Le paturnie della moglie parte II

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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  young_barefooter il Gio Set 29 2016, 13:43

GECO ha scritto:Credo che siamo molto simili per carattere. Mi da fastidio essere notato. Non è solo un discorso di piedi scalzi ma non mi piace vestirmi in modo eccentrico o fare cose 'strane' che mi mettono in mostra. Andare scalzo vieni notato da tutti o da molti anche se ai più non frega nulla. Pure io mi trovo a disagio ad andare scalzo da solo in lluoghi pubblici (soprattutto nella mia città, Milano, che almeno ha il vantaggio di essere molto grande e quindi se vai x esempio in centro magari non trovi nessuno che ti conosce che per me è il problema maggiore). Se con altri scalzi invece è diverso. E' per questo che non vivrò mai scalzo ma andrò scalzo come un hobby prevalentemente in natura dove tra l'altro ho maggior piacere tattile rispetto alla città oppure in qualche manifestazione dove so che potrebbero esserci altre persone scalze o dove la cosa verrebbe meno notata o presa meno come cosa strana.
Vorrei incrementare la cosa ma non ho voglia di forzarmi.

Sono d'accordo con te, purtroppo l'ansia per l'essere notati, ove presente, è una componente caratteriale che si può tentare di tenere sotto controllo ma eliminarla del tutto è molto difficile. Conviene farci l'abitudine!
A me capita per svariati altri motivi, non solo quando sono scalzo.

Ad esempio: queste mattine quando esco di casa (vi ricordo che al viaggio di andata indosso le scarpe) per andare al lavoro la temperatura è sui 12-13 °C, per intenderci io ci sto benissimo con la sola t-shirt di cotone. Ma alla stazione sono praticamente l'unico, a parte qualche ragazzino delle scuole superiori particolarmente temerario, tutti gli altri sono abbastanza coperti, chi con giacche/giacchini, altri con maglioni e maglioncini vari. Inevitabilmente qualche sguardo perplesso cade su di me, e questo mi basta per farmi avvertire un discreto senso di fastidio...
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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  GECO il Gio Set 29 2016, 14:27

Appleseed ha scritto:Però se in una grande città uno scalzo singolo sufficientemente disinvolto viene di solito ignorato, una compagnia di scalzi ha invece la certezza di ricevere qualche forma di reazione, anche solo di curiosità.

Per me è diverso. In gruppo è vero che ti vedono per forza ma vedono un gruppo non te in particolare e vieni 'sorretto' dal gruppo.
Da solo è vero che probabilmente in certe occasioni non ti notano ma a me sembra che tutti mi notino.
Io stesso quelle rare volte che vedo uno scalzo lo noto eccome!

Andare in meglietta anche se fa un po' freddo per me è diverso (a meno che non sia freddssimo) uno magari nota ma molti in meno e poi al massimo pensano che non ho freddo. Se sei scalzo si fanno le domande più strane.

Devo però dire, ad onor del vero che passando gli anni sto imparando un po' a fregarmene. La maggior parte vede ma non fa dice nulla. Qualcuno fa facce o commenti alle spalle, poco male. Qualcuno, pochi chiede e il più delle volte trovo persone che più o meno sinceramente comprendono o ammirano, pochissimi fanno appunti negativi. Non so però se in realtà mi prendano per matto. E' una cosa di carattere. Per uno introverso/timido non è facile.

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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  young_barefooter il Gio Set 29 2016, 15:57

GECO ha scritto:
Per me è diverso. In gruppo è vero che ti vedono per forza ma vedono un gruppo non te in particolare e vieni 'sorretto'  dal gruppo.
Da solo è vero che probabilmente in certe occasioni non ti notano ma a me sembra che tutti mi notino.
Io stesso quelle rare volte che vedo uno scalzo lo noto eccome!

Andare in meglietta anche se fa un po' freddo per me è diverso (a meno che non sia freddssimo) uno magari nota ma molti in meno e poi al massimo pensano che non ho freddo. Se sei scalzo si fanno le domande più strane.

Devo però dire, ad onor del vero che passando gli anni sto imparando un po' a fregarmene. La maggior parte vede ma non fa dice nulla. Qualcuno fa facce o commenti alle spalle, poco male. Qualcuno, pochi chiede e il più delle volte trovo persone che più o meno sinceramente comprendono o ammirano, pochissimi fanno appunti negativi. Non so però se in realtà mi prendano per matto. E' una cosa di carattere. Per uno introverso/timido non è facile.

Concordo con le considerazioni di Andrea sui "gruppi di scalzi": se sono scalzo in solitaria qualcuno potrebbe pensare che sono matto, ma se siamo scalzi in dieci, oltre che a una fuga di massa da un centro di igiene mentale (esistono ancora?) magari qualcuno potrebbe pensare anche a qualche valida e comprovata ragione, e magari metterebbe da parte i pregiudizi.

Ribadisco tuttavia, che gli ipotetici "rischi" legati al giudizio e alle reazioni altrui sono sempre appannaggio alla sfera psicologica puramente soggettiva: in tanti anni, infatti, NON mi è MAI capitato di ricevere insulti o di essere in qualche modo discriminato o minacciato per il mio essere scalzo. Le reazioni si sono sempre limitate a sguardi perplessi/schifati, sorrisi ironici, commenti sottovoce al vicino e cose simili, comunque nulla di così grave MA sufficiente a mandare in ansia i più timidi o insicuri.
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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  Grand Choeur il Gio Set 29 2016, 16:29

Ricordo che, una volta, ero a fare la spesa in un supermercato a Falconara Marittima (AN). A un certo punto, vidi che due commesse si sgomitavano e guardavano nella mia direzione.
Vinto dalla curiosità, con indifferenza mi avvicinai col carrello per origliare cosa dicevano (come sidice, vorrei essere una mosca...), ma non sentii nulla.
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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  Appleseed il Gio Set 29 2016, 17:12

GECO ha scritto:

Da solo è vero che probabilmente in certe occasioni non ti notano ma a me sembra che tutti mi notino.
Io stesso quelle rare volte che vedo uno scalzo lo noto eccome!


Bè, noi abbiamo un particolare interesse per la materia.
Se io vedo uno scalzo lo noto e mi fa piacere.
Se vedo uno con la cresta azzurra (per riprendere un post di Sergio) lo noto anche, ma me ne dimentico istantaneamente perché non me ne può importare di meno.

GECO ha scritto:
Andare in maglietta anche se fa un po' freddo per me è diverso (a meno che non sia freddissimo) uno magari nota ma molti in meno e poi al massimo pensano che non ho freddo.
Se sei scalzo si fanno le domande più strane.

Qualcuno sì. I più però secondo me pensano ai fatti loro e basta. Ma non ne avremo mai la prova...

GECO ha scritto: Devo però dire, ad onor del vero che passando gli anni sto imparando un po' a fregarmene. La maggior parte vede ma non fa dice nulla. Qualcuno fa facce o commenti alle spalle, poco male. Qualcuno, pochi chiede e il più delle volte trovo persone che più o meno sinceramente comprendono o ammirano, pochissimi fanno appunti negativi. Non so però se in realtà mi prendano per matto. E' una cosa di carattere. Per uno introverso/timido non è facile.

Chi ti prende per matto si guarda bene dall'intavolare un discorso ed è esteriormente indistinguibile da chi semplicemente se ne frega di te e dei tuoi piedi.
Poi ci sono i maleducati che commentano negativamente (rarissimi).
E quelli altrettanto rari che si informano preoccupati (ma non è pericoloso?) o interessati ad intraprendere la pratica.
Dell'ultima categoria a me in una decina di anni di onesta e saltuaria attività ne vengono in mente solo un paio, ed entrambi negli ultimi mesi: sarà un trend?
Per uno introverso/timido (come me) non è facile ma in qualche misura è "terapeutico".
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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  young_barefooter il Gio Nov 03 2016, 12:15

Lo scorso fine settimana sono quasi arrivato nuovamente a una situazione di scontro con mia moglie riguardo il mio andare scalzo. Praticamente dovevamo andare in processione dalla chiesa fino al cimitero del paese, ovviamente trattandosi di un evento di una certa formalità e rigore legato alla chiesa/parrocchia, vige per me l'obbligo di indossare calzature.

Dovendo camminare per quasi di 4 Km totali ho fatto presente che avrei avuto qualche fastidio di troppo indossando le scarpe e che, piuttosto che rischiare di farmi venire le vesciche, non sarei venuto.
La moglie non ha gradito il mio rifiuto e siamo arrivati al consueto muro contro muro, ma alla fine ho pensato che arrivare allo scontro sullo scalzismo è pericoloso in quanto rischia di compromettere le conquiste da me fatte con fatica fino ad'ora.

Così ho ceduto, proponendo però a mia moglie il seguente accordo: da oggi parteciperò ai vari eventi parrocchiali con le scarpe senza nemmeno fiatare MA in tutte le altre occasioni, l'ultima parola in merito alla decisione se venire scalzo o meno spetta unicamente a me. Lei ha accettato l'accordo e mi ha concesso di scalzarmi non appena terminata la processione.
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Re: Le paturnie della moglie parte II

Messaggio  bfpaul il Gio Nov 03 2016, 12:55

young_barefooter ha scritto:Lo scorso fine settimana sono quasi arrivato nuovamente a una situazione di scontro con mia moglie riguardo il mio andare scalzo. Praticamente dovevamo andare in processione dalla chiesa fino al cimitero del paese, ovviamente trattandosi di un evento di una certa formalità e rigore legato alla chiesa/parrocchia, vige per me l'obbligo di indossare calzature.

Dovendo camminare per quasi di 4 Km totali ho fatto presente che avrei avuto qualche fastidio di troppo indossando le scarpe e che, piuttosto che rischiare di farmi venire le vesciche, non sarei venuto.
La moglie non ha gradito il mio rifiuto e siamo arrivati al consueto muro contro muro, ma alla fine ho pensato che arrivare allo scontro sullo scalzismo è pericoloso in quanto rischia di compromettere le conquiste da me fatte con fatica fino ad'ora.

Così ho ceduto, proponendo però a mia moglie il seguente accordo: da oggi parteciperò ai vari eventi parrocchiali con le scarpe senza nemmeno fiatare MA in tutte le altre occasioni, l'ultima parola in merito alla decisione se venire scalzo o meno spetta unicamente a me. Lei ha accettato l'accordo e mi ha concesso di scalzarmi non appena terminata la processione.

Beh, mi pare un ottimo accordo...  cheers

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