Racconti scalzi

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Re: Racconti scalzi

Messaggio  young_barefooter il Mar Ott 14 2014, 15:04

bfpaul ha scritto:Beh, dai, ci siamo abituati.  Laughing  Laughing  Laughing
Però, nessuno potrà dire che non siamo tolleranti anche con chi ha tanta insicurezza ...

Grazie come sempre per la tua sensibilità e pazienza caro Bfpaul!
E grazie a tutti coloro che sono riusciti a non deprimersi a causa mia...

bfpaul ha scritto:
Il problema, se mi consenti, non esiste.  Evil or Very Mad
Nessuno ti obbliga ad andare scalzo sempre e dappertutto, quindi non porti questo obiettivo perché è di fatto irrealizzabile, almeno che non vada ad abitare in Amazzonia.  Twisted Evil
Non è con questo obiettivo che ci si può "evolvere"......

Al di la dello sfogo del mio intervento precedente non punto certo a essere un barefooter "integrale".
Però riuscire a fare tutti i giorni il tragitto lavoro-casa a piedi nudi non sarebbe male! Purtroppo negli altri contesti della mia vita, vacanze a parte, mi riesce difficile andare scalzo dove e quando me la sento, ma almeno quando sono in giro per Milano e dintorni e non ho moglie e parenti rompiscatole alle calcagna non sarebbe niente male riuscirci!
E per farcela devo per forza "costringermi", altrimenti troverei troppe scuse per rinunciare in partenza. Così a volte mi butto anima e corpo nelle mie avventure scalze ma poi sbatto il muso sui miei limiti e torno qui a lagnarmi con la coda tra le gambe...

Il giorno che tua moglie legge questo ti toccherà una bella discussione ...  Twisted Evil  Evil or Very Mad  bounce  Twisted Evil  Evil or Very Mad  bounce  Twisted Evil  Evil or Very Mad  bounce  flower  lol!  

Verissimo! E' uno dei motivi per i quali non ho ancora invitato esplicitamente mia moglie a consultare il sito dei Nati-scalzi: se decidesse di leggere i miei interventi sul Forum troverebbe parecchio "materiale" imbarazzante che sarebbe meglio non leggesse.
Ce ne è abbastanza anche riguardo suoi parenti e conoscenti vari per causare una crisi di coppia!

E questo è anche uno dei motivi legati alla mia diserzione dell'incontro di Giugno 2014 a Milano: ne ho parlato a mia moglie, ma lei mi ha dato l'idea di aver frainteso la cosa immaginandosi la "community" degli scalzi come una sorta di "setta" di gente un po' folle come me.
Per convincerla del contrario avrei voluto farle visitare il sito ma non volevo rischiare. E ora è troppo tardi per editare i miei interventi censurandoli!
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Re: Racconti scalzi

Messaggio  John & Jane il Mar Ott 14 2014, 17:50

young_barefooter ha scritto:
lucione ha scritto: Dico: "Sì, avete visto bene, sono proprio a piedi nudi!".
Ne risulta (sempre) una simpatica conversazione, durante la quale io spiego il perché ed il percome [...]

Purtroppo, come ipotizzato da Andy, ho qualche problema a livello di comunicazione con gli altri.
O meglio: la mia timidezza e insicurezza mi fanno faticare molto nella prima fase, ovvero quella in cui si deve "rompere il ghiaccio".
Una volta superata questa fase, se le persone con cui ho a che fare mi vanno a genio (e io vado a genio a loro ovviamente!) divento l'esatto opposto della mia versione "timida", nel senso che mi apro parecchio e devo poi darmi una calmata per non apparire troppo sopra le righe e per evitare di monopolizzare discorsi e situazioni.

E qui, consentimi, sbagli. I caratteri di ciascuno di noi presentano sfaccettature varie; perché non dare agio a quella più positiva? Ad esempio, io sono orso (mia moglie mi chiama l'Orso maggiore mentre mio figlio è l'Orso minore); tuttavia non ho problemi a relazionarmi anche con sconosciuti o appena conosciuti. Perché? Ti racconto un fatto: tanto (troppo) tempo fa, in cantiere io architettuccio timido timido appena abilitato, me ne stavo in disparte. E peggio ancora, per nascondere la timidezza, mi forzavo di essere brusco e indispomente: cosa per cui diventai subito violentemente antipatico. Un vecchio capomastro che secondo me avrebbe dovuto fare lo psicologo, mi prese da parte e mi spiegò parecchie cose: ora, io non ne ricordo le esatte parole, ma il senso si, pienamente. Finita l'esperienza di quel cantiere, mi ritrovai un'altra persona. Feci veramente tesoro di quei savi insegnamenti dettati da saggezza antica e sperimentata; e ricordo che aggiunse, a mo' di commiato: "A Gianca', nun te se magna nisuno!"

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Re: Racconti scalzi

Messaggio  cyberteam il Mer Ott 15 2014, 09:59

young_barefooter ha scritto:
se decidesse di leggere i miei interventi sul Forum troverebbe parecchio "materiale" imbarazzante che sarebbe meglio non leggesse.
Ce ne è abbastanza anche riguardo suoi parenti e conoscenti vari per causare una crisi di coppia!

Pesare sempre quello che si pubblica on-line Wink .
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Re: Racconti scalzi

Messaggio  young_barefooter il Mer Ott 15 2014, 11:19

cyberteam ha scritto:
Pesare sempre quello che si pubblica on-line Wink .

Vero anche questo.
Ma è anche vero che se non avessi le mie paturnie, probabilmente andrei (scalzo) per la mia strada e magari il forum non lo guarderei neanche... Molto spesso invece mi ritrovo a sfogare ansie e frustrazioni per le mie (dis)avventure scalze proprio su questo forum (abusando probabilmente della pazienza e comprensione di chi legge).
E confidandomi tendo a essere troppo diretto e a togliermi più di un sassolino dalla scarpa (metaforicamente parlando) verso chi cerca di limitare la libertà dei miei piedi con motivazioni stupide e paure insensate (e se costoro sono in famiglia vi assicuro che è ancora peggio).
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Re: Racconti scalzi

Messaggio  bfpaul il Mer Ott 15 2014, 13:00

young_barefooter ha scritto:
cyberteam ha scritto:
Pesare sempre quello che si pubblica on-line Wink .

Vero anche questo.
Ma è anche vero che se non avessi le mie paturnie, probabilmente andrei (scalzo) per la mia strada e magari il forum non lo guarderei neanche... Molto spesso invece mi ritrovo a sfogare ansie e frustrazioni per le mie (dis)avventure scalze proprio su questo forum (abusando probabilmente della pazienza e comprensione di chi legge).
E confidandomi tendo a essere troppo diretto e a togliermi più di un sassolino dalla scarpa (metaforicamente parlando) verso chi cerca di limitare la libertà dei miei piedi con motivazioni stupide e paure insensate (e se costoro sono in famiglia vi assicuro che è ancora peggio).
Se mi posso permettere di dare un consiglio non richiesto, riediterei i post dove ci sono affermazioni che potrebbero creare problemi. E' un tuo diritto, puoi farlo e nessuno si offende.
Non si sa mai che qualcuno che ti conosce legga e riferisca ...  Rolling Eyes

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Re: Racconti scalzi

Messaggio  young_barefooter il Mer Ott 15 2014, 15:25

bfpaul ha scritto:
Se mi posso permettere di dare un consiglio non richiesto, riediterei i post dove ci sono affermazioni che potrebbero creare problemi. E' un tuo diritto, puoi farlo e nessuno si offende.
Non si sa mai che qualcuno che ti conosce legga e riferisca ...  Rolling Eyes

Grazie per il consiglio, tuttavia a parte la noia e il tempo che mi servirebbe per rieditare e rileggere buona parte dei miei 180 interventi sul forum, direi che è un'operazione che mi lascia un po' perplesso...
Sono al corrente del rischio che corro se qualcuno dovesse leggere e riferire, ma non voglio neanche rimangiarmi ciò che ho scritto.
Molte cose sono probabilmente frutto di un certo risentimento, forse ira e addirittura frustrazione, ma sono comunque il risultato di un certo percorso mentale e censurarle vorrebbe dire snaturarle e privarle del naturale contesto nel quale sono state "partorite"...

Non so, la cosa mi lascia un po' così, non voglio fuggire dalle responsabilità di ciò che ho scritto, mi basta già fuggire quando sono a piedi nudi e incontro qualcuno che conosco.
Ora come ora sinceramente le possibilità che amici e conoscenti incappino per caso o facendo ricerche su Google nelle mie esternazioni sul forum dei Nati-scalzi sono scarse. Dovrei provare io a fare ricerche mirate sui motori di ricerca per capire quanto stia realmente sottovalutando l'entità del problema. La moglie men che meno, è poco interessata all'argomento e non è nemmeno tanto brava a cercare su Internet, dubito che si metta a cercare la fantomatica community dei camminatori scalzi di cui a volte le ho parlato.
L'unico problema è che non posso invitarla a visitarlo direttamente, questo è ovvio.

C'è comunque un però: i miei parenti, familiari, amici sanno che io sono un "personaggio" (in tutti i sensi) e si sono abbastanza abituati alle sfuriate di cui a volte mi rendo protagonista per i motivi più disparati. In fondo sul forum non ho insultato nessuno, mi sono limitato a commentare ed esprimere giudizi su persone e situazioni, non credo sia niente di peggio di quanto mi è capitato di dire a voce in faccia a qualcuno!

P.S: Questa discussione si potrebbe rinominare in "Gli scleri quotidiani di Young_barefooter"!
Almeno una volta raccontavo anche qualche piacevole passeggiata scalza che mi capitava di fare.


Ultima modifica di young_barefooter il Mer Ott 15 2014, 15:41, modificato 1 volta
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Re: Racconti scalzi

Messaggio  aldo1953 il Mer Ott 15 2014, 15:39

young_barefooter ha scritto:
bfpaul ha scritto:
Se mi posso permettere di dare un consiglio non richiesto, riediterei i post dove ci sono affermazioni che potrebbero creare problemi. E' un tuo diritto, puoi farlo e nessuno si offende.
Non si sa mai che qualcuno che ti conosce legga e riferisca ...  Rolling Eyes

Grazie per il consiglio, tuttavia a parte la noia e il tempo che mi servirebbe per rieditare e rileggere buona parte dei miei 180 interventi sul forum, direi che è un'operazione che mi lascia un po' perplesso...
Sono al corrente del rischio che corro se qualcuno dovesse leggere e riferire, ma non voglio neanche rimangiarmi ciò che ho scritto.
Molte cose sono probabilmente frutto di un certo risentimento, forse ira e addirittura frustrazione, ma sono comunque il risultato di un certo percorso mentale e censurarle vorrebbe dire snaturarle e privarle del naturale contesto nel quale sono state "partorite"...

Non so, la cosa mi lascia un po' così, non voglio fuggire dalle responsabilità di ciò che ho scritto, mi basta già fuggire quando sono a piedi nudi e incontro qualcuno che conosco.
Ora come ora sinceramente le possibilità che amici e conoscenti incappino per caso o facendo ricerche su Google nelle mie esternazioni sul forum dei Nati-scalzi sono scarse. Dovrei provare io a fare ricerche mirate sui motori di ricerca per capire quanto stia realmente sottovalutando l'entità del problema. La moglie men che meno, è poco interessata all'argomento e non è nemmeno tanto brava a cercare su Internet, dubito che si metta a cercare la fantomatica community dei camminatori scalzi di cui a volte le ho parlato.
L'unico problema è che non posso invitarla a visitarlo direttamente, questo è ovvio.

Mi prenderò del tempo per valutare la questione...

Scusami, ma ti sembra davvero così conveniente continuare a nasconderti ?   Non stai facendo nulla di male, non uccidi nessuno, sei e rimani un marito e padre ammirabile, sul lavoro ti stimano, sei pure giovane cosa vuoi di più ?
E alla fine però usa la tecnica dei piccoli passi e non enfatizzare troppo la questione.  Tua moglie ti vede arrivare scalzo e non fa parola ? Segno evidente che è contenta di vederti e magari ha una carriolata di cose da dirti, come tutte le mogli,  e non aspetta altro che il tuo ritorno,  e proprio allora tu tiri fuori la storia dei guanti, cappello e simili ?  Perchè invece non te ne vai in bagno, ti dai una bella rassettata (spazzolata di piedi), e lasci passare il fatto come "normale" ?   Fallo una sera, dieci sere, cento sere e alla fine, te lo assicuro, la cosa sembrerà normale a tutti . Scusami l' intromissione, però è la strada che ho seguito in casa nostra e sta funzionando (spero).

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Re: Racconti scalzi

Messaggio  bfpaul il Mer Ott 15 2014, 17:05

young_barefooter ha scritto:
Grazie per il consiglio, tuttavia a parte la noia e il tempo che mi servirebbe per rieditare e rileggere buona parte dei miei 180 interventi sul forum, direi che è un'operazione che mi lascia un po' perplesso...
Sono al corrente del rischio che corro se qualcuno dovesse leggere e riferire, ma non voglio neanche rimangiarmi ciò che ho scritto.
Molte cose sono probabilmente frutto di un certo risentimento, forse ira e addirittura frustrazione, ma sono comunque il risultato di un certo percorso mentale e censurarle vorrebbe dire snaturarle e privarle del naturale contesto nel quale sono state "partorite"...

Non so, la cosa mi lascia un po' così, non voglio fuggire dalle responsabilità di ciò che ho scritto, mi basta già fuggire quando sono a piedi nudi e incontro qualcuno che conosco.
Ora come ora sinceramente le possibilità che amici e conoscenti incappino per caso o facendo ricerche su Google nelle mie esternazioni sul forum dei Nati-scalzi sono scarse. Dovrei provare io a fare ricerche mirate sui motori di ricerca per capire quanto stia realmente sottovalutando l'entità del problema. La moglie men che meno, è poco interessata all'argomento e non è nemmeno tanto brava a cercare su Internet, dubito che si metta a cercare la fantomatica community dei camminatori scalzi di cui a volte le ho parlato.
L'unico problema è che non posso invitarla a visitarlo direttamente, questo è ovvio.

C'è comunque un però: i miei parenti, familiari, amici sanno che io sono un "personaggio" (in tutti i sensi) e si sono abbastanza abituati alle sfuriate di cui a volte mi rendo protagonista per i motivi più disparati. In fondo sul forum non ho insultato nessuno, mi sono limitato a commentare ed esprimere giudizi su persone e situazioni, non credo sia niente di peggio di quanto mi è capitato di dire a voce in faccia a qualcuno!

P.S: Questa discussione si potrebbe rinominare in "Gli scleri quotidiani di Young_barefooter"!
Almeno una volta raccontavo anche qualche piacevole passeggiata scalza che mi capitava di fare.

Come dicevo, era un consiglio non richiesto.

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Re: Racconti scalzi (3 Un ragazzo in chiesa)

Messaggio  F&T il Mar Ott 21 2014, 11:43

Piena estate, consueta passeggiata nel centro storico. Oltre sederci sotto i portici di piazza S. Stefano, decidiamo anche di fare visita alla bellissima chiesa. (per chi lo desidera ci sono anche immagini
con altri soci del club). All'interno un ragazzo sui 30 anni, alto e robusto, si avvicina chiedendoci se si può stare scalzi. Da una prima immagine e dal modo di proporsi si capisce che non è uno stupido.
Le nostre risposte saranno perciò adeguate. Certo !, in chiesa non abbiamo mai avuto problemi poi: il Vangelo e tutte le opere d' arte, ecc.... Teresa inoltre racconta del club N.S e, se interessato può
trovare tutte le informazioni sulla rete. Il ragazzo ci ringrazia, si toglie scarpe ginniche e calzettoni, per prosegue scalzo la visita alla Basilica.

F&T

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Re: Racconti scalzi

Messaggio  Alexey il Mar Ott 21 2014, 14:24

Se andare scalzi crea più problemi che benefici meglio mettersi le scarpe, che problema c' è, l'importante è trovare la decisione di scegliere, la cosa peggiore secondo me è la continua indecisione, che rode la mente all'inverosimile. Evidentemente andare scalzi non è proprio "per tutti".

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Re: Racconti scalzi

Messaggio  Alexey il Mar Ott 21 2014, 14:30

Come si è già ampiamente discusso altrove, il problema di young nasce altrove, e il non riuscire ad andare scalzo è solo la conseguenza di altri problemi di fondo...
Non voglio fare il pessimista o l'uccello del malaugurio, mi piacerebbe tanto vedere un giorno lo sblocco di tutti, ma se dopo anni non si riesce dubito che mai si riuscirà...

Alexey

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Re: Racconti scalzi

Messaggio  Marco53 il Mer Ott 22 2014, 08:56

Alexey ha scritto:Non voglio fare il pessimista o l'uccello del malaugurio, mi piacerebbe tanto vedere un giorno lo sblocco di tutti, ma se dopo anni non si riesce dubito che mai si riuscirà...
Il campanile di Coazze, paesino vicno a Torino, recita «Ognuno a suo modo», ed è bel leggibile da lontano. Ognuno ha i suoi tempi. Le prime volte che ho messo giù un piede scalzo avevo circa 14 anni e volevo provare a lasciare le mie impronte su quel morbido polverino delle strade di campagna che in caso di pioggia diventa un fango mostruoso che fa i cirimelli attraverso le dita dei piedi e te le ricopre tutte.
Tanto per parlare dei miei tempi, mi ci sono voluti 36 anni per attivare a buttare via le pantofole in casa e per tutto il condominio e a camminare con i finti sandali per la mia città. E altri anni per buttare anche quelli e camminare scalzo.
Stamattina è la prima giornata di vento d'autunno (il Phön che viene dalle montagne) e camminare scalzi nelle foglie secche che nessuno più spazza via (e diventano polverino nei polmoni della gente), sentendo l'aria frizzante sotto la pianta dei piedi è stato inebriante. Peccato che è passato tutto nelle vicinanze del portone del mio posto di lavoro cui dovrò rimanere "affezionato"  No  ancora per diversi anni!!!
E, come Lucione ma più lentamente di lui (Ognuno a suo modo, ricordate?) da tempo non vado più dritto per la mia strada senza guardare in faccia nessuno, ma mi diverto a osservare gli sguardi altrui, da quelli che non si accorgono di nulla (sono la maggioranza un po' intronata) a quelli che fanno finta di non accorgersi ma si capisce benissimo, a quelli che si fanno domande (e sono pochissimi) a quelli che si danno già le risposte (dal "quello è matto" a "che schifo-lo-sporco-i germi-il morbo-l'epidemia..."), che probabilmente sono la maggior parte  What a Face
I pochi che si fanno domande generalmente non azzardano a farle emergere tanto da chiedere qualcosa a chi va scalzo.
Peccato. In tutti questi anni mi sono preparato un mucchio di risposte pronte  Twisted Evil
Saluti ventosi.
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Re: Racconti scalzi

Messaggio  Alexey il Mer Ott 22 2014, 11:51

Marco, il tuo caso è sicuramente incoraggiante per molti, e in cuore mio spero che un giorno il nostro amico si sblocchi come hai fatto te, anche se secondo me il suo problema, da quanto dice lui, parte da molto più lontano...è normalissimo avere difficoltà a fare qualcosa di così palesemente raro ed inusuale, ma se i nostri problemi si limitano a questo è un discorso, ma se i problemi nascono nel profondo e coinvolgono la maggior parte degli ambiti della nostra vita la vedo dura uscirne nel modo lineare suggerito qui nel forum. In poche parole, lungi da me voler dare pareri che esulano dalle mie competenze, ma secondo me, qui ci vuole una terapia seria, che si tratti di psicologo, counseling, life coaching ecc...

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Re: Racconti scalzi

Messaggio  Alexey il Mer Ott 22 2014, 11:56

Per young non potrà mai essere normale andare scalzi se non si sente normale lui in primis, si riesce a levarsi di dosso il giudizio degli altri quando abbiamo una nostra vera identità in cui ci riconosciamo e nel momento in cui facciamo pace con noi stessi. Un detto zen diceva:"conosci te stesso e conoscerai l'intero universo"

Alexey

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Re: Racconti scalzi

Messaggio  aldo1953 il Mer Ott 22 2014, 14:56

Alexey ha scritto:Per young non potrà mai essere normale andare scalzi se non si sente normale lui in primis, si riesce a levarsi di dosso il giudizio degli altri quando abbiamo una nostra vera identità in cui ci riconosciamo e nel momento in cui facciamo pace con noi stessi. Un detto zen diceva:"conosci te stesso e conoscerai l'intero universo"

D' accordo, soprattutto nel senso di conoscere i propri limiti. Non che non si possano superare a poco a poco, ma ci sono, eccome, e lo dice uno che da più di trent' anni lavora tutti i santi giorni a contatto stretto con la gente. Personalmente ho imparato che per ampliare i miei limiti (psicologici, quelli fisici sono stati un affare di un' altra età che purtroppo...) mi occorre un sacco di tempo, ma tanto davvero, poi di colpo mi ritrovo a fare cose che non avrei nemmeno immaginato di... immaginare. La mente umana è sempre un territorio di incredibile interesse che ti stupisce sempre, a volte mi capita di capire dove e come avevo sbagliato magari vent' anni fa !!!

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Re: Racconti scalzi

Messaggio  young_barefooter il Mer Ott 22 2014, 15:26

Avete fatto centro!
Purtroppo a fregarmi è la mia insicurezza di fondo.
E' il costante, continuo timore del giudizio altrui, unito alla conseguente continua e spasmodica ricerca più o meno implicita dell'approvazione altrui che mi rovinano...

Stamattina ero in treno, ero scarpatissimo e in piedi al centro di un vagone strapieno. E questo mi bastava a mandarmi in agitazione, mi sentivo a disagio e osservato da tutti. Certamente tutto questo è patologico MA fino ad ora me ne sono sempre abbastanza fregato, in fondo non viaggio in treno per socializzare, il problema è emerso nella sua gravità solo quando ho iniziato ad assecondare il mio desiderio di fare scalzo quello che facevo normalmente tutti i giorni.

Se fino ad ora ho trovato il giusto compromesso tra i miei (infondati) timori e insicurezze e una certa "normalità" e soddisfazione personale per la mia vita e i miei affetti, purtroppo i piedi scalzi tendono un po' a scardinare questo compromesso in quanto finiscono per attirare ancora di più l'attenzione su di me rendendo più evidenti i miei problemi e i miei limiti...

E aggiungo che il "crollo" più grande è giunto dopo che alcune tra le persone a me più care in famiglia hanno mostrato perplessità e contrarietà riguardo la mia mania per il camminare scalzo: mi sono sentito ancora più solo e incompreso. Come potrebbero capirmi e accettarmi gli sconosciuti quando i miei parenti più prossimi dimostrano di non capirmi?
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Re: Racconti scalzi

Messaggio  Alexey il Mer Ott 22 2014, 16:26

Ti dirò, per me è più facile con gli sconosciuti, di loro non mi frega niente, di familiari e amici si ed è più dura coi sentimenti in gioco...

Alexey

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Re: Racconti scalzi

Messaggio  young_barefooter il Gio Ott 23 2014, 15:00

Alexey ha scritto:Ti dirò, per me è più facile con gli sconosciuti, di loro non mi frega niente, di familiari e amici si ed è più dura coi sentimenti in gioco...

Anche a me frega relativamente poco degli sconosciuti... Ma inizia a fregarmene quando, soprattutto nelle situazioni di "attesa forzata" (ad esempio sul treno o sulla banchina in attesa del treno) i presenti mi guardano storto o fanno risatine o commenti a bassa voce.

Quando mi trovo ad attraversare strade o anche negozi o altri luoghi affollati non va così male.
Se invece sono costretto per vari motivi a sostare a lungo in mezzo ai calzati, beh ecco lì cominciano i problemi.
A quel punto la mia timidezza e le mie difficoltà nell'attaccare discorso con gli sconosciuti fanno il resto. Se avessi il "fegato" di  rivolgermi direttamente a chi commenta, probabilmente toglierei ogni riserva sulla mia sanità di mente e sulle mie motivazioni. E magari stringerei qualche nuova amicizia scoprendo che qualcuno è pure entusiasta della mia scelta...

Ma ho sempre avuto difficoltà nel relazionarmi con gli sconosciuti, scarpe o non scarpe, ripeto che NON è una cosa che mi capita solamente da scalzo! E sinceramente fino ad'ora questo mio difetto NON mi ha mai posto problemi particolari, in fondo come già detto non vado in treno per socializzare...
Il problema è emerso da quando ho deciso seriamente di fare a meno delle calzature durante i miei spostamenti in treno. Magari basterebbe evitare di andare scalzo in treno (così come non vado scalzo in ufficio...) e il problema sarebbe risolto.

Ma purtroppo non ho tante altre occasioni, l'uscita dal lavoro mi sembrava un momento perfetto: dopo una giornata in ufficio con le scarpe non vedevo l'ora di liberarmene. Nel tempo libero invece la cosa mi riesce più difficile a causa delle paranoie di moglie e parenti vari, perciò devo approfittare dei momenti in cui sono solo. E i viaggi in treno e altri spostamenti per lavoro sono gli unici momenti in cui sono effettivamente solo (sconosciuti a parte!). E uscire scalzo dal lavoro e ricalzarmi prima di arrivare in stazione è scomodo, anche al mattino evito perchè dovrei passare l'intera giornata in ufficio coi piedi sporchi chiusi nelle scarpe che sono costretto a mettere...

E in ogni caso andare scalzo in treno rappresenta una sorta di "palestra" ideale per tentare di superare i miei timori.
I "vantaggi" del treno sono diversi: sono costretto a salire perchè non ho altri mezzi, sul treno è inevitabile che ci sia tanta gente, una volta salito non ho luoghi dove nascondermi o ricalzarmi... Non voglio sembrare pazzo per davvero, semplicemente ritengo che per il mio carattere le cure "di impatto" siano le più adatte. E speravo che a forza di "impattare" mi sarei abituato.
Diciamo che quest'estate la cosa ha funzionato abbastanza: coi treni meno pieni del solito c'era meno ressa, di solito salivo, mi fiondavo sul primo posto libero e tutto sommato viaggiavo tranquillo. All'arrivo poi la banchina era talmente affollata che nel mucchio passavo quasi del tutto inosservato.
Ora invece, con l'apertura dei corsi presso i vari Atenei milanesi (tra cui il Politecnico presso il quale lavoro), il numero dei viaggiatori è cresciuto di molto e quasi sempre si verifica l'affollamento totale a qualunque ora e su qualunque treno. Per trovare un posto tocca quasi sempre attraversare tutti i vagoni e molto spesso si rimane in piedi tra la folla. Già in queste condizioni chiunque si troverebbe a disagio, se poi sono pure scalzo il panico è servito!    

Poi esiste anche un altro problema: il rischio di incontrare colleghi di lavoro o conoscenti di moglie e parenti vari.
Purtroppo ce ne sono diversi che viaggiano sulla mia stessa linea ferroviaria e il timore di incontrarli mi condiziona in quanto
non sono mai realmente tranquillo.  
Questo problema è in realtà figlio di uno più grande: ovvero anche di fronte a perenti e amici o colleghi fidati NON sono ancora stato in grado di fare ufficialmente "outing" (anche solamente a parole) riguardo la mia passione per il barefooting. Se tutti o quasi tutti coloro che gravitano attorno
alla sfera personale della mia vita fossero al corrente di questa mia "stranezza", probabilmente incontrandoli  
non passerei per così folle come passerei ora che sanno poco o nulla...
Per ora ce ne sono diversi che mi hanno visto (e in taluni casi erano entusiasti e invidiosi...), altri che lo sanno e basta, ma per ora il tutto è confinato solamente a casa, in cortile, nelle immediate vicinanze di casa, al parco ecc. L'unica che sa dei miei giri scalzi "extra" è mia moglie e non è entusiasta della cosa (abbiamo litigato più volte dopo che le avevo, in totale buona fede, raccontato alcune delle mie avventure scalze a Milano) - gli altri capirebbero ancora meno di mia moglie e andrebbero in sclero totale. E le mie carenze comunicative non mi consentirebbero di fornire spiegazioni adeguate e (per loro) razionali.
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Re: Racconti scalzi

Messaggio  aldo1953 il Gio Ott 23 2014, 15:19

Scusami, Young, ma sei così sicuro che i tuoi non ti accetterebbero di fronte a una scelta corretta, meditata e, soprattutto, consapevole delle loro esigenze "sociali" ?
Mi spiego, mattina e sera esco e rientro scalzo da casa, mia moglie sa benissimo che vado scalzo appena posso, tutti lo sanno.
Io però so che mia moglie non gradirebbe se uscissi scalzo con lei da casa, così non lo faccio. Punto.
E quando rientro scalzo alla sera le basta sapere che non ero con lei. Ipocrisia ? Certo, grande ipocrisia, però alla fine il mondo va così.
E poi perchè non eviti di dare troppa importanza al fatto che ti piace andare scalzo ? Fallo quando te la senti, non farlo se non te la senti, ma soprattutto non porti problemi... nessuno ti obbliga.
E poi perchè non pensare a compromessi ? La storia del mondo va avanti a compromessi.
Da quasi 4 anni le mie uniche calzature, non ne sopporto altre, sono le pseudoinfradito Lunasandals. Estate o Inverno non ha importanza. Tutti lo sanno, tutti mi vedono, e se una volta mi vedono senza non fa scalpore perchè tanto ormai sono fuori dal regno della scarpa.
I Colleghi di lavoro ? Lo sai che se oso mettere le scarpe chiuse ( è successo lo scorso Dicembre) a una riunione o a un corso di aggiornamento, me la fanno pagare con un sacco di domande ? Ormai per tutti sono quello con le infradito. OK le infradito non è come andare scalzi, però nell' essere accettati è già un bel passo e ti abitua alla libertà del piede.

Ciao

aldo1953

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Re: Racconti scalzi

Messaggio  Alexey il Gio Ott 23 2014, 20:50

Vero, prova magari prima col sandalo perenne, anch'io iniziai così, così ti abitui ad essere "strano" 😄 altrimenti ti do un altro bel suggerimento: vai a vedere su internet le barebottom shoes, possono aiutare chi vuole stare scalzo e ingannare l'osservatore non attento...io sono per il piede nudo e crudo, ma in casi come il tuo meglio le finte scarpe che le scarpe vere

Alexey

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Re: Racconti scalzi

Messaggio  aldo1953 il Ven Ott 24 2014, 12:32

Alexey ha scritto:Vero, prova magari prima col sandalo perenne, anch'io iniziai così, così ti abitui ad essere "strano" 😄 altrimenti ti do un altro bel suggerimento: vai a vedere su internet le barebottom shoes, possono aiutare chi vuole stare scalzo e ingannare l'osservatore non attento...io sono per il piede nudo e crudo, ma in casi come il tuo meglio le finte scarpe che le scarpe vere

Se posso permettermi... occhio alle barebottom shoes, scegliete con attenzione, mi sono lasciato tentare da un modello canadese, costate non poco e mi sono ritrovato con un paio di "cose" adatte a Carla Fracci sul palco della Scala ma assolutamente disdicevoli per un sessantenne bianco barbuto ! Razz Razz Razz
Sul concetto invece sono d' accordo, a poco a poco, passo dopo passo... si può arrivare alla meta.

aldo1953

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Re: Racconti scalzi (4 Due ..... feticiste ?)

Messaggio  F&T il Lun Ott 27 2014, 07:23

- Verona, piazza erbe è piena di turisti e non. Siamo tutti presi dalle bellezze architettoniche affacciate alla piazza. Ad un certo punto mi giro e .... una (turista ?), armata di grossa reflex, ci stava
seguendo e .... riprendeva i piedi di Teresa. Fotografo dall' età di 16 anni, capisco benissimo dove uno "punta". Ad avvalorare la mia tesi il comportamento successivo della donna (bella e mascolina)
che, vistasi scoperta, ha cercato di minimizzare la cosa con goffi tentativi di guardarsi attorno, ecc.... Quindi ?. Avevo visto giusto !.
- Bologna, sono con un' amico che decide di fermarsi a salutare una sua ex collega d' ufficio impiegata nel più grande ospedale della città. Nell' ufficio di questa (persona simpaticissima, senza pippe
mentali) appesi alle pareti ci sono foto, posters, ecc.... Noto che alcuni di questi ritraggono donne e uomini scalzi. Incuriosito mi avvicino per vedere di che si tratta ..... Lei indovinate cosa mi dice ?.
"Per me i piedi sono la parte più bella del corpo" !. Ho fatto finta di niente (nell' ufficio non eravamo soli), ma la prossima volta le darò indicazioni per vedere i miei video ... ed avere un suo giudizio.
Conoscendo il tipo, non c'è bisogno di dirle e spiegarle niente, basta l' imput. Se interessata si arrangia da sola. Curiosità .... è sposata con un' olandese.

P.S: Segnalo ai "gentili soci" di guardare l' ultimo video di Vasco Rossi "come vorrei". L' intramontabile Vasco a molti piacerà, ad altri no. Sicuramente piacerà a tutti la bellissima, bravissima ed
espressiva modella che scalza le fa da spalla. Il video poi, nella sua semplicità, è solamente bello !.

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Re: Racconti scalzi

Messaggio  Alexey il Lun Ott 27 2014, 08:23

Peccato che il piede medio sia diventato una mostruosità deforme, storto e fragile...non molti riescono ad evitare il triste destino dato da quelle protesi che ci costringono a mettere fin dalla nascita. E poi sento gente lamentarsi:"facciamo qualcosa per salvare le donne giraffa"..,ma guardiamoci le nostre deformità che ci sono persone la cui cipolla si vede dalle scarpe chiuse...

Alexey

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Re: Racconti scalzi

Messaggio  Alexey il Lun Ott 27 2014, 08:28

Nella mia città c' è un cartellone con la pubblicità di un centro estetico, incredibile ci sono dei piedi in primo piano con una cipolla incredibile...ormai i piedi deformi sono diventati tanto normali da rendere non normali quelli naturali

Alexey

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Re: Racconti scalzi ( 5 Due automobili e automobilisti )

Messaggio  F&T il Lun Nov 03 2014, 18:45

- Estate, pieno centro città io e Terry stiamo camminando su marciapiedi opposti (io sicuramente cercavo ispirazione per qualche video ...) Una spider procede molto lentamente in direzione centro.
Alla vista di Teresa, l' autista le fa ciao con la mano e .... le manda anche un bacio !. Perché lo ricordiamo ?. L' auto era una rossa Ferrari .... e il proprietario .... non aveva fretta !.
- Zona universitaria di prima mattina. In piazza Verdi stiamo facendo delle fotografie (addirittura col cavalletto). Un' auto della polizia impegnata nel controllo del territorio, in questa piazza non molto
tranquilla, circola quasi a passo d' uomo. Il poliziotto non alla guida, forse per il caldo, ha un braccio fuori dal finestrino. Ci vede e cosa fa ? Alza il braccio e .... ci fa CIAO !.
Piccole cose che fa piacere ricordare. Tenete presente che poteva contestarmi il cavalletto su suolo pubblico ... invece ..... La foto del luogo, che Carlo conosce bene, è inserita in Gallery.
P.S: Da giugno a settembre siamo passati davanti a: polizia, carabinieri, finanzieri e vigili urbani .... problemi per non avere le scarpe ? NESSUNO !. Spero che le "paure" sulle forze dell' ordine siano
FINITE e i racconti su come "comportarsi" alla loro vista finiscano PRESTO !.

F&T

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Re: Racconti scalzi

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