Come fare

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Come fare

Messaggio  Arky il Gio Giu 09 2016, 18:39

Per non perdere occasione di stare scalzi anche durante un viaggio di lavoro?
Semplice; basta non portarsi dietro le scarpe (a parte quelle da lavoro, appunto).

Sono in giro da una settimana ca; e ne avrò per altri 4 gg. In viaggi tipo questo, mi capita di stare la mattina in un posto e la sera in un altro; se ci mettiamo i vari scali, visito una media di 2,5 aeroporti al giorno. Da qui l'esigenza di viaggiare leggero, per spostarsi più velocemente.
Quindi cos'è che ingombra più di tutto in valigia? le scarpe naturalmente, e quindi le lasciamo a casa. Cosicché, al di fuori del lavoro, poche scuse; o scalzo o con scarpe di cuoio nere lucide eleganti, calze filo di scozia nere e un pantaloncino corto, o meglio pure, un pantalone della tuta.
Quindi va da se che l'unica opzione è la prima, con buona pace di tutte le varie seghe mentali. Finito l'orario lavorativo, doccia, cambio e via.
Con tutto quello che ciò comporta, incontri compresi.
Stamattina sono arrivato ad Amburgo da Amsterdam. Con 2 ore e mezzo di anticipo rispetto all'orario previsto per il check-in dell'albergo.
Al che chiedo cortesemente di anticiparlo, perché volevo visitare la città e ritornare per sera. Mi dicono che non è possibile, ma che avrei potuto lasciare le valigie li. Conosco gli alberghi più di casa mia, e so che alle 11 e 45 il 50% delle camere è pronto. Gli spiego che necessito per forza di cose della camera e, infatti, dopo 15 minuti sono già cambiato.
Esco, e mentre attraverso la lobby incrocio lo sguardo della receptionist con cui avevo parlato prima, che quasi ridendo, mi fa "capisco perché le serviva la camera".
Al mio arrivo ero in giacca, camicia, pantaloni e scarpe eleganti. La signora adesso mi vedeva in maglietta Hard Rock Cafe, pantaloncini corti di jeans e scalzo. Se non le ha preso un colpo è solo perché tedesca, e magari abituata ad outfit ben peggiori.
Così ci ho parlato un 5 min buoni; Le ho detto che ero libero fino a stasera e che quindi mi vestivo come cazzo mi pareva (sono stato molto più gentile naturalmente, ma il concetto era quello), considerato che, come aveva visto, il mio lavoro mi impone un dress code abbastanza rigido.
Ora sto seduto su un tavolino di una nota catena americana di caffetterie, a 24°c, con una bella luce che si riflette sui canali di questa strana città.
Amburgo è ricchissima, dove signore snob ti guardano male non perché sei senza scarpe, ma perché non hai un paio di Louis Vuitton ai piedi; dove tutti sono sorridenti, se capiscono che non hai scarpe ma hai una carta di credito. Dove chi ti guarda male di solito è un turista, meglio se italiano, con il colletto della polo alzato, che guarda i prezzi fuori di un ristorante "Italiano", e che mentre passi fa"Alè, questo è scalzo", riferendosi alla moglie che stava fotografando le navi transitanti in quello che, sicuramente, come il 90% degli Italiani, riteneva fosse il mare.
Ora torno in albergo, e per la gioia della receptionist, stasera mettiamo pure una bella cravatta di seta nera, visto che ho una cena di lavoro vagamente formale.


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