Consuntivi di fine stagione (estiva)

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Consuntivi di fine stagione (estiva)

Messaggio  Ospite il Sab Dic 06 2008, 10:49

Hola,
descalzo c'è ancora!!!
Scusate l'incipit ma l'autoironia è d'obbligo: sono sicuramente uno dei più pigri partecipanti al forum, mi capita di avere quel po' di tempo per leggere i vari messaggi piuttosto spesso, ma non per scrivere quanto vorrei.
A dimostrazione di quanto detto sono mesi che mi frulla in testa l'idea di condividere con voi un mio personalissimo bilancio della stagione calda e cercherò di farlo solo oggi, praticamente sotto l'albero di natale (anche se veramente io neanche lo faccio).
Le ragioni per fare un bilancio sono due: una, personalissima, è che poichè la possibilità di farne uno positivo non è poi così frequente (in tutti i campi) è meglio approfittarne, l'altra è che quando si fanno dei progressi la loro condivisione può essere utile alla nostra comunità.
E quindi, la mia estate scalza è stata particolarmente bella e proficua:
a maggio sono partito per Cuba con la mia compagna e altre due persone. In primo luogo ho dovuto "confessare" la mia abitudine di viaggiare scalzo a Luca, mio amico da tempo ma a cui non avrei mai pensato di condividere con lui quanto sopra. Devo dire che non è stato facile annunciarglielo mentre tornavamo insieme in macchina a casa, è stata una sensazione strana e penso, me lo ha detto, che nel dirglielo sia stato decisamente confuso e abbia tradito una certa emozione, ma ce l'ho fatta. Con l'altro compagno di viaggio è stato diverso: all'arrivo al parcheggio dell'aeroporto sono sceso dalla macchina, scalzo ovviamente perchè scalzo sono uscito da casa mia, e così mi ha visto. Essendo un tipo "particolare" nel senso migliore del termine, al di là di un sorriso, direi inevitabile, non se ne è "fregato" particolarmente.
E così sono arrivato scalzo a L'Avana, direttamente da casa mia all'albergo senza nessun problema sugli aerei dell'Iberia.
A Cuba, ho alternato momenti di scalzismo a degli "insani" momenti non a piedi nudi. Dico così perchè per me stare all'estero e non andare scalzo è un peccato veramente originale, altro che Adamo ed Eva -che tra l'altro hanno fatto una scelta ottima -, però la temperatura del suolo ad una certa ora diventava veramente insostenibile e così, una volta calzatomi spesso non ritornavo a "madre natura" passato il peggio.
Comunque notavo degli sguardi quasi stupiti all'albergo de L'Avana quando mi vedevano non scalzo. Per il resto registro la massima indifferenza, come dovrebbe essere sempre, al Museo de la Revoluciòn, visitato scalzo e particolarmente piacevole per le mie estremità (pavimento in marmo), nelle Case di cambio (valuta), nei locali, nei negozi, sugli autobus di linea. Trinidad, invece, bellissima per gli occhi non lo è altrettanto per i piedi nudi a causa del suo acciottolato, assolutamente caratteristico ma da non proporre per una città a misura di barefeet. Camaguey, al contrario, è sicuramente più vicina ai nostri desideri.
Sulla differenza tra l'andare scalzo a Cuba e farlo in Argentina tornerò, se interesserà a qualcuno, un'altra volta ma, anticipo, che in Argentina essendo visto come sinonimo di povertà è molto più notato e, purtroppo, mal visto, tanto che spesso ti chiedevano di rimetterti i sandali.
Al ritorno da Cuba (fatto solo a tratti scalzo), mi sono imbattuto in un principio di "depressione" (oddio, mi devo abituare a portare di nuovo le scarpe!), ma è stato veramente un minuscolo principio per il semplice motivo che mi son detto che avrei potuto andare scalzo, eravamo a giugno, anche da noi. Così è stato quando sono andato a Milano a vedere il concerto del Boss: sono uscito da casa mia alle 7.30/8.00 scalzo, ho preso la macchina per andare alla stazione ferroviaria, ho parcheggiato e sono salito sul treno sempre scalzo. Apro una parentesi: qualche giorno dopo il dirigente della Provincia dove presto delle "consulenze" mi ha detto che mi ha visto alla stazione, io immagino anche scalzo - ovviamente -, e la cosa bella è che praticamente non mi dato nessun fastidio sapere ciò. Chiusa la parentesi, ho viaggiato sul treno sempre scalzo e scalzo sono arrivato all'albergo. Tranne una decina di minuti all'interno di un negozio dove voleva entrare la mia compagna ho passato tutto il giorno scalzo per Milano,compreso il concerto al Meazza, prima sugli spalti e poi nel prato. Il giorno seguente, prima di ripartire, siamo andati a fare colazione in albergo e lì, un hotel della catena Ibis, mi hanno invitato a mettermi dei sandali perchè non si poteva, il 19 giugno in piena estate, fare colazione scalzi: il decoro? Non avendo voglia di interagire troppo ho fatto come richiestomi, salvo tornare allo stato di scalzismo subito dopo aver finito la colazione, non riuscendo però a fare a meno di notare che altri clienti in semplice infradito (giustamente!!) non erano tanto pù decorosi dei miei eventuali piedi scalzi...mah...
Viaggio di ritorno scalzo con, inevitabile ed è giusto così, incontro alla stazione di Milano con un ragazzo della mia città che doveva prendere il mio stesso treno: anche qui reazione di quasi indifferenza da parte mia e conclusione ovvia - ma chi se ne frega -, anzi quasi soddisfazione della serie, si! cavolo mi piace andare a piedi nudi, e allora?
All'arrivo sempre scalzo siamo andati a fare la spesa in un supermercato a pochi km da dove vivo, è vero che essendo le tre del pomeriggio c'era poca gente ma, comunque, per me è stata una conquista. Nei giorni seguenti e per tutta l'estate sono sempre andato barefoot al mare, cioè partito da casa mia scalzo, preso la macchina, arrivato alla località e girato per questa così come ero partito anche lontano dalla spiaggia.
Cavolo, sono quasi le 10.30, e mi conviene chiudere qui il mio bilancio, per il momento. Per fortuna mia è solo la prima parte, e cercherò di proseguirla con il resto dell'estate quanto prima.
Per completezza, come feci già una volta in passato vorrei dirvi dove vivo e lo farò con delle indicazioni, non per amore degli indovinelli ma per evitare i motori di ricerca: capoluogo di provincia dell'Ab....o, di nome T....o.
Scusate per la lunghezza però mi piace l'idea di condividere delle sensazioni particolari con chi so mi può capire e penso veramente che possa essere d'incoraggiamento se penso che, benchè abbia sempre desiderato andare scalzo sin da bambino, mai avrei immaginato di poterlo fare così "liberamente" ed arrivando a non dare troppa importanza al prossimo, soprattutto quello che ti conosce o ti potrebbe conoscere.
E' veramente bello andare scalzi, se ti piace, e farlo sapendo, che se non provochi indifferenza come dovrebbe essere, quantomeno riesci a trovare il coraggio di essere tu, "più o meno", indifferente alle reazioni del tuo prossimo.
Chiudo con una doverosa ammissioni di debolezza: è vero che si può andare scalzi d'inverno, l'ho fatto a natale a lisbona, ma per mè è quai impossibile e sono contento che sia già passato novembre.
Olè, descalzo simpre!

cheers

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Re: Consuntivi di fine stagione (estiva)

Messaggio  bfpaul il Sab Dic 06 2008, 21:51

descalzo ha scritto:Hola,
descalzo c'è ancora!!!
Scusate l'incipit ma l'autoironia è d'obbligo: sono sicuramente uno dei più pigri partecipanti al forum, mi capita di avere quel po' di tempo per leggere i vari messaggi piuttosto spesso, ma non per scrivere quanto vorrei.
A dimostrazione di quanto detto sono mesi che mi frulla in testa l'idea di condividere con voi un mio personalissimo bilancio della stagione calda e cercherò di farlo solo oggi, praticamente sotto l'albero di natale (anche se veramente io neanche lo faccio).
Le ragioni per fare un bilancio sono due: una, personalissima, è che poichè la possibilità di farne uno positivo non è poi così frequente (in tutti i campi) è meglio approfittarne, l'altra è che quando si fanno dei progressi la loro condivisione può essere utile alla nostra comunità.
E quindi, la mia estate scalza è stata particolarmente bella e proficua:
a maggio sono partito per Cuba con la mia compagna e altre due persone. In primo luogo ho dovuto "confessare" la mia abitudine di viaggiare scalzo a Luca, mio amico da tempo ma a cui non avrei mai pensato di condividere con lui quanto sopra. Devo dire che non è stato facile annunciarglielo mentre tornavamo insieme in macchina a casa, è stata una sensazione strana e penso, me lo ha detto, che nel dirglielo sia stato decisamente confuso e abbia tradito una certa emozione, ma ce l'ho fatta. Con l'altro compagno di viaggio è stato diverso: all'arrivo al parcheggio dell'aeroporto sono sceso dalla macchina, scalzo ovviamente perchè scalzo sono uscito da casa mia, e così mi ha visto. Essendo un tipo "particolare" nel senso migliore del termine, al di là di un sorriso, direi inevitabile, non se ne è "fregato" particolarmente.
E così sono arrivato scalzo a L'Avana, direttamente da casa mia all'albergo senza nessun problema sugli aerei dell'Iberia.
A Cuba, ho alternato momenti di scalzismo a degli "insani" momenti non a piedi nudi. Dico così perchè per me stare all'estero e non andare scalzo è un peccato veramente originale, altro che Adamo ed Eva -che tra l'altro hanno fatto una scelta ottima -, però la temperatura del suolo ad una certa ora diventava veramente insostenibile e così, una volta calzatomi spesso non ritornavo a "madre natura" passato il peggio.
Comunque notavo degli sguardi quasi stupiti all'albergo de L'Avana quando mi vedevano non scalzo. Per il resto registro la massima indifferenza, come dovrebbe essere sempre, al Museo de la Revoluciòn, visitato scalzo e particolarmente piacevole per le mie estremità (pavimento in marmo), nelle Case di cambio (valuta), nei locali, nei negozi, sugli autobus di linea. Trinidad, invece, bellissima per gli occhi non lo è altrettanto per i piedi nudi a causa del suo acciottolato, assolutamente caratteristico ma da non proporre per una città a misura di barefeet. Camaguey, al contrario, è sicuramente più vicina ai nostri desideri.
Sulla differenza tra l'andare scalzo a Cuba e farlo in Argentina tornerò, se interesserà a qualcuno, un'altra volta ma, anticipo, che in Argentina essendo visto come sinonimo di povertà è molto più notato e, purtroppo, mal visto, tanto che spesso ti chiedevano di rimetterti i sandali.
Al ritorno da Cuba (fatto solo a tratti scalzo), mi sono imbattuto in un principio di "depressione" (oddio, mi devo abituare a portare di nuovo le scarpe!), ma è stato veramente un minuscolo principio per il semplice motivo che mi son detto che avrei potuto andare scalzo, eravamo a giugno, anche da noi. Così è stato quando sono andato a Milano a vedere il concerto del Boss: sono uscito da casa mia alle 7.30/8.00 scalzo, ho preso la macchina per andare alla stazione ferroviaria, ho parcheggiato e sono salito sul treno sempre scalzo. Apro una parentesi: qualche giorno dopo il dirigente della Provincia dove presto delle "consulenze" mi ha detto che mi ha visto alla stazione, io immagino anche scalzo - ovviamente -, e la cosa bella è che praticamente non mi dato nessun fastidio sapere ciò. Chiusa la parentesi, ho viaggiato sul treno sempre scalzo e scalzo sono arrivato all'albergo. Tranne una decina di minuti all'interno di un negozio dove voleva entrare la mia compagna ho passato tutto il giorno scalzo per Milano,compreso il concerto al Meazza, prima sugli spalti e poi nel prato. Il giorno seguente, prima di ripartire, siamo andati a fare colazione in albergo e lì, un hotel della catena Ibis, mi hanno invitato a mettermi dei sandali perchè non si poteva, il 19 giugno in piena estate, fare colazione scalzi: il decoro? Non avendo voglia di interagire troppo ho fatto come richiestomi, salvo tornare allo stato di scalzismo subito dopo aver finito la colazione, non riuscendo però a fare a meno di notare che altri clienti in semplice infradito (giustamente!!) non erano tanto pù decorosi dei miei eventuali piedi scalzi...mah...
Viaggio di ritorno scalzo con, inevitabile ed è giusto così, incontro alla stazione di Milano con un ragazzo della mia città che doveva prendere il mio stesso treno: anche qui reazione di quasi indifferenza da parte mia e conclusione ovvia - ma chi se ne frega -, anzi quasi soddisfazione della serie, si! cavolo mi piace andare a piedi nudi, e allora?
All'arrivo sempre scalzo siamo andati a fare la spesa in un supermercato a pochi km da dove vivo, è vero che essendo le tre del pomeriggio c'era poca gente ma, comunque, per me è stata una conquista. Nei giorni seguenti e per tutta l'estate sono sempre andato barefoot al mare, cioè partito da casa mia scalzo, preso la macchina, arrivato alla località e girato per questa così come ero partito anche lontano dalla spiaggia.
Cavolo, sono quasi le 10.30, e mi conviene chiudere qui il mio bilancio, per il momento. Per fortuna mia è solo la prima parte, e cercherò di proseguirla con il resto dell'estate quanto prima.
Per completezza, come feci già una volta in passato vorrei dirvi dove vivo e lo farò con delle indicazioni, non per amore degli indovinelli ma per evitare i motori di ricerca: capoluogo di provincia dell'Ab....o, di nome T....o.
Scusate per la lunghezza però mi piace l'idea di condividere delle sensazioni particolari con chi so mi può capire e penso veramente che possa essere d'incoraggiamento se penso che, benchè abbia sempre desiderato andare scalzo sin da bambino, mai avrei immaginato di poterlo fare così "liberamente" ed arrivando a non dare troppa importanza al prossimo, soprattutto quello che ti conosce o ti potrebbe conoscere.
E' veramente bello andare scalzi, se ti piace, e farlo sapendo, che se non provochi indifferenza come dovrebbe essere, quantomeno riesci a trovare il coraggio di essere tu, "più o meno", indifferente alle reazioni del tuo prossimo.
Chiudo con una doverosa ammissioni di debolezza: è vero che si può andare scalzi d'inverno, l'ho fatto a natale a lisbona, ma per mè è quai impossibile e sono contento che sia già passato novembre.
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cheers

Fa sempre piacere risentire gli amici!
Che devo dire, mi fa molto piacere che hai preso coraggio, ora vai avanti a piedi scalzi per la tua strada, appena puoi e vuoi. Coraggio, non smettere e continua raccontarci i tuoi progressi; sono convinto che a sentire racconti così interessanti, molti altri possano prendere coraggio, perchè andare scalzi si può, e bello e non è difficile!

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Re: Consuntivi di fine stagione (estiva)

Messaggio  paolo fratter il Dom Dic 07 2008, 10:02

Ciao descalzo, mi ha fatto piacere leggere il tuo resoconto nonchè i progressi che hai fatto unitamente all'entusiamo che ci hai messo nel girare scalzo senza porti tanti problemi in luoghi e circostanze più disparate. Sarebbe bello vedere sul sito, se ne hai, qualche tua foto e soprattutto se potessi unirti l'anno prossimo a qualche camminata scalza in nostra compagnia....camminare scalzi è bello....in compagnia di altri scalzi ancora più simpatico e divertente!
Ciao e a presto.
Paolo F.

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Re: Consuntivi di fine stagione (estiva)

Messaggio  lucignolo il Dom Dic 07 2008, 21:34

descalzo ha scritto:E' veramente bello andare scalzi, se ti piace, e farlo sapendo, che se non provochi indifferenza come dovrebbe essere, quantomeno riesci a trovare il coraggio di essere tu, "più o meno", indifferente alle reazioni del tuo prossimo.
Non solo è veramente bello, ma proprio per questo motivo è davvero un peccato precludersi questa gratificazione per non dispiacere a chi non ci ama per nulla.
E chi dice di amarci, forse, non lo fa fino in fondo.
Per quanto riguarda un possibile incontro con il gruppo lombardo, dubito molto che tu possa accontentarci, visto i molti, troppi chilometri che ci separano (il tuo indovinello era troppo facile Smile ).
Però non si sa mai!
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Re: Consuntivi di fine stagione (estiva)

Messaggio  Andrea Grasselli il Dom Dic 07 2008, 23:00

ciao descalzo,

anch'io ho letto con molto piacere il tuo racconto e aspetto il seguito, magari puoi dirci se qualcuno si è lasciato contagiare da te anche per brevi momenti.
secondo me hai fatto bene a far notare in albergo che il decoro delle persone in infradito non è molto diverso dal tuo. dal mio (e penso nostro) punto di vista può essere più elegante una persona scalza che una in infradito; molto dipende dall'atteggiamento!

un saluto dalla svizzera e a presto con i tuoi racconti!
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Re: Consuntivi di fine stagione (estiva)

Messaggio  lucignolo il Lun Dic 08 2008, 21:07

Andrea Grasselli ha scritto:........il decoro delle persone in infradito non è molto diverso dal tuo. dal mio (e penso nostro) punto di vista può essere più elegante una persona scalza che una in infradito; molto dipende dall'atteggiamento!
Soprattutto dipende dalla sensazione che può essere risvegliata quando si pensa al contatto del piede nudo con la bruta terra.
I ricorrenti commenti "Che schifo!" la dicono lunga.
Povertà, dolore, penitenza, mancanza di igiene, pazzia, sconvenienza, cattivo gusto dipendono da quel piccolo strato di gomma che ci separa dal suolo.
Perché il piede con infradito è un piede nudo con una piccola intercapedine fra sé ed il terreno, eppure, incredibilmente, fa la differenza.
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