In libreria a Roma

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Messaggio  Anto81 il Lun Mag 14 2018, 17:49

Promemoria primo messaggio :

Buonasera a tutti/e,
Scrivo a voi perché mi sento veramente mortificato e demoralizzato. Premetto che è la prima volta che ricevo commenti così diretti, forse ultimamente mi sto accorgendo di più o forse è perché ho sempre le cuffie alle orecchie e spesso non avverto quello che dice la gente. Comunque, fresco di stamattina: ero in una notissima libreria del centro di Roma ( si possono fare i nomi?), e stavo cercando un libro di poesie quando una commessa mi passa vicino sussurrando " oddio ma questo sta scalzo!" ...poi si avvicina ad una collega e le segnala la cosa. Al che chiedo se tutto vada bene e mi risponde seccata che no non va bene per niente, indicando i miei piedi. Io chiedo se sia vietato e se ci siano leggi...risposta " No, leggi no, però!!!"... Un suo collega giunto sul posto fa sconsolatamente "Tutti qua vengono!".
Beh me ne sono uscito veramente umiliato, anche perché non mi andava proprio di tirare in ballo il responsabile ecc ecc. Cioè il punto è che non me la sono sentita di combattere contro i mulini a vento. So che avrei dovuto far valere di più le mie ragioni, infatti ho scritto un reclamo. Sono cliente da anni di questa libreria e ho acquistato tantissimi libri. È indecente subire un trattamento simile.
È veramente la prima volta che le risatine e i commentini raggiungono uno stadio di tale ostilità, del tipo i cani possono entrare tu no ( ovviamente, da parte mia, tutto rispetto per i cani, ma è per dire).
Insomma volevo raccontarvelo e cercare un pò di conforto con chi può capire. Solitamente me ne sono sempre sbattuto degli altri, ma più cresco più questa mia indifferenza sta venendo meno.
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Messaggio  bfpaul il Mer Mag 30 2018, 12:24

John & Jane ha scritto:E Tor Bella Monaca, Nice Nun Tower. Suona meglio Laughing

Ahahahah!
Vedo che stai recuperando la tua vena caustica. Bene!

bfpaul

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Messaggio  young_barefooter il Mer Mag 30 2018, 14:43

GECO ha scritto:Io mi definisco my desk manager :-)
Per il discorso della Feltrinelli capisco il discorso di principio ma concordo che il rischio è che passi per pazzo o come direbbero a Milano 'te ghe bon temp' (hai tempo da perdere).
Tra l'altro il nostro ragionamento se non è sicuro scalzo non lo è nellure in infradito non regge. In infradito hai una suola che ti potegge la pianta del piede mentre quando sei scalzo quella va diretta sul suolo. In un supermercato potrebbe rompersi una bottiglia di vetro. E' capitato a me in Liguria in un bar in riva al mare. Proprio mentre arrivavo si è rotto un bicchiere con vetri ovunque. Messe infradito e tutto risolto. Se restavo scalzo avrei dovuto fare MOLTA attenzione per non farmi male. Ovviamente se mi facevo male non mi sarei incazzato con il bar. Sono rischi a cui sappiamo che possiamo andare incontro.
Certo alla Feltrinelli questa ipotesi è strana visto che non hanno vetri. Però in qualche modo uno potrebbe farsi male urtando uno scaffale.
Il discorso è sempre quello di pararsi il c... perché temono, e in questo purtroppo gli USA sono maestri, che uno si faccia male e poi gli pianta una grana.
Quindi si portano avanti invitandoti a metterti le scarpe.
Uno dovrebbe chiedergli 'scusi c'è un qualche regolamento che lo vieti?' o più semplicemente chiedo 'Perché non posso?'
Da quello che capisco non c'è un regolamento ma diciamo che per scrupolo per la tua sicurezza ti fermano. A quel punto se non c'è un divieto scritto e loro hanno lo scrupolo lo tranquillizzo 'mi scusi sono coscente che potrei farmi male ma lo reputo molto improbabile, sono abituato a girare scalzo per la città dove sicuramente ci sono molte più possibilità di farmi male. Nel caso mi facessi male sono affari miei mi darò del pirla da solo'.
Non sempre è da vedere la cosa come un sopruso dalla serie ti vieto di entrare scalzo perché poco decoroso o ti prendo per matto o mendicante ma come una forma di 'protezione' non che gli interessi veramente che tu ti faccia male ma che facendoti male tu poi fai causa al negozio.

Il discorso sicurezza ci può stare.
MA in una libreria mi pare abbastanza improbabile riuscire a farsi male. Peraltro potrei comunque urtare uno scaffale col ginocchio o con la testa, quindi imponiamo ginocchiere e caschetto all'ingresso? E se coi sandali aperti una donna urtasse uno spigolo con l'alluce? Scarpe antinfortunistiche! Oppure immagino una bambina come mia figlia Camilla che si attacca allo scaffale dei libri e lo ribalta. Vietiamo quindi l'ingresso ai bambini?
Immagino poi che i gestori siano obbligati per legge a stipulare una polizza assicurativa che copra eventuali danni alle persone che entrano nel locale. Quindi penso che abbiano poco da preoccuparsi riguardo possibili infortuni e conseguenti azioni legali (anche perchè è dura che uno si spezzi un femore in libreria!). Se poi il rischio esistesse davvero gli stessi commessi dovrebbero indossare apposite calzature protettive!

Per me il gestore e i commessi di quel negozio Feltrinelli sono semplicemente infastiditi dalla presenza di una persona scalza in negozio a causa dei consueti stereotipi sui piedi scalzi. Il nostro amico li ha messi in una posizione scomoda a causa del reclamo che ha inoltrato e loro hanno pensato furbescamente di giocare la "carta sicurezza": lo scopo è dimostrarsi gentili e sensibili riguardo la sicurezza della clientela e allo stesso tempo evitare che persone a loro sgradite come - appunto - coloro che non indossano scarpe, possano entrare nel loro negozio.

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Messaggio  Anto81 il Mer Mag 30 2018, 15:51


Gentili tutti, ecco cosa mi hanno risposto dal negozio, che dite può bastare?

possiamo solo ribadire quanto indicato nel nostro precedente riscontro, siamo spiacenti del suo percepito , abbiamo addotto la motivazione che ha determinato il consiglio di indossare le calzature

e l’abbiamo esortata a frequentare/visitare i nostri punti di vendita.



Nessuno né in precedenza né in futuro ha mai posto o porrà veti al suo ingesso nelle ns. location in quanto scalzo.

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Messaggio  Mau il Mer Mag 30 2018, 16:17

Ciao Anto, direi di sì!
Comunque se dovessi passare da Roma ci ritorneremo insieme a fare un giro fra i loro scaffali 😉
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Messaggio  Anto81 il Mer Mag 30 2018, 17:00

Ciao Mau, certo...io vengo a Roma tutti i giorni per lavoro. Quel giorno ero di riposo e mi ero fatto una passeggiata fin là.
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Messaggio  GECO il Gio Mag 31 2018, 12:31

Anto81 ha scritto:
Gentili tutti, ecco cosa mi hanno risposto dal negozio, che dite può bastare?

possiamo solo ribadire quanto indicato nel nostro precedente riscontro,   siamo spiacenti del suo percepito ,   abbiamo addotto la  motivazione che ha determinato il  consiglio di indossare le calzature

e l’abbiamo esortata  a frequentare/visitare i nostri  punti di vendita.



Nessuno né in precedenza né in futuro ha mai posto o porrà  veti al suo ingesso nelle ns. location in quanto scalzo.

Altra giravolta. Ora se capisco bene loro danno una giustificazione al loro dipendente che ti ha CONSIGLIATO di indossare calzature (per motivi di sicurezza) ma contemporaneamente ti dicono vieni pure che nessuno può VIETARTI di entrare scalzo.

Oltre allo stereotiopo dello scalzo povero/matto c'è anche quallo che sia poco sicuro. Presumono che sia scontato che ci facciamo male in quanto scalzi mentre come sappiamo è molto difficile farsi male e ancora più raro farsi male seriamente. Riporto un commento di un'amica che corre scalza 'solo perché corriamo scalze credono che siamo dei super eroi'.

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Messaggio  Grand Choeur il Lun Set 03 2018, 16:39

Scorrendo il forum rivedo questo topic che non ricordavo e colgo l'occasione per dire che alla Feltrinelli di Torre Argentina ci sono stato il 16 agosto. Tutti i commessi mi hanno visto (compresi gli africani più o meno muscolosi e incravattati) e nessuno ha avuto niente da ridire.
Forse i reclami hanno avuto un seguito? O dipende da chi è di turno?

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L'impossibile non esiste.
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Messaggio  Robi il Lun Set 03 2018, 17:06

Grand Choeur ha scritto:Scorrendo il forum rivedo questo topic che non ricordavo e colgo l'occasione per dire che alla Feltrinelli di Torre Argentina ci sono stato il 16 agosto. Tutti i commessi mi hanno visto (compresi gli africani più o meno muscolosi e incravattati) e nessuno ha avuto niente da ridire.
Forse i reclami hanno avuto un seguito? O dipende da chi è di turno?

per la feltrinelli non lo so, ancora non sono riuscito ad andarci, ma in altri esercizi commerciali, anche con la mia limitata esperienza, dipende, per la maggior parte, da chi è di turno e questo riporta al discorso della formazione del personale sulla quale è meglio stendere un velo pietoso ...
cmq alla Mondadori del mio paese sono andato due volte, ovviamente sempre scalzo, tutti lo hanno visto chiaramente, e nessuno mi ha mai detto nulla, forse perchè ho adottato una tattica tutta mia ... ovvero dirigermi direttamente dal/i commesso/i chiedendogli informazioni su questo o quel libro, in questo modo li spiazzo, sono costretti a pensare a cosa rispondere e passa il momento critico, poi ho girato il negozio in lungo e in largo (beh magari qualche sguardo l'hanno dato ma non hanno proferito verbo)

secondo me, riprendendo alcuni contributi in topic diversi, il problema è la sorpresa iniziale, se si prendono le persone in contropiede, con educazione e un sorriso, magari dando dignità al lavoro che stanno svolgendo, gli cala il livello di ansia ....

come sempre, my two cents philosophy Smile
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Messaggio  Anto81 il Mar Set 04 2018, 17:18

Io per parte mia non ci sono più stato, primo perché ho raccolto il consiglio di uno di voi di frequentare piccole librerie indipendenti (cosa che ho cominciato a fare) dove sono accolto simpaticamente e allegramente scalzo; secondo perché quando esco e vado a fare passeggiate evito di entrare in librerie/supermercati/quant'altro proprio perché non mi voglio rovinare la giornata a discutere con gente che tanto non capisce. Ma forse si, non ti hanno detto niente visto i precedenti (miei), per giorni ho scambiato varie email con una loro sedicente manager.
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Messaggio  Robi il Mar Set 04 2018, 17:35

Anto81 ha scritto: secondo perché quando esco e vado a fare passeggiate evito di entrare in librerie/supermercati/quant'altro proprio perché non mi voglio rovinare la giornata a discutere con gente che tanto non capisce.
questo lo condivido in toto! non sono i dieci minuti che passo in alcuni esercizi commerciali a cambiare la mia natura barefooter, soprattutto se per passarci quei dici minuti devo impiegarne venti a discutere con dei muli parlanti ...
ce ne sono tanti di negozi ...
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Messaggio  Anto81 il Mar Set 04 2018, 17:47

Robi ha scritto:
Anto81 ha scritto: secondo perché quando esco e vado a fare passeggiate evito di entrare in librerie/supermercati/quant'altro proprio perché non mi voglio rovinare la giornata a discutere con gente che tanto non capisce.
questo lo condivido in toto! non sono i dieci minuti che passo in alcuni esercizi commerciali a cambiare la mia natura barefooter, soprattutto se per passarci quei dici minuti devo impiegarne venti a discutere con dei muli parlanti ...
ce ne sono tanti di negozi ...

Ciao Robi, esatto. Le mie camminate devono essere un vero piacere, se invece devo stare a fare le guerre io non mi rilasso e mi vengono i capelli dritti Very Happy . Diciamo che se proprio devo rovinarmi una giornata allora vado a Via Condotti e provo ad entrare in uno dei negozi scalzo...anche se so che lo potrei fare e che nessuno può impedirmi di farlo, non lo faccio per una questione di salute mentale: non posso stare nei miei giorni liberi a cercare di cambiare la testa della gente. Capisco che questo potrebbe farmi passare per un rinunciatario o poco rivoluzionario, un non combattente per la "causa scalza". Viviamo in un paese di muli che erigono muri e staccionate anche per loro stessi.
Recentemente, ho partecipato ad un pranzo di matrimonio, non appena fuori il ristorante le donne si sono tolte le scarpe e, come per magia, hanno tirato fuori dalle borse le infradito che si erano portate... Che senso ha? Io questo mondo non lo capirò mai, è un mio limite.
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Messaggio  Robi il Mar Set 04 2018, 18:00

Anto81 ha scritto:Ciao Robi, esatto. Le mie camminate devono essere un vero piacere, se invece devo stare a fare le guerre io non mi rilasso e mi vengono i capelli dritti Very Happy . Diciamo che se proprio devo rovinarmi una giornata allora vado a Via Condotti e provo ad entrare in uno dei negozi scalzo...anche se so che lo potrei fare e che nessuno può impedirmi di farlo, non lo faccio per una questione di salute mentale: non posso stare nei miei giorni liberi a cercare di cambiare la testa della gente.
su questo concordo Smile

Anto81 ha scritto:Capisco che questo potrebbe farmi passare per un rinunciatario o poco rivoluzionario, un non combattente per la "causa scalza".
su questo sono in disaccordo Smile "se vuoi cambiare il mondo cambia te stesso" (Gandhi, Budda, Nichiren, etc.) è il mio mantra dal 2006, penso che sia rinunciatario chi rinuncia a se stesso, non chi combatte le battaglie a suo modo rimanendo fedele al proprio io

Anto81 ha scritto:Recentemente, ho partecipato ad un pranzo di matrimonio, non appena fuori il ristorante le donne si sono tolte le scarpe e, come per magia, hanno tirato fuori dalle borse le infradito che si erano portate... Che senso ha? Io questo mondo non lo capirò mai, è un mio limite.
e tu ti sei tolto le scarpe?! Very Happy
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Messaggio  Anto81 il Mar Set 04 2018, 18:10

Anto81 ha scritto:Recentemente, ho partecipato ad un pranzo di matrimonio, non appena fuori il ristorante le donne si sono tolte le scarpe e, come per magia, hanno tirato fuori dalle borse le infradito che si erano portate... Che senso ha? Io questo mondo non lo capirò mai, è un mio limite.
e tu ti sei tolto le scarpe?! Very Happy [/quote]

Io no, non le ho tolte (rimanendo fedele alla promessa che avevo fatto al mio amico di presenziare scarpato) ma durante la scena delle infradito ho annunciato alle signore che facevano bene a togliersi i tacchi e che io anche avevo messo le scarpe (i mocassini scamosciati estivi) giusto giusto solo per il matrimonio perché io nella mia vita giro scalzo (stupore! oooooh davvero??? ...io non potrei....ecc ecc). Allorché lo sposo ha detto davanti a tutti "Mi dovevo sposare io per vederlo con le scarpe!"... Risa generali, infondo è stato divertente così.
Ma il mio "che senso ha" continua a sussistere: non si poteva stare a tavola tutti con le infradito (se proprio non scalzi)? Queste occasioni dovrebbero essere una festa e non una tortura (con spesso la gente che non vede l'ora di tornare a casa), sentire sempre la frase di rito "Non vedo l'ora di tornare e togliermi 'ste scarpe!" Toglietevele adesso!
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