La paura del domani

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La paura del domani

Messaggio  lucignolo il Mar Giu 23 2009, 22:00

Marco53 ha scritto:....nulla può garantirmi che ciò che scrive o approva un Sindaco deficiente possa essere cancellato o riveduto dal suo successore.
Puoi star certo che le regole, soprattutto quelle assurde, non verranno cancellate a meno di un contenzioso pesante, ma un contenzioso di chi?
Marco53 ha scritto:Voglio solo sperare (la speranza è dura a morire) che anche noi nel nostro piccolo si riescano a smuovere un po' le acque del conformismo stagnante: mi riferisco solo all'uso delle scarpe e mi fermo qui per restare nel tema.
Siamo troppo impegnati a tremare di fronte alle nostre paure interiori per poter smuovere le acque, che, come noto, essendo dotate di grande inerzia, devono essere agitate con continuità per poter vedere qualche cambiamento.
Ma, in fin dei conti, non posso biasimare chi si domanda perché dovrebbe investire tante energie sul barefooting.
Si dice che le grandi civiltà siano nate il luoghi dove le condizioni ambientali erano così favorevoli da consentire il lusso di dirottare grandi quantità di energia sulle attività intellettuali; quando non sai se arriverai a domani devi correre, combattere e sperare di raccogliere un pasto per la giornata senza essere mangiato.
Ora, il problema è fermarsi un momentino a riflettere e chiederci se davvero ci troviamo sull'orlo del baratro.
Forse no, ma siamo spaventati e disorientati.
Non sappiamo se andremo in pensione, ma cominciamo a lavorare sempre più tardi.
Vuoi la società tecnologica? Allora devi specializzarti sempre di più.
E via con le lauree sempre più svalutate, con i tirocini gratuiti infiniti e con le assunzioni dopo i trent'anni, se va bene.
Ed un laureato non va in fonderia, vuole dirigere. E chi viene diretto?
Allora si importa la mano d'opera, per tagliare l'erba ai margini della strada, per assistere gli anziani, per pulire il c..o agli infermi e per lavorare di notte.
Non vogliamo quelle facce strane, non vogliamo quella gente che non ha niente da perdere, ma se non sappiamo a chi vendere la casa, in attesa di compratori da mesi, va bene il cinese, il kossovaro o l'albanese.
Eh, gli affari sono affari.
Poi ci si mette la Comunità Europea del c...o, che tuona contro lo spreco previdenziale.
Perché, all'estero non si va in pensione?
Oppure i nostri parlamentari potrebbero abolire la regola che dopo tre anni di carriera politica (quale?) si può percepire una vergognosa pensione.......no, eh?
Ogni tanto viene violentata un'extracomunitaria sprovveduta che va in giro di notte con i suoi connazionali e allora scoppia la psicosi alimentata ad arte dai media, dimenticando che sono proprio i bravi, cari ragazzi di buone famiglie a violentare, abusare, rapinare i propri coetanei, protetti da un sistema che scrolla le spalle dicendo: sono solo dei ragazzi annoiati.
Potrei andare avanti ore, ma è chiaro che noi scalzi sembriamo un isoletta in mezzo all'oceano.
Allora molliamo tutto?
No, la nostra isoletta è un piccolo paradiso in mezzo al mare e non vorremmo rinunciarci.
Ma capisco anche coloro che si sentono profondamente demotivati.
Capisco anche coloro che si pongono altre priorità.
Ed anche chi si sente affogare nei marosi di una società dove tutto non basta più e dove niente si sopporta più: si è passati dal ventaglio estivo all'impianto di condizionamento sei mesi all'anno.
Qui mi pongo la domanda cruciale: o è tutto vero ciò che ho scritto ed allora mi domando a che serve perdere tempo in cose marginali come certi divieti dilaganti, perché ci sono cose ben più gravi da risolvere, oppure è tutto falso ed allora stiamo perdendo tutti un sacco di tempo cacciando fantasmi inesistenti e cercando di raggiungere un miraggio che potrebbe soltanto tentare di dissetare le nostre paure interne, il nostro cratere di valori.
Miraggio che, come tutti sanno, è soltanto destinato a dileguarsi tanto più velocemente quanto più ci spostiamo verso di lui.
Quello che molti NON comprendono fino in fondo è A CHI giovano certi miraggi.
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Re: La paura del domani

Messaggio  Andrea77 il Mar Giu 23 2009, 22:46

Quello che molti NON comprendono fino in fondo è A CHI giovano certi miraggi.
--
Pensa che io non ho neppure capito cosa intendi?

Tornando al barefooting come già detto ci sono persone in questo sito, x me poche, che vivono lo scalzismo come 'stile di vita' e riescono a stare perennemente scalzi.
E' chiaro che costoro vorrebberò che ci fosse + attivismo, + visibilità,... Costoro sono disposti a lottare x i diritti di andare scalzi contro i divieti,... Questo xchè x loro è vitale stare scalzi, probabilemnte non riuscirebbero a stare saenza e temono il dilagare di questi divieti.

La maggior parte di noi xò va scalza + o - saltuariamente xchè togli le 8 ore che lavori, 8 ore che dormi,... alla fine in una giornata ti resta ben poco tempo x stare scalzo. Restano i fine settimana. Togli quando hai impegni e magari non te la senti di scalzarti x non infastidire la moglie, tizio, caio,...
togli quando è troppo caldo, quando è troppo freddo, quando piove,...
Alla fine personalmente pur partecipando assiduamente alle varie iniziative proposte credo che starò scalzo circa 20 giorni all'anno.
Ora capisci che x me, ma alla fine credo x la maggioranza di chi scrive, non è poi così prioritario fare le lotte contro i divieti, pubblicizzare il sito mi mette ansia xchè ho paura che qulcuno veda le foto,...
Diciamo che alla fine la maggior parte di noi vive lo scalzismo come un hobby, una sota di attività sportiva.
Ora poi c'è chi x esempio c'è l'atleta che va a correre tutti i giorni e quello che corre solo ogni tanto magari in occasione di qualche manifestazione. C'è chi corre i 100m e chi la maratona.
Chi va in montagna x facili sentieri e chi fa alpinismo. C'è chi va in montagna ogni tanto e chi tutti i fine settimana.
Lo stesso vale x lo scalzismo. C'è chi va + spessoe chi meno, chi solo in città, chi solo in montagna, chi fa entrambe le cose, chi è + allenato e chi meno, chi è + forte fisicamente e chi è + faorte psicologicamente,...
Purtroppo ci sono contesti tipo quelli lavorativi dove è fortemente sconsigliabile andare scalzi (x non parlare di quando è vietato x sicurezza).
Ora io comprendo perfettamente che il divieto di Pavia è assurdo ma comprendo anche che ho altri problemi, che opto x il quieto vivere, che siamo in pochi, che di questi pochi molti parlano ma alla fine nessuno vuole veramente muoversi x tentare qualche cosa.
L'unica cosa che mi sento di portare avanti è quella di continuare ad organizzare gite scalze in modo che magari prima o poi la gente capisce che nn siamo matti, si abitua alla nostra presenza come accade all'estero. All'estero è abbastanza facile nella bella stagione incontrare qualche scalzo. Anche li sono pochi ma + di noi. Se un calzato vedesse quasi ogni giorno almeno uno scalzo (non sempre il solito) girare x la propria città pur continuando a non concepire il piacere dell'andare scalzo almeno non ti vede come un UFO e sa che sei una persona normale e non un pazzo o un mendicante.

Ciao
Andrea
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Re: La paura del domani

Messaggio  paolo fratter il Mar Giu 23 2009, 23:35

Ciao Andrea, condivido pienamente tutto ciò che hai detto....lo scalzismo ognuno lo deve vivere come e quando se la sente........proprio come un "hobby"..... senza forzature ma anche senza tante battaglie contro mulini a vento che lasciano il tempo che trovano....accontentiamoci....facciamolo dove ci pare e piace....da soli...o no, anzi meglio, ancora tra noi amici in simpatica compagnia, divertiamoci con semplicità ancora tante altre volte in giro insieme a fare belle incursioni scalze...parlando tra noi di tutto....anche di cose serie e non solo di barefooting (..checchè ne pensino alcuni....)...ma ridendo spesso anche nel vedere le reazioni degli altri quando vedono un bel gruppetto di "svitatelli" che girano a piedi nudi....poverini non sanno proprio che belle esperienze e che belle sensazioni si perdono..!!!!!Ciao a tutti e a presto.
Paolo F.

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Re: La paura del domani

Messaggio  lucignolo il Mer Giu 24 2009, 01:48

Andrea77 ha scritto:Pensa che io non ho neppure capito cosa intendi?
Beh, insomma: traduco.
Il problema è che il clima di insicurezza che stiamo vivendo ci fa vedere le cose sotto una luce più inquietante di quanto non lo sia realmente, un po' per la perdita di punti di riferimento, un po' perché siamo continuamente bombardati da notizie negative.
Tutto ciò favorisce l'insorgenza di provvedimenti drastici e di divieti spesso sproporzionati, fa bene, insomma, ad un certo tipo di impostazione di governo.
Ci sentiamo tutti più deboli e non vediamo belle cose nel futuro ed allora rischiamo di non apprezzare più le piccole cose e neppure di volerle cercare o vedere.
Dispersi in un oceano in tempesta cerchiamo solo di stare a galla.
È solo un discorso in libertà, che coinvolge tutti gli aspetti della nostra vita sociale, altrimenti non l'avrei scritto in questa sezione.
Che avevi capito, a parte il tubo? Very Happy
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Re: La paura del domani

Messaggio  lucignolo il Mer Giu 24 2009, 01:56

paolo fratter ha scritto:....lo scalzismo ognuno lo deve vivere come e quando se la sente........proprio come un "hobby"..... senza forzature ma anche senza tante battaglie contro mulini a vento che lasciano il tempo che trovano....accontentiamoci....facciamolo dove ci pare e piace....da soli...o no,
Scusa, Paolo, ma questo che c'entra con il mio discorso "in libertà"? E poi ancora con 'sti mulini a vento?
Ma ognuno faccia ciò che vuole!
Certo che ci accontentiamo, ma se vogliamo proprio parlare di barefooting, allora non si è capito molto di ciò che ho detto in altri interventi: parole al vento, insomma.
Così pure quelle di Enzo.
E nemmeno puoi dire di poter fare barefooting dove ti pare e piace.
Non si sono mai chieste crociate, e lo ribadisco, ma se ti vuoi accontentare dei recinti che ci stanno progressivamente preparando, prego accomodati.
Permettimi almeno di brontolare ed è il minimo che una persona con un po' di amore per la propria libertà e per le sue piccole cose possa fare.
Per cosa vale veramente la pena di vivere?
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Re: La paura del domani

Messaggio  paolo fratter il Mer Giu 24 2009, 14:24

Ciao Flavio, non mi pare di aver detto nulla di particolare....se non ribadire (come fatto più volte anche verbalmente) come la penso - così come aveva fatto Andrea nel suo post precedente e in altri - in merito alla mia personale intrepretazione dell'andare scalzo. Quanto al discorso di "accontentarci" beh non mi pare che questo ci vincoli necessariamente a girare scalzi solo entro determinati "recinti", non esageriamo....in fin dei conti, se lo vogliamo, lo possiamo fare dappertutto o quasi. Certamente anch'io mi altero nel vedere divieti assurdi o nel dover affrontare di tanto in tanto le osservazioni stupide e senza senso dei soliti "zelanti" guardiani...ma sappiamo che in Italia queste cose vanno necessariamente messe in conto, vige una certa mentalità e certi preconcetti che non possiamo facilmente cambiare....(dovremmo andare a vivere all'estero!)...prova un po' tu a far cambiare la testa agli italiani se ci riesci! Ed è proprio questo il motivo per cui non ritengo opportuno affrontare "crociate" o meglio insistere più di tanto nel far valere certi nostri diritti che (anche se sacrosanti), alla fine, lascerebbero il tempo che trovano...sì accontentiamoci...chi si accontenta gode...cerchiamo di viverei coi piedi "nudi" ben appoggiati per terra, e di allargare magari il nostro club ad altri amici che la pensano come noi...visto che siamo ancora pochini.....e poi alla fine ognuno faccia quello che vuole!

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Re: La paura del domani

Messaggio  lucignolo il Mer Giu 24 2009, 21:09

paolo fratter ha scritto:Quanto al discorso di "accontentarci" beh non mi pare che questo ci vincoli necessariamente a girare scalzi solo entro determinati "recinti", non esageriamo....in fin dei conti, se lo vogliamo, lo possiamo fare dappertutto o quasi.
Paolo, che fai, il nesci?
Sto aspettando che la giunta e consiglio comunale di Brescia si decidano a varare questo benedetto regolamento di P. U. per vedere quei vamosi 70 divieti o giù di li.
Mi rendo conto che al 99% dei barefooter non gliene freghi un cavolo, ma di sicuro vorrei chiedere a te cosa pensi dell'umana solidarietà.
Perché tutti coloro che non sono barefooters convinti continuano a chiedere di essere capiti, ma nessuno cerca di capire chi scalzo ci va con passione.
Allora, il mio discorso, come al solito letto con attenzione e con comprensione anche maggiore, era un po' un tentativo di risposta al quesito di Andy, che si domandava: "Perché sta succedendo tutto questo? Perché si creano divieti così sproporzionati alle reali necessità?".
Ebbene, chiedo a te: se fosse vietato andare scalzi a Brescia capisci cosa significherebbe per me? O rischio sanzioni ogni volta o smetto di andare scalzo al di fuori del mio giardino. Se consideri quante occasioni ho di allontanarmi da casa, ciò significherebbe la mia mortificazione. E perché? Ho commesso qualche reato?
Vedo con dispiacere che la citazione di quel padre protestante non è stato recepita, ma si sa, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.
A te e ad altri non ho chiesto nulla, meglio il silenzio al disinteresse totale.
Siamo prossimi ad un nuovo fascismo, ma di sicuro so che molti non opporranno resistenza, per convenienza o per codardia.
paolo fratter ha scritto:....alla fine, lascerebbero il tempo che trovano...sì accontentiamoci...chi si accontenta gode...!
Beati gli ultimi perché saranno i primi, meglio un uovo oggi che una gallina domani, beati i poveri di spirito perché entreranno nel regno dei cieli........bravo bravo! E gli angeli vanno scalzi. Neutral
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Messaggio  hadashi il Mer Giu 24 2009, 22:56

che toni in questo post... alla faccia della tanto citata toleranza di idee...
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Re: La paura del domani

Messaggio  Andrea77 il Mer Giu 24 2009, 23:15

CALMA!
Come già detto altre volte vediamo di stare calmi e non perdere la testa. Che senso ha litigare fra noi che già siamo tanto pochi?
Capisco il punto di vista di Flavio. Effettivamente se dovessero fare un simile divieto anche a Brescia x lui che va spesso in giro scalzo per la sua città sarebbe un problema. Che queste leggi siano ingiuste siamo tutti d'accordo.
Capisco che uno si sfoghi, si indigni,...
Alla fine il punto della questione è sempre questo, cosa possiamo fare di concreto con un 'esercito' così poco numeroso e in gran parte scarsamente motivato?
Capisco che in linea di principio ha ragione Flavio citando il discorso del pastore protestante ma alla fine il risultato è quello detto da Paolo anche se non piace sappiamo bene che sarebbe una lotta contro i mulini a vento.
Purtroppo i problemi ci sono e sono molto + generici.
In pratica in nome della presunta sicurezza stanno diminuendo alcune libertà instillando la paura x il diverso con i lsupporto dei media. X fortuna siamo ben lontani dal fascismo ma ovviamente è bene vigilare.
La questione è che il rischio non è di una vera e propria dittatura di tipo tradizionale ma di una sorta di dittatura morbida, di una dittatura mascherata da democrazia e formalmente democratica.
http://it.wikipedia.org/wiki/Piano_di_rinascita_democratica

Ciao
Andrea
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Re: La paura del domani

Messaggio  hadashi il Gio Giu 25 2009, 00:06

Ciao Andrea,
ma lo capisco anch'io il punto di flavio. peró capisco e accetto anche quello di paolo. per me l'indifferenza non é una cosa cosí malvagia (anzi... se tutti quanti fossero indifferenti verso i barefooter potremmo girare liberamente, perché ognuno si farebbe i ... zebedei suoi Wink )
ma scherzi a parte; non ho resistito perché ritengo che il nostro "problema" non si chiama "indifferenza", ma "diffidenza" e "ostilitá" (l'indifferenza non fa male a nessuno. Evita cambiamenti, ma di per sé non fa male).
Come hai detto giustamente, se cominciamo a litigare tra di noi, siamo "spacciati", perché giá siamo cosí pochi. Se non stiamo uniti, avremo molte piú difficoltá di quelle che abbiamo giá Neutral
Christian
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Re: La paura del domani

Messaggio  lucignolo il Gio Giu 25 2009, 01:04

hadashi ha scritto:Come hai detto giustamente, se cominciamo a litigare tra di noi, siamo "spacciati", perché giá siamo cosí pochi. Se non stiamo uniti, avremo molte piú difficoltá di quelle che abbiamo giá Neutral
Stiamo discutendo, non litigando ed i toni sono quelli di chi si sente braccato.
Vorrei chiederti perché parli di intolleranza, dal momento che mi sembra di essere io il contestato.
Sto solo chiedendo che qualcuno capisca il mio punto di vista e mi sembra che sia tu che Andrea lo abbiate fatto, perciò, per favore, possiamo evitare lo sdegno e cercare di capire che anch'io possa perdere le staffe di fronte a certi atteggiamenti assurdi della gente?
Se per voi accettare il fatto che ci estinguano vuol dire essere tolleranti, guardate che non vi fermo.
Volete parlare solo di passeggiate? Va bene.
Però ricordate che non amo che mi si prema un piede sulla gola in nome del decoro.
E non ho mai detto di mettere al rogo chi non è con me.
Le mie posizioni sono queste.
O le si accetta o le si rifiuta.
Siamo adulti con personalità ben definite, ci stiamo confrontando su modi di pensare diversi e a volte capita di farlo con forza.
Quindi non facciamo inutili giri di minuetto facendo finta di appartenere ad una razza super-razionale, 'ché non siamo su Atlantide.
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