondo, nascono e muoiono lì e vengono dimenticati.

Alexey

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Re: Italiani provinciali?

Messaggio  Alexey il Mer Mar 12 2014, 15:28

Ad esempio, metti che domani decidessi di andare con una cresta punk a far le visite, cosa penserebbero? Il dutur è uscito de testa quasi all'unanimità.... Se andassi scalzo qualcuno si chiederebbe perché il dottore va scalzo? E magari si informerebbero sull'andare scalzi.

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Re: Italiani provinciali?

Messaggio  cyberteam il Lun Mar 17 2014, 10:03

aldo1953 ha scritto:l' unico luogo in Aussie dove sono stato rimproverato ed invitato a uscire è stato un bottle shop, ma il motivo era che gli aborigeni, quasi sempre scalzi, non erano graditi e nel rispetto della legge non potevano fare una eccezione (e se ne sono scusati).

Il che mi sembra ben più grave di una norma anti-scalzismo.
Davvero in Australia ci sono leggi razziste fatte apposta contro gli aborigeni ?

Cioè, si sono scusati di averti trattato come un'aborigeno  Mad  Mad  Mad  Mad  ?
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Re: Italiani provinciali?

Messaggio  aldo1953 il Lun Mar 17 2014, 11:44

cyberteam ha scritto:
aldo1953 ha scritto:l' unico luogo in Aussie dove sono stato rimproverato ed invitato a uscire è stato un bottle shop, ma il motivo era che gli aborigeni, quasi sempre scalzi, non erano graditi e nel rispetto della legge non potevano fare una eccezione (e se ne sono scusati).

Il che mi sembra ben più grave di una norma anti-scalzismo.
Davvero in Australia ci sono leggi razziste fatte apposta contro gli aborigeni ?

Cioè, si sono scusati di averti trattato come un'aborigeno  Mad  Mad  Mad  Mad  ?



Non è che ci siano leggi vere e proprie, ma, soprattutto in zone lontane dai grandi centri, che alla fine sono davvero pochi, ci son consuetudini alla fine accettate da tutti, compresi gli aborigeni. Ci sono bar dove vanno esclusivamente aborigeni perchè i "bianchi" non ci entrano, semplicemente, tanto per fare un esempio. Alcuni anni fa sono stato in un pub storico nell' outback dove c' erano due ingressi separati e due aree separate, non che ci fosse nulla di scritto, ma tutti facevano così. E quel divieto era espressamente rivolto ad evitare l' ingresso degli aborigeni, le scuse non erano certo nel senso che dici ma semplicemente per non potermi servire perchè ero scalzo e il regolamento lo proibiva a prescindere dal cliente.
Il grosso problema della questione aborigena è l' atteggiamento completamente diverso nei confronti della vita degli aborigeni e dei "bianchi". I primi sono nomadi nei fatti e nella mente, cosa che male si adatta alla società di stampo occidentale che richiede presenza e puntualità sul lavoro e non solo nel lavoro. Hanno poi un ammirevole disprezzo per tutto ciò che attira superficialmente noi, del tipo : che me ne faccio di due magliette fino a quando quella che ho non cade a pezzi ? Con questi presupposti l' integrazione è davvero difficile. I bianchi invasori poi dopo un paio di secoli di malefatte (lo sai che fino agli anni '50 uccidere un aborigeno non era poi un vero omicidio, almeno agli occhi dei giudici ? E che un decennio dopo e oltre i bambini aborigeni venivano rapiti dagli assistenti sociali per essere "educati " all' occidentale lontano dalle famiglie ?)), non potendo più restituire i territori rubati armi alla mano, hanno deciso di pagare una sorta di affitto alle tribù originarie che corrisponde in pratica a un piccolo stipendio. E che fai se non hai alcuna ambizione, non devi lavorare e devi solo tirare sera ? Ovvio, ti ubriachi, e , se non esageri, la polizia ti lascia fare, basta che non disturbi. Se poi muori giovane e male... te lo sei cercato tu ! Oppure c' è lo sfruttamento degli artisti. Ti do i colori e il materiale, tu mi fai un bellissimo quadro, io lo vendo a migliaia di dollari e te ne faccio vedere una minima parte perchè tanto... non ne hai bisogno. Altro discorso è ovviamente per gli aborigeni che hanno studiato e conquistato una dignità e un senso della identità di razza invidiabili. Li trovi come guide, rangers, artisti in proprio, anche qualche politico; ma per la maggioranza la situazione è davvero triste. Ti consiglio il libro Le vie dei canti di Chatwin.
Del resto non stupiamoci troppo. In India (che ben conosco) le caste sono state abolite da Gandhi, ma vai un po' in campagna e vedrai.... In SudAfrica (idem come sopra) l' apartheid è un ricordo rimosso, peccato che i neri abitino ancora nelle bidonville e i bianchi abbiamo tutti la pistola in tasca perchè non si sa mai. E sai come i bianchi hanno risolto il problema delle carrozze dei treni non più separate ? Semplice, in treno ci vanno solo i neri e i bianchi vanno in Mercedes (magari qualcuno anche in BMW) !
Però è un discorso un po' troppo OT e non mi pare corretto andare oltre.

Ciao

aldo1953

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Re: Italiani provinciali?

Messaggio  Alexey il Lun Mar 17 2014, 12:57

Siamo sempre li, invadiamo il territorio altrui e pretendiamo che si pieghino al secondo noi unico possibile modo di vivere, lo abbiamo fatto con tutte le tribù del mondo e poi diamo la colpa a loro che "fanno fatica ad integrarsi", tralasciando anche il fatto che noi per passare dalla prima forma di società stabile ad oggi ci abbiamo messo 12000 anni, e i fatti dimostrano che non siamo di certo felici, ma lasciamo queste considerazioni per altre sedi che siamo già ot da un pezzo

Alexey

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Re: Italiani provinciali?

Messaggio  Elan il Lun Mar 17 2014, 14:18

Ricordo questa barzelletta sull' apartheid che circolava in Africa:   Il governo decide di abolire ogni froma di segregazione ed è fatto divieto anche solo di parlare di bianchi o di neri.  -Da oggi in poi siamo tutti semplicemente "verdi" - tuonano trionfanti i politici.  

Il giorno seguente un nero prova di montare sull'autobus dalla porta anteriore, che prima era riservata ai bianchi ....

- dove credi di andere, tu - gli fa il conducente, bianco - tu sali dietro!
- ma come - fa quello - da oggi non siamo tutti verdi?
- sì - gli risponde l'autista - però verde chiaro sale davanti e verde scuro, dietro ! -
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Re: Italiani provinciali?

Messaggio  romano76 il Gio Mar 20 2014, 23:40

poi dicono che non è vero che ci facciamo prendere per il culo dagli stranieri... Hanno ragione

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