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Messaggio  GECO il Lun Apr 30 2018, 21:17


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Re: Di male in peggio

Messaggio  Riccardo il Mar Mag 01 2018, 00:08

Da un settimanale italiano di costume e business delle mode non si può pretendere di avere un pensiero positivo sul camminare scalzi.
Non ci darei proprio peso!
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Re: Di male in peggio

Messaggio  Grand Choeur il Mar Mag 01 2018, 08:35

Avevo già letto questo articolo.
Diciamo che è la solita summa di cazzate, propria di chi scrive articoli senza essersi un minimo informato, soprattutto (e questa è eclatante) quando dice che la comunità medica è tutta d'accordo sul contrario, quando sappiamo che invece non è vero. Magari non lo consigliano in lungo e in largo ma, perlomeno la maggioranza non lo sconsiglia.

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L'impossibile non esiste.
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Re: Di male in peggio

Messaggio  GECO il Mar Mag 01 2018, 09:56

L'unica cosa positiva è la conferma di quanto afferma Rei del trend in crescita delle star barefoot.
Per il resto generalizza il discorso in modo grossolano.
Parla di un fantomatico trend in crescita anche fra le persone 'normali' intese come non star. Ovviamente o sono sfigato io ma nonostante abito a Milano che ha il più alto numero di barefooter che scrivono su questo forum quando giro per la città di scalzi non ne vedo uno. Fosse davvero i crescita qualcuno lo vedrei.
Poi il discorso 365gg l'anno, 7gg su 7 h24 scalzi. Di quelli che scrivono qui credo che si contino sulle dita di 1 mano quelli che praticano in questo modo.
Come già detto c'è un mondo molto più variegato. Noi stessi dobbiamo cercare di non sembrare estremisti ma far capire che lo facciamo in tutta sicurezza e integrati nella società.
Far capire che la cosa non si improvvisa ma è graduale, che il piede si deve abituare ecc.
Che persone ben allenate possono fare davvero di tutto. Una staffetta di 5 corridori scalzi ha appena finito l'ultra maratona Milano - Sanremo 285km facendo tappe di 60 km scalzi. Ho chattato con alcune di loro che ovviamente sono arrivate stanche ma con i piedi, da quanto mi dicono, in buono stato.
Questo a testimoniare che con il dovuto allenamento si può fare praticamente di tutto.
Loro stesse non negano che ci sia una possibilità di farsi male con vetri o altro, urtando accidentalmente un dito da qualche parte ecc. ma i danni avuti in anno di corsa sono davvero minimi.
Il discorso dei medici è chiaro che loro devono mettere in guardia da evidenti possibilità di farsi male (il più delle volte sopravvalutando i pericoli visto che molti di noi che vanno scalzi assiduamente da anni con buon senso hanno avuto rarissime minime ferite e godono di ottima salute alla faccia di tutti gli articoli che parlano di fantomatiche malattie) ma spesso sottolineano anche i lati positivi su postura, schiena, muscolatura del piede, ecc.

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Re: Di male in peggio

Messaggio  John & Jane il Mar Mag 01 2018, 19:09

Grand Choeur ha scritto:Avevo già letto questo articolo.
Diciamo che è la solita summa di cazzate, propria di chi scrive articoli senza essersi un minimo informato, soprattutto (e questa è eclatante) quando dice che la comunità medica è tutta d'accordo sul contrario, quando sappiamo che invece non è vero. Magari non lo consigliano in lungo e in largo ma, perlomeno la maggioranza non lo sconsiglia.

Il tono saccente, pontificale, lo stile alla "come ti erudisco il pupo", quella tentata ironia che urta solo i nervi mi procurano una subitanea orchite Twisted Evil

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Re: Di male in peggio

Messaggio  bfpaul il Mer Mag 02 2018, 09:49

John & Jane ha scritto:
Grand Choeur ha scritto:Avevo già letto questo articolo.
Diciamo che è la solita summa di cazzate, propria di chi scrive articoli senza essersi un minimo informato, soprattutto (e questa è eclatante) quando dice che la comunità medica è tutta d'accordo sul contrario, quando sappiamo che invece non è vero. Magari non lo consigliano in lungo e in largo ma, perlomeno la maggioranza non lo sconsiglia.

Il tono saccente, pontificale, lo stile alla "come ti erudisco il pupo", quella tentata ironia che urta solo i nervi mi procurano una subitanea orchite Twisted Evil

Come troppo spesso accade, chi parla non ha idea di cosa dice e non si è documentato a sufficienza e quando ciò accade ad un giornalista, la cosa è grave.
Purtroppo fra i nostri giornalisti c'è chi pontifica su tutto proprio perché non sa di niente.
Non ce l'ho con i giornalisti, ma se uno/a di loro scrive cose di fantasia faccia lo scrittore di "fantasy" e non scriva sui giornali dispensando le "sue" verità; non abbiamo bisogno nè di santoni nè di guru più o meno improvvisati.
Dovreste sapere quante giornaliste ci hanno chiesto interviste e poi hanno scritto ciò che volevano dire loro e quante giornaliste a cui è stato offerta un' intervista personale fa fare scalze, si sono dileguate!!

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Re: Di male in peggio

Messaggio  BarefootSoul il Mer Mag 02 2018, 11:50

Non leggo l'articolo sennò mi inquieto.

Per questo avevo lanciato la proposta di contattare la redazione di Topolino, ma a parte un paio di apprezzamenti direi che nessuno l'ha notata. Crying or Very sad Crying or Very sad Crying or Very sad

Io sono sempre dell'idea di prenderli da piccoli (come in tutte le cose, del resto).

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Re: Di male in peggio

Messaggio  bfpaul il Gio Mag 03 2018, 10:02

BarefootSoul ha scritto:Non leggo l'articolo sennò mi inquieto.

Per questo avevo lanciato la proposta di contattare la redazione di Topolino, ma a parte un paio di apprezzamenti direi che nessuno l'ha notata. Crying or Very sad Crying or Very sad Crying or Very sad

Io sono sempre dell'idea di prenderli da piccoli (come in tutte le cose, del resto).

L'dea di Topolino è buona ma non garantisce alcun successo e poi bisognerebbe probabilmente attendere un po' d'anni per valutarne i risultati, sempre che un dato del genere possa essere rilevato.
Stiamo con i piedi in terra (sic!) e siamo consapevoli di alcune cose:
- gli idioti sono una grandissima parte della specie "homo sapiens"
- ogni idiota ci mette tutto se' stesso per far sapere cos'è
- un idiota parla sopratutto di ciò che non sa, vale a dire, su tutto (vedi tutto il topic)

Tutte cose ben risapute ma che ho voluto riassumere brevemente per chi si avvicina oggi al Forum.
Quindi munirsi di calma, fare un respiro profondo, citare il mitico Art. 187 TULPS a chiunque si metta fra i piedi, e proseguire per la propria strada. Ajò!!

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Re: Di male in peggio

Messaggio  young_barefooter il Gio Mag 03 2018, 11:56

BarefootSoul ha scritto:Non leggo l'articolo sennò mi inquieto.

Per questo avevo lanciato la proposta di contattare la redazione di Topolino, ma a parte un paio di apprezzamenti direi che nessuno l'ha notata. Crying or Very sad Crying or Very sad Crying or Very sad

Io sono sempre dell'idea di prenderli da piccoli (come in tutte le cose, del resto).

L'idea di contattare la redazione di Topolino non è male. Immagino però che tale iniziativa comporti il coinvolgimento ufficiale del Club dei Nati-scalzi, credo sia più appropriato rispetto a eventuali iniziative personali dei singoli soci.
Segnalo pertanto questo argomento all'attenzione dei membri del Direttivo che leggono. Se ne può parlare?

Detto questo faccio una breve considerazione: per me l'andare scalzo è una vera e propria "filosofia di vita". Nel senso che - a parte specifici ambiti personali/familiari e, naturalmente, lavorativi - io cerco il più possibile di fare a meno delle calzature in qualunque situazione quotidiana mi capiti di affrontare.
Da vari miei contatti diretti con persone interessate all'argomento (o addirittura volenterose di provare a fare quattro passi senza scarpe), ho appreso però che questo tipo di approccio allo scalzismo quasi sempre intimorisce.
In altre parole: se organizzassi un evento magari in una bella location naturalistica pulita e curata troverò sicuramente qualcuno disposto a partecipare e provare. MA se io proponessi di andare scalzi ovunque (compresi mezzi pubblici, bagni pubblici, supermercati e vari altri luoghi pubblici affollati e - apparentemente - poco "barefoot friendly"), immagino che in pochissimi mi seguirebbero.
Questa è la differenza che c'è tra noi e, ad esempio, un personaggio come Andrea Bianchi.

Per il discorso Topolino noi potremmo quindi fare opera di sensibilizzazione riguardo i benefici dell'andare scalzi e magari organizzare una passeggiata tutti assieme in un bel posto adatto a camminare scalzi. Idee belle e lodevoli.
MA quasi nessuno metterebbe in pratica nella vita di tutti i giorni quanto noi cerchiamo di comunicare. Quindi alla fine non so quanto possa essere utile portare avanti iniziative simili.
Ovviamente questa è solamente la mia personalissima visione, che non vuole pessimista ma più che altro concretamente legata agli aspetti più pratici e quotidiani.

Tempo fa consigliai a una mia conoscente di provare a fare camminare scalzo il suo bambino coi piedi piatti. Lei mi rispose "OK, ottimo consiglio. MA dove posso fare camminare scalzo mio figlio visto che abitiamo a Milano? Hai visto cosa c'è per strada? Abitassi in campagna dove vivi tu lo manderei scalzo ma qui è impossibile".
Alla fine ha fatto operare il figlio per correggere il difetto dei piedi.
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Re: Di male in peggio

Messaggio  GECO il Gio Mag 03 2018, 12:11

young_barefooter ha scritto:
BarefootSoul ha scritto:Non leggo l'articolo sennò mi inquieto.

Per questo avevo lanciato la proposta di contattare la redazione di Topolino, ma a parte un paio di apprezzamenti direi che nessuno l'ha notata. Crying or Very sad Crying or Very sad Crying or Very sad

Io sono sempre dell'idea di prenderli da piccoli (come in tutte le cose, del resto).

L'idea di contattare la redazione di Topolino non è male. Immagino però che tale iniziativa comporti il coinvolgimento ufficiale del Club dei Nati-scalzi, credo sia più appropriato rispetto a eventuali iniziative personali dei singoli soci.
Segnalo pertanto questo argomento all'attenzione dei membri del Direttivo che leggono. Se ne può parlare?

Detto questo faccio una breve considerazione: per me l'andare scalzo è una vera e propria "filosofia di vita". Nel senso che - a parte specifici ambiti personali/familiari e, naturalmente, lavorativi - io cerco il più possibile di fare a meno delle calzature in qualunque situazione quotidiana mi capiti di affrontare.
Da vari miei contatti diretti con persone interessate all'argomento (o addirittura volenterose di provare a fare quattro passi senza scarpe), ho appreso però che questo tipo di approccio allo scalzismo quasi sempre intimorisce.
In altre parole: se organizzassi un evento magari in una bella location naturalistica pulita e curata troverò sicuramente qualcuno disposto a partecipare e provare. MA se io proponessi di andare scalzi ovunque (compresi mezzi pubblici, bagni pubblici, supermercati e vari altri luoghi pubblici affollati e - apparentemente - poco "barefoot friendly"), immagino che in pochissimi mi seguirebbero.
Questa è la differenza che c'è tra noi e, ad esempio, un personaggio come Andrea Bianchi.

Per il discorso Topolino noi potremmo quindi fare opera di sensibilizzazione riguardo i benefici dell'andare scalzi e magari organizzare una passeggiata tutti assieme in un bel posto adatto a camminare scalzi. Idee belle e lodevoli.
MA quasi nessuno metterebbe in pratica nella vita di tutti i giorni quanto noi cerchiamo di comunicare. Quindi alla fine non so quanto possa essere utile portare avanti iniziative simili.
Ovviamente questa è solamente la mia personalissima visione.

Per prima cosa io credo invece che sia giusto leggere anche articoli contrari per capire cosa pensano persone diverse da noi. Non mi sembra neppure giusto cassare come idioti chi la pensa diversamente. Preferisco confutare le mie ragioni cercando di smontare le sue.
Il discorso è proprio quello che dice Sergio. Alcuni di noi vanno tranquillamente in giro per città, mezzi pubblici, bagni ecc.
Come si è ampiamente visto con le iniziative di Andrea Bianchi ma anche del nostro Carlo con le 2 passeggiate fatte poco tempo fa ha riscontrato un grande successo di neofiti proprio perché il contesto naturale è visto, a volte anche a ragione, più sicuro rispetto alla città dove molti hanno dei timori, spesso infondati ma non del tutto, di farsi male con vetri o prendere chissà quali malattie.

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Re: Di male in peggio

Messaggio  Appleseed il Gio Mag 03 2018, 12:42

GECO ha scritto:
Per prima cosa io credo invece che sia giusto leggere anche articoli contrari per capire cosa pensano persone diverse da noi. Non mi sembra neppure giusto cassare come idioti chi la pensa diversamente. Preferisco confutare le mie ragioni cercando di smontare le sue.
Perfettamente d’accordo e non solo a proposito di barefooting. Anche se articoli come quello in questione fanno del loro meglio per spingerti ad atteggiamenti meno dialoganti…
GECO ha scritto:
Come si è ampiamente visto con le iniziative di Andrea Bianchi ma anche del nostro Carlo con le 2 passeggiate fatte poco tempo …
Vicopisano?  No: Carlo&Michele in inseparabile simbiosi….
GECO ha scritto:
…  un grande successo di neofiti proprio perché il contesto naturale è visto, a volte anche a ragione, più sicuro rispetto alla città dove molti hanno dei timori, spesso infondati ma non del tutto, di farsi male con vetri o prendere chissà quali malattie.
Sì, è verissimo.  A Vicopisano abbiamo fatto presente che gran parte dei benefici del camminare scalzi li si riscontra in tutti gli ambiti, naturali e cittadini e siamo appositamente partiti scalzi dal punto di ritrovo che era situato in aree urbane: qualcuno all’inizio era perplesso (“ma ci scalziamo già qui?”), nessuno ha avuto difficoltà. Ma credo che in pochi abbiano intenzione di continuare nel quotidiano.  Paura dello sporco? Degli sguardi della gente? L’uno e l’altro? Comunque, come diciamo sempre: noi segnaliamo una possibilità. A ciascuno poi di proseguire come, quando, quanto meglio crede.
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Re: Di male in peggio

Messaggio  GECO il Gio Mag 03 2018, 13:10

Appleseed ha scritto:
Vicopisano?  No: Carlo&Michele in inseparabile simbiosi….
Si chiedo scusa a Michele scivo di fretta a memoria.

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Re: Di male in peggio

Messaggio  aldo1953 il Gio Mag 03 2018, 14:04

Francamente credo che l' articolo in questione nasca da fatti ben differenti dalla paura dello sporco etc etc.
La rivista è una di quelle di costume, gossip e moda, ora quale è il settore della moda cheb va sempre meglio ? Quello delle calzature. La scarpa è un "complemento d' arredo" assolutamente necessario anche quando non lo sarebbe dal punto di vista pratico (cioè quasi mai). Molte donne, ma anche molti uomini spendono cifre folli per "quella" scarpa che al momento va di moda. L' andare scalzi invece non rende nulla a nessuno.
Ammetto che taluni abbigliamenti chiamano la scarpa, un uomo in completo business con camicia e cravatta scalzo.... beh non mi pare il massimo. Così per anche per abiti femminili seriosi e in occasioni particolari, ma con un abbigliamento sportivo/casual non ci vedo nessuna discrepanza.
Potevamo aspettarci comprensione da Grazia ? no di certo.
Per fortuna che è una di quelle riviste usa e getta e non lasciano tracce.

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Re: Di male in peggio

Messaggio  GECO il Gio Mag 03 2018, 14:52

Abbiamo divagato dall'articolo.
Però il discorso è che se uno dice io vado scalzo sempre e ovunque rischia di passare per fanatico.
Se invece uno dice vado scalzo ma mi porto delle calzature magari infradito in caso di bisogno.
Oppure si ora cammino scalzo anche in inverno a meno che non nevichi ma ci vuole tempo per abituarsi.
Prendi anche le ragazze che conosco che hanno appena corso una ultra maratona scalze.
Una di loro mi ha detto che in un tratto particolarmente impegnativo si è messa le Five Fingers segno che nonostante sia molto allenata è una persona assennata.
Parlandoci mi ha detto che in 1 anno è partita da zero ed è arrivata a correre una maratona. Questo fa capire che non si fa subito ma che si può fare anche in tempi tutto sommato brevi ovviamente con costanza ed impegno.
Capire che ai più possa fare schifo entrare in un bagno pubblico scalzi.
Come già detto anche tra di noi ci sono parecchie differenze da chi vive quasi sempre scalzo a chi lo fa in modo più saltuario.
Far capire a chi potrebbe essere interessato che non siamo fenomeni o matti ma che facciamo una cosa gradatamente e con consapevolezza dei limiti e dei rischi. Limiti che si possono superare se si vuole con impegno. Sia quelli fisici che sono i primi a balzare all'occhio dei profani e a quelli psicologici.

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Re: Di male in peggio

Messaggio  young_barefooter il Gio Mag 03 2018, 14:57

Appleseed ha scritto:  Paura dello sporco? Degli sguardi della gente? L’uno e l’altro? Comunque, come diciamo sempre: noi segnaliamo una possibilità. A ciascuno poi di proseguire come, quando, quanto meglio crede.

Divergo volontariamente dall'argomento di partenza.
L'altro giorno parlavo con un conoscente del mio paese. E' al corrente del fatto che vado sempre scalzo e mi ha confessato grande ammirazione, a suo dire, del mio riuscire a essere me stesso fino in fondo senza curarmi di ciò che gli altri possono pensare o dire di me.
Peraltro da qualche tempo ha iniziato pure lui a stare scalzo in casa e in giardino.

Per quanto riguarda l'uscire di casa scalzo ha detto che qualche volta ha accarezzato l'idea MA si è sempre bloccato a causa del fatto che in paese tutti lo conoscono. Di mestiere fa il mobiliere/falegname per un grande negozio di arredamenti della zona e nel tempo libero fa lavori su mobili, falegnameria e traslochi, quindi in paese praticamente lo conoscono tutti (al pari, quasi, del parroco o del medico condotto). Il suo timore, per l'appunto, è che la gente lo prenda per matto vedendolo in giro a piedi nudi e magari non lo chiami più per i soliti lavori.
Ovviamente i suoi timori sono comprensibili, io stesso per anni mi sono fatto delle paranoie (e tutt'ora ancora mi capita in alcune specifiche situazioni) su cosa gli altri potrebbero pensare di me.

Vedete comunque che non è facile rinunciare alle scarpe dall'oggi al domani. Perchè la valenza delle scarpe va oltre il semplice capo d'abbigliamento da indossare o meno: l'assenza di scarpe, nella mentalità popolare, significa povertà o pazzia, c'è poco da girarci attorno.

Comunque mi sono offerto di dargli una mano, cercando di accompagnarlo in una sorta di "programma per il debutto scalzo in società"!
Prima di tutto gli ho detto che in paese ci sono già io che vado scalzo, quindi il tabù dei piedi scalzi è in buona parte caduto. Secondariamente mi sono reso disponibile per accompagnarlo in qualche passeggiata scalza nel parco: gli ho consigliato di uscire con le scarpe di casa e poi di togliersele appena arrivato al parco. Il parco offre tanti terreni su cui fare pratica (asfalto, mattoni, terra battuta, ghaia fine o grossa, prato e così via), ma soprattutto è un luogo dove la gente va per rilassarsi e svagarsi e quindi non c'è nessun formalismo a limitarlo.
Lo scopo è quello di abituare gradualmente i piedi a fare a meno delle scarpe ma anche (e soprattutto) quello di entrare a contatto con le persone da scalzo per vedere che non hanno nessun problema a riguardo.

La mia proposta non gli dispiace affatto, però mi ha detto che deve pensarci. Vedremo se potrà essere un potenziale nuovo scalzista o se i timori sociali avranno la meglio!
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Re: Di male in peggio

Messaggio  GECO il Gio Mag 03 2018, 15:38

Sicuramente dal punto di vista emotivo uscire in 2 scalzi è meglio. Poi in un parco ancora meglio.
Eventualmente se volesse venire a Milano a maggio conoscerebbe altri scalzi e sarebbe in un contesto urbano dove nessuno lo conosce.
Poi se uno è già suo cliente e lui lavora bene non credo che perderebbe il cliente se lo vedesse scalzo perché alla fine quello che importa è che gli faccia un buon lavoro.
Diverso il discorso con un nuovo potenziale cliente se si presentasse scalzo probabilmente non farebbe una bella impressione.

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