In una dimensione indescrivibile

Andare in basso

In una dimensione indescrivibile

Messaggio  Biagio il Lun Apr 23 2018, 18:03

Non so voi, ma io, quasi tutte le volte che guardo o leggo su internet cose riguardanti lo stare a piedi liberi, provo una certa delusione: in realtà non si parla quasi mai realmente dell’esperienza vissuta con i piedi.
Anche su questo forum, in genere raccontiamo incontri, emozioni, viaggi, opinioni, ma molto, molto raramente vere esperienze sensoriali.
Il fatto è che la pianta dei nostri piedi è a tutti gli effetti un organo di senso e, come tale, ci fornisce una percezione della realtà che non è in nessun modo riconducibile agli altri organi di senso.
Quando comunichiamo ci rifacciamo ad esperienze condivise: diciamo “albero” e tutti siamo in grado di visualizzare mentalmente un albero, anche se magari di un altro tipo. Ma se già raccontiamo di aver ascoltato un usignolo non tutti hanno un’esperienza uditiva di “usignolo” per capire realmente di cosa parliamo. Per i piedi è decisamente peggio! Non è per niente facile raccontare le nostre esperienze perché la sensibilità tattile è un universo sensoriale a sè stante.
Come fai a descrivere quel che senti sotto ai piedi passeggiando in un bosco? Sono sensazioni intense ma estremamente vaghe e mutevoli, che col tempo impari anche a riconoscere, ma per cui non hai un nome. I goffi tentativi su internet di descrivere o filmare le proprie esperienze di contatto col suolo mi ricordano le descrizioni di un sapore insolito in televisione o il resoconto di un concerto sul giornale.
In qualche misura possiamo capirci tra noi che abbiamo accumulato molte esperienze sensoriali di questo tipo; tuttavia anche a noi manca un linguaggio specifico per nominare le nostre comlpesse esperienze sensoriali e siamo costretti a descrivere o un luogo o una superficie o una sensazione elemantare (freddo, caldo, soffice, ruvido) sperando di evocare in chi legge esperienze simili.
avatar
Biagio

Numero di messaggi : 305
Data d'iscrizione : 19.10.10

Torna in alto Andare in basso

Re: In una dimensione indescrivibile

Messaggio  Grand Choeur il Mar Apr 24 2018, 12:08

Comunicare certe cose è difficile, se non impossibile. Ma è la stessa cosa con i sapori, gli odori, le emozioni, ecc..
Per descrivendole meglio che possiamo, non riusciremo mai a renderle appieno. E l'unico modo rimane provare di persona. E questo può essere un vantaggio.
Quando la descrizione non è sufficiente, l'unica cosa che rimane è invitare a provare.

_________________
L'impossibile non esiste.
avatar
Grand Choeur
Admin

Numero di messaggi : 1044
Età : 41
Data d'iscrizione : 31.03.12

https://www.youtube.com/user/MicheleGinanneschi?feature=mhee

Torna in alto Andare in basso

Re: In una dimensione indescrivibile

Messaggio  BarefootSoul il Mar Apr 24 2018, 18:29

Uhm, da scrittore quale sono permettetemi di tirarvi un po' le orecchie.

Non è vero che esistono sensazioni e/o esperienze difficili o impossibili da descrivere.

Tutto può esserlo, semmai sono le parole a mancarci. Perché troppo spesso usiamo sempre le solite, quelle 2-3 mila (ma spesso molte meno) di base.

E in questo facciamo un grave torto alla lingua italiana, che è una delle più ricche del mondo quanto ad ampiezza di lessico.

(un esempio, per il quale ringrazio il mio professore di liceo : perché diciamo sempre "grosso", quando qualche volta potremmo dire "grande" ?)

E' chiaro che per scrivere su un forum non consultiamo un dizionario dell'Accademia della Crusca. Ma se vogliamo descrivere qualcosa di specifico dobbiamo sforzarci un po' di più.


Avete fatto l'esempio dell' "usignolo". Se fossimo condannati a non poter descrivere ciò di cui non abbiamo esperienza diretta, allora non esisterebbero i romanzi storici, e non potremmo descrivere nulla di precedente alla nostra nascita (o peggio ancora, di precedente a quando abbiamo raggiunto l'età della ragione: quanti di voi ricordano nel dettaglio i primi anni, da 0 a 6, della propria vita ?); non esisterebbero i romanzi di Emilio Salgari, che come noto narrò di pirati della Malesia e corsari della Antille senza essersi mai mosso dall'Italia; non avrebbero senso i libri di viaggio e le guide turistiche, ridotte ad una sola frase: "Vai là e fai tu l'esperienza".


Avete invece ragione quando dite che due individui, posti nelle medesime condizioni di fare una medesima esperienza, la descriveranno ciascuno in un modo del tutto personale, irripetibile e non riproducibile.
E' lo stesso motivo per cui io posso prendere una storia ormai notissima (al punto da essere diventata un archetipo) come quella di Amleto o Giulietta & Romeo e trasferirla in un contesto completamente diverso (per esempio lo spazio intergalattico, tra astronavi e pianeti alieni): non starò riscrivendo la stessa storia, ma ne sto creando un'altra, inedita e originale, perché è cambiata l'ambientazione, un cambiamento che influisce sulle azioni dei personaggi.


Per quanto riguarda i piedi nudi, credo che se vogliamo descrivere come si deve le sensazioni che proviamo a camminare scalzi, dobbiamo farlo immediatamente, a esperienza appena conclusa o meglio ancora se in corso : prenderci degli appunti mentali (ma va bene anche un messaggio vocale: a volte dimentico i potenti mezzi degli smartphone, dato che ce l'ho da poco), mantenendo una distanza brevissima o anche nulla rispetto all'esperienza che vogliamo descrivere.

Perché la grande nemica della precisione è la memoria. Più passa il tempo più i ricordi si affievoliscono, si scolorano, si trasformano.

Quante volte avete pensato di ricordarvi benissimo la battuta o la scena di un film che non vedete da anni, e poi quando lo rivedete la realtà è ben diversa dal vostro ricordo ?

BarefootSoul

Numero di messaggi : 215
Età : 36
Data d'iscrizione : 07.03.16

Torna in alto Andare in basso

Re: In una dimensione indescrivibile

Messaggio  Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Torna in alto Andare in basso

Torna in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum