Adattamento neuromouscolare

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Messaggio  Biagio il Ven Giu 22 2018, 17:55

Complice la bella stagione, sto percorrendo parecchi chilometri di passeggiate nelle strade sterrate di campagna e, con mia stessa sorpresa, riesco per la prima volta, dopo tanti anni, a camminare con vera disinvoltura anche sulla ghiaia più impegnativa, quella di varie dimensioni e mista a ciottoli.

Tutto è cominciato qualche giorno fa, quando, solo per curiosità, ho provato a distogliere lo sguardo da terra per vedere cosa succedeva… ed è successo l’incredibile. Mi sono subito sentito più rilassato, i piedi si fondevano morbidi con il terreno invece di resistergli rigidi.
Voglio condividere con voi questa esperienza perché è stato un po’ come quando da bambino mio padre lasciò la presa dalla sella della mia bicicletta… ed io andai.
Come spigarvelo? Certo, un’occhiata avanti per prudenza la do sempre, ma il punto è che non c’è più bisogno che guardi in terra dove poso i piedi, che presti attenzione cosciente a cosa faccio. I miei piedi si adattano istintivamente alla superficie, si piegano come serve, distribuendo l’appoggio in base a ciò che sentono, facendosi leggeri dove sentono fastidio e caricando dove è più confortevole.
Senz’altro le piante dei piedi robuste aiutano, ma aiuta molto di più questo nuovo automatismo neuromuscolare che fa lavorare i piedi da soli.

Provateci e, se non lo sapete già, scoprirete che i nostri piedi possono fare cose davvero incredibili.
Lo sapevate che "La pianta del piede è ricca di esterocettori meccanocettori sensibili alla pressione (baropressori) ad alta sensibilità (0,3 grammi)" ?
(http://www.giovannichetta.it/propriocettori.html#specializzazione)
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Messaggio  GECO il Dom Giu 24 2018, 23:33

Certo è una cosa che ho notato da anni. Non tanto nel senso visivo che dici ma nel senso che per passare su certi terreni si deve stare il più rilassati possibile in modo che il piede si adatti. Anche dal punto di vista visivo guardo avanti di qualche metro non serve guardare chini dove metti i piedi a meno che non noti dei vetri attorno a te e quindi devi vedere bene da vicino e rallentare. Da quando corro questo accade ancora di più perché il movimento è più veloce e quindi devo guardare più avanti tant'è che ritengo più facile farsi male correndo perché non sempre si fa in tempo a vedere dove metti i piedi anche se chi corre scalzo da anni mi garantisce che i danni sono minimi e rari (in pratica qualche scheggia di vetro cosa che succede anche a chi cammina). Sul discorso visivo ho notato che mi irrigidisco e procedo più lentamente quando di notte con il buio faccio fatica a vedere dove metto i piedi o peggio non vedo proprio.

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