Terreni duri e piatti

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Terreni duri e piatti

Messaggio  disc il Sab Set 17 2016, 02:01

A me piace camminare scalzo su svariati tipi di terreno, preferendo quelli naturali. Non disprezzo però anche suoli artificiali, specialmente se possiedono un po' di irregolarità o risalti, come le mattonelle di cotto ecc... Tuttavia questi suoli di materiale duro (anche se non perfettamente piatti) tendono facilmente a stancarmi i piedi e le gambe (come se avessi camminato molto di più di ciò che ho fatto in realtà), ciò non accade nei prati, boschi, dove cioè il piede sprofonda un minimo durante l'appoggio.
Capita anche a voi?

disc

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Re: Terreni duri e piatti

Messaggio  Massimo il Sab Set 17 2016, 07:42

disc ha scritto:A me piace camminare scalzo su svariati tipi di terreno, preferendo quelli naturali. Non disprezzo però anche suoli artificiali, specialmente se possiedono un po' di irregolarità o risalti, come le mattonelle di cotto ecc... Tuttavia questi suoli di materiale duro (anche se non perfettamente piatti) tendono facilmente a stancarmi i piedi e le gambe (come se avessi camminato molto di più di ciò che ho fatto in realtà), ciò non accade nei prati, boschi, dove cioè il piede sprofonda un minimo durante l'appoggio.
Capita anche a voi?
Per dirla con un'iperbole, tra lo scalzeggiare su superfici dure e su suoli cedevoli c'è grossomodo la stessa differenza che intercorre tra il prendere a pugni un cuscino e lo scazzottare un comodino: resistenza e reazione ai colpi sono nel secondo caso superiori ed è normale che articolazioni, muscoli e tendini ne abbiano abbastanza in sensibile anticipo.
Personalmente, sul rigido accuso soprattutto un rapido indolensimento delle caviglie, ma nel mio caso il fenomeno è accentuato da un'errata distribuzione tra le gambe del peso del mio corpo.

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Re: Terreni duri e piatti

Messaggio  Appleseed il Sab Set 17 2016, 21:07

Mah ... A parte che il confine tra naturale e artificiale non è sempre evidente (un prato all'inglese è naturale?), e che il naturale non è sempre morbido (non scenderei scalzo da un ghiaione) ... un terreno piatto e duro ma regolare come una strada asfaltata di recente per me è non è affatto faticoso, mentre camminare nella natura su terreni naturalmente irregolari è più impegnativo. Camminare su terreni cedevoli, con o senza scarpe, poi dovrebbe essere più dispendioso rispetto a terreni che non assorbono le spinte.
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Re: Terreni duri e piatti

Messaggio  Biagio il Sab Set 17 2016, 21:58

Può darsi che carichi un po' troppo il tallone in appoggio, affaticando eccessivamente le articolazioni durante l'impatto a terra.
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Re: Terreni duri e piatti

Messaggio  Massimo il Dom Set 18 2016, 00:06

Appleseed ha scritto:un terreno piatto e duro ma regolare come una strada asfaltata di recente per me è non è affatto faticoso
Secondo me l'asfalto, forse a causa alla sua porosità, non è un vero terreno piatto, duro e regolare. Lo trovo comunque molto meno stancante di mattonelle, superfici plastiche, marmo, etc.

Massimo

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Re: Terreni duri e piatti

Messaggio  disc il Mar Set 20 2016, 21:43

Massimo ha scritto:
Per dirla con un'iperbole, tra lo scalzeggiare su superfici dure e su suoli cedevoli c'è grossomodo la stessa differenza che intercorre tra il prendere a pugni un cuscino e lo scazzottare un comodino: resistenza e reazione ai colpi sono nel secondo caso superiori ed è normale che articolazioni, muscoli e tendini ne abbiano abbastanza in sensibile anticipo.
Personalmente, sul rigido accuso soprattutto un rapido indolensimento delle caviglie, ma nel mio caso il fenomeno è accentuato da un'errata distribuzione tra le gambe del peso del mio corpo.

Biagio ha scritto:Può darsi che carichi un po' troppo il tallone in appoggio, affaticando eccessivamente le articolazioni durante l'impatto a terra.

Probabilmente avete ragione, penso di avere ormai un'andatura scalza piuttosto dolce e morbida, ma forse posso migliorare ancora sotto l'aspetto dell'appoggio del tallone per impattare meno possibile.
Per cercare di spiegare ancora meglio ciò che provo dopo un po' nella situazione che ho descritto,  è come se camminassi trasportando un grosso peso che carica molto le piante dei piedi, inoltre anche i polpacci ed in generale i muscoli della gamba si stancano parecchio e mi tocca farli riposare un momento, seduto o disteso per togliere il carico dal piede.

Appleseed ha scritto:Mah ... A parte che il confine tra naturale e artificiale non è sempre evidente (un prato all'inglese è naturale?), e che il naturale non è sempre morbido (non scenderei scalzo da un ghiaione) ... un terreno piatto e duro ma regolare come una strada asfaltata di recente per me è non è affatto faticoso, mentre camminare nella natura su terreni naturalmente irregolari è più impegnativo. Camminare su terreni cedevoli, con o senza scarpe, poi dovrebbe essere più dispendioso rispetto a terreni che non assorbono le spinte.

Per me è il contrario, nel bosco (che è un po' "aggressivo") mi stanco di meno che sul duro e liscio, che all'inizio è più facile, ma mi affatica prima.

Altre testimonianze?

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Re: Terreni duri e piatti

Messaggio  cyberteam il Mer Set 21 2016, 08:32

disc ha scritto:
Per me è il contrario, nel bosco (che è un po' "aggressivo") mi stanco di meno che sul duro e liscio, che all'inizio è più facile, ma mi affatica prima.

Ti stanchi meno a parità di durata della camminata o a parità di distanza percorsa ?
Perché a seconda del criterio le cose cambiano, mi aspetto che su strada liscia si tenga anche un'andatura più spedita.
E' diverso anche il tipo di movimento, trovandosi di solito nel bosco dislivelli più accentuati.
Non è quindi solo un discorso di duro/liscio rispetto al morbido/disconnesso.

Personalmente al livello dei piedi trovo il bosco più faticoso, soprattutto quando alla fine di un'escursione ci si trova a fare ampi tratti in discesa che, a differenza delle salite, si affrontano meglio calzati.
In quest'ultimo caso se ho tempo li faccio scalzo, ma se devo sbrigarmi (es. se sono in ritardo o se minaccia di venire piovere) metto i sandali e vado decisamente + veloce.
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Re: Terreni duri e piatti

Messaggio  hadashi il Mer Set 21 2016, 08:58

cyberteam ha scritto:
Personalmente al livello dei piedi trovo il bosco più faticoso, soprattutto quando alla fine di un'escursione ci si trova a fare ampi tratti in discesa che, a differenza delle salite, si affrontano meglio calzati.  
In quest'ultimo caso se ho tempo li faccio scalzo, ma se devo sbrigarmi (es. se sono in ritardo o se minaccia di venire piovere) metto i sandali e vado decisamente + veloce.

Stessa cosa per me. Anche se di per sé le discese preferisco farle scalze (mi sembra di affaticare i polpacci molto meno), se c'è ghiaia etc e devo sbrigarmi mi metto i sandali.
Cmq anche per me è meno stancante camminare/correre si terreno piatti (dove trovo ci sia una grandissima differenza tra asfalto e marmo/piastrelle; anche se non sembra, l'asfalto è molto piú morbido), perchè nel bosco i muscoli dei piedi sono molto piú attivi.

disc ha scritto:
Per me è il contrario, nel bosco (che è un po' "aggressivo") mi stanco di meno che sul duro e liscio, che all'inizio è più facile, ma mi affatica prima.
Probabilmente è anche una questione di "allenamento" ... ancora adesso, dopo anni, noto dei piccoli cambiamenti nella falcata o nel modo in cui appoggio il piede. Poi ho notato che dipende anche molto da quanto sono stanco.
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Re: Terreni duri e piatti

Messaggio  Spyro il Mer Set 21 2016, 15:14

disc ha scritto:A me piace camminare scalzo su svariati tipi di terreno, preferendo quelli naturali. Non disprezzo però anche suoli artificiali, specialmente se possiedono un po' di irregolarità o risalti, come le mattonelle di cotto ecc... Tuttavia questi suoli di materiale duro (anche se non perfettamente piatti) tendono facilmente a stancarmi i piedi e le gambe (come se avessi camminato molto di più di ciò che ho fatto in realtà), ciò non accade nei prati, boschi, dove cioè il piede sprofonda un minimo durante l'appoggio.
Capita anche a voi?

Ricordo che tornado dalla nostra escursione di Dierico, mi descrivevi per filo e per segno ogni marciapiede e superficie dei vari paesini friulani Razz .
Forse ciò dipende dal fatto che con i materiali duri, il piede è più sollecitato nella camminata, mentre terreni più soffici come prato e bosco dissipano ed attenuano lo sforzo. Del resto, quando siamo tornati da quella bellissima escursione in montagna io non avevo i piedi molto affaticati, a parte i cardi della casera e il tratto scabroso di inizio sentiero, io mi sentivo benissimo, perfettamente immerso nella Natura (e nel mio habitat). Vedremo domenica come andrà sul Dobrova, ora che abbiamo deciso! Very Happy
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Re: Terreni duri e piatti

Messaggio  disc il Sab Set 24 2016, 22:43

cyberteam ha scritto:
Ti stanchi meno a parità di durata della camminata o a parità di distanza percorsa ?
Perché a seconda del criterio le cose cambiano, mi aspetto che su strada liscia si tenga anche un'andatura più spedita.

Non penso di avere una grande differenza di velocità nei due casi, in quanto tendenzialmente cammino abbastanza lentamente per assaporare tutte le sfumature dei terreni.

Spyro ha scritto:
Ricordo che tornado dalla nostra escursione di Dierico, mi descrivevi per filo e per segno ogni marciapiede e superficie dei vari paesini friulani Razz .
Forse ciò dipende dal fatto che con i materiali duri, il piede è più sollecitato nella camminata, mentre terreni più soffici come prato e bosco dissipano ed attenuano lo sforzo. Del resto, quando siamo tornati da quella bellissima escursione in montagna io non avevo i piedi molto affaticati, a parte i cardi della casera e il tratto scabroso di inizio sentiero, io mi sentivo benissimo, perfettamente immerso nella Natura (e nel mio habitat). Vedremo domenica come andrà sul Dobrova, ora che abbiamo deciso! Very Happy

Hehe, mi piace testare i suoli e "mettere la bandierina" (è la mia maniera per conquistare un territorio king ), anche se spesso si tratta di giri di pochi minuti.
Penso che tu abbia ragione, la cedevolezza (magari minima) di un terreno ammortizza gli urti (rispetto ad un suolo rigido) ciò che basta per stancare di meno il piede.

disc

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Re: Terreni duri e piatti

Messaggio  Marco53 il Gio Set 29 2016, 18:07

Sono quasi sicuro che si tratti sempre di una questione di posture e di allenamento. Se si cammina scalzi solo sporadicamente è più facile incorrere nell'indolenzimento delle gambe, specie i tendini dei polpacci e relativi muscoli. Più si sta scalzi e più il corpo tende a riprendere la postura "naturale", cioé con gli angoli delle ossa e dei tendini previsti dal "libretto d'uso e manutenzione" originale. Poi se si tarocca l'insieme appesantendo i piedi con protesi (scarpe) di forma e spessore diverso e magari quei due centimetri di tacco, ecco che tutto il corpo si adegua e impara a camminare con quelle. Tornare alla situazione originale provoca senz'altro qualche penoso stiramento di tendini prima accorciati (proprio per i due cm di tacco, ad esempio) e quindi qualche doloretto finché tutto non riprende la forma prevista dalla natura.
Questo si accentua quanto più si cammina, e probabilmente le superfici dure favoriscono l'indolenzimento di più rispetto a un terreno molle o morbido che peraltro fa ritardare il ritorno dei tendini/muscoli alla loro forma originale, perché le leve del piede lavorano meno "duramente" che sulle superfici dure...
Quest'anno ho camminato scalzo al 95% per tre mesi di fila e l'unico problema, semmai, è un po' di affaticamento della pianta del piede se cammino troppo a lungo. Ma questo dipende anche dal fatto che peso 0,11 tonnellate  Very Happy  e perciò alla fine... dovrò seriamente cercare di perdere un po' di peso. Poi vi saprò dire...
Saluti distesi
Marco53
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