Doppio sogno

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Doppio sogno

Messaggio  Biagio il Ven Ago 08 2014, 11:15

Ciascuno di noi ha i propri sogni da realizzare a piedi liberi. C’è chi desidera riuscire ad andare al supermercato, chi al lavoro, chi in vacanza. Io da anni desidero riuscire a percorrere i sei chilometri o poco più della passeggiata attorno a casa di corsa. Riesco a correre per sei chilometri calzato e riesco anche a percorrere questo tragitto a piedi liberi, ma ancora non a percorrerlo a piedi liberi correndo.

  E’ un bel percorso, con circa cento-centocinquanta metri di dislivello e superfici molto varie, composte complessivamente per circa un terzo da asfalto (in parte liscio e in parte molto vecchio e ruvido), un terzo da ghiaia ed un altro terzo da terreno naturale (terra, erba, fango, roccia). L’ho già percorso tante volte, calzato e no, passeggiando e correndo per dei tratti, ma mai interamente di corsa. Quest’anno, grazie al fatto che trascorrerò le vacanze a casa, ho deciso di mettermici d’impegno e me lo sono posto come obiettivo.

  Per cominciare nei mesi scorsi mi sono allenato a correre (calzato) per rimettermi un po’ in forma (non correvo da anni) e non avere due problemi in una volta da affrontare. Risolto il primo problema, ora sono alle prese con il secondo. Così un paio di giorni fa sono partito per la mia prima vera corsetta a piedi liberi. Per evitare di sollecitare troppo i piedi ho scelto un percorso abbastanza pianeggiante e tutto asfaltato. In totale ho percorso circa 3,5 km con assoluta facilità, ma al ritorno mi sono trovato la brutta sorpresa di un paio di piccole bolle alle dita dei piedi.
  Cosa ho sbagliato? Percorso troppo lungo, asfalto troppo rugoso, falcata troppo lunga, attriti causati da movimenti sbagliati del piede? Penso che la risposta sia di tutto un po’. Ora però le bolle ci sono e io non so quando potrò riprendere a correre.

  Così ho deciso di prendermi qualche giorno di riposo limitandomi a qualche bella passeggiata. E le bolle? Le ho lasciate riassorbire senza forarle per evitare di espormi ad un’infezione; poi questa mattina le ho ricoperte e compattate con un bello strato di colla bostik e mi sono avventurato per il mio solito percorso. Una bella passeggiata concentrato a riflettere sui miei errori.
 Con una deviazione, mi sono avventurato per la prima volta in un bosco ed è stato molto bello procedere sul terriccio di foglie soffice, con i rami marci che si spezzano sotto i piedi come grissini.
  Ho anche imparato un nuovo trucco per affrontare la ghiaia quando le suole non sono ancora abbastanza robuste. Basta rallentare tantissimo l’andatura e procedere rilassati, più o meno come quando si passeggia meditabondi su e giù in una sala d’attesa. Non so come, ma funziona; l’unico problema è che si va davvero piano e dopo un attimo il dolore ci avverte che inconsapevolmente abbiamo già aumentato di molto l’andatura. Bella anche la sensazione della ghiaia che si assesta scricchiolando sotto i piedi.

Al ritorno la colla era ancora saldamente al suo posto e le bolle non si erano infiammate.
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Re: Doppio sogno

Messaggio  John & Jane il Ven Ago 08 2014, 16:15

Al ritorno la colla era ancora saldamente al suo posto e le bolle non si erano infiammate.[/quote]

Il bostik è tremendo: non si riesce a toglierlo neanche volendo! Laughing Laughing

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Re: Doppio sogno

Messaggio  Biagio il Dom Ago 10 2014, 16:05

Ieri ho nuovamente fatto una passeggiata, ma solo di un'oretta. Nella notte c'era stato un forte acquazzone, così nel tratto sterrato senza ghiaia ho affrontato fango a volontà. Tutti dicono che sia piacevole, ma un conto è calpestare una pozzanghera, altra cosa affrontare dei tratti in discesa completamente fangosi: si scivola come sul sapone! Anche con l'erba bagnata bisogna starci attenti perchè è abbastanza scivolosa anche lei. Sembrano banalità ma ci si può far male. Per non parlare dell'aggressività di un cane sfuggito alla catena quando si cerca di passare davanti alla sua cascina... Insomma, vi lascio immaginare, è stata una passeggiata piuttosto movimentata!
Al ritorno ero un po' di fretta e sulla ghiaia ho allungato decisamente il passo, segno che i piedi si stanno rapidamente irrobustendo. Me ne sono accorto anche ieri a casa dalle caviglie indolenzite e da una specie di formicolio e calore sotto i piedi che conosco bene, segno dello stato infiammatorio che stimola la rapida produzione di cute.
Sempre efficace il bostik per mantenere le bolle riassorbite asciutte e non farle lacerare. E' un materiale straordinario: resistente, elastico e impermeabile. L'unico inconveniente è che per asciugarsi bene impiega da mezz'ora a un'ora.


Ultima modifica di Biagio il Lun Ago 11 2014, 09:00, modificato 1 volta
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Re: Doppio sogno

Messaggio  ALEBO il Dom Ago 10 2014, 16:20

E' vero che quando le strade sono molto fangose c'è il rischio di scivolare, però la senzazione è molto piacevole,recentemente sono stato in motagna e ho percorso un sentiero in salita molto fangoso per la pioggia caduta abbondantemente;certamente è più facile salire scalzi in queste circostanze che scendere. Ci vuole molta attenzione, ma conl'aiuto di raccette si corrono meno pericoli di scivolare.
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Re: Doppio sogno

Messaggio  Biagio il Lun Ago 11 2014, 08:57

Oggi ho ripreso a correre. Ho scelto un percorso breve, di 3 km scarsi, per metà asfalto liscio e per l'altra metà ghiaia. Sono andato molto piano, specialmente in discesa (ho impiegato 1/2 ora!), perché temevo di ritrovarmi con altre vesciche.
Alla fine è andata bene, ma la ghiaia è davvero tosta!
Devo assolutamente facela entro queste due settimane in cui sono a piedi liberi tutto il giorno ed ho tempo a volontà per allenarmi.
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Di corsa... ma non troppo

Messaggio  Biagio il Lun Giu 08 2015, 23:02

Alla fine lo scorso anno non completai la mia impresa. L’idea di cominciare a correre con le scarpe e poi di poterne ancora fare a meno fu un grosso errore. Ormai avevo raggiunto un buon allenamento con le scarpe e non potevo più tornare indietro.

Quest’anno invece ricomincio, ma in tutt’altro modo. Dopo mesi di vita sedentaria, inizio da subito correndo a piedi liberi, che non sono per niente allenati, ma siccome nemmeno il fiato lo è, senza sfiancarmi e facendo molta attenzione a non farmi venire le vesciche, inizio piano piano con qualche corsetta tranquilla.
Non è solo un cambiamento di metodo, ma di “filosofia”. Non cerco più la prestazione ma il benessere, quindi lascio a casa orologio e telefono, non controllo le pulsazioni, non misuro le distanze e non mi preoccupo di chi posso incontrare. Mi concentro esclusivamente sul mio corpo, sul paesaggio circostante, sul rumore dei miei passi. Non ho bisogno di strumenti e di misurazioni per sapere quando sono affannato, quando sono stanco e quando mi fanno male i piedi.
Dev’essere un momento di serenità e di armonia: i piedi, le gambe, il fiato, le persone che incrocio, lo spazio verde attorno a me, i pensieri che fluiscono dentro.

Ho iniziato solamente da un paio di settimane e senza molto impegno; sono ancora molto lontano dal riuscire a percorrere il giro che mi ero ripromesso lo scorso anno, però già inizio a passare sulla ghiaia senza eccessivo fastidio.
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Messaggio  bfpaul il Lun Giu 08 2015, 23:05

Biagio ha scritto:Alla fine lo scorso anno non completai la mia impresa. L’idea di cominciare a correre con le scarpe e poi di poterne ancora fare a meno fu un grosso errore. Ormai avevo raggiunto un buon allenamento con le scarpe e non potevo più tornare indietro.

Quest’anno invece ricomincio, ma in tutt’altro modo. Dopo mesi di vita sedentaria, inizio da subito correndo a piedi liberi, che non sono per niente allenati, ma siccome nemmeno il fiato lo è, senza sfiancarmi e facendo molta attenzione a non farmi venire le vesciche, inizio piano piano con qualche corsetta tranquilla.
Non è solo un cambiamento di metodo, ma di “filosofia”. Non cerco più la prestazione ma il benessere, quindi lascio a casa orologio e telefono, non controllo le pulsazioni, non misuro le distanze e non mi preoccupo di chi posso incontrare. Mi concentro esclusivamente sul mio corpo, sul paesaggio circostante, sul rumore dei miei passi. Non ho bisogno di strumenti e di misurazioni per sapere quando sono affannato, quando sono stanco e quando mi fanno male i piedi.
Dev’essere un momento di serenità e di armonia: i piedi, le gambe, il fiato, le persone che incrocio, lo spazio verde attorno a me, i pensieri che fluiscono dentro.

Ho iniziato solamente da un paio di settimane e senza molto impegno; sono ancora molto lontano dal riuscire a percorrere il giro che mi ero ripromesso lo scorso anno, però già inizio a passare sulla ghiaia senza eccessivo fastidio.

Bene. E' così che si fa.

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Re: Doppio sogno

Messaggio  Biagio il Sab Giu 20 2015, 17:19

Chennoooia...!!!f
Sono stato circa una settimana a riposo per risolvere alcuni problemucci agli ammortizzatori e solo questa mattina sono tornato sul solito giro corto.
Nessunissimo problema con il fiato e nemmeno con le gambe (sto parlando di un banalissimo giro di 20', 1/2 asfalto 1/2 ghiaia con una cinquantina di metri di dislivello), ma a casa mi sono ritrovato alcune piccole bolle alle dita. Non capisco: dieci giorni fa già correvo sulla ghiaia senza problemi ad andatura più sostenuta, possibile che basti qualche giorno di riposo per indebolire il battistrada"???
Ora prima di liberarmi definitivamente da ste schifezze mi ci vorrà una vita!
In effetti questa mattina un po' di fastidio correndo lo sentivo ma non riuscivo a capirne la ragione. Pensavo fosse solo un fatto di sensibilità soggettiva, magari dovuta alla temperatura fresca del mattino e davo per scontato di poter disporre perlomeno della condizione fisica dell'ultima volta... insomma ho ascoltato la logica e non i segnali del mio corpo.
Comunque è davvero difficile riconoscere il limite da non superare!
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Messaggio  cyberteam il Dom Giu 21 2015, 07:37

Ciao

Non credo che 10 giorni ti facciano perdere quel tipo di allenamento.
Non è che sono cambiate le condizioni fisiche del fondo? 
Che sò, asciutto invece che bagnato o viceversa ?
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Messaggio  Biagio il Dom Giu 21 2015, 19:41

Non molto, la scorsa volta il terreno era solo un po' più umido perché aveva piovuto fino ad un paio di ore prima mentre ieri non pioveva da una giornata, c'erano ancora le pozzanghere, ma quasi asciutte.
Però secondo me l'unica differenza importante è che la scorsa volta ero andato a correre di sera dopo aver già fatto una passeggiata sullo stesso percorso alla mattina, mentre questa volta ero stato nelle scarpe per una settimana intera, girando a piedi liberi solo un po' in giardino la sera.
In qualche modo è come se la volta prima le piante dei piedi fossero già allertate, mentre ieri non se l'aspettassero. E' una spiegazione un po' strana, lo so, ma è l'unica che mi so dare.
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Messaggio  Biagio il Dom Giu 28 2015, 15:54

Oggi, facendo una passeggiata sul tragitto lungo, quello che mi ero dato come obiettivo, ho scoperto che nel tratto più lontano di recente hanno riversato nuova ghiaia in abbondanza e per di più di quella bella spessa, grossa almeno come nocciole. Ho faticato a camminarci lentamente, altro che correrci! Tutto questo naturalmente per rendere il percorso più confortevole... alle auto.
Mi rivolgo a chi tra voi è esperto nella corsa a piedi liberi: secondo voi si può arrivare a correre agevolmente su di una superficie simile? Io un discreto allenamento ce l'ho già e sulla ghiaietta normale corro senza problemi, ma questo chilometro è veramente impegnativo!
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Messaggio  Biagio il Sab Lug 04 2015, 11:48

Non so se ce la farò a completare il percorso che mi ero prefisso lo scorso anno. Oltre alla ghiaia di cui dicevo, nei giorni scorsi ho incontrato anche dei lunghi tratti di pozzanghere fangose riempiti di macerie su sui si passa davvero a fatica e poi c’è ancora l’asfalto cattivo, quello non consumato dal passaggio delle macchine, ma con il bitume eroso dal tempo con tutti i sassolini acuminati fuori.
Tuttavia tra il fare una maratona e il restare seduti a casa, ciascuno di noi può trovare la sua giusta via di mezzo. Io per ora tutte le volte che posso continuo ad allenarmi, o meglio, a farmi delle belle corsette rilassanti tra i campi e le vigne.

Nel frattempo sto anche imparando delle cose piuttosto istruttive.

1) Innanzitutto bisogna evitare di ragionare con una logica meccanicistica.
Non siamo macchine, ciascuno di noi è diverso dagli altri, è perfino diverso da se stesso da un giorno all’altro: la stanchezza, le condizioni di salute, l’umore,  tutto influisce. Quindi  inutile cercare di misurare ed analizzare matematicamente, l’unico modo per fare la cosa giusta è ascoltare se stessi in modo rigorosamente soggettivo ed attento.

2) Il piede è molto più di una ”suola” che si deve inspessire.
I nostri piedi sono una struttura straordinariamente complessa di ossa, di muscoli e legamenti che devono lavorare efficacemente per attutire ed equilibrare il contatto con il suolo quando si ricade a terra.
Per un numero impressionante di volte, quanti sono i passi fatti durante una corsa, tutta questa struttura, questo ammortizzatore naturale inizia a lavorare sulla superficie anteriore del piede, che al momento del contatto col suolo si deforma per distribuire al meglio la pressione dell'impatto, scaricarla sull’avampiede e quindi sull’arco plantare che, come una balestra,  va in tensione con tutta la sua struttura di ossa e legamenti trattenuti da un filo… il tendine d’Achille, che a  sua volta viene frenato e pilotato dalla muscolatura del polpaccio.

3) Iniziare a correre a piedi liberi è più impegnativo (e affascinante) che non correre con i piedi rinchiusi dentro a delle calzature artificiali.
Il contatto diretto con il suolo richiede dosi abbondanti di prudenza, gradualità ed esercizio.
Dopo una vita di imbottiture artificiali, tutta questa meravigliosa e complessa struttura ha bisogno di tempo  per riadattarsi ed irrobustirsi.
Bolle, tendiniti ecc, sono solamente il risultato della nostra abitudine a comportarci come macchine, più attenti a confrontarci con gli estranei, con le misure e con astratte tabelle di marcia che non ad ascoltare i segnali che ci manda il nostro corpo.
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Messaggio  Biagio il Gio Ago 06 2015, 13:00

Ho ripreso a correre solamente due giorni fa dopo dieci giorni di sosta forzata per un principio di infiammazione al tendine d’Achille. Fortunatamente era una cosa molto lieve, ma ho dovuto comunque prendermi una pausa per evitare un peggioramento. Nel frattempo ho riflettuto, mi sono documentato ed ho imparato un po’ di cose.

Innanzitutto che i legamenti (e quindi anche i tendini) hanno una irrorazione sanguigna molto più limitata che non i tessuti muscolari. Questa è la ragione per cui le lesioni ai legamenti guaricono molto lentamente. Allo stesso modo, anche il loro irrobustimento a seguito di un’aumentata attività fisica progredisce molto più lentamente che non quello delle fibre muscolari, con il rischio in questa fase di uno squilibrio per così dire tra la potenza del motore e la robustezza dell’impianto di trasmissione.

Mi sono anche reso conto che i miei piedi e le mie caviglie stavano facendo un lavoro eccessivo per assorbire tutto l’impatto col suolo, mentre le mie ginocchia erano totalmente a riposo. Così oggi ho provato a cambiare impostazione seguendo uno spunto che ho trovato sul sito di Ken Bob (http://barefootrunning.com/?page_id=109) ed ho scoperto che funziona davvero.
Correndo ho provato a portare avanti l’anca insieme alla gamba, che ho mantenuto un po’ più flessa del solto, facendo così lavorare anche il ginocchio.  L’effetto è stato sorprendente: invece di rimbalzare a terra posavo il piede con un impatto molto più dolce. Sulla ghiaia è stato provvidenziale e molto piacevole, ma la vera sorpresa è stata al ritorno quando ho imboccato una strada asfaltata in discesa. Di solito procedevo a passi molto corti perché appena acceleravo un po’ diventava difficile reggere tutto l’impatto con l’avampiede senza cadere sui talloni ed anche l’attrito della pianta con suolo per frenare era piuttosto intenso (con il continuo rischio di vesciche). Oggi invece, portando avanti la gamba leggermente flessa, ho scoperto con mia grande sorpresa che potevo aumentare di molto l’andatura in discesa mantenendo allo stesso tempo un atterraggio molto morbido, senza “schiaffeggiare” l’asfalto.  Alla fine sono rientrato molto piiù presto che due giorni fa ed ero anche meno affaticato.

Può sembrare strano parlare di tecnica a proposito della corsa, ma quando si decide di fare a meno delle scarpe da corsa a mezzo secolo di età, non ci si può certo illudere di trovare così, spontaneamente, la tecnica corretta, come se si fosse corso in modo naturale dalla nascita.

Comunque, malgrado le difficoltà, quest’anno non ho fatto un solo passo di corsa con le scarpe, così ora mi sono reso conto che in qualche modo il mio doppio sogno è già una realtà, poco importa quanto breve o lungo sia il mio tragitto quotidiano (che non mi sogno nemmeno più di misurare, dal momento che con la corsa mi voglio solamente concedere un momento di benessere e di serenità).
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Messaggio  Biagio il Dom Ago 09 2015, 20:56

Dopo l’insolita calura dei giorni scorsi, questa notte il primo temporale e questa domenica, di prima mattina, un insolito e vigoroso vento fresco. In cielo un sole ancora debole tra le striature delle nubi.  La campagna deserta e silenziosa.
L’asfalto inizia ad asciugare, la terra sotto alle stoppie del grano e poi lungo il sentiero bagnata e morbida, ma non fangosa, le erbe zuppe ai lati mi rinfrescano le gambe. Con indescrivibile piacevolezza supero controvento il primo terzo del percorso e raggiungo la strada ghiaiosa, che percorro abbastanza scioltamente, soltanto con un po’ di cautela. I cinquecento metri di discesa asfaltata passano facilmente, con andatura sciolta ed un appoggio morbido. Poi riprendo la campagna, alternando ancora una varietà di superfici e di percezioni non inferiore ai colori del paesaggio.

Mi rendo conto che la mia andatura è ancora incerta e che ci vorrà ancora parecchia strada prima di interiorizzare un'impostazione pienamente naturale ed efficace, ma sono certo che la corsa di questa mattina resterà nei miei ricordi come uno dei momenti più singolari e piacevoli di quest’estate perché con la massima semplicità ed armonia ho finalmente realizzato il mio sogno.
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Messaggio  Biagio il Gio Ago 13 2015, 19:07

Ieri ho deciso di effettuare un percorso tutto su strada asfaltata per concentrarmi più sulla tecnica e meno sul terreno. Correre sull’asfalto al confronto della ghiaia e dello sterrato in generale è davvero molto più facile e così ho potuto mantenere un’andatura decisamente più spedita.
È esattamente il percorso più lungo che facevo lo scorso anno con le scarpe e non ho avuto grosse difficoltà, a parte un certo irrigidimento ai polpacci al ritorno, che ho superato fermandomi un paio di volte a fare un po’ di stretching. Da oggi però ho dovuto assolutamente prendermi qualche giorno di riposo perché i polpacci sono piuttosto indolenziti.
E’ curioso vedere come i problemi stiano risalendo: a giugno combattevo con le bolle sotto ai piedi, a luglio con gli indolenzimenti ai legamenti della caviglia ed ora, che anche questi sono passati, sono alle prese con i polpacci impietriti.
Questo disagio secondo me è dovuto al fatto che finalmente ho impostato i movimenti giusti per allungare un bel po' l’andatura, ma senza forzare né caviglie né ginocchia e quindi, tutto sommato, lo considero un risultato piuttosto positivo.
Per il futuro ho in mente giri sempre più lunghi e vari per le colline qui attorno con più asfalto e meno sterrato. Vi racconterò.
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Messaggio  hadashi il Lun Ago 17 2015, 12:59

Biagio ha scritto:E’ curioso vedere come i problemi stiano risalendo: a giugno combattevo con le bolle sotto ai piedi, a luglio con gli indolenzimenti ai legamenti della caviglia ed ora, che anche questi sono passati, sono alle prese con i polpacci impietriti.
Questo disagio secondo me è dovuto al fatto che finalmente ho impostato i movimenti giusti per allungare un bel po' l’andatura,  ma senza forzare né caviglie né ginocchia e quindi, tutto sommato, lo considero un risultato piuttosto positivo.
è proprio cosí... abituare il corpo alla corsa a piedi nudi è un processo piú lungo di quello che si possa pensare... la postura e lo stile di corsa continuano a cambiare/migliorare (a volta in maniera quasi impercettibile), e di conseguenza continua a cambiare anche lo sforzo sui vari i muscoli/tendini; questo spesso risulata in muscoli indolenziti, anche dopo mesi e mesi che si ha cominciato a correre a piedi nudi.
a me ci è voluto quasi un  anno prima di trovare il "mio" stile di corsa, e di rafforzare il piede in maniera "integrale". per quello non pensarci su troppo, secondo me continuerai ancora per un bel pó a scoprire l'esistenza di muscoli che non sapevi di avere Wink
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Messaggio  Biagio il Mer Apr 20 2016, 22:39

Hai perfettamente ragione. Solo ora, al secondo anno, inizio a correre senza più pensare ai miei movimenti.
In effetti non saprei più descriverli; in genere mi pare di posare in terra tutto il piede, ma un impercettibile ed efficacissimo molleggio sulla parte anteriore del piede c'è di sicuro perché quando allungo l'andatura, specialmente sulle discese, dopo un po' ho i polpacci indolenziti.
Più passa il tempo e più mi convinco che con la ghiaia c'è poco da fare: o si va in un parco con la ghiaietta scelta e uniforme o, se si corre come me in campagna, fra sassi di tutte le forme e misure e ogni tanto anche detriti, è come percorrere un campo minato. O si procede piano piano, corricchiando o passeggiando con gli occhi puntati a terra, o sono dolori. Perrciò ora tanto asfalto, un po' meno fantasioso, ma senz'altro più pratico per arrivare lontano.

Quest'anno mi sono dato un nuovo obiettivo: completare un percorso stradale di circa 13 km in totale con circa 230m di dislivello (per ora riesco a percorrerne circa la metà).
Ci sono delle belle rampe di tornanti che anni fa avevo tentato di percorrere in bici, ma senza risultato (non sono un grande sportivo!).
Mi piace molto correre variando tra salite tenaci (con lo spirito della mia gioventù montanara), tratti veloci in piano e discese felpate. Il vantaggio dell'asfalto è che quel che perdi sotto i piedi lo guadagni per gli occhi, godendoti il paesaggio un po' più rilassato.
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Messaggio  hadashi il Ven Apr 22 2016, 13:04

Complimenti Very Happy

Si, ce ne vuole del tempo...ma dopo i movimenti diventano automatici, come camminare, andare in bici, e cosí via Smile
E secondo me, col tempo si prende automaticamente l'unico stile corretto (quello che hai descritto tu). C'è chi cerca di correre stando sull'avanpiedi (cioè cercando di non poggiare il tallone), ma secondo me quello è un'abbonamento certo a problemi col tendine d'achille Evil or Very Mad  (e se non si poggia l'intero piede, l'arco non riesce nemmeno a svolgere la sua funzione di molla...alla fine non saprei dire esattanemmeno nemmeno io se poggio il piedi intero, oppure prima l'avanpiede e subito dopo il tallone. Cerco di sollare il tallone subito dopo, cioè farlo rimane a contatto col terreno il meno possible, ma lo poggio).

Per la ghiaia, non ti preoccupare... Non credo dipenda da te, nemmeno io sono riuscito ad abituarmi (e ho fatto diversi allenamenti appositi tongue). Credo sia un limite phisiologico che dovremo accettare (a meno di diventare fachiri Wink ).
Camminarci sopra è un conto, ma correndo hai forze d'impatto molto maggiori... Poi, vada ancora per sassolini grandi e rotondi, ma quelli piccoli, appuntiti proprio no  Evil or Very Mad

Comunque auguri per il tuo prossimo obiettivo Very Happy
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Messaggio  Biagio il Dom Mag 08 2016, 21:49

Oggi sono risuscito a percorre 9,5 km con circa 180m di dislivello.
Che c'è di strano? Una passeggiata per chi fa anche solo delle mezze maratone!
Bhe, c'è che io non sono assolutamente un corridore, ho già metà secolo sulle spalle e non ho quasi mai corso in vita mia.
Ma la cosa più importante é che questa è la distanza più lunga che io abbia mai corso e che mi ci hanno portato i miei piedi liberi!
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Messaggio  hadashi il Lun Mag 09 2016, 10:22

10km potranno anche sembrare una passeggiata a chi fa mezze maratone (cmq io non la penso cosi Wink), ma allo stesso momento dovranno sembrano delle maratone a chi non fa sport Wink
Cmq complimenti Very Happy
Secondo me la distanza non conta; l'importante è muoversi. E soprattutto, al ritmo giusto per sentirsi bene  bounce
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Messaggio  Biagio il Ven Mag 13 2016, 20:42

Mi rendo conto della banalità dei miei risultati, ma vi assicuro che per me è stato piuttosto impegnativo. Magari qualcuno si sarà anche infastidito dal leggere di km su questo forum,  quasi si trattasse di un diario di allenamento, ma vi assicuro che non è questo il motivo per cui scrivo e, se ho dato questa impressione, me ne scuso. In realtà in quest'ultimo anno mi sono veramente appassionato a questa doppia avventura, quella di reimparare a fare due cose del tutto naturali - che poi alla fine sono una soltanto, ma pressoché sconosciuta.
Quant’è vero che siamo nati con i piedi liberi, non dimentichiamoci che la prima cosa che abbiamo fatto appena questi ci hanno retti è stata sgambettare via veloci. Se non fossimo stati costretti a forzare la nostra natura, quella prima trotterellata sarebbe stata molto più sucura, con i piedini ben posati per terra ed i talloni leggeri.

Invece qui si tratta di “reimparare” perché - per quanto si tratti di gesti naturali - per noi, appartenenti alla specie dell’”homo domesticus”, non sono naturali per nulla. Chi comincia a correre in genere si preoccupa della “suola” perché è la prima difficoltà pratica che deve affrontare,  ma quella tutto sommato è una banalità, come lo sono i dolori muscolari del giorno dopo. La vera difficoltà, quando si esplorano i propri limiti, è nel concentrarsi totalmente sui propri movimenti e  prestare un’estrema attenzione ai segnali che ci mandano articolazioni e legamenti.
Amici che lavorano in ospedale mi raccontano che gli infortuni tra i corridori improvvisati sono molto frequenti, specialmente dopo i quarant’anni.
Io mi sto convincendo sempre più che fare a meno della falsa sicurezza e dell’anestesia percettiva delle calzature (di ogni tipo) sia veramente la strada migliore per proteggersi da questi inconvenienti.

In qualche forum americano ho letto il commento di un professionista il quale affermava di non essere riuscito a replicare a piedi liberi gli stessi tempi, nemmeno dopo mesi di allenamento. Ma questo per un dilettante non è necessariamente un male. Dover fare i conti direttamente con le asperità del suolo costringe ad una progressione dell’allenamento molto più cauta. Anche in seguito, il fatto di dover restare con i piedi per terra, prestando più attenzione ai sassolini che al cronometro, è senz’altro un atteggiamento salutare, ben più  che correre con il cuore in gola buttando le gambe avanti senza controllo, con l’unico pensiero di rispettare una inutile tabella di marcia.
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Re: Doppio sogno

Messaggio  Grand Choeur il Ven Mag 13 2016, 21:06

Calma. Nessuno ti rimprovera. Perché non dovresti scrivere dei tuoi progressi? Fanno sempre piacere.
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Re: Doppio sogno

Messaggio  Rei il Ven Mag 13 2016, 23:40

Grand Choeur ha scritto:Calma. Nessuno ti rimprovera. Perché non dovresti scrivere dei tuoi progressi? Fanno sempre piacere.
Al limite invidia: io dovrei fare più sport ed invece sono sovrappeso.
Beato te che ci riesci.
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Re: Doppio sogno

Messaggio  Biagio il Sab Lug 09 2016, 15:59

Sto scoprendo solo ora l'importanza del riscaldamento prima della corsa. E' utile per tutti, ma per noi, che sollecitiamo al massimo i legamenti di piede e caviglia, è davvero fondamentale. In effetti al termine del riscaldamento la nostra temperatura corporea sale di almeno un grado e si produce tutta una serie di modificazioni fisiologiche, tra cui l'aumento dell'elasticità di muscoli e tendini.
Perciò ora non parto più da casa di corsa, ma con qualche minuto al passo, prima lento e poi veolce, e solo dopo un po' inizio una corsetta molto lenta e dolce. Poi, quando mi sento ben accaldato, inizio finalmente ad aumentare l'andatura.
Funziona davvero, le mie le caviglie ringraziano ed anche le piante dei piedi si irritano meno!
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Re: Doppio sogno

Messaggio  Biagio il Ven Ago 12 2016, 17:23

Le temperature qui in Piemonte stanno iniziando a scendere rapidamente e di primo mattino fa già un po’ freddo (12°).
Di solito vado a correre appena alzato, ma oggi avevo voglia di caldo e così sono andato a correre in un momento libero subito prima di pranzo. Molto piacevole l’asfalto bello caldo, il sole limpido ed il venticello fresco. Un po’ impegnativa la salita ripida a metà strada sotto al solleone ed anche il ritorno, con l’asfalto che scottava sotto ai piedi. Temevo davvero di essermi riempito i piedi di bolle, ma per fortuna le suole in “vero cuoio” hanno fatto il loro dovere. Smile
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