Le paturnie della moglie parte II

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Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  young_barefooter il Lun Set 26 2016, 11:16

Sabato mattina mi stavo preparando per il consueto giro al parco coi miei figli.
Si avvicina mia moglie e mi chiede se ho intenzione di fare uscire i bambini scalzi, io naturalmente rispondo di sì.
Lei ribatte dicendo che ormai è autunno e sarebbe il caso di fare indossare le scarpe ai bambini (faccio notare che fuori c'era il sole e circa 20 °C!), in quanto a suo dire i bambini sono un po' raffreddati.

Io rispondo dicendo che non mi sembra una idea saggia farli correre coi sandali sull'erba umida del parco in quanto li farebbe restare coi piedi bagnati, peggiorando il raffreddore che riteneva avessero. La risposta? Allora è il caso di mettergli calze e scarpe chiuse!

Io le ricordo i soliti concetti di termoregolazione e gli altri, consueti, argomenti che tutti voi sicuramente conoscete... Il bello è che più le mie argomentazioni si facevano razionali e scientifiche, più le sue si facevano contorte e irrazionali. Alla fine è arrivata ad accusarmi di andare scalzo per il desiderio di stare al centro dell'attenzione e di credere a tutte le panzane pseudo-scientifiche che girano su internet. Ha pure detto che mi vorrebbe meno informato e più simile a tutti gli altri.

I toni sono saliti sempre di più fino al pieno litigio, naturalmente davanti ai bambini.
Alla fine siamo arrivati al muro contro muro e le ho detto che o uscivano scalzi o con me i bambini non uscivano.
Per sfinimento mia moglie ha lasciato perdere e li ha lasciati uscire scalzi. E al parco si stava benissimo, c'era un bel sole caldo e l'erba non era nemmeno bagnata. Gabriele, ben felice di correre scalzo qua e la, mi ha detto che questa volta avevo proprio ragione io!

Questo litigio mi ha ricordato un episodio simile avvenuto ai primi di ottobre del 2014, anche lì c'era il fatto che era autunno e bisognava indossare le scarpe, indipendentemente dalle temperature esterne.
Ho paura che dietro ci sia ancora un certo timore (leggasi paturnia) del giudizio altrui: fare uscire i bambini scalzi d'estate col caldo ci può stare, ma quando gli altri genitori iniziano a bardare i figli con scarpe pesanti e maglioncini, questa cosa potrebbe a suo timore attirare perplessità le chiacchiere di paese.
E dato che mia moglie gestisce un doposcuola frequentato appunto dai bambini del paese, magari teme una ricaduta negativa per la sua attività?

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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  bfpaul il Lun Set 26 2016, 11:55

young_barefooter ha scritto:
........................................
Per sfinimento mia moglie ha lasciato perdere e li ha lasciati uscire scalzi. E al parco si stava benissimo, c'era un bel sole caldo e l'erba non era nemmeno bagnata. Gabriele, ben felice di correre scalzo qua e la, mi ha detto che questa volta avevo proprio ragione io!
Questo litigio mi ha ricordato un episodio simile avvenuto ai primi di ottobre del 2014, anche lì c'era il fatto che era autunno e bisognava indossare le scarpe, indipendentemente dalle temperature esterne.
Ho paura che dietro ci sia ancora un certo timore (leggasi paturnia) del giudizio altrui: fare uscire i bambini scalzi d'estate col caldo ci può stare, ma quando gli altri genitori iniziano a bardare i figli con scarpe pesanti e maglioncini, questa cosa potrebbe a suo timore attirare perplessità le chiacchiere di paese.
E dato che mia moglie gestisce un doposcuola frequentato appunto dai bambini del paese, magari teme una ricaduta negativa per la sua attività?

Se ti interessa, ti dico cosa penso:
- i litigi su questo argomento non lasceranno traccia finché i bambini saranno dalla tua parte
- quando i bambini avranno freddo decideranno di coprirsi, NON di smettere di andare scalzi, a patto che non vengono "bombardati" per vestirsi da esquimesi
- tua moglie ha le sue convinzioni come quella che siccome siamo in settembre, FA FREDDO e quindi ci si deve DIFENDERE. E' una convinzione diffusa che bisogna DIFENDERSI da questo e quell'altro, praticamente da tutto. Sbagliato, ci si deve ABITUARE, naturalmente nei limiti che gli adulti dovrebbero saper scegliere per sè ed anche per i figli; limiti che per i bambini sono DIVERSI perché il loro metabolismo è DIVERSO.
- non credo che la gestione del doposcuola di tua moglie avrà mai ripercussioni dal fatto che vostri figli vanno scalzi. I genitori dei bimbi che lo frequentano non dovrebbero avere niente da ridire su come educate i VOSTRI figli e se lo facessero avreste diritto di mandarli al diavolo.
E, visto che tua moglie non obbligherà i bimbi che lo frequentano ad andare scalzi, tutto sarà come sempre.
Ora non ricominciare tu a farti paturnie pensando che se vai scalzo e/o vanno scalzi tuoi figli, questo costituisca un attentato al lavoro di tua moglie.
Se tua moglie lo pensasse, in base a considerazioni serie e non sulla base di "impressioni", allora potrebbe esservi un problema. Si vedrà ...
In ultimo: su internet ci sono una quantità di cavolate e di individui che le spargono a piene mani, ma per quanto ci riguarda, ci sono fior di medici e di persone che danno giustificazioni teoriche e pratiche convincenti sulla scalzismo
Le nostre non sono chiacchiere da bar ma motivazioni serie; chi vuole può apprezzarle e aderirvi, chi rifiuta il ragionamento e preferisce la proprie convinzioni basate sul nulla, fa un'altra strada.

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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  Grand Choeur il Lun Set 26 2016, 12:24

young_barefooter ha scritto: [...] Ho paura che dietro ci sia ancora un certo timore (leggasi paturnia) del giudizio altrui: fare uscire i bambini scalzi d'estate col caldo ci può stare, ma quando gli altri genitori iniziano a bardare i figli con scarpe pesanti e maglioncini, questa cosa potrebbe a suo timore attirare perplessità le chiacchiere di paese. [...]

Credo che tu abbia centrato il punto. Tua moglie conosce perfettamente i vantaggi di andare scalzi, dato che è stata proprio lei a chiederti un opuscolo da mettere in mostra al doposcuola e, quindi, sapeva perfettamente che tu avevi ragione.
Secondo me non aveva il coraggio di manifestare apertamente la propria paturnia sul giudizio altrui.
Non so se dico giusto, ma se dovesse ricapitare un episodio del genere, chiedile apertamente se il motivo è quello sociale ed eviterete il litigio. Se risponde di sì, prova a dirle con calma questo: "Preferisci qualche sguardo incuriosito e qualche (improbabile) chiacchiera alla salute dei nostri figli?"
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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  FrancoR18 il Mar Set 27 2016, 02:59

Magari andrò un pò fuori tema ed userò un linguaggio colorito ma:
Non capirò mai tutte queste seghe mentali di Settembre. Vero che almeno da 5 anni a questa parte Settembre è parecchio caldo (prima del'abbassamento di temperatura di metà Settembre c'erano ancora 32 gradi....). Ma definire "freddo" ora? con 23-25 gradi di media? A Dicembre, e sperando che sia VERO Inverno, cosa sarà? Era glaciale? Ormai la normalità (vedi freddo inverno e caldo estate) è diventata "EMERGENZA".

Comunque:
Ci preoccupiamo cosa dicono/pensano gli altri di uno che va in giro scalzo? E che lo pensino. Ste robe mi scivolano via. Ho altro a cui pensare ultimamente Smile

young_barefooter ha scritto:

Io le ricordo i soliti concetti di termoregolazione e gli altri, consueti, argomenti che tutti voi sicuramente conoscete... Il bello è che più le mie argomentazioni si facevano razionali e scientifiche, più le sue si facevano contorte e irrazionali. Alla fine è arrivata ad accusarmi di andare scalzo per il desiderio di stare al centro dell'attenzione e di credere a tutte le panzane pseudo-scientifiche che girano su internet. Ha pure detto che mi vorrebbe meno informato e più simile a tutti gli altri.




Io di questa cosa mi sarei offeso personalmente... panzane pseudo scientifiche, e pure pericolose, sono ben altre..
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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  young_barefooter il Mar Set 27 2016, 09:30

FrancoR18 ha scritto:Magari andrò un pò fuori tema ed userò un linguaggio colorito ma:
Non capirò mai tutte queste seghe mentali di Settembre. Vero che almeno da 5 anni a questa parte Settembre è parecchio caldo (prima del'abbassamento di temperatura di metà Settembre c'erano ancora 32 gradi....). Ma definire "freddo" ora? con 23-25 gradi di media? A Dicembre, e sperando che sia VERO Inverno, cosa sarà? Era glaciale? Ormai la normalità (vedi freddo inverno e caldo estate) è diventata "EMERGENZA".

Diciamo che durante le ore centrali della giornata le temperature si attestano ancora su valori quasi estivi ma di prima mattina qualche grado in meno si sente eccome (stamattina ad esempio verso le 7:30 eravamo sui 12-13 °C dalle mie parti).
Mia moglie esce di casa per accompagnare i bambini a scuola verso le 8:15 e per la sua percezione fa freddo, da qui la necessità di coprirli di più. Il resto è abitudine: quando una persona cresce con l'idea fissa in testa che a piedi scalzi si prende freddo e ci si ammala è dura cambiare opinione, anche avendo davanti agli occhi l'evidenza che è esattamente il contrario.

FrancoR18 ha scritto:
Comunque:
Ci preoccupiamo cosa dicono/pensano gli altri di uno che va in giro scalzo? E che lo pensino. Ste robe mi scivolano via. Ho altro a cui pensare ultimamente Smile

Anche a me non frega nulla di cosa pensano/dicono gli altri, solo che mia moglie non la pensa esattamente allo stesso modo!
L'unica cosa che invece mi infastidisce molto è la palese incoerenza nelle diverse visioni, mie e di mia moglie: nel senso che quando i bambini escono con me sono sempre scalzi e con i nonni/genitori incuriositi spendo parole su parole per spiegare dei benefici di questa scelta, peccato che poi quando i bambini escono con mia moglie o i miei suoceri hanno sempre le scarpe...

Stessa cosa vale per me: a parole sono quello che va sempre scalzo ma poi a Messa o in altre occasioni "sociali" mia moglie mi obbliga a indossare le scarpe, in quelle occasioni mi sento quasi più al centro dell'attenzione di quando vado scalzo!  

FrancoR18 ha scritto:
Io di questa cosa mi sarei offeso personalmente... panzane pseudo scientifiche, e pure pericolose, sono ben altre..

Infatti: ogni volta ricordo a mia moglie che i dogmi della religione in cui lei crede ciecamente non sono esattamente scientifici e  dimostrabili. I benefici dello scalzismo sono invece molto più concreti e tangibili!
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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  young_barefooter il Mar Set 27 2016, 09:48

bfpaul ha scritto:
Se ti interessa, ti dico cosa penso:
- i litigi su questo argomento non lasceranno traccia finché i bambini saranno dalla tua parte
- quando i bambini avranno freddo decideranno di coprirsi, NON di smettere di andare scalzi, a patto che non vengono "bombardati" per vestirsi da esquimesi
- tua moglie ha le sue convinzioni come quella che siccome siamo in settembre, FA FREDDO e quindi ci si deve DIFENDERE. E' una convinzione diffusa che bisogna DIFENDERSI da questo e quell'altro, praticamente da tutto. Sbagliato, ci si deve ABITUARE, naturalmente nei limiti che gli adulti dovrebbero saper scegliere per sè ed anche per i figli; limiti che per i bambini sono DIVERSI perché il loro metabolismo è DIVERSO.
- non credo che la gestione del doposcuola di tua moglie avrà mai ripercussioni dal fatto che vostri figli vanno scalzi. I genitori dei bimbi che lo frequentano non dovrebbero avere niente da ridire su come educate i VOSTRI figli e se lo facessero avreste diritto di mandarli al diavolo.
E, visto che tua moglie non obbligherà i bimbi che lo frequentano ad andare scalzi, tutto sarà come sempre.
Ora non ricominciare tu a farti paturnie pensando che se vai scalzo e/o vanno scalzi tuoi figli, questo costituisca un attentato al lavoro di tua moglie.
Se tua moglie lo pensasse, in base a considerazioni serie e non sulla base di "impressioni", allora potrebbe esservi un problema. Si vedrà ...
In ultimo: su internet ci sono una quantità di cavolate e di individui che le spargono a piene mani, ma per quanto ci riguarda, ci sono fior di medici e di persone che danno giustificazioni teoriche e pratiche convincenti sulla scalzismo
Le nostre non sono chiacchiere da bar ma motivazioni serie; chi vuole può apprezzarle e aderirvi, chi rifiuta il ragionamento e preferisce la proprie convinzioni basate sul nulla, fa un'altra strada.

bfpaul

Purtroppo la situazione è abbastanza complessa: per necessità lavorative mie e di mia moglie i bambini passano buona parte della giornata con i miei suoceri/cognati, che seppur rispettosi della mia scelta di andare scalzo, non sono esattamente dei grandi fan di questa filosofia di vita. Perciò quando sono con loro i bambini indossano sempre le scarpe, spesso anche i casa.

Per loro indossarle è la normalità, andare scalzi è qualcosa in più che fanno solo con me, perciò molto spesso devo insistere per farli uscire scalzi. Con la Camilla è ancora facile ma Gabriele spesso chiede con insistenza le scarpe. E a quel punto io passo per il padre snaturato che vuole privare il figlio delle calzature!
Ho anche osservato che, quando Gabriele è al parco scalzo, fa più fatica del solito a mettersi a giocare con eventuali compagni di classe o amici presenti, che si vergogni di essere l'unico a piedi nudi? Spero proprio di no ma qualche volta mi sorge il dubbio...
Ultimamente è terribile, in occasione delle recenti gite in giornata che abbiamo fatto l'ho lasciato scalzo in auto durante il viaggio (sperando che rimanesse così) ma appena sceso dall'auto la prima richiesta è indossare i sandali.

Spesso comunque con mia moglie siamo arrivati allo scontro perchè è mio sospetto che i suoceri cerchino di fare pressione sui bambini e di fargli il lavaggio del cervello per indurli a NON andare scalzi.
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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  Grand Choeur il Mar Set 27 2016, 10:07

Indipendentemente da quale sia la causa per cui ha ora queste difficoltà, insistere per farlo stare scalzo quando non vorrebbe non la vedo una buona cosa. Non deve essere una cosa forzata.
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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  Arky il Mar Set 27 2016, 10:10

young_barefooter ha scritto:

...perciò molto spesso devo insistere per farli uscire scalzi. Con la Camilla è ancora facile ma Gabriele spesso chiede con insistenza le scarpe. E a quel punto io passo per il padre snaturato che vuole privare il figlio delle calzature!
Ho anche osservato che, quando Gabriele è al parco scalzo, fa più fatica del solito a mettersi a giocare con eventuali compagni di classe o amici presenti, che si vergogni di essere l'unico a piedi nudi? Spero proprio di no ma qualche volta mi sorge il dubbio...
Ultimamente è terribile, in occasione delle recenti gite in giornata che abbiamo fatto l'ho lasciato scalzo in auto durante il viaggio (sperando che rimanesse così) ma appena sceso dall'auto la prima richiesta è indossare i sandali.

Spesso comunque con mia moglie siamo arrivati allo scontro perchè è mio sospetto che i suoceri cerchino di fare pressione sui bambini e di fargli il lavaggio del cervello per indurli a NON andare scalzi.

E se invece i tuoi bambini, il maschio soprattutto, non volessero sempre andare scalzi?
Da quello che scrivi sembrerebbe proprio così, al di la delle motivazioni.
Sei così sicuro che "forzarli" sia la scelta migliore?
Prendila non come una critica sia chiaro, ma solo come spunto per riflettere.
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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  Appleseed il Mar Set 27 2016, 10:19

young_barefooter ha scritto:
L'unica cosa che invece mi infastidisce molto è la palese incoerenza nelle diverse visioni, mie e di mia moglie: nel senso che quando i bambini escono con me sono sempre scalzi e con i nonni/genitori incuriositi spendo parole su parole per spiegare dei benefici di questa scelta, peccato che poi quando i bambini escono con mia moglie o i miei suoceri hanno sempre le scarpe...Stessa cosa vale per me: a parole sono quello che va sempre scalzo ma poi a Messa o in altre occasioni "sociali" mia moglie mi obbliga a indossare le scarpe, in quelle occasioni mi sento quasi più al centro dell'attenzione di quando vado scalzo!  

Non è proprio la stessa cosa.
Tu, maggiorenne e vaccinato, puoi benissimo decidere in che misura adeguarti alle convenzioni sociali (perché in qualche misura, come tutti, ti devi comunque adeguare).
E non sei tenuto a dare spiegazioni sul perché a volte vai scalzo ed a volte no.
Mi pare più difficile invece spiegare a un bambino perché al parco con il papà si va scalzi e con la mamma no.

young_barefooter ha scritto:
Perciò quando sono con loro i bambini indossano sempre le scarpe, spesso anche in casa.
Per loro indossarle è la normalità, andare scalzi è qualcosa in più che fanno solo con me, perciò molto spesso devo insistere per farli uscire scalzi. Con la Camilla è ancora facile ma Gabriele spesso chiede con insistenza le scarpe. E a quel punto io passo per il padre snaturato che vuole privare il figlio delle calzature!
Ho anche osservato che, quando Gabriele è al parco scalzo, fa più fatica del solito a mettersi a giocare con eventuali compagni di classe o amici presenti, che si vergogni di essere l'unico a piedi nudi? Spero proprio di no ma qualche volta mi sorge il dubbio...
Ultimamente è terribile, in occasione delle recenti gite in giornata che abbiamo fatto l'ho lasciato scalzo in auto durante il viaggio (sperando che rimanesse così) ma appena sceso dall'auto la prima richiesta è indossare i sandali. Spesso comunque con mia moglie siamo arrivati allo scontro perchè è mio sospetto che i suoceri cerchino di fare pressione sui bambini e di fargli il lavaggio del cervello per indurli a NON andare scalzi.

Non sono un genitore e non ho certo pretese di insegnare pedagogia...
Insistere per farli uscire scalzi non mi pare una buona idea.
Gabriele sta crescendo, forse puoi cominciare a parlargli chiaramente: " Se ti piace andare scalzo non te ne devi vergognare perché non c'è niente di male, anzi. Se invece per te è più importante essere come gli altri, mettiti pure le scarpe, la scelta è solo tua". Di scelte dovrà farne tante nella vita ... che cominci ad allenarsi  Smile

P.S.: le scarpe in casa però mi pare eccessivo (anche dal punto di vista della pulizia dei pavimenti...)
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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  GECO il Mar Set 27 2016, 10:33

So che riceverò varie critiche ma è innegabile che a settembre fa più freddo che il luglio e agosto. Non è un freddo insopportabile e anzi di giorno con il sole è meglio che nei mesi più caldi dove ti ustioni. Ho colleghi che sono già raffreddati... Capisco però i timori di tua moglie che prendano freddo soprattutto se avendo a che fare con alri bambini li vede già ammalati.
Non condivido però quando dici che devi insistere con tuo figlio per farlo uscire scalzo. Se lui lo fa volentieri ok ma insistere non mi sembra corretto.
Purtroppo la massa va con le scarpe e questo incide. Tu puoi scegliere di fregarsene ma lui rischia di trovarsi deriso ed escluso dagli altri bambini per questo. Tu stesso ammetti che fa più fatica ad approciarsi con gli altri qunado è scalzo. Confesso che lo capisco. Pure io che sono adulto e convinto della mia scelta a volte mi trovo a disagio e quando mi trovo a disagio mi ricalzo.
Purtroppo la cosa è difficile da gestire perché ci scontriamo con il pregiudizio della massa. Noi sappiamo che fa bene non ci si fa male ecc. ma è difficile far entrare in testa questo nei calzati. Mi permetto di consigliarti di essere un po' più diplomatico. Nello specifico potevi uscire facendogli mettere i sandali e poi una volta arrivato ai giardini se loro volevano potevano scalzarsi. Viste come stanno le cose io stesso mi trovo a dover fare dei compromessi e penso che tranne rare eccezioni anche gli altri fanno nello stesso modo.

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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  young_barefooter il Mar Set 27 2016, 12:04

Io sono naturalmente contrario alle forzature: come non amo essere forzato a indossare le scarpe, altrettanto non amo forzare gli altri a non indossarle.
Il problema è che in famiglia sono in netta minoranza, tutti gli altri spingono quotidianamente affinché i bambini indossino le scarpe. Questa non è una forzatura?
Se fosse per loro i miei bambini non andrebbero mai scalzi!

Gabriele sta crescendo e si sta giustamente formando un carattere, però la sua scelta di indossare o meno le scarpe è fortemente condizionata dalla famiglia. Perciò devo reagire e cercare di fare pendere la bilancia anche dalla mia parte. Non so se ho reso l'idea...

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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  bfpaul il Mar Set 27 2016, 13:29

young_barefooter ha scritto:Io sono naturalmente contrario alle forzature: come non amo essere forzato a indossare le scarpe, altrettanto non amo forzare gli altri a non indossarle.
Il problema è che in famiglia sono in netta minoranza, tutti gli altri spingono quotidianamente affinché i bambini indossino le scarpe. Questa non è una forzatura?
Se fosse per loro i miei bambini non andrebbero mai scalzi!

Gabriele sta crescendo e si sta giustamente formando un carattere, però la sua scelta di indossare o meno le scarpe è fortemente condizionata dalla famiglia. Perciò devo reagire e cercare di fare pendere la bilancia anche dalla mia parte. Non so se ho reso l'idea...

No, non sono d'accordo.
Far pendere la bilancia dalla tua parte è una cosa sbagliata. Rischi molto, credimi.
Prima di tutto in famiglia, poi perché per tanto tempo non sei riuscito a forzare te stesso (e tuttora pur lavorando un un ambiente friendly e non a contatto col pubblico, non lavori scalzo anche potendolo fare).
Inoltre, sei sicuro che andare al parco con tuo figlio scalzo non sia una tua "ancora" che ti permette di avere consenso generale che questo ti gratifica o ti dà comunque la possibilità di intavolare discorsi nei quali spieghi/giustifichi il tuo scalzismo?
Niente di male beninteso, ma perché essere gratificati per ciò che fa tuo figlio pur non avendone voglia?

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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  GECO il Mar Set 27 2016, 13:45

Capisco il tuo ragionamento ma x i tuoi parenti è scontato che uno vada in giro con le scarpe. Non trovano una forzatura che tuo figlio vada con le scarpe come tutti mentre trova una forzatura che vadano scalzi. Lo ripeto vale per te ma per tutti noi. Il rapporto di forza fra n° di calzati e n° di calzi è 1 a 1.000.000 Con una tale scala è facile soccombere. Ora come diceva qualcuno io sono maggiorenne e scelgo quando e dove andare scalzo. Per un bambino è diverso. E' comunque molto lodevole che tu gli faccia vedere che c'è la possibilità di farlo se però loro manifestano chiaramente di non volerlo fare credo sia ingiusto che tu li forzi. Diciamo che anche i tuoi parenti non dovrebbero intervenire al contrario se loro vogliono stare scalzi a forzarli a mettere le scarpe. Purtroppo è una partita persa prima o poi uno si deve calzare a meno di rarissime condizioni x esempio se sei in pensione o se fai un lavoro che ti consente una cosa del genere. Altrimenti i compromessi sono inevitabili posto che nel tempo libero uno, se se la sente, va scalzo liberamente dove gli pare. forzare su certe cose rischi scontri con i parenti e soprattutto che venga deriso o emarginato dai suoi compagni. Già per un adulto è difficile affrontare certe situazioni per un bambino diventa davvero troppo complicato.
https://www.youtube.com/watch?v=jwoUumDQ428

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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  young_barefooter il Mar Set 27 2016, 14:26

bfpaul ha scritto:
No, non sono d'accordo.
Far pendere la bilancia dalla tua parte è una cosa sbagliata. Rischi molto, credimi.
Prima di tutto in famiglia, poi perché per tanto tempo non sei riuscito a forzare te stesso (e tuttora pur lavorando un un ambiente friendly e non a contatto col pubblico, non lavori scalzo anche potendolo fare).
Inoltre, sei sicuro che andare al parco con tuo figlio scalzo non sia una tua "ancora" che ti permette di avere consenso generale che questo ti gratifica o ti dà comunque la possibilità di intavolare discorsi nei quali spieghi/giustifichi il tuo scalzismo?
Niente di male beninteso, ma perché essere gratificati per ciò che fa tuo figlio pur non avendone voglia?

bfpaul

In parte hai ragione tu: quando decisi di iniziare a frequentare il parco a piedi nudi il fatto che anche i miei figli fossero scalzi mi dava sicurezza ma soprattutto mi offriva molte occasioni per "rompere il ghiaccio" riguardo tale abitudine, consentendomi di spiegare le mie ragioni agli altri e dimostrando che non ero strano o folle come temevo gli altri mi avrebbero giudicato.

Col tempo questa strategia si è rivelata vincente, adesso nessuno degli abituali frequentatori del parco si stupisce più del mio scalzismo.
L'unico problema è che spesso ho vantato una sicurezza che in realtà non ho e ora mi sento obbligato a mostrarmi coerente a tutti i costi con la facciata che ho mostrato fino ad ora. Perciò preferisco, se possibile, che i bambini vengano scalzi, perchè mi scoccerebbe ammettere che non tutti sono d'accordo con me su questa cosa in famiglia.

L'andare scalzo al lavoro è purtroppo un fronte ancora critico per me: fino ad'ora (a parte quel collega che mi vide scalzo ma al quale gli feci giurare eterno silenzio) non ho ancora avuto il coraggio di rivelare questa mia abitudine ai colleghi di lavoro, nemmeno ai più fidati. O meglio: in molti sanno che mando spesso scalzi i miei figli (ancora loro!) ma ho sempre accuratamente evitato di dire che vado scalzo anch'io e che tale abitudine è una vera e propria scelta di vita per me.
La ragione è che sono ancora troppo condizionato mentalmente e non riesco a vivere lo scalzismo con la necessaria serenità e naturalezza, spesso lo percepisco ancora come qualcosa di imbarazzante e sconveniente, da nascondere e NON come la mia dimensione naturale.

Sono arrivato a temere di avere una sorta di "feticismo inconscio" che porta la mia parte più irrazionale a godere nella consapevolezza di fare qualcosa di proibito e trasgressivo. Se andare scalzo diventasse consuetudine e vero stile di vita probabilmente non sarebbe più "proibito e trasgressivo" e il godimento finirebbe...
Credo di poter spiegare anche il forte imbarazzo che provo sempre: data la inconscia valenza sessuale (stiamo parlando di feticismo, no?) è un po' come se me ne andassi con "i gioelli" al vento... Spero proprio non sia così!
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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  cyberteam il Mar Set 27 2016, 15:06

young_barefooter ha scritto:
Ho anche osservato che, quando Gabriele è al parco scalzo, fa più fatica del solito a mettersi a giocare con eventuali compagni di classe o amici presenti, che si vergogni di essere l'unico a piedi nudi? Spero proprio di no ma qualche volta mi sorge il dubbio...
Ultimamente è terribile, in occasione delle recenti gite in giornata che abbiamo fatto l'ho lasciato scalzo in auto durante il viaggio (sperando che rimanesse così) ma appena sceso dall'auto la prima richiesta è indossare i sandali.

Anche io sono d'accordo a non forzare troppo la mano, inevitabilmente con la crescita dei figli si passa dal regolare buona parte della loro vita al dovergli presentare delle opzioni come su di un menù lasciandogli la scelta in modo più o meno ampio (poi cresceranno ancora ed il menù pretenderanno di scriverlo loro, ma questa è storia successiva  Laughing  Laughing  Laughing  ).
Oltretutto il disagio potrebbe poi maturare nell'effetto contrario.
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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  young_barefooter il Mar Set 27 2016, 15:16

cyberteam ha scritto:
young_barefooter ha scritto:
Ho anche osservato che, quando Gabriele è al parco scalzo, fa più fatica del solito a mettersi a giocare con eventuali compagni di classe o amici presenti, che si vergogni di essere l'unico a piedi nudi? Spero proprio di no ma qualche volta mi sorge il dubbio...
Ultimamente è terribile, in occasione delle recenti gite in giornata che abbiamo fatto l'ho lasciato scalzo in auto durante il viaggio (sperando che rimanesse così) ma appena sceso dall'auto la prima richiesta è indossare i sandali.

Anche io sono d'accordo a non forzare troppo la mano, inevitabilmente con la crescita dei figli si passa dal regolare buona parte della loro vita al dovergli presentare delle opzioni come su di un menù lasciandogli la scelta in modo più o meno ampio (poi cresceranno ancora ed il menù pretenderanno di scriverlo loro, ma questa è storia successiva  Laughing  Laughing  Laughing  ).
Oltretutto il disagio potrebbe poi maturare nell'effetto contrario.

Verissimo! Sono convinto che un bambino/ragazzo, durante il processo di maturazione, finisca inevitabilmente ad arrivare a una fase di scontro e ribellione rispetto al sistema di pensiero dominante nella famiglia d'origine.

Un po' come è capitato a me, quando in famiglia per anni ho saputo "covare" il desiderio innato di andare scalzo fino a quando non ho potuto realizzarlo per davvero. Magari se mi avessero incoraggiato troppo ad andare scalzo avrei perso tale desiderio strada facendo...

Perciò è meglio abbassare la pressione: se mio figlio vorrà andare scalzo sarà libero di farlo (sempre che il resto della famiglia sia d'accordo!).
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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  cyberteam il Mar Set 27 2016, 15:20

young_barefooter ha scritto:ora mi sento obbligato a mostrarmi coerente a tutti i costi con la facciata che ho mostrato fino ad ora. Perciò preferisco, se possibile, che i bambini vengano scalzi, perchè mi scoccerebbe ammettere che non tutti sono d'accordo con me su questa cosa in famiglia.

O che gli altri pensino che fosse una "mania" passeggera ?
Il discorso di perdita di coerenza rispetto a tutte le spiegazioni date è comprensibilissimo.
Infine vuoi mettere il voler non dar soddisfazione a chi non approva ?
A chi subito penserebbe :"Alla fine si son resi conto anche loro che è da matti andare scalzi."
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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  FrancoR18 il Mar Set 27 2016, 15:24

young_barefooter ha scritto:
FrancoR18 ha scritto:Magari andrò un pò fuori tema ed userò un linguaggio colorito ma:
Non capirò mai tutte queste seghe mentali di Settembre. Vero che almeno da 5 anni a questa parte Settembre è parecchio caldo (prima del'abbassamento di temperatura di metà Settembre c'erano ancora 32 gradi....). Ma definire "freddo" ora? con 23-25 gradi di media? A Dicembre, e sperando che sia VERO Inverno, cosa sarà? Era glaciale? Ormai la normalità (vedi freddo inverno e caldo estate) è diventata "EMERGENZA".

Diciamo che durante le ore centrali della giornata le temperature si attestano ancora su valori quasi estivi ma di prima mattina qualche grado in meno si sente eccome (stamattina ad esempio verso le 7:30 eravamo sui 12-13 °C dalle mie parti).
Mia moglie esce di casa per accompagnare i bambini a scuola verso le 8:15 e per la sua percezione fa freddo, da qui la necessità di coprirli di più. Il resto è abitudine: quando una persona cresce con l'idea fissa in testa che a piedi scalzi si prende freddo e ci si ammala è dura cambiare opinione, anche avendo davanti agli occhi l'evidenza che è esattamente il contrario.

FrancoR18 ha scritto:
Comunque:
Ci preoccupiamo cosa dicono/pensano gli altri di uno che va in giro scalzo? E che lo pensino. Ste robe mi scivolano via. Ho altro a cui pensare ultimamente Smile

Anche a me non frega nulla di cosa pensano/dicono gli altri, solo che mia moglie non la pensa esattamente allo stesso modo!
L'unica cosa che invece mi infastidisce molto è la palese incoerenza nelle diverse visioni, mie e di mia moglie: nel senso che quando i bambini escono con me sono sempre scalzi e con i nonni/genitori incuriositi spendo parole su parole per spiegare dei benefici di questa scelta, peccato che poi quando i bambini escono con mia moglie o i miei suoceri hanno sempre le scarpe...

Stessa cosa vale per me: a parole sono quello che va sempre scalzo ma poi a Messa o in altre occasioni "sociali" mia moglie mi obbliga a indossare le scarpe, in quelle occasioni mi sento quasi più al centro dell'attenzione di quando vado scalzo!  

FrancoR18 ha scritto:
Io di questa cosa mi sarei offeso personalmente... panzane pseudo scientifiche, e pure pericolose, sono ben altre..

Infatti: ogni volta ricordo a mia moglie che i dogmi della religione in cui lei crede ciecamente non sono esattamente scientifici e  dimostrabili. I benefici dello scalzismo sono invece molto più concreti e tangibili!


Senz'altro la mattina "è più freddo". Ma lo percepiamo "più freddo" proprio perchè abituati a temperature più calde. Quando saremo abituati a temperature "più fredde" questi 13 gradi li sentiremo "caldi" Very Happy
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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  young_barefooter il Mar Set 27 2016, 15:54

cyberteam ha scritto:
O che gli altri pensino che fosse una "mania" passeggera ?
Il discorso di perdita di coerenza rispetto a tutte le spiegazioni date è comprensibilissimo.
Infine vuoi mettere il voler non dar soddisfazione a chi non approva ?
A chi subito penserebbe :"Alla fine si son resi conto anche loro che è da matti andare scalzi."

Arrivare al punto in cui sono arrivato ora mi è costato fatica, litigi in famiglia, grande impegno e forza di volontà.
Perciò intendo fare il possibile per mantenere l'attuale status, qualunque compromesso o rinuncia che possa anche solamente dare soddisfazione a chi ritiene follia andare scalzi NON è previsto.

Quando la volontà non è così forte, avere una coerenza da difendere e un credo personale da rispettare può essere di grande stimolo e aiuto.
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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  bfpaul il Mer Set 28 2016, 09:34

young_barefooter ha scritto:
bfpaul ha scritto:
No, non sono d'accordo.
Far pendere la bilancia dalla tua parte è una cosa sbagliata. Rischi molto, credimi.
Prima di tutto in famiglia, poi perché per tanto tempo non sei riuscito a forzare te stesso (e tuttora pur lavorando un un ambiente friendly e non a contatto col pubblico, non lavori scalzo anche potendolo fare).
Inoltre, sei sicuro che andare al parco con tuo figlio scalzo non sia una tua "ancora" che ti permette di avere consenso generale che questo ti gratifica o ti dà comunque la possibilità di intavolare discorsi nei quali spieghi/giustifichi il tuo scalzismo?
Niente di male beninteso, ma perché essere gratificati per ciò che fa tuo figlio pur non avendone voglia?

bfpaul

In parte hai ragione tu: quando decisi di iniziare a frequentare il parco a piedi nudi il fatto che anche i miei figli fossero scalzi mi dava sicurezza ma soprattutto mi offriva molte occasioni per "rompere il ghiaccio" riguardo tale abitudine, consentendomi di spiegare le mie ragioni agli altri e dimostrando che non ero strano o folle come temevo gli altri mi avrebbero giudicato.

Col tempo questa strategia si è rivelata vincente, adesso nessuno degli abituali frequentatori del parco si stupisce più del mio scalzismo.
L'unico problema è che spesso ho vantato una sicurezza che in realtà non ho e ora mi sento obbligato a mostrarmi coerente a tutti i costi con la facciata che ho mostrato fino ad ora. Perciò preferisco, se possibile, che i bambini vengano scalzi, perchè mi scoccerebbe ammettere che non tutti sono d'accordo con me su questa cosa in famiglia.

L'andare scalzo al lavoro è purtroppo un fronte ancora critico per me: fino ad'ora (a parte quel collega che mi vide scalzo ma al quale gli feci giurare eterno silenzio) non ho ancora avuto il coraggio di rivelare questa mia abitudine ai colleghi di lavoro, nemmeno ai più fidati. O meglio: in molti sanno che mando spesso scalzi i miei figli (ancora loro!) ma ho sempre accuratamente evitato di dire che vado scalzo anch'io e che tale abitudine è una vera e propria scelta di vita per me.
La ragione è che sono ancora troppo condizionato mentalmente e non riesco a vivere lo scalzismo con la necessaria serenità e naturalezza, spesso lo percepisco ancora come qualcosa di imbarazzante e sconveniente, da nascondere e NON come la mia dimensione naturale.

Sono arrivato a temere di avere una sorta di "feticismo inconscio" che porta la mia parte più irrazionale a godere nella consapevolezza di fare qualcosa di proibito e trasgressivo. Se andare scalzo diventasse consuetudine e vero stile di vita probabilmente non sarebbe più "proibito e trasgressivo" e il godimento finirebbe...
Credo di poter spiegare anche il forte imbarazzo che provo sempre: data la inconscia valenza sessuale (stiamo parlando di feticismo, no?) è un po' come se me ne andassi con "i gioelli" al vento... Spero proprio non sia così!

Guarda, non voglio insistere più di tanto, però:
- preferire che i bimbi vengano scalzi al Parco è una tua "esigenza", non una loro; direi che dovresti lasciarli liberi. Loro sanno che con te possono permetterselo, punto.
Non puoi "usarli" come sostegno psicologico!
- I tuoi colleghi sanno che mandi scalzi i figli, quale occasione migliore per dire che tu stesso vai scalzo appena puoi? Se scoprono che lo fai anche tu e non vuoi "confessarlo", tutte le tue argomentazioni a sostegno dello scalzismo non funzioneranno più. E' come che tu dica: Armiamoci e ... partite!!
Senza contare che i tuoi corretti e incoraggianti consigli su questo Forum per tanti "incerti apprendisti"  perdono molto di credibilità ed appaiono incoerenti con quello che fai o non fai.
- Il feticismo con noi non ha niente a che fare, non ci interessa ed è meglio "non aprire quella porta" ...

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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  GECO il Mer Set 28 2016, 11:33

Concordo con Paolo.
La coerenza la devi avere con te stesso. Sei tu che vuoi andare scalzo e lo devi fare se te la senti anche senza figli. Se poi loro liberamente si scalzano tanto meglio. Se sei tu il primo a dire che ti vergogni come puoi pretendere che tuo figlio vada scalzo?
Poi al limite se ti rendi conto di aver impostato qualche cosa in modo errato è più intelligente tornare sui propri passi piuttosto che persistere nell'errore piuttosto che ammettere di aver sbagliato.
Pure io mi faccio tanti problemi su dove andare scalzo. Cerco di usare questo metodo. Se mi rendo conto che sono a disagio mi ricalzo. La mia filosofia è vado scalzo per piacere. Se sono a disagio non mi piace e smetto. Confesso che pure io preferisco andare scalzo con altri che lo fanno perché mi da coraggio ed è per questo che cerco di organizzare incontri. Poi come tutti a poco a poco cerco di ampliare la mia cerchia di posti e situazioni in cui andare scalzo senza sentirmi a disagio. Ogni passo avanti mi do dello stupido perché mi sono bloccato per una mia 'tara mentale' e non per un motivo vero. Se come utopia il numero di scalzi aumentassero al punto che non verrebbe più vista come una stranezza sarei felicissimo di andare scalzo ovunque sapendo che non sarei più visto come 'strano'. Che poi come detto da altri non confondiamo il percepito dal reale che spesso è meno peggio di quello che crediamo.

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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  young_barefooter il Mer Set 28 2016, 15:29

GECO ha scritto:Concordo con Paolo.
La coerenza la devi avere con te stesso. Sei tu che vuoi andare scalzo e lo devi fare se te la senti anche senza figli. Se poi loro liberamente si scalzano tanto meglio. Se sei tu il primo a dire che ti vergogni come puoi pretendere che tuo figlio vada scalzo?
Poi al limite se ti rendi conto di aver impostato qualche cosa in modo errato è più intelligente tornare sui propri passi piuttosto che persistere nell'errore piuttosto che ammettere di aver sbagliato.
Pure io mi faccio tanti problemi su dove andare scalzo. Cerco di usare questo metodo. Se mi rendo conto che sono a disagio mi ricalzo. La mia filosofia è vado scalzo per piacere. Se sono a disagio non mi piace e smetto. Confesso che pure io preferisco andare scalzo con altri che lo fanno perché mi da coraggio ed è per questo che cerco di organizzare incontri. Poi come tutti a poco a poco cerco di ampliare la mia cerchia di posti e situazioni in cui andare scalzo senza sentirmi a disagio. Ogni passo avanti mi do dello stupido perché mi sono bloccato per una mia 'tara mentale' e non per un motivo vero. Se come utopia il numero di scalzi aumentassero al punto che non verrebbe più vista come una stranezza sarei felicissimo di andare scalzo ovunque sapendo che non sarei più visto come 'strano'. Che poi come detto da altri non confondiamo il percepito dal reale che spesso è meno peggio di quello che crediamo.

Anch'io, certamente, vado scalzo per piacere e non per obbligo o sfida verso il mondo.
Perciò l'approccio da te adottato di rinunciare a scalzarti ove la cosa dovesse metterti a disagio è ottimo, pure io ho fatto come te per tanto tempo...

Il mio grande problema sta, piuttosto, nella profonda insicurezza caratteriale che mi contraddistingue da sempre: purtroppo non c'è auto-convincimento che tenga, quando sono scalzo in mezzo alla gente finisco inevitabilmente per sentirmi fuori posto, come se stessi facendo qualcosa di cui vergognarmi e questa sensazione di sentirmi al centro dell'attenzione nel ruolo di "quello diverso da tutti" finisce per provocarmi grande ansia e disagio.

Quindi per andare scalzo devo costringermi a farlo, altrimenti dando retta al sentirmi più o meno a disagio finirei per andarci solamente in spiaggia o in pochi altri luoghi in cui mi sento meno fuori luogo. Oramai è anni che le cose vanno così, ogni tanto faccio qualche "passo avanti" ma per il resto mi sento sempre a disagio come il primo giorno (ricordo che tolsi le scarpe per strada la prima volta nel 2002!).

A volte penso che forse sarebbe meglio smetterla con la pretesa di andare scalzo, dato che probabilmente è una cosa che non fa per me. Ma poi mi scatta qualcosa in testa, una sorta di guizzo di orgoglio, e allora ci riprovo: tolgo le scarpe e mi fiondo tra la gente, nella speranza che sia giunto il gran giorno dal quale avrei iniziato a sentirmi libero per davvero... aspetto quel giorno dal 2002!
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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  young_barefooter il Gio Set 29 2016, 12:04

Ieri pomeriggio mi è capitato un momento tranquillo in cui ero a tu per tu con mio figlio, ne ho approfittato per portare volutamente il discorso sull'argomento dello scalzismo e dirgli, con grande serenità, che non c'è nessun obbligo di andare sempre scalzi o sempre con le scarpe e che il bello di essere barefooters è anche la consapevolezza di avere il privilegio di poter scegliere se indossare o NON indossare le scarpe, cosa che alle persone "normali" non è concessa.

Lui mi ha sorriso e mi è sembrato aver recepito il messaggio.
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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  GECO il Gio Set 29 2016, 12:30

Credo che siamo molto simili per carattere. Mi da fastidio essere notato. Non è solo un discorso di piedi scalzi ma non mi piace vestirmi in modo eccentrico o fare cose 'strane' che mi mettono in mostra. Andare scalzo vieni notato da tutti o da molti anche se ai più non frega nulla. Pure io mi trovo a disagio ad andare scalzo da solo in lluoghi pubblici (soprattutto nella mia città, Milano, che almeno ha il vantaggio di essere molto grande e quindi se vai x esempio in centro magari non trovi nessuno che ti conosce che per me è il problema maggiore). Se con altri scalzi invece è diverso. E' per questo che non vivrò mai scalzo ma andrò scalzo come un hobby prevalentemente in natura dove tra l'altro ho maggior piacere tattile rispetto alla città oppure in qualche manifestazione dove so che potrebbero esserci altre persone scalze o dove la cosa verrebbe meno notata o presa meno come cosa strana.
Vorrei incrementare la cosa ma non ho voglia di forzarmi.

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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  Appleseed il Gio Set 29 2016, 13:13

GECO ha scritto:.... Mi da fastidio essere notato. .... Andare scalzo vieni notato da tutti o da molti anche se ai più non frega nulla. Pure io mi trovo a disagio ad andare scalzo da solo in lluoghi pubblici (soprattutto nella mia città, Milano, che almeno ha il vantaggio di essere molto grande e quindi se vai x esempio in centro magari non trovi nessuno che ti conosce che per me è il problema maggiore). Se con altri scalzi invece è diverso...

Condivido in linea di massima, non sono un esibizionista, se nessuno mi nota o dà segno di notarmi lo preferisco.
Però se in una grande città uno scalzo singolo sufficientemente disinvolto viene di solito ignorato, una compagnia di scalzi ha invece la certezza di ricevere qualche forma di reazione, anche solo di curiosità.
Diventa una sorta di spot vivente per il barefooting ...: a me pare anche più impegnativo.
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