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Messaggio  Federico89 il Sab Ago 16 2014, 18:42

Promemoria primo messaggio :

Ciao a tutti, 2 mesi fa a Bibione ho avuto la mia prima esperienza di camminata a piedi nudi in "pubblico" essendo una località di mare dove non mi conosceva nessuno.
Il tutto è avvenuto di sera verso le 9 ritornando in appartamento dopo una passeggiata in riva al mare. All'inizio mi sono fatto 10 minuti sul marciapiede vicino alla spiaggia per poi proseguire per circa 1km sulla strada alternando asfalto a marciapiede di porfido. Sentire il porfido ancora caldo sotto i piedi è stato davvero fantastico. Arrivato a casa e guardando le piante dei piedi ho notato che non erano sporchissimi come pensavo ma solo un pò anneriti . La gente che incontravo prima dava uno sguardo veloce ai piedi poi mi guardava in viso alcuni in modo serio (la maggior parte) altri con un piccolo sorriso. Purtroppo non sono riuscito ad incontrare altre persone scalze mentre lo facevo ma ne ho visto una decina nel corso della vacanza. Per quel che riguarda le esperienze degli anni scorsi ho fatto qualche passeggiata nei boschi dalla nonna di nascosto, ho camminato nella neve un paio di volte per qualche minuto e anche nel fango. La prima esperienza in assoluto
è stata in gita a scuola in 5 elementare, eravamo in visita allo zoo di Lignano e, al ritorno, siamo andati anche in spiaggia. Tornando alla corriera ci hanno fatto camminare tutti a piedi nudi per la strada (tranne le maestre non so perché...) per 200 metri. Ritornando all' esperienza più importante di quest'anno, che ho fatto in compagnia sempre di mia sorella, devo dire che lei quando ha visto la prima sera che avevo le infradito in mano e mi dirigevo dalla spiaggia alla strada mi ha detto:"sulla strada a piedi nudi? Che schifo" io non ho risposto e ho proseguito fino a casa. Il giorno dopo rifacendolo mi dice: "visto che ti piace così tanto perché non lo fai anche di giorno?". Perché mi vergogno le ho detto e di sera sono più nascosto e c'è meno gente( lei comunque senza scarpe non cammina nemmeno in casa). Ho ripetuto questa camminata per altre 5 sere. Esperienza fantastica che ripeterò senz'altro l'anno prossimo in modo più completo (trovando il coraggio di farlo anche di giorno). Ah dimenticavo, ho 25 anni. Ciao Fede.
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Messaggio  Grand Choeur il Lun Ott 27 2014, 08:53

Facendo passi più corti e facendo attenzione a non irrigidire i movimenti e a controllare bene il baricentro, il movimento giusto viene da sé. Ovviamente non è mai uguale, a seconda del fondo che ci si presenta. L'importante è non sbattere a terra.

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Messaggio  cyberteam il Lun Ott 27 2014, 10:59

Ciao

Con l'abitudine dovrebbe progressivamente venirti spontaneo un modo più naturale di camminare.
Batti il tallone perché abituato a camminare con le scarpe, che innaturalmente rialzano la parte posteriore.
Cerca di porre un po di attenzione all'andatura che tieni, ma anche evita di fartene una ossessione, con l'esercizio le cose andranno a posto da sole e forzare una andatura che non ti viene spontanea secondo me è alla fine stressante e controproducente.
Poi l'andatura si adatta anche alla percezione che hai della difficoltà del terreno che attraversi.

Ciao

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Messaggio  young_barefooter il Lun Ott 27 2014, 15:24

Confermo (ho usato me stesso come cavia!) che con la pratica l'intero apparato muscolo-scheletrico legato alla deambulazione recupera le funzionalità originarie che anni di calzature purtroppo soffocano.

La differenza si sente eccome, a ulteriore conferma credo che la progressiva scomparsa delle dolorose e grosse vesciche che mi venivano sui talloni ai primi caldi sia proprio legata a questo fenomeno di recupero delle funzionalità "naturali": magari è solamente la pelle a essere diventata più spessa, ma la mia percezione è che alle prime camminate scalze tendevo troppo a "trascinare" i talloni che facevano maggiore attrito col terreno. Ora che cammino come si deve (appoggiando prima le dita/l'avampiede e solo in fine il tallone) il problema è sparito, anche con temperature elevate nessun problema.
Prima invece camminavo col piede rigido, appoggiando tutto il piede (come se avessi due tronchi di legno al posto delle gambe e piedi per intenderci).

Il problema di tutto questo è che quando devo camminare a lungo con scarpe o calzature in genere mi viene un gran mal di gambe e mi sembra di fare il doppio della fatica...

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Messaggio  ChiccoB il Dom Nov 02 2014, 04:00

young_barefooter ha scritto:Confermo (ho usato me stesso come cavia!) che con la pratica l'intero apparato muscolo-scheletrico legato alla deambulazione recupera le funzionalità originarie che anni di calzature purtroppo soffocano.

La differenza si sente eccome, a ulteriore conferma credo che la progressiva scomparsa delle dolorose e grosse vesciche che mi venivano sui talloni ai primi caldi sia proprio legata a questo fenomeno di recupero delle funzionalità "naturali": magari è solamente la pelle a essere diventata più spessa, ma la mia percezione è che alle prime camminate scalze tendevo troppo a "trascinare" i talloni che facevano maggiore attrito col terreno. Ora che cammino come si deve  (appoggiando prima le dita/l'avampiede e solo in fine il tallone) il problema è sparito, anche con temperature elevate nessun problema.
Prima invece camminavo col piede rigido, appoggiando tutto il piede (come se avessi due tronchi di legno al posto delle gambe e piedi per intenderci).

Il problema di tutto questo è che quando devo camminare a lungo con scarpe o calzature in genere mi viene un gran mal di gambe e mi sembra di fare il doppio della fatica...
Young, non è che ti sembra di fare doppia fatica, camminando con le scarpe... Si fa il doppio fatica a camminare con le scarpe!!!!! Come anche per salire e scendere le scale. Se lo facciamo scalzi, la sensazione è quella di essere più leggeri, e si fatica la metà, rispetto a farle con le scarpe o peggio in ciabatte( a me ha sempre fatto quest'impressione).

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Messaggio  Alexey il Lun Nov 03 2014, 11:07

Ciao, la camminata più naturale parte in teoria dallo spostamento del baricentro, e attiva molto i glutei, che servono da stabilizzatori, infatti sono i muscoli più grandi perché hanno un sacco di funzioni. Il piede in teoria dovrebbe cadere sotto al baricentro con un atterraggio che predilige l'avampiede/mesopiede, attivando gli archi plantari che fungono da ammortizzatori. Se io rullo col tallone, non ammortizzo nulla perché non attivo gli archi. Le scarpe tolgono lavoro ai glutei (ebbene signore calzate non lamentatevi del sedere flaccido...) spostandolo sulle gambe, quadricipite, polpacci ecc..., costringendo ad un passo lungo che cade sbattendo con forza il tallone bel oltre al baricentro. L'urto si diffonde poi su tutta la catena cinetica sovrastante. Dopo anni di scarpe ci sentiamo goffi e impacciati ad usare l'avampiede, anche a causa dei muscoli atrofizzati, ma pian piano viene più naturale se seguiamo le sensazioni. Quando sentiamo di atterrare gentilmente va bene...non forziamo subito ma diamo tempo al corpo, l'importante è ascoltarsi e non strafare.

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Messaggio  Alexey il Lun Nov 03 2014, 11:09

Attenzione questo non vuol dire di camminare in punta di piedi stressando l'avampiede, ma dopo che siamo atterrati tutto il piede appoggia a terra da buoni plantigradi.

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Messaggio  Federico89 il Dom Gen 04 2015, 19:31

Ciao, oggi ho avuto l'occasione di provare di nuovo la camminata a piedi scalzi sulla neve. Lo avevo già fatto diversi anni fà quando avevo 14-15 anni e il luogo era lo stesso, un sentiero nel bosco con qualche centimetro di neve. Sono riuscito a fare 50 metri prima di rimettete le scarpe. I primi passi sono stati facili ma poi la neve ghiacciata ha avuto la meglio, infatti i piedi hanno cominciato a farmi un pò male. Qualcun'altro ha provato la neve?
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Messaggio  bfpaul il Dom Gen 04 2015, 22:29

Federico89 ha scritto:Ciao, oggi ho avuto l'occasione di provare di nuovo la camminata a piedi scalzi sulla neve. Lo avevo già fatto diversi anni fà quando avevo 14-15 anni e il luogo era lo stesso, un sentiero nel bosco con qualche centimetro di neve. Sono riuscito a fare 50 metri prima di rimettete le scarpe. I primi passi sono stati facili ma poi la neve ghiacciata ha avuto la meglio, infatti i piedi hanno cominciato a farmi un pò male. Qualcun'altro ha provato la neve?
Leggi sul sito i consigli di Marco53; se cerchi, anche su questo Forum ha scritto diverse cose a riguardo.

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Messaggio  Dave Mack il Lun Gen 05 2015, 00:09

Secondo me dipende anche tanto da come tieni i tuoi piedi nel resto del tempo. Se stai tutto il giorno con calzature e ti scalzi per andare fuori, sulla neve, è normale che i piedi saranno "impreparati". Quest'anno ho notato che a differenza degli anni scorsi, la mia capacità di stare al freddo, nella neve etc, è di gran lunga migliorata, e dipende dal fatto che vivo totalmente scalzo, e che i miei piedi hanno subito gradualmente l'arrivo del freddo invernale, abituandosi. Poi è chiaro che come si reagisce sulla neve cambia molto in base al clima oltre la presenza della neve, dal tipo di neve, etc etc..

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Messaggio  Alexey il Lun Gen 05 2015, 07:29

Vero, dipende dall'allenamento, oltre che ad altri parametri soggettivi. Il calzato perenne sotto i 20 gradi batte i denti, io l'altro giorno sono stato tutto il pomeriggio su neve e ghiaccio. Dopo alcuni minuti interviene la risposta circolatoria atta alla termoregolazione. Occhio che le dita siano sempre belle rosse e non bianche però, buona neve

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Messaggio  Laurentius il Ven Gen 09 2015, 13:12

Allora, innanzitutto benvenuto! E' sempre bello vedere giovani promesse! (caspita...teoricamente "dovrei" essere giovane pure io ma over 30 non riesco a percepirlo sigh). Colgo l'occasione per salutare albi Very Happy

Arrivo in ritardo però qualcosa la posso dire, per esperienza. Non ho tutta 'sta volce in capitolo rispetto ad altri veterani perchè sono poco meno di due anni che sono barefooter, ma frequentando la SBL di Daniel Howell ho imparato tante cosette interessanti, sia psicologiche che anatomiche. Così come ho imparato quelle legislative da Rei Twisted Evil

1-Dave ha assolutamente centrato in pieno il punto dell'adattamento al freddo. Se tu alleni un corpo umano puoi fargli raggiungere risultati che prima ti sembravano inarrivabili. L'Homo Sapiens possiede la struttura con la più elevata capacità di adattamento di tutta la natura sul nostro pianeta, perchè ha passato decine di milioni di anni d'evoluzione soltanto adattandosi. E' il nostro retaggio naturale. Se tieni un bimbo in un ambiente perennemente sterile e asettico (difetto molto tipico delle mamme italiote odierne) esso svilupperà un sistema immunitario ridicolo e si ammalerà con un nonnulla alla prima intemperia. Se tieni un piede rinchiuso in una scarpa per 30 anni il primo vialetto di ghiaia diventa un inferno. Dopo un anno (minimo) di barefooting è (quasi) come camminare sul parquet.
Il corpo umano è la quintessenza assoluta dell'adattamento. Sottoposto ai giusti stimoli può arrivare a traguardi impensabili. E' lo stesso principio per il quale esistono gli sport e gli sportivi. Non fanno cose impossibili per noi: semplicemente hanno ricevuto gli stimoli necessari (l'allenamento) per eseguirle.

2-Come citato nel barefoot book e Grand Choeur ha giustamente puntualizzato il passo dei barefooter è generalmente più corto e più incentrato sull'avanpiede rispetto a quelli dello scarpato. C'è anche un'altra faccenda: l'angolo d'incidenza del passo rispetto al terreno. All'inizio della mia "carriera" da barefooter tentai di percorrere un tratto di porfido in una sera estremamente piovosa. Ebbene in 100 metri avrò rischiato di scivolare/cadere almeno 4-5 volte. Un po' stupito dal perchè succedesse così tanto nonostante io facessi molta attenzione ad andare con molta cautela mi venne risposto da una persona molto competente: "Se sei un barefooter da poco è normale. Per colpa delle scarpe i tuoi piedi tendono a scivolare sulla superficie mentre un barefooter più esperto tende ad avere un atterraggio più perpendicolare rispetto al terreno. Non 90° tondi, ma un movimento più verticale che orizzontale. Oltre al classico passo più corto."
Questo mi ha aperto gli occhi.

Adesso non scivolo più nemmeno sul porfido bagnato.
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Messaggio  Dave Mack il Sab Gen 10 2015, 01:40

Laurentius ha scritto:
1-Dave ha assolutamente centrato in pieno il punto dell'adattamento al freddo. Se tu alleni un corpo umano puoi fargli raggiungere risultati che prima ti sembravano inarrivabili. L'Homo Sapiens possiede la struttura con la più elevata capacità di adattamento di tutta la natura sul nostro pianeta, perchè ha passato decine di milioni di anni d'evoluzione soltanto adattandosi. E' il nostro retaggio naturale. Se tieni un bimbo in un ambiente perennemente sterile e asettico (difetto molto tipico delle mamme italiote odierne) esso svilupperà un sistema immunitario ridicolo e si ammalerà con un nonnulla alla prima intemperia. Se tieni un piede rinchiuso in una scarpa per 30 anni il primo vialetto di ghiaia diventa un inferno. Dopo un anno (minimo) di barefooting è (quasi) come camminare sul parquet.
Il corpo umano è la quintessenza assoluta dell'adattamento. Sottoposto ai giusti stimoli può arrivare a traguardi impensabili. E' lo stesso principio per il quale esistono gli sport e gli sportivi. Non fanno cose impossibili per noi: semplicemente hanno ricevuto gli stimoli necessari (l'allenamento) per eseguirle.

2-Come citato nel barefoot book e Grand Choeur ha giustamente puntualizzato il passo dei barefooter è generalmente più corto e più incentrato sull'avanpiede rispetto a quelli dello scarpato. C'è anche un'altra faccenda: l'angolo d'incidenza del passo rispetto al terreno. All'inizio della mia "carriera" da barefooter tentai di percorrere un tratto di porfido in una sera estremamente piovosa. Ebbene in 100 metri avrò rischiato di scivolare/cadere almeno 4-5 volte. Un po' stupito dal perchè succedesse così tanto nonostante io facessi molta attenzione ad andare con molta cautela mi venne risposto da una persona molto competente: "Se sei un barefooter da poco è normale. Per colpa delle scarpe i tuoi piedi tendono a scivolare sulla superficie mentre un barefooter più esperto tende ad avere un atterraggio più perpendicolare rispetto al terreno. Non 90° tondi, ma un movimento più verticale che orizzontale. Oltre al classico passo più corto."
Questo mi ha aperto gli occhi.

Adesso non scivolo più nemmeno sul porfido bagnato.

Condivido pienamente.
Nello specifico, noi essendo animali endotermi abbiamo diversi sistemi per la termoregolazione, che sebbene abbiano dei limiti, possono essere "allenati" tanto quanto un muscolo. Anche la vasodilatazione e la vasocostrizione, fenomeno che nella pelle in caso di freddo limita il passaggio del sangue ai tessuti più esterni, massimizzandolo invece a quelli più interni, diminuendo la dispersione di calore, è allenabile in termine di efficienza. Di recente si è anche scoperto che l'esposizione al freddo, modifica i tessuti a tal punto che persino cellule specializzate come gli adipociti bianchi, possono trasformarsi in cellule adipose di tipo BAT, ovvero del tessuto adiposo bruno, cellule che troviamo ben diffuse negli animali letargici, e sono cellule specializzate nel bruciare grassi per la produzione di energia e calore.

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Messaggio  bfpaul il Sab Gen 10 2015, 20:58

Dave Mack ha scritto:
Laurentius ha scritto:
1-Dave ha assolutamente centrato in pieno il punto dell'adattamento al freddo. Se tu alleni un corpo umano puoi fargli raggiungere risultati che prima ti sembravano inarrivabili. L'Homo Sapiens possiede la struttura con la più elevata capacità di adattamento di tutta la natura sul nostro pianeta, perchè ha passato decine di milioni di anni d'evoluzione soltanto adattandosi. E' il nostro retaggio naturale. Se tieni un bimbo in un ambiente perennemente sterile e asettico (difetto molto tipico delle mamme italiote odierne) esso svilupperà un sistema immunitario ridicolo e si ammalerà con un nonnulla alla prima intemperia. Se tieni un piede rinchiuso in una scarpa per 30 anni il primo vialetto di ghiaia diventa un inferno. Dopo un anno (minimo) di barefooting è (quasi) come camminare sul parquet.
Il corpo umano è la quintessenza assoluta dell'adattamento. Sottoposto ai giusti stimoli può arrivare a traguardi impensabili. E' lo stesso principio per il quale esistono gli sport e gli sportivi. Non fanno cose impossibili per noi: semplicemente hanno ricevuto gli stimoli necessari (l'allenamento) per eseguirle.

2-Come citato nel barefoot book e Grand Choeur ha giustamente puntualizzato il passo dei barefooter è generalmente più corto e più incentrato sull'avanpiede rispetto a quelli dello scarpato. C'è anche un'altra faccenda: l'angolo d'incidenza del passo rispetto al terreno. All'inizio della mia "carriera" da barefooter tentai di percorrere un tratto di porfido in una sera estremamente piovosa. Ebbene in 100 metri avrò rischiato di scivolare/cadere almeno 4-5 volte. Un po' stupito dal perchè succedesse così tanto nonostante io facessi molta attenzione ad andare con molta cautela mi venne risposto da una persona molto competente: "Se sei un barefooter da poco è normale. Per colpa delle scarpe i tuoi piedi tendono a scivolare sulla superficie mentre un barefooter più esperto tende ad avere un atterraggio più perpendicolare rispetto al terreno. Non 90° tondi, ma un movimento più verticale che orizzontale. Oltre al classico passo più corto."
Questo mi ha aperto gli occhi.

Adesso non scivolo più nemmeno sul porfido bagnato.

Condivido pienamente.
Nello specifico, noi essendo animali endotermi abbiamo diversi sistemi per la termoregolazione, che sebbene abbiano dei limiti, possono essere "allenati" tanto quanto un muscolo. Anche la vasodilatazione e la vasocostrizione, fenomeno che nella pelle in caso di freddo limita il passaggio del sangue ai tessuti più esterni, massimizzandolo invece a quelli più interni, diminuendo la dispersione di calore, è allenabile in termine di efficienza. Di recente si è anche scoperto che l'esposizione al freddo, modifica i tessuti a tal punto che persino cellule specializzate come gli adipociti bianchi, possono trasformarsi in cellule adipose di tipo BAT, ovvero del tessuto adiposo bruno, cellule che troviamo ben diffuse negli animali letargici, e sono cellule specializzate nel bruciare grassi per la produzione di energia e calore.

Puoi per cortesia citare le fonti di quanto hai riportato?

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Messaggio  Dave Mack il Dom Gen 11 2015, 03:33

bfpaul ha scritto:
Dave Mack ha scritto:
Condivido pienamente.
Nello specifico, noi essendo animali endotermi abbiamo diversi sistemi per la termoregolazione, che sebbene abbiano dei limiti, possono essere "allenati" tanto quanto un muscolo. Anche la vasodilatazione e la vasocostrizione, fenomeno che nella pelle in caso di freddo limita il passaggio del sangue ai tessuti più esterni, massimizzandolo invece a quelli più interni, diminuendo la dispersione di calore, è allenabile in termine di efficienza. Di recente si è anche scoperto che l'esposizione al freddo, modifica i tessuti a tal punto che persino cellule specializzate come gli adipociti bianchi, possono trasformarsi in cellule adipose di tipo BAT, ovvero del tessuto adiposo bruno, cellule che troviamo ben diffuse negli animali letargici, e sono cellule specializzate nel bruciare grassi per la produzione di energia e calore.

Puoi per cortesia citare le fonti di quanto hai riportato?

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Riguardo la modificazione del tessuto adiposo con l'esposizione al freddo in tessuto bruno:
http://www.garvan.org.au/news-events/news/evidence-that-shivering-and-exercise-may-convert-white-fat-to-brown

http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/medicina/2014/06/24/al-freddo-si-forma-grasso-bruno-che-previene-obesita_308bfe5d-2377-42f8-9546-4d981d5760b9.html

Quest'articolo invece parla sia del funzionamento dei tessuti lipidici, grasso bruno e bianco, sia della termoregolazione, vasocostrizione-vasodilatazione etc: http://www.my-personaltrainer.it/salute/termoregolazione.html

Termogenesi indotta dal freddo:
http://it.wikipedia.org/wiki/Termogenesi_indotta_dal_freddo

Termogenina, e quindi termogenesi localizzata non da brivido:
http://it.wikipedia.org/wiki/Termogenina

Ovviamente ogni individuo ha una capacità di termoregolazione che dipende dalla genetica, dalla % di massa magra (dato che il muscolo è il primo protagonista della termogenesi), massa grassa e tipologia di tessuto adiposo, condizioni e morfologia del sistema circolatorio dell'individuo, etc

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Messaggio  Federico89 il Dom Apr 26 2015, 13:38

Ciao a tutti, finalmente tra un mese andrò in vacanza al mare e passerò l'intera settimana il più scalzo possibile. Seguirò i consigli che mi avevate dato a suo tempo come indossare gli occhiali da sole così da poter "osservare indisturbato" gli sguardi e le reazioni delle persone, chiaramente non dandogli grosso peso. Negli ultimi mesi non ho potuto camminare a piedi liberi fuori casa e volevo chiedervi se fosse meglio, quando comincia la vacanza, partire gradualmente con piccole passeggiate o se posso tranquillamente stare scalzo tutto il tempo.
Inoltre mi porterò anche la bici visto che ci sono molte piste ciclabili. L'unica cosa da modificare sono i pedali che non sono proprio lisci e pedalando con i piedi nudi danno fastidio. Ho provato con i calzini e la cosa è molto migliorata, perciò ho pensato di avvolgere un calzino intorno a ogni pedale risolvendo così il problema.
Le vie del centro non me la sento ancora di poterle affrontare camminando scalzo, forse farò un tentativo a mezzanotte quando non ci sarà più quasi nessuno in giro, anche se in effetti la cosa potrebbe diventare un po' pericolosa...
Come ultima cosa ho cercato in questi mesi di modificare la camminata in modo da appoggiare tutta la pianta del piede assieme se non addirittura prima l' avampiede, evitando la classica e sbagliata rullata. Ho notato facendo tanta pratica che la camminata risulta così molto naturale e il contatto con le varie superfici più delicato e intenso allo stesso tempo.
Durante il tragitto casa mare non mi porterò dietro nemmeno le infradito per evitare "tentazioni". Ps: sono curioso di vedere quanto nere diventeranno le mie suole nel corso della giornata, l'anno scorso si erano leggermente annerite avendo fatto però solo il rientro dalla spiaggia la sera.
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Messaggio  Spyro il Dom Apr 26 2015, 14:23

Oh, mi sono accorto solo ora di questa tua presentazione o.o Ti do lo stesso il benvenuto anche dopo quasi un anno.... Razz
Da quanto ho letto tu sei del Veneto, io sono del Friuli-Venezia Giulia orientale. Very Happy Quindi prima o poi si potrebbe combinare un incontro scalzo in zona. Io sono più abituato a camminare scalzo nel verde e ho anche provato su tratti di sentiero di montagna (in Trentino). Mare e spiaggia affollate invece non fanno per me (non sopporto l'affollamento nè tanto meno il caldo afoso).
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Messaggio  Federico89 il Dom Apr 26 2015, 16:12

Ciao, anch'io ho camminato scalzo sempre nel verde o nei boschi e preferisco questi tipi di terreno, però vorrei fare qualche esperienza più forte e impegnativa tipo quella descritta in precedenza su "strada". Aggiungo che sarei felice di incontrare almeno una persona scalza durante la vacanza...
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Messaggio  bfpaul il Dom Apr 26 2015, 20:34

Federico89 ha scritto:Ciao a tutti, finalmente tra un mese andrò in vacanza al mare e passerò l'intera settimana il più scalzo possibile. Seguirò i consigli che mi avevate dato a suo tempo come indossare gli occhiali da sole così da poter "osservare indisturbato" gli sguardi e le reazioni delle persone, chiaramente non dandogli grosso peso.
Gli occhiali da sole al mare sono necessari. Indipendentemente.
Federico89 ha scritto: Negli ultimi mesi non ho potuto camminare a piedi liberi fuori casa e volevo chiedervi se fosse meglio, quando comincia la vacanza, partire gradualmente con piccole passeggiate o se posso tranquillamente stare scalzo tutto il tempo.
Comincia gradualmente e non quando il terreno scotta.
Federico89 ha scritto:Inoltre mi porterò anche la bici visto che ci sono molte piste ciclabili. L'unica cosa da modificare sono i pedali che non sono proprio lisci e pedalando con i piedi nudi danno fastidio. Ho provato con i calzini e la cosa è molto migliorata, perciò ho pensato di avvolgere un calzino intorno a ogni pedale risolvendo così il problema.
No, cambia i pedali.
Federico89 ha scritto:Le vie del centro non me la sento ancora di poterle affrontare camminando scalzo, forse farò un tentativo a mezzanotte quando non ci sarà più quasi nessuno in giro, anche se in effetti la cosa potrebbe diventare un po' pericolosa...
Come ultima cosa ho cercato in questi mesi di modificare la camminata in modo da appoggiare tutta la pianta del piede assieme se non addirittura prima l' avampiede, evitando la classica e sbagliata rullata. Ho notato facendo tanta pratica che la camminata risulta così molto naturale e il contatto con le varie superfici più delicato e intenso allo stesso tempo.
Durante il tragitto casa mare non mi porterò dietro nemmeno le infradito per evitare "tentazioni". Ps: sono curioso di vedere quanto nere diventeranno le mie suole nel corso della giornata, l'anno scorso si erano leggermente annerite avendo fatto però solo il rientro dalla spiaggia la sera.
Se il percorso è breve, va bene così.
Facci sapere come è andata e poi ti fai vedere ad uno degli incontri di maggio?

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