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Messaggio  2Feet il Mar Set 11 2018, 23:02

Premetto subito questo: l'argomento che sto postando è "nato" da una discussione amichevole con una mia amica; potrebbe far credere ad una prima lettura, che mi siano venuti dei dubbi circa lo scalzismo da parte mia. In verità non è così. Mi ha fatto venire dei dubbi nell'affrontare l'argomento con altre persone, sopratutto chi non vede di buon nocchio questa attività. Quindi non contiene critiche all'associazione. E NON VUOLE essere assolutamente una critica al "movimento " dello scalzismo.
E' invece un modo per conoscere gli intenti dei frequentatori di questo Forum. Ed ovviamente un libero scambio di vedute.
Scusate se la premessa è lunga.

P.s. Posto solo ora questa discussione perché siamo arrivati (io e lei) ad "una conclusione tardiva", rispetto l'estate che ormai cede il passo all'autunno.

Forse ne avevo già parlato di questa mia mia amica, che non è scalzista, ma se gli capita o "ne ha necessità" lo fa senza problemi (cioè non si schifa di avere le piante dei piedi a contatto con il terreno) e in effetti a casa sua raramente la si può vedere con indosso qualcosa ai piedi, visto che per sua stessa ammissione se ne sta scalza tutto l'anno. Ma in giro... MAI.

Dunque, da cosa è nato il tutto? Da un una serie di video che YouTube mi ha "consigliato", quando da diverso tempo inserivo termini come, "barefoot", "natural", "sandal" (mi serviva per una ricerca di immagini).
Alla fine cosa è saltato fuori, mentre ero a causa sua con il mio Tablet a mostrarle un video su come cambia la "corsa" da calzati a scalzati?

I "Barefoot Sandal", o meglio gli "Huaraches Sandals".

Quindi abbiamo guardato un po di video, che ovviamente a catena ne mostravano altri...

Ma cosa sono in "parole povere"? Sono sandali minimali. Un "suola, e una corda per fissarla al piede". Ovviamente il tutto prende il "via" da quelle popolazioni che non possono permettersi scarpe ma che se le fabbricano da se con quel "poco che hanno a disposizione".

Si possono fare da se, comprando dei Kit in rete, oppure comprando delle suole già fatte e tagliandole solamente. Il tutto "bloccato al piede" tramite una corda di nylon o materiale simile.
Tralasciando il fatto che in rete le ragazze "Modaiole" che hanno aderito a questo tipo di calzatura sfornano diversi modi di legarle per essere alla "moda", abbiamo visto come in Usa sia nata una vera e propria corrente di pensiero in merito alla corsa con questi sandali minimalisti invece che completamente scalza.
in Germania, nazione dove lo stare scalzi è bene visto, anzi consigliato, sta sposando anche questo tipo di calzature. Molti YouTube che ho trovato, parlavo dello stare scalzi e dei loro benefici, e in talune circostanze hanno mostrato questi sandali.

Le suole possono essere scelte in vari spessori. 3 mm.... 5mm.... 10m... In base all'esperienza che si vuole avere. Un casa produttrice di scarpe per trekking ha in catalogo dei sandali minimali, con una suola di 2 mm.

Quindi cosa abbiamo fatto? Le abbiamo provate. Lei in versione 5 mm, io le più sottili che ho trovato: 2 mm.

Dopo l'esperienza di 3 settimane, abbiamo tirato le conclusioni. O meglio LEI, ha tirato delle conclusioni che sono alla base del discorso che abbiamo avuto.

Di fatto mi ha detto: "Ma se l'ideologia dello stare scalzi è quello di liberare i piedi, costretti da anni e anni nello stare nelle scarpe, ed è quindi anche un modo per restare in salute, migliorando la postura, dei sandali così sottili, non ti permettono di fare lo stesso, senza però sporcarti i piedi?... Un conto è il contatto con la natura. Ma in estate a Milano, con il marciapiede a 50 gradi, ti sfido stare scalzo, quando con una suola di 2 mm hai quasi la stessa sensazione, gli stessi vantaggi, ma non ti bruci e non calpesti schifezze".

Li per li, ho dovuto pensarci un po, su cosa risponderle. In effetti avere un suola di 2 mm non interferisce più di tanto nella camminata scalza. Si sente "quasi" ogni singolo sasso che può capitarti sotto i piedi, se cammini su una griglia di areazione la senti "quasi" come se fossi scalzo.
In effetti è stato qual "quasi" che mettevo in ogni frase, che non ho capito se fosse un motivo sufficiente per scartare questa opzione di "calzatura", o se invece la "rendeva una valida alternativa".

La mia amica ha detto che oramai sta arrivando l'autunno, ma che con queste calzature il prossimo anno ci camminerà tutta l'estate.
Quindi ho fallito nell'intento di "trasformarla" in scalzista, ma anzi di fatto le ho mostrato che alcune delle cose che "vado predicando", possono essere fatte anche con l'ausilio di "accessori" che rendono l'attività meno "pericolosa" (niente tagli), più igienica (niente piedi neri), e più accettata dalla persone (sono sempre sandali minimal) ???

Quindi mi sono fermato a riflettere. Perché sto scalzo? Perché lo farei anche in ufficio, e se sto da solo a fare straordinari, lo faccio? Perché cammino scalzo al punto da non aver visto il pericolo (l'anno scorso), nel camminare sul marciapiede rovente, con sassolini aguzzi tanto da aver rimediato due belle vesciche?
A dire il vero, ho iniziato relativamente tardi, con l'adesione della disciplina della Yoga ho accentuato questo mio stare sempre scalzo. Ovviamente non lo posso fare sul lavoro, ma in tutte le occasioni possibili lo faccio.

Quindi mi chiedevo: se il tutto è una "ideologia", un punto fermo nel togliere scarpe e calze, e fare l'attività da puristi, non ci sono sandali minimali che reggano.
Se il motivo è il contatto con la natura, è lo stesso. Non puoi farlo rimanendo con delle scarpe minimal. Ma che qui: in un prato OK, ma se per arrivarci devo superare una "sassaia", forse è meglio "conservarsi le proprie suole naturali", per poi apprezzare la camminata sull'erba, o su parti dove non c'è rischio di farsi male.
Ma se il motivo è salutistico, non ci dovrebbero essere controindicazioni: 2 mm cosa potrebbero fare?

Però eccoci: dopo averle provate, Ok, manca la sensazione del "calore", del freddo in ombra e del caldo al sole. Manca la sensazione della ruvidità del marciapiede, e della bellezza di trovare (come ho io al mare) i bordi del marciapiede in pietra liscia.
La sensazione tattile è del tutto diversa. E alla fine ho trovato un motivo di risposta alla mia amica: "Non ti piace camminare sul tappeto che in bagno che è morbido, poi camminare sul parquette, passando sopra al tappeto? Hai provato tre superficie, che non avresti notato con sandali minimali". Ci ha riflettuto. Mi ha dato ragione. Come ideologia, può essere corretto. Se si vuole accentuare la sensazione tattile anche, ma non l'ho convinta a camminare scalza per strada.

Voi cosa ne pensate: avvicinare una persona allo scalzismo come ideologia, o come beneficio fisico, può essere visto come una sostanziale differenza, oppure no? Se si va "predicando" che camminare scalzi fa bene, e c'è una soluzione che risolve tutti i problemi che impediscono di non farlo, è visto come un male, perché se domani lo facessero tutti (con suole minimali) camminare a piedi nudi sarebbe ancora visto come qualcosa di "estremo"?

Alla fine mi sono fermato a riflettere sulla pratica dello Yoga per cercare un parallelismo. Lo scopo dello Yoga, degli Yogi, è il raggiugnere la pace dell'IO, l'ascesa, la tensione verso l'infinito. La maturazione del apporto spirito-corpo. Ma praticarlo per rilassarsi, per superare lo stress, è una conseguenza della pratica. E molti lo fanno per il secondo scopo, non il primo. Andare a dire ad una persona fai Yoga per annullare il tuo io interiore, e ascendere verso l'infinito (I 108 dei Grani dei Mala 1=Individuo 0=annullamento 8= Simbolo infinito di ascesa ad un stato superiore), non è lo stesso che dirgli: "Fai Yoga che ti rilassi".

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Messaggio  GECO il Mer Set 12 2018, 12:02

Grosso modo è come andare in giro con i guanti. Non hai lo stesso tatto.
Poi certo se fa freffo o devo fare dei lavori metto i guanti.
In teoria dovremmo avere la stessa logica con le scarpe.
Se ho freddo o l'asfalto è rovente o hai superfici troppo impegnative metti scarpe o sandali ecc. altrimenti se ti fa piacere stai scalzo e ti godi le sensazioni tattili che anche con 2mm non hai.

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Messaggio  Appleseed il Mer Set 12 2018, 14:36

Lascio da parte lo Yoga (o forse sarebbe meglio dire gli Yoga) se no l’amministratore ci sposta di peso nella sezione “A piede libero”  Very Happy . Il mio punto di vista? Non ho mai provato a convincere qualcuno a camminare scalzo a meno che non fosse già  interessato o almeno incuriosito e quindi avesse già un suo motivo per provarci. Perché, quando posso, vado scalzo? Perché mi piace, non perché fa bene (anche se lo sento che fa bene). Perché mi piacciono le diverse sensazioni tattili e il senso di libertà. Le scarpe minimali se sono fatte bene assicurano condizioni simili sul piano meccanico alla camminata scalza e quindi danno vantaggi posturali probabilmente analoghi. Ma lo stesso piacere no.  Ho riscontrato anche che andando spesso scalzi si rinforzano la cute e la muscolatura del piede, migliora la tecnica e si possono affrontare anche terreni un po’ meno facili.  Tuttavia camminare scalzo su terreni roventi o gelati, o sui sassi aguzzi a me ancora non dà alcun piacere, quindi evito di farlo. Non ho fatto alcun giuramento da scalzista, non ho aderito ad alcuna ideologia e ho anche fin troppe scarpe nell’armadio. Se un maratoneta o un hiker che devono andare dal punto A al punto  B su terreni che non conoscono, e magari anche in fretta, portano con loro o indossano scarpe minimali, secondo me fanno solo bene.  Ma se io vado a fare quattro passi scalzo per il piacere, bè ... ci vado proprio scalzo.
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Messaggio  young_barefooter il Mer Set 12 2018, 15:07

Indossare o NON indossare calzature dovrebbe essere qualcosa di scontato e "naturale", esattamente come può esserlo indossare o NON indossare un cappello o una sciarpa.

Purtroppo invece la nostra società tende ad attribuire alle calzature una valenza che va ben oltre il semplice "capo di abbigliamento" o "accessorio": la scarpa diventa simbolo del proprio status sociale, legando l'immagine del piede nudo alla consueta serie di stereotipi, quasi sempre negativi. Come se non bastasse arriva poi il discorso "igiene, pulizia e salute": fin da piccoli veniamo educati nel terrore di sporco, freddo e le "terribili" malattie che ne derivano.

Alla fine queste cose ci condizionano al punto tale che per accettare/giustificare/comprendere lo stile di vita scalzo tiriamo in ballo ideologie o cerchiamo di dimostrarne a spada tratta i fantastici benefici per la salute.

Personalmente trovo che l'andare scalzo sia innanzitutto una pratica che mi fa sentire comodo, libero e felice! Se poi come "effetto collaterale" mi porta dei vantaggi per la salute, ben venga!
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Messaggio  bfpaul il Gio Set 13 2018, 18:33

young_barefooter ha scritto:Indossare o NON indossare calzature dovrebbe essere qualcosa di scontato e "naturale", esattamente come può esserlo indossare o NON indossare un cappello o una sciarpa.

Purtroppo invece la nostra società tende ad attribuire alle calzature una valenza che va ben oltre il semplice "capo di abbigliamento" o "accessorio": la scarpa diventa simbolo del proprio status sociale, legando l'immagine del piede nudo alla consueta serie di stereotipi, quasi sempre negativi. Come se non bastasse arriva poi il discorso "igiene, pulizia e salute": fin da piccoli veniamo educati nel terrore di sporco, freddo e le "terribili" malattie che ne derivano.

Alla fine queste cose ci condizionano al punto tale che per accettare/giustificare/comprendere lo stile di vita scalzo tiriamo in ballo ideologie o cerchiamo di dimostrarne a spada tratta i fantastici benefici per la salute.

Personalmente trovo che l'andare scalzo sia innanzitutto una pratica che mi fa sentire comodo, libero e felice! Se poi come "effetto collaterale" mi porta dei vantaggi per la salute, ben venga!

Bravo Sergio, dici bene.
Qualunque capo di vestiario assume nella società umana una valenza che non è solo quella di ricoprire una parte del corpo ma anche di mostrare "chi siamo".
Basta pensare alla corona regale ...
Le scarpe, inventate per proteggerci meglio dagli urti col terreno possono svolgere questa sola e onesta funzione ma ci possono anche sollevare da terra per oneste e meno oneste finalità.
Poi arriviamo noi che apprezziamo il contatto col terreno ed andiamo scalzi, chi solo per questo motivo, chi perché gli fa bene, chi perché ha da dimostrare qualcosa a sè stesso agli altri.
Tutti i motivi leciti sono buoni, ciascuno segua la sua inclinazione e viva felice il suo scalzismo; se poi ne vorrà far parte agli amici che trova qui o a tutti quelli con cui viene a contatto, che dire? Grazie!!

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Messaggio  Angelica il Gio Set 13 2018, 21:28

Se non si ha un contatto diretto col suolo viene annullata buona parte dei benefici propriocettivi perché viene meno il lavoro degli analizzatore tattili con tutte le conseguenze sulla postura. Quindi anche dal punto di vista della salute non è un buon. compromesso.
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Messaggio  2Feet il Gio Set 13 2018, 21:47

Angelica ha scritto:Se non si ha un contatto diretto col suolo viene annullata buona parte dei benefici propriocettivi perché viene meno il lavoro degli analizzatore tattili con tutte le conseguenze sulla postura. Quindi anche dal punto di vista della salute non è un buon. compromesso.

Eppure in USA, come ho a uno modo di vedere, questi "sandali minimalisti" stanno prendendo "Piede" nella corsa. E anche in Germani, dove stare scalzi è normalissimo, alcuni YouTuber e altri siti, vedono di buon occhio questa minima protezione. 2 mm non sono nulla. Anche quelli da 3mm.
Ti posso assicurare che l'unica cosa che ti manca è la sensazione "caldo freddo", ma per quanto riguarda la sensibilità, se si riesce a sentire la griglia di areazione a pavimento fuori da un Centro Commerciale, oppure i sassolini in zone limitrofe alla strada, vuole dire che "non sei del tutto anestetizzato". Cioè non è come avere delle infradito, per cui, Ok, il piede non è compresso, ma sappiamo che in molti casi si ha pa tendenza a stringere le dita, perché si ha la sensazione di perderle, e quindi la postura a va afa usi benedire.
Ovvio che la sensazione non sarà mai uguale al 100%, ma il Post nasceva proprio per capire gli inetti, chiedere il "perché" si cammina scalzi. Alcune motivazioni, come ho detto, non necessitano di avere il piede nudo a contatto con il suolo. Sempre come parallelo alla Yoga. Alla mia nuova insegnante il Calzino non "piace". Siamo solo in due che fanno gli esercizi a Dicembre e Gennaio scalzi: io e lei. Ma come detto sopra: perché lo si fa Yoga? Se il motivo è fare esercizio fisico, allora poco frega se si sta coi calzini, purché non si scivoli. Se il motivo è più "profondo", allora la stare scalzi è d'obbligo.

P.s. Il Sito non mi ha salvato la risposta sopra a bfpaul.... cavolo...

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Messaggio  Angelica il Gio Set 13 2018, 23:08

Con quelle riesci a sentire la differenza dal parquet alle mattonelle?
Perfino un foglio di carta - un decimo di millimetro di spessore- altera la percezione del camminare sull'erba e a livello neuromuscolari fa la differenza, figurati una suola di due millimetri...
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Messaggio  2Feet il Gio Set 13 2018, 23:48

Angelica ha scritto:Con quelle riesci a sentire la differenza dal parquet alle mattonelle?
Perfino un foglio di carta - un decimo di millimetro di spessore- altera la percezione del camminare sull'erba e a livello neuromuscolari fa la differenza, figurati una suola di due millimetri...  

La superficie no. Cioè non potrei dire se è legno, mattone, ferro, se è calda o fredda. Ma con 2 mm di spessore, sentivo l'unione delle piastrelle, quello si.

Ah, mi raccomando: partite dal presupposto, che non ho detto che abbandono lo scalzismo. Semplicemente parlando con questa mia amica, e vedendo i video su YouTube abbiamo provato questi sandali.
Lei a cui non "interessa" camminare scalza per strada, perché non lo vuole fare, ha sposato l'idea che se camminare a piedi nudi fa bene, fa bene anche camminare con una suola di 2 mm, ed evita l'imbarazzo di quello che può pensare la gente, il caldo dell'asfalto...e basta. Perché se becchi un sasso aguzzo, lo senti e ti fa male, se becchi un pezzo di vetro, probabilmente dipende da quanto è grosso, ma potrebbe passare i 2 mm di suola (ad una mia collega un pezzo di legno ha perforato le infradito e gli è entrato nel piede).

Quindi come ho scritto, la mia era solo una riflessione per scambiare opinioni sul perché si pratica lo scalzismo. Ed essendo praticante di Yoga ho inserito dei parallelismi, perché li trovo adeguati.
Il titolo: "IDEOLOGIA vs SALUTE vs NATURA" parte dal presupposto della sezione in cui stiamo scrivendo: "Scalzi ed in salute".
Come ha deciso la mia amica; se camminare scalzi fa bene, fa bene anche farlo con 2 mm sotto i piedi. Se è una ideologia, se si sta bene farlo, se si prova pesciere a farlo non c'è verso, 2mm sono tanti. Si sta scalzi e basta. Se si vuole avere contatto con la natura e sentire tutte le sensazioni possibili e immaginabile che ci trasmettono le nostre suole naturali, anche qui: 2 mm sono troppi.

Questa era la questione che volevo discutere. Poi ovvio che c'è chi sta scalzo magari perché ha "scoperto" che gli migliora la postura e quindi rimane il benvenuto nel "Club", ci mancherebbe... Mi ha fatto solo riflettere il primo commento di questa mia amica: 2mm è come stare scalzi...
Non è proprio così: Ho raccolto già 4 o 5 commenti, e tutti sono propensi a dire che "non è questione di quanta suola hai sotto i piedi". Ma di stare coi piedi a contatto con la terra.
Come ho scritto il posto non andava contro a nessuna ideologia, ne intenti del club... contro nulla. Una semplice discussione nata da un commento di chi "potrebbe fare la scalzista, non lo fa, ma ha trovato una scorciatoia"... Non ceto per rendere felice me, ma probabilmente perché si rende conto che gli piace stare scalza, ne vede i benefici, ma come molti, si blocca a mostrare i piedi "svestiti", e si preoccupa del fattore estetico (le piante nere) ma non è certo schizzinosa, perché camminare in terrazzo in giardino e con una suola quasi a zero raccoglie comunque lo sporco per strada....

Anzi adesso che ci penso, ci sarebbe anche da discutere su questo su un altro post: c'è chi si schifa a stare scalzo per igiene. Ma con sandali aperti, e suole basse, non si sporcano i piedi direttamente, ma sicuramente appena arrivati a casa, non li mettono certo sul tavolino riposarsi... quindi è "una psicosi da contatto"

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Messaggio  Grand Choeur il Ven Set 14 2018, 09:23

2Feet ha scritto:[...] c'è chi si schifa a stare scalzo per igiene. Ma con sandali aperti, e suole basse, non si sporcano i piedi direttamente, ma sicuramente appena arrivati a casa, non li mettono certo sul tavolino riposarsi... quindi è "una psicosi da contatto"

A una ragazza a cui facevano male i piedi (e aveva le infradito) suggerii di fare un tratto scalza. Ma diceva che le si sarebbero sporcati i piedi. Indovinate, alla fine, chi li aveva più neri (sopra e sotto)?

_________________
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Messaggio  GECO il Ven Set 14 2018, 09:59

Per prima cosa non vorrei che passasse che l'andare scalzi è un'ideologia.
Andare scalzi fa bene e a mio avviso è piacevole per le sensazioni tattili che per me si possono avere SOLO stando scalzi anche solo con dei calzini è diverso.
Ma devo ammettere che ci sono anche dei contro. Con un sandalo minimale sei più protetto da eventuali vetri, almeno quelli piccoli perché probabilmente quelli più grossi ttrapasserebbero anche il sandalo minimale. Attutisce i colpi su pietre anche se le senti non è come se il colpo lo ricevi direttamente sul piede.
In parte protegge dallo porco. Dico in parte perché vedo foto sul web di gente che usa quei sandali o simili e i piedi non sono puliti.
Certamente non senti il suolo gelato o usionante.
Per non parlare del discorso sociale anche se in sandali in inverno è comunque strano.
Per me una cosa non esclude l'altra. Nel senso che normalmente preferisco stare scalzo ma in certe occasioni (suolo troppo caldo o terreni troppo impegnativi) preferisco mettere i sandali.
Conosco vari runners alcuni corrno scalizi altri in sandali (rastro). Anche quelli scalzi, e ti assicuro che corrono scalze dove io e altri barefooter abbiamo capitolato, in certi casi hanno dovuto mettere i sandali o five fingers perché obiettivamente il percorso non era fattibile scalzo (poi magari c'è qualcuno che ci riesce ma ti assicuro che il loro livello è già MOLTO alto).
Poi certo uno può anche dire a me non interessa andare scalzo e mi vanno bene questi sandali che danno una sensazione molto simile ma non è esattamente la stessa cosa.

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Messaggio  bfpaul il Ven Set 14 2018, 12:19

2Feet ha scritto:
............................................

Questa era la questione che volevo discutere. Poi ovvio che c'è chi sta scalzo magari perché ha "scoperto" che gli migliora la postura e quindi rimane il benvenuto nel "Club", ci mancherebbe... Mi ha fatto solo riflettere il primo commento di questa mia amica: 2mm è come stare scalzi...
Non è proprio così: Ho raccolto già 4 o 5 commenti, e tutti sono propensi a dire che "non è questione di quanta suola hai sotto i piedi". Ma di stare coi piedi a contatto con la terra.
Come ho scritto il posto non andava contro a nessuna ideologia, ne intenti del club... contro nulla. Una semplice discussione nata da un commento di chi "potrebbe fare la scalzista, non lo fa, ma ha trovato una scorciatoia"... Non ceto per rendere felice me, ma probabilmente perché si rende conto che gli piace stare scalza, ne vede i benefici, ma come molti, si blocca a mostrare i piedi "svestiti", e si preoccupa del fattore estetico (le piante nere) ma non è certo schizzinosa, perché camminare in terrazzo in giardino e con una suola quasi a zero raccoglie comunque lo sporco per strada....


La tua amica camminerà su suole di 2 mm e sarà felice così.
Benissimo, ma non sarà SCALZA.
Si sporcherà comunque i piedi anche se le sue suole non saranno "nere".
Se volesse scrivere su questo Forum avrebbe da noi la stessa accoglienza che diamo a tutti gli scalzi e presunti scalzi che scrivono qui e diventerebbe come tutti gli altri, socio Aggregato del Club.
E come tutti gli altri soci non avrebbe l'obbligo di andare scalza.
Certo glielo consiglieremmo ...  Laughing

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Messaggio  Robi il Ven Set 14 2018, 13:45

dopo tanti contributi illustri, perchè forniti da chi ha più esperienza di me, che si sono succeduti, ecco la mia filosofia da due centesimi (come sempre)

personalmente credo che le due cose siano distinte ma non incompatibili e provo a spiegare perchè

da quando, fine luglio scorso, ho capito che volevo vivere scalzo , non entro qui nel merito del perchè lo faccio, non ho più messo le scarpe chiuse, tranne la parentesi di cui ho raccontato in un altro post, e se necessario ho messo i sandali o le infradito, es. in ospedale, in alcuni centri commerciali, dalla macchina alla mia stanza in ufficio e viceversa, il che credo mi potrebbe "qualificare" come barefooter semi-integrale e ben si adatta a come io mi sento e vedo

nelle occasioni, anche non troppo rare, in cui ho messo i sandali o le infradito, mi sono reso conto che non soltanto le sensazioni sono diverse ma anche come cammino e soprattutto come mi sento, ciò detto tuttavia non conduco una vita che mi permetta un 365/24/7 e quindi ho dovuto elaborare ed accettare il fatto che dovrò rimettere qualcosa, sandali o scarpe, anche ben più frequentemente di quanto non possa aver fatto in questo paio di mesi

a questo punto, avendo provato il fastidio delle scarpe chiuse e la differenza portando i sandali, mi sono posto il problema di come riuscire a non perdere almeno una parte del barefooting nelle situazioni in cui non posso stare a piedi nudi e per questo ho optato per dei sandali minimali (https://xeroshoes.com/), che devo andare a prendere domani dal corriere Smile, per tutti i giorni (più o meno) e stavo pensando ad un paio di Vivobarefoot per le occasioni più "formali"

non credo che questo significhi "rinnegare" una filosofia o mi faccia sentire meno me stesso (aka meno barefooter) è soltanto la necessità di coniugare esigenze contingenti diverse, privilegiando comunque lo stare scalzi (o quasi) perchè in questo mi riconosco e questo voglio

CiaoCiao
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Messaggio  FrancoR18 il Ven Set 14 2018, 16:07

Come detto più volte: stare scalzi deve essere un piacere e non un obbligo (nessuno di noi ha firmato un contratto vincolante) Very Happy
Personalmente sto scalzo quando posso e se posso. Certo, ci sono condizioni (vedi luoghi di lavoro) dove la scarpa è obbligatoria (persino quella di sicurezza). Nel tempo libero cerco di rimediare, dove non c'è il "piacere" di stare scalzi (vedi asfalti roventi) con un paio di "bistrattate" FiveFingers. Non sarà come andare scalzi (c'è scritto persino in grande e in più lingue sulla scatola). Ma è uno dei modi che ci si avvicina di più. Non a caso serve tempo ed allenamento per abituarsi ad un modo diverso di camminare. Come lo è andare scalzi. Serve tempo, allenamento e la cosa deve essere graduale. Altrimenti ci si fa male (e ne so qualcosa Sad )

Il tutto secondo me.
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