Percezione dello scalzismo

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Percezione dello scalzismo

Messaggio  disc il Mar Lug 21 2015, 01:58

Ormai lo abbiamo capito tutti che, per la maggior parte di noi, il vero ostacolo è la paura di venir giudicati male dagli altri, ciò, unito alla non completa convinzione di ciò che stiamo facendo, ci fa desistere dal camminare scalzi in certe situazioni o luoghi. Ora però proviamo a chiedere a noi stessi: sono sempre stato favorevole allo scalzismo come lo sono ora oppure in passato anche io avevo un giudizio differente? Nel mio caso è stato così, ero io stesso a pensare che fosse una cosa da non fare, il condizionamento culturale e la mancanza di informazioni portavano a questa supposizione. Ora però (da non molti anni a dire il vero) possiamo avere accesso tramite internet a molte fonti, scegliendo quelle serie, di orientamento scientifico, ora sappiamo che il nostro istinto ci suggerisce di praticare una attività che unisce la piacevolezza alla salute. Non arrabbiamoci dunque se qualcuno ha qualcosa da ridire oppure bofonchia alle nostre spalle, ma piuttosto pensiamo: quello lì non è un estraneo, sono io alcuni anni fa, quando ancora non conoscevo questa pratica e non avevo le informazioni che possiedo oggi. Anche per voi è così?

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Re: Percezione dello scalzismo

Messaggio  Laurentius il Mar Lug 21 2015, 07:52

Sì e no.

E' vero che, in particolare da piccolo, il condizionamento mentale prima c'era (soprattutto da parte dei miei genitori). Però ho sempre sentito un bisogno di stare scalzo, dentro di me. Poi ho dovuto aspettare 30 anni ma amen xD

Del resto si dice anche che i bimbi "sentano" di più quanto le scarpe siano innaturali...
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Re: Percezione dello scalzismo

Messaggio  young_barefooter il Mar Lug 21 2015, 15:51

Laurentius ha scritto:Sì e no.

E' vero che, in particolare da piccolo, il condizionamento mentale prima c'era (soprattutto da parte dei miei genitori). Però ho sempre sentito un bisogno di stare scalzo, dentro di me. Poi ho dovuto aspettare 30 anni ma amen xD

Del resto si dice anche che i bimbi "sentano" di più quanto le scarpe siano innaturali...

Pure per me è stata la stessa cosa: fin da piccolo ho sempre provato una sorta di bisogno innato e istintivo di stare scalzo.
Purtroppo crescendo ho dovuto fare i conti con dei genitori poco propensi allo scalzismo e un carattere piuttosto chiuso e introverso che mi spingeva a omologarmi il più possibile nella speranza di sentirmi meglio accettato dagli altri.

Ma non ho mai smesso di crederci e alla fine dopo molti anni sono riuscito a realizzare il mio sogno, complici la scoperta dei Nati-scalzi e il distacco dalla mia famiglia di origine. Ovviamente in certi casi sono ancora titubante a causa del timore del giudizio altrui...
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Re: Percezione dello scalzismo

Messaggio  Rei il Mar Lug 21 2015, 16:49

Mia madre era scalzofoba, io un ribelle, soprattutto nei suoi confronti.

Scalzofilo dalla nascita, senza mai un cedimento.
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Re: Percezione dello scalzismo

Messaggio  macina il Mar Lug 21 2015, 20:35

Interessante e pregevole il riferimento di Disc a comprendere l'atteggiamento di chi bofonchia quando ci vede scalzi. In fondo c'è da capirlo, non ha gli strumenti conoscitivi e culturali per accettare la nostra scelta, o meglio non ha ancora avuto accesso ad essi.
Fino a un certo punto comunque: se il bofonchiamento diviene dileggio e presa in giro allora tolleranza zero! In quel caso, se avessi per una volta le scarpe, gliele tirerei addosso! Very Happy

Se mi guardo indietro, vedo un grande buco nero riguardo al barefooting. Non mi immaginavo proprio la sua esistenza, non ricordo con esattezza di aver mai visto gente scalza se non nei documentari delle popolazioni meno ricche. Semplicemente non sapevo che esistesse questa filosofia di vita. Per fortuna varie esperienze mi ci hanno portato e, passo dopo passo è proprio il caso di dire, oggi appena posso le scarpe le lascio a casa.
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Re: Percezione dello scalzismo

Messaggio  disc il Gio Lug 23 2015, 00:02

Grazie per il vostro contributo, è interessante notare che questo argomento è stato affrontato con diversi approcci: dall'accettazione totale fin dall'inizio di Rei, ad una graduale presa di coscienza razionale di un qualcosa che già istintivamente piaceva (come per me, Laurentius e Young) fino ad una recente scoperta di qualcosa di sconosciuto, come per Macina. La convinzione con cui camminiamo scalzi è comunque cresciuta nel tempo, per cui anche chi oggi è contrario potrà cambiare atteggiamento se adeguatamente informato, come è successo a me. Guardiamo dunque il bicchiere mezzo pieno ed affrontiamo con ottimismo Il futuro :-)

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Re: Percezione dello scalzismo

Messaggio  Marco53 il Gio Lug 23 2015, 10:55

Certo. In alcuni casi ce ne vuole per arrivare a fare tanta strada scalzi, lasciandosi dietro condizionamenti quasi ancestrali. Io ricordo che da bambino la cosa che odiavo di più era andare a comprare le scarpe... Per quanto mi sforzassi di dirlo secondo me erano sempre strette. Ah.. poi le metti un po' e si ammorbidiscono. Che sofferenza. Che male  No  che noia doverle portare in attesa che si adattassero ai piedi. E quell'uomo odioso del venditore convinceva i miei genitori e mi ricordo che schiacciava la  punta delle scarpe col pollice per far vedere che c'era sufficiente spazio per la crescita e così non avrei dovuto cambiarle subito. Mi ricordo ogni dettaglio di quelle giornate da incubo proprio perché le vivevo come un incubo. Io ho sempre avuto piedi più grandi della media dei ragazzini della mia età e per di più larghi, una cosa che i produttori di scarpe per ragazzi manco prendevano in considerazione...
Pensa te.
Chissà come avviene che alcuni di noi già da piccoli abbiano mantenuto la consapevolezza dei propri arti inferiori mentre altri li abbiano da sempre imprigionati nelle scarpe come se la cosa fosse naturale e non si sia mai accesa loro la scintilla del voler provare a stare senza, magari neanche in spiaggia...
Misteri...
Saluti Stargate
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Re: Percezione dello scalzismo

Messaggio  young_barefooter il Gio Lug 23 2015, 12:03

Marco53 ha scritto:Certo. In alcuni casi ce ne vuole per arrivare a fare tanta strada scalzi, lasciandosi dietro condizionamenti quasi ancestrali. Io ricordo che da bambino la cosa che odiavo di più era andare a comprare le scarpe... Per quanto mi sforzassi di dirlo secondo me erano sempre strette. Ah.. poi le metti un po' e si ammorbidiscono. Che sofferenza. Che male  No  che noia doverle portare in attesa che si adattassero ai piedi. E quell'uomo odioso del venditore convinceva i miei genitori e mi ricordo che schiacciava la  punta delle scarpe col pollice per far vedere che c'era sufficiente spazio per la crescita e così non avrei dovuto cambiarle subito. Mi ricordo ogni dettaglio di quelle giornate da incubo proprio perché le vivevo come un incubo. Io ho sempre avuto piedi più grandi della media dei ragazzini della mia età e per di più larghi, una cosa che i produttori di scarpe per ragazzi manco prendevano in considerazione...
Pensa te.
Chissà come avviene che alcuni di noi già da piccoli abbiano mantenuto la consapevolezza dei propri arti inferiori mentre altri li abbiano da sempre imprigionati nelle scarpe come se la cosa fosse naturale e non si sia mai accesa loro la scintilla del voler provare a stare senza, magari neanche in spiaggia...
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Saluti Stargate
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Anch'io ricordo che non ero molto entusiasta dei pomeriggi passati a comprare le scarpe!
Tipicamente il periodo degli acquisti scattava verso settembre-ottobre quando c'era da prendere le pesanti scarpe per l'autunno-inverno, e quasi sempre era in una triste, grigia e noiosa giornata di pioggia.
Ovviamente la mia voglia di cercare scarpe era pari allo zero, pertanto finiva che a cercare un modello adatto era mia madre, io mi limitavo a provarle svogliatamente.
E' andata così per anni, con scarpe scelte distrattamente e per sfinimento, che probabilmente non erano mai abbastanza comode e adatte alla conformazione dei miei piedi.

Alla fine attorno ai 16-17 anni mi sono ritrovato con piedi dalla conformazione tale da causare il frequente incarnimento delle unghie degli alluci (l'alluce tendeva a flettersi leggermente finendo in parte premuto dal dito vicino ad ogni passo, l'unghia troppo sottile si fletteva in modo anomalo e si incarniva). Sono stato operato (asportazione chirurgica in sala operatoria dell'intera unghia e conseguente ricrescita nuovamente incarnita) e poi seguito da vari podologi per anni con dolorose e costose sedute di asportazione del pezzo di unghia in eccesso.

Un bel giorno poi ho deciso di non reprimere più il mio innato desiderio di andare scalzo e ho iniziato (seppur in segreto a casa e dintorni o in pubblico in rare occasioni tipo in vacanza sul lungomare) a fare i primi passi scalzi. Indovinate cosa è successo?
I muscoli dei piedi hanno recuperato tono e vigore, le dita si sono rinforzate e ben distanziate, il piede nel complesso ha recuperato forma e funzionalità corrette e NON HO PIU' AVUTO UNGHIE INCARNITE!!!

Diciamo che soffrire per anni tra scarpe scomode e unghie incarnite mi ha aiutato a capire che il mio desiderio innato di scalzismo   era assolutamente benefico e non pericoloso o da reprimere come avevo cercato di credere per non sentirmi diverso.
In ultimo non rimpiango nemmeno le tante sedute dal podologo: ho imparato come si fa corretta manutenzione delle unghie e come si risolvono casi di incarnimento anche gravi. Ora curo io piedi e unghie di tutta la famiglia - per la cronaca qualche anno fa ho "operato" con successo mio suocero che aveva mezzo centimetro di unghia nella carne a causa della caduta sul piede di un oggetto pesante che aveva danneggiato l'unghia la quale era cresciuta male: ho asportato la parte incarnita pulendo bene la ferita,    ho ripristinato con taglio e limatura accurata l'unghia in una forma corretta. Dopo qualche giorno di medicazioni quotidiane (sbendaggio, bagno in amuchina, disinfezione e trattamento della ferita con crema antibiotica e cambio della fasciatura) è guarito senza problemi. Ora ha unghie perfette!
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Re: Percezione dello scalzismo

Messaggio  macina il Gio Lug 23 2015, 14:52

disc ha scritto:Grazie per il vostro contributo, è interessante notare che questo argomento è stato affrontato con diversi approcci: dall'accettazione totale fin dall'inizio di Rei, ad una graduale presa di coscienza razionale di un qualcosa che già istintivamente piaceva (come per me, Laurentius e Young) fino ad una recente scoperta di qualcosa di sconosciuto, come per Macina. La convinzione con cui camminiamo scalzi è comunque cresciuta nel tempo, per cui anche chi oggi è contrario potrà cambiare atteggiamento se adeguatamente informato, come è successo a me. Guardiamo dunque il bicchiere mezzo pieno ed affrontiamo con ottimismo Il futuro :-)

Sì è vero, è bello; credo sia la peculiarità e l'efficacia di un forum (molto più dei social media in cui la comunicazione si slava, si perde in tempo e spazio e quindi perde di mordente e senso) mettere a confronto oponioni ed esperienze che partono da un substrato comune.
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Re: Percezione dello scalzismo

Messaggio  macina il Gio Lug 23 2015, 14:56

Marco53 ha scritto:Certo. In alcuni casi ce ne vuole per arrivare a fare tanta strada scalzi, lasciandosi dietro condizionamenti quasi ancestrali. Io ricordo che da bambino la cosa che odiavo di più era andare a comprare le scarpe... Per quanto mi sforzassi di dirlo secondo me erano sempre strette. Ah.. poi le metti un po' e si ammorbidiscono. Che sofferenza. Che male  No  che noia doverle portare in attesa che si adattassero ai piedi. E quell'uomo odioso del venditore convinceva i miei genitori e mi ricordo che schiacciava la  punta delle scarpe col pollice per far vedere che c'era sufficiente spazio per la crescita e così non avrei dovuto cambiarle subito. Mi ricordo ogni dettaglio di quelle giornate da incubo proprio perché le vivevo come un incubo. Io ho sempre avuto piedi più grandi della media dei ragazzini della mia età e per di più larghi, una cosa che i produttori di scarpe per ragazzi manco prendevano in considerazione...
Pensa te.
Chissà come avviene che alcuni di noi già da piccoli abbiano mantenuto la consapevolezza dei propri arti inferiori mentre altri li abbiano da sempre imprigionati nelle scarpe come se la cosa fosse naturale e non si sia mai accesa loro la scintilla del voler provare a stare senza, magari neanche in spiaggia...
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Oddio, Marco, cosa mi fai ricordare?! Rolling Eyes
Quegli interminabili pomeriggi per negozi di scarpe! Poi, capirai, mia mamma era una perfezionista e arrivava al negozio con i pantaloni lunghi per vedere bene gli abbinamenti dei colori e come cadeva sulla scarpa l'orlo dei pantaloni stessi. Preistoria i cui effetti si fanno ancora sentire! Soprattutto mi spazientivo moltissimo quando ero costretto a cambiare di continuo pantaloni e scarpe per vedere come stavano insieme! Oggi sono molto più sciolto negli acquisti e mi sono scrollato di dosso quell'atteggiamento assurdo che comunque mia madre aveva verso di me in buona fede e volendomi bene.
lol!
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Re: Percezione dello scalzismo

Messaggio  Alexey il Dom Ago 02 2015, 09:49

Purtroppo sono piu' i piedi che si "adattano" alla forma delle scarpe che il contrario...infatti praticamente tutti abbiamo chi piu' o chi meno la forma delle scarpe, solo chi non le ha mai indossate ha le ossa e i tendini dove devono stare. Inoltre la cosa terribile e' che della larghezza del piede le case calzaturiere se ne sbattono altamente...confrontate un 40 e un 45, e' piu' lungo ma di molto poco piu' largo...quindi siamo tutti rovinati, ma chi ha il piede grosso e' quello piu' penalizzato, in giro si vedono delle cose obrobriose, alluce valgo come se piovesse, deformita' degne di dei fil horror...che purtroppo son diventate normalita' e la gente non ci fa neanche quasi caso 😨

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