Disagio da scarpato

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Disagio da scarpato

Messaggio  young_barefooter il Ven Ago 04 2017, 09:23

Ieri pomeriggio, per la prima volta dopo svariati mesi, ho rinunciato al mio consueto viaggio scalzo di ritorno dopo il lavoro.

Ho preso questa decisione a causa delle temperature estreme raggiunte a Milano in questi giorni: mercoledì scorso percorrendo la consueta strada verso la stazione ho attraversato un tratto dove l'asfalto era praticamente fuso e, seppur le mie suole ne siano uscite indenni, credo di essermi abbastanza avvicinato ai miei limiti fisici. Arrivato a casa avevo infatti un leggero fastidio, tipo quando ci si scotta la lingua, per intenderci. Alla fine un pediluvio in acqua fredda e una abbondante passata di crema idratante ha risolto tutto.

Il giorno dopo ho però deciso di non rischiare ulteriormente dato che le prossime due settimane sono in ferie e ho in programma diversi giri scalzi in compagnia di Sandmarc. Ustionandomi proprio ora mi "brucerei" i prossimi giorni dovendo restare confinato in casa coi piedi doloranti, meglio evitare!

In stazione e in treno ho notato svariati sguardi perplessi di persone che mi vedono scalzo oramai da mesi. Personalmente sono fatti miei se metto o non metto le scarpe, però ora come ora mi sento quasi più a disagio con le scarpe, rispetto a quando mi sentivo a disagio scalzo!



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Re: Disagio da scarpato

Messaggio  bfpaul il Ven Ago 04 2017, 09:35

young_barefooter ha scritto:Ieri pomeriggio, per la prima volta dopo svariati mesi, ho rinunciato al mio consueto viaggio scalzo di ritorno dopo il lavoro.

Ho preso questa decisione a causa delle temperature estreme raggiunte a Milano in questi giorni: mercoledì scorso percorrendo la consueta strada verso la stazione ho attraversato un tratto dove l'asfalto era praticamente fuso e, seppur le mie suole ne siano uscite indenni, credo di essermi abbastanza avvicinato ai miei limiti fisici. Arrivato a casa avevo infatti un leggero fastidio, tipo quando ci si scotta la lingua, per intenderci. Alla fine un pediluvio in acqua fredda e una abbondante passata di crema idratante ha risolto tutto.

Il giorno dopo ho però deciso di non rischiare ulteriormente dato che le prossime due settimane sono in ferie e ho in programma diversi giri scalzi in compagnia di Sandmarc. Ustionandomi proprio ora mi "brucerei" i prossimi giorni dovendo restare confinato in casa coi piedi doloranti, meglio evitare!

In stazione e in treno ho notato svariati sguardi perplessi di persone che mi vedono scalzo oramai da mesi. Personalmente sono fatti miei se metto o non metto le scarpe, però ora come ora mi sento quasi più a disagio con le scarpe, rispetto a quando mi sentivo a disagio scalzo!

Ma scusa, perché non usi un supporto momentaneo tipo flip flop e poi per il resto non stai come sempre, scalzo?
Dove è scritto che devi stare "scalzo per forza" e bruciarti i piedi?

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Re: Disagio da scarpato

Messaggio  Grand Choeur il Ven Ago 04 2017, 10:13

Da qualche parte sul web ci sono anche dei tutorial su come costruirsi da solo delle flip flop superminimali che puoi anche arrotolare e tenere in tasca. Così puoi metterle nei tratti impossibili.

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Re: Disagio da scarpato

Messaggio  Appleseed il Ven Ago 04 2017, 10:15

young_barefooter ha scritto:
In stazione e in treno ho notato svariati sguardi perplessi di persone che mi vedono scalzo oramai da mesi. Personalmente sono fatti miei se metto o non metto le scarpe, però ora come ora mi sento quasi più a disagio con le scarpe, rispetto a quando mi sentivo a disagio scalzo!

E soprattutto: smetti di guardare se gli altri ti guardano!
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Re: Disagio da scarpato

Messaggio  young_barefooter il Ven Ago 04 2017, 10:23

bfpaul ha scritto:
Ma scusa, perché non usi un supporto momentaneo tipo flip flop e poi per il resto non stai come sempre, scalzo?
Dove è scritto che devi stare "scalzo per forza" e bruciarti i piedi?
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Al lavoro sto tutto il giorno con le scarpe, mi danno un po' fastidio ma alla fine le sopporto, pertanto sopportarle per altri 25-30 minuti di viaggio non è la morte... E' vero che un paio di infradito non occupano spazio nello zaino, però è un tipo di calzatura che mi da pure più fastidio delle scarpe dato che la suola in materiale gommoso mi fa sudare e la cinghietta davanti mi stringe troppo dandomi fastidio.

Per il resto non c'è alcun obbligo, vado scalzo tutti i giorni dopo il lavoro perchè mi va di farlo, se sussistono condizioni ambientali particolarmente sfavorevoli (tipo quando ha fatto -5, -6 °C per qualche giorno, lo scorso inverno) o adesso che l'asfalto scotta troppo, faccio a meno senza particolari drammi.

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Re: Disagio da scarpato

Messaggio  young_barefooter il Ven Ago 04 2017, 10:31

Grand Choeur ha scritto:Da qualche parte sul web ci sono anche dei tutorial su come costruirsi da solo delle flip flop superminimali che puoi anche arrotolare e tenere in tasca. Così puoi metterle nei tratti impossibili.

Vero! MA il tragitto da percorrere è talmente breve (in termini di tempo) che posso tranquillamente rinunciare a stare scalzo senza particolari patemi. Altro discorso sarebbe se stessi scalzo in ufficio, in tal caso sarebbe ridicolo indossare le scarpe solo per andare in stazione il pomeriggio. Ma dato che in ufficio indosso le scarpe, tenerle pure nel viaggio di ritorno non mi costa così tanta fatica, in fin dei conti si tratta solo di qualche giorno l'anno...

Più che altro sbaglio a farne una "questione personale" con chi mi vede scarpato: riuscire ad arrivare a viaggiare scalzo tutti i giorni mi è costato fatica e grande forza di volontà, mostrarmi con le scarpe pertanto mi sa di sconfitta e mi imbarazza quasi di più che quando sono scalzo.
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Re: Disagio da scarpato

Messaggio  young_barefooter il Ven Ago 04 2017, 10:44

Appleseed ha scritto:
E soprattutto: smetti di guardare se gli altri ti guardano!

Purtroppo credo che tranquillo al 100% non mi sentirò mai (se non tra molti anni di barefooting, almeno spero!): quando sono scalzo tendenzialmente mi preoccupo sempre di come la gente mi percepisce e mi guarda, ancora non sono arrivato a sentirmi totalmente me stesso.
Oltre tutto in stazione al pomeriggio sono sempre sul chi va la perchè temo incontri "sgraditi" col mio capo o con altri colleghi che viaggiano in treno frequentando la mia stessa stazione.

Purtroppo non ho alternative, o continuo a fare ciò che mi piace nel modo in cui mi riesce meglio, oppure la smetto. Anni passati a criminalizzare la mia indole e il mio carattere cercando di correggerli non mi hanno mai portato da nessuna parte, meglio cercare di conviverci al meglio che posso. E ultimamente mi pare di riuscirci egregiamente, quindi vado avanti così!

E chi se ne importa se ancora me ne sto con le scarpe chiuse in ufficio! Le infradito come già detto mi risultano scomode e fastidiose, i sandali sinceramente non mi piacciono abbinati ai pantaloni lunghi (quelli corti non mi piace indossarli in ufficio), oltre tutto coi sandali d'inverno passerei per "strano" quanto lo sarei venendo in ufficio scalzo, pertanto preferisco sopportare le scarpe senza farne una malattia.
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Re: Disagio da scarpato

Messaggio  Massimo il Ven Ago 04 2017, 11:18

young_barefooter ha scritto:Purtroppo credo che tranquillo al 100% non mi sentirò mai (se non tra molti anni di barefooting, almeno spero!)
Parlo da profano, ma temo che il tuo problema con gli sguardi della gente - veri o presunti - sia a monte del barefooting, non una sua conseguenza. Se così fosse, anche tra molti anni saprai trovere il modo di condannarti attraverso lo sguardo degli altri, a volte perché scalzo e quindi "pazzo", altre perché scarpato e quindi "perdente".
young_barefooter ha scritto:preferisco sopportare le scarpe senza farne una malattia.
Vivere un viaggio da scarpato come una sconfitta è già un "farsene una malattia".

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Re: Disagio da scarpato

Messaggio  young_barefooter il Ven Ago 04 2017, 12:02

Massimo ha scritto:
Parlo da profano, ma temo che il tuo problema con gli sguardi della gente - veri o presunti - sia a monte del barefooting, non una sua conseguenza. Se così fosse, anche tra molti anni saprai trovere il modo di condannarti attraverso lo sguardo degli altri, a volte perché scalzo e quindi "pazzo", altre perché scarpato e quindi "perdente".

Massimo ha scritto:
Vivere un viaggio da scarpato come una sconfitta è già un "farsene una malattia".

Purtroppo quando sono scalzo volente o nolente mi percepisco come un "diverso".
In certi momenti questa diversità assume dei connotati positivi, altre volte invece mi mette a disagio.
In tali casi è il mio passato da scarpato a fare la differenza, purtroppo essendo diventato scalzista in età adulta, sono passato anch'io per quel percorso mentale che porta quasi tutte le persone ad associare vari pregiudizi negativi allo scalzismo (povertà, pazzia, zingari e così via), e sono cose che secondo me si radicano profondamente nella componente "sociale" del carattere.

Perciò se da una parte lo scalzismo è diventato elemento fondamentale della mia vita e non posso farne a meno, c'è sempre una componente di me  che lo percepisce come anomalo e "diverso", il resto lo fa la scarsa stima di me stesso e l'insicurezza di fondo che mi fanno sentire sempre sotto esame da parte degli altri.

Gli sguardi che tanto mi mettono a disagio probabilmente sono tali perchè io stesso attribuisco loro una valenza che non hanno, dato che quelle persone non costituiscono di certo una sorta "giuria popolare" nei mie confronti ma sono solo semplici e normalissime persone che come me si trovano lì in quel preciso tempo/luogo e guardano me come guarderebbero qualsiasi altra cosa o persona gli capitasse di vedere.
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Re: Disagio da scarpato

Messaggio  bfpaul il Ven Ago 04 2017, 12:35

young_barefooter ha scritto:
Massimo ha scritto:
Parlo da profano, ma temo che il tuo problema con gli sguardi della gente - veri o presunti - sia a monte del barefooting, non una sua conseguenza. Se così fosse, anche tra molti anni saprai trovere il modo di condannarti attraverso lo sguardo degli altri, a volte perché scalzo e quindi "pazzo", altre perché scarpato e quindi "perdente".

Massimo ha scritto:
Vivere un viaggio da scarpato come una sconfitta è già un "farsene una malattia".

Purtroppo quando sono scalzo volente o nolente mi percepisco come un "diverso".
In certi momenti questa diversità assume dei connotati positivi, altre volte invece mi mette a disagio.
In tali casi è il mio passato da scarpato a fare la differenza, purtroppo essendo diventato scalzista in età adulta, sono passato anch'io per quel percorso mentale che porta quasi tutte le persone ad associare vari pregiudizi negativi allo scalzismo (povertà, pazzia, zingari e così via), e sono cose che secondo me si radicano profondamente nella componente "sociale" del carattere.

Perciò se da una parte lo scalzismo è diventato elemento fondamentale della mia vita e non posso farne a meno, c'è sempre una componente di me  che lo percepisce come anomalo e "diverso", il resto lo fa la scarsa stima di me stesso e l'insicurezza di fondo che mi fanno sentire sempre sotto esame da parte degli altri.

Gli sguardi che tanto mi mettono a disagio probabilmente sono tali perchè io stesso attribuisco loro una valenza che non hanno, dato che quelle persone non costituiscono di certo una sorta "giuria popolare" nei mie confronti ma sono solo semplici e normalissime persone che come me si trovano lì in quel preciso tempo/luogo e guardano me come guarderebbero qualsiasi altra cosa o persona gli capitasse di vedere.

Tu divaghi; tutte queste cose le sappiamo da anni.
Ti faccio una domanda e di do' la risposta; cosa fai se il suolo scotta? Ti devi bruciare?
Ovviamente la risposta è NO.
Ergo, mettiti ciabatte, zoccoli o quello che ti pare quando ti bruci o quando non ti va per qualunque ragione di essere scalzo e per il resto vai scalzo come ti va.
Si può sapere a chi devi rendere conto oltre - eventualmente -a te stesso? A nessuno te lo dico io.
Il fatto è che tu continui a fare i conti con te stesso o almeno con quella parte di te che ti mette sotto esame continuo per cose che sono assolutamente indifferenti.
Te la dico in un altro modo: se fosse una cosa che implica un contrasto con la tua coscienza lo capirei, ma il questo caso non è così.
Quindi fai come ti senti e smettila di tormentarti. Ajò!!

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Re: Disagio da scarpato

Messaggio  FrancoR18 il Ven Ago 04 2017, 13:12

Come ho detto in altre occasioni: non bisogna dimostrare o rendere conto nulla a nessuno. Il suolo è impraticabile? (rovente d'estate, troppo freddo d'inverno etc.)? Bene, ci si scarpa e via. Ma non bisogna vederlo come una sconfitta o come un disagio. Lo stare scalzi deve essere un piacere. Ovvio che, poi dipende da persona a persona, non è un piacere d'estate con certe temperature che l'asfalto raggiunge Smile
Altrimenti si rischia di farsi male seriamente.
Giusto mercoledì sono andato a ritirare il bidoncino del secco fuori da casa mia. Ebbene: quei 5 metri erano impraticabili. Pertanto ho ricorso alle ciabatte. E non l'ho vista come sconfitta anzi: mi sono risparmiato un eventuale e dolorosa ustione.
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Re: Disagio da scarpato

Messaggio  bfpaul il Dom Ago 06 2017, 09:56

FrancoR18 ha scritto:Come ho detto in altre occasioni: non bisogna dimostrare o rendere conto nulla a nessuno. Il suolo è impraticabile? (rovente d'estate, troppo freddo d'inverno etc.)? Bene, ci si scarpa e via. Ma non bisogna vederlo come una sconfitta o come un disagio. Lo stare scalzi deve essere un piacere. Ovvio che, poi dipende da persona a persona, non è un piacere d'estate con certe temperature che l'asfalto raggiunge Smile
Altrimenti si rischia di farsi male seriamente.
Giusto mercoledì sono andato a ritirare il bidoncino del secco fuori da casa mia. Ebbene: quei 5 metri erano impraticabili. Pertanto ho ricorso alle ciabatte. E non l'ho vista come sconfitta anzi: mi sono risparmiato un eventuale e dolorosa ustione.

Personalmente ho sempre detto che NON SI DEVE rendere conto a nessuno del fatto che si vada scalzi, vedo con piacere che negli ultimi tempi questi piccoli "mantra" vengono assimilati e citati nei giusti contesti. Bravo!

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Re: Disagio da scarpato

Messaggio  FrancoR18 il Dom Ago 06 2017, 18:19

bfpaul ha scritto:
FrancoR18 ha scritto:Come ho detto in altre occasioni: non bisogna dimostrare o rendere conto nulla a nessuno. Il suolo è impraticabile? (rovente d'estate, troppo freddo d'inverno etc.)? Bene, ci si scarpa e via. Ma non bisogna vederlo come una sconfitta o come un disagio. Lo stare scalzi deve essere un piacere. Ovvio che, poi dipende da persona a persona, non è un piacere d'estate con certe temperature che l'asfalto raggiunge Smile
Altrimenti si rischia di farsi male seriamente.
Giusto mercoledì sono andato a ritirare il bidoncino del secco fuori da casa mia. Ebbene: quei 5 metri erano impraticabili. Pertanto ho ricorso alle ciabatte. E non l'ho vista come sconfitta anzi: mi sono risparmiato un eventuale e dolorosa ustione.

Personalmente ho sempre detto che NON SI DEVE rendere conto a nessuno del fatto che si vada scalzi, vedo con piacere che negli ultimi tempi questi piccoli "mantra" vengono assimilati e citati nei giusti contesti. Bravo!

bfpaul

Grazie Paolo Smile
Da quanto ho allargato i miei orizzonti scalzi, ho sempre preso con molta tranquillità e leggerezza la cosa. Nel senso: ci sono i presupposti per stare scalzo? Bene, procedo. Non ci sono causa suolo poco favorevole, per tassativi dress code (vedi anche le scarpe antinfortunistica) o perchè semplicemente stavolta non mi va? Non ne faccio una tragedia e mi calzo. Fine. Il tutto senza dimostrare niente a nessuno. O per ostentare questa nostra "diversità" (che brutto virgolettato lo so Very Happy  ).
Alla fine, come si è detto e ripetuto più volte: stare scalzi deve essere un piacere, una comodità. Non un obbligo.
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Re: Disagio da scarpato

Messaggio  bfpaul il Lun Ago 07 2017, 11:32

FrancoR18 ha scritto:
bfpaul ha scritto:
FrancoR18 ha scritto:Come ho detto in altre occasioni: non bisogna dimostrare o rendere conto nulla a nessuno. Il suolo è impraticabile? (rovente d'estate, troppo freddo d'inverno etc.)? Bene, ci si scarpa e via. Ma non bisogna vederlo come una sconfitta o come un disagio. Lo stare scalzi deve essere un piacere. Ovvio che, poi dipende da persona a persona, non è un piacere d'estate con certe temperature che l'asfalto raggiunge Smile
Altrimenti si rischia di farsi male seriamente.
Giusto mercoledì sono andato a ritirare il bidoncino del secco fuori da casa mia. Ebbene: quei 5 metri erano impraticabili. Pertanto ho ricorso alle ciabatte. E non l'ho vista come sconfitta anzi: mi sono risparmiato un eventuale e dolorosa ustione.

Personalmente ho sempre detto che NON SI DEVE rendere conto a nessuno del fatto che si vada scalzi, vedo con piacere che negli ultimi tempi questi piccoli "mantra" vengono assimilati e citati nei giusti contesti. Bravo!

bfpaul

Grazie Paolo Smile
Da quanto ho allargato i miei orizzonti scalzi, ho sempre preso con molta tranquillità e leggerezza la cosa. Nel senso: ci sono i presupposti per stare scalzo? Bene, procedo. Non ci sono causa suolo poco favorevole, per tassativi dress code (vedi anche le scarpe antinfortunistica) o perchè semplicemente stavolta non mi va? Non ne faccio una tragedia e mi calzo. Fine. Il tutto senza dimostrare niente a nessuno. O per ostentare questa nostra "diversità" (che brutto virgolettato lo so Very Happy  ).
Alla fine, come si è detto e ripetuto più volte: stare scalzi deve essere un piacere, una comodità. Non un obbligo.

Esattamente.
Se proprio vogliamo dirla in poche parole, ci sono un paio di frasi che spiegano tutto, basta meditarle con attenzione:
- andare scalzi è un piacere. Se ci sono problemi, che piacere è?
- non dobbiamo dare conto a nessuno del fatto che andiamo scalzi
- andare scalzi è bello ed è per tutti

Questa è tutta la nostra "filosofia" il resto sono chiacchiere da perditempo.

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