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Messaggio  Andrea77 il Mar Ago 31 2010, 00:00

La scorsa settimana sarei dovuto andare in Dolomiti come accompagnatore di un trekking ma alla fine è saltato x scarse adesioni. I primi giorni sono andato in Dolomiti con un amico dove ho fatto alcune cose molto interessanti ma calzato.
Con mio disappunto ho notato che la pelle macerata negli scarponi si levava senza far male ma levandomi quello strato di mini suola che mi si era costruito.

Mercoledì sono partito x Medjugorje. Sono arrivato la a sera e giovedì ho incominciato con la salita alla montagna della croce. La salita come sempre non ha problemi e devo dire che
anche a scendere sono andato discretamente pur impiegandoci + che a salire.
A mezzogiorno mi sono fermato a mangiare un gelato ai piedi del monte con l'idea di ripartire x una seconda salita alla prima ragazza scalza.
Qui, al contrario che in Irlanda, fa davvero caldo, all'ombra il termometro supera il 33° e non mi stupisco che nessuno salga scalzo.
Finalmente verso le 16.00 appare un gruppo di italiani (sembra che Medjugorje fosse letteralmente invasa da veneti e meridionali). Finalmente nel gruppo c'è qualche scalza e rifaccio la salita e la discesa (in salita c'era una bambinetta di circa 6 anni italiana che saliva scalzi come nulla fosse poi inspiegabilmente a metà salita si è ricalzata).
Rientro a cena calzandomi (infradito) x un minimo di decenza e x riposare un po' i piedi.
Alla sera decido di vedere se qualcuno sale la collina delle apparizioni scalzo di notte (la via è illuminata da dei faretti che xò non illuminano molto ma con una pila si rimedia).
Non vedendo nessuno che sale scalzo e un po' intimorito dal fatto che non si vede molto salgo in infradito pensando che magari + avanti trovo qualche scalzo.
Fatti pochi metri vedo che si avvicina una ragazza all'inizio del percorso e si sfila le scarpe.
Attendo e proseguiamo. Lei poi si ferma (qui ci sono varie stazioni tipo via crucis dove normalmente i fedeli si fermano a pregare). Veniamo raggiunti da un gruppo di italiani. Mi accorgo che una di queste mi osserva con la pila e notando che sono scalzo si sfila anche lei i sandali e prosegue scalza sino alla collina delle apparizioni.
Arrivati alla collina vedo un'altra ragazza che sale da un'altra via e poi ridiscende da dove ero salito io. Cerco di starle dietro ma procede troppo velocemente e sparisce. Ad un tratto la vedo risalire correndo sulle pietre scalza come se avesse le scarpe!
In salita vado meglio e provo a starle dietro ma va ad una velocità pazzesca! Non ha con se una pila e non segue il tragitto illuminato con il rischio di beccarsi una pietra appuntita senza accorgersene! Io avendo la pila cerco di vedere dove vado ma arrivato sulla collina non la vedo più. Si è dileguata in un istante.
Nel frattempo la ragazza di prima finito di pregare ridiscende sempre scalza da dove eravamo saliti, lentamente senza grossi problemi. Alla fine del percorso la saluto.
Una volta sceso rivedo la ragazza velocissima con altra gente, dalla lingua locale una del luogo. Gli seguo x un po' ma salgono in macchina e vanno via.

Venerdì torno alla collina delle apparizioni e faccio una prima salita, nei gruppi è facile trovare gente scalza.
Quando ridiscendo mi fermo x un po' x mangiare e rinfrescarmi. Fa ancora + caldo del giorno prima e già penso che dovrò attendere come prima che arrivino le 16 quando vedo 3, credo locali padre madre e figlio della mia età, che partono per la salita scalzi, pago la consumazione e li seguo.
Saliamo sfruttando ogni pezzo d'ombra e miracolosamente arriviamo in cima con le suole non bruciate. Mi siedo all'ombra e vedo che x scendere si ricalzano.
Attendo quindi che arrivi qualche altro scalzo e con mia sorpresa vedo un tedesco scalzo con moglie e figlia calzati che arrivano dal percorso + lungo.
Si fermano a pregare e io mi affianco a loro. Lui dice qualche cosa alla moglie che si leva un infradito, posa il piede per terra e si ricalza. Capisco che lui gli dice che non è troppo caldo e mi indica come x dire 'vedi che anche lui è scalzo'.
Inizio a scendere dietro di loro quando arrivo al bivio del percorso + lungo vedo 4 ragazzi scalzi. Non so da dove vengano ma parlano inglese o americano.
Scambiamo 4 chiacchiere su quanto sia rovente il percorso e proseguiamo x il giro lungo.
Devo dire che la sofferenza è stata parecchia perché devi correre (per quanto possibile visto che sei scalzo sulle pietre) per raggiungere l'ombra successiva.
Mi accorgo che loro hanno una miglior resistenza al calore ma anche x loro è dura. Arriviamo nuovamente sulla cima e poi ridiscendiamo.
Dopo cena risalgo ancora sulla collina dove c'è un sacco di gente perché alle 22.00 in punto la madonna apparirà ad un veggente.
La cosa mi pare inverosimile ma ormai non mi stupisco più di nulla visto che la gente crede a qualsiasi cosa.
In quella moltitudine ho visto 2-3 persone scalze che però ho perso di vista nella folla.
Devo dire che a scendere avevo un po' paura + che altro di essere travolto o di non riuscirmi a scansare x tempo vista la calca di gente ma la discesa non è stata complicata essendo molto lenta x la ressa e l'imbranatura dei + a muoversi.

Sabato sono ritornato al monte della croce dove ho trovato un gruppo di 4 venete e 2 veneti che salivano tutti scalzi. Una di queste in particolare si vedeva che faceva parecchia fatica ma nonostante l'evidente sofferenza proseguiva a salire scalza.
Arrivato in cima vedo una famiglia italiana con un bambinetto di 6-7 anni che insiste x scendere scalzo (mentre i genitori sono calzati). Li seguo e con mio disappunto vedo che non riesco a stargli dietro (i piedi sono troppo stanchi dai giorni prima). A metà causa il caldo e la fine dell'acqua mi siedo e sto per rimettermi le infradito quando vedo 2 delle venete che salivano che scendono scalze (spesso molti salgono scalzi ma poi si ricalzano x scendere). Sento che soffrono terribilmente ma proseguono. Ogni tanto la zia fa alla nipote (credo sui 16 anni) 'ci ricalziamo?' ma la risposta è sempre 'no resistemo!'.
Ogni tanto la ragazza da qualche sommesso grido di dolore perché becca malamente una pietra ma stoicamente prosegue. Arrivati insieme scambiamo quattro chiacchiere e la zia mi dice ' se me lo avesse ordinato il dottore non lo avrei mai fatto, non siamo più abituati ad andare scalzi, un tempo i contadini nel dopoguerra...'.
Dopo circa 30' ci raggiungono le altre 2 venete tra cui quella che già era sofferente in salita che sorprendentemente è scesa scalza pure lei. Gli unici che si sono ricalzati sono i 2 uomini alla faccia del sesso debole!

Dopo un po' di riposo mi reco, in infradito perché l'asfalto è troppo rovente, alla collina delle apparizioni.
Salgo seguendo il solito gruppetto nel quale c'è sempre qualche scalzo ma al bivio tutti vanno per la strada più breve. Io mi fermo all'ombra e attendo che qualche scalzo prosegua per quella + lunga. Attendo x un po' visto che tutti gli scalzi vanno x la breve e o calzati x la lunga finché non appare una famiglia italiana con lui scalzo e li seguo.
Questa volta il caldo è leggermente meno duro del giorno prima e arrivo in cima alla collina.
Dopo un po' vedo arrivare un intera famiglia austriaca (madre padre e 3 figlie) tutti scalzi.
Anche qui la più piccola avrà circa 6 anni. Scendiamo senza problemi con un italiano che ci riprende con una videocamera facendo un commento idiota del tipo 'io non riuscirei mai a farlo scalzo' al ché gli rispondo 'scusi ma ha mai provato?' ovvia risposta 'no'.
Una volta sceso mi riposo un po' e mi reco all'altro punto dove si può salire (meno affollato dell'altro). Dopo un po' vedo una ragazza del posto scalza che tiene x mano una bambinetta calzata. Dopo un po' raggiungono il marito (calzato) che ha in braccio l'atra figlia + piccola che vuole andare in braccio alla mamma. I due si scambiano i figli e la ragazza prosegue scalza portando in braccio la bimba.
Arrivati in cima ridiscendo e anche qui non riesco a starle dietro nonostante lei abbia in braccio la bambina e non possa aiutarsi con le mani a stare in equilibrio nei punti + ripidi.
Onestamente non so come faccia!
A metà discesa vedo una signora che sale con una velocità e una grinta impressionanti!
Decido di seguirla per mettermi alla prova (ogni tanto mi dico se lo fa lei lo posso fare pure io!). In salita riesco a starle dietro arrivando in cima con il fiatone.
In discesa ci troviamo in mezzo al solito gruppo di meridionali imbranati. Per un po', concentrandomi al massimo, riesco a starle dietro. Lei ovviamente si è resa conto che la seguo e incomincia a superare varie persone calzate che scendono lamentose. Le passa di slancio saltando da una pietra all'altra come se nulla fosse con un equilibrio sorprendente.
A questo punto non posso far altro che battere bandiera bianca e di fermarmi. Una signora mi vede particolarmente stanco e insiste nel volermi prestare i suoi 2 bastoncini telescopici. Insiste a tal punto che non riesco a rifiutare e termino così ingloriosamente la mia discesa.

Ciao
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Re: pellegrino

Messaggio  Andrea77 il Mar Ago 31 2010, 00:26

Mi scuso per il post troppo lungo.
Vorrei fare alcune considerazioni:
1) le donne sono tutt’altro che il sesso debole. Se determinate a fare una cosa non le ferma nessuno, ma questo già lo sapevamo.
2) Per fare certi percorsi non serve un particolare allenamento ai piedi ma è una questione di testa (non necessariamente fede ma volontà, orgoglio,…). L’esempio lo sono sia i bambinetti che vista l’età non credo abbiano un particolare allenamento ma credo vedano la cosa un po’ come una sfida. Altro esempio sono ovviamente le signore venete anche se devo dire come sia sorprendente che i bambini, che credo non siano comunque abituati ad andare scalzi, non sembravano patire minimamente mentre noi, compreso io che ogni tanto vado scalzo, abbiamo patito a scendere. Ora capisco che saranno più leggeri, che si muovano più agilmente di un normale adulto ma non mi sembra una spiegazione sufficiente.
3) Per fare certi percorsi agevolmente in salita basta poco allenamento ma per farlo in discesa le cose cambiano decisamente.
4) Qualcuno dei più esperti ha qualche consiglio da darmi non tanto per come rinforzare le suole ma la muscolatura dei piedi e le caviglie? Come fare per muoversi più agilmente su certi terreni (posto che andando in montagna so come fare con le scarpe ma non è la stessa cosa senza) e migliorare l’equilibrio? Secondo voi le persone che ho visto muoversi così disinvoltamente scalze su quei terreni che allenamento hanno? Se uno poco allenato si muovesse rapidamente come loro si farebbe male o alla fine il rischio è inferiore a quello che uno possa pensare? Mi spiego al corteo del primo maggio io e altre 2 ragazze abbiamo fatto tutto il percorso a piedi nudi e nonostante fosse pieno di vetri nessuno si è fatto male. Personalmente non ho delle grandi suole e se mi beccavo un vetro mi avrebbe forato. Certo guardavo dove mettevo i piedi ma vista la quantità di vetri avrei scommesso di tagliarmi e invece non è successo nulla. Stessa cosa accadde a noi quando ci ritrovammo a Milano e passammo in Duomo dopo i festeggiamenti dell’inter. La piazza era piena di vetri ma chi rimase scalzo non si fece nulla. E’ questione di fortuna o in realtà è maggiore la nostra paura di farci male rispetto al rischio reale e pertanto anche quelle ragazze non hanno sono riuscite a muoversi celermente sulle pietre solo perché consapevoli che non è poi così facile farsi male? Oppure accettavano quel rischio come normale conseguenza del loro atto di penitenza? O più semplicemente hanno una maggiore sopportazione del dolore?
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Andrea77

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Re: pellegrino

Messaggio  bfpaul il Mar Ago 31 2010, 10:43

Andrea77 ha scritto:Mi scuso per il post troppo lungo.
Devo aspettarmi una valanga di foto?

Andrea77 ha scritto:Vorrei fare alcune considerazioni:
1) le donne sono tutt’altro che il sesso debole. Se determinate a fare una cosa non le ferma nessuno, ma questo già lo sapevamo.
2) Per fare certi percorsi non serve un particolare allenamento ai piedi ma è una questione di testa (non necessariamente fede ma volontà, orgoglio,…). L’esempio lo sono sia i bambinetti che vista l’età non credo abbiano un particolare allenamento ma credo vedano la cosa un po’ come una sfida. Altro esempio sono ovviamente le signore venete anche se devo dire come sia sorprendente che i bambini, che credo non siano comunque abituati ad andare scalzi, non sembravano patire minimamente mentre noi, compreso io che ogni tanto vado scalzo, abbiamo patito a scendere. Ora capisco che saranno più leggeri, che si muovano più agilmente di un normale adulto ma non mi sembra una spiegazione sufficiente.
I bambinetti hanno un metabolismo diverso dai grandi e se sono abituati ad andare scalzi, possono camminare e correre saltando in equilibrio senza grande difficoltà. Le persone adulte, possono avere una soglia del dolore piuttosto elevata e pur non correndo sopportano bene una cosa come questa. Avrei voluto vedere se chi andava così veloce lo avrebbe potuto fare dopo tre - quattro viaggi, come hai fatto tu.
Non c'è alcun dubbio che conta più la testa; tu vai in montagna e credo capisca bene che in queste situazioni la testa conta più delle gambe: basta leggere Messner.

Andrea77 ha scritto:3) Per fare certi percorsi agevolmente in salita basta poco allenamento ma per farlo in discesa le cose cambiano decisamente.
Non c'è alcun dubbio.

Andrea77 ha scritto:4) Qualcuno dei più esperti ha qualche consiglio da darmi non tanto per come rinforzare le suole ma la muscolatura dei piedi e le caviglie?
Non voglio passare per esperto, però qualche risposta la voglio dare; se altri non sono d'accordo con me, dicano pure ....
Tu vai in montagna e così facendo fai un certo tipo di esercizio, piedi "stretti" negli scarponi perché così si possono dirigere come si vuole. L'approccio scalzo è totalmente diverso; piede libero che sfrutta l'appiglio più che l'appoggio. Direi di evitare assolutamente gli scarponi se non sono ASSOLUTAMENTE necessari, vale a dire su neve e ghiaccio, usando per quanto possibile scarpe basse da trekking, in modo da avere le caviglie libere. Questo le rinforza ma anche andare scalzi il più possibile; per chi è molto sedentario, eventualmente fare esercizi di potenziamento dei muscoli del polpaccio e dei piedi.

Andrea77 ha scritto:Come fare per muoversi più agilmente su certi terreni (posto che andando in montagna so come fare con le scarpe ma non è la stessa cosa senza) e migliorare l’equilibrio?
Fare un allenamento specifico a camminare su terreni dove conta più l'agilità che la durata. (terrei dolomitici, tanto per avere un'idea, dove si cammina su lame e non su pietre)

Andrea77 ha scritto:Secondo voi le persone che ho visto muoversi così disinvoltamente scalze su quei terreni che allenamento hanno?
Le persone di cui parli probabilmente vanno in montagna da sempre con questo tipo di alenamento, oppure hanno un magnifico equilibrio naturale.

Andrea77 ha scritto:Se uno poco allenato si muovesse rapidamente come loro si farebbe male o alla fine il rischio è inferiore a quello che uno possa pensare? Mi spiego al corteo del primo maggio io e altre 2 ragazze abbiamo fatto tutto il percorso a piedi nudi e nonostante fosse pieno di vetri nessuno si è fatto male. Personalmente non ho delle grandi suole e se mi beccavo un vetro mi avrebbe forato. Certo guardavo dove mettevo i piedi ma vista la quantità di vetri avrei scommesso di tagliarmi e invece non è successo nulla. Stessa cosa accadde a noi quando ci ritrovammo a Milano e passammo in Duomo dopo i festeggiamenti dell’inter. La piazza era piena di vetri ma chi rimase scalzo non si fece nulla. E’ questione di fortuna o in realtà è maggiore la nostra paura di farci male rispetto al rischio reale e pertanto anche quelle ragazze non hanno sono riuscite a muoversi celermente sulle pietre solo perché consapevoli che non è poi così facile farsi male?
Se uno poco allenato, ma con buon equilibrio e buon colpo d'occhio (buon coordinamento oculo-motore) riesce a fare un percorso "in agilità" credo che non rischi più di altri che lo fanno lentamente e guardando dove mettono i piedi.
Quanto a Milano ed i cocci di vetro di maggio scorso, perché ci si sarebbe dovuti tagliare? Bastava guardare a terra e non camminare come facciamo normalmente "per scansioni raggio 10 m" che programmano il passo ad evitare cicche, cacche, vetri grossi, ma non le schegge invisibili.
La scheggia di vetro è gratis nel programma del barefooting e purtroppo non si trova solo in città; la cosa peggiore non è neppure che si sente - e si toglie - ma quella che "bisogna fare gli scavi" per tirarla fuori.
Anche perché se accade in presenza di altri, sai le beffe?

Andrea77 ha scritto:Oppure accettavano quel rischio come normale conseguenza del loro atto di penitenza? O più semplicemente hanno una maggiore sopportazione del dolore?
L'una e l'altra cosa, direi.
Chi va a Medjugorje normalmente lo fa "per fede" e quindi mette nel conto il sacrificio, il caldo, e magari ci aggiunge la salita scalza. Ovviamente, pochi sono abituati ad andare scalzi e quindi hanno qualche difficoltà; alcuni le superano "di slancio" e non si lamentano perché rientra nel previsto, altri con soglia del dolore basso, fanno una grande fatica.

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Re: pellegrino

Messaggio  Enzo il Gio Set 02 2010, 16:53

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Messaggio  alberto66 il Gio Set 09 2010, 18:12

Bella la tua descrizione. Da poco sono tornato anch'io da un pellegrinaggio a Lourdes,era gia un po che volevo andarci e finalmente...Una cosa mi incuriosisce
del tuo pellegrinaggio:ma ci sei andato soltanto per andare scalzo? Perche' se no sarebbe una cosa un po per la quale. Potri invitarti al Sacro Monte di Varese
a fare la famosissima via delle cappelle che sarebbe piu vicino.No scusami l'intromissione.Io devo dire il vero:a Lourdes ci sono andato per motivi miei"interiori" e
forse per miglirare o aqusire un fede un po spenta.In ogni modo essendo in un gruppo di concittadini non ho potuto scalzarmi,anche se il caldo e la voglia erano
forti.Stranamente tra l'altro tra migliaia e migliaia di persone presenti non ho scorto neanche uno scalzo completo,chissa' perche,in infradito molti;pero' specialmente
sranieri perche' come al solito noi italiani siamo sempre i piu' calzati. Ciao.
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Re: pellegrino

Messaggio  Andrea77 il Gio Set 09 2010, 20:38

So che la cosa può sembrare strana ma vado la x andare scalzo e vedere altra grente scalza.
Se x andare scalzi si può fare ovunque se si pretende di farlo in luoghi frequentati da altri scalzi c'è poco da fare.
So bene che quelli vanno scalzi x penitenza e devozione e non x piacere ma fa lo stesso e si traggono stimoli e spunti interessanti. E' sorprendente da un lato vedere cosa può fare la fede ma vedendo come camminano disinvoltamente certe persone viene il sospetto che non lo facciano solo in questa occasione.
Devo dire che c'è poi una componente di curiosità, non sai mai che mi appaia la madonna o veda qualche miracolo e mi converto...

X il sacro monte di Varese x me va bene, vediamo quand'è possibile.

Ciao
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Re: pellegrino

Messaggio  lucignolo il Gio Set 09 2010, 21:22

Andrea77 ha scritto:Devo dire che c'è poi una componente di curiosità, non sai mai che mi appaia la madonna o veda qualche miracolo e mi converto...
Razz Razz Razz
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