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Messaggio  Arky il Gio Feb 04 2016, 18:53


Come dicevo in un altro post, negli ultimi tempi ho dato il via ad una piccola evoluzione scalzistica, che, se guardiamo bene, è il frutto di una serie di cambiamenti che sono avvenuti nell'ultimo periodo.

Un esempio. L'ufficio.

In azienda, italo - tedesca, abbiamo deciso, d'accordo con il presidente, di intervenire sul dress-code.
Onde evitare pesanti rotture di palle sul "cosa mi metto alla riunione", "come ci vado in quella azienda", "si ma se è caldo la camicia mi da fastidio" e tante altre menate, abbiamo messo regole.
Semplicissime.
Ogni impiegato ha un suo armadietto dove deve tenere un vestito completo di giacca, cravatta, camicia, pantaloni e scarpe non da tennis. Questo perché a volte può capitare che anche l'ultimo assunto debba partecipare a riunioni con clienti o partner di un certo livello; riunioni che quindi richiedono un certo abbigliamento.
Non si obbliga nessuno a comprare vestiti costosi, di colori particolari, o altro. Se necessita, per una mezz'ora ti infili una giacca, e se proprio sei sfortunato una cravatta, e non scassi le palle.

Per tutto il resto del tempo passato in azienda, libertà (nel limite della decenza...tipo i risvolti ai jeans evitameli... Smile ), totale. Vuoi venire in maglietta e pantaloncini, e infradito?
t-shirt rosa a pallini indaco?
magari andare alla macchinetta del caffè scalzo?
O girare per gli uffici scalzo?Fallo, basta che fai il lavoro per cui sei pagato.

A me non interessa. Al presidente nemmeno. Se a qualcun altro da fastidio, problemi suoi.

In occasione di una riunione generale, ho fatto una piccola parentesi sulla cosa. Grande entusiasmo, e uno che fa "voglio proprio vedere il primo che gira scalzo in ufficio".
Da li a capire chi per primo abbia dato il buon esempio credo sia facile. Wink

In viaggio per lavoro, quando posso, sempre scalzo; e da un po', anche se non sono solo. Le ultime due trasferte le ho fatte col Presidente della Compagnia.
Quando devo sono impeccabile; quando posso permettermelo sto come mi pare, quindi, tra le altre cose, scalzo.
Semplice no? (ci ho messo anni a capirlo).



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Messaggio  Alexey il Gio Feb 04 2016, 20:00

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Messaggio  hadashi il Lun Feb 08 2016, 10:59

:-D

Peró devi anche avere un capo con una certa apertura mentale...
Per fortuna anch'io nell'azienda in cui lavoro posso girare scalzo in ufficio (il mio capogruppo, alto-atesino, una volta mi ha persino parlato dei racconti dei suoi genitori, che si ricordavano di portare scarpe solo d'inverno).
Girare scalzo per l'azienda (o andare alla macchina del caffe) putroppo non è possibile, perchè ogni tanto girano clienti, spesso asiatici (anche per loro l'abito formale è essenziale).
Però in ufficio (saremo una trentina di persona) posso stare sempre scalzo, tutto l'anno.

Comincio a pernsare che l'apertura mentale dei nostri capi derivi anche dal fatto che le aziende dove lavoriamo sono internazionali, con un forte accento sulla meritocrazia (essenziale per non legare ciecamente l'aspetto al rendimento)...
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Messaggio  Arky il Mar Feb 09 2016, 10:02

hadashi ha scritto::-D
Peró devi anche avere un capo con una certa apertura mentale...

Allora, le cose sono 2, fondamentalmente.
Di fondo, non ho un capo, quindi decido in totale autonomia. Lui ha un ruolo più politico/istituzionale, oltre che tecnico. Però per il profondo rispetto e l'assoluta stima che ho della sua persona, mi sento di condividere con lui molte decisioni.
Secondo punto. La società per cui lavoro cazzeggia. Spariamo cazzate. Tanto più è grossa la minchiata che uno dice, tanto più ci impegniamo a farla.
Il work flow è questo: Riunione. Brainstorming di vaccate. Gioco forza una stronzata vince su tutte le altre. La si analizza. Parte il progetto.
Quindi, cariche a parte, se non hai apertura mentale, difficilmente puoi trovare posto in un'azienda così.
Spesso veniamo presi per pazzi. Fino a quando presentiamo il prodotto, frutto dell'idea per cui in tanti ci hanno preso per il culo; brevettata, realizzata. Stop. Zitti e tutti a cagare.
La settimana scorsa è arrivato il rapporto di ricerca dall'uff. brevetti di Monaco, per un brevetto che ho scritto e depositato contro il parere del ns ufficio legale, che diceva che erano soldi buttati, non potendo passare l'idea. Depositai il brevetto dopo essermi consultato con il Presidente, che aveva seguito tutto l'iter progettuale che un gruppo di ragazzi aveva portato avanti con fiducia e voglia di fare un qualcosa di nuovo, anche se "strano".
3 pareri positivi su 3. Zitti. a casa.

Quindi se andiamo scalzi, in infradito, con un cappello da vichingo...penso sia davvero l'ultimo dei problemi.

hadashi ha scritto:
...con un forte accento sulla meritocrazia (essenziale per non legare ciecamente l'aspetto al rendimento)...

Diverse persone, oggi, lavorano con me.
Personalmente, non ho mai letto il curriculum di nessuno.
Se hai preso 110, hai 3 master, 18 attestati e stai frequentando altre 3 università, ma hai la testa più chiusa di una cozza, non mi interessi. Non sei quello che cerco.
Noi cerchiamo passione, voglia di fare, capacità di adattarsi...Cerchiamo qualcuno che investa su se stesso.
Qualcuno che possa responsabilizzare per quel compito, perché so che farà del suo meglio per portarlo a termine.
Vali veramente? bene; se non sei mai stato il primo della classe, o se porti una maglietta al posto della camicia, di fondo, non me ne potrebbe fregare di meno.
Per ora è così; e ad oggi questa filosofia è alla base del clima all'interno della società.




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Messaggio  hadashi il Mar Feb 09 2016, 14:02

Arky ha scritto:
Personalmente, non ho mai letto il curriculum di nessuno.
Se hai preso 110, hai 3 master, 18 attestati e stai frequentando altre 3 università, ma hai la testa più chiusa di una cozza, non mi interessi. Non sei quello che cerco.
Noi cerchiamo passione, voglia di fare, capacità di adattarsi...Cerchiamo qualcuno che investa su se stesso.
Qualcuno che possa responsabilizzare per quel compito, perché so che farà del suo meglio per portarlo a termine.
Vali veramente? bene; se non sei mai stato il primo della classe, o se porti una maglietta al posto della camicia, di fondo, non me ne potrebbe fregare di meno.
Per ora è così; e ad oggi questa filosofia è alla base del clima all'interno della società.

Ti posso dare ragione ... in parte.  Concordo sul fatto che passione, voglia di fare, e capacità di adattarsi sono la cosa piú essenziale. Ma a mio parere anche il curriculum di una persona dice tantissime cose su una persona. Non tanto il fatto di cosa abbia studiato, ma di come abbia studiato (quanto tempo ci ha messo ? ha "solo" studiato, o anche lavorato/fatto attività sociale/etc. etc.), e di dove.
Puó dire tanto sulla apertura mentale, capacità di adattamento e apprendimento, sulla voglia di raggiungere traguardi, e cosí via.
Inoltre, lavorando in un settore dove le conoscenze tecniche sono essenziali, non posso permettermi di non leggere i curriculum. La buona volontà è una cosa, ma devo essere sicuro che nessuno faccia saltare in aria l'edificio Wink
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Messaggio  Arky il Mar Feb 09 2016, 15:37

hadashi ha scritto:
Inoltre, lavorando in un settore dove le conoscenze tecniche sono essenziali, non posso permettermi di non leggere i curriculum. La buona volontà è una cosa, ma devo essere sicuro che nessuno faccia saltare in aria l'edificio Wink

Va bene, certo. Non prendo un salumiere come project manager per la realizzazione di una clean room.
Ma per me un curriculum resta un foglio di carta, che non può, in nessun caso, essere il riassunto di una vita, o di parte di essa. Non c'è scritto chi realmente sei. Che cosa vuoi realmente dalla vita. Cosa sei disposto a fare. Quali i sacrifici che hai affrontato o che affronteresti.
Non c'è nulla.
Per capire certe cose, ammesso che ci si riesca, serve altro. A volte basta uno sguardo. altre una cena. altre volte devi "bestemmiare" insieme a quella persona mentre tenti di risolvere un problema.
Altre volte non basta una vita intera; e proprio per questo dubito che tre righe su un foglio A4, scritte per compiacere il potenziale lettore, possano essere esaustive.
Questo è un mio personale pensiero, bada bene. Non sto dicendo che questa sia la giusta visione della cosa. Solo che, così facendo, ho avuto (quasi) sempre riscontri positivi.
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Messaggio  hadashi il Mar Feb 09 2016, 17:36

Arky ha scritto:
hadashi ha scritto:
Inoltre, lavorando in un settore dove le conoscenze tecniche sono essenziali, non posso permettermi di non leggere i curriculum. La buona volontà è una cosa, ma devo essere sicuro che nessuno faccia saltare in aria l'edificio Wink

Va bene, certo. Non prendo un salumiere come project manager per la realizzazione di una clean room.
Ma per me un curriculum resta un foglio di carta, che non può, in nessun caso, essere il riassunto di una vita, o di parte di essa. Non c'è scritto chi realmente sei. Che cosa vuoi realmente dalla vita. Cosa sei disposto a fare. Quali i sacrifici che hai affrontato o che affronteresti.
Non c'è nulla.
Per capire certe cose, ammesso che ci si riesca, serve altro. A volte basta uno sguardo. altre una cena. altre volte devi "bestemmiare" insieme a quella persona mentre tenti di risolvere un problema.
Altre volte non basta una vita intera; e proprio per questo dubito che tre righe su un foglio A4,  scritte per compiacere il potenziale lettore, possano essere esaustive.
Questo è un mio personale pensiero, bada bene. Non sto dicendo che questa sia la giusta visione della cosa. Solo che, così facendo, ho avuto (quasi) sempre riscontri positivi.


Mah... io ho avuto esperienze un pó diverse.
Secondo me il curriculum puó voler dire tanto della persona (anche e soprattutto riguardo quali sacrifici la persona era disposta a fare) - ma dipende dall'università da dove viene.
Saró un idealista, ma sono  ancora convinto che non tutte ti permettono di comprare la laurea, o te la mettono nel di dietro pur di fare numeri; credo che in alcune devi sgobbare veramente, e solo chi riesce a sopportare una notevole pressione riesce a laurearsi.  
L'ateneo di Busto Arsizio forse è un conto, ma di una laurea di Stanford o dell'MIT mi fido ciecamente; conosco alcune persone che hanno studiato li e mi hanno solo confermato le mie opinioni.
Ma come hai detto tu, ognuno adotta le strategie con cui si trova meglio Very Happy

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Messaggio  cyberteam il Mer Feb 10 2016, 08:42

Questi discorsi debbono anche essere legati all'orizzonte temporale che ci si prefigge nell'attività.
Le competenze tecniche, soprattutto se si ha necessità di una competenza specifica, possono essere fondamentali nel breve periodo.
Nel medio-lungo periodo sono altre le cose di cui tener conto, e l'aspetto "human" è sicuramente preponderante.

In quel caso contano :

- la flessibilità intesa come predisposizione ad imparare, applicare conoscenze nuove ed uscire dalla propria cosiddetta "Confort zone"
- l'attitudine a lavorare bene in gruppo
- l'aspetto motivazionale

Il CV sicuramente ti da informazioni più dirette sulle competenze, meno dirette sulla flessibilità e solo il confronto diretto può darti indicazioni reali sulle ultime due.
Poi è chiaro, si presuppone che una persona che abbia fatto un percorso formativo importante debba avere o aver appreso (più per naturale selezione) alcune attitudini.
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Messaggio  Arky il Mer Feb 10 2016, 11:32

Esatto. Ottima analisi.
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Messaggio  Alexey il Gio Feb 11 2016, 16:18

Non date in mano CV a psicologi del lavoro...spero non ce ne siano qui e nessuno si offenda (solo per il fatto di far parte dei Nati Scalzi l'eventuale sara' sicuramente l'eccezione), ma la maggior parte non capisce un c...sono di una chiusura mentale da far paura, devono vedere che da quando avevi 2 anni sei partito con l'idea coerente di fare quello per cui stai facendo il colloquio altrimenti sei finito...hai dei problemi e il tuo profilo psicologico non rispetta un livello di coerenza per quel posto. Ma per favore, se uno deve tirare a campare a va a pulire i cessi per tamponare, il suo profilo e' incoerente con un'idealizzazione ridicola del mondo che a questo punto pare arrivare proprio da un brainwashing delle facolta' di psicologia del lavoro.
Ho visto un'ignoranza in giro da far paura. Comunque, Arky posso mandarti il CV? 😉

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Messaggio  Arky il Gio Feb 11 2016, 17:37

Alexey ha scritto:...Arky posso mandarti il CV? 😉

Non lo leggerei... Very Happy
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Messaggio  aldo1953 il Gio Feb 11 2016, 18:31

Per fortuna che ho sempre lavorato da solo ! Credo che il mio CV sarebbe stato disastroso. Una banale Università degli Studi di Milano ... (un anno fuoricorso) ... un banalissimo liceo classico... un paio di collassi dopo turni di notte e giorno continuati....

Nessuna offesa beninteso nei confronti di chi vive altre realtà.

E pensare che ci sono corsi di comunicazione per giovani medici....

Non è che vivere un poco al di fuori del web etc etc aiuterebbe ?

Fuori tema, d' accordo, però trattare con la gente è il mio pane quotidiano.

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Messaggio  FrancoR18 il Gio Feb 18 2016, 16:22

Arky ha scritto:
hadashi ha scritto::-D
Peró devi anche avere un capo con una certa apertura mentale...

Allora, le cose sono 2, fondamentalmente.
Di fondo, non ho un capo, quindi decido in totale autonomia. Lui ha un ruolo più politico/istituzionale, oltre che tecnico. Però per il profondo rispetto e l'assoluta stima che ho della sua persona, mi sento di condividere con lui molte decisioni.
Secondo punto. La società per cui lavoro cazzeggia. Spariamo cazzate. Tanto più è grossa la minchiata che uno dice, tanto più ci impegniamo a farla.
Il work flow è questo: Riunione. Brainstorming di vaccate. Gioco forza una stronzata vince su tutte le altre. La si analizza. Parte il progetto.
Quindi, cariche a parte, se non hai apertura mentale, difficilmente puoi trovare posto in un'azienda così.
Spesso veniamo presi per pazzi. Fino a quando presentiamo il prodotto, frutto dell'idea per cui in tanti ci hanno preso per il culo; brevettata, realizzata. Stop. Zitti e tutti a cagare.
La settimana scorsa è arrivato il rapporto di ricerca dall'uff. brevetti di Monaco, per un brevetto che ho scritto e depositato contro il parere del ns ufficio legale, che diceva che erano soldi buttati, non potendo passare l'idea. Depositai il brevetto dopo essermi consultato con il Presidente, che aveva seguito tutto l'iter progettuale che un gruppo di ragazzi aveva portato avanti con fiducia e voglia di fare un qualcosa di nuovo, anche se "strano".
3 pareri positivi su 3. Zitti. a casa.

Quindi se andiamo scalzi, in infradito, con un cappello da vichingo...penso sia davvero l'ultimo dei problemi.

hadashi ha scritto:
...con un forte accento sulla meritocrazia (essenziale per non legare ciecamente l'aspetto al rendimento)...

Diverse persone, oggi, lavorano con me.
Personalmente, non ho mai letto il curriculum di nessuno.
Se hai preso 110, hai 3 master, 18 attestati e stai frequentando altre 3 università, ma hai la testa più chiusa di una cozza, non mi interessi. Non sei quello che cerco.
Noi cerchiamo passione, voglia di fare, capacità di adattarsi...Cerchiamo qualcuno che investa su se stesso.
Qualcuno che possa responsabilizzare per quel compito, perché so che farà del suo meglio per portarlo a termine.
Vali veramente? bene; se non sei mai stato il primo della classe, o se porti una maglietta al posto della camicia, di fondo, non me ne potrebbe fregare di meno.
Per ora è così; e ad oggi questa filosofia è alla base del clima all'interno della società.





Qui concordo pienamente. E ti posso portare il mio esempio: io sono stato lasciato a casa dopo 14 mesi di lavoro perchè la mia nuova autoeletta responsabile (azionista, nipote dell'AD che è convinta di sapere) si è accorta che non ho una laurea...
Ed è quella la cosa: meglio un laureato ma che non ha esperienza, svogliato dalle mansioni date? Oppure uno che non è laureato ma con esperienza, passione e voglia di fare (come ero io?). Perchè, e mi ha confidato il mio responsabile (e non la stronza, passatemi il termine di prima) che se assumono un laureato in ingegneria informatica o in informatica al posto mio, l'avrebbe messo a fare i lavori che facevo io: ossia helpdesk ed assistenza generica.  
Vero avere un titolo di studio: ma se uno non capace a cambiare un toner oppure attaccare un monitor... Con la  laurea puoi anche pulirti....... Very Happy Very Happy
Perchè io non ci volevo credere: ma ho visto cose così assurde che più volte mi son detto: "ma veramente?!?". Shocked Shocked





hadashi ha scritto:
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hadashi ha scritto:
Inoltre, lavorando in un settore dove le conoscenze tecniche sono essenziali, non posso permettermi di non leggere i curriculum. La buona volontà è una cosa, ma devo essere sicuro che nessuno faccia saltare in aria l'edificio Wink

Va bene, certo. Non prendo un salumiere come project manager per la realizzazione di una clean room.
Ma per me un curriculum resta un foglio di carta, che non può, in nessun caso, essere il riassunto di una vita, o di parte di essa. Non c'è scritto chi realmente sei. Che cosa vuoi realmente dalla vita. Cosa sei disposto a fare. Quali i sacrifici che hai affrontato o che affronteresti.
Non c'è nulla.
Per capire certe cose, ammesso che ci si riesca, serve altro. A volte basta uno sguardo. altre una cena. altre volte devi "bestemmiare" insieme a quella persona mentre tenti di risolvere un problema.
Altre volte non basta una vita intera; e proprio per questo dubito che tre righe su un foglio A4,  scritte per compiacere il potenziale lettore, possano essere esaustive.
Questo è un mio personale pensiero, bada bene. Non sto dicendo che questa sia la giusta visione della cosa. Solo che, così facendo, ho avuto (quasi) sempre riscontri positivi.


Mah... io ho avuto esperienze un pó diverse.
Secondo me il curriculum puó voler dire tanto della persona (anche e soprattutto riguardo quali sacrifici la persona era disposta a fare) - ma dipende dall'università da dove viene.
Saró un idealista, ma sono  ancora convinto che non tutte ti permettono di comprare la laurea, o te la mettono nel di dietro pur di fare numeri; credo che in alcune devi sgobbare veramente, e solo chi riesce a sopportare una notevole pressione riesce a laurearsi.  
L'ateneo di Busto Arsizio forse è un conto, ma di una laurea di Stanford o dell'MIT mi fido ciecamente; conosco alcune persone che hanno studiato li e mi hanno solo confermato le mie opinioni.
Ma come hai detto tu, ognuno adotta le strategie con cui si trova meglio Very Happy

P.s.: e indovina un po dove lavorano questi ingegneri che ho conosciuto ? ... in una cleanroom! Rolling Eyes

Dipende. Posso portarti esempi di laureati in ingegneria gestionale con master e specializzazioni che si perdevano in stupidate.
Questo per dire che non sempre la laurea ti rende una persona "migliore/superiore" Wink
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Messaggio  hadashi il Ven Feb 19 2016, 15:06

FrancoR18 ha scritto:
Ed è quella la cosa: meglio un laureato ma che non ha esperienza, svogliato dalle mansioni date? Oppure uno che non è laureato ma con esperienza, passione e voglia di fare (come ero io).

Mi spiace sentire che hai avuto un capo cosí.
Non ho mai detto che la laurea sia piú importante dell'esperienza; note peró che la laurea viene spesso visto in termini "estremi". Ci sono capi che pensano che il solo fatto di possedere una laurea renda la persona piú brava di tutti gli altri; ci sono peró altrettante persone che ignorano complettamente la laurea, e non prendono nemmeno in considerazione che possa essere una qualifica non indifferente. Conosco una giovane laureata, molto brava e con tantissima voglia di fare, che è stata messa a lavorare con un "anziano" dell'azienda, che per anni le ha fatto mobbing, dicendole ad ogni possibilità che la sua laurea non valghi niente contro la sua esperienza. Il che a mio parere è altrettanto sbagliato.
Non è corretto credersi migliori solo perché si ha una laurea; ma è altrettanto scorretto ignorare gli sforzi fatto per ottenere una laurea, e la qualfica che essa (di solito) comporta.

Possiamo peró metterci d'accordo sul fatto che un laureato con esperienza e passione è meglio di uno non laureato e svogliato ? Wink


hadashi ha scritto:
Dipende. Posso portarti esempi di laureati in ingegneria gestionale con master e specializzazioni che si perdevano in stupidate.
Questo per dire che non sempre la laurea ti rende una persona "migliore/superiore" Wink
Certo,  la laurea dice soltanto che la persona X ha acquisito una certa quantità di informazioni sulla materia Y; non dice che la persona riesce ad adoperare quello che ha imparato, o che lo fa nel modo giusto.
Poi pensare che sia una persona migliore/superiore è una cavolata pazzesca, concordo.
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Messaggio  FrancoR18 il Sab Feb 20 2016, 15:30

hadashi ha scritto:
FrancoR18 ha scritto:
Ed è quella la cosa: meglio un laureato ma che non ha esperienza, svogliato dalle mansioni date? Oppure uno che non è laureato ma con esperienza, passione e voglia di fare (come ero io).

Mi spiace sentire che hai avuto un capo cosí.
Non ho mai detto che la laurea sia piú importante dell'esperienza; note peró che la laurea viene spesso visto in termini "estremi". Ci sono capi che pensano che il solo fatto di possedere una laurea renda la persona piú brava di tutti gli altri; ci sono peró altrettante persone che ignorano complettamente la laurea, e non prendono nemmeno in considerazione che possa essere una qualifica non indifferente. Conosco una giovane laureata, molto brava e con tantissima voglia di fare, che è stata messa a lavorare con un "anziano" dell'azienda, che per anni le ha fatto mobbing, dicendole ad ogni possibilità che la sua laurea non valghi niente contro la sua esperienza. Il che a mio parere è altrettanto sbagliato.
Non è corretto credersi migliori solo perché si ha una laurea; ma è altrettanto scorretto ignorare gli sforzi fatto per ottenere una laurea, e la qualfica che essa (di solito) comporta.

Possiamo peró metterci d'accordo sul fatto che un laureato con esperienza e passione è meglio di uno non laureato e svogliato ? Wink


hadashi ha scritto:
Dipende. Posso portarti esempi di laureati in ingegneria gestionale con master e specializzazioni che si perdevano in stupidate.
Questo per dire che non sempre la laurea ti rende una persona "migliore/superiore" Wink
Certo,  la laurea dice soltanto che la persona X ha acquisito una certa quantità di informazioni sulla materia Y; non dice che la persona riesce ad adoperare quello che ha imparato, o che lo fa nel modo giusto.
Poi pensare che sia una persona migliore/superiore è una cavolata pazzesca, concordo.

Purtroppo è andata così. Non hanno mai messo in chiaro le cose e l'ho presa.... esatto. Neutral
Evidentemente, per loro, uno che si fa chiamare Dr. Dott.ssa cambia. Peccato abbia avuto a che fare con dei Dr. e delle Dott.ssa tutt'altro che competenti Suspect
Il mio, ovviamente, non era un attacco ai laureati (non a caso sono pure io uno studente che sta facendo immani sforzi di finirla fuori). Senz'altro un titolo di laurea è più appetibile di un diploma. Sta di fatto, come detto, che il titolo non fa una persona competente o migliore. E concordo con il discorso principe: puoi avere mille specializzazioni. Ma se sei chiuso e espressivo come un lampione..... diventa più difficile. Very Happy
Tutto qui Wink

PS: vorrà dire che quando prenderò questa maledetta laurea gliela schiafferò davanti. E se farà un passo indietro dicendo "ti prendiamo" risponderò "No grazie. Ora ho altro a cui pensare" Cool
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