La paura di camminare scalzi

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Re: La paura di camminare scalzi

Messaggio  paolo fratter il Dom Feb 17 2008, 18:29

Perfetto Badboy, condivido pienamente tutto quanto hai detto ed era il succo di quanto avevo esposto io o, meglio, avrei voluto e dovuto esporre meglio e più chiaramente per non essere poi frainteso da qualcuno....ma purtroppo, lo ammetto, non ho il dono della penna...facile....scusate!
un ciao a tutti.
Paolo F.

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Re: La paura di camminare scalzi

Messaggio  Rei il Dom Feb 17 2008, 19:54

Badboy ha scritto:Nei lavori che seguo, sono spesso e volentieri " direttore dei lavori" e cosa molto più pallosa e gravosa "responsabile della sicurezza"...
Ho sempre premesso che il mio discorso non vale nel caso di motivi di sicurezza e la legge è molto chiara: se TU, responsabile della sicurezza e quindi, per definizione spinto da validi motivi, decidi che un luogo è insicuro, la tua parola è legge. Punto.
Badboy ha scritto:Quindi se un giorno entri scalzo in un negozio,e il proprietario non ti vuol fare entrare...
E' nel suo pieno diritto, in quanto, pur essendo un luogo aperto al pubblico, è una proprietà privata e quindi sottoposta alle regole, anche non scritte, del proprietario. Stesso discorso in qualunque luogo privato ove il proprietario può selezionare a suo piacimento l'ingresso delle persone, alberghi discoteche, case private, taxi. In questi casi ho sempre scritto che non solo mi adeguo, ma non protesto neppure. La volontà del proprietario è legge.
Altro discorso sono luoghi aperti al pubblico senza distinzioni, anche al coperto come i musei, i mezzi di trasporto pubblici come autobus, treni e navi e le loro stazioni. In questi luoghi, fatti salvi divieti scritti e segnalati o motivi di sicurezza, non si può vietare l'accesso per puro ghiribizzo personale. Perciò, in questo caso, protesto. Nell'altro post, "Paure: facciamo il punto" spiego questa mia insistenza sulle regole e del perché consiglio, senza obbligare nessuno, di reagire e creare un precedente comportamentale.
Comunque più che arrogante mi definirei provocatorio. Era intenzionale, per scuotere un po' gli estensori di previsioni pessimistiche su futuri divieti inesistenti. Non ritengo di possedere la verità rivelata, ma la capacità di rompere un po' le scatole a fin di bene, sì.
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Re: La paura di camminare scalzi

Messaggio  Badboy il Lun Feb 18 2008, 10:14

Badboy ha scritto:Quindi se un giorno entri scalzo in un negozio,e il proprietario non ti vuol fare entrare...
Rei ha scritto:E' nel suo pieno diritto, in quanto, pur essendo un luogo aperto al pubblico, è una proprietà privata e quindi sottoposta alle regole, anche non scritte, del proprietario. Stesso discorso in qualunque luogo privato ove il proprietario può selezionare a suo piacimento l'ingresso delle persone, alberghi discoteche, case private, taxi. In questi casi ho sempre scritto che non solo mi adeguo, ma non protesto neppure. La volontà del proprietario è legge.

I tuoi interventi veramente, partendo da quello in risposta alla paura di Jessica di entrare scalza in un negozio, passando per le balle che ho scritto io nel mio post di risposta e finendo poi alla tua rimostranza al supermercato lasciavano intendere tutto il contrario...
Va beh che in italiano sono molto scarso, ma qualcosa che stona c'è...boh, mi sarò sbagliato io...
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Re: La paura di camminare scalzi

Messaggio  Rei il Lun Feb 18 2008, 14:12

Rei ha scritto:La volontà del proprietario è legge.
Badboy ha scritto:I tuoi interventi veramente, partendo da quello in risposta alla paura di Jessica di entrare scalza in un negozio, passando per le balle che ho scritto io nel mio post di risposta e finendo poi alla tua rimostranza al supermercato lasciavano intendere tutto il contrario...
Proprietario, parlavo di proprietario. I dipendenti che prendono iniziative a danno dei clienti sono un'altra cosa. Infatti la direttrice del supermercato ha "sbranato" la guardia giurata, non me, e ha creato un precedente comportamentale. Tra l'altro, ogni volta che mi vede, e quando non fa freddo come ora sono sempre scalzo, mi fa un luminoso sorriso... Solo se compro qualcosa, ovviamente.
Quanto ai proprietari di negozi e simili, una volta accertato (basta uno sguardo) che il tipo strano (tatuato o scalzo o scozzese in kilt, ecc.) è un cliente pagante e non un perdigiorno che non compra nulla, ha davanti due scelte:
A) fa entrare il tipo strano, gli vende qualcosa e incassa dei soldi.
B) Lo caccia, perde un cliente e forse, lui teme, anche tutti gli amici del tipo strano, che andranno in un altro negozio.
Secondo te cosa sceglie? (Un aiutino: solo molto, ma molto pochi scelgono B, gli altri pensano ai soldi.)
Vorrei aggiungere un aneddoto che si insegna nelle scuole alberghiere: nel 1968, all'Hotel Cipriani di Venezia, il direttore vide entrare quattro hippies e li cacciò immediatamente. Erano i Rolling Stones, che da allora, a Venezia, scelsero sempre un altro albergo. Da quel momento, i direttori degli alberghi di lusso non guardano più ai vestiti o alla mancanza di scarpe, ma solo alla copertura della carta di credito.

Badboy ha scritto:Va beh che in italiano sono molto scarso, ma qualcosa che stona c'è...boh, mi sarò sbagliato io...
No, sono io che non sono stato chiaro. ( Balle! era una provocazione, scusa se ti ho offeso.)
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Re: La paura di camminare scalzi

Messaggio  Badboy il Lun Feb 18 2008, 18:05

Daniela ha scritto: Io rivendico il mio diritto ad andare tranquillamente scalza quando mi pare e il diritto di tutti gli altri ad andare con la medesima tranquillita', se lo desiderano, scalzi quando pare a loro. Camminare scalzi NON e' un'imposizione contro i calzati ne' piu' ne meno di come camminare calzati NON e' un'imposizione contro gli scalzi.

Quando le maggioranze si rovesciano, e in spiaggia arriva un signore o due (magari sono venuti in moto) con stivali, pantaloni e giacca di pelle, che si tiene addosso per qualche minuto nonostante il sole che picchia, intanto che trova dove piazzare l'asciugamano, perche' insomma non ha voglia di levarsi giacca e stivali e tenerseli in mano per venti metri, NESSUNO batte ciglio, NESSUNO si sogna di obiettare alcunche', NESSUNO commenta "ma lei non ha caldo?" oppure "che maleducato, viene qua con le scarpe per farsi notare" o nessuna altra stupidata. E se qualcuno lo facesse, susciterebbe l'ilarita' e il compatimento generali.

Parto da quello che ho sottolineato in grassetto perchè mi sembra un pensiero coerente, equilibrato e forte allo stesso tempo...probabilmente, credo, in questa discussione si è dibattuto, argomentato e si è arrivati al limite del fraintendimento, proprio perchè ognuno ha il proprio modo di vedere quello che comunque è e rimane uno tra i nostri obiettivi comuni...
Detto in parole povere...Lasciateci fare gli affaracci nostri...a noi piace andare scalzi???Bene, se a voi non piace ma non vi arrechiamo disturbo (e non vedo come potremmo fare) lasciatecelo fare, in pace...senza discriminazioni o maleducate intolleranze...Noi non vogliamo imporre niente ma vorremmo che, nei limiti del possibile, niente ci fosse imposto...
Questa dovrebbe essere a mio avviso la linea guida delle due "fazioni" ...scalzi - calzati...una convivenza educata e rispettosa delle altrui libertà...Personalmente tutti questi problemi non ne vedo...viviamo, tranquilli e consapevoli di non far niente di male, e lasciamo vivere gli altri tranquilli...che se anche questi altri non condividono i nostri interessi, non è affatto detto che siano poi così stupidi ed ottusi da crearci dei problemi, anzi...
Poi l'idiota di turno lo troveremo sempre...sia scalzo che calzato...
E qui mi riallaccio al resto della frase quotata da Daniela...
Premetto che se esco in moto (non per andare a prendere il giornale...a volte in un giorno si fanno anche 5-600 km), anche se fuori ci sono 40°C, mi vesto (e non sono l'unico) come quando esco in pista...
Sottotuta, paraschiena, tuta intera (con placche in titanio,gobba posteriore), slider (le cosidette saponette), stivali che neanche ci puoi fare 10 passi, casco, sottocasco, guanti...insomma come un robottino...e questo non come pensano molti per fare il fico, ma perchè quando entri a far parte del club asfalto se hai qualcosina in più della tua delicata pellaccia forse è meglio...
Ora se dovessi elencare i commenti che ho sentito in questi anni probabilmente non mi basterebbe una pagina del forum...
Dal "Ah Robocop..." a "a questo je rode spende 6 euro per la sauna" (leggasi questo tirchiaccio preferisce sudare come un maiale sotto la tuta con 40°C all'ombra anzichè farsi una bella e più salutare sauna che costa solo 6 euro), passando per frasi a volte meno educate ("Te guarda sto caz..ne che se crede Rossi", e via dicendo)...
Questo per dire che qualunque cosa, anche se normale (come salvaguardare la propria persona), esuli leggermente dalla concezione di "normalità" di chi ci sta di fronte, sarà sempre soggetto a qualche commento...
E' nella natura dell'uomo credo...poi se uno esagera è un altro conto...Sinceramente se vedo uno/a che per fare il fico/a passeggia a luglio, con 35°C, con stivali in pelle invernali, non nego che dentro di me pensi "ma come fa questo...."
Poi che me lo tenga per me, perchè sono affari suoi, è un altro conto...ma per pensare lo penso...
Freghiamocene un po' di più ragazzi e godiamoci, se ci piace, ciò che stiamo facendo...
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Re: La paura di camminare scalzi

Messaggio  Badboy il Lun Feb 18 2008, 18:12

Rei ha scritto:
No, sono io che non sono stato chiaro. ( Balle! era una provocazione, scusa se ti ho offeso.)

No guarda non mi sono offeso...anche perchè si dice appunto "forum di discussione"...ed è normale che a volte ci si possa "scontrare" un po'...se no sai che palle...
L'unica cosa magari, e qui mi ci metto per primo (un altro dei miei "pregi" Very Happy è essere molto impulsivo...), è moderarsi un po' per evitare inutili fraintendimenti...dietro una tastiera basta poco perchè ciò accada...
Per il resto considero momenti come questo come momenti di crescita...
Si cresce appunto confrontandosi, e a volte cozzando l'un l'altro...
Alla prossima...
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Re: La paura di camminare scalzi

Messaggio  Enzo il Lun Feb 18 2008, 18:28

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Re: La paura di camminare scalzi

Messaggio  Andrea D il Mar Feb 19 2008, 09:52

Rei ha scritto:
Badboy ha scritto:Quindi se un giorno entri scalzo in un negozio,e il proprietario non ti vuol fare entrare...
E' nel suo pieno diritto, in quanto, pur essendo un luogo aperto al pubblico, è una proprietà privata e quindi sottoposta alle regole, anche non scritte, del proprietario. Stesso discorso in qualunque luogo privato ove il proprietario può selezionare a suo piacimento l'ingresso delle persone,[...]. In questi casi ho sempre scritto che non solo mi adeguo, ma non protesto neppure. La volontà del proprietario è legge.

Immagino che tu abbia ragione dal punto di vista legale, ma potremmo riflettere sulle conseguenze di questo principio. Se io fossi un fornaio, e mettessi sulla vetrina un cartello che dice "Vietato l'ingresso ai cani e agli XXX", dove al posto di XXX puoi mettere la categoria umana che preferisci? Se lo faccio io solo, sono soltanto un figlio di buona donna in piu', e gli XXX andranno a comprare da un'altra parte, ma se tutti i fornai facessero come me?

_Sia_ben_chiaro_ che non sto parlando dei "problemi" di noi gimnopodisti, anzi ribadisco che non mi sento discriminato, non mi aspetto persecuzioni e in queste situazioni mi comporto come te. La mia e` solo un'osservazione, forse OT, sull principio generale che la volonta` del proprietario sia legge.

ciao,

andrea

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Re: La paura di camminare scalzi

Messaggio  Rei il Mar Feb 19 2008, 11:00

Andrea D ha scritto:
Rei ha scritto:
Badboy ha scritto:Quindi se un giorno entri scalzo in un negozio,e il proprietario non ti vuol fare entrare...
... La volontà del proprietario è legge.

Immagino che tu abbia ragione dal punto di vista legale, ma potremmo riflettere sulle conseguenze di questo principio...
...ma se tutti i fornai facessero come me?

Beh, se il fornaio dell'esempio scrivesse su un cartello un divieto di stampo razzista potrebbe essere perseguito per quello. Un cartello che incita a una discriminazione è un reato e si parla, con la nuova legislatura di inasprire le sanzioni e allargare la casistica. Speriamo che non rimangano solo promesse.
Altri divieti sono imposti per legge: un cane non può entrare in un negozio di alimentari, ma il simpatico Lollo di Claudia "vocedicane" non si offende mica...
Esiste però una zona grigia, dove il divieto non si configura come razzista e/o discriminante ne è imposto per legge, e che quindi lascia tutto alla discrezione del proprietario. Ad esempio, un cane può entrare in libreria? In certe sì, in certe no, soprattutto se qualche cane in passato ha marcato il territorio su una pila di libri.
Un cartello di divieto motivato, di solito suscita approvazione nei clienti (nessuno vorrebbe comprare un libro "marcato" da un cagnolino di passaggio), quelli stupidi suscitano l'inconscia diffidenza dei clienti e conseguente calo degli incassi.
Un cartello che vietasse l'ingresso agli scalzi in una zona di mare o in una città turistica farebbe la fortuna del più vicino concorrente, in una città susciterebbe dapprima ilarità, poi qualche sospetto sulla sanità o la semplice apertura mentale del proprietario e la conseguente diffidenza dei potenziali clienti, al di là delle posizioni pro o contro lo scalzismo degli stessi, ammesso che se le pongano in assenza di persone scalze nelle vicinanze.
In breve, trovo molto difficile che la "moda" si allarghi.

Comunque siamo tornati al punto di partenza. Alcuni di noi, notando come alcune libertà e diritti faticosamente conquistati negli untimi cinquant'anni siano sotto tiro da parte di quelle che una volta venivano chiamate "le forze reazionarie", temono che questo trend negativo si estenda anche ad altri comportamenti che definirei di nicchia e trasmettono questo timore con il tono pessimistico dei loro post.
E' un meccanismo ben noto, il tranfert: si trasferiscono le paure su qualcosa che ci tocca da vicino. Un tatuato potrebbe fare gli stessi discorsi su ipotetici, e sottolineo ipotetici, divieti per le persone tatuate.
Secondo me questo nasce da una percezione sbagliata dell'appartenere ad una minoranza. A livello inconscio ci si sente a disagio, si pensa di appartenere ad un gruppo deviante, dove deviante ha una connotazione negativa.
Personalmente sono orgoglioso della mia scelta controcorrente, e questo si riflette anche nei rapporti, nei giudizi e nelle interazioni con gli altri. Questa mia sicurezza di non fare nulla di sbagliato, senza arroganza ne voglia di imporre ad altri le mie scelte, porta ad una prevalenza di reazioni positive con le persone con cui interagisco. Analoghe esperienze vengono riferite da persone che hanno il mio stesso approccio, non solo "lupi di mare", ma anche neofiti entusiasti.
Quando invece, inconsciamente ci si sente a disagio, "devianti", e capita a volte anche a me, questo traspare e viene percepito dalle persone che ci circondano. E, guarda caso, le reazioni negative aumentano.
Quindi, senza pretendere di conoscere verità assolute, ma solo basandomi sulla mia esperienza personale, mi permetto di dare alcuni consigli:
1) Guardate dentro voi stessi: se vi sentite a disagio, pur sapendo che non state facendo nulla di sbagliato, forse inconsciamente non vi sentite sicuri di voi stesi. Provate a lavorare sulla vostra autostima... senza esagerare, non vorrete diventare un pallone gonfiato come me, vero?
2) Reagite ai soprusi, fa bene alla vostra autostima, oltre che creare quei precedenti comportamentali su cui insisto spesso. Imparate a reagire nel modo giusto, che dipende dalle situazioni. A volte la cosa giusta è non fare nulla, senza però assumere l'atteggiamento di chi ha sbagliato e si sente in colpa. Non fare nulla e compatire l'altro con uno sguardo che dice "Poveretto, chissà quali vicissitudini ha passato per sfogare le sue frustrazioni così." può portare ad una vittoria meglio di una discussione.
3) Avere paura per certi trend negativi della società, come quelli a cui accennavo sopra, è giusto e salutare, perché ci mette all'erta e ci permette, anche nel nostro piccolo, di reagire, di fare qualcosa o, semplicemente, prendere precauzioni. La paura, infatti, quando agisce in modo corretto, è un meccanismo psicologico positivo, che ci permette di avvertire, prevenire e sfuggire ai pericoli. Non cadete però nella trappola del transfert: proibizioni generalizzate del circolare scalzi non arriveranno mai, quelle sulle nostre libertà personali, libertà di informazione ed altri pericoli, potrebbero forse arrivare, se non staremo attenti, distraendoci con paure finte che nascondono e distolgono da quelle vere.
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Re: La paura di camminare scalzi

Messaggio  Enzo il Mar Feb 19 2008, 17:57

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Re: La paura di camminare scalzi

Messaggio  Rei il Mar Feb 19 2008, 19:34

Oddio! Vuoi vedere che il cittadino è più tutelato di quello che pensassi? Ero convinto che solo i farmacisti avessero certi obblighi, ma rimedierò. Mentre scrivo i negozi sono già chiusi, ma, tempo permettendo, proverò a chiedere direttamente ai diretti interessati. Se non lo sanno loro..
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Re: La paura di camminare scalzi

Messaggio  Enzo il Mar Feb 19 2008, 19:55

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Re: La paura di camminare scalzi

Messaggio  lucignolo il Mar Feb 19 2008, 21:45

Rei ha scritto:Avere paura per certi trend negativi della società, come quelli a cui accennavo sopra, è giusto e salutare, perché ci mette all'erta e ci permette, anche nel nostro piccolo, di reagire, di fare qualcosa o, semplicemente, prendere precauzioni. La paura, infatti, quando agisce in modo corretto, è un meccanismo psicologico positivo, che ci permette di avvertire, prevenire e sfuggire ai pericoli. Non cadete però nella trappola del transfert: proibizioni generalizzate del circolare scalzi non arriveranno mai, quelle sulle nostre libertà personali, libertà di informazione ed altri pericoli, potrebbero forse arrivare, se non staremo attenti, distraendoci con paure finte che nascondono e distolgono da quelle vere.
Sì, ecco un punto importante: a dire il vero sono così contento di andare in giro scalzo (al di la delle remore) che ho sempre il timore di svegliarmi e scoprire che era tutto un sogno.
Rei ha scritto:Altri divieti sono imposti per legge: un cane non può entrare in un negozio di alimentari, ma il simpatico Lollo di Claudia "vocedicane" non si offende mica...
Ecco, qui non rispondetemi, perché l'argomento è fortemente O.T., trattate il mio intervento come un semplice punto interrogativo: certe regole igieniche non le ho mai trovate in Francia, dove ho visto persone pranzare al ristorante in compagnia del loro cane, peraltro educato come il loro "padrone" (brutta parola, che non condivido).
L'igiene è diverso da paese a paese, a quanto pare, ma i microorganismi lo sanno?
Enzo ha scritto:Respingere una persona perché scalza è molto diverso da una discriminazione razzista?
Per questo motivo il noto avvocato e professore, assessore al comune di Roma, la classificò come discriminazione e propose, inascoltato, di definire più esattamente certi divieti generici che rimandano all'indecoroso, indecente, inurbano ecc.
Questo è il nocciolo della questione, quello che ho ribadito con forza in tutti i miei interventi: mancano i limiti, mancano le definizioni più precise di concetti (forse volutamente) vaghi che possono indurre molte persone in malafede ad approfittarne, indipendentemente dal camminare scalzi.
Probabilmente sbaglio e mi auguro sinceramente di avere torto, ma esigere di essere ascoltati su questo punto fondamentale vuol dire pretendere di rimettere in discussione un sistema legislativo consolidato che permette di vivere e di speculare sul "se" e sul "ma".
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Re: La paura di camminare scalzi

Messaggio  Enzo il Mer Feb 20 2008, 07:02

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Re: La paura di camminare scalzi

Messaggio  Daniela il Mer Feb 27 2008, 22:31

Scusate, se e' vero che il responsabile della sicurezza e' autorizzato a porre in atto le apposite misure per evitare situazioni di pericolo anche potenziali, questo non vuol dire che puo' fare qualsiasi fandonia gli passi per la mente. Per esempio se adduce motivi pseudoigienici per i piedi scalzi umani, dovra' come minimo vietare anche l'accesso ai cani (molto piu' numerosi degli scalzi... e di solito con padroni assai agguerriti nel rivendicare l'accesso delle quattrozampe libere), se adduce rischi di sicurezza per es. in un cantiere o simili, non potra' permettere l'accesso a persone con flipflop ne' tacchi a spillo, insomma, e' il responsabile, questo significa che anche lui risponde ad altri del suo operato. E' sensato? se si', saremo noi i primi a metterci scarpe chiuse (quanto di frequente e' davvero opportuno?) Se no, lo capiscono tutti che e' una stupidata - lo capisce anche chi, per mille motivi, indossa scarpe. A questo punto io pero' mi permetto di fare una domanda. Nel 99.99% del tempo, in cui nessuno ma proprio nessuno contesta ai nostri piedi di stare come meglio preferiscono, siamo scalzi o siamo calzati? Non sara' che per caso si stia utilizzando quello 0.01% dei casi in cui qualcuno contesta i nostri piedi liberi (e anche li', si potrebbe discutere, in molti casi con successo) come pseudogiustificazione al fatto che nel resto del tempo siamo calzati "perche' forse uno di quei calzati" (che sembrerebbero essere tutti stupidi per non dire razzisti) "potrebbe aggredirci verbalmente" o vattelapesca? Perche' scusate, se davvero esistesse questa discriminazione di cui io sento parlare, le persone coi capelli rasta, coi piercing, coi tatuaggi, per non dire (orrore!) quelli che indossano una djellabija, i rom, eccetera potrei continuare - insomma mi chiedo dove vadano a fare acquisti, che sembra quasi che tutti gli esercenti stiano all'ingresso a scacciare a sassate i clienti dall'aspetto "antipatico". Scusate ma persino nei momenti piu' bui della nostra storia "questo negozio e' ariano" le banconote a corso legale dei non ariani sono sempre state accettate senza problemi. Io lo ho gia' scritto e lo riscrivo, non posso riconoscermi in questa posizione che i calzati "nostri nemici" passano le loro giornate a pedinarci (siamo cosi' pochi... e cosi' difficili da reperire...) per vietarci (cosa poi? l'accesso ai loro negozi o locali dove vorremmo spendere i nostri soldi? mah....) A volte, davvero, mi sembra di provenire dall'universo parallelo. Oggi ho fatto un po' di cose in usa - commenti? il meccanico ha detto "attenzione signora ha i piedi nel fango" (risposta con un grosso sorriso "si si non si preoccupi!") un altro cliente del meccanico mi ha chiesto se parlo inglese, da dove vengo, e se ci sono tanti scalzi in italia. Poi ho preso tre aerei e un taxi tra due aeroporti. Totale cinque aeroporti (atlanta-heartfield; washington-reagan; washington-dulles; parigi-cdg; nizza-cote d'azur). Ho ricevuto i ringraziamenti dei due security check in usa perche' gli velocizzo la sicurezza (a parigi secondo me non se ne sono neanche accorti). Nessuno rompe piu' neanche sui bridge. Le scale mobili, forse ricorderete una discussione con Tiziana, io non ci salgo, uso l'ascensore o gli scalini (per mia preoccupazione per la mia sicurezza; penso che in media, non verrei neanche notata). Due persone diverse mi hanno chiesto se i bambini non hanno freddo ai piedi. Altri commenti positivi vari. Una persona (desk air france, aeroporto heartfield / atlanta) s'e' messa a strillare che ci vogliono le scarpe. Io le ho detto che le scarpe le hanno tolte al security check e che piuttosto, m'aiutasse un po', che dovevo stampare delle carte d'imbarco che avevo un itinerario complesso e la mia coincidenza, gia' stretta, era a rischio che il volo era in ritardo. La signora (forse per l'arrabbiatura?) ci ha messo parecchi minuti a capire che le avevo messo in mano dei biglietti dulles-parigi e che stavamo in un altro aeroporto (LOL!!). Alla fine ha ammesso che non era in grado di aiutarmi ne' lo era il suo supervisore, per cui, le calzature sono "un po' passate in secondo piano", io sono andata via, poi al gate un'altra compagnia aerea m'ha risolto il problema e ci ha messi su un volo. Basta, tutto qui! Si sono voltate piu' persone a guardare che io avevo tre zaini e che i miei figli trascinavano un carry-on con ruote, di quante se ne siano voltate a guardare i nostri piedi. Mi chiedo se sono io, che vivo nell'universo parallelo? Puo' darsi, per carita', puo' darsi. Ah ma la giornata non era ancora finita, una coppia alla barriera autostradale (la turbie) aveva qualche problema con il meccanismo automatico per pagare il pedaggio, e ha deciso di innestare la retromarcia invece che schiacciare il tasto "assistenza" - e senza nemmeno guardare! dopodiche' se ne volevano andare adducendo che i danni visibili erano pochi e che comunque l'auto e' un catorcio (beh se la vedra' il perito, no?), abbiamo litigato (per l'incidente non certo per le scarpe!!!), questi non volevano dare neanche i dati, io gli ho detto, no problem, l'assicurazione fara' ricerca al registro automobilistico e dopo vi mandera' il relativo conto a casa... alla fine abbiamo fatto il cid. Beh sono venuti il personale escota (societa' autostrade francese) della barriera, i gendarmi chiamati dalla signora che voleva pure aver ragione, nonche' un ragazzo che faceva l'autostop e che ha assistito al tutto - nessuno m'ha guardato i piedi, secondo me nessuno se n'e' neanche accorto, e si intende, nessuno ha commentato proprio niente.

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Re: La paura di camminare scalzi

Messaggio  Rei il Mer Feb 27 2008, 23:16

La vita reale! A quanto pare è un po' diversa da quello che pensiamo che possa essere.
Comunque, beata te che viaggi. In questi gioni sono inchiodato al percorso computer, frigorifero, letto e mi piacerebbe viaggiare di più. Così, invece dei soliti quattro gatti che mi sfottono perché, a causa della temperatura, giro con gli "scarponi invernali" (sandali Teva aperti) invece che scalzo come al solito, potrei incontrare tanta gente per il mondo che non si fa problemi per i miei piedi nudi... Ok, anche qualche intollerante, ma sono inconvenienti che si superano facilmente.
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Re: La paura di camminare scalzi

Messaggio  Andy il Mer Feb 27 2008, 23:45

"Enzo ha scritto"----scusate la correzzione...--- pale
1-Se non mi sbaglio, un negoziante non può rifiutarsi di vendere qualcosa a qualcuno, se questo qualcuno paga. Credo che lo imponga la relativa legislazione; ovviamente il negoziante può trovare altri mezzi per dissuadere il cliente, ma non può dichiarare di non vendere a una persona a suo arbitrio. Vi risulta?
------------------------------
No. Certi nostri clienti rompitasche tirano fuori la solita tiritera:"Lei è OBBLIGATO (???) a servirmi!!!...." Balle. Il mio locale, anche se aperto al pubblico, è pur sempre una proprietà privata; NON svolgo un SERVIZIO pubblico, non sono un farmacista e posso benissimo rifiutarmi di servire un cliente indesiderato. Non solo, posso anche buttarlo fuori.
A---N---D---Y---
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Re: La paura di camminare scalzi

Messaggio  Badboy il Gio Feb 28 2008, 10:26

Daniela ha scritto:Scusate, se e' vero che il responsabile della sicurezza e' autorizzato a porre in atto le apposite misure per evitare situazioni di pericolo anche potenziali, questo non vuol dire che puo' fare qualsiasi fandonia gli passi per la mente. Per esempio se adduce motivi pseudoigienici per i piedi scalzi umani, dovra' come minimo vietare anche l'accesso ai cani (molto piu' numerosi degli scalzi... e di solito con padroni assai agguerriti nel rivendicare l'accesso delle quattrozampe libere), se adduce rischi di sicurezza per es. in un cantiere o simili, non potra' permettere l'accesso a persone con flipflop ne' tacchi a spillo, insomma, e' il responsabile, questo significa che anche lui risponde ad altri del suo operato. E' sensato?
E' sensato a metà...mi spiego:
come già detto, il responsabile della sicurezza può fare ciò che vuole, in quanto responsabile (per se e per gli altri) della stessa...fermo restando che questo "ciò che vuole" corrisponda ad una effettiva necessità e ad un plausibile provvedimento...ovvero come giustamente hai detto te non può inventarsi qualsiasi str****ta gli passi per la testa...
Il responsabile, in quanto tale, non risponde ad altri del suo operato (e credimi, è giusto sia così...perchè in caso qualcosa vada storto chi ci rimette maggiormente è proprio lui...infatti di solito tutti cercano di defilarsi da questa rogna, anche perchè in caso di lavoro dipendente non hai grossi vantaggi economici)...In un negozio, o attività lavorativa, può essere il proprietario (se la suddetta attività conta fino ad un certo n. di dipendenti) o persona incaricata dallo stesso, sempre e comunque dopo aver svolto determinati corsi...
Anche se fosse un dipendente, per quanto concerne la sicurezza (e solo quella...quindi l'eventuale arroganza o maleducazione esula dal discorso), è al limite tenuto ad informare il proprietario, nulla più...
Tralasciando il discorso igiene, troppo lungo complicato e noioso (e che io personalmente, proprio per questi motivi, delego), rimaniamo nell'ambito sicurezza...Allora, in un cantiere ci entri solo con scarpe antinfortunistiche, caschetto, ecc...e lì non ci piove...non esistono scarpe da ginnastica, infradito, e chi più ne ha più ne metta (ovvio che se sto a pochi m dall'entrata del cantiere e uno mi porta una cosa e se ne va al volo non è che lo faccio vestire come un palombaro)...
Discorso diverso invece va fatto per altri ambienti...ti faccio un esempio...quest'estate sono stato in un centro di ricerca sulla fluidodinamica...
In parole molto semplici e veloci avevano una sorta di galleria del vento dove il corpo da studiare era però immerso in un liquido(acqua e varie)...Nessuno degli "scienziati pazzi" che ci lavorava aveva scarpe chiuse o peggio antinfortunistiche (era luglio e non c'erano pericoli che puoi ritrovare in cantiere), ma tutti sandali o infradito con suola in gomma...perchè? credo che la risposta sia abbastanza semplice, un po' come quando ti asciughi i capelli col phon appena esci dalla doccia (e quindi stai in un ambiente umido)...tutto funziona bene, però...lì se c'è un fuoriuscita di liquido dal macchinario, che funziona comunque con la corrente elettrica, avere una suola in gomma può essere un po' differente dallo stare scalzi...
Infatti io ero in infradito e sono entrato tranquillamente...se fossi stato scalzo sarei rimasto fuori...

Però ragazzi questi sono discorsi al limite, fatti tanto per parlare, dai...non corrispondono alla pratica quotidiana del ns vivere scalzi... Neutral
Dei limiti ci sono, dei divieti pure...è normale, non è che esistono solo per gli scalzi...di imbecilli (calzati ma anche scalzi) ne è pieno il mondo...quindi, a mio modesto avviso, tutta sta prosopopea su leggi, leggine, leggione ecc non mi pare stia portando a niente di costruttivo...
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Daniela ha scritto: Non sara' che per caso si stia utilizzando quello 0.01% dei casi in cui qualcuno contesta i nostri piedi liberi (e anche li', si potrebbe discutere, in molti casi con successo) come pseudogiustificazione al fatto che nel resto del tempo siamo calzati "perche' forse uno di quei calzati" (che sembrerebbero essere tutti stupidi per non dire razzisti) "potrebbe aggredirci verbalmente" o vattelapesca? Perche' scusate, se davvero esistesse questa discriminazione di cui io sento parlare, le persone coi capelli rasta, coi piercing, coi tatuaggi, per non dire (orrore!) quelli che indossano una djellabija, i rom, eccetera potrei continuare - insomma mi chiedo dove vadano a fare acquisti, che sembra quasi che tutti gli esercenti stiano all'ingresso a scacciare a sassate i clienti dall'aspetto "antipatico"...

Ognuno deve vivere il suo stare scalzo come meglio crede e può...cioè se uno ha paura che qualcuno gli dica qualcosa per i suoi piedi nudi, che fare?
Spronarlo...ok...cercare di aiutarlo...pure...però se poi continua ad avere ste paure basta...se a questa persona va bene vivere il suo essere scalzo così, basta...buon per lui...e magari, come nel mio caso, passetto dopo passetto eliminerà forse le sue paure(perlomeno una buona parte)...
E' come per chi ha paura dei cani...digli pure che è buono, che non morderebbe neanche una bistecca alla griglia...ma quello al solo pensiero di passargli vicino morirebbe (ne conosco diverse di persone così)...

Daniela ha scritto:
Io lo ho gia' scritto e lo riscrivo, non posso riconoscermi in questa posizione che i calzati "nostri nemici" passano le loro giornate a pedinarci (siamo cosi' pochi... e cosi' difficili da reperire...) per vietarci (cosa poi? l'accesso ai loro negozi o locali dove vorremmo spendere i nostri soldi? mah....)

Beh...immagino proprio (e la mia esperienza lo conferma) che abbiano ben altre cose di cui preoccuparsi...Tranne il già citato idiota veneziano, che tra l'altro ha fatto il suo show in strada, tante discriminazioni non ne ho mai avute...anche, come già ribadito, dove un bel cartello di divieto c'era...
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Re: La paura di camminare scalzi

Messaggio  lucignolo il Gio Feb 28 2008, 20:52

Badboy ha scritto:Dei limiti ci sono, dei divieti pure...è normale, non è che esistono solo per gli scalzi...di imbecilli (calzati ma anche scalzi) ne è pieno il mondo...quindi, a mio modesto avviso, tutta sta prosopopea su leggi, leggine, leggione ecc non mi pare stia portando a niente di costruttivo...
Non dobbiamo costruire, dobbiamo soltanto prendere coscienza che un pericolo è più grande se si nega la sua esistenza.
Alla larga da inutili allarmismi, dobbiamo soltanto ostacolare il propagarsi di azioni individuali promosse da novelli Don Chisciotte che pensano di difendere l'educazione ed il decoro sociale a suon di divieti, condivisibili solo se ci si trova dalla parte dei bacchettoni.
Certo, i divieti esistono, ma di solito sono basati su ragioni più che valide; quelli sull'abbigliamento sono frutto di pregiudizi durissimi a scomparire.
Di solito la massa non vede e non sente, ma è prudente tagliare la lingua a chi grida "Dagli all'untore".
Daniela ha scritto:.....non posso riconoscermi in questa posizione che i calzati "nostri nemici" passano le loro giornate a pedinarci (siamo cosi' pochi... e cosi' difficili da reperire...) per vietarci (cosa poi? l'accesso ai loro negozi o locali dove vorremmo spendere i nostri soldi? mah....)
No, Daniela; convengo con te che i calzati non sono nostri nemici, ma non sono nemmeno amici. Dipende da come percepiscono certi rapporti di forza.
I soldi? Stai scherzando vero?
Cento o centocinquanta italiani su 50 milioni? E di quei 150 quanti oserebbero andare scalzi ad un ristorante?
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Re: La paura di camminare scalzi

Messaggio  Daniela il Ven Feb 29 2008, 01:21

Non risponde a nessuno il responsabile? Risponde dritto dritto al codice penale.... e quindi, insomma, come e' giusto che sia, sta attento alla sicurezza; ricordo, peraltro, che se il responsabile risponde al codice penale, il proprietario della "pellaccia" risponde alla propria pellaccia stessa, che non e' rimpiazzabile, e quindi sta ancora piu' attento del responsabile medesimo. Chi di noi corre dei rischi per evitare il fastidio delle scarpe, nelle rarissime occasioni in cui servono? O se vogliamo una statistica piu' ampia, quanti di chi indossano tacchi a spillo, flipflop, eccetera, mettono a rischio la propria sicurezza per evitare il fastidio di cambiarsi le scarpe? Ovviamente la risposta e' "quasi nessuno quasi mai" e per i distratti c'e' il responsabile della sicurezza o suo omologo. Ad esempio io una volta in india sono salita sulle scale mobili (cosa che abitualmente non faccio, ma che qualche volta ho fatto) e subito un poliziotto e' salito sulla scala ad aiutarmi, non per i piedi scalzi, ma perche' indossavo un sari, lui ha sollevato l'estremita' libera e me la ha porta, invitandomi a tenerla in mano ad evitare il rischio che potesse impigliarsi (l'ho molto ringraziato e sono stata piu' attenta, non sono solita indossare gonne lunghe o sari, ma se lo faro'... non me ne dimentico piu').
Sul serio Flavio credi che sia piu' difficile entrare in un ristorante da scalzo, bianco, ben vestito, con accento italiano, e magari con la croce al collo che denota appartenenza alla religione maggioritaria, che con un paio di flipflop o sneakers o quello che vuoi, ma con carnagione fuori dalla media, italiano traballante, e vestito/a fuori dalla media? Non stiamo neanche a dire se uno apparisse palesemente di condizioni socioeconomiche subottimali! (Anche se io ho fatto, ormai una decina d'anni fa quando ero piu' giovane e piu' curiosa, molte volte l'esperimento di acquisire indumenti al locale cassonetto dell'immondizia, indossarli, e circolare a fare acquisti in citta' dove mai avevo messo piede, pagando rigorosamente con carta oro american express.... come gia' sottolineato da Rei, sono tutti gentilissimamente impeccabili! Chi e' che aveva scritto un racconto.... Arbasino forse? ma suo figlio il rasta - trattato gentilissimamente dalla security del prestigioso premio letterario che anzi, prima di accompagnarlo a una delle prime file, gli avevano cortesemente posto domande - a parte i capelli rasta e i vestiti etiopico-caraibici, indossava scarpe di pelle d'agnello, rigorosamente da agnelli deceduti di morte naturale - anche se il letterato aveva i suoi dubbi...)

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Re: La paura di camminare scalzi

Messaggio  Badboy il Ven Feb 29 2008, 09:19

Daniela ha scritto:Non risponde a nessuno il responsabile? Risponde dritto dritto al codice penale.... e quindi, insomma, come e' giusto che sia, sta attento alla sicurezza; ricordo, peraltro, che se il responsabile risponde al codice penale, il proprietario della "pellaccia" risponde alla propria pellaccia stessa, che non e' rimpiazzabile, e quindi sta ancora piu' attento del responsabile medesimo..

Si va beh...se è per questo un giorno risponderà anche a Dio, o a chi per lui...questo era scontato...intendevo che non deve rispondere ad un eventuale "capo"...tutto lì...

E permettimi di dissentire sul secondo punto...ad esempio gli incidenti sul lavoro è vero che capitano perchè non vengono prese le giuste misure preventive, ma è altrettanto vero che la superficialità e la disattenzione regnano sovrane...
E ti parlo proprio per esperienza diretta (che nulla ha a che vedere con lo scalzismo)...Vedo fare delle cose simili a quelle foto che girano su internet...Magari solo per risparmiare un po' di tempo o solo per essere più "comodi" in qualcosa...Guarda è da non credere...ed è un problema molto diffuso...se vai ad un corso di aggiornamento o ad un meeting sulla sicurezza ciò che si lamenta di più è proprio la disattenzione di quando si lavora (oltre naturalmente alle condizioni precarie talvolta riscontrabili)...
Eppure, come dici te, l'istinto di sopravvivenza dovrebbe farla da padrone...


Daniela ha scritto:
Chi di noi corre dei rischi per evitare il fastidio delle scarpe, nelle rarissime occasioni in cui servono? O se vogliamo una statistica piu' ampia, quanti di chi indossano tacchi a spillo, flipflop, eccetera, mettono a rischio la propria sicurezza per evitare il fastidio di cambiarsi le scarpe? Ovviamente la risposta e' "quasi nessuno quasi mai" e per i distratti c'e' il responsabile della sicurezza o suo omologo.

Tanti, troppi...un esempio davvero stupido ma "calzante"?
Quanta gente vedi d'estate su scooter o moto in infradito (e spesso tacchi a spillo)???Ora dirai eccheppalle, che vuoi che sia...
No...non è così...fatti un giro su qualche forum motociclistico e vatti a leggere cosa se ne pensa di questa cosa (molti parlano purtroppo per esperienza diretta)...o quali sono i risultati del cadere senza una scarpa adeguata...Di solito in quasi tutti c'è anche un link che rimanda ad un sito (che sconsiglio caldamente di visitare) dove si possono vedere le conseguenze di certi incidenti...
Un ragazzo un po' più grande di me andando al mare in canotta, costume ed infradito a seguito di un incidente è rimasto in coma 8 gg...e dirai che c'entra?
E' finito sotto la moto con la marmitta appoggiata sopra la caviglia...il calore gli ha letteralmente squagliato i tessuti arrivando ad intaccare seriamente l'osso...Dopo non so quanti interventi è rimasto claudicante...
E non è caduto a 180 km/h...in pieno centro (fortunatamente i soccorsi sono potuti arrivare subito) su una rotonda...anche se andava piano ha preso con la testa in un palo di un cartello stradale e avuto la sfiga di trovarsi la moto sopra...
E cito questo solo perchè lo conosco personalmente...ora non tutti gli incidenti sono così gravi naturalmente, ma anche il più banale qualche "bel" ricordo lo può lasciare...
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Re: La paura di camminare scalzi

Messaggio  Badboy il Ven Feb 29 2008, 09:42

lucignolo ha scritto:Non dobbiamo costruire, dobbiamo soltanto prendere coscienza che un pericolo è più grande se si nega la sua esistenza.
Alla larga da inutili allarmismi, dobbiamo soltanto ostacolare il propagarsi di azioni individuali promosse da novelli Don Chisciotte che pensano di difendere l'educazione ed il decoro sociale a suon di divieti, condivisibili solo se ci si trova dalla parte dei bacchettoni.
Certo, i divieti esistono, ma di solito sono basati su ragioni più che valide; quelli sull'abbigliamento sono frutto di pregiudizi durissimi a scomparire.
Di solito la massa non vede e non sente, ma è prudente tagliare la lingua a chi grida "Dagli all'untore".

Guarda Flavio, io sono d'accordissimo sul fatto che non si debba negare l'esistenza di certi pericoli o che si debbano arginare eventuali "persecuzioni" frutto di ignoranza e preconcetti...
Intendevo solo che queste cose non le troviamo solo nell'ambito di cui stiamo discutendo in questa sede...Secondo me sono tantissimi i divieti messi lì non si sa per quale motivo, eppure nessuno fa niente e non gli si presta la minima attenzione...
Un esempio...
Il mio cane vive con me...ovunque vado io va lui...sta con me a casa, sta con me in ufficio...mi viene dietro per le commissioni...manca solo che gli metta 2 sci e verrebbe con me anche sulle piste...
Ora io rispetto scrupolosamente le limitazioni che un cane comporta...ovvero non entro nei negozi con lui (a meno che non sappia che è ben accetto), lo tengo al guinzaglio se non siamo soli, lo faccio "andare al bagno" nei modi e luoghi più consoni (leggasi non lo faccio cagare per strada e la lascio lì, ma addirittura gli metto un pezzo di giornale sotto proprio al momento in modo da non sporcare assolutamente...e non gli faccio fare nemmeno pipì su auto, muri ecc...)...Quando sto in ufficio se devo ricevere una persona lo faccio in sala riunioni (a meno che non la conosca e sappia che la cosa non gli da fastidio) o lo "parcheggio" un attimo in bagno (che è sempre nel mio ufficio...quindi non lo tengo occupato per gli altri)...addirittura, nonostante sia buonissimo, visto che capisco che a vederlo possa incutere timore, se incrocio qualcuno sulla strada non faccio come molti che te lo fanno sbattere addosso, ma lo scanso preventivamente...
Insomma vivo con lui nel pieno rispetto degli altri...Però mi fa assolutamente in*****re il fatto che ci sia un divieto, tra l'altro neanche troppo pubblicizzato (leggasi fanno di tutto per coglierti in "flagranza di reato" e farti la multa) che mi impedisce di portare il mio cane, addirittura anche se al guinzaglio, su un monte vicino a dove sto io...Oh ma scherziamo???Non parlo di un parco, ma di un monte intero...è assurdo...e chieste informazioni all'ente preposto alla tutela del monte in questione nessuno ha saputo spiegarmi il perchè di tale stronzata...
E come questo di esempio ce ne sono tantissimi...
Ecco, il senso del mio discorso era questo...
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Re: La paura di camminare scalzi

Messaggio  lucignolo il Ven Feb 29 2008, 20:21

Badboy ha scritto:.......chieste informazioni all'ente preposto alla tutela del monte in questione nessuno ha saputo spiegarmi il perchè di tale stronzata...
E come questo di esempio ce ne sono tantissimi...
Sono proprio queste le cose che mi preoccupano.
Non si reagisce alla contestazione con un "Mi scusi, provvediamo subito ad eliminare questa str.....a, in quanto priva di logica. Ci perdoni se non ci abbiamo pensato prima".
Anzi, si spegne l'interruttore mentale e si gioca, se tutto va bene, a scaricabarile.
Ho capito il senso del tuo discorso e, al di la di possibili polemiche, credo che sostanzialmente tutti noi barefooters la pensiamo allo stesso modo: niente paure ingiustificate, no ai soprusi, fermamente, irremovibilmente.
È vero, divieti ingiusti ce ne sono tanti, ma penso che, proprio per questo, non si possa rimanere sempre indifferenti.
Non ci sono soluzioni facili a portata di mano, ma, credimi, se devo scegliere da che parte schierarmi, allora lo faccio dalla parte dei cittadini (pochi) che non ci stanno.
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Re: La paura di camminare scalzi

Messaggio  Andrea77 il Sab Mar 01 2008, 12:05

"Nel 99.99% del tempo, in cui nessuno ma proprio nessuno contesta ai nostri piedi di stare come meglio preferiscono, siamo scalzi o siamo calzati? Non sara' che per caso si stia utilizzando quello 0.01% dei casi in cui qualcuno contesta i nostri piedi liberi (e anche li', si potrebbe discutere, in molti casi con successo) come pseudogiustificazione al fatto che nel resto del tempo siamo calzati "perche' forse uno di quei calzati" (che sembrerebbero essere tutti stupidi per non dire razzisti) "potrebbe aggredirci verbalmente" o vattelapesca?"

------------
E' vero che c'è solo uno 0.01% di casi in cui è VIETATO entrare in un determinato posto scalzi x motivi di sicurezza o igiene.
Viasta la misera percentuale io non starei a perdere il tempo su questo ma passerei ad alcune situazioni meno chiare ma + frequenti.
Prendo come esempio il mio caso di semplice impiegato (che lavora per una società d'informatica presso il CED di una banca cliente).
Ora io non vedo da nessuna parte dei divieti ad entrare scalzi e credo che non ci sia alcun regolamento a proposito.
La voro in ufficio non in un cantiere o in una sala operatoria e quindi non vedo problemi di sicurezza o di igiene.
In estate alcune donne/ragazze si presentano senza problemi in infradito e alcuni miei colleghi vengono al lavoro con pantaloni a vita bassa, maglietta e scarpe da tennis e nessuno dice nulla nonostante la maggior parte delle persone che lavori in banca sia rigorosamente in giacca e cravatta.
Io non ho mai provato, e mai porverò, a presentarmi scalzo ma sono + che sicuro che qualcuno avrebbe da ridire.
Ora uno potrebbe rispondere che non essendoci divieti io posso tranquilamente fregarmene e continuare a stare scalzo nonostante il disappunto del cliente e dei miei superiori.
Proseguendo in questo modo xò il cliente potrebbe senza alcun problema rispedirmi al mittente.
La mia società essendo assunto a tempo indeterminato non mi può licenziare ma potrebbe farmi pressioni xchè non posso presentarmi scalzo dai clienti. Potrei a questo punto lavorare in sede e il problema sarebbe risolto.
Ora io mi chiedo è opportuno mettermi in cattiva luce con il cliente e i miei superiori re voler stare scalzo a tutti i costi al lavoro (pur essendo un mio diritto)?
Ora su 24 ore ne passo 8 a dormire, minimo 8 al alvoro. Quindi potrei stare scalzo in casa (ne abbiamo già parlato sul fatto che x mia scelta nn voglio stare a litigare con i miei che sono contrari a che io stia scalzo in casa xchè fa freddo, xchè lascio le impronte sul marmo,...). Di conseguenza rimane il tragitto casa-lavoro, la pausa pranzo e le eventuali ore di tempo libero. + ovviamente i fine settimana e le vacanze dove xò spesso mi diletto nel mio hobby principale che è l'alpinismo/escursionismo che ad un certo livello non è fattibile scalzo (non posso calzare ramponi o ciaspole sui piedi nudi e nn sono abbastanza allenato x camminare 8 ore su qualsiasi terreno ad una velocità accettabile da amici x non parlare del CAI e di altre associazioni dove è espressamente scritto l'obbligo di usare gli scarponi).
A conti fatti come vedi il tempo x stare scalzi si è ridotto moltissimo.
E' evidente che tra noi ci sono due 'fazioni' quelli che vedono lo stare scalzi come uno stile di vita una cosa fisicamente necessaria e quelli come me che vedono lo stare scalzi come un hobby (x me neppure il principale xchè se camminassi scalzo il tempo che dedico alla montagna avrei delle suole in acciaio!).
Da qui ovviamente nascono le differenze su come comportarsi.
I primi sono disposti a lottare e discutere x poter stare scalzi sempre mentre gli altri preferiscono spesso lasciar perdere xchè gli pesa di + litigare che ricalzarsi.
Sono solo 2 modi diversi di vedere le cose ma credo che gli uni debbano rispettare gli altri e smetterla col farsi la 'guerra' fra di noi. Già siamo 4 gatti (se ci contiamo quelli che scrivono assiduamente sono 20-30) se poi ci dividiamo fra di noi siamo rovinati!
X quanto riguarda altre discriminazioni posso portare ad esempio un mio collega che mi raccontava che anni fa aveva i capelli lunghi e spesso veniva fermato da vigili&C. x controlli (essendo in regola non succedeva poi nulla xò è seccante) da quando si è tagliato i capelli non è stato + fermato.
Un altro amico è entrato anni fa da COIN con capelli lunghi, chiodo e pantaloni strappati x prendere un vestito elegante x un matrimonio. Appena ha messo mano su un bel vestito costoso uno della sicurezza si è avvicinato, nello stesso momento è entrato il padre del mio amico (persona distinta) e quello della sicurezza si è allontanato.
E' inutile far finta di nulla ma il pregiudizio c'è e non è nello 0.01% delle persone!

Ciao
Andrea
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Re: La paura di camminare scalzi

Messaggio  Spyro il Sab Mar 01 2008, 18:11

Piccolo OT: anch'io, da buon ascoltatore di musica metal, ho i capelli lunghi (ma non lunghissimi) e anch'io sono già stato fermato dalla polizia mentre passeggiavo tranquillo. E' successo a dicembre scorso, ero appena uscito dalla mia facoltà universitaria e stavo andando a prendere il bus. Erano le 5 e mezza di pomeriggio e a dicembre, a quell'ora, fa già buio. Siccome ero appena uscito dall'influenza ero tutto imbaccucato con sciarpa, berretto (degli Iron Maiden) con i miei capelli che spuntavano, inoltre avevo lo zaino e la catena del portafoglio bella in vista. La polizia, vedendomi con quelle caratteristiche mi ha fermato e chiesto i documenti ma tutto è andato per il meglio. Ma conosco alcuni amici che hanno capelli lunghi e felpe o magliette di gruppi musicali (come anche me) e solo perchè vanno in giro così vengono spesse volte fermati, mentre un apparente "bravo figlio di papà" con capelli corti e vestiti D&G va in giro con qualche bustina in tasca e questo non viene nemmeno calcolato dalle forze dell'ordine!
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