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Messaggio  Angelica il Mar Set 21 2010, 14:32

Promemoria primo messaggio :

Sono arrivata fresca fresca.
Innanzitutto ringrazio Paolo Selis per la gentilezza e la cordialità nella risposta datami per e-mail.
Poi la dovuta presentazione Smile
Mi chiamo Angelica,22 anni,di Navacchio in provincia di Pisa.
Sono come tutti nata scalza e così sono cresciuta,nonostante gli strilli di mia madre. Ormai quando arrivo a casa si è abituata a vedermi sfilare scarpe e calzini e camminare sul pavimento a piedi nudi. Ancora non si è abituata a vedermi camminare scalza tra l'erba fresca del giardino o sulla ghiaia del vialetto e penso che non si abituerà mai visto che è da quando avevo 16 anni che lo faccio.
Non so quante volte ho sentito la frase "rimettiti le infradito" mentre d'agosto ero al mare con la famiglia. In effetti durante quelle due settimane i miei piedi hanno visto una suola soltanto la sera per uscire. Per il resto del giorno sempre scalzi,che ci fosse sabbia,scogli (e qui è anche considerato normale),erba,pavimento,ghiaia o asfalto. E non nego che a volte mi sarebbe venuta voglia di lavarli con la candeggina per via dello schifo che ho raccolto sotto le piante.
Mio padre,invece,è più tollerante.
Con i miei amici è tutto più facile,anche se a volte anche loro si incuriosiscono. Ma non ho timore se sono su un bel prato con loro di togliermi quello che ho ai piedi e stare allegramente scalza. Ancora ricordo le loro facce quando mi sono tolta le scarpe e i calzini a Lucca e ho camminato così sul prato immediatamente fuori dalle mura. "Ma ti fai male" (capirai,sull'erba...),"ma possono esserci delle siringhe","ma i cani...",ecc...
D'altronde d'estate è più semplice e ci sono più "scuse" per poterlo fare. Ormai che viene l'inverno sarà più difficoltoso...
Io ero abituata a stare scalza in casa più o meno da sempre e credevo di essere strana,così come credevo di essere strana quando ho iniziato a provare piacere nello starci pure in giardino e in ogni possibile occasione,come già detto,verso i 16 anni. Ricordo ancora il senso di stranezza quando,a 19 anni alla visita militare (si,sono partita volontariamente per il servizio militare,proprio mentre la maggior parte dei ragazzi è felicissima di poterlo evitare!) ci fecero spogliare in attesa di essere visitare. Ci mettemmo le infradito perchè il pavimento era piuttosto sporco ma ci ordinarono di togliercele e stare a piedi nudi. Molte provavano ribrezzo nel dover stare scalze su un pavimento tanto sporco. A me,più che altro,sembrò strano che ce l'avessero ordinato. Non so come spiegare ma mi è sempre sembrata una mia stramberia. Adesso,invece,diventava "regolarizzato". Questo evento è stato,tra virgolette,la mia "iniziazione" Very Happy

Ok,ho scritto un mucchio di roba,spero che abbiate la voglia di leggere tutto!
Ciao!
Angelica
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Messaggio  Sowild il Ven Ott 01 2010, 20:56

mi chiamo Angelina Very Happy bhe non so se arrivo al 1.60 penso di essere sul 1.58 Sad

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Messaggio  contessa scalza il Ven Ott 01 2010, 21:16

Angelica ha scritto:Non ti ignoro,ci mancherebbe Very Happy . Mi era sfuggito il benvenuto nell'altro topic... Ti ringrazio,così come ringrazio Alebo!
Rigurdo alla questione...Mi scuserà Paul (spero) se riprendo il discorso per l'ultimissima volta,prometto che questo è davvero l'ultimo post al riguardo. Non voglio creare scompiglio.

Io credo che secoli e secoli di memoria storia ci abbiano cambiato,portato in direzioni diverse. Non mi sento sorella di un cinese nato e cresciuto in Cina,così come di un australiano o chi altro. La nostra storia si basa su altri avvenimenti che loro non hanno vissuto e viceversa.
Non credo che avremmo la stessa visione della morte (tanto per fare un esempio,uno tra i tanti) se secoli fa la peste non avesse imperversato in Europa e non avremmo neanche lo stesso concetto di politica e società se a fine '700 i francesi non avessero fatto rotolare un po' di teste nobili. Non l'avremmo,probabilmente,nemmeno se non fosse esistito l'Impero di Roma e se non fosse caduto,e si potrebbe andare avanti a lungo...
La formazione storica di chi sta dall'altra parte del mondo si basa su altri avvenimenti ricevendone,quindi,un pensiero culturale di base differentissimo dal nostro. Per questo non posso sentirmi cittadina del mondo nè sorella di tutti.

STOP. Promesso Very Happy
Per altro parliamone in privato Very Happy
Ciao Angelica grazie dei saluti Smile ,

premesso che, e qui cito wikipedia : http://it.wikipedia.org/wiki/Razza
"L'attuale variabilità genetica della specie umana è estremamente bassa. I genetisti Lynn Jorde e Henry Harpending dell'università dello Utah hanno suggerito che la variazione interna alla specie del DNA umano è piccolissima, se comparata con altre specie, e che, durante il Tardo Pleistocene, la popolazione umana fosse ridotta a un piccolo numero di coppie genitoriali – non più di 10 000 e forse intorno a 1 000 – con la conseguenza di un pool genico residuo molto ristretto. Sono state formulate varie spiegazioni per questo ipotetico collo di bottiglia, tra cui una delle più note al pubblico dei non addetti ai lavori è quella della Teoria della catastrofe di Toba.
In relazione alle specie naturali, in genere, il termine razza è quindi desueto, soprattutto quando la specie è diffusa nel territorio senza soluzione di continuità; in particolare, nella sua accezione scientifica e moderna, non è applicabile ad una specie geneticamente omogenea come quella umana, come esplicitato nella dichiarazione sulla razza (UNESCO 1950). "

e premesso che,

"Dichiarazione sulla razza (UNESCO 1950): « In base alle conoscenze attuali non vi è alcuna prova che i gruppi dell'umanità differiscano nelle loro caratteristiche mentali innate, riguardo all'intelligenza o al comportamento »" http://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_sulla_razza_%28UNESCO_1950%29

posso comprendere che tu non ti senti sorella o simile ad altri umani di etnie che sono molto differenti dalla tua cultura, come costumi o tradizioni, religione e storia, etc. etc., specialmente se di questi hai conosciuto o visto solo gli estremi. Ma mi chiedo se hai mai provato a constatare di persona se queste differenze sono realmente poi così grandi? (non parlo degli estremisti di una etnia o popolazione, ma della gente comune)

Ho vissuto da emigrata più di vent'anni all'estero, ho viaggiato dall'Australia, alle Indie, alle Americhe, ma soprattutto ho vissuto a lungo in diversi paesi e ho conosciuto la loro cultura a fondo, fino a ridere e piangere con loro. Fino a sentirmi una di loro. Parlo quindi per esperienza personale e sulla base di questa posso confermarti che le più grandi differenze si trovano soprattutto nelle politiche di interessi dei vari governi e non fra la popolazione di umani.
Certo differenze caratteriali, tradizionali, culturali etc., ne ho constatate ovunque, ma non così essenziali come spesso viene suggerito dalla focalizzazione mediatica di particolari eventi, e nemmeno maggiori delle differenze che ci possono essere fra gli stessi italiani. Addirittura in una stessa famiglia.
Cosa facciamo allora? Perché di diversa opinione cominciamo a scannarci già in famiglia?
Potrei anche accettarla come idea, ma solo sulla base di pari armamenti e di pari forza. Cosa che invece per una molteplicità di fattori compresi appunto quelli individuali e culturali quasi mai è possibile, perché gli uni sono pronti ad armarsi e disposti a uccidere i loro simili anche solamente per affermare la propria dominanza o idea di società, gli altri invece solo se costretti per la sopravvivenza.

Non dimenticare poi che noi tutti, tu, io, e anche gli altri che senti così differenti, non siamo colpevoli di essere cresciuti come siamo. Noi tutti siamo la risultanza del rapporto genetico dei nostri genitori e del condizionamento familiare e sociale che riceviamo insieme a una serie di altri fattori concausuali. Come non sei colpevole tu di essere come sei, cresciuta con la mentalità che hai, che reclami oggi e qui come un diritto, se mi permetti quasi fosse perché tuo, giusto e anche sacrosanto, allo stesso modo devi concederlo agli altri altrimenti passi dalla parte del torto perché diventeresti ingiusta oltre che prepotente.

Estremizzare e stigmatizzare in 'diversità potenzialmente pericolose' le infinite piccole differenze che ci formano e ci completano come razza umana, non solo è pericoloso perché può indurre a una costrizione evolutiva della specie (è solo un altra forma… ma ugualmente di olocausto, o piccoli olocausti qua e la, si tratta), ma è anche riduttivo se non offensivo per la nostra stessa intelligenza creativa e potenziale umano.

Solo attraverso la comunicazione e un dialogo che sia collaborativo e dinamico pronto a valutare altri punti di vista e a prenderli in considerazione per migliorare nell'interesse collettivo, con accordi equilibrati e sensati per tutti quanti, è possibile stabilire un equilibrio mondiale dove tutti gli umani, in etnie compresi o in singoli individui, abbiano il diritto di esistere e accesso alle risorse, e di partecipare con le proprie individuali risorse creative e talenti a migliorare o mantenere il sistema e il suo servizio sociale come le intere riserve collettive. Sulla base delle esigenze umane e dei progetti approvati collettivamente, e non sulla base della forza e degli interessi industriali economici di pochi.

Per ritornare sui nostri passi scalzi, mi viene da chiederti cosa faresti se il camminare scalzi fosse il simbolo della tradizione di un etnia che è troppo diversa alla tua?
O meglio, se il camminare scalzi venisse improvvisamente qui in europa dichiarato come lo schierarsi dalla parte del nemico? Dell'antisociale. Quello che non si adegua e non riconosce le autorità, o addirittura la dimostrazione tangibile di un qualche disturbo psichico?
Diciamo che tu rimetti i scarponi e ti adegui, ma hai l'ordine di fermare chiunque mostri questo atteggiamento, che faresti se incontri uno di noi? Non so se tu te lo sei chiesta, ma io me lo chiedo.
In amicizia
Cristiana

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Messaggio  lucignolo il Ven Ott 01 2010, 21:54

ALEBO ha scritto:Cara Angelica,
sono un antimilitarista convinto e penso che il futuro anche se utopistico sia nella nonviolenza, ad ogni modo rispetto le tue scelte e le tue idee anche se non le condivido. Benvenuta tra i toscani scalzi. ALEBO.
Caro Alebo, ammiro il tuo rispetto ed anche il tuo sogno utopistico.
Almeno lo è perché gli umani non hanno ancora avuto il tempo di liberarsi di una certa zavorra genetica ed istintuale.
Mi spiego meglio.
Io non sono antimilitarista per molte ragioni, pur riconoscendo che i problemi non si possono risolvere in modo definitivo con le armi, a meno di cancellare dalla faccia della terra la causa del nostro problema.
Avrei fatto volentieri il militare, ma mi hanno lasciato a casa perché ero uno scricciolo di 50 chili per 172 cm di statura; e l'anno dopo ero ancora uguale.
Correvo come il vento, ma non serve molto nell'esercito, a meno di fare il messaggero come il dio Ermes.
Probabilmente nel mio inconscio (neanche troppo inconscio) c'è una buona dose di bellicosità, che, a mio avviso, è scritta nei geni dell'Uomo e non mi si vengano a raccontare balle poco credibili.
Parere di biologo: l'Uomo è sopravissuto perché è intelligente e fa squadra, ma per farla in barba a creature dai muscoli d'acciaio, mostri armati di denti lunghi come gladii romani e con mandibole a confronto delle quali uno schiaccianoci sembra la carezza di una vergine Smile ci vuole un vero bastardo.
E l'uomo è un vero bastardo, nel senso che in lui c'è una dose di aggressività che, insieme alla sua straordinaria intelligenza, costituisce una miscela esplosiva inarrestabile.
Ora l'ambiente è mutato e, tutto sommato, potremmo goderci un rispettoso dominio del mondo senza essere homo homini lupus.
E sogniamo un mondo di pace dove dovremmo volerci tutti bene, forse anche perché quando si assapora il benessere si perde la voglia di mettere a rischio tutto andando in battaglia e non per profonda convinzione interiore (mi si perdoni la sfiducia).
Però, e non voglio certo propagandare la guerra, ogni tanto esce il bastardo sopravissuto.
Basta un clacson inopportuno, un sorpasso non gradito, la squadra del cuore che perde, la moglie che ci lascia per un altro ed il mostro rivive in noi.
Intuiamo solo che il nostro futuro è nella collaborazione e nella pace; non abbiamo altra scelta se vogliamo sperare di sopravvivere a gravi eventi naturali, possibili e probabili.
Preghiamo solo che certe cose non avvengano prima che una nostra lontanissima evoluzione biologica soffochi la belva che dorme in noi, perché se un meteorite dovesse impattare la Terra ora, riportandoci al medioevo, forse alla preistoria, allora ci sarebbero gravi migrazioni in cerca di cibo e clima migliore.
E gli eserciti si scontrerebbero di nuovo come all'epoca delle invasioni barbariche.
Mors tua, vita mea.
Allora dico: cerchiamo di mettere a freno i nostri istinti e preghiamo per la pace, ma non dimentichiamo mai il bastardo che c'è in noi.

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Messaggio  Andrea77 il Ven Ott 01 2010, 21:56

Da un lato potremmo affermare per esempio che siamo cattolici semplicemente perché nati in Italia, fossimo nati in Arabia Saudita saremmo mussumani.
Per nostra fortuna siamo nati in un paese benestante. Questo però non è un nostro merito ma solo un caso.
Dovremmo quindi pensare a come potremmo essere se fossimo nati altrove.

Detto questo che gli esseri umani siano ampiamente diversi gli uni dagli altri mi pare una cosa evidente. E' semplicemente ipocrita affermare il contrario.
Siamo differenti per razza, religione, sesso, usi, censo,...
Le differenze sono moltemplici. Se aggiungiamo che ormai la popolazione mondiale è numericamente ecessiva per le risorse che la terra produce. Se poi prendiamo in considerazioni le profonde inegualianze fra chi ha troppo e chi nulla, è chiaro che non possiamo chiamarci fratelli. Perché anche se magari in Europa la cosa non si nota più di tanto, si lotta per la sopravvivenza ed è purtroppo insito nell'essere umano sopraffare l'altro per sopravvivere o peggio per avere sempre di più (l'uomo è l'unico animale che uccide senza necessità).

Poi è chiaro che se tutti ci possiamo definire umani è perché abbiamo parecchie cose che ci accomunano.
E' chiaro che utopisticamente è auspicabile che tutti siamo uguali senza discriminazioni di qualsiasi genere ma la realtà è un'altra.

Credo che venga spontaneo chiederso mai io cos'ho che mi accomuna, per esempio, ad un aborigeno. Certo siamo entrambi esseri umani e come tali è giusto che uno rispetti l'altro ma sia fisicamente che culturalmente siamo totalmente differenti (con questo non dico che uno è megli dell'altro, ma è diverso).
Ci sono spesso grosse diversità anche fra 2 fratelli nati dagli stessi genitori, figuriamoci fra popoli distanti chilometri che si sono evoluti in modo differente che hanno storie, culture, religioni,... totalmente differenti.

Ciao
Andrea
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Messaggio  lucignolo il Ven Ott 01 2010, 22:02

contessa scalza ha scritto:.........se il camminare scalzi venisse improvvisamente qui in europa dichiarato come lo schierarsi dalla parte del nemico? Dell'antisociale. Quello che non si adegua e non riconosce le autorità, o addirittura la dimostrazione tangibile di un qualche disturbo psichico?
Diciamo che tu rimetti i scarponi e ti adegui, ma hai l'ordine di fermare chiunque mostri questo atteggiamento, che faresti se incontri uno di noi? Non so se tu te lo sei chiesta, ma io me lo chiedo.
Noi già siamo antisociali, già non ci adeguiamo e per molti siamo la dimostrazione tangibile di qualche disturbo psichico.
E di fronte a qualche regolamento di polizia urbana rappresentiamo anche coloro che potenzialmente non riconoscono l'autorità.
Angelica ha scritto in questo forum e già per questo si chiama fuori.
È una di noi e ciò mi basta.
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Messaggio  Rei il Ven Ott 01 2010, 22:13

Angelica ha scritto:Per l'altezza minima...non voglio offenderti
Perché mai dovrebbe essere offensivo? Sarebbe offensivo usare l'altezza per sminuire, discriminare, maltrattare una persona.
Un dato di fatto non è offensivo. Io sono "basso" 1,63, esattamente come Humphrey Bogart (sì, è stata una sorpresa anche per me) e se uno me lo chiede non mi offendo. e se mi offendessi non diventerei certo più alto.
Sowild ha scritto:bhe non so se arrivo al 1.60 penso di essere sul 1.58 Sad
Come Marilyn Monroe, complimenti.

Comunque l'altezza minima richiesta per il VFP1 (volontario a ferma prefissata di un anno) è:
uomo 1,65 donna 1,61
Siamo fuori entrambi di due/tre centimetri.
Diamoci all'ippica, i fantini sono dei piccoletti...
Rei
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Messaggio  Andrea77 il Ven Ott 01 2010, 22:15

allora ci sarebbero gravi migrazioni in cerca di cibo e clima migliore.
E gli eserciti si scontrerebbero di nuovo come all'epoca delle invasioni barbariche.
Mors tua, vita mea.
---

Caro Flavio ma quale meteorite? Questa cosa che tu temi è già ampiamente in atto.
Nella parte più sfortunata del mondo ci sono cataclismi e carestie e la gente muore di fame.
E' per questo che corrono rischi altissimi per venire da noi.
E' inutile prenderci in giro. Se vogliamo che non scoppi una guerra dobbiamo cercare di portare il benessere dove ora si muore di fame. Questo però comporterebbe un minor benessere per noi e questo non siamo disposti a sopportarlo (tranne qualche ecceaione, parlo di fatti e non di chiacchiere ipocrite e finto buoniste).
Se questo non accadrà avremo da una parte un esercito numericamente smisurato e determinato dalla disperazione e dalla fame a cui si contrapporranno delle forze numericamente infriori ma dal potenziale militare micidiale e tecnologicamente avanzato. Da una parte avrai però una popolazione di gente giovane e laboriosa dall'altra una popolazione sempre più anziana che rischia di estinguersi con un calo verticale delle nascite.
E' per questo che ritengo che un mondo senza guerre ed eserciti sia la cosa migliore ma sono ben conscio che sia un utopia.
"Io chiedo come può l'uomo uccidere un suo fratello
eppure siamo a miglioni in polvere qui nel vento
e ancora tuona il cannone
e ancora non è contento
di sangue la bestia umana
e ancora sono nel vento.
Io chiedo, quando sarà che l'uomo potra imparare a vivere senza ammazzare
e il vento si poserà".

Ciao
Andrea
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Messaggio  Andrea77 il Ven Ott 01 2010, 22:17

Diamoci all'ippica, i fantini sono dei piccoletti...
---
Potete sempre fare i premier Razz
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Messaggio  lucignolo il Ven Ott 01 2010, 22:23

Andrea77 ha scritto:Caro Flavio ma quale meteorite? Questa cosa che tu temi è già ampiamente in atto.
Pensi davvero che sia il peggio? Non ti sei mai chiesto quante estinzioni di massa siano già avvenute per cause naturali? Noi umani diamo troppa importanza alle nostre miserabili questioni.

"Io chiedo come può l'uomo uccidere un suo fratello
eppure siamo a miglioni in polvere qui nel vento
e ancora tuona il cannone
e ancora non è contento
di sangue la bestia umana
e ancora sono nel vento.
Io chiedo, quando sarà che l'uomo potra imparare a vivere senza ammazzare
e il vento si poserà".
Che belle parole, ma un bel quadro non è il mondo, è solo un'immagine pensata.
Quando una persona che mi taglia la strada mi stringerà la mano scusandosi, invece che scendere dall'auto con un cacciavite in mano, considererò con più fiducia le rime dei poeti idealisti e sognatori.
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Messaggio  contessa scalza il Ven Ott 01 2010, 22:34

Andrea77 ha scritto:Da un lato potremmo affermare per esempio che siamo cattolici semplicemente perché nati in Italia, fossimo nati in Arabia Saudita saremmo mussumani.
Per nostra fortuna siamo nati in un paese benestante. Questo però non è un nostro merito ma solo un caso.
Dovremmo quindi pensare a come potremmo essere se fossimo nati altrove.
E non dimenticarlo mai.
Andrea77 ha scritto:Detto questo che gli esseri umani siano ampiamente diversi gli uni dagli altri mi pare una cosa evidente. E' semplicemente ipocrita affermare il contrario.
Siamo differenti per razza, religione, sesso, usi, censo,...
Le differenze sono moltemplici. Se aggiungiamo che ormai la popolazione mondiale è numericamente ecessiva per le risorse che la terra produce. Se poi prendiamo in considerazioni le profonde inegualianze fra chi ha troppo e chi nulla, è chiaro che non possiamo chiamarci fratelli. Perché anche se magari in Europa la cosa non si nota più di tanto, si lotta per la sopravvivenza ed è purtroppo insito nell'essere umano sopraffare l'altro per sopravvivere o peggio per avere sempre di più (l'uomo è l'unico animale che uccide senza necessità).
La difesa è un diritto, ma solo finchè rimane tale.
Andrea77 ha scritto:Poi è chiaro che se tutti ci possiamo definire umani è perché abbiamo parecchie cose che ci accomunano.
E' chiaro che utopisticamente è auspicabile che tutti siamo uguali senza discriminazioni di qualsiasi genere ma la realtà è un'altra.
Certo la realtà è un altra perchè da quando con il patriarcato la proprietà privata è stata santificata, l'avidità umana non ha più conosciuto limiti. Da allora tutta l'umanità si trova in questa "valle di lacrime", piena di discriminanti differenze che si misurano sulla forza del possesso.
Andrea77 ha scritto:Credo che venga spontaneo chiederso mai io cos'ho che mi accomuna, per esempio, ad un aborigeno. Certo siamo entrambi esseri umani e come tali è giusto che uno rispetti l'altro ma sia fisicamente che culturalmente siamo totalmente differenti (con questo non dico che uno è megli dell'altro, ma è diverso).
Una giovane donna aborigina che ho incontrato in Australia seduta in un ansa di verde cittadino, dopo un paio di domande mi ha chiesto di carezzare la mia pancia gravida e sorridendo poi mi ha detto che sarà una bimba e che il suo nome è Abbygale. Non ho dato questo nome a mia figlia ma non la ho trovata nemmeno un usanza strana. Anche da noi le vecchie contadine prognosticavano alle partorienti sesso del nascituro e a volte anche il nome propizio. Più differenza ho trovato invece nella mentalità dei conquistatori europei di vecchia emigrazione, che fucile in mano vedendomi con un bebè in braccio mi incitavano a fare più figli e aumentare la popolazione dei dominatori bianchi altrimenti quegli altri, gli aborigini, si sarebbero ripresi la terra.
Andrea77 ha scritto:Ci sono spesso grosse diversità anche fra 2 fratelli nati dagli stessi genitori, figuriamoci fra popoli distanti chilometri che si sono evoluti in modo differente che hanno storie, culture, religioni,... totalmente differenti.
Appunto. Se non siamo in grado di risolvere nemmeno queste, come possiamo pretendere di farlo con altri che sono ancora più differenti?
Non credo che focalizzare la nostra attenzione sulle differenze ci aiuti. Sulla base di ciò che ci unisce, invece, è già più probabile.
Ciao C.
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Messaggio  contessa scalza il Ven Ott 01 2010, 22:53

lucignolo ha scritto:Noi già siamo antisociali, già non ci adeguiamo e per molti siamo la dimostrazione tangibile di qualche disturbo psichico.
E di fronte a qualche regolamento di polizia urbana rappresentiamo anche coloro che potenzialmente non riconoscono l'autorità.
Permettimi di obiettare. Non puoi applicare l'esempio di un singolo divieto a un intera collettività.
lucignolo ha scritto:Angelica ha scritto in questo forum e già per questo si chiama fuori.
È una di noi e ciò mi basta.
Lo comprendo, le sue affermazioni sono forti e risolute, come anche ovvio che siano data la sua età e la sua formazione, ma tu sai meglio di me come queste spesso si scontrino poi con l'esperienza e negli anni.
È questo che mi spinge a porgli quelle domande. Quando mia figlia mi ha detto che voleva arruolarsi nel corpo di cadetti ufficiali della marina, ho risposto va bene. Poi gli ho chiesto però se si rendeva conto che un giorno avrebbe potuto trovarsi di fronte alla decisione di dover bombardare una nave nemica, o presunta tale, dove c'erano altri umani, perchè il governo e la sua cambievole politica in quel momento specifico ha deciso questo.
C.
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Messaggio  Andrea77 il Ven Ott 01 2010, 22:57

considererò con più fiducia le rime dei poeti idealisti e sognatori.
---
Questi versi, di Guccini, sono tuttaltro che sogni di idealisti sognatori.
Almeno io la interpreto come l'amara costatazione che quando l'uomo smetterà di uccidere i suoi simili il vento si poserà, cioè MAI.

Non confondiamo poi quello che uno auspica e ritiene giusto da quello che crede che sia la realtà.
Per intenderci io credo che la cosa migliore sarebbe un mondo senza guerre ma so che non è possibile e che anzi ci sia il rischio di nuove e più tremende guerre per le ragioni spiegate in precedenza.
Per quanto riguarda il discorso della natura io credo che sia più facile che scoppi una guerra per fame che una per un meteorite. Se parliamo invece di uragani o altro è evidente che queste cose aggravano situazioni spesso già catastrofiche e ho l'impressione che questi fenomeni siano in aumento per intensità e numero e temo fortemente che l'uomo abbia la sua responsabilità in questo.

Ciao
Andrea
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Messaggio  lucignolo il Ven Ott 01 2010, 23:04

contessa scalza ha scritto:Permettimi di obiettare. Non puoi applicare l'esempio di un singolo divieto a un intera collettività.
Certo che no, ma una certa mentalità prevenuta è piuttosto diffusa.
A volte certi divieti nascondono solo disagi personali e, qualche volta, noi ne facciamo le spese.
Quando mia figlia mi ha detto che voleva arruolarsi nel corpo di cadetti ufficiali della marina, ho risposto va bene. Poi gli ho chiesto però se si rendeva conto che un giorno avrebbe potuto trovarsi di fronte alla decisione di dover bombardare una nave nemica, o presunta tale, dove c'erano altri umani, perchè il governo e la sua cambievole politica in quel momento specifico ha deciso questo.
C.
Hai fatto bene a sensibilizzare tua figlia che, alla fine, dovrà farsi carico delle proprie responsabilità e far tesoro dell'esperienza di chi ha gia visto passare molta acqua sotto i ponti.
Tuttavia temo che ci stiamo troppo polarizzando sulle scelte di vita di Angelica.
È giusto essere curiosi, non lo è dimenticare che è una barefooter od un'aspirante tale.
Vorremmo provare a concentrarci un poco su questo semplice aspetto?
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Messaggio  lucignolo il Ven Ott 01 2010, 23:07

Andrea77 ha scritto:Se parliamo invece di uragani o altro è evidente che queste cose aggravano situazioni spesso già catastrofiche e ho l'impressione che questi fenomeni siano in aumento per intensità e numero e temo fortemente che l'uomo abbia la sua responsabilità in questo.
Non esattamente, come già la cazzata dei possibili uragani nel Mediterraneo tropicalizzato.
Ma qui siamo abbondantemente off topic.
Ne riparleremo fra noi, a quattrocchi.
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Messaggio  Andrea77 il Ven Ott 01 2010, 23:23

Poi gli ho chiesto però se si rendeva conto che un giorno avrebbe potuto trovarsi di fronte alla decisione di dover bombardare una nave nemica, o presunta tale, dove c'erano altri umani, perchè il governo e la sua cambievole politica in quel momento specifico ha deciso questo.

---
Questo è il nocciolo della questione. Aggiungerei sei disposta a morire per questo? Perché va da se che anche il nemico ha una nave che spara.
Che poi un conto è premere un pulsante che fa partire un missile chissà dove e tu manco vedi le conseguenze, un altro è trovarti faccia a faccia con il nemico e doverlo ammazzare guardandolo negli occhi "sparagli Piero sparagli ora e dopo un colpo sparagli ancora...".
Il nocciolo delle questione è tanto semplice quanto utopico. Se nessuno più si arruolasse, se tutti si rifiutassero di sparare, di premere il bottone,... Chi la fa la guerra? Il politicante? Non credo proprio.

Altro discorso è la guerra per la sopravvivenza. Questo è il pericolo maggiore. Che persone che non hanno più nulla da perdere decidano di armarsi e combattere per ottenere il cibo per sfamarsi.
Le risorse del pianeta non sono infinite e noi non abbiamo intenzione (se non a parole) di privarci di parte del nostro benessere per far vivere meglio gli altri e quando vengono qui vengono percepiti come una minaccia, a volte lo sono, ma spesso la nostra economia si regge sul loro sfruttamento. Questo rischia di generare una pericolosa guerra fra poveri.
Il caso FIAT è emblematico. Va a produrre altrove dove il lavoro costa meno e lascia a casa i nostri operai oppure assume in nero extracomunitari che vengono quindi presi come la causa dei nostri mali. Questo innesca una spirale perché senza stipendio l'operaio non consuma e siccome le industrie campano sui consumi chiudono oppure vanno a vendere all'estero. Oppure pretendono aiuti altrimenti licenzio (aiuti che arrivano dalle tasse che spesso loro non pagano e noi dipendenti si quindi ricade ancora su di noi).
La nave affonda ma i nostri politici sono impegnati in altre cose. alien

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Messaggio  contessa scalza il Ven Ott 01 2010, 23:25

lucignolo ha scritto:Tuttavia temo che ci stiamo troppo polarizzando sulle scelte di vita di Angelica.
Il tuo timore mi sembra inutile visto che non stiamo polarizzando sulle sue scelte, ma semplicemente rispondendo alla posizione polarizzata delle affermazioni da lei liberamente fatte.
lucignolo ha scritto:È giusto essere curiosi, non lo è dimenticare che è una barefooter od un'aspirante tale.
Vorremmo provare a concentrarci un poco su questo semplice aspetto?
Giusto. Lo faremo.
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Messaggio  contessa scalza il Ven Ott 01 2010, 23:44

Andrea77 ha scritto:Questo è il nocciolo della questione. Aggiungerei sei disposta a morire per questo? Perché va da se che anche il nemico ha una nave che spara.
Giusto.
Andrea77 ha scritto:Che poi un conto è premere un pulsante che fa partire un missile chissà dove e tu manco vedi le conseguenze, un altro è trovarti faccia a faccia con il nemico e doverlo ammazzare guardandolo negli occhi "sparagli Piero sparagli ora e dopo un colpo sparagli ancora...".
Il nocciolo delle questione è tanto semplice quanto utopico. Se nessuno più si arruolasse, se tutti si rifiutassero di sparare, di premere il bottone,... Chi la fa la guerra? Il politicante? Non credo proprio.
L'avido, il prepotente, l'arrogante. Finchè rimarrà santificato il concetto di proprietà privata, ci saranno sempre quelli che si ritengono giustamente o meno in diritto di premere il bottone.
Andrea77 ha scritto:Altro discorso è la guerra per la sopravvivenza. Questo è il pericolo maggiore. Che persone che non hanno più nulla da perdere decidano di armarsi e combattere per ottenere il cibo per sfamarsi.
Le risorse del pianeta non sono infinite e noi non abbiamo intenzione (se non a parole) di privarci di parte del nostro benessere per far vivere meglio gli altri e quando vengono qui vengono percepiti come una minaccia, a volte lo sono, ma spesso la nostra economia si regge sul loro sfruttamento. Questo rischia di generare una pericolosa guerra fra poveri.
Il caso FIAT è emblematico. Va a produrre altrove dove il lavoro costa meno e lascia a casa i nostri operai oppure assume in nero extracomunitari che vengono quindi presi come la causa dei nostri mali. Questo innesca una spirale perché senza stipendio l'operaio non consuma e siccome le industrie campano sui consumi chiudono oppure vanno a vendere all'estero. Oppure pretendono aiuti altrimenti licenzio (aiuti che arrivano dalle tasse che spesso loro non pagano e noi dipendenti si quindi ricade ancora su di noi).
Ho già detto precedentemente su quali assi di equilibrio si può basare una collaborazione fra popoli ed etnie. Non lo ripeto dunque. Quello che dici a riguardo del sistema di sfruttamento economico 'usa e getta' delle risorse umane a livello industriale di cui tu citi il caso FIAT come emblematico, Naomi Klein nel 2003 (mi pare se non prima) suo libro "No Logo" che è stato tradotto in 28 lingue lo spiega come sistematico. Nel frattempo ha scritto anche un altro libro che in italiano dovrebbe chiamarsi "la dottrina dello shock", anche questo molto emblematico. Quindi in fondo, niente di nuovo sotto i cieli.
Andrea77 ha scritto:La nave affonda ma i nostri politici sono impegnati in altre cose. alien
Non ne sarei tanto sicuro.... Wink .
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Messaggio  Rei il Sab Ott 02 2010, 09:33

Andrea77 ha scritto:
Rei ha scritto:Diamoci all'ippica, i fantini sono dei piccoletti...
---
Potete sempre fare i premier Razz
No, bisogna portare i tacchi alti e a me danno fastidio...
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Messaggio  Andrea77 il Sab Ott 02 2010, 18:09

finché rimarrà santificato il concetto di proprietà privata…
--
Su questo scusa ma non si può discutere.
Se quello che uno possiede è frutto del proprio lavoro e dei suoi risparmi non vedo come si possa pretendere di togliergli questa sua proprietà.
Se uno non si dà da fare è anche giusto che abbia nulla.
Altro discorso è se uno i soldi li ruba o li guadagna senza merito.
Come è diverso il discorso di uno che non fa nulla perché pigro piuttosto di uno che pur impegnandosi per avere un lavoro non ci riesce.
A livello di stati invece si sprecano ingenti somme per esempio per guerre ed armamenti quando potrebbero essere spesi per aiutare lo sviluppo dei paesi più poveri, ovviamente controllando che i soldi vadano a buon fine e non vengano sprecati o intascati dai loro leader.

--
La nave affonda ma i nostri politici sono impegnati in altre cose.
Non ne sarei tanto sicuro....
--
Onestamente non capisco l’allusione.
Può essere che ci siano anche politici che pensano al bene comune ma il mio riferimento è ai politici italiani.
Dalle cronache italiane di questi ultimi mesi è palese che l’interesse di chi ci governa è per un bilocale a Montecarlo con relativa cucina Scavolini! In alternativa si pensa ad una legge per salvare il premier dai suoi processi. Credo che ai cittadini che non arrivano a fine mese interessi altro!

Ciao
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Messaggio  contessa scalza il Sab Ott 02 2010, 23:17

Andrea77 ha scritto:Su questo scusa ma non si può discutere.
Se quello che uno possiede è frutto del proprio lavoro e dei suoi risparmi non vedo come si possa pretendere di togliergli questa sua proprietà.
Nel concetto di proprietà privata non basta avere il diritto su essa, bisogna anche poterla difendere. La proprietà privata non solo devi poterla ufficialmente reclamare come tua, ma devi anche essere in grado di difenderla da altri. Se non sei in grado di farlo, 'teoricamente', un altro è in diritto di prendersela come sua (nella pratica bisogna vedere se e come ci riesce e se poi è in grado di reclamarla ufficialmente come sua).
Per questo Putin, per farti un esempio, ultimamente dopo l'incidente aereo navale militare fra i russi e gli americani fra i ghiacciai dei mari del nord (gli americani in un giro di perlustrazione con le loro navi si erano inoltrati troppo nelle acque di territori recentemente reclamati dalla russia e i russi li hanno sfiorati con una carica come monito), ha dichiarato pubblicamente che ha intenzione di mandare là maggiori riserve militari per rafforzare la protezione dei loro territori. Come vedi non basta reclamarla.
Non è quindi la questione del solo fabbisogno del singolo privato individuo che dovrebbe essere per principio accessibile a tutti…, ma delle risorse collettive come terreno, acqua, aria, risorse alimentari ed energetiche, petrolio, energia atomica, risorse mediche e scientifiche. Beni comuni e risorse di cui l'intera l'umanità ha bisogno per sopravvivere e per raggiungere o mantenere uno sviluppo industriale e economico in grado di sostenere un equilibrato sviluppo e una sana crescita delle popolazioni.
Andrea77 ha scritto:Se uno non si dà da fare è anche giusto che abbia nulla.
Altro discorso è se uno i soldi li ruba o li guadagna senza merito.
Come è diverso il discorso di uno che non fa nulla perché pigro piuttosto di uno che pur impegnandosi per avere un lavoro non ci riesce.
Se ognuno potesse lavorare a seconda delle sue capacità e talenti per tre ore al giorno come contributo sociale, e avesse il resto del giorno per vivere, il tutto sarebbe molto più umano e avrebbe più senso.
Andrea77 ha scritto:A livello di stati invece si sprecano ingenti somme per esempio per guerre ed armamenti quando potrebbero essere spesi per aiutare lo sviluppo dei paesi più poveri, ovviamente controllando che i soldi vadano a buon fine e non vengano sprecati o intascati dai loro leader.
Devi capire che per l'ideologia patriarcale che santifica la proprietà privata, l'armamento è un investimento necessario a mantenerla protetta dai potenziali reclamanti. Aiutare realmente i paesi più poveri a raggiungere lo stesso sviluppo, significherebbe metterli in condizione di farsi superare o sopraffare da loro come farebbe perdere i privilegi inerenti alla dominanza e dalle proprietà intellettuale dell'ideologia stessa. La paternità quindi.
In una società economicamente globalizzata anche la proprietà intellettuale di un ideologia è viene mercerizzata. Se tu la usi, devi riconoscere e pagare i diritti all'autore. Condividerla liberamente invece (come abbiamo visto nell'esempio precedente di Putin) significherebbe perderla e permettere a chiunque di reclamarla come sua, quindi di lasciargli pretendere poi i diritti.

Siccome avendo rapito l'animo umano nessuno è disposto a perderla, e siccome la proprietà intellettuale del dio monoteistico, Jahweh, il dio dei dieci comandamenti che in questi ha decretato per primo che non devi rubare la "roba" d'altri, quindi una proprietà privata santificata da comandamenti divini, è paternità degli ebrei, e siccome tutte le società e religioni che sono nate dopo fanno a capo e si basano su questi principi, dobbiamo tutti riconoscere la paternità e pagare il tributo d'uso a chi li ha ideati.
Andrea77 ha scritto:La nave affonda ma i nostri politici sono impegnati in altre cose.
Non ne sarei tanto sicuro....
--
Onestamente non capisco l’allusione.
Può essere che ci siano anche politici che pensano al bene comune ma il mio riferimento è ai politici italiani.
Dalle cronache italiane di questi ultimi mesi è palese che l’interesse di chi ci governa è per un bilocale a Montecarlo con relativa cucina Scavolini! In alternativa si pensa ad una legge per salvare il premier dai suoi processi. Credo che ai cittadini che non arrivano a fine mese interessi altro! Ciao Andrea
Affondare navi è un affare assai lucrativo, fatto a tavolino anche un gioco molto divertente. Perchè dovrebbero essere impegnati in altre cose? Wink
Ciao
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Messaggio  Angelica il Dom Ott 03 2010, 02:38

contessa scalza ha scritto:Quando mia figlia mi ha detto che voleva arruolarsi nel corpo di cadetti ufficiali della marina, ho risposto va bene. Poi gli ho chiesto però se si rendeva conto che un giorno avrebbe potuto trovarsi di fronte alla decisione di dover bombardare una nave nemica, o presunta tale, dove c'erano altri umani, perchè il governo e la sua cambievole politica in quel momento specifico ha deciso questo.
C.

Vabbè,qui siamo al terrorismo psicologico.
Ricordo quando un'amica di mia madre,vegana fanatica,portò la figlia di cinque anni a vedere come si uccidono i bovini chiedendogli alla fine se voleva mai più mangiare carne...e che altro avrebbe dovuto rispondere la bambina? Siamo quasi alla cinconvenzione d'incapace....

Non so quanti anni abbia tua figlia ma un discorso del genere porta ad un'unica strada di pensiero...

Comunque non mi da' fastidio parlare delle mie scelte di vita,è più o meno quello che fanno tutti quando tiro fuori il discorso e ci sono abituata. Very Happy
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Messaggio  contessa scalza il Dom Ott 03 2010, 10:59

Angelica ha scritto:Vabbè,qui siamo al terrorismo psicologico.
Ricordo quando un'amica di mia madre,vegana fanatica,portò la figlia di cinque anni a vedere come si uccidono i bovini chiedendogli alla fine se voleva mai più mangiare carne...e che altro avrebbe dovuto rispondere la bambina? Siamo quasi alla cinconvenzione d'incapace....

Non so quanti anni abbia tua figlia ma un discorso del genere porta ad un'unica strada di pensiero...

Comunque non mi da' fastidio parlare delle mie scelte di vita,è più o meno quello che fanno tutti quando tiro fuori il discorso e ci sono abituata. Very Happy
Dalla tua risposta è evidente che a te l'introspezione e la riflessione o non sia stata insegnata, o non faccia parte delle tue capacità intellettive.

Circonvenzione d'incapace dici? Ma cara, noi tutti nasciamo incapaci!
Se educare significa per te circonvenzione d'incapace, allora devo farti notare che anche tu per forza di cose sei stata circonvenuta dai tuoi genitori, non ti pare?

Vedi cara, educare i propri figli alla introspezione e riflessione sulle proprie decisioni, è un dovere genitoriale (ti assicuro che non è un compito facile ma che ti auguro presto d'avere così ne riparleremo), purtroppo non tutti i genitori ci riescono in questo compito anche perché non tutti i figli ne hanno le capacità intellettiva.
http://www.educare.it/mdpro/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=757

"Confrontando le risonanze dei partecipanti, gli studiosi hanno osservato che a questa attitudine a riflettere sulle scelte corrispondono una maggiore quantità di materia grigia nella corteccia prefrontale anteriore destra e una particolare struttura della materia bianca circostante."
http://www.educare.it/mdpro/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=761

Educare = Aiutare a diventare autosufficienti


Cosa posso fare come genitore per educare mio figlio?
• Evitare di dire ciò che il bambino già sa.
• Non sostituirsi.
Far assumere delle responsabilità.
• Dare fiducia.
Aiutare a riflettere.
• Valorizzare gli atteggiamenti positivi.
• Dare dei valori cristiani a cui fare riferimento.
• Far vivere la pace, l'amore.

http://www.tkk.it/riflessioni/educare.html

Devo confessare che quando ho letto la tua risposta ho avuto per un attimo una stretta al cuore pensando alla tua mamma. Ho pensato che probabilmente ella piangerà nel suo animo di nascosto per non farsi pure deridere da una figlia come te che spara a mitraglia le sue convinzioni su tutti (non molto ponderate mancando queste di introspezione) e che non ha il minimo di rispetto per la riflessione interiore dell'animo umano.
Ma poi mi sono detta che non avendo tu una grande capacità di introspezione, non devi aver riflettuto molto su ciò che hai scritto e lo hai fatto semplicemente a vanvera perché non hai trovato modo e argomenti per rispondere ad altro. Ce ne erano un sacco di altre cose infatti a cui poter rispondere se il dialogo era il tuo scopo.

Affermi che un unica domanda di riflessione posta da madre in risposta a un affermazione su una decisione importante quale quella di arruolarsi in un corpo militare della figlia, sia terrorismo psicologico? Pare inutile chiederti di cercare di riflettere prima di parlare.

Proviamo con un piccolo esercizio. Sforzati a riflette un attimo, ti pare che se una richiesta simile fosse stata fatta da una figlia di cinque anni avrebbe indotto una genitrice a porgli quella domanda di riflessione?

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Messaggio  Angelica il Dom Ott 03 2010, 15:07

Lascia stare mia madre,per favore.

Riguardo al resto...avevo detto qualche post più indietro che non avrei continuato a discutere su questi argomenti e mi sarei tirata fuori dalla discussione.

E capirai pure bene la differenza tra invito alla riflessione sulle scelte di vita e indottrinamento. Dire alla figlia "ti troverai a dover bombardare altri esseri umani come te,pensaci bene,ucciderai un mucchio di persone inutilmente" credo c'entri poco con la riflessione e l'introspezione.
Il mondo militare è ben altro che bombardare navi e ammazzare persone. Si dovrebbero,perlomeno,cercare di mostrare tutti gli aspetti,aspetti che spesso sono nascosti a chi non ha vissuto tale esperienza.


Ultima modifica di Angelica il Dom Ott 03 2010, 15:55, modificato 2 volte
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Messaggio  lucignolo il Dom Ott 03 2010, 15:35

Andrea77 ha scritto:Su questo scusa ma non si può discutere.
Se quello che uno possiede è frutto del proprio lavoro e dei suoi risparmi non vedo come si possa pretendere di togliergli questa sua proprietà.
Se uno non si dà da fare è anche giusto che abbia nulla.
Altro discorso è se uno i soldi li ruba o li guadagna senza merito.
Sono perfettamente d'accordo.
contessa scalza ha scritto:Nel concetto di proprietà privata non basta avere il diritto su essa, bisogna anche poterla difendere. La proprietà privata non solo devi poterla ufficialmente reclamare come tua, ma devi anche essere in grado di difenderla da altri. Se non sei in grado di farlo, 'teoricamente', un altro è in diritto di prendersela come sua (nella pratica bisogna vedere se e come ci riesce e se poi è in grado di reclamarla ufficialmente come sua).
Discorso medioevale, scusami.
Allora tutto è messo in discussione: sono più forte di te, perciò tutto ciò che faccio è lecito.
Un esercito non può essere visto solo come mezzo di prevaricazione, ma anche come mezzo di dissuasione.
Abbiamo telecamere dappertutto, vigili, poliziotti, inferriate: a scopo dissuasivo.
Anche un esercito agguerrito può essere un mezzo di dissuasione.
contessa scalza ha scritto:Se ognuno potesse lavorare a seconda delle sue capacità e talenti per tre ore al giorno come contributo sociale, e avesse il resto del giorno per vivere, il tutto sarebbe molto più umano e avrebbe più senso.
Eh, grazie.
Raccontala al ministro Brunetta!
Angelica ha scritto:Comunque non mi da' fastidio parlare delle mie scelte di vita,è più o meno quello che fanno tutti quando tiro fuori il discorso e ci sono abituata. Very Happy
Angelica ha scritto:Lascia stare mia madre,per favore.
Qui cominciano i segni di insofferenza.
Secondo me il sito dei Nati Scalzi non è il luogo adatto per mettere sotto processo le opinioni della gente.
Per mesi mi avete rotto le bounce perché sembrava che fossi la persona che facevo scappare i nuovi barefooters.
Secondo me state sconfinando ed in modo grave.
Ora basta!
Le opinioni personali sono sacre e non si discutono.
Siamo scalzi e scalzi vogliamo rimanere.
Le convinzioni politiche sono belle e penso che tutti abbiano la loro parte di ragione.
E tutta la vita è politica.
Però dateci un taglio: non è bello che una new entry debba sentirsi sul banco degli imputati e tanto meno dover dare giustificazioni delle proprie scelte di vita, tanto più che proprio noi scalzisti abbiamo fatto delle scelte discutibili per il 99.9999999999999999% delle persone.
Possiamo, per favore ritornare un passo indietro?
Puoi dirmi, Angelica, perché sei approdata al nostro, a volte simpatico, sito?
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Messaggio  Angelica il Dom Ott 03 2010, 16:01

Si,penso che sia meglio,anche perchè non voglio mettermi a far polemiche e meno che mai appena arrivata Very Happy .
In effetti di questo non credo di averne parlato...stavo cercando informazioni sul camminare scalzi dopo l'ennesima bubbolata di mia madre sul (ma ti fai male,ti prendi qualcosa,il raffreddore,eccetera),tanto per farglielo leggere. Senza pretesa di farle cambiare idea,eh,tanto non la cambierà mai. Ma qualcosa devo pur ribadire ed è meglio farlo con argomenti confutati quando i propri non lo sono abbastanza.
Ho trovato il sito e relativo forum,ho dato un'occhiata e ho deciso di iscrivermi.
Morale: non ho trovato niente da far leggere a mia madre che continua a rompere (ma avrebbe continuato lo stesso...uuff..)ma almeno ho trovato qualcuno con cui condividere questa "stramberia" che credevo essere soltanto mia Very Happy .
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Messaggio  Enzo il Dom Ott 03 2010, 16:24

[-


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Messaggio  contessa scalza il Dom Ott 03 2010, 17:13

Angelica ha scritto:Lascia stare mia madre,per favore.

Riguardo al resto...avevo detto qualche post più indietro che non avrei continuato a discutere su questi argomenti e mi sarei tirata fuori dalla discussione.
Potrei dire altrettanto di mia figlia. Se la tua intenzione era di tirarti fuori dalla discussione avresti allora dovuto attenerti a ciò che ti eri prefissata invece di rispondermi provocandomi in modo offensivo come hai fatto. Ti cito:
Angelica ha scritto:"Vabbè,qui siamo al terrorismo psicologico.
Ricordo quando un'amica di mia madre,vegana fanatica,portò la figlia di cinque anni a vedere come si uccidono i bovini chiedendogli alla fine se voleva mai più mangiare carne...e che altro avrebbe dovuto rispondere la bambina? Siamo quasi alla cinconvenzione d'incapace....

Non so quanti anni abbia tua figlia ma un discorso del genere porta ad un'unica strada di pensiero..."
Questo non è voler tirarsi fuori.... È gettare la pietra e poi nascondere la mano.
Angelica ha scritto:E capirai pure bene la differenza tra invito alla riflessione sulle scelte di vita e indottrinamento. Dire alla figlia "ti troverai a dover bombardare altri esseri umani come te,pensaci bene,ucciderai un mucchio di persone inutilmente" credo c'entri poco con la riflessione e l'introspezione.
Il mondo militare è ben altro che bombardare navi e ammazzare persone. Si dovrebbero,perlomeno,cercare di mostrare tutti gli aspetti,aspetti che spesso sono nascosti a chi non ha vissuto tale esperienza.
Ma da dove ti prendi la presunzione di assumere che dopo 6 anni nel corpo dei cadetti della marina, e partecipato a innumerevoli avvenimenti ufficiali fra cui 2 strettamente a contatto fisico con la famiglia reale olandese, mia figlia ed io indirettamente, non conosciamo quegli aspetti che tu chiami "nascosti" a chi non ha vissuto tale esperienza? Ma per piacere! In questa tua risposta continui pure nuovamente a insinuare che io circonvenga mia figlia..... che le tenga "nascosto" qualcosa...., ma come ti permetti?
Prima di sparare a raffica sugli altri rifletti, e al posto di sparare se ti serve qualcosa, chiedila.
È più facile che la risposta che cerchi per tua madre la trovi se non spari su chi te la può fornire!

Non tutti qui hanno questo tipo di indottrinamento:
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Messaggio  Angelica il Lun Ott 04 2010, 13:45

Che ne sapevo che siete state in Marina...la tua sparata sull' "uccidere,bombardare navi,altri esseri umani,ecc..." mi sembrava fin troppo semplicistica e "profana"... se un mio eventuale figlio mi dicesse di voler intraprendere la carriera militare ne sarei felice eccome,altro che dissuaderlo...se poi non si troverà a suo agio dopo l'anno di leva potrà sempre ritirarsi... Io rimpiango di non essere stata presa nei carabinieri,di non aver continuato nell'esercito (e non è escluso che in futuro,prima della fine del limite d'età,possa rientrare) e di non essere entrata in un accademia militare per sottufficiali quando potevo,prima che i limiti di età me lo impedissero.
Non mi va di essere arrogante nè rendermi antipatica con nessuno. Vorrei davvero che questo discorso terminasse qua ma non posso nemmeno esimermi dal rispondere se mi sento di farlo. Ed il ridurre tutto il mondo militare all' "uccidere,bombardare,ecc..." mi sembra quasi uno sputare su tutto ciò in cui credo e di cui ho fatto la mia vita. Non mi permetto di dire che tu non sia in buona fede nè che voglia offendermi,ma capisci che mi sento chiamata un tantino in causa...
Sapevo che accennando alla mia esperienza militare nel primo post avrei scatenato un qualche discorso,succede sempre un po' con tutti,ma non immaginavo questo putiferio. Sono venuta qua per confrontarmi su ben altri argomenti,quali il camminare a piedi nudi,forse anche per trovare quel po' di coraggio per farlo più spesso,non per polemizzare.
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