Psicosi Italiane

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Messaggio  Mettlog91 il Lun Nov 26 2018, 13:09

"So che sono psicosi mie, ma per me la ciabatta ha senso in spiaggia o nell'intimità dei fatti tuoi. La ciabatta in pubblico proprio no. No no no.
Se sono a casa in ciabatte e mi arriva gente, mi metto le scarpe. Fai te come sto."

Questo è un stralcio di conversazione che stavo leggendo su reddit riguardo al fatto di far togliere le scarpe agli ospiti in casa propria.
Lo so che questo tema qui sul forum è stato trattato più e più volte, ma nel 2018 (quasi 2019) ancora mi diverte ed al contempo innoridisce la ristrettezza di mentalità d alcune persone.
La cosa che mi fa più pensare però è che questo tipo di reazione è tipica solo dell'Europa meridionale e certe volte davvero pensi di essere nato nella nazione sbagliata.
Parlando anche con alcuni conoscenti infatti mi sono sentito dire che quasi sverrebbero all'idea che il padrone di casa chieda che vangano tolte le scarpe... Mi sa che di questo passo mi toccherà trasferirmi all'estero, ovviamente è una provocazione, ma quasi quasi lol! lol! lol!

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Re: Psicosi Italiane

Messaggio  Angelica il Lun Nov 26 2018, 13:34

Nemmeno io faccio togliere le scarpe agli ospiti. Chiaro che in casa sto scalza, che abbia ospiti o meno, ma non impongo agli altri di essere come me nemmeno a casa mia. Certamente i miei amici più stretti mi conoscono e lo fanno da soli.
Se poi la vogliamo mettere su una questione d'igiene beh, anche rientrando scalza da fuori porto comunque lo sporco in casa. Semplicemente mi dò una pulita veloce alle suole sullo zerbino, indipendentemente dall'avere le scarpe o meno.
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Re: Psicosi Italiane

Messaggio  GECO il Lun Nov 26 2018, 16:31

Credo che sia ritenuto irrispettoso / poco educato nei confronti degli ospiti riceverli scalizi.
Io stesso mi faccio delle remore in merito perché i miei genitori mi hanno educato con questa idea.
Quelle poche volte che qualcuno mi suona alla porta senza avviso apreo ovviamnete scalzo ma mi sento un po' in imbarazzo per questo (e non solo per questo visto che c'è un certo disordine). Non che uno venga da me senza essere invitato ma cose del tipo la vicina che a qualche cosa da dirmi.
Ricevere in pantofole invece è accettato.
In particolari occasioni di festa sto calzato in casa (in realtà il più delle volte che ci sono ospiti sono pure io 'ospite' a casa dei miei genitori perché casa mia è piccola e poi se vengono parenti a cena diciamo che è meglio se cucini mia madre se si vuole fare 'bella figura').
Dipende chi ospito. Se dovesse venire un estraneo non lo accoglierei scalzo (es. dottore, assicuratore ecc.).
Amici le rare volte che gli invito posso anche accoglierli scalzi.


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Re: Psicosi Italiane

Messaggio  young_barefooter il Mar Nov 27 2018, 10:40

Da ragazzino non avevo problemi a mostrarmi in ciabatte agli ospiti, solamente guai a mostrare i piedi: il calzino bianco di cotone era d'obbligo!
Da adulto ho superato l'ansia di mostrarmi senza calze ma mi vergognavo a mostrarmi a piedi nudi, perciò mettevo sempre le ciabatte nel caso di ospiti a casa, anche fosse semplicemente venuto a suonarmi alla porta il corriere o l'idraulico...

Ora come ora sto a piedi nudi indipendentemente dagli ospiti o dalla formalità della situazione. In casa mia faccio quel che voglio, se a qualcuno non piace vedermi scalzo fatti suoi, in casa mia comando io.

Naturalmente non obbligo gli eventuali ospiti a lasciare le scarpe fuori di casa MA li invito caldamente a farlo. Talvolta capita addirittura che qualcuno si scalzi spontaneamente vedendo le scarpe sul pianerottolo fuori dalla porta di casa.
Fondamentalmente non mi piace che la gente entri con le scarpe perchè inevitabilmente finirebbero per portare in casa sabbia e terra (soprattutto quando piove). Secondariamente mi pare un bel gesto per mettere a suo agio un eventuale ospite invitarlo a togliere le scarpe: lo farebbe sentire più comodo (un po' come se fosse a casa sua) e renderebbe più rilassata e meno formale la permanenza a casa mia.

Purtroppo non a tutti fa piacere questa cosa di togliersi le scarpe. Ad esempio mio padre: lo scorso weekend ho invitato i miei genitori a cena e quando gli ho telefonato per invitarli gli ho chiesto di portarsi le ciabatte. Mio padre non ha gradito questa cosa delle ciabatte e si è alterato dicendo che lui vuole tenersi le scarpe. E già che c'era mi invitava a non presentarmi più scalzo a casa loro Mad . Naturalmente mi sono molto offeso e arrabbiato e ho annullato l'invito a cena da me. Al momento è crisi aperta anche se la mediazione di mia madre pare aver allentato la tensione...




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Re: Psicosi Italiane

Messaggio  young_barefooter il Mar Nov 27 2018, 10:57

Altro discorso quanto concerne il mio stare scalzo a casa d'altri: conoscendo la fobia per i piedi scalzi di tanti italiani diciamo che è una cosa che mi mette abbastanza in difficoltà.

Per cominciare se devo presentarmi a casa di una persona che non conosco o che non è al corrente del mio scalzismo ebbene questo mi causa qualche dubbio se presentarmi o meno scalzo (tendenzialmente in tal caso opto per le scarpe).
Anche per quanto riguarda chi mi conosce sono spesso dubbioso perchè temo di essere guardato male se mi presentassi con le "suole" nere o non proprio pulite per aver camminato fuori casa (tra l'altro potrebbe valere la questione "igienica" - esattamente come vale per me quando la gente entra in casa mia con le scarpe!).
Un'altra cosa che mi manda in crisi è l'ansia di avere i piedi che sudano lasciando le classiche orme sul pavimento di casa: l'agitazione ovviamente finisce per farmi sudare per davvero e questo alimenta un circolo vizioso senza uscita...

E se mi presentassi scarpato e fossi invitato a togliermi le scarpe per entrare? Anche questo mi manderebbe in crisi perchè non portando calzini sarei in ansia temendo di lasciare impronte umide qua e la o magari mi prenderebbe l'ossessione per eventuali "odori molesti" che immaginerei percepiti dai padroni di casa...

In sintesi: ora capisco perchè la gente non ama togliersi le scarpe entrando in casa altrui!
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Re: Psicosi Italiane

Messaggio  Grand Choeur il Mar Nov 27 2018, 11:44

Io, generalmente, vado scalzo anche in case dove non mi conoscono, anche perché non ho mai calzature dietro. Mi presento per quello che sono e nessuno ha mai avuto niente da dire.


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Re: Psicosi Italiane

Messaggio  GECO il Mar Nov 27 2018, 13:28

Per il discorso che uno entrando con le scarpe in casa porta dentro lo sporco non mi sono mai posto il problema. Abitando in condominio nessuno lascia le scarpe fuori dal portone. Io stesso entro in casa con le scarpe e me le tolgo subito. Ovviamente all'entrata mi pulisco i piedi sullo zerbino.
Come ho detto è raro che venga qualcuno a casa mia. Il più delle volte con amici ci vediamo in pizzeria o simile oppure andiamo in montagna e poi torniamo ognuno a casa sua. Con parenti o amici di famiglia ci si trova dai miei genitori dove non vado mai scalzo perché mia madre ha la menata delle impronte sul marmo. A casa mia non ho questo problema avendo delle normali piastrelle dove non vedo che lascio impronte.
Una volta con i miei siamo andati ospiti di amici e ci hanno dato delle ciabatte da metterci prima di entrare. Un po' di preoccupazione perché le scarpe che indossavano erano delle vere bombe... pig

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Re: Psicosi Italiane

Messaggio  BarefootSoul il Mar Nov 27 2018, 14:05

Discussione interessante.

Personalmente se ci sono ospiti a casa metto sempre le scarpe, sia ora che vivo di nuovo con i miei sia quando abitavo da solo. Anche quando vengono esterni tipo assicuratore, consulente finanziario, ecc. metto sempre le scarpe, non resto mai in ciabatte: lo trovo una forma di rispetto, visto che l'altra persona non ti sta facendo una visita di cortesia ma sta lavorando.

Le tengo solo se c'è molta confidenza con la persona, ad esempio il nostro vicino di pianerottolo, che conosco da quando sono nato e con cui condividiamo anche la colf. Io vado in ciabatte a casa sua e lui viene in ciabatte a casa nostra (ed è un ex-Direttore Fiat, non l'ultimo operaio panzone in canottiera).

Scalzo a casa di estranei ci sono stato per la prima volta quest'estate, quando vi ho raccontato di quel tizio da cui sono andato a prendere dei libri. Ora che mi sono lanciato non dubito che ricapiterà, sia con questa persona sia con altri (ovviamente sempre nella stagione calda).

Quanto al lasciare le scarpe fuori prima di entrare l'ho visto fare solo una volta, dal mio maestro di sci in montagna (ma lì credo sia più che altro per non portare in casa neve o fanghiglia gelata che poi si scioglie e sporca tutto). E comunque non ha mai imposto a me di farlo quando vado a casa sua e non lo fa lui quando viene a casa nostra: è ovvio che, da una parte e dall'altra, ci si pulisce bene sullo zerbino.

In generale penso che lasciare le scarpe fuori dalla porta sia una cosa più tipicamente orientale, in particolare giapponese, oppure legata a precetti religiosi (come sapete i Musulmani si tolgono le scarpe prima di entrare in moschea, e anche ogni volta che recitano le cinque preghiere della giornata sul tappetino): se ho capito bene credo sia legato ad un'idea di purezza, di non voler contaminare lo spazio sacro con lo sporco della strada.

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Re: Psicosi Italiane

Messaggio  FrancoR18 il Mar Nov 27 2018, 17:05

GECO ha scritto:Credo che sia ritenuto irrispettoso / poco educato nei confronti degli ospiti riceverli scalizi.
Io stesso mi faccio delle remore in merito perché i miei genitori mi hanno educato con questa idea.
Quelle poche volte che qualcuno mi suona alla porta senza avviso apreo ovviamnete scalzo ma mi sento un po' in imbarazzo per questo (e non solo per questo visto che c'è un certo disordine). Non che uno venga da me senza essere invitato ma cose del tipo la vicina che a qualche cosa da dirmi.
Ricevere in pantofole invece è accettato.
In particolari occasioni di festa sto calzato in casa (in realtà il più delle volte che ci sono ospiti sono pure io 'ospite' a casa dei miei genitori perché casa mia è piccola e poi se vengono parenti a cena diciamo che è meglio se cucini mia madre se si vuole fare 'bella figura').
Dipende chi ospito. Se dovesse venire un estraneo non lo accoglierei scalzo (es. dottore, assicuratore ecc.).
Amici le rare volte che gli invito posso anche accoglierli scalzi.


Io sono dell'idea che in casa ognuno sta come gli pare: vestito, poco vestito, scalzo, non scalzo etc. Sembra un pò paradossale farsi paranoie dell'essere scalzi in casa propria Very Happy
Anzi, mi hai fatto venire in mente una cosa. Prossima volta che gli amici, in questo periodo dell'anno, mi faranno notare "ma non hai freddo?" gli risponderò: "vuoi farmi perdere la goduria dell'impianto a pavimento?"  Provare per credere. Smile




young_barefooter ha scritto:

Ora come ora sto a piedi nudi indipendentemente dagli ospiti o dalla formalità della situazione. In casa mia faccio quel che voglio, se a qualcuno non piace vedermi scalzo fatti suoi, in casa mia comando io.

Naturalmente non obbligo gli eventuali ospiti a lasciare le scarpe fuori di casa MA li invito caldamente a farlo. Talvolta capita addirittura che qualcuno si scalzi spontaneamente vedendo le scarpe sul pianerottolo fuori dalla porta di casa.


Perfettamente d'accordo. A casa propria comanda il padrone di casa. Pure io non obbligo gli ospiti a farlo. Ma vedendomi mi domandano se devono farlo o no. Io di certo non impongo la cosa. Però viene la voglia Smile   Certo che se fuori ha piovuto o hanno le scarpe infangate: li è tassativo togliersele Twisted Evil


Ultima modifica di FrancoR18 il Mar Nov 27 2018, 17:12, modificato 1 volta
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Re: Psicosi Italiane

Messaggio  velobianchi il Mer Nov 28 2018, 10:17

Io personalmente a casa sto scalzo, sia d'estate che d'inverno, e se ricevo ospiti, così mi trovano.
Che siano amici che ormai mi conoscono o gente estranea non mi creo problemi.
Ho constatato invece che chi mi conosce entrando a casa mia, quasi in automatico si toglie le scarpe anche loro restando magari con le calze.
Invece gli estranei, se non è una visita veloce, quindi se devono "inoltrarsi" dentro casa, la maggior parte si toglie le scarpe.

In casa d'altri invece io mi tolgo sempre sandali o scarpe che abbia in quel momento.
E se qualcuno mi chiede rispondo molto tranquillamente, e nessuno prosegue, anzi è l'inizio di una piacevole conversazione che attrae la loro attenzione.

Poi magari finita lì e non proseguono nel praticare anche loro. Ma tutto ha un inizio, e chissà mai.
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Re: Psicosi Italiane

Messaggio  Angelica il Mer Nov 28 2018, 13:45

Esattamente per quale motivo accogliere scalzi degli estranei sarebbe maleducazione e mancanza di rispetto? Non è che sotto sotto ci senriamo ancora un po' colpevoli di una cosa che "non si fa"?
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Re: Psicosi Italiane

Messaggio  young_barefooter il Mer Nov 28 2018, 16:23

Angelica ha scritto:Esattamente per quale motivo accogliere scalzi degli estranei sarebbe maleducazione e mancanza di rispetto? Non è che sotto sotto ci sentiamo ancora un po' colpevoli di una cosa che "non si fa"?

Hai centrato il problema!

Ciò che (a volte) ci mette tanto a disagio quando ci troviamo scalzi tra la gente e alimenta tante paranoie e timori è dovuto banalmente al fatto che - pur sentendoci e/o proclamandoci "scalzisti" - spesso ci capita ancora di ragionare "da scarpati":
pur nascendo scalzi, crescendo ci vengono infatti imposte le scarpe e questo ci condiziona al punto tale da farci sentirci "fuori posto" o "anormali" quando decidiamo di farne a meno, pur essendo consapevoli del fatto che non è vietato girare scalzi e magari avendo anche toccato con mano (o per meglio dire "con piede") i vantaggi per la salute e la comodità della camminata a piedi nudi.

Quindi finiamo inconsciamente per proiettare sugli altri le nostre stesse paure e inibizioni. Quando ad esempio ci diciamo "chissà cosa penserà la gente vedendomi scalzo" (alzi la mano chi non l'ha mai pensato!) in realtà siamo noi stessi che ci stiamo giudicando negativamente in partenza. Esattamente come ci giudicherebbe chi effettivamente ci guarda con disapprovazione vedendoci scalzi!
E' un ragionamento un po' contorto ma al quale difficilmente si sfugge, il resto lo fa il carattere e l'indole di ognuno di noi, magari c'è quello più "tosto" e coraggioso che non se ne cura così come c'è colui che si imbarazza al punto tale da rinunciare a stare scalzo tra la gente.

Se iniziassimo a sentirci "a posto e in pace con noi stessi" quando siamo scalzi tra la gente probabilmente sparirebbe tutta l'ansia e il timore!
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Re: Psicosi Italiane

Messaggio  GECO il Mer Nov 28 2018, 17:08

Angelica ha scritto:Esattamente per quale motivo accogliere scalzi degli estranei sarebbe maleducazione e mancanza di rispetto? Non è che sotto sotto ci senriamo ancora un po' colpevoli di una cosa che "non si fa"?

Perché così mi è stato insegnato. A dire il vero ho sempre visto fare così dai miei e lo do per scontato.
Come se uno ti chiedesse perché mangi con le posate e non con le mani. Anche in questo caso in altri Paesi mangiano con le mani ma qui da noi non si usa ed è ritenuto maleducazione.
Certo seguendo lo stesso ragionamento non dovrei neanche uscire di casa scalzo.
Come ho detto il più delle volte sono io stesso 'ospite' dei miei genitori e quindi non avendo voglia di discutere metto le pantofole. D'altronde che si lasciano imprinte sul marmo è vero e avendo una madre precisina mi seccherebbe farle pulire i pavimenti ogni volta che vado a casa sua perché se lascio impronte lei deve pulire. E non ci penso minimamente a pulirli io... Già pulisco a casa mia. Diciamo che stare in pantofole non è che mi dia poi così fastidio.

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Re: Psicosi Italiane

Messaggio  FrancoR18 il Mer Nov 28 2018, 17:58

GECO ha scritto:
Angelica ha scritto:Esattamente per quale motivo accogliere scalzi degli estranei sarebbe maleducazione e mancanza di rispetto? Non è che sotto sotto ci senriamo ancora un po' colpevoli di una cosa che "non si fa"?

Perché così mi è stato insegnato. A dire il vero ho sempre visto fare così dai miei e lo do per scontato.
Come se uno ti chiedesse perché mangi con le posate e non con le mani. Anche in questo caso in altri Paesi mangiano con le mani ma qui da noi non si usa ed è ritenuto maleducazione.
Certo seguendo lo stesso ragionamento non dovrei neanche uscire di casa scalzo.
Come ho detto il più delle volte sono io stesso 'ospite' dei miei genitori e quindi non avendo voglia di discutere metto le pantofole. D'altronde che si lasciano imprinte sul marmo è vero e avendo una madre precisina mi seccherebbe farle pulire i pavimenti ogni volta che vado a casa sua perché se lascio impronte lei deve pulire. E non ci penso minimamente a pulirli io... Già pulisco a casa mia. Diciamo che stare in pantofole non è che mi dia poi così fastidio.

Però permettimi (senza polemica ci mancherebbe). Dato che è stato insegnato (e lo dai per scontato) non dovrebbe valere la stessa cosa anche l'andare scalzi per strada? confused
Poi sia chiaro: non nego che le prime volte, pure io, sottostavo alle direttive della famiglia. Ma ormai si sono abituati a questo mio "modo di fare" Very Happy
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Re: Psicosi Italiane

Messaggio  BarefootSoul il Gio Nov 29 2018, 01:02

Angelica ha scritto:Esattamente per quale motivo accogliere scalzi degli estranei sarebbe maleducazione e mancanza di rispetto? Non è che sotto sotto ci sentiamo ancora un po' colpevoli di una cosa che "non si fa"?

Credo che ognuno potrebbe darti una risposta diversa.

Io ti posso dire la mia.

Quando decido di stare a piedi nudi - l'ho già detto in passato - decido di diventare un'altra persona, come se indossassi una maschera (sono come Peter Parker / Uomo Ragno, o come Dottor Jekyll / Mister Hyde).
Infatti finora nessuno al mondo di quelli che mi conoscono - parenti, amici stretti, semplici conoscenti - sa del mio scalzismo. Mi mostro solo a sconosciuti, come il tabaccaio, i "colleghi" del volontariato, il tizio dei libri, i ragazzi del negozio di fumetti e ovviamente i baristi e le bariste.

Non ho ancora mai fatto "coming out" con nessuno. L'estate prossima, se la temperatura mi aiuterà, vorrei farlo con una mia amica: ma solo con lei, perché è una persona per me molto speciale, sa molte cose di me che non ho mai detto a nessun altro (nemmeno ai miei genitori, ma solo alla psicologa) e mi ha sempre accettato in tutto: dunque non credo che avrà problemi ad accettare il mio scalzismo.

Non mi sento colpevole, perché nel momento in cui sono scalzo non sono io, ma un'altra persona. Ho bisogno di queste periodiche "vacanze da me stesso" (che non comprendono solo lo stare a piedi nudi, ma anche altre cose, tra cui il bere) per mantenere psicologicamente in equilibrio il mio Io Principale, che altrimenti sarebbe crollato già da un bel pezzo.


Quando entravano degli estranei in casa mia (mia mia, cioè quando vivevo da solo) invece era il mio Io Principale a essere chiamato in causa, ed ecco perché non stavo scalzo.
Ricordo solo una volta in cui ho accolto una persona stando a piedi nudi: era uno di quei poveretti - nel senso che fanno un brutto lavoro, sfruttati, mal pagati e trattati male da tutti - che cercano di convincerti a fare nuovi contratti di questo e di quello. Lì sono rimasto scalzo (anzi, se ricordo bene, mi sono scalzato apposta) perché sapevo già in partenza che non mi interessava nulla di quello che la persona avrebbe detto o fatto, e quindi non avevo necessità di attivare il cervello

(come ho detto quando si parlava del leggere scalzo, io non riesco a dedicarmi ad attività intellettualmente importanti se sono scalzo. E il motivo è quello di cui ho parlato sopra, ovvero il turn-over tra il mio Io Principale e quello "pazzerello": ciascuno ha un suo spazio, ma non devono mai essere contemporaneamente presenti).


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Così la vedo...

Messaggio  aldo1953 il Gio Nov 29 2018, 13:49

Ho l' impressione che qui si stia girando attorno al vero problema. Ammetto di essere particolarmente favorito : lavoro da solo con una clintela che da sempre mi conosce un po' strambo (studio tappezzato di immagini Induiste/Buddiste, profumo di incenso etc etc), gli unici famigliari con cui ho rapporti stretti sono, ovviamente, mia moglie, e mia sorella, sono arivato allo scalzismo quando ormai una certa "faccia" nella vita me la ero fatta.
Per questo propongo alcune domande che chiunque voglia affrontare la felice strada dello scalzismo dovrebbe porsi :
- Andare scalzo in pubblico è una esigenza profonda che mi fa davvero stare meglio o è un capriccio del momento che non fa altro che crearmi problemi ?
- Sono consapevole che l' andare scalzo potrebbe crearmi problemi sociali/famigliari ?
- Sono consapevole che non potrò comunque andare sempre scalzo ovunque (e non per problemi fisici ) ?
- Sono disponibie, per stare meglio, ad affrontare situazioni psicologicamente negative ?

Il tutto naturalmente aggiungendo che nessuno è obbligato ad andare scalzo al contrario dei calzati che invece sono psicologicamente e materialmente costretti alle scarpe.

Se le risposte che ci diamo sono congruenti, tutte le difficoltà piano piano si appianano, soprattutto quando ognuno trova i suoi limiti e i suoi compromessi.
Mia moglie non mi sopporta scalzo al di fuori dell' Estate e non dappertutto ? Bene per la pace famigliare mi adeguerò, tanto ci sono mille situazioni in cui sono solo. Un amico sarebbe in imbarazzo e un altro no ? Nessun problema, col primo uso i Lunasandals e con l' altro no.
L' importante è mettere nella zucca della gente che siamo scalzisti senza dare troppe spiegazioni (che tanto non vengono capite e nemmeno ascoltate - senti quello che vuoi sentire, esattamente come vedi ciò che vuoi vedere).
E poi a casa propria uno fa quello che vuole io sto in casa tutto l' anno in pantaloncini e maglietta, così ricevo la gente e nessuno ha mai fatto commenti.
Questa mattina, per esempio, sono uscito piuttosto presto con circa 6°, ho incontrato due vicini e la portinaia... qualcuno ha detto qualcosa ? Nemmeno per idea.
qualche settimana fa, in uno dei primi giorni freschi e piovosi, rientro scalzo, inocntro una nuona condomina, si blocca e poi sbotta :"Questo è troppo però, va bene uscire senza ombrello, ma a piedi nudi no". La guardo fissa, poi alleggerisco con un sorriso e le butto in faccia "Non metto mai scarpe", "Mai ?" " MAI!!!!!"
Così la prossima volta grazie a una piccola bugia (ma i Lunasandals sono scarpe ?) se ne starà buona.
Buon Inverno scalzo

Aldo
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Re: Psicosi Italiane

Messaggio  BarefootSoul il Gio Nov 29 2018, 14:47

aldo1953 ha scritto:
Ho l' impressione che qui si stia girando attorno al vero problema...
Per questo propongo alcune domande che chiunque voglia affrontare la felice strada dello scalzismo dovrebbe porsi :
- Andare scalzo in pubblico è una esigenza profonda che mi fa davvero stare meglio o è un capriccio del momento che non fa altro che crearmi problemi ?
- Sono consapevole che l' andare scalzo potrebbe crearmi problemi sociali/famigliari ?
- Sono consapevole che non potrò comunque andare sempre scalzo ovunque (e non per problemi fisici ) ?
- Sono disponibile, per stare meglio, ad affrontare situazioni psicologicamente negative ?

Il tutto naturalmente aggiungendo che nessuno è obbligato ad andare scalzo al contrario dei calzati che invece sono psicologicamente e materialmente costretti alle scarpe.

Se le risposte che ci diamo sono congruenti, tutte le difficoltà piano piano si appianano, soprattutto quando ognuno trova i suoi limiti e i suoi compromessi.

qualche settimana fa, in uno dei primi giorni freschi e piovosi, rientro scalzo, incontro una nuova condomina, si blocca e poi sbotta :"Questo è troppo però, va bene uscire senza ombrello, ma a piedi nudi no". La guardo fissa, poi alleggerisco con un sorriso e le butto in faccia "Non metto mai scarpe",  "Mai ?" " MAI!!!!!"
Così la prossima volta grazie a una piccola bugia (ma i Lunasandals sono scarpe ?) se ne starà buona.
Buon Inverno scalzo

Aldo
-

Rispondo sempre per quanto mi riguarda

Risposta a domanda 1 > E' un'esigenza sì, ma non profonda. Ci sono giorni che non vedo l'ora di togliermi le scarpe, maledico ogni minuto che ci metto ad arrivare all'ormai consueto luogo del pit-stop, mi butto giù dall'autobus ancora in corsa (si fa per dire, eh, non mi lancio per davvero) per arrivare prima e finalmente levarmi le scarpe e iniziare ad andare scalzo in pubblico. E al contrario ci sono giorni in cui la temperatura è perfetta, la mia giornata sarà libera e allegra, non ho impegni pressanti né brutti pensieri, gli uccellini cinguettano, tutto il mondo intorno a me mi grida "Dai, oggi è la giornata perfetta per andare scalzo in pubblico !" : e io non ne ho voglia, non sento alcuna esigenza di togliermi le scarpe, penso che sia solo una cosa stupida, inutile, che crea solo problemi.


Risposta a domanda 2 > SI, ovviamente. Ne ho già parlato molte volte quindi non mi ripeto.


Risposta a domanda 3 > NO, se si tratta di fare coming-out con parenti, amici e conoscenti. SI se mi trovo in contesto pubblico ma circondato da sconosciuti (le mie prossime sfide ad esempio, che sto progettando per la prossima estate, saranno andare scalzo in Università, in pizzeria e in qualche locale o luogo aulico del centro: in quest'ultimo caso prevedo reazioni del tipo "Ma Lei come si permette, questo è un locale di classe, si vergogni, se ne vada !" e ho già la risposta pronta "Mi scusi, ma io ho i soldi per pagare, e sono buoni come quelli di chiunque altro: perché non dovreste accettarli solo per il fatto che io sono a piedi nudi ?")


Credo che la ricerca dei propri limiti e compromessi non sia un percorso che va da A a B e poi tutto finito e si procede così per sempre, ma un continuo aggiustamento, una continua ricalibratura. Io come sapete ho iniziato con poche uscite notturne e clandestine, in un parco di semi-periferia, temendo di avere puntati addosso gli occhi dei rari passanti che incrociavo a quell'ora: e oggi giro tranquillamente scalzo di giorno e in pieno centro di Torino, cosa che lo stesso Marco53 ha ammesso di avere ancora problemi a fare, lui che ha girato scalzo tutta l'Europa.

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Messaggio  FrancoR18 il Gio Nov 29 2018, 18:27

aldo1953 ha scritto:
Ho l' impressione che qui si stia girando attorno al vero problema. Ammetto di essere particolarmente favorito : lavoro da solo con una clintela che da sempre mi conosce un po' strambo (studio tappezzato di immagini Induiste/Buddiste, profumo di incenso etc etc), gli unici famigliari con cui ho rapporti stretti sono, ovviamente, mia moglie, e mia sorella, sono arivato allo scalzismo quando ormai  una certa "faccia" nella vita me la ero fatta.
Per questo propongo alcune domande che chiunque voglia affrontare la felice strada dello scalzismo dovrebbe porsi :
- Andare scalzo in pubblico è una esigenza profonda che mi fa davvero stare meglio o è un capriccio del momento che non fa altro che crearmi problemi ?
- Sono consapevole che l' andare scalzo potrebbe crearmi problemi sociali/famigliari ?
- Sono consapevole che non potrò comunque andare sempre scalzo ovunque (e non per problemi fisici ) ?
- Sono disponibie, per stare meglio, ad affrontare situazioni psicologicamente negative ?

Il tutto naturalmente aggiungendo che nessuno è obbligato ad andare scalzo al contrario dei calzati che invece sono psicologicamente e materialmente costretti alle scarpe.

Se le risposte che ci diamo sono congruenti, tutte le difficoltà piano piano si appianano, soprattutto quando ognuno trova i suoi limiti e i suoi compromessi.
Mia moglie non mi sopporta scalzo al di fuori dell' Estate e non dappertutto ? Bene per la pace famigliare mi adeguerò, tanto ci sono mille situazioni in cui sono solo.  Un amico sarebbe in imbarazzo e un altro no ? Nessun problema, col primo uso i Lunasandals e con l' altro no.
L' importante è mettere nella zucca della gente che siamo scalzisti senza dare troppe spiegazioni (che tanto non vengono capite e nemmeno ascoltate - senti quello che vuoi sentire, esattamente come vedi ciò che vuoi vedere).
E poi a casa propria uno fa quello che vuole io sto in casa tutto l' anno in pantaloncini e maglietta, così ricevo la gente e nessuno ha mai fatto commenti.
Questa mattina, per esempio, sono uscito piuttosto presto con circa 6°, ho incontrato due vicini e la portinaia... qualcuno ha detto qualcosa ? Nemmeno per idea.
qualche settimana fa, in uno dei primi giorni freschi e piovosi, rientro scalzo, inocntro una nuona condomina, si blocca e poi sbotta :"Questo è troppo però, va bene uscire senza ombrello, ma a piedi nudi no". La guardo fissa, poi alleggerisco con un sorriso e le butto in faccia "Non metto mai scarpe",  "Mai ?" " MAI!!!!!"
Così la prossima volta grazie a una piccola bugia (ma i Lunasandals sono scarpe ?) se ne starà buona.
Buon Inverno scalzo

Aldo
-

Se posso dire la mia e come ripeto: io vado scalzo se posso, se mi va e se ci sono le condizioni per farlo. Non lo vedo come un esigenza, una necessità, un obbligo tassativo. Oggi sono andato scalzo? Domani posso non esserlo. Un pò come indossare un determinato abito o meno. Io la vedo così. Col tempo sto passando, nelle occasioni dove la situazione "non è ideale" ad usare le tanto "bistrattate" FiveFingers. Non sarà come andare scalzi. Ma sono decisamente più minimaliste delle scarpe convenzionali
E giusto ieri sera Aldo, mi è accaduta una cosa simile:
Avevo invitato un pò d'amici per stare in compagnia e guardare la partita. Sanno che in casa sto scalzo (con ogni tanto qualche scampagnata fuori). Un certo momento accompagno fuori due che fumavano. Dopo un pò uno mi fa:
"ma non hai freddo scalzo"? (fuori c'erano circa 4 gradi).
Io gli rispondo: "no, ormai c'ho fatto l'abitudine Very Happy "
"io non riuscirei" mi risponde "ghiaccerei all'istante".
Ed è finita li.
Personalmente vivo così il mio scalzismo. Senza troppe seghe mentali. Non nego che i primi tempi (e ogni tanto possono capitare) i timori che abbiamo vissuto tutti, li ho vissuti pure io le prime volte. Ovvio che se vado scalzo lo faccio per un motivo positivo (praticità, comodità, perchè mi piace). Altrimenti non farei una cosa che trovo spiacevole o scomoda.
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Re: Psicosi Italiane

Messaggio  GECO il Ven Nov 30 2018, 13:51

FrancoR18 ha scritto:
GECO ha scritto:
Angelica ha scritto:Esattamente per quale motivo accogliere scalzi degli estranei sarebbe maleducazione e mancanza di rispetto? Non è che sotto sotto ci senriamo ancora un po' colpevoli di una cosa che "non si fa"?

Perché così mi è stato insegnato. A dire il vero ho sempre visto fare così dai miei e lo do per scontato.
Come se uno ti chiedesse perché mangi con le posate e non con le mani. Anche in questo caso in altri Paesi mangiano con le mani ma qui da noi non si usa ed è ritenuto maleducazione.
Certo seguendo lo stesso ragionamento non dovrei neanche uscire di casa scalzo.
Come ho detto il più delle volte sono io stesso 'ospite' dei miei genitori e quindi non avendo voglia di discutere metto le pantofole. D'altronde che si lasciano imprinte sul marmo è vero e avendo una madre precisina mi seccherebbe farle pulire i pavimenti ogni volta che vado a casa sua perché se lascio impronte lei deve pulire. E non ci penso minimamente a pulirli io... Già pulisco a casa mia. Diciamo che stare in pantofole non è che mi dia poi così fastidio.

Però permettimi (senza polemica ci mancherebbe). Dato che è stato insegnato (e lo dai per scontato) non dovrebbe valere la stessa cosa anche l'andare scalzi per strada? confused
Poi sia chiaro: non nego che le prime volte, pure io, sottostavo alle direttive della famiglia. Ma ormai si sono abituati a questo mio "modo di fare" Very Happy

Certo anche andare scalzo per strada non è contemplato e non lo farei mai con loro.
Se però io vado a casa dei miei mi adeguo perché come ho detto non voglio questionare e in fondo non mi pesa mettermi delle ciabatte.

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Re: Psicosi Italiane

Messaggio  GECO il Ven Nov 30 2018, 14:26

aldo1953 ha scritto:
Ho l' impressione che qui si stia girando attorno al vero problema. Ammetto di essere particolarmente favorito : lavoro da solo con una clintela che da sempre mi conosce un po' strambo (studio tappezzato di immagini Induiste/Buddiste, profumo di incenso etc etc), gli unici famigliari con cui ho rapporti stretti sono, ovviamente, mia moglie, e mia sorella, sono arivato allo scalzismo quando ormai  una certa "faccia" nella vita me la ero fatta.
Per questo propongo alcune domande che chiunque voglia affrontare la felice strada dello scalzismo dovrebbe porsi :
- Andare scalzo in pubblico è una esigenza profonda che mi fa davvero stare meglio o è un capriccio del momento che non fa altro che crearmi problemi ?
- Sono consapevole che l' andare scalzo potrebbe crearmi problemi sociali/famigliari ?
- Sono consapevole che non potrò comunque andare sempre scalzo ovunque (e non per problemi fisici ) ?
- Sono disponibie, per stare meglio, ad affrontare situazioni psicologicamente negative ?

Il tutto naturalmente aggiungendo che nessuno è obbligato ad andare scalzo al contrario dei calzati che invece sono psicologicamente e materialmente costretti alle scarpe.

Se le risposte che ci diamo sono congruenti, tutte le difficoltà piano piano si appianano, soprattutto quando ognuno trova i suoi limiti e i suoi compromessi.
Mia moglie non mi sopporta scalzo al di fuori dell' Estate e non dappertutto ? Bene per la pace famigliare mi adeguerò, tanto ci sono mille situazioni in cui sono solo.  Un amico sarebbe in imbarazzo e un altro no ? Nessun problema, col primo uso i Lunasandals e con l' altro no.
L' importante è mettere nella zucca della gente che siamo scalzisti senza dare troppe spiegazioni (che tanto non vengono capite e nemmeno ascoltate - senti quello che vuoi sentire, esattamente come vedi ciò che vuoi vedere).
E poi a casa propria uno fa quello che vuole io sto in casa tutto l' anno in pantaloncini e maglietta, così ricevo la gente e nessuno ha mai fatto commenti.
Questa mattina, per esempio, sono uscito piuttosto presto con circa 6°, ho incontrato due vicini e la portinaia... qualcuno ha detto qualcosa ? Nemmeno per idea.
qualche settimana fa, in uno dei primi giorni freschi e piovosi, rientro scalzo, inocntro una nuona condomina, si blocca e poi sbotta :"Questo è troppo però, va bene uscire senza ombrello, ma a piedi nudi no". La guardo fissa, poi alleggerisco con un sorriso e le butto in faccia "Non metto mai scarpe",  "Mai ?" " MAI!!!!!"
Così la prossima volta grazie a una piccola bugia (ma i Lunasandals sono scarpe ?) se ne starà buona.
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Aldo
-

Aldo dipende dalle circostanze. Non so come siano le tue usanze ma se fai la cena di Natale con parenti a casa tua stai comunque scalzo e in pantaloncini e maglietta?

- Andare scalzo in pubblico è una esigenza profonda che mi fa davvero stare meglio o è un capriccio del momento che non fa altro che crearmi problemi ?
Andare scalzo in pubblico lo faccio ma ancora con un certo disagio. Dipende molto dai contesti. Ultimamente ho corso una mezza maratona a Lodi scalzo e non ho avuto particolari problemi anche se mi ha imbarazzato scoprire di essere finito sul giornale locale. Se faccio escursioni lo faccio. Dipende poi se sono solo o se sono con altri scalzi con cui mi sento più sicuro.

- Sono consapevole che l' andare scalzo potrebbe crearmi problemi sociali/famigliari ?
Si ed è per questo che preferisco in certi casi calzarmi. A volte mi forzo andando in posti dove so che potrei incontrare famigliari o colleghi di lavoro.

- Sono consapevole che non potrò comunque andare sempre scalzo ovunque (e non per problemi fisici ) ?
SI

- Sono disponibie, per stare meglio, ad affrontare situazioni psicologicamente negative ?
Come ho detto qualche volta si ma se parto dal presupposto che uno va scalzo per piacere. Se lo devo fare stando in ansia meglio evitare cercando magari di migliorare vincendo alcune ansie. Prima o poi se alcune persone importanti, in primis i miei genitori, verranno a saperlo le cose potrebbero cambiare.

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Re: Psicosi Italiane

Messaggio  Marco53 il Ven Nov 30 2018, 22:21

Aggiungo la mia.
Ricevere ospiti scalzo in casa mia? Per forza.
Le ultime pantofole/ciabatte le ho buttate da circa 20 anni, di calzini non se ne parla da almeno 15, perciò... o così o pomì... e se è proprio necessario devo infilare le scarpe. Ma necessario quando? In casa mia? Praticamente mai. Forse con qualcuno che non è mai venuto prima al quale appena posso chiedo se posso stare senza. Ai vicini ho chiesto il permesso di presentarmi da loro senza scarpe non solo sul loro uscio di casa e mi hanno accettato. Se arriva un pacco o qualcosa da firmare, scendo al piano terra con le mie pantofole naturali senza neanche pormi il problema.  Laughing
Devo dire che in qualche caso ho offerto ad alcuni ospiti le pantofoline di stoffa (quelle che ti tirano dietro per pochi euro e che quindi puoi tenerne qualche paio in casa) e qualcuno ha accettato. E una persona molto amica alle volte si scalza, ma è romena e da loro valgono alcuni dei concetti da voi già espressi sulle maggiori disinibizioni del nord-Europa...
Saluti casalinghi.
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Re: Psicosi Italiane

Messaggio  Mettlog91 il Lun Dic 03 2018, 02:57

Angelica ha scritto:Esattamente per quale motivo accogliere scalzi degli estranei sarebbe maleducazione e mancanza di rispetto? Non è che sotto sotto ci senriamo ancora un po' colpevoli di una cosa che "non si fa"?


Beh, devo dire che tra le tante seghe mentali che si fa il mio cervello, lo stare scalzo con ospiti in casa proprio non mi si configura. Ho la fortuna di vivere già per conto mio anche se ancora studio, per cui in casa mia, mie sono le regole… e questo mi da grande sicurezza. Sicché indipendentemente sia il mio ospite (corrieri, amici, parenti, assicuratori) mi presento alla porta sempre scalzo.
Capisco comunque chi dice di sentirsi turbato, nella cultura occidentale siamo sempre stati abituati a sentire che l'ospite è sacro e dunque che non bisognerebbe far nulla per metterlo a disagio.
Su questo però non mi trovo sempre pienamente d'accordo perché poi capita sovente a noi italiani di non aver spirito di adattamento quando andiamo ad incocciare culture differenti dalla nostra.

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Re: Psicosi Italiane

Messaggio  aldo1953 il Lun Dic 03 2018, 09:53

GECO ha scritto:
aldo1953 ha scritto:
Ho l' impressione che qui si stia girando attorno al vero problema. Ammetto di essere particolarmente favorito : lavoro da solo con una clintela che da sempre mi conosce un po' strambo (studio tappezzato di immagini Induiste/Buddiste, profumo di incenso etc etc), gli unici famigliari con cui ho rapporti stretti sono, ovviamente, mia moglie, e mia sorella, sono arivato allo scalzismo quando ormai  una certa "faccia" nella vita me la ero fatta.
Per questo propongo alcune domande che chiunque voglia affrontare la felice strada dello scalzismo dovrebbe porsi :
- Andare scalzo in pubblico è una esigenza profonda che mi fa davvero stare meglio o è un capriccio del momento che non fa altro che crearmi problemi ?
- Sono consapevole che l' andare scalzo potrebbe crearmi problemi sociali/famigliari ?
- Sono consapevole che non potrò comunque andare sempre scalzo ovunque (e non per problemi fisici ) ?
- Sono disponibie, per stare meglio, ad affrontare situazioni psicologicamente negative ?

Il tutto naturalmente aggiungendo che nessuno è obbligato ad andare scalzo al contrario dei calzati che invece sono psicologicamente e materialmente costretti alle scarpe.

Se le risposte che ci diamo sono congruenti, tutte le difficoltà piano piano si appianano, soprattutto quando ognuno trova i suoi limiti e i suoi compromessi.
Mia moglie non mi sopporta scalzo al di fuori dell' Estate e non dappertutto ? Bene per la pace famigliare mi adeguerò, tanto ci sono mille situazioni in cui sono solo.  Un amico sarebbe in imbarazzo e un altro no ? Nessun problema, col primo uso i Lunasandals e con l' altro no.
L' importante è mettere nella zucca della gente che siamo scalzisti senza dare troppe spiegazioni (che tanto non vengono capite e nemmeno ascoltate - senti quello che vuoi sentire, esattamente come vedi ciò che vuoi vedere).
E poi a casa propria uno fa quello che vuole io sto in casa tutto l' anno in pantaloncini e maglietta, così ricevo la gente e nessuno ha mai fatto commenti.
Questa mattina, per esempio, sono uscito piuttosto presto con circa 6°, ho incontrato due vicini e la portinaia... qualcuno ha detto qualcosa ? Nemmeno per idea.
qualche settimana fa, in uno dei primi giorni freschi e piovosi, rientro scalzo, inocntro una nuona condomina, si blocca e poi sbotta :"Questo è troppo però, va bene uscire senza ombrello, ma a piedi nudi no". La guardo fissa, poi alleggerisco con un sorriso e le butto in faccia "Non metto mai scarpe",  "Mai ?" " MAI!!!!!"
Così la prossima volta grazie a una piccola bugia (ma i Lunasandals sono scarpe ?) se ne starà buona.
Buon Inverno scalzo

Aldo
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Aldo dipende dalle circostanze. Non so come siano le tue usanze ma se fai la cena di Natale con parenti a casa tua stai comunque scalzo e in pantaloncini e maglietta?


 Beh, qui la risposta è semplice, non faccio pranzi nè di Natale nè di Capodanno, la famiglia è superristretta, non ho conoscenti tali da richiedere tali inviti e in genere lascio che le cosiddette feste mi passino sulla testa senza sfiorarmi sperando che se ne vadano alla svelta come tanti altri normali giorni nella sempre troppo lunga e triste attesa che torni la Primavera.
Le uniche occasioni di gruppo (si fa per dire) sono un paio di grigliate d Estate sul terrazzo con non più di 5/6 persone...  e allora evidentemente va tutto bene. Un po' "orso", forse ma col tempo le amicizie e le parentele si rarefanno e quanto ai "conoscenti"... un conto è la battuta di un secondo un altro è una serata insieme (che  bounce  bounce )

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Re: Psicosi Italiane

Messaggio  young_barefooter il Mer Dic 05 2018, 14:53

Dovremmo proporre questo questionario ai nuovi iscritti al club! Laughing

Scherzi a parte dico anch'io la mia.

aldo1953 ha scritto:
- Andare scalzo in pubblico è una esigenza profonda che mi fa davvero stare meglio o è un capriccio del momento che non fa altro che crearmi problemi ?
Diciamo che andare scalzo in pubblico è una conseguenza del mio desiderio di stare il più possibile a piedi nudi. Se volessi evitare di stare scalzo in pubblico probabilmente andrei scalzo solo in casa o in altre sporadiche occasioni in cui non mi trovo tra la gente.
Ma è anche conseguenza del fatto che la mia sopportazione delle calzature è ai minimi storici, quindi dopo una giornata passata in ufficio a soffrire con le scarpe non posso fare altro che toglierle non appena girato l'angolo all'uscita dal lavoro. Questo naturalmente comporta il dover stare scalzo in pubblico...

Fatte queste doverose premesse risponderei che stare scalzo in pubblico mi causa sì qualche disagio (più che altro imbarazzo dovuto alla sensazione di avere tutti gli occhi addosso) MA tale (relativo) disagio è decisamente meno pesante per me rispetto alla sofferenza fisica causata dalle scarpe ma soprattutto meno pesante della frustrazione e del senso di sconfitta che mi prende quando rinuncio a stare scalzo in pubblico.

aldo1953 ha scritto:
- Sono consapevole che l' andare scalzo potrebbe crearmi problemi sociali/famigliari ?
Certo che ne sono consapevole. E di problemi (più che altro famigliari) me ne ha creati eccome. Però ho sempre saputo affrontarli a testa alta superandoli! Alla fine qualcuno ha compreso il mio stile di vita, altri si sono semplicemente arresi ma tutti hanno imparato ad accettare e tollerare questa mia "stranezza". Anche perchè - nonostante i miei tanti difetti (li abbiamo tutti!) - la gente sa che sono una persona degna di stima e non basta di certo l'andare a piedi nudi per squalificarmi ai loro occhi. Semplicemente passo per tipo particolare/strano...

aldo1953 ha scritto:
- Sono consapevole che non potrò comunque andare sempre scalzo ovunque (e non per problemi fisici ) ?
Purtroppo ne sono consapevole. Prova ne è che ad esempio in ufficio indosso le scarpe come tutti.
E' il compromesso che chiamo "compatibilità sociale"...
Il mio carattere è fondamentalmente insicuro e timido e non ho il coraggio di diventare uno scalzista "full-time". Fisicamente potrei fare benissimo a meno delle scarpe in qualunque situazione/clima ma preferisco appunto scendere a patti con il resto della società.  

aldo1953 ha scritto:  
- Sono disponibie, per stare meglio, ad affrontare situazioni psicologicamente negative ?
Credo che quanto da me affermato nella risposta alla domanda n.1 sia sufficiente a rispondere in modo esaustivo alla presente domanda.
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Re: Psicosi Italiane

Messaggio  Spyro il Ven Dic 07 2018, 14:31

Quando accolgo i miei amici nella mia tana (la mansarda) è obbligatorio togliersi le scarpe, perchè odio le scarpe sul mio parquet...io me ne sto bello e scalzo, che sia estate o che sia inverno, tanto il parquet non è mai freddo. E nessuno ha mai obiettato a questa regola. D'estate, se non fa troppo caldo, andiamo giù nel mio giardino. Io bello e scalzo mentre più di qualche mio amico si toglie scarpe, calze o ciabatte per godersi l'erba sotto i piedi nudi.
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Re: Psicosi Italiane

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