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Messaggio  Arky il Mar Mag 28 2019, 18:03

Che mi spieghi perché qualcuno si senta in dovere di urlare al mondo intero che qualcuno davanti a lui è scalzo.
sono serio.
Qualcuno qui ci sarà che ha fatto sto tipo di studi, no?
Bene. In giro se ne vedono di tutti i tipi. Gente vestita peggio di un clown.
Con capelli che sembrano una mazzetta per la scelta dei colori.
Gente che puzza. trasandata.
Ridicola. Maleducata.
Palesemente a disagio nella società.
Oh, ne avessi sentito uno urlare "cazzo, che capelli quello". "Minchia come puzza quell'altro"."Porca vacca quanto sei ridicolo!!!"
Niente. Eppure se uno va in giro scalzo c'è sempre il coglione di turno che non perde occasione per far sapere alla piazza qualcosa che al 90% degli astanti neanche interessa.
Mi rifaccio a quanto successo l'altro giorno, quando un signora in una nota località sul Garda, ha cominciato ad urlare al telefono "Devi vedere che schifo, qui c'è gente che cammina scalza!!!Ti rendi conto???scalza!!!"
Pensavo che neanche ce l'avesse con me, visto che l'ho sentita a 100 m di distanza...invece ero proprio io il suo bersaglio.
Premetto che non me ne frega nulla. Neanche le ho risposto, limitandomi a guardarla con quanto più schifo potessi, perchè in realtà mi faceva abbastanza pena. E non voglio neanche dire che son tutti così.
Però mi è capitato più di una volta. e vorrei sapere da qualcuno esperto in "menti umane" PERCHE'...
Cioè capisco il commento più o meno ironico, qualche sguardo strano, qualche domanda, etc. Ma urlare come un pazzo no.
Che passa nella testa a sta gente?
Paura? Non credo. Ritengo alquanto improbabile che, anche impegnandomi, possa passare per un pazzo/squilibrato, fuori di testa, pronto ad aggredire il malcapitato che mi si parasse di fronte.
Schifo? Boh. A parte i piedi che, per forza di cose, tendono a sporcarsi sotto, sono una persona dall'aspetto piacevole e molto curato, anche quando sono scalzo.
Bisogno di nascondere i propri complessi di inferiorità aggredendo gratuitamente qualcuno?
Mera stupidità ?

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Messaggio  FrancoR18 il Mar Mag 28 2019, 18:36

Arky ha scritto:Che mi spieghi perché qualcuno si senta in dovere di urlare al mondo intero che qualcuno davanti a lui è scalzo.
sono serio.
Qualcuno qui ci sarà che ha fatto sto tipo di studi, no?
Bene. In giro se ne vedono di tutti i tipi. Gente vestita peggio di un clown.
Con capelli che sembrano una mazzetta per la scelta dei colori.
Gente che puzza. trasandata.
Ridicola. Maleducata.
Palesemente a disagio nella società.
Oh, ne avessi sentito uno urlare "cazzo, che capelli quello". "Minchia come puzza quell'altro"."Porca vacca quanto sei ridicolo!!!"
Niente. Eppure se uno va in giro scalzo c'è sempre il coglione di turno che non perde occasione per far sapere alla piazza qualcosa che al 90% degli astanti neanche interessa.
Mi rifaccio a quanto successo l'altro giorno, quando un signora in una nota località sul Garda, ha cominciato ad urlare al telefono "Devi vedere che schifo, qui c'è gente che cammina scalza!!!Ti rendi conto???scalza!!!"
Pensavo che neanche ce l'avesse con me, visto che l'ho sentita a 100 m di distanza...invece ero proprio io il suo bersaglio.
Premetto che non me ne frega nulla. Neanche le ho risposto, limitandomi a guardarla con quanto più schifo potessi, perchè in realtà mi faceva abbastanza pena. E non voglio neanche dire che son tutti così.
Però mi è capitato più di una volta. e vorrei sapere da qualcuno esperto in "menti umane" PERCHE'...
Cioè capisco il commento più o meno ironico, qualche sguardo strano, qualche domanda, etc. Ma urlare come un pazzo no.
Che passa nella testa a sta gente?
Paura? Non credo. Ritengo alquanto improbabile che, anche impegnandomi, possa passare per un pazzo/squilibrato, fuori di testa, pronto ad aggredire il malcapitato che mi si parasse di fronte.
Schifo? Boh. A parte i piedi che, per forza di cose, tendono a sporcarsi sotto, sono una persona dall'aspetto piacevole e molto curato, anche quando sono scalzo.
Bisogno di nascondere i propri complessi di inferiorità aggredendo gratuitamente qualcuno?
Mera stupidità ?


Se può aiutare io ho studiato 5 anni alle superiori e 5 (ok, qualcuno di più perchè sono andato fuori corso Very Happy ) all'università rispettivamente Scienze Sociali e Scienze Sociologiche.
Leggendo il post così a "volo d'angelo" la situazione è la tipica: scarpe=conformismo/normalità (e come al solito io rispondo "definiscimi il concetto di normalità). Il resto=diverso=strano/pazzo/matto etc.

I motivi? Direi molteplici:
-La gente non è capace di farsi i c...i suoi e si sente in diritto di commentare, punzecchiare, criticare TUTTO. Ok, il diritto di parola ma delle volte vorrei tanto limitarlo (soprattutto nei social).
-Molti luoghi comuni sono difficili da estirpare. E, aggiungo, l'originalità e la stravaganza viene vista SEMPRE con diffidenza. Un esempio? Sto cominciando ad abbandonare le scarpe convenzionali, per quanto mi è possibile, con le Five Fingers. Bene: non hai idea di quante persone si stupiscano, "ridano" o altro perchè le indosso, perchè "diverse". Persino i miei genitori non le capiscono, quando dovrebbero apprezzare/incoraggiare il "nuovo", la lungimiranza. E li fanno il discorso semplicistico: non capisco una cosa? Ergo, è per forza sbagliata/dannosa. Sono arrivati a sostenere che "fanno male".  Rolling Eyes  Se usate male si. Con la gradualità e seguendo le indicazioni del produttore: il rischio di infortuni si riduce al minimo.

Discorso sporco? Io rispondo "Ah perchè ti lavi la suola delle scarpe quando entri in casa? Oppure te le togli?" E, in diverse situazioni, li ho messi in trappola non sapendo più come ribattere alla mia affermazione.

Per adesso direi che questo è quanto. Se mi verrà in mente altro lo aggiungerò.
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Messaggio  GECO il Mar Mag 28 2019, 19:49

Capelli strani o altro sono strani ma ne vedi comunque di più che uno scalzo. Scalzo è davvero una cosa marziana.
Poi per qualcuno è uno schifo impensabile per discorso di igiene e perché sono veramente convinti che faccia male che vengano chissà quali malattie. Non potrebbero venire ma vengono sicuramente.
Sabato ero a Faenza stavo andando dalla stazione all'albergo e una signora di colore in bici mi ha fermato non si è messa ad urlare ma era totalmente sconcertata del fatto che fossi scalzo. Ho dovuto farle vedere che nello zaino ho delle scarpe e che non le metto per scelta. A quel punto restando sbalordita è andata via.
Pensa cosa avrebbe detto se gli avessi detto che 2 amici stavano correndo scalzi 100km del Passatore affraid alien Very Happy

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Messaggio  BarefootSoul il Mar Mag 28 2019, 23:54

Reazioni così estreme non me ne sono capitate; giusto una volta che ero al bancomat, mentre aspettavo si accoda una signora, mi vede scalzo, indietreggia spaventata e si allontana precipitosamente continuando a guardare indietro verso di me...forse temeva che la inseguissi ??? affraid

Io continuo a essere dell'idea che questa nostra epoca sia la migliore per girare scalzi, dal momento che il 99% della popolazione mondiale ha la testa nel cellulare (e ricordo sempre il caso della ragazza nuda a Bologna).

Per beccare reazioni così esagerate bisogna essere proprio sfortunati.

Scusate, ma quelli di voi che riescono - per abitudine alla temperatura e/o perché non hanno limitazioni familiari - ad andare scalzi per molti giorni di seguito possono dirci quante persone OGNI GIORNO li notano ?

Secondo me non arriviamo neanche a UNA persona al giorno.


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Messaggio  Mau il Mer Mag 29 2019, 08:44

Arky ha scritto:Che mi spieghi perché qualcuno si senta in dovere di urlare al mondo intero che qualcuno davanti a lui è scalzo.
sono serio.
Qualcuno qui ci sarà che ha fatto sto tipo di studi, no?
Bene. In giro se ne vedono di tutti i tipi. Gente vestita peggio di un clown.
Con capelli che sembrano una mazzetta per la scelta dei colori.
Gente che puzza. trasandata.
Ridicola. Maleducata.
Palesemente a disagio nella società.
Oh, ne avessi sentito uno urlare "cazzo, che capelli quello". "Minchia come puzza quell'altro"."Porca vacca quanto sei ridicolo!!!"
Niente. Eppure se uno va in giro scalzo c'è sempre il coglione di turno che non perde occasione per far sapere alla piazza qualcosa che al 90% degli astanti neanche interessa.
Mi rifaccio a quanto successo l'altro giorno, quando un signora in una nota località sul Garda, ha cominciato ad urlare al telefono "Devi vedere che schifo, qui c'è gente che cammina scalza!!!Ti rendi conto???scalza!!!"
Pensavo che neanche ce l'avesse con me, visto che l'ho sentita a 100 m di distanza...invece ero proprio io il suo bersaglio.
Premetto che non me ne frega nulla. Neanche le ho risposto, limitandomi a guardarla con quanto più schifo potessi, perchè in realtà mi faceva abbastanza pena. E non voglio neanche dire che son tutti così.
Però mi è capitato più di una volta. e vorrei sapere da qualcuno esperto in "menti umane" PERCHE'...
Cioè capisco il commento più o meno ironico, qualche sguardo strano, qualche domanda, etc. Ma urlare come un pazzo no.
Che passa nella testa a sta gente?
Paura? Non credo. Ritengo alquanto improbabile che, anche impegnandomi, possa passare per un pazzo/squilibrato, fuori di testa, pronto ad aggredire il malcapitato che mi si parasse di fronte.
Schifo? Boh. A parte i piedi che, per forza di cose, tendono a sporcarsi sotto, sono una persona dall'aspetto piacevole e molto curato, anche quando sono scalzo.
Bisogno di nascondere i propri complessi di inferiorità aggredendo gratuitamente qualcuno?
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E’ successo anche a me diverse volte di essere “segnalato” per strada da qualche persona che voleva e doveva a tutti i costi far sapere/vedere a tutti che ero senza scarpe.
Forse ora la faccio troppo semplice ma penso che questo loro comportamento sia solamente puro spirito di protagonismo: persone dalla vita sciatta e vuota che in qualche modo vogliono richiamare l’attenzione  su di loro, non tanto su di noi.
Vogliono probabilmente far sapere alla società che LORO CI SONO, noi gli diamo solamente il pretesto di rendersi protagonisti. E’ come quando strillano per strada perché vedono un personaggio famoso: è su di sé che vogliono richiamare l’attenzione; vogliono dire a tutti che “io l’ho visto”, “io c’ero”.
Quando per strada si mettono ad indicarci con il braccio e urlano a tutti “Anvedi quello, è senza scarpe, .. guardate! Avete visto? … “ l’attenzione è più su se stessi che la richiamano e non su di noi; si, è pur vero che poi molti si fermano e si voltano a guardare lo “strano oggetto” indicato ma gli sguardi più perplessi noto che sono quelli rivolti al “soggetto” che si mette in mostra: l’urlatore/urlatrice…. E li vedi poi felici; hanno probabilmente raggiunto il loro obiettivo: la LORO VISIBILITA’.
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Messaggio  Mettlog91 il Mer Mag 29 2019, 09:28

[quote="Mau"]


E’ successo anche a me diverse volte di essere “segnalato” per strada da qualche persona che voleva e doveva a tutti i costi far sapere/vedere a tutti che ero senza scarpe.
Forse ora la faccio troppo semplice ma penso che questo loro comportamento sia solamente puro spirito di protagonismo: persone dalla vita sciatta e vuota che in qualche modo vogliono richiamare l’attenzione  su di loro, non tanto su di noi.
Vogliono probabilmente far sapere alla società che LORO CI SONO, noi gli diamo solamente il pretesto di rendersi protagonisti. E’ come quando strillano per strada perché vedono un personaggio famoso: è su di sé che vogliono richiamare l’attenzione; vogliono dire a tutti che “io l’ho visto”, “io c’ero”.
Quando per strada si mettono ad indicarci con il braccio e urlano a tutti “Anvedi quello, è senza scarpe, .. guardate! Avete visto? … “ l’attenzione è più su se stessi che la richiamano e non su di noi; si, è pur vero che poi molti si fermano e si voltano a guardare lo “strano oggetto” indicato ma gli sguardi più perplessi noto che sono quelli rivolti al “soggetto” che si mette in mostra: l’urlatore/urlatrice…. E li vedi poi felici; hanno probabilmente raggiunto il loro obiettivo: la LORO VISIBILITA’.

Si, condivido a pieno.
Personalmente non ho mai studiato psicologia, ma è un ramo che mi ha sempre affascinato.
Aggiungo secondo me, che essendo l'uomo purtroppo o per fortuna sua un animale sociale, cerca l'approvazione all'interno del gruppo, e di istinto "marcare" una persona diversa nel tessuto sociale cercando di estraniarlo, lo fa sentire più forte e sicuro della sua posizione all'interno della società.
Alla fine il modo è bello perché vario, esistono anche loro!!!
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Messaggio  Arky il Mer Mag 29 2019, 09:39

Mau ha scritto:

E’ successo anche a me diverse volte di essere “segnalato” per strada da qualche persona che voleva e doveva a tutti i costi far sapere/vedere a tutti che ero senza scarpe.
Forse ora la faccio troppo semplice ma penso che questo loro comportamento sia solamente puro spirito di protagonismo: persone dalla vita sciatta e vuota che in qualche modo vogliono richiamare l’attenzione  su di loro, non tanto su di noi.
Vogliono probabilmente far sapere alla società che LORO CI SONO, noi gli diamo solamente il pretesto di rendersi protagonisti. E’ come quando strillano per strada perché vedono un personaggio famoso: è su di sé che vogliono richiamare l’attenzione; vogliono dire a tutti che “io l’ho visto”, “io c’ero”.
Quando per strada si mettono ad indicarci con il braccio e urlano a tutti “Anvedi quello, è senza scarpe, .. guardate! Avete visto? … “ l’attenzione è più su se stessi che la richiamano e non su di noi; si, è pur vero che poi molti si fermano e si voltano a guardare lo “strano oggetto” indicato ma gli sguardi più perplessi noto che sono quelli rivolti al “soggetto” che si mette in mostra: l’urlatore/urlatrice…. E li vedi poi felici; hanno probabilmente raggiunto il loro obiettivo: la LORO VISIBILITA’.

Sinceramente la penso esattamente così anche io. Poi se sia effettivamente vero non lo so, ma è l'unica spiegazione possibile che mi riesco a dare.
Una mania di protagonismo che cela comunque, sempre secondo me, un complesso di inferiorità abbastanza marcato.
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Messaggio  Arky il Mer Mag 29 2019, 09:45

BarefootSoul ha scritto:
Scusate, ma quelli di voi che riescono - per abitudine alla temperatura e/o perché non hanno limitazioni familiari - ad andare scalzi per molti giorni di seguito possono dirci quante persone OGNI GIORNO li notano ?

Secondo me non arriviamo neanche a UNA persona al giorno.


Definisci "notano".
Perché se intendi un comportamento come quello della signora che ho descritto davvero pochi; in un anno 2 forse 3 volte al max, per adesso.
Se invece intendi sguardi straniti, commenti a bassa voce, gente che si gira...beh, allora il discorso è diverso. personalmente, qualche decina al giorno, in Italia.
Un po' meno, all'estero.
Poi magari sono io l'eccezione, ma questa è la mia esperienza. E ripeto, da scalzo, sono una persona assolutamente normale, vestito bene, con un atteggiamento normalissimo, in quanto sono scalzo solo se ci sono tutte le condizioni per essere completamente a mio agio.
E, cosa più importante, del pensiero altrui comincia a fregarmene praticamente zero. Considera che sguardi, risolini etc neanche li considero più.

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Messaggio  Grand Choeur il Mer Mag 29 2019, 09:58

Mau ha scritto:
[...]hanno probabilmente raggiunto il loro obiettivo: la LORO VISIBILITA’.

"Il bischero medio persegue l'obiettivo di far sapere al maggior numero di persone di essere un bischero". (cit. me stesso)

_________________
L'impossibile non esiste.
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Messaggio  bfpaul il Mer Mag 29 2019, 11:19

Mau ha scritto:
Arky ha scritto:Che mi spieghi perché qualcuno si senta in dovere di urlare al mondo intero che qualcuno davanti a lui è scalzo.
sono serio.
Qualcuno qui ci sarà che ha fatto sto tipo di studi, no?
Bene. In giro se ne vedono di tutti i tipi. Gente vestita peggio di un clown.
Con capelli che sembrano una mazzetta per la scelta dei colori.
Gente che puzza. trasandata.
Ridicola. Maleducata.
Palesemente a disagio nella società.
Oh, ne avessi sentito uno urlare "cazzo, che capelli quello". "Minchia come puzza quell'altro"."Porca vacca quanto sei ridicolo!!!"
Niente. Eppure se uno va in giro scalzo c'è sempre il coglione di turno che non perde occasione per far sapere alla piazza qualcosa che al 90% degli astanti neanche interessa.
Mi rifaccio a quanto successo l'altro giorno, quando un signora in una nota località sul Garda, ha cominciato ad urlare al telefono "Devi vedere che schifo, qui c'è gente che cammina scalza!!!Ti rendi conto???scalza!!!"
Pensavo che neanche ce l'avesse con me, visto che l'ho sentita a 100 m di distanza...invece ero proprio io il suo bersaglio.
Premetto che non me ne frega nulla. Neanche le ho risposto, limitandomi a guardarla con quanto più schifo potessi, perchè in realtà mi faceva abbastanza pena. E non voglio neanche dire che son tutti così.
Però mi è capitato più di una volta. e vorrei sapere da qualcuno esperto in "menti umane" PERCHE'...
Cioè capisco il commento più o meno ironico, qualche sguardo strano, qualche domanda, etc. Ma urlare come un pazzo no.
Che passa nella testa a sta gente?
Paura? Non credo. Ritengo alquanto improbabile che, anche impegnandomi, possa passare per un pazzo/squilibrato, fuori di testa, pronto ad aggredire il malcapitato che mi si parasse di fronte.
Schifo? Boh. A parte i piedi che, per forza di cose, tendono a sporcarsi sotto, sono una persona dall'aspetto piacevole e molto curato, anche quando sono scalzo.
Bisogno di nascondere i propri complessi di inferiorità aggredendo gratuitamente qualcuno?
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E’ successo anche a me diverse volte di essere “segnalato” per strada da qualche persona che voleva e doveva a tutti i costi far sapere/vedere a tutti che ero senza scarpe.
Forse ora la faccio troppo semplice ma penso che questo loro comportamento sia solamente puro spirito di protagonismo: persone dalla vita sciatta e vuota che in qualche modo vogliono richiamare l’attenzione  su di loro, non tanto su di noi.
Vogliono probabilmente far sapere alla società che LORO CI SONO, noi gli diamo solamente il pretesto di rendersi protagonisti. E’ come quando strillano per strada perché vedono un personaggio famoso: è su di sé che vogliono richiamare l’attenzione; vogliono dire a tutti che “io l’ho visto”, “io c’ero”.
Quando per strada si mettono ad indicarci con il braccio e urlano a tutti “Anvedi quello, è senza scarpe, .. guardate! Avete visto? … “ l’attenzione è più su se stessi che la richiamano e non su di noi; si, è pur vero che poi molti si fermano e si voltano a guardare lo “strano oggetto” indicato ma gli sguardi più perplessi noto che sono quelli rivolti al “soggetto” che si mette in mostra: l’urlatore/urlatrice…. E li vedi poi felici; hanno probabilmente raggiunto il loro obiettivo: la LORO VISIBILITA’.

Sapete che vi dico?
E' bello scoprire che anche altri la vedono come me.  Laughing

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Messaggio  BarefootSoul il Mer Mag 29 2019, 23:47

@ Arky > sì, con "notano" intendevo le frasette, i sorrisini a mezza bocca, i commenti dietro le spalle. In questo senso me ne capita molto MENO di uno al giorno: anzi, se consideriamo tutti i miei giorni scalzi, da quando ho cominciato a praticare di giorno (ormai due anni fa) ad oggi, non so se arriviamo a 10 commenti detti a voce alta.
Naturalmente è possibile che ce ne siano molti non espressi: magari qualcuno mi vede scalzo sull'autobus, in biblioteca o nei bar e sussurra al suo vicino di posto, o manda un Whatsapp a qualcuno, o mi fotografa i piedi con il cellulare. Io questo non lo posso sapere.

Per quanto riguarda le reazioni estreme, a parte questa del bancomat ricordo solo quella (di cui ho parlato in un topic aperto apposta) della barista che mi disse "Si metta le scarpe, ci sono dei bambini !". E volendo una volta un ragazzo in biblioteca che vedendomi salire le scale - arrivavo da fuori - mi disse << Ma dove "cavolo" vai ? >>: io però ho fatto finta di niente e tirato dritto.


Trovo invece molto interessante la teoria "psicologica" espressa dagli altri.

Non l'avevo mai pensata in questi termini.

Anzi, costituisce un utile strumento di riflessione su tutta una serie di comportamenti nella società di oggi, che travalicano immediatamente il piccolo, in fondo, motivo dello scalzismo.

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Messaggio  cyberteam il Gio Mag 30 2019, 01:12

Mettlog91 ha scritto:
Aggiungo secondo me, che essendo l'uomo purtroppo o per fortuna sua un animale sociale, cerca l'approvazione all'interno del gruppo, e di istinto "marcare" una persona diversa nel tessuto sociale cercando di estraniarlo, lo fa sentire più forte e sicuro della sua posizione all'interno della società.

Propendo per la tua spiegazione, la signora parlando al telefono con altri probabilmente esprimeva interiormente il concetto : "Quì c'è gente che cammina scalza, non come io o te [persone per bene] che non ci sogneremmo mai di fare cose simili"
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Messaggio  young_barefooter il Gio Mag 30 2019, 09:21

Forse ci faccio sempre meno caso, ma di reazioni plateali nei miei confronti negli ultimi anni ne ricordo davvero poche.

L'unica cosa che tutt'ora capita e che mi indispettisce è la seguente: quando viaggio in treno di solito mi siedo dal lato del finestrino lasciando libero il posto lato corridoio (mi sembra una pratica di buona educazione). Ebbene, a volte capita che qualche viaggiatore in cerca di un posto libero si avvicini puntando al sedile libero accanto, salvo poi allontanarsi dopo aver notato che sono scalzo. Una volta addirittura una ragazza si è seduta mentre parlava animatamente al telefono, a metà viaggio circa ha finito di telefonare e accortasi che ero scalzo si è alzata con aria schifata e si è seduta da un'altra parte...
Probabilmente le persone non immaginano che io sia salito in treno direttamente scalzo, forse pensano che io abbia tolto le scarpe al momento per stare più comodo e temendo "effluvi molesti" cambiano posto. Oppure ritengono che io sia un personaggio "socialmente sgradevole" e preferiscono stare alla larga.
Va però detto che le persone che mi vedono tutti i giorni (e che sanno che viaggio abitualmente scalzo) di solito si siedono accanto a me senza problema alcuno. Anzi: mi guardano di più le rare volte che viaggio con le scarpe!



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Messaggio  young_barefooter il Gio Mag 30 2019, 10:02

BarefootSoul ha scritto:

Trovo invece molto interessante la teoria "psicologica" espressa dagli altri.

Non l'avevo mai pensata in questi termini.

Anzi, costituisce un utile strumento di riflessione su tutta una serie di comportamenti nella società di oggi, che travalicano immediatamente il piccolo, in fondo, motivo dello scalzismo.

A mio parere camminare scalzi è una sorta di tabù nella nostra società. Se ci pensate ci sono atteggiamenti e stili di abbigliamento ben più trasgressivi e di cattivo gusto rispetto ai piedi scalzi, eppure sono accettati senza particolare scandalo.

Il piede scalzo rappresenta, senza compromessi, il punto di rottura tra l'individuo e l'omologazione alle "regole sociali" comunemente accettate e rispettate. Lo scalzista (anche se effettivamente si trattasse della persona più mite e amabile) diventa quindi un potenziale sovversivo, una sorta di "mina vagante" sociale con la quale il resto del gruppo non sa bene come relazionarsi perchè percepisce che le comuni regole sociali con lui/lei potrebbero non valere.
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Messaggio  Mettlog91 il Gio Mag 30 2019, 12:52

young_barefooter ha scritto:
BarefootSoul ha scritto:

Trovo invece molto interessante la teoria "psicologica" espressa dagli altri.

Non l'avevo mai pensata in questi termini.

Anzi, costituisce un utile strumento di riflessione su tutta una serie di comportamenti nella società di oggi, che travalicano immediatamente il piccolo, in fondo, motivo dello scalzismo.

A mio parere camminare scalzi è una sorta di tabù nella nostra società. Se ci pensate ci sono atteggiamenti e stili di abbigliamento ben più trasgressivi e di cattivo gusto rispetto ai piedi scalzi, eppure sono accettati senza particolare scandalo.

Il piede scalzo rappresenta, senza compromessi, il punto di rottura tra l'individuo e l'omologazione alle "regole sociali" comunemente accettate e rispettate. Lo scalzista (anche se effettivamente si trattasse della persona più mite e amabile) diventa quindi un potenziale sovversivo, una sorta di "mina vagante" sociale con la quale il resto del gruppo non sa bene come relazionarsi perchè percepisce che le comuni regole sociali con lui/lei potrebbero non valere.

Si, verissimo. Ma più che tabù secondo me è semplicemente l'anomalia statistica. Una cosa mai vista e mai sentita incute sempre sospetto nella società.
Uscire fuori dagli schemi e dalle convenzioni sociali rende insicure le persone che si sentono smarrite e  perdono le loro certezze.
Per quanto trasgressivi o di cattivo gusto certi abbigliamenti, sono comunque più all'ordine del giorno di noi scalzi, e la società ci sta facendo l'abitudine.
Purtroppo il diverso (di qualunque genere sia) al primo impatto spaventerà sempre, e serve tempo alle società per adattarsi ai cambiamenti, speriamo non ci mettano troppo….
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Messaggio  Appleseed il Gio Mag 30 2019, 14:06

Mettlog91 ha scritto:
Per quanto trasgressivi o di cattivo gusto certi abbigliamenti, sono comunque più all'ordine del giorno di noi scalzi, e la società ci sta facendo l'abitudine.
Purtroppo il diverso (di qualunque genere sia) al primo impatto spaventerà sempre, e serve tempo alle società per adattarsi ai cambiamenti, speriamo non ci mettano troppo….

Sei giovane, potresti fare a tempo a vedere anche il mondo accettare tranquillamente il barefooting Very Happy ... anche se mi pare che, ahimè, ci si stia muovendo in senso contrario.
Sarei già contento se tutti gli italiani acquisissero almeno quel minimo di contegno e self-control che consenta loro di non manifestare le proprie emozioni commentando a voce alta, segnando a dito o strabuzzando gli occhi di fronte al "diverso". Da questo punto di vista devo dire che il 99% delle persone che incontro per fortuna è a buon punto.
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Messaggio  young_barefooter il Gio Mag 30 2019, 14:39

Appleseed ha scritto:Sei giovane, potresti fare a tempo a vedere anche il mondo accettare tranquillamente il barefooting Very Happy ... anche se mi pare che, ahimè, ci si stia muovendo in senso contrario.
Sarei già contento se tutti gli italiani acquisissero almeno quel minimo di contegno e self-control che consenta loro di non manifestare le proprie emozioni commentando a voce alta, segnando a dito o strabuzzando gli occhi di fronte al "diverso". Da questo punto di vista devo dire che il 99% delle persone che incontro per fortuna è a buon punto.

Non per alimentare sterili e vuote polemiche politico-ideologiche, ma confesso un certo pessimismo e temo proprio che (almeno in Italia) si vada verso una società sempre meno aperta e meno tollerante nei confronti di tutto ciò che diverge dal comune modo di pensare/essere.
Nello specifico temo che in futuro diverranno sempre più diffuse e stringenti leggi e norme atte a tutelare il cosiddetto "decoro" al punto che girare scalzi diventerà piuttosto difficile (mentre i vari mafiosi, corrotti, inquinatori, criminali assortiti saranno praticamente liberi di fare il bello e cattivo tempo, ma questo è un altro discorso...).
Spero tuttavia di sbagliarmi e mi auguro che non sia per niente così!
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Messaggio  BarefootSoul il Ven Mag 31 2019, 01:22

@ Young : in effetti pensavo proprio a te e al tuo treno.

Sul treno molte persone, quasi sempre totalmente sconosciute le une alle altre, sono costrette a condividere uno spazio ristretto per un tempo definito, che può essere più o meno lungo.
E a differenza dell'ascensore, dove puoi parlare del tempo o fingere di guardare per aria, sul treno gli escamotage per "svicolare" finiscono quasi immediatamente.
Dunque è più facile essere notati, in tutti i sensi (dal commento sottovoce allo strillo disperato) e magari anche interpellati e interrogati sulla nostra condizione fuori del comune.

Mi pare però di capire, correggimi se sbaglio, che tu viaggi da pendolare da molti anni su una tratta tutto sommato breve (forse con convogli piccoli, dove trovi facilmente posto a sedere), e avendo sempre gli stessi orari finisci per incontrare ogni giorno le stesse persone. Quindi si crea un'atmosfera più "familiare", in cui appunto le persone rimangono sorprese se HAI le scarpe, poiché di solito ti vedono senza.

Quindi tutto sommato è un contesto più facile da gestire e dove è più rapido sentirsi a proprio agio ed essere accettati.

Detto questo rimane però la questione del "Sì, lui sì, ma io no, assolutamente" : ti risulta che qualcuno dei tuoi compagni di treno, al quale in questi anni hai spiegato per filo e per segno il mondo del barefooting, sia venuto da te e ti abbia detto "Sai, ho provato anch'io, mi è venuta voglia guardando te e adesso la mia vita è cambiata !" ???



Per quanto mi riguarda io sarei solo contento se qualcuno stesse per sedersi accanto a me e vedendomi scalzo si rialzasse e fuggisse via. Io non amo essere in stretta prossimità con sconosciuti, ho bisogno di uno "spazio vitale" intorno che si allarga sempre di più (tra l'altro mi viene in mente che anni fa presi in giro una persona che faceva la stessa cosa, mi pareva folle, esagerata...vedi come si cambia nella vita...).

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Messaggio  young_barefooter il Ven Mag 31 2019, 11:09

BarefootSoul ha scritto:@ Young : in effetti pensavo proprio a te e al tuo treno.

Sul treno molte persone, quasi sempre totalmente sconosciute le une alle altre, sono costrette a condividere uno spazio ristretto per un tempo definito, che può essere più o meno lungo.
E a differenza dell'ascensore, dove puoi parlare del tempo o fingere di guardare per aria, sul treno gli escamotage per "svicolare" finiscono quasi immediatamente.
Dunque è più facile essere notati, in tutti i sensi (dal commento sottovoce allo strillo disperato) e magari anche interpellati e interrogati sulla nostra condizione fuori del comune.

Mi pare però di capire, correggimi se sbaglio, che tu viaggi da pendolare da molti anni su una tratta tutto sommato breve (forse con convogli piccoli, dove trovi facilmente posto a sedere), e avendo sempre gli stessi orari finisci per incontrare ogni giorno le stesse persone. Quindi si crea un'atmosfera più "familiare", in cui appunto le persone rimangono sorprese se HAI le scarpe, poiché di solito ti vedono senza.

Quindi tutto sommato è un contesto più facile da gestire e dove è più rapido sentirsi a proprio agio ed essere accettati.

Detto questo rimane però la questione del "Sì, lui sì, ma io no, assolutamente" : ti risulta che qualcuno dei tuoi compagni di treno, al quale in questi anni hai spiegato per filo e per segno il mondo del barefooting, sia venuto da te e ti abbia detto "Sai, ho provato anch'io, mi è venuta voglia guardando te e adesso la mia vita è cambiata !" ???



Per quanto mi riguarda io sarei solo contento se qualcuno stesse per sedersi accanto a me e vedendomi scalzo si rialzasse e fuggisse via. Io non amo essere in stretta prossimità con sconosciuti, ho bisogno di uno "spazio vitale" intorno che si allarga sempre di più (tra l'altro mi viene in mente che anni fa presi in giro una persona che faceva la stessa cosa, mi pareva folle, esagerata...vedi come si cambia nella vita...).

Forse mi sopravvaluti un pochino!

Effettivamente viaggio in treno da tanti anni, scalzo però solo da 2/3 anni - un tempo comunque sufficiente per abituare gli altri viaggiatori a  percepire come assolutamente "normale" il fatto di vedermi senza calzature.

Treni e stazione sono da sempre "territori" per me difficili e impegnativi (ma allo stesso ambiti) da affrontare scalzo.
In stazione corro il rischio di incontri indesiderati con vari colleghi di lavoro che viaggiano anche loro in treno (il mio capo addirittura viaggia sulla mia stessa linea, a volte proprio fisicamente sul mio stesso treno!), e coi colleghi sto riuscendo solo ora, timidamente, a fare "outing" riguardo il mio essere scalzista.
Sul treno invece, come tu stesso hai evidenziato, il grosso problema è che tocca per forza condividere gli stessi (ristretti) spazi con persone più o meno sconosciute e quindi risulta più difficile evitare sguardi ed eventuali reazioni negative altrui.

Personalmente tutt'ora in queste situazioni mi sento a disagio e in forte imbarazzo. La svolta per me è stata imparare a gestire l'ansia e a mantenere contegno e autocontrollo in queste situazioni, il timore di mostrarmi scalzo non l'ho mai superato al 100% e mai credo di riuscire a superarlo... Semplicemente mi sono concentrato su me stesso di modo da cercare di controllarmi di più, arrivando a una situazione di quasi normalità, che mi consente ora come ora di andare quasi ovunque scalzo senza particolari problemi.

Contatti e approcci con le persone non ne ho mai tentati, neppure quando viaggiavo con le scarpe. Di carattere sono timido e insicuro, perciò preferisco stare sulle mie, senza attaccare discorso a destra e a manca. Perciò non ho mai avuto occasione di spiegare agli altri del mio scalzismo (a parte qualcosina che ho raccontato a tre persone che viaggiano abitualmente assieme, conosciute in stazione, con le quali qualche volta ho preso anche il caffè al bar e peraltro non sembravano molto interessati al discorso scalzismo).

Cosa mi spinge a continuare a viaggiare scalzo con queste premesse? Prima di tutto il fatto che fisicamente sopporto a fatica le scarpe, dopo 8 ore passate in ufficio scarpato, è un sollievo poterle togliere uscendo e viaggiare senza fino a casa. Poi viene il mio orgoglio che mi fa vivere con un costante senso di sfida verso il resto del mondo in cui mi sento sconfitto al minimo cenno di debolezza o timore. Infine per le "crisi di astinenza" da barefooting, che mi portano ad essere di malumore oltre che arrabbiato e aggressivo nei confronti degli altri.
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Messaggio  GECO il Ven Mag 31 2019, 17:15

Pure io ho un certo imbarazzo a prendere mezzi pubblici o treni scalzo.
Perché mentre quando sono in giro vado e passo oltre mentre sui mezzi sei fermo e inevitabilmente ti senti osservato anche se magari non è così.
Ho però notato che ci sono delle variabili. Venerdì scorso sono uscito dall'ufficio e ovviamente avevo le scarpe. Alla fine ho pensato fosse meglio restare calzato sino a Firenze perché togliere le scarpe potrebbe essere poco 'profumato'.
In più ero su IC con postazioni frontali.
Il giorno dopo sono uscito dall'ostello direttamente scalzo e dopo aver girato tutto il giorno per Firenze ho preso il treno scalzo con un certo timore.
Il treno però ha dei sedili uno in fila all'altro quindi meno visibile. Non hai uno di fronte a te.
Quindi ho visto che basta poco per cambiare modo di fare.

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Messaggio  BarefootSoul il Ven Mag 31 2019, 22:04

Beh, ovvio che se ti togli le scarpe in mezzo alla gente, o poco prima di arrivare dove devi arrivare, bello non è.

Ecco perché io scendo apposta dall'autobus nel punto che ho eletto a mio pit-stop: sono a meno di metà del tragitto, l'autobus mi scaricherebbe praticamente davanti alla biblioteca, ma io scendo, mi scalzo, cammino per parecchi isolati e scendo nella Metro. Arrivo lo stesso in biblioteca, da dietro invece che da davanti, e ho sufficiente tempo per arieggiare i piedi.

Nella Metro penso che mi notino di più rispetto all'autobus, perché su questa di Torino - poca cosa rispetto a quelle di Milano e Roma - anche nelle ore di punta non c'è mai un affollamento estremo stile Tokyo. Nei vari autobus invece credo che mi notino solo quando mi preparo a scendere e sto davanti alle porte prenotando la fermata con il pulsante.

L'unico svantaggio, per ora, è che non essendo abituato a correre scalzo non riesco ad acchiappare l'autobus e/o la Metro se stanno per partire ! Razz

Il treno non l'ho ancora provato, per due semplici motivi: raramente sono solo, c'è quasi sempre mia madre, e quindi ovviamente non posso stare scalzo; lo prendo principalmente d'estate, con l'aria condizionata a palla, e quindi mi porto maglioni, cappelli e prossimamente coperte, altro che stare a piedi nudi !

Quindi mi sento di dirti : vai tranquillo sui mezzi pubblici, specie autobus.

Per quanto riguarda me penso che avrò più problemi al ristorante/pizzeria: a breve però godrò di 15 giorni di bonus, perché i miei genitori saranno in ferie, e voglio proprio provare ad andare in pizzeria scalzo. E' un blocco psicologico che intendo superare, ma devo impormelo.

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Messaggio  GECO il Sab Giu 01 2019, 15:06

Sui mezzi a Milano è proibito. Sul metrò è più facile che ti vedano e ti fermino sui bus difficile che ci sia un controllo.
Effettivamente su autobus ti notano di meno. In metro soprattutto se non è piena ti si vede. Se piena no ma rischi che ti schiaccino un piede.
In pizzeria andato varie volte evitando quella sotto casa dove conoscono me parenti e amici. Una qualsiasi del centro meglio che passi per turista cosa che mi riesce particolarmente bene essendo biondo.

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Messaggio  Mettlog91 il Sab Giu 01 2019, 19:04

young_barefooter ha scritto:
Appleseed ha scritto:Sei giovane, potresti fare a tempo a vedere anche il mondo accettare tranquillamente il barefooting Very Happy ... anche se mi pare che, ahimè, ci si stia muovendo in senso contrario.
Sarei già contento se tutti gli italiani acquisissero almeno quel minimo di contegno e self-control che consenta loro di non manifestare le proprie emozioni commentando a voce alta, segnando a dito o strabuzzando gli occhi di fronte al "diverso". Da questo punto di vista devo dire che il 99% delle persone che incontro per fortuna è a buon punto.

Non per alimentare sterili e vuote polemiche politico-ideologiche, ma confesso un certo pessimismo e temo proprio che (almeno in Italia) si vada verso una società sempre meno aperta e meno tollerante nei confronti di tutto ciò che diverge dal comune modo di pensare/essere.
Nello specifico temo che in futuro diverranno sempre più diffuse e stringenti leggi e norme atte a tutelare il cosiddetto "decoro" al punto che girare scalzi diventerà piuttosto difficile (mentre i vari mafiosi, corrotti, inquinatori, criminali assortiti saranno praticamente liberi di fare il bello e cattivo tempo, ma questo è un altro discorso...).
Spero tuttavia di sbagliarmi e mi auguro che non sia per niente così!

Beh continuando a parlare di anomalie statistiche e accettazione della società è curioso notare, se qualcuno segue il giro di Italia o il tour de France, che nelle tappe di montagna i tifosi che salgono sui colli in bici, avendo scarpette da ciclista scomodissime - avendo gli agganci per i pedali - per camminare, le tolgono e non avendo nient'altro dietro rimangono scalzi.
Comportamento questo socialmente accettato a cui la gente vedendone molti si è abituata.
Sottile dissonanza, che fa però un enorme differenza. Ahimé fossimo qualche decina di migliaia a posto che qualche centinaio di persone, sicuramente la società si sarebbe già abituata nel vederci
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Messaggio  bfpaul il Dom Giu 02 2019, 08:56

Mettlog91 ha scritto:
young_barefooter ha scritto:
Appleseed ha scritto:Sei giovane, potresti fare a tempo a vedere anche il mondo accettare tranquillamente il barefooting Very Happy ... anche se mi pare che, ahimè, ci si stia muovendo in senso contrario.
Sarei già contento se tutti gli italiani acquisissero almeno quel minimo di contegno e self-control che consenta loro di non manifestare le proprie emozioni commentando a voce alta, segnando a dito o strabuzzando gli occhi di fronte al "diverso". Da questo punto di vista devo dire che il 99% delle persone che incontro per fortuna è a buon punto.

Non per alimentare sterili e vuote polemiche politico-ideologiche, ma confesso un certo pessimismo e temo proprio che (almeno in Italia) si vada verso una società sempre meno aperta e meno tollerante nei confronti di tutto ciò che diverge dal comune modo di pensare/essere.
Nello specifico temo che in futuro diverranno sempre più diffuse e stringenti leggi e norme atte a tutelare il cosiddetto "decoro" al punto che girare scalzi diventerà piuttosto difficile (mentre i vari mafiosi, corrotti, inquinatori, criminali assortiti saranno praticamente liberi di fare il bello e cattivo tempo, ma questo è un altro discorso...).
Spero tuttavia di sbagliarmi e mi auguro che non sia per niente così!

Beh continuando a parlare di anomalie statistiche e accettazione della società è curioso notare, se qualcuno segue il giro di Italia o il tour de France, che nelle tappe di montagna i tifosi che salgono sui colli in bici, avendo scarpette da ciclista scomodissime - avendo gli agganci per i pedali - per camminare, le tolgono e non avendo nient'altro dietro rimangono scalzi.
Comportamento questo socialmente accettato a cui la gente vedendone molti si è abituata.
Sottile dissonanza, che fa però un enorme differenza. Ahimé fossimo qualche decina di migliaia a posto che qualche centinaio di persone, sicuramente la società si sarebbe già abituata nel vederci

L'altra sera durante la trasmissione L'Eredità è stato chiesto ad un conccorrente cosa sia il barefooting (il termine era una possibile risposta ad una domanda) e la concorrente (piuttosto giovane) ha risposto con la massima sicurezza spiegando i termini che compongono la parola e dandone l'esatto significato.
Quel che voglio dire è che ormai il termine è abbastanza noto e che anche la nostra esistenza lo è.
Certo, non sarebbe male che almeno in trasmissioni dedicate alla salute comparissero medici, fisiatri e professionisti che affermino i benefici del barefooting.
In altre nazioni questo è avvenuto eda vviene normalmente ma noi ci teniamo ad essere ultimi anche in questo .. Twisted Evil

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Messaggio  GECO il Lun Giu 03 2019, 09:36

Mettlog91 ha scritto:

Beh continuando a parlare di anomalie statistiche e accettazione della società è curioso notare, se qualcuno segue il giro di Italia o il tour de France, che nelle tappe di montagna i tifosi che salgono sui colli in bici, avendo scarpette da ciclista scomodissime - avendo gli agganci per i pedali - per camminare, le tolgono e non avendo nient'altro dietro rimangono scalzi.
Comportamento questo socialmente accettato a cui la gente vedendone molti si è abituata.
Sottile dissonanza, che fa però un enorme differenza. Ahimé fossimo qualche decina di migliaia a posto che qualche centinaio di persone, sicuramente la società si sarebbe già abituata nel vederci

In questo caso non c'è solo un discorso numerico. Un ciclista che magari tiene in mano le scarpe scomode da bici e va scalzo lo si capisce, va scalzo perché gli danno fastidio le scarpe. Qualche volta ho pensato che sia meglio stare scalzi con delle scarpe o infradito in mano in modo che chi mi vede capisca che è una mia precisa scelta. Se volessi stare calzato lo farei avendo in mano le scarpe. Passi per 'quasi normale' il pensiero è ha tolto le scarpe però ce le ha e le usa.
Sulle numeriche sono anni che ne parlo. Altrove essendo maggiore il numero di scalzisti anche solo saltuari se un calzato vede almeno nella bella stagione uno scalzo al giorno o 1 alla settimana non sempre lo stesso la cosa sarebbe comunque minoritaria ma non nell'ordine di mai visto prima oppure ne vidi 1 anni fa. Diciamo una minoranza relativa e non un marziano. Ad esempio nel mondo del running che è già una nicchia seppur grande se uno partecipa a parecchie gare prima o posi trova qualche corridore scalzo (4 alla maratona di Roma, 2 alla 100km del passatore su 3300 partecipanti è decisamente di più di forse 100 su 60.000.000). Quindi mi è già capitato di parlare con qualche runner che mi ha detto ne ho già visto uno ad una gara. alien

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