Racconti scalzi

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Racconti scalzi

Messaggio  F&T il Dom Ott 05 2014, 18:52

L' estate sta finendo ..., no!, è già finita e per noi barefooters : occasionali, della domenica, a giorni alterni, ecc..... boh !, come potremmo essere definiti ?, fate voi !. E' tempo di "tirare le somme".
Da giugno ad oggi abbiamo fatto molte uscite a: Bologna, Venezia, Verona, Ferrara buskers, ecc... Inutile dire che abbiamo incontrato un mare di gente !. Vi chiederete subito: in chiese, bar, ristoranti,
supermercati, treni, stazioni, autobus, ecc.... Problemi ?. Nessuno !. Commenti, sguardi, ecc... ?: Pochissimi !. Siamo stati ovunque accolti semplicemente ..... come se avessimo le scarpe !.
Abbiamo fatto foto e video, ricordato persone, fatti, domande/risposte, curiosità, ecc.... Pensiamo, se non annoiamo, di raccontare a puntate tutto questo sul forum.
Ho l' impressione che alcuni soci, quando escono scalzi, credono di fare chissà cosa, di avere tutti gli occhi puntati addosso, persone repulsive, ecc... Altri invece sono ottimisti e vedono scalzi ovunque
E' bello e forse anche doveroso essere così !. Viva gli ottimisti !.
Nei racconti di persone o fatti che pubblicheremo cercheremo di essere semplicemente "realisti". Scusate se è poco !.

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Re: Racconti scalzi

Messaggio  bfpaul il Dom Ott 05 2014, 20:03

F&T ha scritto:L' estate sta finendo ..., no!, è già finita e per noi barefooters : occasionali, della domenica, a giorni alterni, ecc..... boh !, come potremmo essere definiti ?, fate voi !. E' tempo di "tirare le somme".
Da giugno ad oggi abbiamo fatto molte uscite a: Bologna, Venezia, Verona, Ferrara buskers, ecc... Inutile dire che abbiamo incontrato un mare di gente !. Vi chiederete subito: in chiese, bar, ristoranti,
supermercati, treni, stazioni, autobus, ecc.... Problemi ?. Nessuno !. Commenti, sguardi, ecc... ?: Pochissimi !. Siamo stati ovunque accolti semplicemente ..... come se avessimo le scarpe !.
Abbiamo fatto foto e video, ricordato persone, fatti, domande/risposte, curiosità, ecc.... Pensiamo, se non annoiamo, di raccontare a puntate tutto questo sul forum.
Ho l' impressione che alcuni soci, quando escono scalzi, credono di fare chissà cosa, di avere tutti gli occhi puntati addosso, persone repulsive, ecc... Altri invece sono ottimisti e vedono scalzi ovunque
E' bello e forse anche doveroso essere così !. Viva gli ottimisti !.
Nei racconti di persone o fatti che pubblicheremo cercheremo di essere semplicemente "realisti".      Scusate se è poco !.
Raccontate pure, ci farà piacere.
Il problema di alcuni scalzisti è che tendono a pensare sempre di "essere scalzi" e credono perciò che tutti li debbano vedere, li possano disprezzare e così via.
Invece l'atteggiamento giusto è: scalzo sono semplicemente "me stesso" e gli altri pensino pure ciò che gli pare. Punto.
Forse che se una donna si fa bionda, pensa che tutto il modo debba osservarla? Ce ne sono tante di bionde, chi non la conosce non farà una piega, chi la conosce apprezzerà, glielo dirà e sarà contenta.
Forse che se un uomo si fa crescere la barba andrà in giro pensando che tutti lo guardino o abbiano chissà cosa da dire?
Chi lo conosce, apprezzerà o no, glielo dirà e ne prenderà atto.
Certo, non mi sfugge  che "farsi bionda" o "farsi crescere la barba" sono cose "normali" e andare scalzi non lo è; quello che voglio dire è che bionda o bruna una donna è se stessa, sbarbato o barbuto un uomo è se stesso.
Allo stesso modo, chiunque, scalzo o no deve semplicemnte pensare di essere se stesso, evitare di farsi tante pippe mentali e andare via tranquillo per la sua strada.
Ci sarà chi apprezza e chi no, pazienza ....
Aspetto i racconti e vi ringrazio per il bel video.
Per chi non l'ha visto: http://www.youtube.com/watch?v=nO0L-Lkjf5I

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Re: Racconti scalzi

Messaggio  young_barefooter il Lun Ott 06 2014, 15:14

bfpaul ha scritto:
Il problema di alcuni scalzisti è che tendono a pensare sempre di "essere scalzi" e credono perciò che tutti li debbano vedere, li possano disprezzare e così via.
Invece l'atteggiamento giusto è: scalzo sono semplicemente "me stesso" e gli altri pensino pure ciò che gli pare. Punto.
[...]
Allo stesso modo, chiunque, scalzo o no deve semplicemnte pensare di essere se stesso, evitare di farsi tante pippe mentali e andare via tranquillo per la sua strada.
Ci sarà chi apprezza e chi no, pazienza ....

Eh sì caro Bfpaul, purtroppo è proprio così, almeno nel mio patologico caso!
Pur avendo infatti sperimentato in prima persona i vantaggi del camminare scalzi (e quanto le scarpe siano diventate un tormento quotidiano!), la mia testa è ancora bloccata nella fase del "camminare senza scarpe è strano e anomalo". Fine della storia.

Fino a quando non avrò sciolto questo nodo interiore sarò sempre tra due fuochi: la rabbia e la frustrazione che provo se rinuncio a stare scalzo quando vorrei e l'ansia e il panico che mi prende quando finalmente ci riesco.
E non c'è auto-convincimento o forza di volontà che tenga!
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Re: Racconti scalzi

Messaggio  Andy il Mar Ott 07 2014, 00:56

young_barefooter ha scritto:
Eh sì caro Bfpaul, purtroppo è proprio così, almeno nel mio patologico caso!
Pur avendo infatti sperimentato in prima persona i vantaggi del camminare scalzi (e quanto le scarpe siano diventate un tormento quotidiano!), la mia testa è ancora bloccata nella fase del "camminare senza scarpe è strano e anomalo". Fine della storia.

Fino a quando non avrò sciolto questo nodo interiore sarò sempre tra due fuochi: la rabbia e la frustrazione che provo se rinuncio a stare scalzo quando vorrei e l'ansia e il panico che mi prende quando finalmente ci riesco.
E non c'è auto-convincimento o forza di volontà che tenga!

******************************************
Ciaoooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!! cheers
In tanti anni mi è successo molte volte di tentennare... Le tolgo? Le tengo? (le scarpe) confused Bene: tutte le volte che le ho tenute, me ne sono pentito ("mmmannaggia! potevo farlo! Rolling Eyes ). Invece, tutte le volte che le ho tolte, poi alla fine mi son sempre detto: "bel pirla che sarei stato a tenerle! Tutto è filato liscio! cheers .
Ormai non mi pongo più il quesito e vedrai che col tempo diventerà così anche per te.
Sai, dopo che vai centinaia e centinaia di volte negli stessi market, negozi, locali pubblici, alla fine ti conoscono, ti sorridono, e
caso mai si sorprendono - con un leggero velo di triste stupore- quando, per caso,ti vedono scarpato Sad

Ciaoooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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Re: Racconti scalzi

Messaggio  young_barefooter il Mar Ott 07 2014, 08:45

Andy ha scritto:
Sai, dopo che vai centinaia e centinaia di volte negli stessi market, negozi, locali pubblici, alla fine ti conoscono, ti sorridono, e
caso mai si sorprendono - con un leggero velo di triste stupore- quando, per caso,ti vedono scarpato

Proprio ieri mi è capitata una cosa del genere!
Ero in treno (scarpato), ad un certo punto sale una signora che conosco di vista. Ci incrociavamo in treno quasi tutti i giorni, non ci siamo mai rivolti la parola ma lei si era abituata a vedermi scalzo tutte le volte (anche lo scorso inverno - beati vecchi tempi! Ho fatto tutto il periodo gennaio-febbraio scalzo quasi tutti i giorni al ritorno dal lavoro - poi mi hanno cambiato treno e le paturnie hanno preso il sopravvento).
Alla fine non ci faceva più caso ma probabilmente si ricordava di me.
Comunque ieri quando mi è passata vicino ha lanciato una lunga occhiata ai miei piedi, e le ho letto chiaramente in faccia un'espressione sorpresa e vagamente delusa!
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Re: Racconti scalzi ( 1 Il Dandy )

Messaggio  F&T il Mar Ott 07 2014, 09:17

Ho un po' di tempo e parto coi racconti di un' estate. Lo intitolerò " Il DANDY "
Piena estate, caldo torrido, prima periferia, palazzoni tutti uguali, passiamo davanti a un bar direi border line, frequentato da personaggi border line ( sigaretta in una mano e birra dall' altra ).
Sento: E se prendono un chiodo ?, ma un altro sfarfuglia qualcosa tipo : Beh, con questo caldo forse.....
Poche centinaia di metri avanti incrociamo un bel ragazzo con abbigliamento e taglio di capelli manifestamente ricercati. Porta a passeggio un bellissimo Bulldog inglese che, forse per il caldo, avrebbe
preferito restarsene chiuso in casa. Con la scusa di fare complimenti al cane, attacchiamo bottone..... Ma a lui non interessa molto parlare del cane, entra subito nel vivo ..... e chiede con aria
stizzita: Perché andate scalzi ?. Risposta pacata e banale: E' caldo e scalzi si cammina benissimo, c'è poca gente in giro, ecc.... ma lui replica con le solite frasi: E' antigenico, lo sporco, ecc...
Poi in ultimo fa una domanda da ricordare e riflettere: Lo fate per sporcarvi i piedi ?.
Capito il personaggio gli rispondo: Forse.... potrebbe anche essere il suo bello !. Lui stizzito strattona il cane e si allontana. Nessun saluto. Da un ragazzo giovane ci aspettavamo.... di più !.
Lo mettiamo all' ultimo posto della nostra classifica.

P.S: Scusami Bf, forse non ho capito bene, perché fra donne bionde/more e uomini con o senza barba è normale e.... " andare scalzi non lo è " ?.
Grazie per la pubblicità al video che, per ora, sta andando fortissimo. Forse si faceva prima a indicarlo per nome: BAREFOOT adventures in HD, ovviamente.... su YouTube !.

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Racconti scalzi ( 2 La strana coppia)

Messaggio  young_barefooter il Mar Ott 07 2014, 09:22

L'altro giorno ho preso il treno dopo quello solito perchè sono uscito leggermente tardi dal lavoro, la giornata è stata pesante così non ho resistito e, messe da parte le paturnie, mi sono liberato delle scarpe.
Il copione è stato il solito: arrivo sulla banchina affollata, tutti mi guardano come se fossero sbarcati i marziani.
Io inizio a sudare, faccio avanti e indietro alla ricerca di un punto meno affollato ma è tutto pieno e ormai il treno è in arrivo...
A quel punto mi dico "troppo tardi - hai voluto venire scalzo? ora ci rimani!" e salgo sul treno.
Per fortuna trovo dei posti liberi sull'ultimo vagone e mi siedo.

A un certo punto arriva un tizio in compagnia della moglie. Li avevo già visti sulla banchina, sembrano un po' sbandati e non del tutto "registrati" (pensate che a un certo punto si sono separati per cercare posto in treno e si tenevano in contatto con degli walkie-talkie!!!), comunque mi avevano guardato storto e avevano anche commentato qualcosa. Comunque si sono seduti nella fila di sedili accanto, a un certo punto lui si rivolge e mi chiede se sono italiano e se so usare uno smartphone.
Io rispondo di sì e lui mi spiega che l'assistenza tecnica gli ha resettato il telefono alle impostazioni di fabbrica e non sa come fare a reimpostarlo. Alla fine mi ha dato l'apparecchio in mano e io passo passo gli ho spiegato come fare a rimettere le cose a posto.

Lui e la moglie sono stati molto felici per l'aiuto ricevuto e addirittura volevano offrirmi da bere. Alla fine la diffidenza verso i miei piedi scalzi è sparita e abbiamo trascorso il resto del viaggio chiacchierando tranquillamente. Io sono rimasto assolutamente tranquillo e non ero per niente imbarazzato. A volte va anche bene!
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Re: Racconti scalzi

Messaggio  Grand Choeur il Mar Ott 07 2014, 10:00

Sono tutti questi piccoli episodi che, piano piano, riusciranno a sbloccarti.
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Racconti scalzi - Episodio 3: In fuga da un amico!

Messaggio  young_barefooter il Mar Ott 07 2014, 11:10

La scorsa settimana ne ho combinata una delle mie:
stavo andando dalla stazione al parcheggio a prendere la macchina ed ero beatamente scalzo.
Ad un certo punto mi sento chiamare per nome. Faccio finta di niente e sperando in un caso di omonimia accelero il passo ma ben presto mi rendo conto che stanno chiamando proprio me!
Dall'altra parte della strada avvisto di sfuggita un amico che tra l'altro abita vicino alla stazione e che non vedevo da anni...

Purtroppo non nascondo che sono andato in panico, non avrei saputo come giustificare il mio essere a piedi nudi e così sono fuggito!
Per fortuna ero abbastanza vicino alla rampa di scale che scende al livello inferiore dove ho la macchina, così mi sono fiondato di sotto, sono saltato in macchina e sono partito a razzo come un ladro.
Lui probabilmente non si è accorto che ero scalzo in quanto ero parzialmente coperto dal muretto di cinta del piano superiore del parcheggio ma si è avvicinato continuando a chiamarmi sempre più forte.

Quindi è evidente che mi ha riconosciuto - e io sono fuggito come se avessi le peggiori colpe da nascondere!
E meno male che non è sceso nel parcheggio, essendo pure lui appassionato alfista avrebbe sicuramente riconosciuto la mia 156 grigia (è l'unica di tutto il parcheggio!)
Il resto del viaggio verso casa l'ho passato in panico cercando di inventarmi un alibi per dimostrare che non ero io oppure per giustificare in modo (per lui) razionale l'evidenza del fatto che ero senza scarpe, nel caso se ne fosse accorto.

La sera dopo di nuovo panico totale: il mio amico contatta mia moglie su Facebook (io non amo i social network) e le dice che ha bisogno di me per un computer da sistemare.
Nelle mie paturnie mentali ho addirittura pensato che quella era una scusa per costringermi a uscire allo scoperto magari incontrandoci e a quel punto mi avrebbe chiesto come mai ero a piedi nudi. E via di nuovo a immaginare cosa inventarmi per giustificare l'evidenza - e non ci ho quasi dormito la notte!

Questa situazione demenziale è finta nel seguente modo: dopo una notte insonne ho deciso di affrontare di petto la situazione. L'ho chiamato la mattina dopo per sapere di cosa aveva bisogno cercando di mostrarmi il più brillante e sicuro di me che potevo essere. Lui non ha menzionato i miei piedi, e non ha detto nulla della mia "fuga". Si è mostrato molto felice di risentirmi dopo tanto tempo e mi ha spiegato cosa gli serviva. Alla sera ci siamo incontrati al medesimo parcheggio, io ovviamente ero scarpato e ho notato una rapida occhiata da parte sua verso i miei piedi. Ma per il resto assolutamente nessun problema, si è congratulato per la nascita di mia figlia Camilla e abbiamo parlato di varie cose senza alcun problema.

Alla fine, come volevasi dimostrare, sono stato male due giorni per niente...
Comunque così non va! Non posso pretendere di girare scalzo dove ho abitato per quasi 30 anni e sperare di essere invisibile!
Non posso continuare a cercare di nascondere una parte così rilevante di me - o smetto del tutto o mi decido una buona volta a uscire allo scoperto!!!
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Re: Racconti scalzi

Messaggio  Grand Choeur il Mar Ott 07 2014, 11:29

Prova ad invitare qualche scalzo che abita dalle tue parti e fatevi una bella girata nel tuo quartiere. Vedrai che ti sbloccherà parecchio.
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Re: Racconti scalzi

Messaggio  bfpaul il Mar Ott 07 2014, 17:26

F&T ha scritto:P.S: Scusami Bf, forse non ho capito bene, perché fra donne bionde/more e uomini con o senza barba è normale e.... " andare scalzi non lo è " ?.

Non è che sia così, è che comunemente si pensa che sia così ....

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Re: Racconti scalzi

Messaggio  aldo1953 il Mer Ott 08 2014, 13:12

bfpaul ha scritto:
F&T ha scritto:P.S: Scusami Bf, forse non ho capito bene, perché fra donne bionde/more e uomini con o senza barba è normale e.... " andare scalzi non lo è " ?.

Non è che sia così, è che comunemente si pensa che sia così ....

bfpaul

Esatto, andare scalzi per strada non è affatto "normale" per la stragrande maggioranza della gente che per questo deve sempre cercarci un motivo più profondo, una motivazione mistica o comunque psicologica, insomma il fatto di per sè stesso non è così facile da accettare. se poi il tempo non è buono e non siamo nei paraggi di una spiaggia, allora pensano che qualche rotella fuori posto devi avercela.
Se non bastasse c' è anche un grande conformismo nell' abbigliamento, per esempio guardiamoci attorno in questa stagione : 18°/20°, clima mite e anche quando piove è praticamente acqua calda, eppure vedi già molti in abbigliamento invernale e anche mia moglie mi ha benevolmente preso in giro chiedemdomi quando capirò che non è più il caso di andare in giro in maglietta perchè... non è più Estate.
Questa mattina sono andati da un grandissimo autoricambista per alcune cosette che mi servivano, parcheggio molto lontano e all' andata porto le infradito più per scrupolo che altro, poi però sbrigata la questione, appena fuori dal magazzeno... via, libero per una bella passeggiata scalza. Aveva appena smesso di piovere e c' erano molte divertenti pozzanghere. Non una delle tante persone che ho incrociato ha fatto cenno nè abbassato lo sguardo, però sono certo che praticamente tutti si sono chiesti che cosa stessi facendo e perchè e se non hanno fatto cenno è perchè alla fine mantengo un aspetto cosiddetto distinto e alla fine la cosa passa come stranezza e basta, o magari, meglio sarebbe, la gente si fa una volta tanto i fatti suoi.

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Re: Racconti scalzi

Messaggio  Andy il Gio Ott 09 2014, 18:16

young_barefooter ha scritto:
Purtroppo non nascondo che sono andato in panico, non avrei saputo come giustificare il mio essere a piedi nudi e così sono fuggito!

sono saltato in macchina e sono partito a razzo come un ladro.

Quindi è evidente che mi ha riconosciuto - e io sono fuggito come se avessi le peggiori colpe da nascondere!

Il resto del viaggio verso casa l'ho passato in panico cercando di inventarmi un alibi per dimostrare che non ero io oppure per giustificare in modo (per lui) razionale l'evidenza del fatto che ero senza scarpe, nel caso se ne fosse accorto.

La sera dopo di nuovo panico totale: il mio amico contatta mia moglie su Facebook (io non amo i social network) e le dice che ha bisogno di me per un computer da sistemare.

Nelle mie paturnie mentali ho addirittura pensato che quella era una scusa per costringermi a uscire allo scoperto - e non ci ho quasi dormito la notte!

Questa situazione demenziale è finta nel seguente modo: dopo una notte insonne ho deciso di affrontare di petto la situazione.

Alla fine, come volevasi dimostrare, sono stato male due giorni per niente...
Comunque così non va! Non posso pretendere di girare scalzo dove ho abitato per quasi 30 anni e sperare di essere invisibile!
Non posso continuare a cercare di nascondere una parte così rilevante di me - o smetto del tutto o mi decido una buona volta a uscire allo scoperto!!!
&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&
Ciaooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! cheers
Shocked
No-no-no. Così non va proprio Mad .
Andare scalzi deve essere un piacere. Punto.
Non ha senso doversi nascondere, scappare, aver paura di.., e mille altre (inutili) cose.
Già molto tempo fa, ad esempio, avevo puntualizzato con Marco 53 che l'uso dei finti sandali era un meccanismo-trappola che imprigiona in una dipendenza. Uno scalzista "costretto ad una dipendenza"??? Ma quando mai?? Shocked Essere scalzisti, al contrario, è la massima espressione di libertà & assoluta indipendenza -soprattutto della soggezione che può provocare il pensiero (bacato) degli altri-.
Quindi, vai scalzo E BASTA. Chettefrega di cosa pensano gli altri? Ti daranno dei soldi se andrai con le scarpe chiuse?Laughing
Ti guardano storto? Embè? Primo: per andare scalzi per strada, per quanto semplice possa sembrare, in realtà bisogna avere due
bounce bounce così -e tutti noi CE LE ABBIAMO!!!-
Secondo: (ma questa è una cosa mia personale) vuoi mettere il piacere che si prova a "sbattere in faccia" i propri piedi scalzi ai benpensanti perbenino "macheschifoquì ma chesporcolà"? - Twisted Evil tiè, provateci voi se ne siete capaci:twisted: -.
Per me, poi, l'apoteosi è quando, in particolarissime situazioni, il malcapitato osservatore di piedi sospetta di essere vittima di una candid camera Laughing : incomincia a mostrare palesemente una ridicola indifferenza (...) , dopodichè inizia con lo sbirciare spasmodicamente dove diavolo è nascosta la telecamera... Razz Laughing Razz
E tu ti lasci spaventare da questi poveretti??
Diciamoci la verità: per andare scalzi in mezzo a tutti gli altri scarpati, ci vogliono realmente due palle così. E quando ci sei, ti sembra di essere riuscito a scalare l' Everest. Puoi permetter che un leggero soffio di vento ti faccia precipitare giù? Question

---PS--- Un trucco. Ma ce li hai i bigliettini da visita dei Nati Scalzi? Attaccare discorso con chi ti osserva stupito è semplicissimo, anche solo con una mezza frase. Il passaggio successivo (l'offerta del bigliettino) fa cambiare radicalmente l'approccio: il Club -riconosciuto, ufficiale, stampato, addirittura su INTERNET-!!!-), insomma, è una cosa "grande". Il singolo, che magari non approva, ha però molte remore nello schierarsi apertamente contro una cosa "grande" -certo più grande di lui...-.
Psicologicamente, il pacco di biglietti ti dà sicurezza: puoi dimostrare di non essere un semplice pazzoide (tuttalpiù uno dei 500 pazzoidi Razz Laughing Razz ). Da quando giro con i bigliettini, mi sembra di possedere non un arma da fuoco, ma una bomba termonucleare...

Ciaooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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Re: Racconti scalzi

Messaggio  young_barefooter il Ven Ott 10 2014, 11:37

Andy ha scritto:
Ciaooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! cheers
Shocked
No-no-no. Così non va proprio Mad .
Andare scalzi deve essere un piacere. Punto.
Non ha senso doversi nascondere, scappare, aver paura di.., e mille altre (inutili) cose.
Già molto tempo fa, ad esempio, avevo puntualizzato con Marco 53 che l'uso dei finti sandali era un meccanismo-trappola che  imprigiona in una dipendenza. Uno scalzista "costretto ad una dipendenza"??? Ma quando mai?? Shocked  Essere scalzisti, al contrario, è la massima espressione di libertà & assoluta indipendenza -soprattutto della soggezione che può provocare il pensiero (bacato) degli altri-.
Quindi, vai scalzo E BASTA. Chettefrega di cosa pensano gli altri? Ti daranno dei soldi se andrai con le scarpe chiuse?Laughing
Ti guardano storto? Embè? Primo: per andare scalzi per strada, per quanto semplice possa sembrare, in realtà bisogna avere due
bounce bounce così -e tutti noi CE LE ABBIAMO!!!-
Secondo: (ma questa è una cosa mia personale) vuoi mettere il piacere che si prova a "sbattere in faccia" i propri piedi scalzi ai benpensanti perbenino "macheschifoquì ma chesporcolà"? - Twisted Evil tiè, provateci voi se ne siete capaci:twisted: -.
Per me, poi, l'apoteosi è quando, in particolarissime situazioni, il malcapitato osservatore di piedi sospetta di essere vittima di una candid camera Laughing : incomincia a mostrare palesemente una ridicola indifferenza (...) , dopodichè inizia con lo sbirciare spasmodicamente dove diavolo è nascosta la telecamera... Razz Laughing Razz
E tu ti lasci spaventare da questi poveretti??
Diciamoci la verità: per andare scalzi in mezzo a tutti gli altri scarpati, ci vogliono realmente due palle così. E quando ci sei, ti sembra di essere riuscito a scalare l' Everest. Puoi permetter che un leggero soffio di vento ti faccia precipitare giù? Question

---PS--- Un trucco. Ma ce li hai i bigliettini da visita dei Nati Scalzi? Attaccare discorso con chi ti osserva stupito è semplicissimo, anche solo con una mezza frase. Il passaggio successivo (l'offerta del bigliettino) fa cambiare radicalmente l'approccio: il Club -riconosciuto, ufficiale, stampato, addirittura su INTERNET-!!!-), insomma, è una cosa "grande". Il singolo, che magari non approva, ha però molte remore nello schierarsi apertamente contro una cosa "grande" -certo più grande di lui...-.
Psicologicamente, il pacco di biglietti ti dà sicurezza: puoi dimostrare di non essere un semplice pazzoide (tuttalpiù uno dei 500 pazzoidi Razz  Laughing  Razz ). Da quando giro con i bigliettini, mi sembra di possedere non un arma da fuoco, ma una bomba termonucleare... [/color]
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Caro Andy, grazie per gli ottimi consigli!
Il mio "caso" è tuttavia piuttosto complicato: se, infatti, a livello "concettuale" sono fortemente motivato, convinto della mia scelta e difficilmente influenzabile da argomentazioni riguardo sporcizia/freddo oppure dalle convenzioni sociali, dal punto di vista "pratico" e concreto devo fare i conti con l'insicurezza di fondo del mio carattere.
Tale insicurezza mi porta ad andare letteralmente in panico quando sono a piedi nudi in determinate situazioni: a quel punto mi risulta difficile controllarmi e ho la tendenza a comportamenti irrazionali (come fuggire di fronte a chi mi conosce o cercare di nascondermi)
oppure semplicemente inizio a sudare, vado in tachicardia, non riesco a sostenere lo sguardo di chi mi circonda e così via.

Anche il discorso bigliettini dei Nati-Scalzi qua crolla miseramente: se qualcuno si rivolgesse a me anche in modo amichevole per chiedermi delucidazioni sulla mia scelta, sarei comunque talmente imbarazzato che mi verrebbe difficile esporre le mie motivazioni in modo razionale e credibile. Dare i bigliettini sarebbe ridicolo in quanto il mio atteggiamento non denota sicurezza e fiducia in quello che faccio ma solo imbarazzo, vergogna e ansia.
Quindi, nonostante mi sia fatto dare i bigliettini tempo fa dal buon Bfpaul, non li ho mai stampati e men che meno pensato di darli.
Per farlo dovrei raggiungere un livello di sicurezza in me stesso e autocontrollo che per ora NON HO.

Pensa che mi sento in agitazione anche semplicemente queste mattine di Ottobre quando (scarpatissimo) prendo il treno in maglietta a 16-17 °C (temperatura per me decisamente gradevole) mentre tutti gli altri sono già in abbigliamento invernale e mi guardano storto!!!! Figurarsi in maglietta e a piedi nudi: sinceramente non me ne fregherebbe nulla di quello che pensano, peccato che al secondo sguardo stupito sarei già in panico. Per questo manco ci provo, mi spiace ma è la dura realtà delle cose per me in questo momento, al di là degli scatti di orgoglio e dei momenti in cui mi sento di spaccare il mondo...
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Re: Racconti scalzi

Messaggio  young_barefooter il Ven Ott 10 2014, 12:08

Altra cosa su cui devo lavorare: al momento esiste un gruppo di persone piuttosto esteso (ne fanno parte i miei genitori, i miei colleghi di lavoro, amici/parenti/conoscenti vari miei e di mia moglie) che NON sanno e (nella mia distorta concezione dell'andare scalzo) NON DEVONO SAPERE di questa mia abitudine - intendo dire girare scalzo a Milano e sui treni/metropolitane - e sottolineo che in casa/cortile e vicinanze di casa in tanti sanno che giro quasi sempre scalzo (tra loro vi sono alcuni del gruppo di cui sopra).

Quindi diversi di loro sanno che amo girare scalzo, ma ammetterlo o essere direttamente visto farlo in luoghi/situazioni che, anche con tutta la buona volontà, loro NON comprenderebbero mi manda in agitazione. Solo pensare poi di dover razionalmente spiegare loro la mia scelta mi manda in agitazione.
Ammesso quindi che io riesca a vincere il panico quando sono scalzo tra gli sconosciuti, purtroppo esiste sempre il rischio di incontrare qualcuno dei suddetto gruppo di persone.
Non posso pretendere di essere invisibile, purtroppo è inevitabile qualche incontro indesiderato: ma a questa evenienza non mi sono mai preparato per paura delle avverse reazioni di chi mi conosce.

Un ultima cosa prima di concludere: questi giorni con l'inizio dei corsi universitari a Milano i treni abituali sono strapieni, perciò ho praticamente smesso di viaggiare scalzo. Ebbene: ora che sono tranquillo e non vado in panico a causa dei piedi nudi, riesco a osservare meglio la gente che mi circonda e ho notato che molte persone che conosco di vista, mi guardano quasi con più curiosità ORA rispetto a quando mi vedevano tutti i giorni scalzo!
Li vedo con lo sguardo interrogativo andare più volte dai miei piedi al mio viso e viceversa... non vado in panico ma la cosa mi mette comunque a disagio.
Credo che, prendendo tutti i giorni lo stesso treno alla stessa ora, ero diventato una sorta di "celebrità". Magari qualcuno storceva il naso, ma i più, vedendo che in fondo non sono pericoloso o maleodorante o folle tutto sommato avevano accettato questa mia stranezza.
E magari non avrebbero mai osato dire una parola fuori posto!
Poi io mi sono fatto prendere dalle paturnie e ho smesso, loro a questo punto non credo siano delusi, ma quanto meno non riescono a inquadrami bene mentalmente. Nel senso che uno che viaggia sempre scalzo inverno o estate che sia può non piacere ma uno pensa: lo fa per precisa e razionale scelta!
Ma se lo stesso tizio lo vedi scalzo un giorno si e due no, magari lo vedi scalzo a febbraio con nevischio a 3 °C (giuro che l'ho fatto davvero!) e scarpatissimo ad agosto, che si muove con fare guardingo e si nasconde, magari ci fai un pensierino che non sia del tutto registrato...

Dovrei considerare l'idea di lasciar perdere e rassegnarmi alle scarpe, peccato che non ci riesco!!!
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Re: Racconti scalzi

Messaggio  Alexey il Sab Ott 11 2014, 09:52

Il mio punto di vista è questo: andare scalzi non è "normale", inteso come comportamento accettato dalla maggior parte degli individui che costituiscono la nostra società, e non lo sarà mai fino a quando una percentuale considerevole ci vada. Detto questo, per me è diventato normale, visto che ci vado sempre e ovunque, e ormai lo do per scontato e me ne dimentico. Ma quando parli con le persone, aldilà che domandino, approvino o meno, torni sempre a riflettere che per la maggioranza della società, non essendo un comportamento normale, desta comunque stupore e deve essere "giustificato" in qualche modo, nel bene e nel male. La nostra sicurezza gioca un ruolo fondamentale nel presentare questa cosa "anomala" nel migliore dei modi, per generare reazioni positive a catena. Ma d'altra parte non possiamo illuderci che per la gente sia normale e che non ci facciano caso, è un mentire a noi stessi. Caso ce lo fanno, sta a noi poi presentare la cosa nel miglior modo possibile e insieme sbarazzarci noi stessi dei timori legati ad un eventuale disapprovazione. Quindi, come dappertutto, la consapevolezza e l'equilibrio sono la chiave, non false illusioni ma nemmeno false paure

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Re: Racconti scalzi

Messaggio  Alexey il Sab Ott 11 2014, 09:57

A me capita spesso che partano già con la domanda giustificativa:"ti fanno male i piedi?", "hai caldo?", "sei vegano/naturista, ecc?" , "Hai dimenticato le scarpe?" Questo vuol dire che la loro mente parte già con un'idea tesa a giustificare un comportamento non "normale", che poi venga confermata o approvata o meno in seconda battuta. Nessuno ti chiede perché hai il pullover blu.

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Re: Racconti scalzi

Messaggio  Andy il Sab Ott 11 2014, 19:10

young_barefooter ha scritto:
Il mio "caso" è tuttavia piuttosto complicato

a quel punto mi risulta difficile controllarmi e ho la tendenza a comportamenti irrazionali (come fuggire di fronte a chi mi conosce o cercare di nascondermi)
oppure semplicemente inizio a sudare, vado in tachicardia, non riesco a sostenere lo sguardo di chi mi circonda e così via.


Pensa che mi sento in agitazione anche semplicemente queste mattine di Ottobre quando (scarpatissimo) prendo il treno in maglietta a 16-17 °C (temperatura per me decisamente gradevole) mentre tutti gli altri sono già in abbigliamento invernale e mi guardano storto!!!! Figurarsi in maglietta e a piedi nudi: sinceramente non me ne fregherebbe nulla di quello che pensano, peccato che al secondo sguardo stupito sarei già in panico.
XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX
Ciaoooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!! cheers
In effetti c'è un po' di complicazione e qualche contraddizione... confused
In maglietta e a piedi nudi non te ne fregerebbe nulla di ciò che pensano (OK!!! Questa è una pietra miliare per un Bf!).
Ma al secondo sguardo vai nel panico. confused Diamine! Ma che cosa diavolo è che ti spaventa? lo sguardo?? Madài... non è possibile... Laughing Non credi che anche il tuo sguardo (serio, diretto, deciso, immobile) piantato negli occhi di chi ti guarda non abbia un certo effetto? pirat  Se poi sul treno hai avuto incontri fatti di sguardi, ammiccamenti, sorpresa, stupore... quale occasione migliore per rompere il ghiaccio ed iniziare un discorso? cheers  "Eh si!... Oggi ho le scarpe!..." E via un sorriso a 32 denti. Magari un 50% starà sulle sue, ma l'altro 50% risponderà qualcosa e la porta è aperta.
Una cosa è certa: nessuno ti mangerà vivo, o ti farà licenziare, o ti iscriverà nel registro degli indagati... clown
P.S.: Dici di essere molto insicuro. Com'è la tua voce? Forte, tonante, sicura di sè, convincente?. Quando parli,sai catturare l'attenzione di tutti? La tua voce rappresenta realmente una persona orgogliosa di sè e che si sentirebbe di spaccare il mondo? La tua voce assomiglia almeno un po' a quella dei doppiatori televisivi?
Sai, moltissime persone (anche di grande fama), non riescono ad ottenere ciò che vogliono -e meritano- perchè la loro voce non li rappresenta. E non riescono a conquistarsi il diritto di essere ascoltate.
Chissà... i meccanismi delle nostre paure sono moooolto complessi... @

Ciaooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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Re: Racconti scalzi

Messaggio  young_barefooter il Lun Ott 13 2014, 09:28

Andy ha scritto:
In effetti c'è un po' di complicazione e qualche contraddizione... confused
In maglietta e a piedi nudi non te ne fregerebbe nulla di ciò che pensano (OK!!! Questa è una pietra miliare per un Bf!).
Ma al secondo sguardo vai nel panico. confused Diamine! Ma che cosa diavolo è che ti spaventa? lo sguardo?? Madài... non è possibile... Laughing Non credi che anche il tuo sguardo (serio, diretto, deciso, immobile) piantato negli occhi di chi ti guarda non abbia un certo effetto? pirat  Se poi sul treno hai avuto incontri fatti di sguardi, ammiccamenti, sorpresa, stupore... quale occasione migliore per rompere il ghiaccio ed iniziare un discorso? cheers  "Eh si!... Oggi ho le scarpe!..." E via un sorriso a 32 denti. Magari un 50% starà sulle sue, ma l'altro 50% risponderà qualcosa e la porta è aperta.
Una cosa è certa: nessuno ti mangerà vivo, o ti farà licenziare, o ti iscriverà nel registro degli indagati... clown
P.S.: Dici di essere molto insicuro. Com'è la tua voce? Forte, tonante, sicura di sè, convincente?. Quando parli,sai catturare l'attenzione di tutti? La tua voce rappresenta realmente una persona orgogliosa di sè e che si sentirebbe di spaccare il mondo? La tua voce assomiglia almeno un po' a quella dei doppiatori televisivi?
Sai, moltissime persone (anche di grande fama), non riescono ad ottenere ciò che vogliono -e meritano- perchè la loro voce non li rappresenta. E non riescono a conquistarsi il diritto di essere ascoltate.
Chissà... i meccanismi delle nostre paure sono moooolto complessi... @ [/color]

Ammetto che le mie paure possono sembrare ridicole e totalmente irrazionali, ma ognuno ha i propri limiti.
Ogni persona, nel bene o nel male, ha le sue fisse e le sue paturnie (piccole o grandi che siano), credo faccia parte del "gioco" e che sia molto difficile evitarlo.
Io personalmente, indipendentemente dai piedi scalzi, non amo sentirmi al centro dell'attenzione.
Tutto ciò che in qualche modo attira su di me l'attenzione di chi mi circonda mi manda in agitazione, fosse anche un completo molto elegante, o una maglietta con un disegno strambo o provocatorio, o una giacca dalla foggia particolare...
Anche solamente essere a stretto contatto con tanta gente in metropolitana o in treno mi infastidisce. Non so dove guardare, inizio a sudare, insomma l'agitazione è più o meno la stessa...

E' evidente poi che essere a piedi nudi attira inevitabilmente l'attenzione di chi mi circonda. Se poi devo attraversare (scalzo) una strada o un posto affollato va anche bene, faccio finta di niente e passo via. Ma se invece devo stare dei minuti fermo (ad esempio in stazione o sul treno) il mio senso di disagio è inevitabile. A quel punto entro in panico e si capisce lontano un km che lo sono!

La voce credo che influisca poco... In 10 anni che viaggio mi è capitato raramente di attaccare discorso (viaggiare in compagnia tutti i giorni mi costringerebbe a spiegare ufficialmente le ragioni del mio scalzismo, oppure dovrei rinunciare del tutto - quindi preferisco viaggiare in solitaria) e anche se qualcuno criticasse direttamente o chiedesse educatamente spiegazioni il principale problema sarebbe riuscire a dire qualcosa di sensato, è inutile avere una voce che spaventa anche i morti se poi non si adopera come si deve!
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Re: Racconti scalzi

Messaggio  Andy il Lun Ott 13 2014, 16:59

young_barefooter ha scritto:
Ammetto che le mie paure possono sembrare ridicole e totalmente irrazionali, ma ognuno ha i propri limiti.
Ogni persona, nel bene o nel male, ha le sue fisse e le sue paturnie (piccole o grandi che siano), credo faccia parte del "gioco" e che sia molto difficile evitarlo.
Io personalmente, indipendentemente dai piedi scalzi, non amo sentirmi al centro dell'attenzione.
Tutto ciò che in qualche modo attira su di me l'attenzione di chi mi circonda mi manda in agitazione, fosse anche un completo molto elegante, o una maglietta con un disegno strambo o provocatorio, o una giacca dalla foggia particolare...
Anche solamente essere a stretto contatto con tanta gente in metropolitana o in treno mi infastidisce. Non so dove guardare, inizio a sudare, insomma l'agitazione è più o meno la stessa...

E' evidente poi che essere a piedi nudi attira inevitabilmente l'attenzione di chi mi circonda. Se poi devo attraversare (scalzo) una strada o un posto affollato va anche bene, faccio finta di niente e passo via. Ma se invece devo stare dei minuti fermo (ad esempio in stazione o sul treno) il mio senso di disagio è inevitabile. A quel punto entro in panico e si capisce lontano un km che lo sono!

La voce credo che influisca poco... In 10 anni che viaggio mi è capitato raramente di attaccare discorso (viaggiare in compagnia tutti i giorni mi costringerebbe a spiegare ufficialmente le ragioni del mio scalzismo, oppure dovrei rinunciare del tutto - quindi preferisco viaggiare in solitaria) e anche se qualcuno criticasse direttamente o chiedesse educatamente spiegazioni il principale problema sarebbe riuscire a dire qualcosa di sensato, è inutile avere una voce che spaventa anche i morti se poi non si adopera come si deve!
&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&
Straciaoooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! cheers cheers
AHHHHH!!!!!! What a Face
Eccolo qui il problema:
comunicazione.
Ti posso garantire che era il mio identico problema di gioventù -ed anche un bel pezzo in più oltre la gioventù... Rolling Eyes -
I problemi comunicativi con i coetanei (scuola, naja, compagnie varie) ed anche non coetanei, per me erano al limite del patologico. La tua precisa descrizione mi fa riconoscere perfettamente il problema e lo stato d'animo che ne consegue.
Leggendo le tue righe mi sono ritornati in mente dei mostri del passato ormai prossimi al più completo oblìo.
Credo che tutte queste paure e porcate varie abbiano incominciato-finalmente- a dissolversi quando persone a me vicine hanno manifestato ammirazione e stima nei miei confronti, innescando un meccanismo di auto-stima che ha poi lavorato da sè.
Io a 20 o 30 o 40 anni camminare scalzo tra la gente per strada????? affraid affraid affraid Ma siamo pazzi???
Ma neanche morto! Figuriamoci, altro che nascondermi se avessi incontrato qualcuno.
Poi... il muro che ci reclude (un muro che ci costruiamo NOI) inizia a sgretolarsi... per poi crollare.
Quella maledetta paura di parlare col prossimo, di essere osservati ecc., si è trasformata in una molla potentissima verso il comportamento opposto, quasi a voler recuperare il tempo perduto. Dalle fobie più assurde ad una forma di leggero narcisismo ed esibizionismo...
Oggi, se cammino scalzo per strada e proviene qualcuno in senso contrario, ma dal lato opposto, attraverso la strada apposta per incrociare il tizio da vicino, affinchè VEDA CHE SONO SCALZO.
Lo voglio io.
Sono IO a gestire me stesso, non certo lo sguardo di un sconosciuto.
Capiterà a anche a te, vedrai, vedrai... Il carattere può cambiare radicalmente molto in fretta...

Ciaoooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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Piccole rivincite quotidiane

Messaggio  young_barefooter il Mar Ott 14 2014, 09:32

Mi spiace che questo thread sia diventato l'ennesimo "ambulatorio di psicologia" dove sfogare le mie paturnie!
Così ho deciso di raccontare qualcosa di più pertinente alla finalità di questa discussione, di modo che anche altri utenti tornino a raccontare qui le proprie esperienze senza fuggire di fronte al mio ennesimo sfogo...

Ieri pomeriggio dopo il lavoro ho fatto il mio consueto "giro alternativo", che mi consente di arrivare scalzo fino a casa con meno paturnie rispetto al solito. In pratica si tratta di fare a piedi un tratto di strada (circa 20 minuti) fino alla stazione del Passante di Milano dalla quale posso prendere un treno quasi vuoto.
Le guardie ai tornelli della stazione si sono abituate a vedermi e non battono ciglio, i pochi viaggiatori presenti sulla banchina e in treno non mi danno quel senso di ansia e fobia come che mi capita sui vagoni strapieni.

A Milano diluviava, tenere le scarpe era inutile e demenziale in quanto avrebbe comportato il loro totale inzuppamento con conseguente viaggio di 40 minuti coi piedi bagnati. E così ho fatto una piacevole camminata a piedi nudi tra pozzanghere e foglie bagnate, tra gli sguardi stupefatti dei tanti milanesi di tutte le età stracoperti che ho incrociato lungo la strada.
In stazione ho dovuto fare attenzione ai tremendi pavimenti lisci (probabilmente sono un tipo di barriera per gli scalzi - ti fanno cadere senza pietà se non fai attenzione!)  ma per il resto nessun problema.

Devo ammettere che quando piove molto è fantastico andare scalzi: al di la della comodità, del senso di libertà e del fatto che non si indossano stupide trappole zuppe d'acqua, la cosa più bella ed esilarante è vedere, a parte le facce stupite degli scarpati, tutte le "acrobazie" che sono costretti a fare per evitare le pozzanghere per non bagnarsi le scarpe! Io invece me ne infischio e ci passo dentro
con grande piacere.

Una volta arrivato a casa avevo il morale alle stelle e un piacevole senso di calore in tutto il corpo che partiva dai piedi, oltre che scarpe perfettamente asciutte. La moglie vedendomi arrivare scalzo non ha avuto nulla da dire, le ho spiegato che pioveva troppo e
decantato i vantaggi e i piaceri dei piedi scalzi nella pioggia.
Per convincerla meglio le ho fatto l'esempio di guanti e cappello: quanti si scandalizzano se non indossiamo i guanti o il cappello? NESSUNO. E quindi perchè la gente sclera se uno non indossa scarpe? Il motivo è che alle scarpe e alla loro eventuale assenza si danno delle valenze (inutili dico io) che vanno oltre il semplice capo d'abbigliamento.

Concludo il mio racconto con una riflessione un po' amara: mi spiace davvero lasciare che le paturnie che mi faccio possano impedirmi di provare ogni giorno e ogni momento sensazioni così belle e galvanizzanti. Credo che se davvero avessi la forza di fare il grande "salto" rinunciando alle scarpe potrei "evolvermi"  a livelli che non ho mai immaginato diventando una persona migliore sotto tutti i punti di vista!
Peccato che mia moglie e gli altri non comprendano tutto questo, ne fanno una questione così stupida e banale, loro e le loro stupide trappole per piedi: NON SANNO NEANCHE LONTANAMENTE COSA SI PERDONO!!!
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Re: Racconti scalzi

Messaggio  bfpaul il Mar Ott 14 2014, 12:23

young_barefooter ha scritto:Mi spiace che questo thread sia diventato l'ennesimo "ambulatorio di psicologia" dove sfogare le mie paturnie!

Beh, dai, ci siamo abituati.  Laughing  Laughing  Laughing
Però, nessuno potrà dire che non siamo tolleranti anche con chi ha tanta insicurezza ...


young_barefooter ha scritto:Così ho deciso di raccontare qualcosa di più pertinente alla finalità di questa discussione, di modo che anche altri utenti tornino a raccontare qui le proprie esperienze senza fuggire di fronte al mio ennesimo sfogo...

Ieri pomeriggio ...........
...............................

Concludo il mio racconto con una riflessione un po' amara: mi spiace davvero lasciare che le paturnie che mi faccio possano impedirmi di provare ogni giorno e ogni momento sensazioni così belle e galvanizzanti. Credo che se davvero avessi la forza di fare il grande "salto" rinunciando alle scarpe potrei "evolvermi"  a livelli che non ho mai immaginato diventando una persona migliore sotto tutti i punti di vista!

Il problema, se mi consenti, non esiste.  Evil or Very Mad
Nessuno ti obbliga ad andare scalzo sempre e dappertutto, quindi non porti questo obiettivo perché è di fatto irrealizzabile, almeno che non vada ad abitare in Amazzonia.  Twisted Evil
Non è con questo obiettivo che ci si può "evolvere"......
Invece ricorda:
- vai scalzo quando ne hai voglia e te la senti e non chiedere in nessun modo la comprensione o l'apprezzamento di nessuno. Andare scalzo ti gratifica e ti deve bastare.
- lascia pure che chi ti conosce obietti; gli dirai che è una tua scelta e che tu rispetti le scelte degli altri. Ergo ...
- chi ti vuol bene non ti odierà per questo; dagli il tempo per capire e probabilmente si convincerà della bontà della tua scelta.
young_barefooter ha scritto:Peccato che mia moglie e gli altri non comprendano tutto questo, ne fanno una questione così stupida e banale, loro e le loro stupide trappole per piedi: NON SANNO NEANCHE LONTANAMENTE COSA SI PERDONO!!!

Il giorno che tua moglie legge questo ti toccherà una bella discussione ...  Twisted Evil  Evil or Very Mad  bounce  Twisted Evil  Evil or Very Mad  bounce  Twisted Evil  Evil or Very Mad  bounce  flower  lol!

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Re: racconti scalzi

Messaggio  lucione il Mar Ott 14 2014, 13:57

ciao a tutti. Volevo comunicarvi che ho iniziato un nuovo gioco (mi diverto solo io, però!): vedere se riesco (in modo naturale, senza forzature o paturnie) ad andare a piedi nudi in posti... dove mai avrei pensato di andare.
Qualche tempo fa ho detto che avevo iniziato ad andare a Messa scalzo, restando scalzo anche per leggere davanti a tutti. E possono anche essere 300/400 persone. Questa è una conquista recente, favorita anche dal clima rilassato ed amichevole che trovo nella mia Parrocchia.
Un'altra conquista recente (solo l'anno scorso non l'avrei MAI fatto) è l'andare dal dentista a piedi nudi. Vi immaginate la scena? Io che entro nella saletta d'aspetto, magari con sei, sette persone sedute che aspettano, e che non avendo nulla da fare rivolgono subito l'attenzione all'ultimo arrivato. Ma l'ultimo arrivato è... proprio strano, non ha le scarpe! Sapete cosa faccio, se vedo gli sguardi puntati su di me? Dico: "Sì, avete visto bene, sono proprio a piedi nudi!".
Ne risulta (sempre) una simpatica conversazione, durante la quale io spiego il perché ed il percome, e di quando ho iniziato a 10 anni, e di quante volte vado in giro così, e d'inverno come faccio (calzettoni & stivaloni, ecco come faccio...), e della sporcizia, e dei vetri ecc ecc. Le solite cose. Ma intanto chiacchiero piacevolmente con tutti. E molti mi dicono anche "si faccia fotografare i piedi" e giù foto su foto. Buffe situazioni, ma io ci sguazzo.
Ricordo sempre agli amici dei "Nati Scalzi" che io non mi accontento di attirare l'attenzione solo per il fatto di non portare le scarpe, ma anche per avere, alle dita dei piedi, 50 anellini di varia foggia e misura, ben ripartiti. Non è finita: uso anche una stringhina di cuoio morbido e grasso, che va dall'alluce alla caviglia, solo sul dorso del piede (sotto, ovviamente, nulla).
Diciamo che non sono timido, ovviamente, ma diciamo anche che l'andare in giro così mi ha formato il carattere. Ora mi sento molto meglio con me stesso, credetemi!
Un'altra conquista è l'andare a piedi nudi anche ai primi freddi. Qui a Milano si fa in fretta a trovare un Ottobre fresco e piovoso. Ebbene, ancora stamattina alle 7 ho preso il mio Honda SH e sono andato, come del resto quasi tutte le mattine, in una panetteria/bar di via Marghera (così chi mi vuole trovare sa come fare...).
Ovviamente là mi conoscono ormai tutti, titolari, commesse e una parte della clientela. La scorsa settimana, non so nemmeno io perché, mi sono presentato calzato... non lo faccio più! Tutti a chiedermi se stavo male, se avevo qualche problema... insomma alla fine mi sono tolto le scarpe e le ho messe nel bauletto dello scooter! Altre cose buffe: io mi ci diverto un mondo. Ah, se fossi arrivato prima, ad avere questo grado di serenità e naturalezza a stare a piedi nudi... fra la gente!
Saluti a tutti.
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Re: Racconti scalzi ( 2 La giapponese )

Messaggio  F&T il Mar Ott 14 2014, 14:40

Venezia piena di turisti, stiamo passeggiando sotto i portici di piazza San. Marco. Vorrei fare un video a Teresa, ma non è facile, troppa gente attorno che passa da tutte le parti.
A pochi metri dal mitico Florian una giapponese prende entusiasticamente sottobraccio Terry per ..... vuole farsi fare dal marito delle fotografie abbracciata viso a viso con lei.
Perché con tante belle turiste sulla piazza ha scelto la Terry ?, forse per il cappello arancione ?, oppure ...... per la sola cosa diversa da tutte le altre: era scalza !. Direte, beh !, tutto qui ?.
Per noi sono piccole cose che ci fa piacere ricordare. Sono attimi, ma il video eseguito mentre il marito le riprendeva, dimostra la gioia della giapponese per avere quelle immagini.

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Re: Racconti scalzi

Messaggio  young_barefooter il Mar Ott 14 2014, 14:46

lucione ha scritto: Dico: "Sì, avete visto bene, sono proprio a piedi nudi!".
Ne risulta (sempre) una simpatica conversazione, durante la quale io spiego il perché ed il percome [...]

Purtroppo, come ipotizzato da Andy, ho qualche problema a livello di comunicazione con gli altri.
O meglio: la mia timidezza e insicurezza mi fanno faticare molto nella prima fase, ovvero quella in cui si deve "rompere il ghiaccio".
Una volta superata questa fase, se le persone con cui ho a che fare mi vanno a genio (e io vado a genio a loro ovviamente!) divento l'esatto opposto della mia versione "timida", nel senso che mi apro parecchio e devo poi darmi una calmata per non apparire troppo sopra le righe e per evitare di monopolizzare discorsi e situazioni.

In genere quando sono in mezzo a persone che non conosco tendo invece ad essere a disagio se per qualche motivo risulto al centro dell'attenzione. E mi riesce difficile attaccare discorso con gli sconosciuti anche quando sono regolarmente calzato.
Figurarsi scalzo... In quel caso tendo a "perdere il controllo" e a passare dal senso di disagio al panico.
Questo è un po' il limite del mio carattere.

Lo scalzismo potrebbe essere la molla per trovare lo stimolo a cambiarlo il carattere, ma anche andare contro la mia natura non so se sia la scelta più saggia. Diciamo che, a parte la timidezza patologica con le ragazze ai tempi delle scuole superiori (difficoltà poi superata - ora sono sposato e ho due splendidi bimbi), questo mio carattere non mi ha mai causato particolari disagi, sia nel lavoro che nella vita privata.
La questione è diventata problematica man mano che progredivo nelle mie avventure scalze: poco per volta sono passato dalla totale clandestinità al tentare di fare a piedi nudi cose quotidiane come prendere i famigerati treni. E qui sono emersi tutti i limiti del mio carattere.
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