Calzato e imbarazzato!

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Calzato e imbarazzato!

Messaggio  young_barefooter il Mar Feb 25 2014, 09:04

Ieri nonostante il clima mite e la bella giornata di sole, all'uscita dal lavoro non avevo voglia di scalzarmi.

La giornata lavorativa è stata decisamente pesante (anche se gratificante) ed ero piuttosto stanco, non mi andava di
sostenere la consueta lotta psicologica tra le mie paranoie e gli sguardi dei pendolari scarpati.
Peccato, di solito una passeggiata scalza mi tira su anche se sono "cotto", ma ieri non me la sentivo.
E comunque mi pare che nelle giornate di sole la gente tende a notarmi di più: probabilmente non essendo impegnati a
destreggiarsi tra pozzanghere, ombrello, pioggia battente e tutto il resto sono forse meno distratti rispetto a ciò
che li circonda.

In ogni caso ieri NON ero scalzo. Ma gli sguardi "storti" erano più o meno gli stessi.
A questo punto credo che le persone che da tempo mi vedevano a piedi nudi siano rimaste "spiazzate" dal vedermi con
le scarpe, probabilmente con l'abitudine mi avevano in qualche modo "catalogato": ognuno aveva la sua spiegazione e
la sua teoria ma tutti se ne erano fatti una ragione. E ora invece io cambio le carte in tavola.

Tirando le somme, sia con le scarpe che senza alla fine mi trovo a disagio.
Ma se rimango con le scarpe il disagio è maggiore, perchè mi sento frustrato e obbligato a qualcosa di cui so bene
che potrei fare a meno. Ma il farne a meno, a suo modo, mi fa sentire lo stesso fuori posto.
Questa cosa mi sta facendo impazzire!

Ma chissà, forse potrebbe essere la soluzione! Alla fine i pazzi, in quanto tali, non devono rendere conto a nessuno del loro comportamento e non devono sbattersi per farsi classificare come socialmente accettabili.
I cosiddetti "normali" invece, sono obbligati a indossare una "maschera", che spesso soffoca e uccide la loro vera natura, i loro sogni e ambizioni, sacrificandoli alla rigide e arcaiche leggi non scritte dell'omologazione sociale...
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Re: Calzato e imbarazzato!

Messaggio  Rei il Mar Feb 25 2014, 09:36

Dopo dieci anni di scalzismo, quando metto (di solito per un motivo più che valido) le scarpe, incontro sempre gli sguardi delusi, se non di rimprovero, di vicini e conoscenti.
E mi devo giustificare: "Fa freddo.", "Ho un incontro di lavoro.". "Ho le scarpe antinfortunistiche ed il casco in testa perché vado in un cantiere." ecc.

Però non mi sento a disagio.

Forse perché ho trovato una mia sicurezza interiore.

Se ti senti a disagio sia calzato che scalzo, allora il problema sta altrove ed indica un disagio più profondo che va risolto al di là dello scalzismo.
Per prima cosa devi accettare il fatto che c'è un problema, poi scegliere di risolverlo.
Questo significa prepararsi ad agire e combattere, quando invece il tuo disagio cerca di convincerti a non fare nulla, a tenertelo e continuare a soffrire.

Puoi farlo da solo, avviando un percorso di miglioramento di sé da autodidatta, oppure farti aiutare da qualcuno più esperto di te che ti faccia da guida.
Una volta si andava dal padre confessore, e con la persona giusta (e ne ho conosciuti alcuni di veramente eccezionali) è un'ottima scelta anche oggi.
Oppure, con una buona guida, meditazione zen o studio e pratica dell'etica (etica, non religione) buddista (che poi attraverso gli Esseni fonda le basi etiche del cristianesimo iniziale).
Oppure uno specialista laico (psicologo o psichiatra).
A te la scelta.

L'importante è non cadere preda di santoni e pseudo-guru che lucrano sul disagio della gente, sfruttandoli, illudendoli e circuendoli senza rirolvere i loro problemi.
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Re: Calzato e imbarazzato!

Messaggio  Elan il Mar Feb 25 2014, 14:19

Trovo il post di Young Barefooter un po' inquietante, ma forse non ho capito bene ...

Mi è sembrato di intendere che anche quando ti fai una passeggiata calzato, continui a sentire su di te sguardi carichi di disapprovazione.

A questo punto mi viene da chiederemi che cosa tu avessi indossato al posto delle scarpe.  Mi è venuta in mente  la famosa canzone dei minatori americani che ad un certo punto dice:   "Hering boxes without topses, sandals were for Clementine"  

Se portavi comuni scarpe, sospetterei che magari ti vesti in maniera non troppo canonica ... pantaloni tibetani?

Altrimenti, non mi resta che pensare che tu sia troppo concentrato sugli sguardi altrui ... prova a lavorare un po' su di te e a cercare di "fregartene" un po' più degli altri. Mi associo assolutamente a quanto ti ha consigliato REI qui sopra.
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Re: Calzato e imbarazzato!

Messaggio  young_barefooter il Mar Feb 25 2014, 15:21

Mi spiego meglio: non è che tutti sono lì a guardarmi rendendomi la vita impossibile.
Semplicemente sono io che provando disagio nell'essere visto abitualmente scalzo, provo ancora più disagio a mostrarmi con le scarpe a causa della palese incoerenza del mio comportamento.

Se qualcuno che mi vedeva abitualmente scalzo poteva anche aver dato per scontato che la mia fosse una scelta precisa, nel vedermi scalzo un po' si (tendenzialmente nei giorni più freddi e piovosi) e un po' no (di recente che splende il sole) è chiaro che non possa farsi un'idea razionale e precisa.
E così rischio di passare per poco normale o poveraccio, che indossa le scarpe solo quando è in se o quando qualcuno gli fa la carità. Nel delirio delle mie paranoie, questo fa peggiorare ancora di più i miei sensi di colpa e mi fa pesare ancora di più il giudizio altrui.

Per spiegarmi ancora meglio torno a quanto mi è successo coi poliziotti qualche giorno fa: dopo aver orgogliosamente spiegato i motivi che mi spingono a camminare scalzo, sprezzante di tutti i pericoli che a loro dire sarebbero in agguato, come potrei mostrarmi loro con le scarpe? Sarebbe come confermare i loro pregiudizi e dare conferma che non sono del tutto normale. Ora li temo più che quando sono scalzo!

E in ogni caso la mia mente è sempre stata un mistero anche quando non osavo fare nemmeno un metro scalzo per strada.
Ho sempre temuto il giudizio altrui e tutt'ora in tanti ambiti della mia vita lavorativa e sociale sono dominato da una profonda insicurezza che mi fa sentire perennemente inadeguato e in conflitto con me e con gli altri.
Ho anche provato ad andare da uno psicologo per risolvere i miei conflitti interiori, ma mi sono accorto che alla fine anche di fronte a lui stavo sulla difensiva e molto spesso raccontavo una realtà delle cose parecchio addomesticata, nell'inconscio timore di essere giudicato.
A volte fatico a capire come la mia mente trovi giorno dopo giorno l'equilibrio per camminare sull'esile filo teso su di un mare oscuro.

E' verissimo che essere consapevole delle proprie difficoltà è un buon punto di partenza, però occorre anche essere disposti ad essere aiutati. Se sto cadendo nel burrone e qualcuno mi tende la mano, devo anch'io tendere la mano e afferrarla!

Scusate, non era mia intenzione trasformare questo thread in una sessione di auto-analisi.
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Re: Calzato e imbarazzato!

Messaggio  young_barefooter il Mar Feb 25 2014, 15:32

E comunque "allegria!" come direbbe Mike Bongiorno.
In fondo non è morto nessuno e non sto certamente meditando il suicidio (da barefooter intendo, non pensate male!)
Probabilmente dovrei solo smettere di pensare (troppo!) e vivere un po' sereno.

Al mondo c'è chi si arrovella e pensa troppo oppure, dall'altro lato, chi ragiona troppo poco.
Per una volta vorrei essere tra questi ultimi!
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Re: Calzato e imbarazzato!

Messaggio  Arky il Mar Feb 25 2014, 16:44

young_barefooter ha scritto:
Semplicemente sono io che provando disagio nell'essere visto abitualmente scalzo, provo ancora più disagio a mostrarmi con le scarpe a causa della palese incoerenza del mio comportamento.

Se qualcuno che mi vedeva abitualmente scalzo poteva anche aver dato per scontato che la mia fosse una scelta precisa, nel vedermi scalzo un po' si (tendenzialmente nei giorni più freddi e piovosi) e un po' no (di recente che splende il sole) è chiaro che non possa farsi un'idea razionale e precisa.
E così rischio di passare per poco normale o poveraccio, che indossa le scarpe solo quando è in se o quando qualcuno gli fa la carità. Nel delirio delle mie paranoie, questo fa peggiorare ancora di più i miei sensi di colpa e mi fa pesare ancora di più il giudizio altrui.


E' come dire che siccome per lavoro porto sempre la giacca (ma più spesso che volentieri un completo con la cravatta), il primo che al supermercato mi vede con polo e jeans è autorizzato a richiedere un TSO nei miei confronti...scusa ma trovo la cosa vagamente assurda.
Ok, capisco certe paranoie che sono comuni ed assolutamente normali, soprattutto all'inizio ed in certi contesti ("scalzamente" parlando); però a tutto c'è un limite.
Come dici sotto, lo stare scalzi o meno credo che non sia il punto fondamentale. C'è un'insicurezza latente (nemmeno troppo poi) di fondo, dovuta a cosa non lo so, ma che poi si manifesta in molti ambiti della tua esistenza.
Lo scalzismo è solo uno di quelli. Finchè non farai pace con te stesso, non sarai in pace con la gente...scalzo, con le scarpe, in bermuda o con la sciarpa...
Io non sono uno psicologo, però posso darti un consiglio da coetaneo:guardati dentro...concentrati su di te. Poi guarda fuori dalla finestra. Sei davvero così inadeguato come pensi? il mondo è così migliore da poter giudicare ogni tua mossa?
Fattele queste domande...forse le risposte ti sorprenderanno.
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Re: Calzato e imbarazzato!

Messaggio  Alexey il Mer Feb 26 2014, 14:56

Molto probabilmente quegli sguardi che catturano la tua attenzione sono di persone che non sanno nemmeno se esisti, ma solo una proiezione della tua mente. A Milano la gente è troppo indaffarata a pensare alle proprie cose, e il ritmo frenetico e impersonale porta al non curarsi degli altri, e poi francamente se ne vedono di tutti i colori li, non è un piccolo borgo montano dove la gente ha tempo di farsi i c..i di tutti.
Sono d'accordo poi con Arky, anch'io come coetaneo ti consiglio di guardare bene cosa ti sta intorno, sei sicuro di sentirti inadeguato?

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Re: Calzato e imbarazzato!

Messaggio  ChiccoB il Mer Feb 26 2014, 23:09

young_barefooter ha scritto:Ieri nonostante il clima mite e la bella giornata di sole, all'uscita dal lavoro non avevo voglia di scalzarmi.

La giornata lavorativa è stata decisamente pesante (anche se gratificante) ed ero piuttosto stanco, non mi andava di
sostenere la consueta lotta psicologica tra le mie paranoie e gli sguardi dei pendolari scarpati.
Peccato, di solito una passeggiata scalza mi tira su anche se sono "cotto", ma ieri non me la sentivo.
E comunque mi pare che nelle giornate di sole la gente tende a notarmi di più: probabilmente non essendo impegnati a
destreggiarsi tra pozzanghere, ombrello, pioggia battente e tutto il resto sono forse meno distratti rispetto a ciò
che li circonda.

In ogni caso ieri NON ero scalzo. Ma gli sguardi "storti" erano più o meno gli stessi.
A questo punto credo che le persone che da tempo mi vedevano a piedi nudi siano rimaste "spiazzate" dal vedermi con
le scarpe, probabilmente con l'abitudine mi avevano in qualche modo "catalogato": ognuno aveva la sua spiegazione e
la sua teoria ma tutti se ne erano fatti una ragione. E ora invece io cambio le carte in tavola.

Tirando le somme, sia con le scarpe che senza alla fine mi trovo a disagio.
Ma se rimango con le scarpe il disagio è maggiore, perchè mi sento frustrato e obbligato a qualcosa di cui so bene
che potrei fare a meno. Ma il farne a meno, a suo modo, mi fa sentire lo stesso fuori posto.
Questa cosa mi sta facendo impazzire!

Ma chissà, forse potrebbe essere la soluzione! Alla fine i pazzi, in quanto tali, non devono rendere conto a nessuno del loro comportamento e non devono sbattersi per farsi classificare come socialmente accettabili.
I cosiddetti "normali" invece, sono obbligati a indossare una "maschera", che spesso soffoca e uccide la loro vera natura, i loro sogni e ambizioni, sacrificandoli alla rigide e arcaiche leggi non scritte dell'omologazione sociale...
Tranquillo, è capitato anche a me. E' un passaggio che prima o poi lo facciamo tutti. Tu sei passato dalla fase "sempre scalzo, ovunque e comunque", alla fase " continuo oppure lascio"? Almeno io credo di avere recepito questa tua sensazione. Imparerai a dosare e a crearti le condizioni giuste per te, sul come, dove e quando andare scalzo. Anche io, come ti dicevo, sono passato per questo bivio, ed anche io mi sono sentito smarrito, disorientato. Soltanto il tempo, ti potrà chiarire se tu, effettivamente vorrai continuare ad andare scalzo, e soprattutto ti darà modo di riflettere che, potrai trovare situazioni e stati d'animo per cui, anche se non ti metterai scalzo non succederà niente. Andare scalzi non è una gara, ne tantomeno è obbiìligatorio farlo, qualora non ce la sentiamo in alcuni momenti.

ChiccoB

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Re: Calzato e imbarazzato!

Messaggio  ChiccoB il Mer Feb 26 2014, 23:15

young_barefooter ha scritto:Mi spiego meglio: non è che tutti sono lì a guardarmi rendendomi la vita impossibile.
Semplicemente sono io che provando disagio nell'essere visto abitualmente scalzo, provo ancora più disagio a mostrarmi con le scarpe a causa della palese incoerenza del mio comportamento.

Se qualcuno che mi vedeva abitualmente scalzo poteva anche aver dato per scontato che la mia fosse una scelta precisa, nel vedermi scalzo un po' si (tendenzialmente nei giorni più freddi e piovosi) e un po' no (di recente che splende il sole) è chiaro che non possa farsi un'idea razionale e precisa.
E così rischio di passare per poco normale o poveraccio, che indossa le scarpe solo quando è in se o quando qualcuno gli fa la carità. Nel delirio delle mie paranoie, questo fa peggiorare ancora di più i miei sensi di colpa e mi fa pesare ancora di più il giudizio altrui.

Per spiegarmi ancora meglio torno a quanto mi è successo coi poliziotti qualche giorno fa: dopo aver orgogliosamente spiegato i motivi che mi spingono a camminare scalzo, sprezzante di tutti i pericoli che a loro dire sarebbero in agguato, come potrei mostrarmi loro con le scarpe? Sarebbe come confermare i loro pregiudizi e dare conferma che non sono del tutto normale. Ora li temo più che quando sono scalzo!

E in ogni caso la mia mente è sempre stata un mistero anche quando non osavo fare nemmeno un metro scalzo per strada.
Ho sempre temuto il giudizio altrui e tutt'ora in tanti ambiti della mia vita lavorativa e sociale sono dominato da una profonda insicurezza che mi fa sentire perennemente inadeguato e in conflitto con me e con gli altri.
Ho anche provato ad andare da uno psicologo per risolvere i miei conflitti interiori, ma mi sono accorto che alla fine anche di fronte a lui stavo sulla difensiva e molto spesso raccontavo una realtà delle cose parecchio addomesticata, nell'inconscio timore di essere giudicato.
A volte fatico a capire come la mia mente trovi giorno dopo giorno l'equilibrio per camminare sull'esile filo teso su di un mare oscuro.

E' verissimo che essere consapevole delle proprie difficoltà è un buon punto di partenza, però occorre anche essere disposti ad essere aiutati. Se sto cadendo nel burrone e qualcuno mi tende la mano, devo anch'io tendere la mano e afferrarla!

Scusate, non era mia intenzione trasformare questo thread in una sessione di auto-analisi.
Secondo me, la tua scelta migliore è proprio quella di decidere, come ho detto nel precedente post, quando e come andare scalzo. Non crearti troppi problemi: la cosa bella è che ognuno di noi, è libero di andare scalzo quando lo desidera, e al contrario, ognuno di noi è libero di indossare le scarpe. Non è che, se nel tuo obiettivo c'è la grande volontà di andare scalzo, quando tu poi decidi di non scalzarti, vieni meno ad un tuo obiettivo o ad alla tua scelta di vita. Come ti ripeto, e per come la vivo io, tu imparerai a scegliere liberamente i tempi in cui andrai scalzo e quando invece andrai con le scarpe (o ciabatte).

ChiccoB

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