Vantaggi... e svantaggi del barefooting integrale

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Vantaggi... e svantaggi del barefooting integrale

Messaggio  contessa scalza il Ven Apr 10 2009, 22:10

L'andare scalzi fa bene e chi lo pratica abitualmente lo può confermare dai vantaggi che ne trae come dai benefici salutari, senso di libertà, e espansione dei sensi arricchiti dalle nuove sensazioni che continuamente prova. Questo lo sanno bene quelli che lo praticano e anche qui lo scrivono, ma mi chiedo se ad un certo punto quando da 'sana abitudine' lo stare scalzi diventa una 'condizione di vita', se questa sia sempre veramente così libera, sana e vantaggiosa come ci si aspetta che sia.

Per esempio uno scalzo che pratica ma che porta anche ogni tanto le scarpe (comode e adatte) può mettersele e togliersele senza tanti problemi e camminare scalzo con piacere facendo barefooting quando vuole, mentre per lo scalzo integrale invece non è così facile indossare delle scarpe pur comode se dovesse essere necessario e camminare senza dolore anche solo per poco tempo.

Ora... lo sò che il Nato Scalzo non usa mai le scarpe e gli piace camminare così ovunque.... , ma se negli anni si dovessero presentare situazioni per cui anche lui dovesse ogni tanto farlo come per motivi di salute o altre situazioni particolari dove diviene necessario o che sia temporaneamente richiesto e ne fosse col tempo diventato incapace, non è questo diventato uno svantaggio?

Sicuramente è bene allargare i propri confini di esperienze e praticare abitualmente il barefooting su tutte le superfici possibili e il più a lungo possibile traendone vantaggi e diventando idealmente uno scalzo integrale perenne, ma forse si dovrebbe anche ricordare via facendo che come in altre cose se poi ci si perde completamente l'abitudine è difficile e doloroso anche solo per corto tempo dover camminare con delle scarpe dovesse essere necessario e questo può divenire poi un grande svantaggio.

Direte forse che questa è una cosa ovvia ma io vi chiedo dove sono i limiti e dove ci si deve saper frenare nell'espandere al massimo lo stare scalzi. Se per essere uno scalzo integrale scalzo lo sei sempre, non vai coscientemente incontro a questo svantaggio? Il che potrebbe dire non poco essendo una capacità acquisita (non è facile nè indolore imparare a usare le scarpe....), e non dovrebbe forse essere consigliato di tenerlo presente e pur praticando il più possibile, di non sottovalutarlo?
Non farebbe meglio forse uno scalzo integrale preventivamente a non perdere questa capacità completamente e seppur a malavoglia e (magari ora) con dolori, almeno ogni tanto farne corto uso di questa per mantenerla?

Che cosa ne pensate voi?

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Re: Vantaggi... e svantaggi del barefooting integrale

Messaggio  ChiccoB il Sab Apr 11 2009, 01:48

Ciao! Per quanto mi riguarda,posso dire che effetivamente quando sto scalzo,-e ci sto veramente tanto,-nelle occasioni in cui non posso fare a meno di indossare le scarpe (le metto solo quando sono a cantare,poi via subito,INFRADITO),faccio fatica a tenerle ai piedi.Mi si gonfiano quasi subito,diventano bollenti,non vedo l'ora di toglierle.Quando ho fatto l'ultima gita a Sestri,in compagnia degli altri barefooter,ho infatti preferito non stare tutto il giorno scalzo.Infatti,la stessa sera,dovevo fare uno spettacolo,quindi sapevo che avrei dovuto indissare,almeno per qualche ora le calzature,e ben sapendo che dopo una giornata a camminare a piedi nudi,la sera non sarei riuscito a tenere le scarpe,ho deciso di rimanere in parte in infradito.Per la verità,anche indossando queste comodissime ciabatte,che ben rendono il piacere della sensazione del piede nudo,al ritorno della scarpa chiusa,creano problemi.Almeno personalmente.Ritengo quindi che sarebbe bene bilanciare,almeno per me,il tempo per stare o scalzo o in infradito,rispetto al tempo per indossare le scarpe in modo da non creare stress al piede ed essere sempre in grado di stare bene in qualunque situazione. Chicco.

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Re: Vantaggi... e svantaggi del barefooting integrale

Messaggio  lucignolo il Sab Apr 11 2009, 11:26

contessa scalza ha scritto:..........mi chiedo se ad un certo punto quando da 'sana abitudine' lo stare scalzi diventa una 'condizione di vita', se questa sia sempre veramente così libera, sana e vantaggiosa come ci si aspetta che sia.
Sembrerebbe un pentimento, il tuo, invece penso che la tua domanda sia lecita e più profonda di quanto sembri.
Nulla è tutto buono o tutto cattivo: allora qual'è il rovescio della medaglia?
È una domanda che mi sono posto anch'io, più volte.
Una precisazione, innanzi tutto: forse io sono già integrale, in quanto non faccio distinzione di stagione e di luogo (lavoro a parte), forse tu intendi il barefooter permanente.
Non sono sicuro di aver capito bene la distinzione (e perdonami se categorizzo), però il permanente è tale perché se lo può permettere, in quanto vive in un contesto dove non ha ostacoli (certi paesi, quartieri periferici, pensionamento, psiche ormai rodata ed a prova di bomba, immagine professionale, genitori et similia rompi, ecc.); forse il camminare a piedi nudi è diventata un abitudine così naturale, così ovvia, che facciamo fatica a capire come si possano rifiutare incontri e forum, desiderati tanto, probabilmente, da coloro che hanno ancora qualche tipo di ostacolo, interno od esterno che sia.
Ora, posto che queste persone permanenti non dovrebbero nemmeno sapere cosa vuol dire avere calli o vesciche da calzatura maledetta, giustamente obbietti che nemmeno loro vivono sulla luna, quindi che succede se si dovessero trovare nella condizione di doversi calzare?
Tutto sommato, nella loro condizione di persone podologicamente libere (e forse anche di più), credo si tratti di un sacrificio che dura poco: qualche ora passa in fretta, specialmente se si ha l'accortezza di usare scarpe dalla tomaia pittosto morbida.
Mi preoccupa di più la condizione degli intermedi come me, di quelli che vorrebbero, ma non possono; via le scarpe, metti le scarpe.
A parte il periodo di vacanza, si passano almeno 8 ore con le scarpe chiuse: cammina, alzati, siediti, arrivi a casa con i piedi martoriati.
Allora cerchi di rimediare con calzini corti corti e sottili, tanto per assorbire un po' il sudore, oppure li togli, ma una calzatura, per quanto comoda, è nemica del piede nudo.
Mi sto ritrovando con una callosità rossa e dolente proprio lateralmente ad un pollice, mentre all'inizio dell'inverno ho patito dolorosissime vesciche poco sopra il tallone.
Insomma, ora vado al lavoro con un paio di sandali aperti e, piano piano, sto guarendo.
Ma come!!??? Già in sandali? Shocked
Eh, va be', mica sto scontando una pena: ho voluto liberare i miei piedi, ora ne pago le conseguenze.....ed ecco il punto.
Per quel che mi riguarda sono contento della mia scelta.
Divento sempre più restio ad indossare calzature per lunghi periodi di tempo. ma se accade non arrivo mai al punto di rottura, comunque sempre abbastanza lontano (stringendo un po' i denti).
Va bene, non saranno tutte rose e fiori, ma meglio qualche problema, cercando di non strafare, piuttosto che avere quelle orribili dita distorte permanentemente e danni dovuti ad un'errata postura, causati da calzature diventate da tempo immemorabile più aderenti ad un concetto estetico che ad un concetto funzionale.
Se poi devo soffrire per qualche ora per esigenze particolari che mi capiteranno poche volte nella vita, be', cerco di pensare almeno a quanto starò bene dopo. Wink
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Re: Vantaggi... e svantaggi del barefooting integrale

Messaggio  contessa scalza il Sab Apr 11 2009, 15:46

No nessun pentimento. È una domanda che è nata dalla constatazione personale.
Confermo che intendevo dire permanente, cioè sempre sempre scalzo.

Vedi Lucignolo anche io la pensavo come te in quasi tutte le cose che hai scritto e anche io credevo come te che non fosse poi così difficile, doloroso o drammatico se nel caso si fosse per propria salute o incolumità costretti a doverle portare per qualche ora.
Per mia fortuna non ho mai dovuto tenere le scarpe sempre addosso come te e altri, quindi l'espandere l'esperienza dall'integrale al permanente non è stato un passo scalzo gigante da fare, è cresciuto pian piano con la conoscenza che anche altri lo fanno (quindi era possibile).
Ho constatato però che non è proprio tutto come credevo e pur essendo cosciente che è una scelta stare scalzi permanentemente di cui si deve calcolare e accettare le conseguenze, stò constatando che i pochi svantaggi che crea non sono per niente da sottovalutare e volevo sentire l'opinione di altri scalzi permanenti o appunto di integrali aspiranti-permanenti come te e come lo ero io, a riguardo.

Tralasciando il fattore di salute personale che in qualche modo con il tempo e l'aiuto di altri si può superare, prendiamo per esempio situazioni improvvise che sembrano rare come una catastrofe, incidente o terremoto ma che tanto rare non sono e lo sappiamo. Diciamo che se nel momento stesso non è di grande differenza essere scalzi o meno (forse in alcuni casi pure un vantaggio dipende) nel subito dopo potrebbe essere pericoloso non poter camminare (e veloce) con scarpe magari anche per molte ore e costituire anche un handicap ci fosse bisogno di aiutare altri.

Con questo non voglio dire che io mi pento. Per niente all'incontrario! Sono ben felice di aver fatto questo percorso e via facendo di aver capito anche questo. Arrivare al punto estremo o alla vetta significa anche aver percorso tutti i gradini nelle due direzioni possibili e aver constatato e soppesato i pro e i contro. Quindi per me significa solo aver fatto esperienza e da questa intuito che se si vuole essere liberi di poter essere scalzi permanenti e in salute, felici della scelta e intelligentemente saggi, bisogna forse premunirsi di attuare come contrappeso anche piccoli esercizi di camminatura calzata (diciamo un oretta la settimana o 2 volte mezz'ora in sandali comodi) per non perdere questa capacità, per la propria incolumità e per la sicurezza propria e l'altrui. Wink

Ciao Cristiana
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Re: Vantaggi... e svantaggi del barefooting integrale

Messaggio  contessa scalza il Sab Apr 11 2009, 18:43

Guarda l'esempio attuale che mi è appena capitato fra le mani.

Fra le diverse cose utili da fare consigliate proprio per affrontare il dopo... vi è scritto anche:
- Avere sempre le scarpe ai piedi.....
http://www.agi.it/cronaca/notizie/200904111324-cro-rt11055-terremoto_i_consigli_degli_esperti_usa_per_affrontare_il_dopo
ma anche:
- Mantenersi in esercizio e offrirsi di aiutare le squadre di soccorso (chiaramente per ore e ore con scarpe).

Se non puoi farlo.... non sarai utile, e anche se ti riuscisse per un paio di ore con le scarpe a ignorare i dolori per una causa maggiore, dopo poco sarai tu quello che ha bisogno di aiuto.... o dalle bolle ai piedi a non poterti più muovere. Capisci?
Questo intendevo.

Penso sia importante tenerne conto seriamente e non sottovalutarlo credendo che, visto che una volta ci era facile usare delle scarpe (toglierle e metterle), lo sia anche poi una volta disabituati completamente. Come indicato nel messaggio precedente se non lo si sottovaluta e preventivamente si mantiene almeno un minimo di allenamento anche a usare delle scarpe per il caso di necessità (basta un poco), ne saremo poi felici e ci ritornerà anche utile.

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Re: Vantaggi... e svantaggi del barefooting integrale

Messaggio  bfpaul il Sab Apr 11 2009, 20:13

contessa scalza ha scritto:L'andare scalzi fa bene e chi lo pratica abitualmente lo può confermare dai vantaggi che ne trae come dai benefici salutari, senso di libertà, e espansione dei sensi arricchiti dalle nuove sensazioni che continuamente prova. Questo lo sanno bene quelli che lo praticano e anche qui lo scrivono, ma mi chiedo se ad un certo punto quando da 'sana abitudine' lo stare scalzi diventa una 'condizione di vita', se questa sia sempre veramente così libera, sana e vantaggiosa come ci si aspetta che sia.

Per esempio uno scalzo che pratica ma che porta anche ogni tanto le scarpe (comode e adatte) può mettersele e togliersele senza tanti problemi e camminare scalzo con piacere facendo barefooting quando vuole, mentre per lo scalzo integrale invece non è così facile indossare delle scarpe pur comode se dovesse essere necessario e camminare senza dolore anche solo per poco tempo.

Ora... lo sò che il Nato Scalzo non usa mai le scarpe e gli piace camminare così ovunque.... , ma se negli anni si dovessero presentare situazioni per cui anche lui dovesse ogni tanto farlo come per motivi di salute o altre situazioni particolari dove diviene necessario o che sia temporaneamente richiesto e ne fosse col tempo diventato incapace, non è questo diventato uno svantaggio?

Sicuramente è bene allargare i propri confini di esperienze e praticare abitualmente il barefooting su tutte le superfici possibili e il più a lungo possibile traendone vantaggi e diventando idealmente uno scalzo integrale perenne, ma forse si dovrebbe anche ricordare via facendo che come in altre cose se poi ci si perde completamente l'abitudine è difficile e doloroso anche solo per corto tempo dover camminare con delle scarpe dovesse essere necessario e questo può divenire poi un grande svantaggio.

Direte forse che questa è una cosa ovvia ma io vi chiedo dove sono i limiti e dove ci si deve saper frenare nell'espandere al massimo lo stare scalzi. Se per essere uno scalzo integrale scalzo lo sei sempre, non vai coscientemente incontro a questo svantaggio? Il che potrebbe dire non poco essendo una capacità acquisita (non è facile nè indolore imparare a usare le scarpe....), e non dovrebbe forse essere consigliato di tenerlo presente e pur praticando il più possibile, di non sottovalutarlo?
Non farebbe meglio forse uno scalzo integrale preventivamente a non perdere questa capacità completamente e seppur a malavoglia e (magari ora) con dolori, almeno ogni tanto farne corto uso di questa per mantenerla?

Che cosa ne pensate voi?

C.S.
Rispondo prendendola dall'iniziio ed avendo ben letto tutti gli interventi precedenti in ordine di tempo.
Ho avuto la bella idea di "categorizzare" i barefooters, ma senza alcun successo, direi; perché è stata vista come una specie di classificazione che creava scale di valori che invece non ci sono e non ci vogliono essere.
Ciò detto, resta comunque il barefooter occasionale cioè quello che va scalzo quando gli va e l'altro che va scalzo quanto più piò fino al non portare più le scarpeneanche se lo ammazzazzano.
Conosco molti del primo gruppo e nessuno del secondo, salvo gli abitanti dell'Amazzonia, degli altipiani etiopici e così via, ed ho anche qualche dubbio su tutti questi.
Neanche se me l'avesse ordinato il medico, sarei un barefooter totale, integrale, permanente e quant'altro, perchè vivo ancora in questa società e non in un eremo fra i picchi andini ed ho anche compiti di rappresentanza di un'altra associazione.
Potrei andare a parlare con un assessore a piedi scalzi? Se pensate di si, siete matti. jocolor
Sto rinunciando a qualche principio? Nossignore, vado scalzo, per mio piacere e "non devo dimostrare niente a nessuno" come ho più volte detto per tutti noi, quindi siccome mi piace, cerco doi farlo il più che posso.
Cerco di non evitare alcuna superficie a costo di passare lentamente e vi assicuro che ho fatto progressi enormi da quando ho cominciato perché sono davvero poche le situazioni che possono fermarmi, ghiaia compresa e sempre che non ci debba camminare sopra per chilometri.
Vado anche in montagna - come è noto - e mi infilo i sandali solo quando non potrei camminare alla velocità degli altri; per il resto sono anche piuttosto veloce.
Camminerò sempre scalzo? Spero di si, se non mi storpio e se non me lo impedirà qualche malanno.
Come mi trovo con le scarpe? Ho praticamente solo un paio di scarponcini leggeri e moooolto larghi per l'inverno e un paio di sandali per l'estate, quindi mi trovo abbastanza bene. Certo, se devo stare un giorno con le scarpe mi sento appesantito, ma soprattutto non ci so più camminare!
Credo che le mie esperienze siano assolutamente comuni agli altri bf che tendono all'integrale o al permanente, quindi scrivo solo per dare qualche notizia pratica a chi potrebbe pensare che dopo sette anni mi sia stufato di andare scalzo. Neppure per idea, anzi mi ci trovo sempre meglio e davvero lo consiglio a tutti. Anche a quei 32 che mi hanno chiesto l'accesso qui e che non mi hanno mai dato un nick o una password temendo chissà cosa. Trovo questo francamente incomprensibile ed invito tutti a scrivermi per crearvi gli account.
Perchè, guardate, noi continuiamo a scrivere, scrivere, scrivere, e non è per escludere nessuno ma per far capire che noi "CI SIAMO" sempre!!

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Re: Vantaggi... e svantaggi del barefooting integrale

Messaggio  contessa scalza il Sab Apr 11 2009, 21:36

bfpaul ha scritto:
Rispondo prendendola dall'iniziio ed avendo ben letto tutti gli interventi precedenti in ordine di tempo.
Ho avuto la bella idea di "categorizzare" i barefooters, ma senza alcun successo, direi; perché è stata vista come una specie di classificazione che creava scale di valori che invece non ci sono e non ci vogliono essere.
Ciò detto, resta comunque il barefooter occasionale cioè quello che va scalzo quando gli va e l'altro che va scalzo quanto più piò fino al non portare più le scarpeneanche se lo ammazzazzano.
Lasciamo pure le varie categorie che servono solo per indicare e orientarsi nelle esperienze e senza porre la minaccia di morte, se uno praticamente può sempre... stimolato da tutti i vantaggi positivi che ne riceve semplicemente senza porsi tanti dubbi lo farà.
Conosco molti del primo gruppo e nessuno del secondo, salvo gli abitanti dell'Amazzonia, degli altipiani etiopici e così via, ed ho anche qualche dubbio su tutti questi.
Neanche se me l'avesse ordinato il medico, sarei un barefooter totale, integrale, permanente e quant'altro, perchè vivo ancora in questa società e non in un eremo fra i picchi andini ed ho anche compiti di rappresentanza di un'altra associazione.
Pur vivendo ancora in questa società e solo in vacanza a volte in luoghi come l'Amazzonia non tutti hanno compiti specifici o di rappresentanza e quindi pur non ricevendolo come prescrizione medica, stare scalzi diventa lentamente una consuetudine. Giusto per fare un calcolo nell'ultimo anno e mezzo compreso fino a ora sono stata costretta siennò 6 ore a pezzi di circa un ora l'uno a stare in scarpe. Scarpe adatte, con forma ortopedica e morbidissime pure non nuove (di quelle sempre quasi nuove nel mio armadio che non sono incrementate di numero negli ultimi 5 anni...). Che tu poi lo possa credere o no è un altra cosa.
Potrei andare a parlare con un assessore a piedi scalzi? Se pensate di si, siete matti. jocolor
Sto rinunciando a qualche principio? Nossignore, vado scalzo, per mio piacere e "non devo dimostrare niente a nessuno" come ho più volte detto per tutti noi, quindi siccome mi piace, cerco doi farlo il più che posso.
Ecco esattamente questo, più che posso.... se uno può sempre.... gli viene naturale almeno fin che può no?
Cerco di non evitare alcuna superficie a costo di passare lentamente e vi assicuro che ho fatto progressi enormi da quando ho cominciato perché sono davvero poche le situazioni che possono fermarmi, ghiaia compresa e sempre che non ci debba camminare sopra per chilometri.
Vado anche in montagna - come è noto - e mi infilo i sandali solo quando non potrei camminare alla velocità degli altri; per il resto sono anche piuttosto veloce.
Anche io in questi anni ho fatto progressi bellissimi che voglio mantenere. Sono andata consapevolmente anche in luoghi o superfici dove magari prima avrei tirato fuori dei sandali e di questo sono entusiasta e continuo anche a farlo (video dopo la vacanza). Ma la montagna questo no non è da tutti o per tutti, e per questo ti ammiro come penso anche gli altri.

Camminerò sempre scalzo? Spero di si, se non mi storpio e se non me lo impedirà qualche malanno.
Dò anche io la stessa risposta con la differenza che ora mi dovrò trovare anche io una qualche motivazione per riabituarmi a usare almeno qualche volta senza dolore delle comode scarpe.
Come mi trovo con le scarpe? Ho praticamente solo un paio di scarponcini leggeri e moooolto larghi per l'inverno e un paio di sandali per l'estate, quindi mi trovo abbastanza bene. Certo, se devo stare un giorno con le scarpe mi sento appesantito, ma soprattutto non ci so più camminare!
Nemmeno io ci sò più camminare.... Very Happy Very Happy Very Happy per questo la domanda iniziale!!!! Confermo anche ciò che ha detto Chicco sui dolori e arrossamenti delle dita e irrigidimento dei piedi ecc.., e vi chiedo... a parte starci dentro che già è duro da sopportare, ma quanti centinaia di metri riuscite voi a camminare con le scarpe?
Credo che le mie esperienze siano assolutamente comuni agli altri bf che tendono all'integrale o al permanente, quindi scrivo solo per dare qualche notizia pratica a chi potrebbe pensare che dopo sette anni mi sia stufato di andare scalzo. Neppure per idea, anzi mi ci trovo sempre meglio e davvero lo consiglio a tutti. Anche a quei 32 che mi hanno chiesto l'accesso qui e che non mi hanno mai dato un nick o una password temendo chissà cosa. Trovo questo francamente incomprensibile ed invito tutti a scrivermi per crearvi gli account.
Perchè, guardate, noi continuiamo a scrivere, scrivere, scrivere, e non è per escludere nessuno ma per far capire che noi "CI SIAMO" sempre!!

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Anche per me vale lo stesso, non mi sono stufata di andare scalza al contrario ma dall'esperienza di scalza permanente volevo riportare testimonianza scritta che pur camminando da sempre scalza con alternanze come saggiamente fai tu, una volta sorpassato il limite questo comporta anche degli svantaggi che come persone consapevoli e intelligenti dovremmo considerare.
Quindi volevo sollecitare tutti a praticare tanto e ovunque ma appunto senza esagerare andando agli estremi che potrebbero comportare risvolti poi spiacevoli.
Giustamente è anche un buon esempio per mostrare a coloro che temono chissà cosa che siamo persone ragionevoli e facciamo barefooting per quanto ci è possibile senza correre inutili pericoli e dire loro scrivete e non abbiate paura qui siamo persone comuni e non abbiamo niente da dimostrare a nessuno. Proviamo a fare belle esperienze senza porci mete irraggiungibili o idealizzate e non temiamo di ammettere che esagerare come in tutte le cose poi può nuocere.
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Re: Vantaggi... e svantaggi del barefooting integrale

Messaggio  ChiccoB il Sab Apr 11 2009, 22:24

Ciao ragazzi. Personalmente,quando tempo fa dissi a Paul se ci fosse differenza fra barefooter integrale o parziale,intendevo dire che come dice secondo me correttamente Contessa scalza,non si fa una distinzione di categoria,non ci siìono secondo me barefooters di "prima" o di "seconda". Tutti sono uguali,ma per me la differenza sta solo nel classificare se uno sta scalzo sempre,occasionalmente,ecc.Anche perchè nell'iscrizione al forum,viene fatta questa specifica domanda:barefooter! Si/no- ed ognuno degli iscritti,decide cosa rispondere.Sono molto d'accordo anche con il pensiero di Paul,quando sottolinea che non si deve dimostrare nulla a nessuno,ognuno deve (e meno male che è così) essere assolutamente libero di fare come meglio si sente.Come ho detto qualche giorno fa,uno valuta,pondera,e decide come meglio fare,se continuare a stare scalzo fra la gente,nei negozi,o se decide di stare scalzo solo in determinate situazioni,quando meglio si sente.Io stesso,come ripeto,a Sestri,ho deciso di non stare scalzo tutto il tempo,per motivi che ho spiegato in un post di pochi giorni fa,(anche se qualcuno ha storto un poco il naso,vedendomi ricalzato),la decisione spetta solo a me,come è giusto che sia così per ognuno. Comunque alla "fine della fiera",sono sempre molto entusiasta di stare scalzo un po' dovunque.. no,non tornerei indietro. Chicco.

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Re: Vantaggi... e svantaggi del barefooting integrale

Messaggio  lucignolo il Sab Apr 11 2009, 22:46

contessa scalza ha scritto:... a parte starci dentro che già è duro da sopportare, ma quanti centinaia di metri riuscite voi a camminare con le scarpe?
Oggi ho replicato scalzo sullo stesso asfalto ruvido che mi aveva provocato una mega vescica: nessuna conseguenza, ma il mio limite attuale è di un'ora abbondante in quelle condizioni.
Forse ti sembrerà strano, ma per fare di più devo essere calzato!
Mocassini o sandali.
Con scarpe tradizionali, magari alte, potrei fare molti chilometri: il problema è che non posso più replicare a breve scadenza.
Insomma, con le scarpe quasi tutto mi è possibile, ma non due giorni consecutivi.
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Re: Vantaggi... e svantaggi del barefooting integrale

Messaggio  lucignolo il Sab Apr 11 2009, 23:16

contessa scalza ha scritto:Fra le diverse cose utili da fare consigliate proprio per affrontare il dopo... vi è scritto anche:
- Avere sempre le scarpe ai piedi.....
Si tratta di condizioni del tutto particolari:
dovesse venire un maremoto od un tornado mentre siamo in vacanza al mare quanti sarebbero abbigliati in modo adeguato?
È chiaro che ci sono situazioni ambientali che richiedono opportune protezioni.
In caso di catastrofe ambientale stai pur certa che nemmeno le comuni calzature sono sufficienti.
È ovvio che il piede nudo è vulnerabile, ma è altrettanto vero che di solito ci portiamo appresso qualche calzatura.
Poi prova a pensarci: potrebbe arrivare una violenta tempesta, un alluvione, soffiare un vento fortissimo che porta detriti ovunque oppure potremmo avere un incidente stradale mente guidiamo scalzi e trovarci nella necessità di dover soccorrere qualcuno fra vetri, lamiere e sangue.
Che facciamo? Allora bisognerebbe guidare sempre calzati! Bisognerebbe essere sempre calzati.
Ma allora hanno ragione coloro che ci giudicano fuori di testa, che ritengono che i piedi siano troppo deboli per lasciarli allo scoperto, che nasciamo scalzi, ma che siamo ineluttabilmente destinati alle protesi podologiche.
Insomma, ho sostenuto spesso che fra l'essere scalzi sempre e comunque ed essere calzati ad ogni costo c'è tutta una gamma di possibilità intermedie da lasciarci parecchio imbarazzo della scelta.
Non comprendo tutta questa improvvisa ondata di scrupoli: prima un bell'entusiasmo costruttivo, adesso una crisi depressiva generale ed una sfiducia strisciante e collettiva.
Ma cosa è successo? È stato il lungo inverno? La poca luce diurna non vi ha stimolato l'ipotalamo? Smile
Le riflessioni le abbiamo sempre fatte ed abbiamo, mi sembra, sempre dimostrato buon senso.
Alcuni di voi stento a riconoscerli, c'è stanchezza e rassegnazione.
È inevitabile: la calzatura vince sempre.
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Re: Vantaggi... e svantaggi del barefooting integrale

Messaggio  contessa scalza il Dom Apr 12 2009, 09:04

lucignolo ha scritto:Si tratta di condizioni del tutto particolari:
dovesse venire un maremoto od un tornado mentre siamo in vacanza al mare quanti sarebbero abbigliati in modo adeguato?
È chiaro che ci sono situazioni ambientali che richiedono opportune protezioni.
In caso di catastrofe ambientale stai pur certa che nemmeno le comuni calzature sono sufficienti.
È ovvio che il piede nudo è vulnerabile, ma è altrettanto vero che di solito ci portiamo appresso qualche calzatura.
Poi prova a pensarci: potrebbe arrivare una violenta tempesta, un alluvione, soffiare un vento fortissimo che porta detriti ovunque oppure potremmo avere un incidente stradale mente guidiamo scalzi e trovarci nella necessità di dover soccorrere qualcuno fra vetri, lamiere e sangue.
Che facciamo? Allora bisognerebbe guidare sempre calzati! Bisognerebbe essere sempre calzati.
Ma allora hanno ragione coloro che ci giudicano fuori di testa, che ritengono che i piedi siano troppo deboli per lasciarli allo scoperto, che nasciamo scalzi, ma che siamo ineluttabilmente destinati alle protesi podologiche.
Insomma, ho sostenuto spesso che fra l'essere scalzi sempre e comunque ed essere calzati ad ogni costo c'è tutta una gamma di possibilità intermedie da lasciarci parecchio imbarazzo della scelta.
Non comprendo tutta questa improvvisa ondata di scrupoli: prima un bell'entusiasmo costruttivo, adesso una crisi depressiva generale ed una sfiducia strisciante e collettiva.
Ma cosa è successo? È stato il lungo inverno? La poca luce diurna non vi ha stimolato l'ipotalamo? Smile
Le riflessioni le abbiamo sempre fatte ed abbiamo, mi sembra, sempre dimostrato buon senso.
Alcuni di voi stento a riconoscerli, c'è stanchezza e rassegnazione.
È inevitabile: la calzatura vince sempre.
Ma allora mi si vuole interpretare appositamente male per screditarmi o per farmi passare per una falsa scalza magari ora pentita per ritirarsi, eh? Che inaudita cattiveria.... non la capisco e non credo di meritarla, comunque Grazie!

Mi metti in bocca parole e pensieri che non ho mai fatto! A te comoda interpretare ciò che ho scritto così.... . Non sai leggere, o hai un sistema di leggere selettivo per cui in un testo leggi quello che comoda a te e non quello che vi è scritto?
Ma quando usarle sempre...., ma chi lo ha mai pensato, affermato o detto? Sei fuori, hai bevuto o vuoi farmi proprio arrabbiare?
Non rigirare le mie parole e soprattutto non interpretare con le tue stesse depressioni le mie motivate e per me concrete domande, altrimenti mi costringi a pensare che tu voglia appositamente sminuire ciò che dico perchè non avendolo tu ancora provato di persona.... non puoi credere a ciò che dico e ti comoda meglio farmi passare per una pentita.

Guarda che io non ho bisogno di scrivere nulla e nemmeno di dimostrare nulla. Posso anche continuare come facevo prima senza venirtelo a raccontare a te o a altri.... .
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Re: Vantaggi... e svantaggi del barefooting integrale

Messaggio  lucignolo il Dom Apr 12 2009, 11:32

contessa scalza ha scritto:Ma allora mi si vuole interpretare appositamente male per screditarmi o per farmi passare per una falsa scalza magari ora pentita per ritirarsi, eh? Che inaudita cattiveria.... non la capisco e non credo di meritarla, comunque Grazie!
Ma cosa stai dicendo?
Che c'entra la falsa scalza? Cosa c'entra il ritirarsi? Cosa c'entra lo screditare?
Ho semplicemente argomentato su dubbi tuoi e dubbi di molti.
Stiamo attraversando un momento di caduta di tensione, specie qui in Lombardia.
Ti prego, rileggiti con calma il mio post, poi se avrai ancora perplessità me lo farai sapere.
E non rendi giustizia ad una persona che ti avrebbe accolto in casa sua e che sarebbe venuto a riceverti a Milano anche da solo.
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Re: Vantaggi... e svantaggi del barefooting integrale

Messaggio  bfpaul il Dom Apr 12 2009, 12:53

lucignolo ha scritto:
contessa scalza ha scritto:Ma allora mi si vuole interpretare appositamente male per screditarmi o per farmi passare per una falsa scalza magari ora pentita per ritirarsi, eh? Che inaudita cattiveria.... non la capisco e non credo di meritarla, comunque Grazie!
Ma cosa stai dicendo?
Che c'entra la falsa scalza? Cosa c'entra il ritirarsi? Cosa c'entra lo screditare?
Ho semplicemente argomentato su dubbi tuoi e dubbi di molti.
Stiamo attraversando un momento di caduta di tensione, specie qui in Lombardia.
Ti prego, rileggiti con calma il mio post, poi se avrai ancora perplessità me lo farai sapere.
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Ci risiamo.
Fate attenzione, stiamo scivolando sul personale e ne vengono fuori incomprensioni e parole grosse.
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Re: Vantaggi... e svantaggi del barefooting integrale

Messaggio  Andrea77 il Mer Apr 15 2009, 01:23

Francamente non capisco la polemica innescata involontariamente da Flavio e non voglio entrarci.
Ritorno quindi al quesito della contessa.
Io come ben noto sono uno scalzo saltuario. Credo che facendo un calcolo approssimativo direi che passo 20 giorni scalzi all'anno... E' quindi ovvio che nn posso comprendere quanto dice la Contessa perchè per mia sfortuna, o se vogliamo x mia paura..., sto calzato quasi sempre.
Detto questo devo dire che invidio molto la contessa che riesce a stare scalza praticamente sempre eccetto poche ore all'anno...
Avrei alcuni quesiti in quanto, essendo ben lontano dalla sua esperienza, non riesco a capire alcune cose.
1) Personalemente lascerei perdere l'iopotesi di terremoti o affini soprattutto dopo quanto successo in Abruzzo.
Verrei piuttosto a cose più quotidiane. Probabimente lo hai già detto ma nn ricordo che lavoro fai? Perchè sinceramente nel mio ambito pur non essendo espressamente vietato verrebbe visto malissimo presentarsi da un cliente scalzi... Prendiamo altre ipotesi. Ti invitano ad un battesimo, comunione, cresima, matrimonio. Cosa fai vai scalza? Se lo fai mi complimento x il coraggio. Personalmente non me la sentirei. Se invece ti presenti calzata va da se che resti calzata x tutta la giornata e nelle tue condizioni immagino il mal di piedi. E' strano come normalmente si pensi che uno abbia male a stare scalzo e ci siano persone che invece soffrono a stare con le scarpe. Tra l'altro soprattutto x noi uomini in queste occasioni non puoi presentarti con sandali o scarponi. Paolo come fai? Avrai presumo delle scarpe da 'cerimonia'.
2) non capisco sinceramente come una scalza permanente come la contessa ad ammirare Paolo xché va scalzo in montagna. Ma scusa con la'llenamento che hai immagino tu possa andare pressochè ovunque!
Tieni conto, e questo lo dico non solo a te (vero Flavio), che non è mica detto che tutti i sentieri siano delle pietraie ce ne sono anche di terrosi o misti,... Personalmente pur avendo come detto un allenamento ridicolo riesco ad andare in montagna magari non su tutti i terreni, magari andando piano, magari in discesa indossando se proprio necessario dei sandali ma se uno non ha pretese alpinistiche e tabelle di marcia da rispettare credo che si riesca ad andare scalzi per sentieri molto meglio di quanto voi crediate.
3) Come ultima coniderazione credo che a parte te che vai scalza sempre tutti noi, chi + chi meno, usano ancora le scarpe quel tanto da non avere i problemi che tu descrivi. Voglio dire chredo che nessuno di noi abbia perso l'abitudine a camminare con le scarpe. Lo farà mal volentieri, sentirà magari + caldo,... ma credo che tutti noi, non essendo scalzi permanenti, si riesca a tenere le scarpe per un intera giornata seppur con insofferenza (sofferenza direi che sarebbe ecccessivo?) x esempio, come detto prima, per un matrimonio.
4) ci sono 'calzature intermedie':
- scalzi
- infradito (x me scomode)
- sandali (x me meglio)
- ballerina (x donne)
- scarpe chiuse morbide (x me sono la norma. Tra le morbide chiuse ci sono le scarpe da tennis comode ma inadeguate x certi ambienti)
- scarpe chiuse meno morbide e più eleganti (mai messe)
- scaroni da montagna (ormai sono abituato ma mi rendo conto che x molti sono insopportabili. Ce ne sono di morbidi e di rigidi. X fare certe cose i rigidi, che sono + scomodi, sono indispensabili)
- scarpette d'arrampicata (queste ben pochi le usano ma chi le usa sa che sono molto scomode xchè hanno spess strane forme e vengono indossate almeno 1 numero in meno. Io ho un paio di mytos che sono molto comode ovviamente nell'ambito delle scarpette d'arrampicata)
- scarpe col tacco (x donne. Credo siano il massimo della scomodità)
ecc.

Ora se non sei/siete scalzi cosa indossate + comodamente e cosa invece trovate fastidioso?

Ciao
Andrea
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Re: Vantaggi... e svantaggi del barefooting integrale

Messaggio  contessa scalza il Mer Apr 15 2009, 11:38

Ciao Andrea,

1) Avete ragione sulla priorità degli argomenti da discutere ma di questioni quotidiane ne parliamo spesso..., di casi eccezionali come questo molto raramente e siccome con il terremoto in Abruzzo l'esempio lo abbiamo proprio ora sotto gli occhi, mi è venuto da riflettere su questo in relazione allo stare scalzi.... .
Ma niente di preoccupante in fondo.... . Anche se in casi del genere come scalzi non si può dare una mano con i soccorsi fra le macerie.... ci sono tantissimi altri compiti che si possono invece tranquillamente assumere per essere utili come allestire tende, preparare cibo o altro simile dove le protezioni ai piedi non sono assolutamente necessarie.... quindi con questo in fondo mi sono già data "in parte" la risposta che cercavo.
Secondo te una "contessa scalza" che lavoro fà? Smile Scherzo chiaramente.... Pur facendo piccoli lavori utili per occuparmi parallelamente ai lavori domestici e ai compiti di genitore come da ultimo coltivare scalza un orto, da 14 anni non ho un datore di lavoro.
Inviti a cerimonie non ne ho non conoscendo nessuno all'infuori della famiglia del mio compagno. Le uniche cerimonie a cui ho partecipato sono state tanti anni fa una cremazione dove non conoscevo nessun altro al di fuori del morto, e 2 anni fa un matrimonio in famiglia fatto in fretta e senza tante cerimonie, con annesso giro in barca con torta. Nel primo caso avevo delle infradito e le ho tenute in mano e calzate solo alla porta d'entrata del crematorio e ritolte all'uscita perchè non conoscevo nè la famiglia nè le altre persone che avrei incontrato e non sapevo come sarebbe stato sentito e pensando che l'occasione non avrebbe permesso di stare a spiegare o discutere ho scelto questa soluzione ed è stata anche ok, alla fine tutti erano vestiti in modo molto informale (musica dei Pink Floid e caffè e pasticcini) e in una mezz'ora era concluso ...almeno per me. Nel secondo avevo portato dietro degli stivali in pelle scamosciata senza tacco, con la suola in lattice naturale e 'elioform', insomma di quelli reputati adatti per i piedi...., infilati solo nella mezz'ora al municipio che abbiamo raggiunto in auto e dove sono stata seduta come gli altri (in pratica con gli stivali ho solo salito e sceso le scale... ). Eravamo una decina e gli altri nove tutti della stessa famiglia.... fra cui anche un altro paio oltre a me che stanno spesso scalzi e anche loro una volta in barca si sono tolti le scarpe. Il giro in barca è durato 2 ore e poi la festa era finita.

2)Teoricamente avresti ragione ma il mio allenamento non è su percorsi in salita e discesa..... certo se mi porti in montagna una volta non mi tiro indietro.... ma poi magari non mi muovo per una settimana dai dolori ai muscoli delle gambe..... e dalla stanchezza avrei pure qualche scorticata ai piedi.... Wink Poi resta il fatto che Paolo ha avuto anche seri problemi con la salute in recente passato per cui già essere oggi di nuovo in grado di fare escursioni periodiche in montagna è di per se ammirevole, scalzo e a tempo degli altri penso lo sia ancor più; ha poi qualche annetto più di me, e nella sua lunga cosciente esperienza di barefooter ha già trovato evidentemente un saggio equilibrio tra lo stare al massimo possibile scalzi godendo dei vantaggi e piaceri senza però dimenticarsi completamente di allenare i piedi a camminare 'almeno' alcune ore la settimana in comode scarpe senza dover soffrire in caso dovesse servire. Anche se hai letto che anche lui ha delle difficoltà a camminare calzato... .

3) Un intera giornata??????? Io non riesco a tenerle o camminarci per ore.... nemmeno mezze ore.... e come distanze andiamo ancora peggio.... . Se devo camminare con scarpe dopo poche centinaia di metri sono costretta a toglierle dall'insofferenza e dal dolore ai piedi. Senza ancora constatare eventuali piccole vesciche da strofinamento.
Certo la situazione vostra attuale è ben diversa ma sono convinta che anche voi o molti di voi sperano, desiderano, si impegnano etc., per poter un giorno anche loro stare perennemente scalzi. Sicuramente non sono io la prima che lo fa. Quindi è un esperienza che nel tempo anche altri hanno sicuramente sperimentato o sperimenteranno. Paolo esempio se non avesse più compiti e ruoli da rappresentare è già lì...., e forse alcuni di quelli che sono iscritti ma scrivono poco hanno per un periodo sperimentato questo effetto e sviluppato delle linee di strategia per andare incontro a queste eventuali situazioni. Esempio allenandosi a volte con degli zoccoli oppure decidendo di svolgere un piccolo esercizio una volta a settimana in cui si sforza a usare le scarpe per mantenere la capacità di farlo nonostante ora gli sia inutile, etc.. etc... .

4) Le calzature le trovo tutte fastidiose.... e a una cerimonia dove è possibile indossare un bel vestito lungo andrei sicuramente scalza che lo trovo sicuramente più bello ed elegante che con sandali o infradito. Purtroppo non ho occasioni del genere nè un partner che vesta in modo passabile accanto.... . Per non far sfigurare... o sfigurare.

Cosa indossare più comodamente se non sono scalza? Niente di ciò che ho. Penso che se per occasioni normali di utilità mi ricomperassi dei sandali Birkenstock come avevo fatto fare sui miei piedi in Germania tanti anni fa, sarebbero gli unici che potrei sopportare per delle ore o con cui mi ritroverei presto di nuovo in grado di camminare per dei chilometri. Ci penserò sù.

Ciao C.S.
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Re: Vantaggi... e svantaggi del barefooting integrale

Messaggio  Marco53 il Mer Apr 15 2009, 13:06

Se non sono scalzo o con i finti sandali che è come non avere nulla ma appagano l'occhio di quelli che pensano che io porti dei sandalini sottili sottili io indosso in alternativa:
1)- infradito. Per fortuna sono tornate di moda. Ci sono stati lunghi anni in cui trovavo estremamente difficile reperirne un paio adatto ai miei rosei piedini larghi e lunghi.
2)- Birkenstock con cinghietto dietro. Sono gli unici enormi zatteroni in grado di accogliere i miei "piedini" delicati senza dar fastidio e poter essere utilizzati nei brevi tratti in cui guido con calzature, perché avendo il cinghietto sono al riparo da reprimende sulla loro pericolosità.
Stop.
Per il periodo fine ottobre-fine marzo uso solo:
3)- un paio di mocassini o simil-mocassini tedeschi marca Bär (orso, ma è un cognome. Le trovate su ww.baer-schuhe.de). Non sono economicissime, ma sono le uniche che vengono prodotte anche in taglia larga (adatta ai mei 46 extra-strong) oltre che nelle taglie per piedi "magri" e fabbricate in materiali morbidi (suole di lattice naturale e tomaie in pelle d'alce. Mi sanguina il cuore per le alci Sad , ma preferisco non mi sanguinino i piedi... Wink ).
Avevo un paio di scarpe Mephisto da pioggia/neve suola carrarmato, con buone caratteristiche di leggerezza rispetto alla media e buona tenuta all'acqua, ma troppo dure, rigide e un po' misere di forma che non sopporto per più di un'ora: perciò quest'inverno, a fronte delle nevicate in Piemonte, le preferito affrontarle tutte sempre con le Bär SENZA calzini, anzi, levandole nel solito tragitto casa-piazza castello, anche se affondavo in 30 cm di neve...
Non uso più scarpe del tipo tennis/sport da anni, e non ho MAI usato scarponcini da montagna tranne una volta nella notte dei secoli ma le vesciche le ricordo ancora adesso. In montagna ci vado scalzo o con le Birkenstock, ma ammetto di affrontare solo sentieri tranquilli. Anche sassosi ma mai troppo impegnativi. Anche perché sono un terribile burocrate sedentario da 107 Kili che - come allenamento - al massimo si limita ad andare e venire dall'orrendo ufficio, con o senza scarpe...
Saluti poco scarpati
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Re: Vantaggi... e svantaggi del barefooting integrale

Messaggio  bfpaul il Mer Apr 15 2009, 21:06

Andrea77 ha scritto:...... Paolo come fai? Avrai presumo delle scarpe da 'cerimonia'.
Allora: io sto normalmente scalzo perchè me lo posso permettere.
Nel senso che non ho difficoltà fisiche a stare scalzo ed a cammnare scalzo dappertutto e inoltre non sono più al lavoro dal 2001 per cui ....
Non avrei potuto permettermelo quando lavoravo come non puoi tu e credo tutti, salvo rare eccezioni.
Ho un paio di sandali ed un paio di scarponcini leggerissimoi per l'inverno quando devo per forza usare le scarpe perchè ho compiti di rappresentanza che non posso espletare a piedi nudi. Tutto qui.

Andrea77 ha scritto:2) non capisco sinceramente come una scalza permanente come la contessa ad ammirare Paolo xché va scalzo in montagna. Ma scusa con la'llenamento che hai immagino tu possa andare pressochè ovunque!
Mai insomma!
Andare scalzi in montagna è più facile che fare 18-20 km di asfalto e se non ci credete, basta provare.
Il problema è la discesa e basta avere un paio di sandali da trekking se si va con altri e si è costretti ad andare ad una certa velocità; altrimenti, per quanto mi riguarda E' MEGLIO SCALZI.

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Re: Vantaggi... e svantaggi del barefooting integrale

Messaggio  lucignolo il Mer Apr 15 2009, 21:48

bfpaul ha scritto:
Andrea77 ha scritto:2) non capisco sinceramente come una scalza permanente come la contessa ad ammirare Paolo xché va scalzo in montagna. Ma scusa con la'llenamento che hai immagino tu possa andare pressochè ovunque!
Mai insomma!
Andare scalzi in montagna è più facile che fare 18-20 km di asfalto e se non ci credete, basta provare.
Il problema è la discesa e basta avere un paio di sandali da trekking se si va con altri e si è costretti ad andare ad una certa velocità; altrimenti, per quanto mi riguarda E' MEGLIO SCALZI.
Ci credo eccome. In quanto alla montagna, non so.
Da quando alterno bicicletta e camminate (scalze) il ginocchio non mi fa più male e certe proposte di Andrea77 cominciano a tentarmi un po' troppo.
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Re: Vantaggi... e svantaggi del barefooting integrale

Messaggio  Andrea77 il Mer Apr 15 2009, 23:50

Da quando alterno bicicletta e camminate (scalze) il ginocchio non mi fa più male e certe proposte di Andrea77 cominciano a tentarmi un po' troppo.
---
A quando la prima escursione? Very Happy

X Contessa, Marco,...
Il vostro problema, secondo me non è che non riuscite ad andare in montagna scalzi am che non siete allenati a far salite e discese. Immagino che avreste i medesimi problemi se foste calzati, la vostra non è una questione di piedi ma di allenamento all'escursionismo.
Intendiamoci quando vado scalzo le mie escursioni sono MOLTO più brevi, lente e corte rispetto a quando sono calzato in quanto ho poco allenamento di suola. Concordo che la parte + difficile è la discesa ma si può rimediare, se possibile, andando piano con l'aiuto di bastoncini x frenare, e se si deve tenere il passo mettendo dei sandali.

Quanto posso stare con gli scarponi? X ora il record è di circa 15 ore x la Presanella...
Eccoli:
http://www.bivouac.co.nz/productimages/LARGE/LSMAKALUM.jpg affraid

Ciao
Andrea
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Re: Vantaggi... e svantaggi del barefooting integrale

Messaggio  ALEBO il Ven Apr 17 2009, 12:27

Neanche se me l'avesse ordinato il medico, sarei un barefooter totale, integrale, permanente e quant'altro, perchè vivo ancora in questa società e non in un eremo fra i picchi andini ed ho anche compiti di rappresentanza di un'altra associazione.
Potrei andare a parlare con un assessore a piedi scalzi? Se pensate di si, siete matti. jocolor
Sto rinunciando a qualche principio? Nossignore, vado scalzo, per mio piacere e "non devo dimostrare niente a nessuno" come ho più volte detto per tutti noi, quindi siccome mi piace, cerco doi farlo il più che posso.
Cerco di non evitare alcuna superficie a costo di passare lentamente e vi assicuro che ho fatto progressi enormi da quando ho cominciato perché sono davvero poche le situazioni che possono fermarmi, ghiaia compresa e sempre che non ci debba camminare sopra per chilometri.
Vado anche in montagna - come è noto - e mi infilo i sandali solo quando non potrei camminare alla velocità degli altri; per il resto sono anche piuttosto veloce.
Camminerò sempre scalzo? Spero di si, se non mi storpio e se non me lo impedirà qualche malanno.


Concordo, anch'io vado scalzo in tutte le stagioni e possibilmente su tutti i percorsi di campagna e su tutte le superfici anche il ghiaino. In montagna ho fatto qualche escursione scalzo , una volta su un sentiero dove c'erano dei ricci di castagno ho avuto delle difficoltà perchè qualche spina mi è entrata nei piedi, forse le suole non erano ben dure.
Ultimamente anch'io non sopporto più tenere le scarpe per parecchie ore, anche perchè in casa generalmente vado scalzo più che in passato; in città (io abito a Livorno) non vado scalzo, non mi piace e poi gli occhi puntati delle persone mi infastidiscono, però in inverno vado spesso senza calze con gli zoccoli chiusi e devo dire che non ho più sudorazione ai piedi e fastidio.
Camminare scalzo è un piacere se diventa un fastidio perchè altri ti guardano come un personaggio stravagante non lo faccio.
Camminare scalzi è uno stile di vita,anche se non necessariamente si può e si deve sempre fare.


Ultima modifica di ALEBO il Sab Apr 18 2009, 11:27, modificato 1 volta
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Re: Vantaggi... e svantaggi del barefooting integrale

Messaggio  lucignolo il Ven Apr 17 2009, 20:55

ALEBO ha scritto:Camminare scalzo è un piacere se diventa un fastidio perchè altri ti guardano come un personaggio stravagante non lo faccio.
Non hai idea delle soddisfazioni che ho raccolto nel mio quartiere.
C'è gente che si ferma a chiacchierare con me e che mi stringe la mano come a qualsiaisi altra persona.
Se si tratta di uno sconosciuto di una città X che vada ad impiccarsi.
Non è lui che traccia il percorso della mia vita e di male ne ho ricevuto tanto anche quando ero calzato.
Allora che vadano a quel tal paese, il percorso lo traccio io.
ALEBO ha scritto:Camminare scalzi è uno stile di vita,anche se non necessariamente si può e si deve sempre fare.
Lo sappiamo tutti.
Ci sono situazioni in cui bisogna scendere a compromessi, se non lo facciamo siamo stupidi.
Ma da qui a rinunciare al nostro innocuo piacere personale per soddisfare quello degli altri che ci lascerebbero crepare per strada se ci sentiamo male, scusami, di strada ne corre molta.
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Re: Vantaggi... e svantaggi del barefooting integrale

Messaggio  Andrea77 il Sab Apr 18 2009, 11:09

Ma da qui a rinunciare al nostro innocuo piacere personale per soddisfare quello degli altri che ci lascerebbero crepare per strada se ci sentiamo male, scusami, di strada ne corre molta.
---

Si ma se mi sento a disagio in mezzo ad una folla ochieggiante affraid il piacere diventa fastidio e quindi smetto.
Credo che ognuno ha un suo limite sia psicologico che fisico. Io x esempio faccio meno fatica a camminare sui sassi che non sulla liscia pavimentazione di corso vittorio emanuele a Milano con centinaia di sguardi, commenti,...
C'è chi magari ha un carattere + forte o + esibizionita e magari nn si trova in difficoltà tra la gente o riesci a fregarsene e chi invece si fa delle paranoie mentali.

Ciao
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Re: Vantaggi... e svantaggi del barefooting integrale

Messaggio  lucignolo il Sab Apr 18 2009, 11:24

Andrea77 ha scritto:Si ma se mi sento a disagio in mezzo ad una folla ochieggiante affraid il piacere diventa fastidio e quindi smetto.
Credo che ognuno ha un suo limite sia psicologico che fisico. Io x esempio faccio meno fatica a camminare sui sassi che non sulla liscia pavimentazione di corso vittorio emanuele a Milano con centinaia di sguardi, commenti,...
Lo so, lo so.
Certo che non è facile, ma siccome le stesse cose le ho provate anch'io e le ho superate (non del tutto, ovviamente), penso sia giusto dare almeno un'incoraggiamento, piuttosto che tremare insieme.
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Re: Vantaggi... e svantaggi del barefooting integrale

Messaggio  Ares il Sab Apr 18 2009, 13:38

contessa scalza ha scritto:L'andare scalzi fa bene e chi lo pratica abitualmente lo può confermare dai vantaggi che ne trae come dai benefici salutari, senso di libertà, e espansione dei sensi arricchiti dalle nuove sensazioni che continuamente prova. Questo lo sanno bene quelli che lo praticano e anche qui lo scrivono, ma mi chiedo se ad un certo punto quando da 'sana abitudine' lo stare scalzi diventa una 'condizione di vita', se questa sia sempre veramente così libera, sana e vantaggiosa come ci si aspetta che sia.

Per esempio uno scalzo che pratica ma che porta anche ogni tanto le scarpe (comode e adatte) può mettersele e togliersele senza tanti problemi e camminare scalzo con piacere facendo barefooting quando vuole, mentre per lo scalzo integrale invece non è così facile indossare delle scarpe pur comode se dovesse essere necessario e camminare senza dolore anche solo per poco tempo.

C.S.

Cercando di restare in tema, confermo le esperienze, le sensazioni e le problematiche da molti di voi segnalate.
Come avrò sicuramente già scritto, per quanto mi riguarda sono costretto ad indossare almeno 5 giorni su 7 ed anche 10/12 ore al giorno scarpe classiche (stringate con suola di cuoio) che per quanto comode siano (mi riferisco in particolare alla forma delle suole, nel mio caso più larga possibile, ed alla tomaia) rappresentano per me un'autentica tortura, avendo persistenti problemi di calli alle dita e sulle estremità laterali anteriori della pianta. E' per questa ragione che anche quando sono in studio e non ho ricevimento clienti, le tolgo per esasperazione, specie dopo averci camminato a lungo (potendo contare su pavimenntazione in parquet o divini tappeti persiani e passatoie varie).

Sono appena rientrato da una breve vacanza in Toscana, e ho avuto la possibilità di fare quasi completamente a meno delle scarpe, trovandomi in contesti privati informali e per lo più agresti (ville/cascinali): rientrato in città, il passagggio dal piede scalzo sull'erba/sabbia/stradine di paesini vari/antiche pavimentazioni in cotto (tipiche dei cascinali d'epoca) alla sopra descritta scarpa "di città" è stato come sempre traumatico, avendo l'impressione di aver guadganato mezzo numero di scarpe in +. Ed è sempre così. Tutte le volte che ho la possibilità di stare scalzo o in infradito per un apprezzabile arco di tempo, alla "ripresa della calzatura" sono dolori, fastidi, insofferenza ...

Per completezza: alla partenza avevo un dolorosissimo callo sull'ultimo dito del piede destro + durone laterale. Grazie all'effetto emolliente dell'erba umida del mattino, o di quello dolcemente abrasivo della sabbia, calli e duroni si nono ammorbiditi,sfiammati e ridotti ai minimi termini. Altro che callifughi ....

Ergo: se fossi permanentemente scalzo, avrei seri problemi ad indossare scarpe, specie del tipo sopra descritto.

Ares

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