Il comune senso del pudore

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Il comune senso del pudore

Messaggio  Rei il Dom Feb 10 2008, 21:06

Qui non si parla del pudore personale, quello che mi fa evitare di mettermi in costume da bagno quando sono sovrappeso e con un (bel) po' di pancetta, cioè sempre.
Si parla del "comune senso del pudore", quello sul quale un giudice si trova a sentenziare quando un gruppo di nudisti viene pizzicato dalle forze dell'ordine.
La giurisprudenza è chiarissima: si parla di comune senso del pudore quando esprime il sentimento della maggioranza delle persone in quel particolare momento storico ed in quel particolare luogo. Potete stare nudi nelle spiagge comunemente, anche se non regolamentate, percepite "per nudisti", come la mitica spiaggia di Capocotta, vicino a Roma. Non potete in Piazza San Marco a Venezia, o su una spiaggia "per famiglia" di Riccione.
Negli anni cinquanta il mitico onorevole Fanfani schiaffeggiò una donna perché aveva una scollatura troppo profonda. Oggi, in occasione ed ambiente analogo, la stessa scollatura sarebbe considerata casta.
Ora, l'ala pessimista-vittimista del nostro club (presidente onorario Lucignolo) da per scontato che la maggioranza delle persone abbia una visione negativa e proibizionista dello scalzismo. Quindi il "comune senso del pudore" porterebbe alla condanna per oltraggio al pudore di qualunque persona si aggirasse scalzo fuori dai luoghi deputati, spiagge e piscine. E se ancora la legge non lo prevede, una legge di iniziativa popolare firmata dalla totalità della popolazione italiana, inclusi i neonati ed esclusi solo noi quattro gatti, prevederà presto la flagellazione pubblica seguita dal rogo per chiunque sia trovato scalzo al di fuori di spiagge e piscine. Legge richiesta da manifestazioni popolari in tutte le città d'Italia ed approvata a spron battuto fra feste e giubili.
Questo è un pregiudizio, ovvero scambiare per realtà un'ipotesi non suffragata dai fatti.
Analizziamo i fatti: appena ci mettiamo ad osservare le reazioni della gente ci accorgiamo che la maggioranza delle persone o non si accorge di nulla, o non gliene frega nulla di quello che facciamo anche se loro non lo farebbero mai, o non gliene frega nulla di quello che facciamo anche se loro lo farebbero volentieri se ne avessero il coraggio. Solo una minima parte interagisce con noi. Di questi, la maggioranza per comunicarci la loro approvazione. Resta un'infinitesimale percentuale di persone che manifestano apertamente la loro contrarietà ed una parte di questa (ormai siamo a concentrazioni omeopatiche) manifesta l'intenzione di proibirci di andare scalzi.
Quindi, mentre il "comune senso del pudore" ci giudica degli innocui eccentrici, solo questa supermicroscopica minoranza ci giudica dei pericoli sovversivi. E come pensate che la maggioranza delle persone, comprese quelle che "hanno potere", giudichi questi immensi rompicoglioni?
Dei rompicoglioni.
E quindi istintivamente questa maggioranza di persone cercherà di neutralizzarli, perché un domani potrebbero rivolgere la loro aggressiva intolleranza a qualcosa d'altro e toccare anche, che so, quelli che hanno tatuaggi o una bandana in testa.
Ecco perché quando uno di questi tira fuori qualche divieto inventato io non punto a spiegare il mio scalzismo ma attacco sul loro rompicoglionismo.
E la gente immediatamente parteggia per me e spesso si da da fare attivamente per neutralizzarlo.
Soprattutto se tra quella gente c'è una persona "di potere". Soprattutto se il rompicoglioni è una persona di potere, da neutralizzare prima che se ne prenda troppo.
Avete mai visto uno di questi rompicoglioni diventare capo del governo? Alcuni sono diventati parlamentari per un po', ma non hanno fatto carriera e sono stati presto "trombati". Uno, negli anni settanta, divenne giudice: dopo essere balzato agli onori della cronaca ebbe una delle peggiori carriere che si ricordi.
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Re: Il comune senso del pudore

Messaggio  lucignolo il Lun Feb 11 2008, 00:38

Rei ha scritto:Ora, l'ala pessimista-vittimista del nostro club (presidente onorario Lucignolo) da per scontato che la maggioranza delle persone abbia una visione negativa e proibizionista dello scalzismo. Quindi il "comune senso del pudore" porterebbe alla condanna per oltraggio al pudore di qualunque persona si aggirasse scalzo fuori dai luoghi deputati, spiagge e piscine. E se ancora la legge non lo prevede, una legge di iniziativa popolare firmata dalla totalità della popolazione italiana, inclusi i neonati ed esclusi solo noi quattro gatti, prevederà presto la flagellazione pubblica seguita dal rogo per chiunque sia trovato scalzo al di fuori di spiagge e piscine. Legge richiesta da manifestazioni popolari in tutte le città d'Italia ed approvata a spron battuto fra feste e giubili.

Caro, che spiritosone!
Magari vatti a rileggere i miei interventi: non ho mai parlato di plebisciti.
Temo l'invadenza di qualche imbecille con potere decisionale.......o davvero fila via tutto liscio grazie a schiere di menti illuminate?
Da qualche parte è già accaduto; poi si può fare ricorso o l'azione legale che preferisci........campacavallo!
Tutti se ne fregano? Per la strada.
Hai provato ad accorciare un po' le distanze, hai provato ad entrare in qualche ristorante o in qualche banca?
In tanti ambienti siamo considerati, come minimo, INDECOROSI.
Non ho ben capito se nel tuo comprensibile entusiasmo hai chiuso tutti i recettori sensoriali.
Qui non siamo in Svizzera, né tantomeno in Nuova Zelanda.
Cammino scalzo e non mi sembra di essermi mai tirato indietro, ma, per piacere, non pretendere che mi senta a mio agio in un paese come il nostro!
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Re: Il comune senso del pudore

Messaggio  Rei il Lun Feb 11 2008, 07:49

lucignolo ha scritto:Temo l'invadenza di qualche imbecille con potere decisionale...
Temi? Ti fasci la testa prima di romperla. E perché qualche potente dovrebbe fare la figura del cretino facendo una legge o un regolamento che in un paese che vive di turismo come il nostro rischierebbe di multare e/o penalizzare qualche povero (non in senso economico) turista scalzo causa vesciche? Ti ricordo che l'ordinanza di quel sindaco in Riviera, dopo essere stata sbeffeggiata sui giornali, zitta zitta è stata ritirata. Il voto di albergatori e gestori di stabilimenti è fondamentale.
Quanto alla leggenda metropolitana che sia vietato in Costa Azzurra, provate a multare la più famosa barefooter della zona, Brigitte Bardot, e vedrete cosa succede.

lucignolo ha scritto:
Da qualche parte è già accaduto; poi si può fare ricorso o l'azione legale che preferisci........campacavallo!
Come ho già detto, c'è una microscopica minoranza di rompicoglioni, ma, a parte l'ordinanza subito ritirata di un sindaco, non ci sono leggi e regolamenti ma solo abusi di potere facilmente neutralizzabili.
lucignolo ha scritto:
Hai provato ad accorciare un po' le distanze, hai provato ad entrare in qualche ristorante o in qualche banca?
In tanti ambienti siamo considerati, come minimo, INDECOROSI.
Vado regolarmente in ristoranti, negozi, pub, circoli culturali e cene in case private regolarmente scalzo. In situazioni dove vige un preciso codice di abbigliamento, scarpe comprese, mi adeguo, anche se la cravatta mi da più fastidio delle scarpe. Non andrei ad una prima della Scala scalzo, ma neppure senza cravatta. Sono stato al cinema scalzo senza problemi, a teatro ancora no, semplicemente perché negli ultimi anni ci sono andato solo d'inverno e quindi con i sandali aperti che uso quando fa troppo freddo per me, ma alcuni nostri soci l'hanno già fatto e nella maggior parte dei casi non hanno avuto problemi.
In banca ancora no, ma solo per motivi contingenti, se ci sarà l'occasione lo farò e ti farò sapere.
A volte, per incontri di lavoro o la prima volta che incontro qualcuno, indosso sandali o infradito. Le considero situazioni da codice d'abbigliamento. Spesso però, entrando più in confidenza, e visto che amici e collaboratori non stanno zitti e parlano subito del mio scalzismo, vengo invitato a presentarmi le volte successive tranquillamente scalzo.
In tutti questi anni di scalzismo ho avuto solo due proibizioni: dal proprietario di un alberghetto di Latina e da un ragazzetto imbecille che, in assenza del suo capo, non mi voleva far entrare in un posto con il parquet perché sosteneva che lo avrei rovinato.
Nell'alberghetto non mi vedranno più, il ragazzetto ha davanti una luminosa carriera all'aperto, visto che il suo allora capo ha pensato di sbatterlo fuori appena gli ho raccontato la genialata fatta ad un cliente pagante.
Di fronte a due episodi negativi in cinque anni, quelli positivi si sprecano ed accadono quasi quotidianamente.
A questo punto ti rigiro la domanda: TU hai provato ad entrare in qualche ristorante, negozio, pub o in qualche banca?
Oppure non lo hai fatto convinto che se ci avessi provato saresti stato fucilato sul posto?
E se invece l'hai fatto, quale è stata la proporzione tra buona accoglienza e rifiuti?
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Re: Il comune senso del pudore

Messaggio  lucignolo il Lun Feb 11 2008, 09:44

Rei ha scritto:A questo punto ti rigiro la domanda: TU hai provato ad entrare in qualche ristorante, negozio, pub o in qualche banca?
In banca no, al ristorante sì, al mare; in città preferisco evitare: mi sono bastati gli sguardi perché ero in sandali.
Sai, mi viene l'impulso di mandarli a quel tal paese e questo non è bene.
Rei mi chiede:
Oppure non lo hai fatto convinto che se ci avessi provato saresti stato fucilato sul posto?
Convinto no, timoroso si.
Sto cercando di convincermi che tu abbia ragione, ma l'esperienza di Grandi Navi Veloci mi è rimasta li, un boccone che faccio molta fatica ad inghiottire.
Bagnato nel sangue sarebbe andato giù meglio. Smile
La cosa strana è che mia moglie sembra essere più convinta di me del fatto che essere un bfr non è male, ma è facile dirlo con un paio di scarpe ai piedi: intanto scalzo ci vado io.
E ancora Rei:
E se invece l'hai fatto, quale è stata la proporzione tra buona accoglienza e rifiuti?
L'unico netto diniego l'ho ricevuto dalla ormai nota compagnia navale.
Un piccolo brivido dopo essere stato seguito per un paio di minuti dagli sguardi allibiti da un paio di carabinieri, ma per fortuna, non trattandosi di Medusa, la cosa si è risolta senza danno.
Insomma, sono entusiasta di camminare scalzo, ma ho sempre paura (non ridirmi che mi fascio la testa prima del danno) che questo paradiso possa finire.
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Re: Il comune senso del pudore

Messaggio  Rei il Lun Feb 11 2008, 11:13

lucignolo ha scritto:[In banca no, al ristorante sì, al mare; in città preferisco evitare: mi sono bastati gli sguardi perché ero in sandali.
Sai, mi viene l'impulso di mandarli a quel tal paese e questo non è bene.
Prova ad entrare, magari con tua moglie rigorosamente calzata, e poi guarda che succede: sarai sorpreso.
E poi facci sapere.

lucignolo ha scritto:Sto cercando di convincermi che tu abbia ragione, ma l'esperienza di Grandi Navi Veloci mi è rimasta li, un boccone che faccio molta fatica ad inghiottire.
Io resto sempre convinto che se ci fossi stato io al tuo posto, quel tipo sarebbe stato preso a scudisciate (metaforiche) dal capitano davanti a tutti i passeggeri. Basta usare la strategia giusta.
lucignolo ha scritto:La cosa strana è che mia moglie sembra essere più convinta di me del fatto che essere un bfr non è male, ma è facile dirlo con un paio di scarpe ai piedi: intanto scalzo ci vado io.
Le donne sono sempre state più sagge. Secondo me il giorno che TU avrai meno paura, si scalzerà volentieri. Oggi teme che andando in giro scalza con te, per proteggerla da pericoli inesistenti, tu abbia reazioni strane nei confronti del prossimo. (Come faccio a saperlo? Chiediglielo. Negherà, ma ti dirà che ho una buona conoscenza della psicologia.)
lucignolo ha scritto:L'unico netto diniego l'ho ricevuto dalla ormai nota compagnia navale.
UNO!!! E in quanti anni?
Comunque ti batto: io ne ho avuti DUE!!!

lucignolo ha scritto:Insomma, sono entusiasta di camminare scalzo, ma ho sempre paura (non ridirmi che mi fascio la testa prima del danno
Sai mi ricordo quando ero un adolescente (I dinosauri si erano già estinti, i mammut non mi ricordo, ma i dinosauri sì) la paura maggiore di maschi e femmine era di far sapere all'oggetto della nostra cotta che avevamo una cotta per lei/lui. Il festival delle andate in bianco. Poi un giorno mi accorsi che se mi dichiaravo e lei mi diceva di no, non cascava il mondo, ma se diceva di sì...WOW! Così smisi di rinunciare a farmi avanti, e ti posso assicurare che ho preso molti più due di picche che proibizioni a scalzarmi. Eppure non me ne sono mai pentito. Anche perché quei pochi sì sono stati memorabili...

Post scripum: se sto dando a te ed altri "fifoni" dei metaforici calci nel sedere è perché vi considero persone intelligenti che devono solo essere incoraggiate a vincere le proprie paure.
Se foste dei cretini non perderei tempo con voi, ma probabilmente non avreste queste paure: le pippe mentali, come le definisce Giulio Cesare Giacobbe nei suoi libri (che consiglio a tutti) vengono dal troppo pensare a vuoto. Ma per pensare, anche a vuoto, si deve essere intelligenti.
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Re: Il comune senso del pudore

Messaggio  Daniela il Lun Feb 11 2008, 15:08

Nessuno qui pensa che nessun altro sia imbecille - spero che questo sia chiaro.
In California una volta ho notato un'auto della polizia che e' passata e ripassata due volte (zona residenziale di casettine e limite di velocita' di 15mph, non c'era motivo) con agenti che guardavano. Quando e' tornata ho attraversato la strada - scalza con due figli scalzi - davanti all'auto (in california i pedoni hanno la precedenza anche fuori dalle strisce) che quindi si e' fermata; e ho detto con un sorriso "Buongiorno mr. officer, c'e' qualcosa che non va? E' vietato andare scalzi in una strada pubblica in questa contea?" Risponde uno dei due, "no assolutamente non e' vietato, anzi, mi scusi che stavamo a guardare, ma ai giorni nostri non e' comune vedere gente scalza se non a berkeley o santa barbara e io da piccolo andavo sempre scalzo e vi stavo guardando con nostalgia e ne parlavo col mio collega, buona giornata".

Daniela

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Re: Il comune senso del pudore

Messaggio  Andrea D il Mar Feb 12 2008, 10:09

Daniela ha scritto: "no assolutamente non e' vietato, anzi, mi scusi che stavamo a guardare, ma ai giorni nostri non e' comune vedere gente scalza se non a berkeley o santa barbara e io da piccolo andavo sempre scalzo e vi stavo guardando con nostalgia e ne parlavo col mio collega, buona giornata".

Ciao, Daniela!

Il tuo incontro con i due "cops" mi ha fatto venire in mente una recente esperienza all'aeroporto di Newcastle. Mentre ero in fila al controllo di sicurezza, una signora del personale mi nota da lontano e mi manda un collega, che mi chiede piu' o meno perche' fossi scalzo (non ricordo, non capivo bene quello che diceva). Gli dico che ero a posto cosi', e chiedo se era un problema, lui dice qualcosa all'altra, che fa un'espressione tipo "boh, affari suoi..." (era a dicembre, fra l'altro). Dopo aver passato il controllo, raggi X eccetera, mi ferma un poliziotto che mi chiede dove andavo, cos'ero stato a fare a Newcastle, se lavoravo all'universita', e poi "Lei cammina scalzo per sentirsi libero?" A quel punto lo guardo bene: era praticamente in tenuta da combattimento, con uniforme, cappello, giubbotto antiproiettile, pistola, radio, le bombe a mano forse no... e dei massicci scarponi neri. "Si', mi sento piu' libero... mi dispiece per Lei...". Ci siamo salutati sorridendo, e sono convinto che mi abbia fermato e fatto quell'interrogatorio solo per chiedermi se mi sentivo libero a piedi nudi.

Andrea D

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