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Messaggio  Sowild il Gio Feb 11 2010, 17:52

In che modo si può arrivare a muoversi così in un bosco senza subire danni? la suola naturale può proteggerci davvero cosi tanto da evitare l'entrata di legnetti e spine?
... parkour in barefoot
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Messaggio  Rei il Gio Feb 11 2010, 18:12

Beh, l'essere umano si è evoluto nella savana e nei boschetti limitrofi. Ed era scalzo.
Quindi siamo naturalmente attrezzati, con il dovuto allenameto, a percorrere terreni che i "piedidolci" (quelli che portano le scarpe) non si sognerebbero mai di affrontare. Inoltre il camminare scalzi ci risveglia l'istinto, assopito dalle scarpe, di "vedere" con i piedi e quindi scansare istintivamente i pericoli più visibili.
Piccole spine e legnetti spesso non superano lo spessore della suola e solo in rarissimi casi (ricci di castagni esclusi) trovi la spina o legnetto invisibile che fa danni.
E' un rischio potenziale e poco frequente che capita anche agli animali selvaggi dotati di esperienza ed istinto maggiori dei nostri. Ricordi la favola che (forse) fanno ancora studiare a scuola di Androloclo ed il leone? Il leone aveva beccato una spina...
Però il rischio vale la candela.
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Messaggio  bfpaul il Gio Feb 11 2010, 21:09

Sowild ha scritto:In che modo si può arrivare a muoversi così in un bosco senza subire danni? la suola naturale può proteggerci davvero cosi tanto da evitare l'entrata di legnetti e spine?
... parkour in barefoot
Quando ho iniziato, nel 2oo2 avevo già piedi abituati ad andare scalzi, perché almeno in casa lo facevo da sempre. Ho costruito le suole andando scalzo due volte alla settimana facendo ogni volta circa 10 km, di cui uno su sterrato, il resto fra asfalto e marciapiedi. Guardavo per terra e mi sono bucato due o tre volte con schegge di vetro piantate fra la piastre dei marciapiedi o con vetri nello sterrato. Ho imparato che guardare per terra serve ma fino ad un certo punto; poi è meglio dare uno sguardo di insieme e non scartare mai i tratti difficili. Rallentare si, aggirare no.
Dopo un anno e mezzo circa, ho cominciato a fare le mie escursioni in montagna scalzo e non mi sono mai fatto male sul serio, a parte sbucciature, graffi con i rovi e qualche taglio. Mai provati i boschi di castagne ...
Poi ho imparato che dai tagli nelle piante dei piedi si può guarire in fretta se la ferita è assolutamente pulita e non ci sono ematomi (due strati di Attak e via!) e tante altre cosette più volte riportate in questo sito.
Oggi cammino più o meno dappertutto e ghiaino e altre cose mi danno molto meno fastidio di una volta.
Insomma, quel che voglio dire è che i piedi, ad abituarli sono capaci di fare cose che non ci saremmo mai aspettati, ed in fin dei conti è ciò che devono fare perché questo è il loro ruolo, solo che noi non lo sapevamo perché ne avevamo perso memoria.
Ma in fondo credo che questo tu lo sappia già, vista l'attività che pratichi ...

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Ultima modifica di bfpaul il Mar Feb 16 2010, 09:55, modificato 2 volte
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Messaggio  Enzo il Gio Feb 11 2010, 21:36

-


Ultima modifica di Enzo il Gio Dic 02 2010, 21:48, modificato 1 volta

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Messaggio  alex65 il Ven Feb 12 2010, 09:58

Nella mia (limitata) esperienza, il tipo di bosco e' fondamentale.
Mi e' capitato di camminare in un bosco di montagna (conifere quindi) senza problemi. Gli aghi di conifera possono a volte dare un piccolo fastidio, ma difficilmente entrano nella pelle.
Mi sono invece arreso per quando riguarda i castagni. Anche perche' non e' solo nella suola che le spine cercano di entrare ma anche lateralmente dove la pelle e' vulnerabile. A meno quindi di non camminare saltellando qua e la', ho deciso di desistere.
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Messaggio  Luca L il Ven Feb 12 2010, 15:00

Benventuta anche da parte mia.

Che disciplina particolare !!!!

Ciao.

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Messaggio  Spyro il Ven Feb 12 2010, 16:49

Io ho già provato a camminare scalzo nel bosco, ero tra le montagne dell'Austria (una volta sopra il Weissensee e un'altra nella valle della Drava vicino Lienz), il bosco era di conifere e il sentiero, era fatto da un morbido tappeto di aghi di conifere che non mi hanno dato nessun fastidio. Devo dire che comunque ero molto più cauto rispetto a quando non sono scalzo e camminavo più lentamente guardando a terra per evitare legni fastidiosi e pietre aguzze (che comunque erano radi). Il sentiero era per lo più in piano ma quando andava in salita mi sono accorto di come le dita libere fanno grip sul terreno. L'unico problema che ho avuto è stato nel tratto in discesa dove ho avuto un pò di difficoltà ma non mi sono comunque ferito.


Ultima modifica di Spyro il Lun Dic 24 2012, 13:00, modificato 1 volta
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Messaggio  Andrea D il Sab Feb 13 2010, 09:56

Dovete provare i boschi di faggi, sono fantastici. Attenti alle foglie secche d'estate, sono scivolose.

"Salvatico è quel che si salva" -- L. da Vinci

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Messaggio  Andrea D il Sab Feb 13 2010, 10:11

Sowild ha scritto:
... parkour in barefoot

Non capisco quelle fasciature dopo che è inciampato: a che serve fasciarsi la caviglia se si continua a correre? E le fasciature sotto alle ginocchia?

Bel video, però. Ma sconsiglio di fare il parkour in un bosco di montagna, dove la vegetazione può nascondere i dirupi, e c'è già troppa gente che cade giú dai sentieri semplicemente camminando.

Saluti prudenti,

andrea

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Messaggio  Andrea77 il Sab Feb 13 2010, 12:56

Francamente non mi muoverei così neppure calzato. Il rischio di farsi male non è solo per i pierdi ma storte o altro sarebbero molto facile andando a quella velocità che non ti permette di vedere dove metti i piedi e quindi di mettere un piede in fallo e cadere prendendoti botte o distorsioni.
A piedi nudi ovviamente i rischi aumentano ancora di + xchè in velocità non vedi dove poggi i piedi e se pianti un piede su qualche cosa di duro o puntuto dopo un balzo felino la perforazione della suola è maggiore rispetto a uno che cammina e anche la botta è molto + forte (è come chiedersi che differenza c'è fra schiantarsi in macchina a 50 km/h e in autostrada a 150...).
Certo con l'allenamento si può fare molto. Per le mie esperienze montane ti posso dire che con un po' di allenamento puoi camminare in piano o in salita quasi alla stessa andatura dei calzati a meno che il percorso non sia eccessivamente accidentato o con ricci di castagne. In discesa il discorso cambia tantissimo e vai molto + lentamente.

Comunque appena il fredo cessa vediamo di organizzare una bella gita x riprendere l'allenamento, saremmo felici se parteciperai anche tu.

Dimenticavo. Non è detto che il ragazzo che vediamo correre scalzo nel bosco non si becchi spine o altro.
Magari nella foga non ci presta attenzione o se ne accorge ma prosegue senza prendersene cura. Sarebbe interessante esaminare i suoi piedi dopo la performance.
Certo allenandosi si prendono meno spine o se si prendono e penatrano poco se uno ha le piante robuste non se ne accorge. Un commento in generale sui filmati. Sono molto belli ma essendo filmati non vorrei che ci sia qualche trucco. Sai a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. Sarei curioso di vederlo dal vivo xchè onestamente mi pare che quello che fa sia davvero notevole, forse anche troppo. A meno che non si tratti, ma non mi pare, di uno che vive sempre scalzo. E' chiaro che x un africano o aborigeno che non ha mai messo un paio di scarpe in vita sua il discorso è differente ma non mi pare il caso del filmato.

Ciao
Andrea
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Messaggio  bfpaul il Sab Feb 13 2010, 21:13

Andrea77 ha scritto:Francamente non mi muoverei così neppure calzato. Il rischio di farsi male non è solo per i pierdi ma storte o altro sarebbero molto facile andando a quella velocità che non ti permette di vedere dove metti i piedi e quindi di mettere un piede in fallo e cadere prendendoti botte o distorsioni.
A piedi nudi ovviamente i rischi aumentano ancora di + xchè in velocità non vedi dove poggi i piedi e se pianti un piede su qualche cosa di duro o puntuto dopo un balzo felino la perforazione della suola è maggiore rispetto a uno che cammina e anche la botta è molto + forte (è come chiedersi che differenza c'è fra schiantarsi in macchina a 50 km/h e in autostrada a 150...).
Certo con l'allenamento si può fare molto. Per le mie esperienze montane ti posso dire che con un po' di allenamento puoi camminare in piano o in salita quasi alla stessa andatura dei calzati a meno che il percorso non sia eccessivamente accidentato o con ricci di castagne. In discesa il discorso cambia tantissimo e vai molto + lentamente.

Comunque appena il fredo cessa vediamo di organizzare una bella gita x riprendere l'allenamento, saremmo felici se parteciperai anche tu.

Dimenticavo. Non è detto che il ragazzo che vediamo correre scalzo nel bosco non si becchi spine o altro.
Magari nella foga non ci presta attenzione o se ne accorge ma prosegue senza prendersene cura. Sarebbe interessante esaminare i suoi piedi dopo la performance.
Certo allenandosi si prendono meno spine o se si prendono e penatrano poco se uno ha le piante robuste non se ne accorge. Un commento in generale sui filmati. Sono molto belli ma essendo filmati non vorrei che ci sia qualche trucco. Sai a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. Sarei curioso di vederlo dal vivo xchè onestamente mi pare che quello che fa sia davvero notevole, forse anche troppo. A meno che non si tratti, ma non mi pare, di uno che vive sempre scalzo. E' chiaro che x un africano o aborigeno che non ha mai messo un paio di scarpe in vita sua il discorso è differente ma non mi pare il caso del filmato.

Ciao
Andrea
Andrea, hai ragione quasi su tutto.
Racconto sempre mie esperienze perché credo che l'esperienza sia buona consigliera. Non hai detto una cosa importante che mi permetto di ricordare: a meno di non prodursi ferite piuttosto profonde o molto sanguinanti, camminare o saltare su spine, graffiarsi di brutto, tagliarsi (non profondamente) sono cose di cui sia ha coscienza relativa perché i piedi sono "freddi" e quindi c'è un po' di effetto anestetico, almenoché non si stia camminando o si sia in movimento da tempo. A me è capitato di bucarmi e di sentire la spina solo durante il viaggio di ritorno dalla montagna o addirittura alla sera dopo ore e dopo essere tornato alla situazione normale di temperatura di tutto il corpo. Dei graffi mi sono accorto magari subito perchè prodotti da fili d'erba taglienti e seghettati che si fanno sentire, ma ci sono "abituato" e non ci faccio caso al momento, può essere invece che ore dopo prudano o brucino.
Insomma ci si può fare tagli, graffi, buchi e si possono sopportare ma non botte, lussazioni o distorsioni che sono "profondi", dolorosi e bloccano la "meccanica" del piede.

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Messaggio  hadashi il Lun Feb 15 2010, 22:19

Andrea D ha scritto:Non capisco quelle fasciature dopo che è inciampato: a che serve fasciarsi la caviglia se si continua a correre? E le fasciature sotto alle ginocchia?

il senso non lo capisco neanch'io (se qualcuno si storce una caviglia, ho qualche difficoltà a credere che possa riprendere a correre per qualche striscia di stoffa attorno alla caviglia...) - ma devi ammettere che è molto scenico! ;-)
le fasciature sotto le ginocchia secondo me sono ispirate dai "kyahan" (dei gambali giapponesi, a volte usati tra l'altro per aumentare il flusso del sangue nelle gambe)

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Messaggio  Andrea77 il Mar Feb 16 2010, 22:32

ci sono "abituato" e non ci faccio caso al momento, può essere invece che ore dopo prudano o brucino.
Insomma ci si può fare tagli, graffi, buchi e si possono sopportare ma non botte, lussazioni o distorsioni che sono "profondi", dolorosi e bloccano la "meccanica" del piede.

---

Grazie Paolo x le precisazioni dettate dalla tua grande esperienza.
In generale posso desumere dal video o da altre foto x esempio della corsa degli scalzi o simili che uno preso dalla foga del momento non si accorga del 'danno' se lieve e prosegue a correre visto che in una simile attività c'è anche una componente di adrenalina che non c'è quando cammini.
Tale foga rende + facile farsi male ed è x questo che resto sempre perplesso quando vedo certe cose.
L'altra considerazione x me importante è quando dici 'ci sono "abituato"'. X fare certe cose è inutile prenderci in giro uno deve abituarsi e mettere in conto anche a questi piccoli tagli, spine, piccole botte,...
Diciamo che camminando e non correndo questi piccoli incidenti sono molto rari e lievi perché si ha il tempo di vedere dove si mettono i piedi e perché il passo è + leggero della corsa (x non parlare dei salti) ed essendo + lento appena uno sente pungere alza il piede e spesso riesce immediatamente a togliere la spina o il vetrino prima che si conficchi camminandoci sopra.
Io personalmente essendo poco allenato mi accorgo subito se buco o se mi taglio. Basta portare con se una bustina disinfettante, un ago e una pinzetta. Poi se uno ha con se dei sandali se li rimette onde evitare il peggioramento della situazione, se uno è senza stringe un po' i denti e prosegue ovviamente se si tratta di cose da poco.

Ciao
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Messaggio  Sowild il Mer Feb 17 2010, 21:37

secondo me la fasciatura al piede se l'è fatta non dopo una distorta (che sarebbe inutile) ma dopo un taglio o una piccola perforazione.
per quanto riguarda la pericolosità... come per tutte le cose ci vuole allenamento, chi fa parkour non si alza una mattina e decide di saltare giù dal balcone... c'è condizionamento fisico e tanto tantissimo allenamento dietro prima di fare anche quel che può sembrare semplice e da subito fattibile! (da subito fattibile: prendi e fai. si può fare, ma il corpo sarà d'accordo a lungo termine? quali i danni di saltare in continuazione di colpo se prima si viveva tutta l'esistenza su una sedia davanti al pc? ... )
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Messaggio  hadashi il Mer Feb 17 2010, 22:12

Parlando di Parkour... ho appena guardato "Banlieu 13". Il film non c'entra col barefooting, ma la performance di David Belle è veramente impressionante (https://www.youtube.com/watch?v=01du2W6VJis)... Sarebbe interessante sapere se lui vede vantaggi nell'allenarsi scalzo o con le Five Fingers.
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Messaggio  ALEBO il Gio Feb 18 2010, 18:25

Sowild ha scritto:In che modo si può arrivare a muoversi così in un bosco senza subire danni? la suola naturale può proteggerci davvero cosi tanto da evitare l'entrata di legnetti e spine?
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Io cammino scalzo soprattutto in campagna. Tempo addietro mi capitava più di frequente di farmi qualche graffio ai piedi ora molto meno, perchè come già detto da altri la suola si è irrobustita e non sento piu dolore. L'importante è cammianre in tutte le stagioni e stare il più possibile senza scarpe, perchè rimettendo le scarpe nella stagione invernale il piede si disabitua e la suola si ammorbidisce e quando si ricomincia a camminare scalzi si può risentire dolore.
In questo periodo io alterno cammiante in boschi con camminate lungo la spiaggia a Tirrenia , l'acqua del mare è fredda ma camminado non si sente e dopo una camminata di circa 2 ore si avverte un flusso benefico che parte dai piedi.
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