Presento me e i miei piedi

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Re: Presento me e i miei piedi

Messaggio  BarefootSoul il Gio Mar 10 2016, 22:31

Bellissimo il tuo messaggio, ti ringrazio.

Abbiamo, direi, delle cose in comune: ma forse è meglio che te ne parli in privato, per evitare appunto i problemi a cui accennavi.

Quella dei nudisti scarpati è una cosa che anche io ho sempre trovato strana: ad esempio, forse ti sarà capitato visitando qualche sito Internet di vedere foto di trekking nudisti...gente con zaini enormi in spalla, cappello in testa, nudi dal collo alle caviglie...ma con scarponi da montagna !

Sono abbastanza d'accordo anche sulle tue percentuali: i piedi nudi sono senza dubbio la parte più importante, mi danno una sensazione di libertà assoluta, un abbandono totale al piacere dei sensi (e per me, che di solito sono sempre quadrato, razionale, logico, roba che Spock di Star Trek mi fa un baffo, è piacevolissimo lasciarsi andare totalmente...e con un'attività che non fa male alla salute e non crea dipendenza: infatti evito accuratamente fumo, alcool e droghe).

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Re: Presento me e i miei piedi

Messaggio  young_barefooter il Ven Mar 11 2016, 09:16

BarefootSoul ha scritto:
Quella dei nudisti scarpati è una cosa che anche io ho sempre trovato strana: ad esempio, forse ti sarà capitato visitando qualche sito Internet di vedere foto di trekking nudisti...gente con zaini enormi in spalla, cappello in testa, nudi dal collo alle caviglie...ma con scarponi da montagna !

I "nudisti scarpati" sono una cosa strana ma comprensibile: nudista o meno, quando manca l'allenamento a camminare scalzi, è dura che uno rinunci allegramente alle scarpe da un giorno all'altro. Se uno prova fastidio/dolore o teme di farsi male o si fa problemi se deve entrare in un bagno pubblico scalzo non credo ci sia molto altro da fare se non indossare qualche tipo di calzatura...

Per quanto riguarda gli scarponi da trekking penso siano una di quelle cose che i più considerano indispensabili in certe situazioni: la scorsa estate sono stato in un parco faunistico vicino a Pavia, con percorsi pensati per famiglie con bambini anche piccoli, quindi il massimo della difficoltà erano certi viottoli con una ghiaia leggermente appuntita ma niente di così devastante. Tant'è che sia io che i miei figli abbiamo passato l'intera giornata a piedi nudi senza nessun problema.

Eppure abbiamo visto famiglie intere dotate di scarponcini da trekking con annessi calzettoni o altri con scarpe da ginnastica all'apparenza più adatte a passeggiate in sconnessi sentieri di montagna!
E naturalmente molti sembravano sconvolti vedendo i miei figli zampettare allegramente qua e la senza scarpe - i genitori intendo dire. I figli invece, al contrario spessissimo mostravano di avere tutte le intenzioni di voler imitare i miei... Non vi dico certe facce dei genitori che, di fronte al naturalissimo nostro essere scalzi, non sapevano come giustificare l'impedimento a fare altrettanto nei confronti dei loro bambini!
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Re: Presento me e i miei piedi

Messaggio  Spyro il Ven Mar 11 2016, 10:44

Pure io che frequento la montanga da anni posso assicurarvi che ci sono sentieri che ho percorso felicemente a piedi nudi. Non dico i ripidi ghiaioni, le scabrose pietraie o i tratti ghiacciati che lì ci vuole davvero allenamento per andare a piedi nudi ma tutti quei sentieri nei boschi o nei prati con pendenza non troppo forte sono perfetti da fare a piedi nudi, in mezzo alla Natura. Very Happy
L'ho provato in Trentino - Alto Adige nei tanti percorsi sensoriali e non della Val di Fiemme, di Fassa e dell'Alpe di Siusi, poi nel mio Friuli a Forni di Sopra, a Fusine e a Pontebba assieme ad altri barefooter del sito. Very Happy Bellissimo! Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy
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Re: Presento me e i miei piedi

Messaggio  bfpaul il Ven Mar 11 2016, 12:42

BarefootSoul ha scritto:Sì, ho messo la foto perché ho visto che molti di voi ce l'hanno, e siccome considero questo forum un'isola dove potermi esprimere con la massima libertà ho pensato che valeva la pena mostrarsi realmente, invece di usare il solito avatar.
Anche il mio nickname c'entra solo in parte con i piedi nudi. Infatti contiene il termine "soul", "anima": e "anima scalza" è come mi sento io, randagio, nomade (nello spirito quantomeno, dato che con il corpo difficilmente mi muovo).

Una volta si parlava di "anima scalza" e tutti avrebbero voluto essere considerati tali, però il concetto è quello che hai espresso.

BarefootSoul ha scritto:Vi ringrazio per gli incoraggiamenti e i commenti, purtroppo non è così semplice.

Io sono effettivamente succube dei miei genitori, non tanto per imposizione loro ma perché mi sento tale e perché, in fondo, mi va bene così.

Sono andato via di casa a 22 anni, ma non avendo mai trovato un lavoro vero (solo impieghi precari e in nero) sostanzialmente sono sempre stato mantenuto da loro anche quando avevo una casa mia (che mia non era, in quanto di loro proprietà). Sono un bamboccione controvoglia.

Essere dovuto tornare a vivere con i miei due anni fa è stato uno shock terribile, dal quale non mi sono ancora ripreso. Anche per questo, oltre che per i numerosi problemi che già ho, di cui la mancanza di lavoro è in realtà il meno importante, ho ricominciato ad andare dallo psicologo. Io ho una personalità non convenzionale, difficile da maneggiare, inconsueta: NON sono schizofrenico, NON ho la doppia o multipla personalità, NON prendo psicofarmaci. Ma un aiuto psicologico di tipo professionale mi serve. I miei problemi si possono raggruppare in due grandi categorie : depressione e alienazione (che non sono sinonimi come alcuni pensano).

In ogni caso stare scalzo per me non è e non sarà mai una scelta di vita, come mi è parso di capire sia per molti di voi (come ho detto prima di iscrivermi ho seguito a lungo il forum). Sto a piedi nudi quando e dove mi sento libero, tranquillo e sicuro.
Se significa farlo "a tempo determinato" ebbene sì: preferisco così, mi sento più tranquillo, tra l'altro il piacere è come se fosse nuovo ogni volta, spesso pregusto l'attesa, conto i minuti, controllo il calendario.

Nessuno può fare una scelta "radicale" cioè diventare "scalzo24h"; nessuno deve porre imposizioni e noi non ne imponiamo nessuna. Intendo dire noi soci del Club dei NatiScalzi e di conseguenza questo Forum che ne è l'interfaccia con la società.
BarefootSoul ha scritto:Vi chiedo di non pensare a me come il neofita che deve ancora attraversare tutte le fasi attraverso cui tutti voi siete già passati. La mia filosofia è diversa dalla vostra: per voi - sempre se ho capito giusto, naturalmente - stare scalzi è una scelta di vita radicale, per me invece è solo un aspetto della mia personalità.
Trovo infatti curiosi i vostri racconti del genere "sono andato scalzo in ufficio/a fare la spesa/a cena con amici": è un'altra visione del mondo, ovviamente rispettabilissima ma che non coincide né mai coinciderà con la mia.

Quella è una assoluta particolarità di qualcuno e non fa testo; il fatto è che qui siamo particolarmente tolleranti e accettiamo anche interventi che sono più da blog che da Forum...  

BarefootSoul ha scritto:Voi volete continuare a vivere nel mondo, pur con questa particolarità di stare scalzi.
Io invece voglio pormi a lato del mondo stesso, e stare scalzo è solo un aspetto di questo processo.

Sicuramente quando i miei genitori non ci saranno più (si spera il più tardi possibile, va da sé) potrò vivere in maniera più piena, perché sarò libero dalle pastoie mentali che io stesso mi sono creato. Ma anche allora continuerò a stare a piedi nudi "a tempo determinato".

Come dicevo, ciascuno è assolutamente libero di avere la sua visione del mondo, e ci mancherebbe!
Ad ogni buon conto, trovo positivo che ci si esprima declinando ciascuno il suo particolare "scalzismo" è un segno di libertà e di ricchezza interiore che non può che essere apprezzata.

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Re: Presento me e i miei piedi

Messaggio  Angelica il Ven Mar 11 2016, 19:33

BarefootSoul ha scritto:

Per rispondere ad Angelica: intanto complimenti per la tua passione per la storia antica, è bello ogni tanto incontrare persone che sanno di cosa mi occupo (in teoria, perché in pratica sono uno dei tanti disoccupati). In materia di religione so dell'esistenza di gruppi neo-pagani, ispirati chi alle divinità olimpiche chi a quelle nordiche, ma non ho mai pensato di farne parte, sebbene consideri gli Dei antichi molto più "simpatici e alla mano" rispetto a quello cristiano. Ma qui si andrebbe su un discorso di FEDE, che è sempre pericoloso, per cui mi fermo.

Ti ringrazio per i complimenti. Mio grande rammarico è non aver fatto studi classici, i miei genitori invece fin da piccola mi hanno invogliato su altre strade, col risultato di avere un diploma e una laurea messi in un cassetto. Ho pensato più volte di tentare una seconda laurea, in antropologia, più per sfizio personale che per reale utilità ma...tra il lavoro e mille impegni chi lo trova il tempo per studiare seriamente? Mi accontento quindi di tenermi lo studio della civiltà grecoromana (più romana che greca a dire la verità, diversissime tra loro contrariamente a quanto solitamente si pensa) come una passione e nulla più.
In gruppi di tradizione nordica ho militato ma niente da fare, non fanno per me, preferisco le vecchie tradizione classiche Very Happy


Continuando il discorso intrapreso, invece...tu dici che non ti senti di essere scalzo al 100% e che stai così solo quando ti va. Credi che per gli altri sia diverso? Nessuno qua ha firmato un contratto, ognuno si sente libero di mettersi e togliersi le scarpe come vuole. Io ti posso assicurare che il tempo in cui sto scalza è purtroppo relativamente poco, a volte per imposizione dovute al lavoro, altre per scelta mia: mi piace camminare scalza sui prati, nei boschi, sui viottoli sterrati ma ben poco in un contesto urbano. Non credo che mi vedrai mai andare a fare la spesa scalza. E dunque? Devo renderne conto a qualcuno? Mi sta bene così e così faccio, senza imposizioni.
Quanto alla famiglia che dire...io sono abituata a stare scalza fin da piccola in casa, con mia madre abbastanza tollerante ma che non mancava di rimproverarmi quando uscivo in giardino o sulla stradina di ghiaia, o anche solo dentro casa se era inverno. Ma mi piaceva, stavo bene e sopportavo i rimproveri. Alla fine si sono rassegnati, anche se tutt'ora non mancano di farmi notare la cosa. Ma sono sempre i miei genitori e per quanto possa avviarmi ai trent'anni e per quanto sia andata ad abitare per conto mio da qualche anno per loro sono sempre la loro bambina Very Happy
Questo per dire che l'ostacolo dei genitori alla fine è relativo. Se ti fanno storie perché sei scalzo o perché non metti il giubbotto a maggio o perché fumi una sigaretta comprendili. Sarebbe strano se non lo facessero. Comprendi e stai scalzo ugualmente, togliti il giubbotto e fuma quella sigaretta. Falli abituare per gradi e parlane eventualmente con loro. Capisco che stare insieme a loro in casa possa essere "umiliante" (scusa se uso questa parola) ma può essere anche un punto di forza se saputo sfruttare.
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Re: Presento me e i miei piedi

Messaggio  Marco53 il Lun Apr 04 2016, 23:08

Ciao, sono Marco53 e sicuramente se tieni d'occhio da tempo il forum avrai anche letto qualche mio post. Mi spiace che la tua faccia simpatica esprima un velo di difficoltà, vuoi per un po' di depressione, un po' per le vicende della tua vita. Il 53 del mio nick esprime il mio anno di nascita perciò sono molto più vecchio di te: sono da pochi mesi approdato alla pensione e mi sembra di ricominciare a vivere, con le limitazioni (e la panza) che il mio corpo non più giovane mi concede.
Con quello che abbiamo davanti mi rendo perfettamente conto che la gioventù di oggi ha molte più difficoltà della gioventù che ho trascorso io, però vedo anche giovani che riescono a trovare lo sprint per imboccare una qualche strada che li porta anche lontano. Però non mi sono mai depresso. In questa fase della tua vita, secondo me, è importante non farsi prendere proprio dalla depressione. Te lo dice uno che è rimasto in famiglia fino a 37 anni e con un rapporto difficile con il padre. A 37 anni (meglio dire quasi un anno prima) è passato un angioletto con le frecce a cuoricino, mi sono sposato con una donna di qualche anno più vecchia di me e lo scorso anno abbiamo felicemente festeggiato 25 anni di matrimonio. Ho sognato, lottato, lavorato per anni facendo cose che non mi hanno mai dato soddisfazione ma che sono riuscito a riscattare con buoni rapporti umani con i colleghi; lotto e sogno ancora. Credo molto nella Provvidenza e cerco di assecondarla quando mi si chiude una porta in faccia, perché sovente se ne aprono altre alle spalle, è sufficiente (anche se non sempre facile) cambiare porta. Nell'augurarti una buona permanenza con noi permettimi solo di rimarcare una cosa che ritengo molto vera letta fra quanti ti hanno risposto prima di me, e cioé che una bella passeggiata a piedi nudi è davvero un buon rimedio contro la depressione. Il perché non è facile a dirsi. Forse perché devi essere più concentrato su quello che fai, più attento alla natura, più presente (non fosse altro che per evitare di pestare cose sgradevoli o puntute). C'è una cosa che l'uomo moderno ha perso abbastanza e che secondo me è richiamato il quel soul del tuo nick. La contemplazione. Contemplare con meraviglia ciò che ci circonda ci permette di gioire delle piccole cose: una gemma che si apre, un fiore, un'ape che lavora quando i ciliegi fioriscono. Stando scalzi si contemplano anche cose che altri non sentono o soffrono come un fastidio, come l'erba umida di rugiada al mattino, la terra morbida dopo una pioggia. Ecco che la danza del creato ti permea anche partendo da sotto la suola dei piedi. E aiuta anche a scacciare la depressione. Almeno un po' come quando tornavo a casa dall'ufficio... parola di lupetto  I love you .
Saluti sensibili.
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Re: Presento me e i miei piedi

Messaggio  Andrea Grasselli il Mar Apr 05 2016, 03:07

BarefootSoul ha scritto:Il mio stare a piedi nudi è una parte di un processo di recupero della conoscenza del proprio corpo che sto portando avanti, per liberarmi della morale cristiana e resuscitare quella antica, che non conosceva i concetti di "vergogne" e "parti intime" (sono un archeologo e storico dell'antichità classica, quindi un po' me ne intendo).
Ciao Stefano

benvenuto anche da parte mia (con ritardo...).

sono d'accordo con te sulla questione della vergogna: perché dovremmo vergognarci per come siamo fatti? dovremmo sentirci inadatti per tutta la vita?
tutte le parti di noi sono intime nel senso che ci appartengono, ma perché alcune dovrebbero esserlo più di altre?
anche per me lo scalziamo (come il naturismo) sono state parte di un recupero di libertà che avevo perduto.

complimenti per la tua professione di archeologo, molto affascinante! ti auguro di poterla esercitare con successo.

ti auguro una buona primavera scalza, nelle modalità che hai scelto di vivere il tuo scalzismo.
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Re: Presento me e i miei piedi

Messaggio  Andrea Grasselli il Mar Apr 05 2016, 03:15

Elan ha scritto:trovo che il collegamento tra scalzismo e nudismo sia molto naturale, anche se la maggior parte dei nudisti non va scalza, cosa assolutamente assurda.  Il nudista con le scarpe (dove non siano veramente necessarie, cosa quasi impossibile in un villaggio nudista) è buffo come lo "scarpantibus" di Alto Gradimento, ma non meno, ai miei occhi, dei "naturisti"  inseparabili dal loro pacchetto di sigarette Very Happy
Personalmente ho stilato una specie di "classifica" circa il piacere derivante dal privarsi del vestiario che per me si può sintetizzare così:
piedi nudi  50%, fino alla cintola altro 30%, dalla cintola in su il restante 20%   Very Happy

BarefootSoul ha scritto:Quella dei nudisti scarpati è una cosa che anche io ho sempre trovato strana: ad esempio, forse ti sarà capitato visitando qualche sito Internet di vedere foto di trekking nudisti...gente con zaini enormi in spalla, cappello in testa, nudi dal collo alle caviglie...ma con scarponi da montagna !
sono naturista e sono d'accordissimo con voi: trovo assurdo avere il corpo in libertà, ma non i piedi, che offrono un'esperienza tattile con l'ambiente più intensa che le altri parti del corpo!
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Re: Presento me e i miei piedi

Messaggio  Andrea Grasselli il Mar Apr 05 2016, 03:35

Angelica ha scritto:Mio grande rammarico è non aver fatto studi classici, i miei genitori invece fin da piccola mi hanno invogliato su altre strade, col risultato di avere un diploma e una laurea messi in un cassetto. Ho pensato più volte di tentare una seconda laurea, in antropologia, più per sfizio personale che per reale utilità ma...tra il lavoro e mille impegni chi lo trova il tempo per studiare seriamente? Mi accontento quindi di tenermi lo studio della civiltà grecoromana (più romana che greca a dire la verità, diversissime tra loro contrariamente a quanto solitamente si pensa) come una passione e nulla più.
Ciao Angelica,

complimenti per i tuoi interessi, bellissima l'antropologia! Anche a me affascina il passato, immaginare come dev'essere stato vivere in condizioni molto diverse dalle nostre. Non ho però avuto modo di approfondire mediante studi.

Una seconda laurea potrebbe essere una bella sfida per te, anche se capisco che sarebbe impegnativa! Io ho sempre ripreso gli studi (di lingue, ad intervalli regolari). L'ultima, in ordine di tempo (ora ho quasi 50 anni): dai 46 ai 48 ho vissuto a Tirana per imparare la lingua albanese e conoscere la cultura di questo paese pieno di contrasti. e la prossima sfida è già pianificata...
ciao e auguri!
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Re: Presento me e i miei piedi

Messaggio  Spyro il Mer Apr 06 2016, 17:31

Marco53 ha scritto:C'è una cosa che l'uomo moderno ha perso abbastanza e che secondo me è richiamato il quel soul del tuo nick. La contemplazione. Contemplare con meraviglia ciò che ci circonda ci permette di gioire delle piccole cose: una gemma che si apre, un fiore, un'ape che lavora quando i ciliegi fioriscono.
Marco53

E proprio prima sono stato rapito dalla bellezza dei miei ciliegi in fiore mentre ero in giardino, a piedi nudi ovviamente. Very Happy
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Re: Presento me e i miei piedi

Messaggio  Marc_63 il Gio Apr 28 2016, 20:51

BarefootSoul ha scritto:Ciao a tutti, sono un nuovo utente, mi chiamo Stefano, ho 34 anni e sono di Moncalieri, hinterland di Torino.

Mi piace stare a piedi nudi fin da bambino, da quando lessi "Le avventure di Tom Sawyer" e capii che non era obbligatorio sempre comunque e dovunque indossare scarpe e calze.

Purtroppo in casa non ho mai potuto praticare, quando poi sono andato a vivere da solo ho recuperato il tempo perduto, ma ora che per motivi personali sono tornato a vivere con i miei genitori ho dovuto di nuovo riadattarmi a imprigionare i piedi.

Non sono sposato né fidanzato, ad oggi sto scalzo quando posso, preferisco però passeggiare di notte o in luoghi non affollati, sono molto timido e non amo farmi vedere, specie qui a Torino dove potrei incontrare persone che conosco o conoscono i miei genitori. Se invece fossi in un'altra città non credo avrei problemi.

Il mio stare a piedi nudi è una parte di un processo di recupero della conoscenza del proprio corpo che sto portando avanti, per liberarmi della morale cristiana e resuscitare quella antica, che non conosceva i concetti di "vergogne" e "parti intime" (sono un archeologo e storico dell'antichità classica, quindi un po' me ne intendo).

Infatti vorrei iniziare a praticare anche il nudismo, per lo stesso motivo: non il filosofeggiante contatto con la natura, riscoperta, ecc., ma una semplice liberazione dalle paranoie e dalle pastoie della morale moderna.

Conosco il sito da molto tempo e finalmente mi sono deciso a iscrivermi, allo scopo sì di condividere esperienze ma soprattutto di conoscere e incontrare altri praticanti: come ho detto mi vergogno ad andare in giro scalzo da solo, ma se fossimo già in due sarebbe, per me, più facile.

Per ora è tutto, scusate la prolissità ! E oggi mi sono trattenuto !

Ciao, scusa ma leggo in ritardo la tua presentazione.
Anche se in ritardo ti porgo il benvenuto tra noi.
Tuttavia, ad essere sincero, non sono molto d'accordo con te in merito all'affermazione "liberarsi della morale cristiana" ... non è che confondi la morale cristiana con il moralismo di una certa dottrina ecclesiastica ?
Per quanto riguarda il naturismo ti rimando alla lettura di un articolo di "Famiglia Cristiana" che riassume molto bene il pensiero della Chiesa in merito all'argomento,
http://www.famigliacristiana.it/articolo/naturismo-e-nudismo-vincono-i-tabu.aspx
per quanto riguarda lo "scalzismo", vorrei sapere in quale passo della Sacra Scrittura si afferma che andare scalzi è immorale.
Cristo manda i suoi (i 72 discepoli) in missione a piedi nudi .... ed ordina loro esplicitamente di non portare i sandali (Luca 10,4), tanto è vero che San Francesco D'Assisi si fa imitatore del Cristo anche in questo (Anonimo Perugino).
Infatti lo stare scalzi non è solo un segno di sobrietà, di "povertà", ma è un elemento essenziale per stare in armonia con se stessi, con gli altri (sembra paradossale ma è così), con l'ambiente e con la vita.
Cristo è "il promotore della Vita", per chi crede naturalmente, come avrebbe potuto enunciare una dottrina contraria allo scalzismo, quando lui stesso con tutta probabilità andava scalzo.... (Non avrebbe mai potuto mandare scalzi i suoi discepoli, se prima di loro non lo avesse sperimentato lui dandone testimonianza).
C'è ancora un ordine francescano, i Frati Minori rinnovati, che, seguendo la Regola di San Francesco, vanno scalzi ancora oggi.
Nel mio piccolo posso dirti che sono Cattolico e ministro laico della Chiesa; presto servizio all'altare e lo presto quasi sempre scalzo .... e nessuno ha avuto mai da dire ....
Purtroppo noi siamo portati ad attribuire alla "morale cristiana" anche tante prese di posizione di un falso perbenismo che impera nella nostra Chiesa e nella nostra società in genere; ma sono cose che, col "credo cristiano", con la "morale cristiana", non hanno nulla a che spartire; nudismo compreso.
Per quanto riguarda l'andare scalzi in casa (o anche fuori ) con i genitori contrari ( o potenzialmente contrari ), fa un po' tu .... io credo che ogni situazione sia diversa da un'altra e magari, l'esempio di altri, o degli altri, potrebbe non calzare alla tua situazione specifica.
Sei tu che, a mio avviso, devi trovare (da solo ) la via migliore per far comprendere "agli altri" (genitori compresi ) che il tuo è un modo di fare genuino, sano, che si tratta di una tua esigenza di vita, e non di un vezzo esibizionistico, antisociale, o, peggio, feticista.
Ciascuno sa quale sia la strada migliore, nel proprio caso, per vincere una diffidenza o una potenziale diffidenza da parte di chi ti circonda.
Prima cosa fra tutte; scusami ma devo essere sincero, impara ad accettarti tu come "barefooter", poi il resto verrà da se.
Ognuno ha i suoi tempi; non è facile, non farti illusioni e non credere a coloro che ti dipingeranno un futuro "roseo" come barefooter; ci vorrà da parte tua molto coraggio, impegno, determinazione e, soprattutto, una grande convinzione.
In "bocca al lupo".
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