Primi passi: 'A munnezza

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Messaggio  Mastrom90 il Gio Ago 26 2010, 09:59

Salve a tutti, sono un barefooter alle prime armi: ho cominciato solo tre mesi fa, a Maggio (per pura casualità tralaltro Very Happy).
Mi piacerebbe poter andare scalzo ovunque e possibilmente anche nel centro della mia città, ma sono molto restio nel farlo, perché temo per tutto quello che vedo per terra: gore di ogni forma e colore, polverine misteriose. Di vetri, deiezioni animali ed altri oggetti non me ne preoccupo, perché vedendoli posso evitarli senza alcun problema. Ma quando la città comincia a essere lastrica a destra e a manca di queste misteriose gore, ho come un blocco.
Inoltre faccio molto caso anche agli odori: ad esempio se sento odori strani, di urina o di altra roba organica in decomposizione ad esempio, mi freno molto.
Qualcuno può risolvere questi miei dubbi ed aiutarmi a dissolvere i miei timori?
Oppure dovrò semplicemente rassegnarmi e andare in giro per la città con un Mocio Vileda appresso? afro

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Re: Primi passi: 'A munnezza

Messaggio  freealex il Gio Ago 26 2010, 13:02

Anch' io ho molti dei tuoi freni psicologici a camminare scalzo in città, oltre alle zozzezze di natura oganico/umana penso anche alla polvere dei freni delle auto e ai residui dei gas di scarico che si depositano per terra ... per questo non amo particolarmente passeggiare scalzo in città e all' idea mi rovino il gusto di passeggiare senza calzature.

Mentre non ho mai avuto problemi a camminare scalzo a Quercianella dove ho abitato fino a qualche anno fa, passeggiare per via Grande o all'Attias a Livorno proprio non mi ha mai attirato! Quanto ti capisco! Per questo preferisco togliermi le scarpe per godermi magari un meno agevole sentiero nella macchia o in montagna oltre naturalmente le spiagge e le scogliere del nostro mare!

Questo non toglie che usando molto le infradito, me le possa togliere ogni qual volta - anche in città - ne abbia voglia.

ciao alex





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Re: Primi passi: 'A munnezza

Messaggio  Marco53 il Gio Ago 26 2010, 14:07

C'è da dire che le nostre città sono molto sporche. Quando faccio le ferie in Svizzera e in Germania mi viene da pensare se i cani (che pure si vedono in giro) sono stitici oppure hanno un tappo nel ...***
Chi abita in cittadine o paesi è generalmente più fortunato di chi, come me abita in grandi città (Torino) e per di più a 500 m dal centro centro, cioé da Piazza Castello che è il punto da cui vengono calcolate le distanze geografiche da Torino verso il mondo. Per camminare scalzo nella natura dovrei poterci arrivare ma forse solo i sentieri collinari forse possono essere adatti. Perciò o così o Pomì, come diceva una vecchia pubblicità. E si cammina anche in città. Ho la fortuna di avere i giardini reali, ma sono anche il gabinetto dei cani della zona e devo sempre tenere d'occhio le aiuole davanti a me...
Non so cosa siano le gore che intendi (macchie sul terreno?), ma certamente ce ne sono anche qui. Occorre avere una buona vista per passare allo "scanner" la strada davanti a noi e poi lavarsi i piedi un po' più sovente. Però qualdo la "suola" si è fatta, resta abbastanza ben isolata dalle porcherie, ed è obiettivamente difficile pestare qualcosa di sgradevole.
Coraggio e - appunto - ringrazia il cielo di avere la natura più a portata di mano di noi cittadini delle zone centrali....
Saluti smacchiati pig
Marco
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Re: Primi passi: 'A munnezza

Messaggio  Mastrom90 il Gio Ago 26 2010, 14:33

freealex ha scritto:Anch' io ho molti dei tuoi freni psicologici a camminare scalzo in città, oltre alle zozzezze di natura oganico/umana penso anche alla polvere dei freni delle auto e ai residui dei gas di scarico che si depositano per terra ... per questo non amo particolarmente passeggiare scalzo in città e all' idea mi rovino il gusto di passeggiare senza calzature.
[...]
Questo non toglie che usando molto le infradito, me le possa togliere ogni qual volta - anche in città - ne abbia voglia.
A dire il vero neanche a me alletta l'idea di camminare scalzo per Via Grande o Piazza Attias... tanto meno ai Mercati Centrali.
Però c'è sempre quell'aria di sfida e quella voglia di provare in qualunque luogo, con qualunque tempo. Sarà voglia di trasgressione? pirat
Il vantaggio delle scarpe aperte è proprio quello, di potersele togliere con estrema facilità. Wink

Marco53 ha scritto:
C'è da dire che le nostre città sono molto sporche. Quando faccio le ferie in Svizzera e in Germania mi viene da pensare se i cani (che pure si vedono in giro) sono stitici oppure hanno un tappo nel ...***
[...]
Marco
Ci stavo pensando proprio ieri pomeriggio e ne parlavo con mamma. Il problema dei cani è che non trattengono l'urina quando gli scappa, ma la fanno subito o quando vogliono loro. La mia femmina, Eva, la fa quasi subito dopo essere usciti dal portone. Fortunatamente lì vicino c'è un tombino con una grata e cerco di fargliela fare lì (ci tengo particolarmente! Wink ). I maschi per marcare il territorio la fanno un po' qui e un po' là.
Il risultato è che la città è piena di queste "gore" (che si, sono macchie della strada) e odore di urina.

Effettivamente sono fortunato ad avere sia il mare, sia la collina vicino (con tutti i boschi e le campagne che adoro). Io sono sempre (o quasi) scalzo sul mare, a Montenero e in zone periferiche dove il traffico e la "densità di popolazione" sono più limitati.
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Re: Primi passi: 'A munnezza

Messaggio  lucignolo il Gio Ago 26 2010, 21:21

Mastrom90 ha scritto:Qualcuno può risolvere questi miei dubbi ed aiutarmi a dissolvere i miei timori?
Oppure dovrò semplicemente rassegnarmi e andare in giro per la città con un Mocio Vileda appresso? afro
Ciao, Mastrom90.
Innanzi tutto, benvenuto fra noi!
Timori, timori.....andando scalzo da qualche anno ho imparato a scannerizzare il suolo in pochi secondi, per evitare insidie soprattutto fisiche (vetri o o altre cose taglienti).
Evito erba alta e zone troppo buie se esco la sera, senza troppi patemi, perché le mie suole sopportano anche schegge di vetro di piccole dimensioni.
I timori più diffusi fra gli scalzisti, alimentati ad arte da medici ipocondriaci, sono quelli biologici: dermatiti, verruche, micosi e, se vogliamo continuare (battuta) peste bubbonica, colera e vaiolo.
Parola di biologo (sono io): la città è sporca, ma, dal punto di vista biologico, è il luogo più sicuro in cui tu possa camminare a piedi nudi.
In natura (guai i paesi tropicali) correrai rischi molto più gravi: vuoi un nome a caso? Leptospirosi.
Ho scritto vari posts a proposito.
Fregatene delle gore o dell'urina dei bagni pubblici: sono innocue.
Gravi rischi li correrai in ambienti costantemente umidi: piscine e saune.
E sai perché infezioni come le micosi e le verruche sono tanto diffuse? Perché la gente macera i piedi nel sudore che allaga le calzature chiuse, caro mio.
E quando queste persone si denudano i piedi, fungono da vettori di infezioni molto fastidiose e persistenti.
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Re: Primi passi: 'A munnezza

Messaggio  Mastrom90 il Ven Ago 27 2010, 00:14

lucignolo ha scritto:Ciao, Mastrom90.
Innanzi tutto, benvenuto fra noi!
[...]
E quando queste persone si denudano i piedi, fungono da vettori di infezioni molto fastidiose e persistenti.[/color]

Grazie! Comunque è molto interessante parlare di queste cose con un biologo (e inoltre gimnopodista!) e mi trovi d'accordo su molti punti (peccato che io sia un informatico! Razz)
Ho già letto riguardo alla leptospirosi, malattia sulla quale ho "fantasticato" ancora ben poco (Sono ipocondriaco, ma combatto con furore per smettere di avere questo brutto vizio! Very Happy). Dici che in città o sul mare non si rischia la leptospirosi? E soprattutto... c'è bisogno di un luogo fertile per contrarla (come per le verruche)?

Comunque so che la maggior parte delle infezioni dei piedi che vengono alle persone "comuni" sono causate propoprio dalle scarpe... purtroppo la gente comune ignora questo! E si becca le peggio infezioni e funghi.
Un mio caro amico, polemico tralaltro, spesso brontola perché sto scalzo e mi dice che così mi prenderò qualcosa, come una verruca e dice che lui ne ha avute di verruche e che non è stata una bella esperienza... Forse si dimentica del fatto che a lui sono venute pur stando scalzo solo in palestra (fa Karate ormai da molti anni).
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Re: Primi passi: 'A munnezza

Messaggio  freealex il Ven Ago 27 2010, 01:14

Una ventina d' anni fa più o meno all' incirca morì un tipo se non ricordo male per averla contratta in Cala del Leone ... era la prima volta che ho sentito parlare in vita mia di leptospirosi e l' ultima ... però leggo poco i giornali e tanto meno il Tirreno.

Venendo invece alle verruche, posso parlarti da assiduo frequentatore che pur avendone calcate moltissime in Italia e all' estero sempre rigorosamente scalzo (in quanto istruttore di nuoto macino chilometri sul bordo vasca e fino ad oggi non ho ancora trovato una ciabatta che non mi faccia scivolare -ho provato ad indossare le scarpe con risultati disastrosi per la mia pelle) ... dicevamo: verruche. Bene in trent' anni di piscina, di stabilimenti balneari ecc ecc ... mi è venuta una piccolissima verruca soltanto una volta. Mai funghi o altre diavolerie. Qualcuno mi ha detto che è anche questione di porosità della pelle ... o fortuna?
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Re: Primi passi: 'A munnezza

Messaggio  Mastrom90 il Ven Ago 27 2010, 09:01

freealex ha scritto:Una ventina d' anni fa più o meno all' incirca morì un tipo se non ricordo male per averla contratta in Cala del Leone ... era la prima volta che ho sentito parlare in vita mia di leptospirosi e l' ultima ... però leggo poco i giornali e tanto meno il Tirreno.
Cioé, quindi alla Cala del Leone... in un luogo che non ti aspetteresti mai.

Per quel che riguarda le verruche effettivamente anche mio babbo recentemente mi ha detto che lui nelle docce delle stazioni balneari non ha mai contratto niente (ha quasi 50 anni), però spesso dicono di non fare la doccia senza ciabatte. Come mai questo?
Abbiamo i geni buoni, è fortuna oppure sono castronerie che qualcuno mette in giro?
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Re: Primi passi: 'A munnezza

Messaggio  Andrea D il Ven Ago 27 2010, 10:33

Marco53 ha scritto:[...]Non so cosa siano le gore che intendi (macchie sul terreno?)[...]
Credo che in origine la gora sia il canale che porta l'acqua al mulino, almeno in Toscana. Forse si chiamano gore anche altri tipi di canale.

Saluti idraulici.

Andrea D

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Re: Primi passi: 'A munnezza

Messaggio  Mastrom90 il Ven Ago 27 2010, 12:52

Andrea D ha scritto:Credo che in origine la gora sia il canale che porta l'acqua al mulino, almeno in Toscana. Forse si chiamano gore anche altri tipi di canale.
Questo lo ignoro. Io ho sempre sentito usare il termine "gora" per quelle macchie per terra; diciamo l'alone lasciato dai liquidi su determinate superfici.
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Re: Primi passi: 'A munnezza

Messaggio  Rei il Ven Ago 27 2010, 13:55

Mastrom90 ha scritto:Abbiamo i geni buoni, è fortuna oppure sono castronerie che qualcuno mette in giro?
La terza che hai detto.
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Re: Primi passi: 'A munnezza

Messaggio  lucignolo il Ven Ago 27 2010, 21:38

Mastrom90 ha scritto:Comunque è molto interessante parlare di queste cose con un biologo (e inoltre gimnopodista!) e mi trovi d'accordo su molti punti (peccato che io sia un informatico! Razz)
Guarda che essere un informatico, a mio avviso, è bellissimo!
Ho grande passione su tutto ciò che riguarda questa materia.
Vuoi sapere una cosa stranissima? Sono biologo, ma per tutti sono uno statistico (spero di laurearmi, un giorno, in questa affascinante materia), ma per il CED sono un informatico.
Quindi, semmai, peccato non essere interdisciplinari.
Mastrom90 ha scritto:Ho già letto riguardo alla leptospirosi, malattia sulla quale ho "fantasticato" ancora ben poco (Sono ipocondriaco, ma combatto con furore per smettere di avere questo brutto vizio! Very Happy). Dici che in città o sul mare non si rischia la leptospirosi? E soprattutto... c'è bisogno di un luogo fertile per contrarla (come per le verruche)?
Siamo tutti un po' fissati sulla salute, ma il problema è che le conoscenze acquisite dovrebbero essere uno strumento per migliorare le nostre condizioni igienico sanitarie, non per prospettare un mondo totalmente sterile.
Vedi, abbiamo paura di tutto; diciamo convinti che il dio denaro è il nostro padrone assoluto, ma, verosimilmente, il nostro unico vero dio assoluto e vendicativo è la paura.
E quest'ultima ci fa dimenticare che la vita si basa anche sul contrasto e ciò che può nuocere non sempre è nocivo.
Il nostro sistema difensivo, straordinariamente complesso, evoluto ed efficiente è la risposta ad una pressione adattativa che ha generato strategie di sopravvivenza sempre più evolute.
Una sorta di palestra, insomma, condizione necessaria e sufficiente, alla continuazione della nostra specie.
Se continueremo a chiuderci in un sacco di cellophane, presto ci estingueremo di fronte alla prima specie microbica mutante.

Dunque, dicevi il mare.
Non pensiamo che l'acqua salata disinfetti, altrimenti non ci sarebbero tanti coliformi.
È vero che non tutti gli agenti infettivi dimostrano lo stesso grado di adattamento, ma non dobbiamo dimenticare che è possibile trovare ambienti imprevedibilmente infetti anche nelle acque marine, soprattutto in prossimità di abbondante immissione di acque dolci che riducono la salinità dell'acqua (estuari di fiumi, scarichi fognari non ben controllati, liquami provenienti da allevamenti animali fuori controllo).
In città non hai né superfici fangose, né acquitrini, perciò non è possibile contrarre la leptospirosi, a meno che ci siano rive fluviali frequentate da ratti, topi o nutrie oppure che tu possegga un giardino infestato dai ratti
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Messaggio  lucignolo il Ven Ago 27 2010, 21:49

freealex ha scritto:Bene in trent' anni di piscina, di stabilimenti balneari ecc ecc ... mi è venuta una piccolissima verruca soltanto una volta. Mai funghi o altre diavolerie. Qualcuno mi ha detto che è anche questione di porosità della pelle ... o fortuna?
La maggior parte della gente non ha buone difese immunitarie, perché non frequenta la sporca palestra del mondo.
Se sei un barefooter avrai anche microlesioni cutanee che, teoricamente, dovrebbero favorire micosi e virosi (verruche); in realtà mi convinco sempre di più che il barefooter abituale ha difese straordinariamente efficienti.
Sarebbe ora che podologi, infettivologi ed immunologi provassero a rivedere i propri schemi mentali, basando le loro conclusioni su dati obiettivi e non sulle idee preconcette che impongono l'eguaglianza microbi = malattia sempre e comunque.
Fortuna? Statisticamente vuol dire evento favorevole su grande numero di eventi contrari; un numero molto piccolo.
Per questo motivo la fortuna è cosa rara: come spiegare l'ottimo stato di salute di barefooters abituali? Con i miracoli?
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Re: Primi passi: 'A munnezza

Messaggio  lucignolo il Ven Ago 27 2010, 22:00

Mastrom90 ha scritto:..........spesso dicono di non fare la doccia senza ciabatte. Come mai questo?
Perché le persone macerano i piedi nelle scarpe, indeboliscono le loro difese locali e funghi e virus ubiquitari presenti sulla pelle prendono il sopravvento.
Gli spazi delle docce sono molto piccoli e molte persone li calpestano; perciò è molto probabile raccogliere pelle desquamata infetta o mettere la pianta del piede dove pochi minuti prima ce li ha messi un individuo infetto.
Siccome umididà e calore favoriscono la sopravvivenza di certi agenti patogeni, ecco che zampettare nelle docce pubbliche può voler dire infettarsi e, forse, ammalarsi.
E ricordatevi che infezione e malattia sono due concetti profondamente diversi.

A volte si dice: se tutti andassero scalzi, ci sarebbe un impennata di infezioni ai piedi.
Io dico: se tutti andassero costantemente scalzi, verosimilmente si assisterebbe ad un crollo di certe malattie dermatologiche, anche negli ambienti a rischio.
Qualche studente medico vorrebbe sviluppare una tesi su questi argomenti? (provoco) Smile
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Messaggio  Mastrom90 il Sab Ago 28 2010, 09:44

lucignolo ha scritto:Guarda che essere un informatico, a mio avviso, è bellissimo!
Ho grande passione su tutto ciò che riguarda questa materia.
Vuoi sapere una cosa stranissima? Sono biologo, ma per tutti sono uno statistico (spero di laurearmi, un giorno, in questa affascinante materia), ma per il CED sono un informatico.
Quindi, semmai, peccato non essere interdisciplinari.
Ah quindi sei un ibrido? Un mezzo biologo-mezzo informatico?
Comunque a me non piace affatto la statistica (se è simile a quella che studiavo io ad informatica).

lucignolo ha scritto:Siamo tutti un po' fissati sulla salute, ma il problema è che le conoscenze acquisite dovrebbero essere uno strumento per migliorare le nostre condizioni igienico sanitarie, non per prospettare un mondo totalmente sterile.
Vedi, abbiamo paura di tutto; diciamo convinti che il dio denaro è il nostro padrone assoluto, ma, verosimilmente, il nostro unico vero dio assoluto e vendicativo è la paura.
E quest'ultima ci fa dimenticare che la vita si basa anche sul contrasto e ciò che può nuocere non sempre è nocivo.
Il nostro sistema difensivo, straordinariamente complesso, evoluto ed efficiente è la risposta ad una pressione adattativa che ha generato strategie di sopravvivenza sempre più evolute.
Una sorta di palestra, insomma, condizione necessaria e sufficiente, alla continuazione della nostra specie.
Se continueremo a chiuderci in un sacco di cellophane, presto ci estingueremo di fronte alla prima specie microbica mutante.
Si, per quel poco che ho capito, diciamo che i medici e le case farmaceutiche operano una certa pressione psicologica sulle masse per creare ansia e paura per la salute. Così facendo le persone vanno più spesso dal medico e si affidano sempre più frequentemente alle case farmaceutiche.
Dico bene?
Sono d'accordo con te per quel che riguarda l'estinzione. Più che andiamo avanti così e più che diventiamo una razza debole. Ci indeboliamo fisicamente.
Diventeremo delle macchine o schiavi di esse, perché non potremo più difenderci dal mondo con le nostre sole forze.
Anzi, in un certo senso lo siamo già adesso, schiavi.

lucignolo ha scritto:Dunque, dicevi il mare.
Non pensiamo che l'acqua salata disinfetti, altrimenti non ci sarebbero tanti coliformi.
È vero che non tutti gli agenti infettivi dimostrano lo stesso grado di adattamento, ma non dobbiamo dimenticare che è possibile trovare ambienti imprevedibilmente infetti anche nelle acque marine, soprattutto in prossimità di abbondante immissione di acque dolci che riducono la salinità dell'acqua (estuari di fiumi, scarichi fognari non ben controllati, liquami provenienti da allevamenti animali fuori controllo).
In città non hai né superfici fangose, né acquitrini, perciò non è possibile contrarre la leptospirosi, a meno che ci siano rive fluviali frequentate da ratti, topi o nutrie oppure che tu possegga un giardino infestato dai ratti
Dunque l'acqua salata non disinfetta? La cosa mi preoccupa, perché tutti quelli che ho sentito affermano che l'acqua di mare disinfetta, appunto perché è salata.
Però è vero quel che dici tu, riguardo i coliformi. E poi ricordiamoci che le prime forme di vita sulla terra si sono sviluppate proprio nell'acqua... giusto?
(Aiutami tu a correggere perché non sono un biologo e vado molto a "fiuto")
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Messaggio  lucignolo il Sab Ago 28 2010, 16:43

Mastrom90 ha scritto:Ah quindi sei un ibrido? Un mezzo biologo-mezzo informatico?
Comunque a me non piace affatto la statistica (se è simile a quella che studiavo io ad informatica).
Piace a pochi, la statistica, perché viene insegnata come una scatola piena di formule senza capirne il significato profondo, la stessa cosa che succede per la matematica massacrata da metodi didattici inadeguati e totalmente superati.
Sì, sono sempre stato portato per le materie quantitative (chimica, fisica , matematica e statistica), ma anche per quelle logico-applicative come l'informatica, che per me rappresenta una piacevolissima sfida continua.
Una specie di ornito-biologo, anche se con il passare del tempo tendo sempre di più ad assomigliare ad un orito-rinco. Very Happy
Si, per quel poco che ho capito, diciamo che i medici e le case farmaceutiche operano una certa pressione psicologica sulle masse per creare ansia e paura per la salute. Così facendo le persone vanno più spesso dal medico e si affidano sempre più frequentemente alle case farmaceutiche.
Dico bene?
Penso proprio di sì.
Dunque l'acqua salata non disinfetta? La cosa mi preoccupa, perché tutti quelli che ho sentito affermano che l'acqua di mare disinfetta, appunto perché è salata.
Però è vero quel che dici tu, riguardo i coliformi. E poi ricordiamoci che le prime forme di vita sulla terra si sono sviluppate proprio nell'acqua... giusto?
Esatto.
Poi la gente ha un'idea molto particolare della disinfezione, generata da disinformazione e da idee preconcette.
Abusiamo di lisoformio, antibiotici, alcool, fazzolettini, più utili a chi li vende che a chi li usa ed i microorganismi ci rispondono con sorprendenti adattamenti biogenetici che li rendono sempre più difficili da combattere.
Francamente non vedo la necessità di sterilizzarci alla fiamma ogni volta che ci facciamo un taglietto.
È ben diverso il discorso che riguarda ferite profonde e/o fortemente contaminate, abrasioni vaste ed ustioni, come è d'obbligo proteggere la soluzione di continuità della pelle nel caso si debba esporsi a materiali potenzialmente molto pericolosi, come è il mio caso quando lavoro in laboratorio.
Per il resto lasciamo che Mamma Natura faccia il suo corso.
Feritine, feritelle, vesciche scoppiate.....brutte bestie con lo sporco, eppure ci ho camminato sopra scalzo, per strada e sono guarite in un paio di giorni.
Molti penseranno che sia un'incosciente, con l'aggravante di essere un operatore sanitario, ma io bado ai fatti concreti, non alle teorie.
Mi spieghino perché non sono morto di setticemia o perché non sono insorte infezioni neppure lievi: fortuna?
Come spiegavo in un mio post precedente, la fortuna non si ripete! Ed in cinque anni neppure il più piccolo inconveniente.
Ah, dimenticavo: vaccinazione antitetanica non scaduta obbligatoria per il barefooter!!
Aiutami tu a correggere perché non sono un biologo e vado molto a "fiuto"
Fin'ora hai dimostrato il fiuto di un segugio. Wink
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Messaggio  Mastrom90 il Sab Ago 28 2010, 19:55

lucignolo ha scritto:Ah, dimenticavo: vaccinazione antitetanica non scaduta obbligatoria per il barefooter!![/color]
Leggo questo. Io non mi fido dei vaccini e non mi piacciono gli aghi.
Mia madre asserisce che la mia antitetanica non è ancora scaduta.
Quando scadrà, la dovrò fare assolutamente? E' un rischio concreto?
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Messaggio  bfpaul il Sab Ago 28 2010, 21:50

Mastrom90 ha scritto:
lucignolo ha scritto:Ah, dimenticavo: vaccinazione antitetanica non scaduta obbligatoria per il barefooter!!
Leggo questo. Io non mi fido dei vaccini e non mi piacciono gli aghi.
Mia madre asserisce che la mia antitetanica non è ancora scaduta.
Quando scadrà, la dovrò fare assolutamente? E' un rischio concreto?
Non voglio certo togliere la parola a Flavio, ma:
- è meglio avere l'antitetanica perfettamente efficiente; il germe del tetano è UBIQUITARIO; se non vuoi vedere l'ago, voltati dall'altra parte ...
- il nostro sistema immunitario viene fortemente potenziato dal "vizio" di andar scalzi. Facciamolo anche in casa, sempre estate e inverno; si ottiene già qualcosa. O i vostri familiari si tolgono le scarpe per entrare?
- chi va scalzo, a parte che un minimo di attenzione si deve comunque fare, non deve temere praticamente niente. Al caldo e al freddo ci si abitua, ai tagli ed ai buchi, pure; chi fa hiking -io vado in montagna - lo sa bene. Mi sono graffiato e bucato con rocce e spine, mi sono tagliato in città con schegge di vetro; beh, tolte le spine che vanno tolte (le altre si lasciano) e i vetri, si continua. Nel giro di pochi giorni le ferite guariscono.
Portatevi dietro un kit di soccorso minimale e mirato e camminate. Non guardatevi le piante dei piedi per vedere se sono sporche, ma per capire se sono integre.
Tranquilli, alle nostre latitudini non c'è niente da temere, salvo che non si vada in posti evidentemente malsani.

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Messaggio  Rei il Dom Ago 29 2010, 10:43

Mastrom90 ha scritto:Io non mi fido dei vaccini e non mi piacciono gli aghi.
Purtroppo sei vittima della propaganda fatta da gente con una preparazione scientifica e una credibilità di molto inferiore ai sostenitori della terra piatta e che in Italia vengono lasciati liberi di ammazzare gente, soprattutto bambini, convincendo i genitori a non fare le vaccinazioni.
Se è vero che ci sono due casi documentati di aziende che hanno fabbricato male dei vaccini (inutile uno, dannoso l'altro) questo non giustifica i criminali che pretendono che tutti i vaccini siano dannosi.
Quelli obbligatori lo sono per un motivo ben preciso e, secondo me, lo dovrebbero essere anche alcuni facoltativi, antitetanica e sui richiami in primis.
Su altri, la discrezionalità è d'obbligo: se andate in Antartide, il vaccino contro la febbre gialla non serve ed è inutile farlo.
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Messaggio  Mastrom90 il Dom Ago 29 2010, 11:40

bfpaul ha scritto:
Non voglio certo togliere la parola a Flavio, ma:
- è meglio avere l'antitetanica perfettamente efficiente; il germe del tetano è UBIQUITARIO; se non vuoi vedere l'ago, voltati dall'altra parte ...
- il nostro sistema immunitario viene fortemente potenziato dal "vizio" di andar scalzi. Facciamolo anche in casa, sempre estate e inverno; si ottiene già qualcosa. O i vostri familiari si tolgono le scarpe per entrare?
Non si tolgono le scarpe per entrare ed abbiamo quattro gatti e un cane. Può bastare? lol!
bfpaul ha scritto:- chi va scalzo, a parte che un minimo di attenzione si deve comunque fare, non deve temere praticamente niente. Al caldo e al freddo ci si abitua, ai tagli ed ai buchi, pure; chi fa hiking -io vado in montagna - lo sa bene. Mi sono graffiato e bucato con rocce e spine, mi sono tagliato in città con schegge di vetro; beh, tolte le spine che vanno tolte (le altre si lasciano) e i vetri, si continua. Nel giro di pochi giorni le ferite guariscono.
Portatevi dietro un kit di soccorso minimale e mirato e camminate. Non guardatevi le piante dei piedi per vedere se sono sporche, ma per capire se sono integre.
Tranquilli, alle nostre latitudini non c'è niente da temere, salvo che non si vada in posti evidentemente malsani.
bfpaul
Quanto tempo si impiega ad irrobustire il piede quel che basta per resistere a queste cose?
Comunque sto già seguendo alcuni dei tuoi consigli, ad esempio quello di guardarmi le piante per verificare che sia tutto apposto (niente tagli, schegge, ecc...).
Per quel che riguarda il kit di soccorso, di cosa si compone? In genere non mi porto mai niente dietro, se non un pacchetto di salviette umidificate nel caso debba pulirmi i piedi per mettere le scarpe. (credo sia una buona norma farlo, o no?)
rei ha scritto:Purtroppo sei vittima della propaganda fatta da gente con una preparazione scientifica e una credibilità di molto inferiore ai sostenitori della terra piatta e che in Italia vengono lasciati liberi di ammazzare gente, soprattutto bambini, convincendo i genitori a non fare le vaccinazioni.
Se è vero che ci sono due casi documentati di aziende che hanno fabbricato male dei vaccini (inutile uno, dannoso l'altro) questo non giustifica i criminali che pretendono che tutti i vaccini siano dannosi.
Quelli obbligatori lo sono per un motivo ben preciso e, secondo me, lo dovrebbero essere anche alcuni facoltativi, antitetanica e sui richiami in primis.
Su altri, la discrezionalità è d'obbligo: se andate in Antartide, il vaccino contro la febbre gialla non serve ed è inutile farlo.
Cerca di convincermi. Very Happy
Per me l'essere "conformati" a determinati standard, comportamenti, norme di sicurezza, dovrebbe essere giustificato e non da fare senza richiedere spiegazioni.
Sono un essere umano al pari di qualsiasi altra persona, posso capire le stesse cose che possono capire gli altri. Dunque chiedo che mi venga spiegato il perché di certe pratiche, certe norme di comportamento, certi utilizzi. Mi spiego?
Purtroppo mi capita che mi venga risposto "Perché è così" o "Perché è la legge", risposte che francamente non mi dicono niente. Spesso chiedo infatti: "Perché è stata fatta così la legge?"

Tutto sommato non ho torto ad essere diffidente, dato che non conosco neanche le motivazioni esatte che ci portano ad usare i vaccini, né tantomeno di cosa sono composti.
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Re: Primi passi: 'A munnezza

Messaggio  Enzo il Dom Ago 29 2010, 16:49

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Enzo

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Re: Primi passi: 'A munnezza

Messaggio  lucignolo il Dom Ago 29 2010, 18:35

Mastrom90 ha scritto:Dunque chiedo che mi venga spiegato il perché di certe pratiche, certe norme di comportamento, certi utilizzi. Mi spiego?
Purtroppo mi capita che mi venga risposto "Perché è così" o "Perché è la legge", risposte che francamente non mi dicono niente. Spesso chiedo infatti: "Perché è stata fatta così la legge?"
Il discorso si fa interessante ed è solo apparentemente off topic, perché il capitolo complesso e multiforme della vaccinazione comprende anche il problema di una terribile infezione senza cura, che provoca una morte inimmaginabile nella sua atrocità: il tetano, unico vero broblema ubiquitario anche per i barefooters.
Perciò tenterò di spiegarti.
Una premessa: scusate la mia prolissità e se non siete interessati a questo argomento evitate questo post. Sleep

Il meccanismo immunitario, come giustamente ha scritto Enzo, è estremamente complesso e non lo possiamo affrontare nella sua completezza, perché ti farebbe girare la testa.
In parole molto povere possiamo dire che esiste una difesa passiva ed una attiva; quest'ultima, a sua volta, può essere aspecifica o specifica.
La prima è una specie di cinta muraria che protegge la città dalle invasioni.
La sua efficacia dipende dall'integrità della barriera: ogni breccia può essere il punto debole che permette l'ingresso di organismi patogeni, breccia che può essere creata da insulti fisici oppure da un'azione mirata di un parassita, come è il caso di certi vermi che penetrano attraverso la barriera cutanea digerendola con l'emissione di enzimi proteolitici.
Se il nemico penetra la cinta muraria, allora scatta l'allarme che chiama una sorta di 113.
Arrivano le pantere, i corpi speciali e si cerca di isolare il focolaio di infezione.
Nello stesso momento i servizi segreti generano un identikit dell'invasore e dopo un intenso dialogo via radio (che nel nostro caso è gestito da una vasta rete di mediatori chimici) si cominciano a creare degli agenti capaci di individuare in modo chirurgico i pericolosi nemici.
Non solo, ma si crea una memoria, una sorta di schedario di polizia, con delle tessere identificative del criminale biologico; di fatto si tratta di espandere dei cloni cellulari capaci di fabbricare quei proiettili proteici che si chiamano anticorpi.
Una volta si pensava che gli anticorpi si adattassero al bersaglio come una chiave si adatta alla serratura: in realtà una serie di mutazioni genetiche casuali genera a caso miliardi di miliardi di chiavi differenti.
Fra queste ce ne sarà pure qualcuna adatta alla serratura che ci interessa di aprire!
E qui viene il punto: che ce ne facciamo di un grimaldello tanto vasto, non è uno spreco?
Ogni cellula immunocompetente (il linfocita B, accontentati di questo) è il fabbro di ogni chiave: il contatto con l'invasore lo risveglia. lo stimola, lo fa espandere, fino a creare una popolazione di fabbri.
Una volta debellato il pericolo rimane qualche fabbro che si ricorda dell'accaduto, pronto a rientrare in azione, qualora servisse (e questo è il punto chiave) in tempi molto ma molto più brevi.
Perché devi pensare che se le difese aspecifiche perdono la loro battaglia, ci vogliono 10 - 15 giorni prima che i servizi segreti fabbrichino l'arma segreta definitiva.
E nel frattempo l'uomo infettato potrebbe essere già morto!
Capisci, a questo punto, che se si riuscisse a creare un'infezione leggera od inapparente in modo artificiale in molti individui, allora vorrebbe dire avere già disponibile l'arma segreta definitiva ancora prima che si sviluppi la malattia o, peggio, l'epidemia.
E come tu saprai, un'epidemia, che in caso di diffusione planetaria prende il nome di pandemia, può costare anche milioni di vittime (vedi Spagnola del 1918).
La vaccinazione è l'unica arma che abbiamo per eradicare malattie che fino a pochi decenni fa rappresentavano un incubo planetario, come il vaiolo che, addirittura, è stato cancellato dalla faccia della terra (tranne che in pochi laboratori strategici, ma questo è un'altro discorso).
Pensa se si trovasse un vaccino per altri flagelli come la malaria, l'HIV o le troppo sottovalutate epatiti virali!
Ora, si può diffidare fin che vuoi della tecnologia, ma non possiamo negare che in questo caso specifico, come in molti altri, essa ci abbia consentito di evitare milioni di vittime fra le quali ci potresti essere tu od uno dei tuoi cari.
Certo, c'è il rovescio della medaglia ed in qualche caso il vaccino risulta essere peggio della malattia.
Ci si può chiedere se sia etico fare ammalare una persona che forse non si sarebbe mai ammalata anche senza essere vaccinata, ma è innegabile che a livello globale non si possa tanto disquisire se sia meglio salvare una persona rispetto a milioni di altre.
È d'obbligo, a questo punto, sviluppare metodi di vaccinazione che siano sempre più sicuri, proprio nel rispetto della vita del singolo individuo e, credimi, al di là di tante castronate sparate da internet, è verosimilmente tanto probabile morire per una vaccinazione quanto per incidente aereo, cioé pochissimo.

Diffidenza, paura e disinformazione: quanti si sottoporrebbero volontariamente ad un ciclo vaccinale? Forse pochi, pochissimi ed allora si rende necessario imporre una protezione di massa: è una questione di sopravvivenza globale.
Se ti ricordi non molto tempo fa fece scalpore l’incoraggiamento del Pontefice a non usare il profilattico, perché ci si rende conto che il virus dell’immunodeficienza umana è diventato un problema planetario inarrestabile e non possiamo pensare di annichilirlo in nome di una morale che può essere anche comprensibile, ma non giustificabile in un contesto di tragedia umanitaria.
E se esistesse un vaccino bisognerebbe somministrarlo ad una massa enorme di persone prima che sia troppo tardi.
Non ti puoi permettere di far maturare le teste o di fare opera di convincimento, perché l’estinzione non sente ragioni.
Ed allora si rendono necessarie certe leggi, quelle che impongono certi comportamenti per il bene globale.
È un discorso, forse, difficile, da digerire, ma cerca di capire che non tutte le teste sono pronte a capire con la necessaria prontezza.
Se fossimo davvero razionali non ci sarebbe bisogno di vietare, ad esempio, il sorpasso in condizioni di scarsa visibilità, perché è assolutamente ovvio che se non si vede si può andare a sbattere contro qualcosa o, peggio, contro qualche innocente, stroncandone la vita.
Eppure c’è sempre chi si crede più bravo degli altri.
Allora si devono imporre delle regole di convivenza, scolpendole non più indelebilmente sulla pietra, ma sui codici cartacei.
Fra molte buone leggi ci sono, purtroppo, anche quelle scritte da incompetenti in specifiche materie e persino quelle cretine che fanno rivoltare qualsiasi persona di buon senso.
Sono d’accordo con te su una cosa: che nessuna legge dovrebbe essere indelebile ed immodificabile e che una legge cretina svolge un compito che è contrario a quello suo naturale.
Sì, perché continuo a credere che dovrebbe essere la legge ad essere al nostro servizio e non noi al servizio della legge.
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Re: Primi passi: 'A munnezza

Messaggio  lucignolo il Dom Ago 29 2010, 18:57

Enzo ha scritto:Un altro aspetto sono i prodotti conservanti e gli adiuvanti e proprio sull'adiuvante, lo squalene, vi furono molte discussioni circa il pericolo di uno squilibrio del sistema immunitario ecc. Comunque esistono vaccini senza adiuvante, di solito quelli che passa la mutua lo hanno perché con l'adiuvante non è necessario il richiamo.
Ma non è assolutamente vero!
Gli adiuvanti sono necessari per amplificare la risposta immunitaria, utilizzando dosi molto minori di antigene, cioé del bersaglio anticorpale.
Da un lato l'uso degli adiuvanti permette all'industria di ridurre di molto i costi di produzione, ma dall'altro lato servono a produrre quantità enormi di vaccino senza dover impiegare quantità di molecole bersaglio irraggiungibili, costringendo alla spiacevole scelta su chi vaccinare e chi no, mentre, se il tempo ce lo permette, tutti dovrebbero avere le stesse probabilità di sopravvivenza con una dose disponibile di vaccino.
Se vai a vedere le caratteristiche dei vaccini anti influenzali degli ultimi decenni scoprirai che quasi tutti contenevano adiuvanti, fra cui mercurio e squalene, solo che nessuno ne parlava.
Dove sono i milioni di persone devastate da paventate malattie degenerative autoimmuni provocate dallo squalene?
Dove sono i milioni di morti causati dal mercurio?
Non dovremmo preoccuparci molto di più del fatto che mangiamo pesce che contiene mercurio in quantità decine di volte superiori a quella di molte dosi di vaccino?

Il discorso H1N1 esula dagli adiuvanti: interessi di parte di miliardi di dollari, allarmi gonfiati e colpevole disinformazione da parte di organismi ufficiali superano moralmente di molto il discorso sanitario bufala di squalene e mercurio.
Personalmente non mi vaccinai contro H1N1, perché ritenevo più logico vaccinarsi contro l'influenza stagionale, che presentava tassi di mortalità di molti ordini di grandezza superiori a quelli del tanto temuto virus flop mutante.
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Re: Primi passi: 'A munnezza

Messaggio  Mastrom90 il Lun Ago 30 2010, 09:40

Dunque i vaccini sono nati per una "lenta" risposta da parte del sistema immunitario all'invasione di questi organismi patogeni.
Però so che esistono degli "immunostimolanti", che servirebbero appunto ad attivare e rendere più efficienti le difese immunitarie. Quelle non potrebbero essere una soluzione per chi non volesse sottoporsi a vaccini?

Credo che lo stesso vaccino sia immunostimolante (altrimenti non si creerebbe alcuna difesa specifica), ma si tratta del principio "Studio il nemico, ora so come distruggerlo". Quindi devi introdurre dentro di te il nemico.
Non esistono immunostimolanti capaci di velocizzare in modo significativo la risposta del sistema immunitario ad invasioni di qualsiasi tipo? Ovvero una sorta di "vaccino generico", se così lo vogliamo chiamare.

Certo che diffidenza, paura e disinformazione sono un male comune in ogni campo di questa nostra società. Però è vero che abbiamo anche troppo del contrario, andiamo da un eccesso ad un altro. Intendo credere subito a ciò che ci viene detto e non indagare personalmente per capire se ciò che ci è stato detto corrisponde al vero o no.
Purtroppo io sono della convinzione che se ci sono tutti questi problemi è colpa di com'è strutturata questa società, che evidentemente non è ancora in grado di generare individui coscienti di sé e di quel che gli sta intorno.
Non si tratta del discorso "legge indelebile e immodificabile", ma di capire perché è stata fatta una legge, capirlo fin nel profondo. Allora potrai dire se è una legge giusta, una boiata o inutile. Io intendo questo alla fine: Capire e non credere.

PS: Scusate se magari sparo cacchiate a raffica in campo scientifico/sanitario. Razz
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Re: Primi passi: 'A munnezza

Messaggio  lucignolo il Lun Ago 30 2010, 21:47

Mastrom90 ha scritto:Dunque i vaccini sono nati per una "lenta" risposta da parte del sistema immunitario all'invasione di questi organismi patogeni.
No, non devi vedere i vaccini come un rimedio alla presunta lentezza del nostro sistema immunitario.
Sono solo un modo di preparare il nostro organismo ad un'invasione, prima di subire danni anche irreversibili.
Avere anticorpi e cellule immunocompetenti già preparati vuol dire aver già vinto prima che inizi la battaglia, il cui esito è sempre incerto.
Però so che esistono degli "immunostimolanti", che servirebbero appunto ad attivare e rendere più efficienti le difese immunitarie. Quelle non potrebbero essere una soluzione per chi non volesse sottoporsi a vaccini?
Assolutamente no.
La risposta deve essere altamente specifica; ci sono già difese aspecifiche che affrontano la prima fase della battaglia e sono strategie selezionate da milioni di anni, funzionali al massimo se pensi che ci hanno fatto sopravvivere fino ad ora.
Non esistono immunostimolanti capaci di velocizzare in modo significativo la risposta del sistema immunitario ad invasioni di qualsiasi tipo? Ovvero una sorta di "vaccino generico", se così lo vogliamo chiamare.
Chiederesti ad un fabbro una chiave generica per aprire tutte le serrature senza portarti dietro il mazzo di chiavi? Smile
Non si tratta del discorso "legge indelebile e immodificabile", ma di capire perché è stata fatta una legge, capirlo fin nel profondo. Allora potrai dire se è una legge giusta, una boiata o inutile. Io intendo questo alla fine: Capire e non credere.
Se fosse tutto così semplice, allora potremmo leggere un'enciclopedia del Diritto ed essere avvocato oppure leggere un'enciclopedia medica e fare il medico.
Sarebbe, forse, più opportuno essere più razionali nel gestire la propria convivenza sociale, senza avere un bisogno continuo di paletti legali che ci dicono cosa fare e cosa non fare, anche in cose in cui non ce ne sarebbe bisogno con un quoziente intellettivo maggiore di 20 (vedi certi divieti di cui ti ho parlato in precedenza).
Non buttiamo troppo fango sulle molte buone leggi che abbiamo e che non vengono mai applicate, preoccupiamoci, piuttosto, dei regolamenti inventati dall'oggi al domani per giustificare certe cacce alle streghe o per dare ad una struttura sociale una parvenza di ordine e di efficienza che non esistono.
E ciò che è peggio è che tali regolamenti vengono partoriti senza alcun controllo serio da parte di organi specifici.
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